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#domenicalmuseo: Pompei si conferma il sito più frequentato anche nella domenica a ingresso gratuito di novembre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino

ministero_novembre-2024_domeincalmuseo_locandina#domenicalmuseo: per domenica 3 novembre 2024 a ingresso gratuito, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, si confermano, nello stesso ordine di ottobre 2024, ai primi tre posti della classifica assoluta dei siti visitati Pompei (25.604 ingressi, 10mila in meno di ottobre, ma 7mila in più di settembre), seguita al secondo posto dal Colosseo (16.358) e al terzo dal Foro Romano-Palatino (14.167).

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Casa degli Augustali ad Ercolano: il parco ha registrato 3806 ingressi nella domenica di novembre a ingresso gratuito (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 25.604; Colosseo – Anfiteatro Flavio 16.358; Foro Romano e Palatino 14.167; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 13.365; Terme di Caracalla 5.708; Museo e area archeologica di Paestum 5.536; Museo archeologico nazionale di Napoli 5.150; Villa Adriana 3.947; Parco archeologico di Ercolano 3.806; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 2.950; Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.216;  MAN Mario Torelli, parco archeologico e catacombe ebraiche di Venosa 1.845; Museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.704; Museo di Palazzo Grimani 1.567; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.461; Necropoli dei Monterozzi e Museo archeologico nazionale di Tarquinia 1.344; Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano 1.302; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.121; Necropoli della Banditaccia e Museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 1.060; Museo archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 1.050; Museo delle Civiltà 957; Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila 926; Musei Nazionali di Cagliari 875; Parco archeologico dell’Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 7.14; Museo Archeologico Nazionale di Ravenna 560; Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps 558; Villa di Poppea-Oplontis 487; Parco archeologico di Cuma 457; Museo archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e Parco archeologico di Egnazia 447; Capo di Bove 440; Le castella 440; MAN e Castello di Manfredonia 434; Parco archeologico delle Terme di Baia 414; Parco archeologico di Siponto 402; MAN di Sperlonga e Villa di Tiberio 349; MAN e teatro romano di Spoleto 336; MAN della Sibaritide 300.

Tivoli (Roma). Scoperto a Villa Adriana un grande complesso di epoca adrianea mai documentato nell’area dell’anfiteatro dalla missione dell’università di Urbino: “Fino a oggi non si conosceva un complesso così esteso e riccamente decorato, voluto da Adriano ma poi distrutto per lasciar spazio a una diversa struttura”

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Il gruppo diretto dal prof. Fabio Giorgio Cavallero impegnato nella prima campagna di scavo dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

A Villa Adriana (Tivoli, Roma) scoperto un grande complesso di epoca adrianea mai documentato. È il risultato della campagna di scavo, diretta dal prof. Fabio Giorgio Cavallero, presso il cosiddetto Anfiteatro di Villa Adriana, intrapresa nel 2024 dal dipartimento di Studi umanistici (DISTUM) dell’università di Urbino, su indicazione del direttore dell’istituto Villae, Andrea Bruciati, e su concessione del ministero della Cultura.

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Il grande complesso di epoca adrianea, mai documentato prima, scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

Ai piedi di Piazza d’Oro si trova infatti una struttura di forma ellittica che fin dal Cinquecento è stata ritenuta una vasca destinata ai bagni o all’allevamento dei pesci. Negli anni Novanta del secolo scorso la pulizia del sito ha però messo in luce alcuni elementi forse riferibili a un anfiteatro. I risultati dell’attuale campagna sono stati sorprendenti: al di sotto di pochi centimetri di terra sono infatti emerse le murature di un grande complesso di epoca adrianea mai documentato finora. Si tratta di un edificio di oltre 25 metri di lunghezza per 15 di larghezza, composto da un’ampia aula rettangolare circondata da otto stanze aperte su un terrazzo sorretto da pilastri che si conservano per oltre tre metri di altezza. Questo edificio venne in parte distrutto per lasciar posto al cd. anfiteatro ma le macerie, invece che essere asportate, furono utilizzate per creare il piano sul quale si realizzò il pavimento della nuova struttura ellittica. Ed è per questo motivo che lo scavo ha permesso di recuperare sia i marmi che rivestivano l’esterno del complesso (compresi i pilastri), sia gli intonaci che ne decoravano le stanze: marmi bianchi, serpentino verde, porfido rosso e intonaci dipinti in giallo, rosso, verde e ornati da nastri intrecciati, acanti e melagrani.

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Frammenti di intonaci decorati del grande complesso di epoca adrianea scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

Fino a oggi, a Villa Adriana, non si conosceva un complesso così esteso e riccamente decorato, voluto da Adriano ma poi distrutto per lasciar spazio a una nuova e differente struttura. “Un dato è fin da ora chiaro”, dichiara Berta Martini, direttrice del DISTUM: “un nuovo grande edificio si deve aggiungere alla complessa articolazione della villa voluta e disegnata da Adriano, un sito Unesco che ancora oggi non smette di regalare, nonostante gli oltre cinquecento anni di scavi e ricerche, scoperte sorprendenti”.

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Elementi strutturali del grande complesso di epoca adrianea scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

“Villa Adriana”, interviene il direttore delle Villae, Andrea Bruciati, “è oggi più che mai un attivo cantiere di studi e una fucina di novità. L’équipe dell’università di Urbino ha rinvenuto un edificio ad oggi sconosciuto, aggiungendo una pagina del tutto inedita alla conoscenza del sito. Illuminato e ambizioso, l’imperatore Adriano si è dedicato a una progettualità costruttiva fatta di grandi e meravigliose opere, da cui è disceso l’insieme straordinario e vario della villa. L’eccezionalità del sito ne fa un palinsesto cangiante e primario al contempo, ispirando nell’Istituto un progetto di gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, monumentale e naturalistico improntato all’interdisciplinarità e alla trasversalità”.

Ministero della Cultura. Ingresso gratuito il 3 novembre con #domenicalmuseo e il 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

ministero_novembre-2024_domeincalmuseo_locandinaI musei e i parchi archeologici statali saranno aperti durante il ponte di Ognissanti: il 1° e il 2 novembre 2024 le visite si svolgeranno secondo le consuete modalità di fruizione, quindi a pagamento, mentre il 3-4 novembre saranno ad accesso libero. Il 3 novembre 2024 si rinnova l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, con accesso su prenotazione dove previsto. Domenica 6 ottobre 2024 l’affluenza registrata è stata di 354.856 persone. L’elenco dei luoghi della cultura convolti è aggiornato in tempo reale sulla pagina dedicata https://cultura.gov.it/domenicalmuseo.

ministero_novembre-2024_4-novembre_locandinaIl 4 novembre 2024, Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate, è la terza data ad accesso gratuito, insieme al 25 aprile e al 2 giugno come previsto sin dal 2023 dal ministro della Cultura in occasione di ricorrenze dall’alto significato storico, che si aggiunge alle 12 l’anno previste dall’iniziativa #domenicalmuseo. Diversi musei hanno differito la consueta chiusura del lunedì al fine di agevolare la visita e permettere ai visitatori di fruire dell’offerta culturale in questa giornata gratuita. Tutte le visite si svolgeranno secondo le modalità di apertura stabilite, con accesso su prenotazione dove previsto. Si consiglia, pertanto, di preparare la visita consultando sempre la app Musei italiani o i siti ufficiali dei singoli musei.

Milano. Alla fondazione Rovati il convegno “Gian Francesco Gamurrini (1835 – 1923). L’Archeologo e la sua eredità a 100 anni dalla morte”, che chiude la serie di iniziative scientifiche per la celebrazione del centenario dalla morte dell’archeologo aretino

milano_fondazione-rovati_convegno-Gian-Francesco-Gamurrini-l-archeologo_locandina“…il Gamurrini non vedeva né voleva barriere davanti a sé: tutto lo interessava, di tutto si occupava e tutto avrebbe voluto conoscere da solo”, Bartolomeo Nogara, direttore generale dei Monumenti, Musei e Gallerie pontifici. Lunedì 21 ottobre 2024 alla Fondazione Luigi Rovati si apre il convegno “Gian Francesco Gamurrini (1835 – 1923). L’Archeologo e la sua eredità a 100 anni dalla morte”, che chiude la serie di iniziative scientifiche per la celebrazione del centenario dalla morte di Gian Francesco Gamurrini (Arezzo 1835-1923). Il convegno, promosso dall’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, è sostenuto dalla direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del ministero della Cultura e patrocinato dall’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, e fa seguito alle giornate di studio organizzate ad Arezzo nel dicembre 2023. Il convegno è gratuito, si consiglia la prenotazione (link Biglietti – Fondazione Luigi Rovati). Il biglietto non include l’accesso al Museo d’arte. Nel convegno a Milano si analizzano il contesto scientifico e politico nazionale e internazionale in cui opera lo studioso e le sue relazioni con le maggiori istituzioni scientifiche del tempo, ma anche il suo ruolo nella costituzione e organizzazione dei Musei dell’Etruria e la realizzazione della Carta Archeologica d’Italia.

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Rilievo di Gamurrini posto ad Arezzo, nei pressi della sua abitazione (foto etru)

Gian Francesco Gamurrini nacque ad Arezzo il 18 maggio 1835, discendente da una famiglia nobile aretina. Studioso ecclettico, dedicò la vita all’archeologia e alla difesa dell’eredità culturale del territorio aretino dalle razzie di speculatori e mercanti d’arte nella fase cruciale della storia risorgimentale. Lo studioso fu anche un appassionato bibliotecario, contribuendo con il suo esempio alla crescita di una coscienza nazionale.

PROGRAMMA LUNEDÌ 21 OTTOBRE 2024. Alle 14, registrazione; 14.30, saluti istituzionali. Il contesto scientifico e politico nazionale e internazionale: 14.45, Laura Ambrosini, Consiglio nazionale delle Ricerche: “G. F. Gamurrini e il grande rinnovamento dell’archeologia italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento”; 15.15, Silvia Paltineri, università di Padova: “Rapporti tra Pigorini e Gamurrini sulla base della documentazione conservata nel Fondo Pigorini dell’Università di Padova”; 15.45, Margherita Gilda Scarpellini, etruscologa: “Gamurrini e gli archeologi tedeschi nel carteggio conservato presso il museo Archeologico nazionale di Arezzo”; 16.15, pausa; 16.30, Valeria Capobianco, Istituto Archeologico Germanico di Roma: “Gian Francesco Gamurrini e l’Instituto di Corrispondenza Archeologica”; 17, Ingrid Edlund-Berry, The University of Texas at Austin, e Cristiana Zaccagnino, Queen’s University: “Gamurrini outside Italy: International contacts with Scholars and Museums” (L’intervento sarà in lingua inglese, senza traduzione). Modera: Ulf R. Hansson, Istituto Svedese di Studi Classici a Roma; 17.30, visita al museo d’Arte.

PROGRAMMA MARTEDÌ 22 OTTOBRE 2024. 9, registrazione; 9.30, Marie-Laurence Haack, Université de Picardie Jules Verne: “Gamurrini e la Francia”. Città e Musei d’Etruria: 10, Luisa Migliorati, Sapienza Università di Roma: “Gian Francesco Gamurrini e la Carta Archeologica d’Italia”; 10.30, Giuseppe M. Della Fina, fondazione per il Museo Claudio Faina: “L’istituzione di un Museo palesa il carattere di un popolo altamente civile. Gian Francesco Gamurrini e la sua idea di museo”; 11, pausa; 11.30, Giulio Paolucci, Fondazione Luigi Rovati: “Gamurrini e le antichità di Orvieto”; 12, Sara de Angelis, direzione regionale Musei nazionali Lazio: “L’Agro Falisco e il museo Archeologico nazionale di Civita Castellana”; 12.30, Filippo Delpino, Pontificia Accademia Romana di Archeologia: “Un fil rouge dal Museo Italico al Museo Falisco di Civita Castellana al Museo di Papa Giulio”. Modera: Giovanna Bagnasco Gianni, università di Milano; 13, pausa; 14.30, Antonella Magagnini, già Sovrintendenza Capitolina: “Gamurrini, Bonghi e il Museo Italico al Collegio Romano: progettare Musei per costruire l’Italia”; 15,  Gabriele Baldelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici: “Gamurrini e le Marche: non solo bagni di mare, ma anche i musei e l’archeologia”; 15.30, Fabrizio Paolucci, Gallerie degli Uffizi: “Gian Francesco Gamurrini: un archeologo agli Uffizi (1867-1875)”; 16, Barbara Arbeid, museo Archeologico nazionale di Firenze: “Gian Francesco Gamurrini e il Museo Etrusco di Firenze, dal Cenacolo del Fuligno al Palazzo della Crocetta”; 16.30, Monica Salvini, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, e Sara Faralli, Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze – Arezzo: “Firenze Capitale e Gian Francesco Gamurrini: grandi opere e rinvenimenti archeologici, continuità tra passato e presente”. Modera: Giuseppe Sassatelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici. 17, discussione generale.

Appia Antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove l’incontro “L’Appia è moderna. Quali prospettive?”, riflessione sul futuro della regina viarum, a celebrazione della proroga della mostra “L’Appia è moderna”, sui progetti e le iniziative architettoniche e artistiche per l’Appia antica nel Novecento

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La mostra “L’Appia è moderna” al Compesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia Antica (foto parco appia antica)

appia-antica_capo-di-bove_mostra-incontro-l-appia-è-moderna_locandinaSabato 19 ottobre 2024, alle 11, nel Complesso di Capo di Bove del parco archeologico dell’Appia Antica si terrà lo speciale evento “L’Appia è moderna. Quali prospettive?” a celebrazione della proroga della mostra “L’Appia è moderna” promossa dal parco archeologico dell’Appia Antica e dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura, con l’organizzazione di Electa editore, e curata da Claudia Conforti, Roberto Dulio, Simone Quilici e Ilaria Sgarbozza (aperta al pubblico fino al 17 novembre 2024). L’evento che invita alla riflessione sul futuro della regina viarum prevede interventi di Simone Quilici (curatore e direttore del parco archeologico dell’Appia Antica), Claudia Conforti (curatore e professoressa ordinaria di Storia dell’architettura, università di Roma Tor Vergata e membro dell’accademia nazionale di San Luca), Paolo Liverani (professore ordinario di Topografia Antica, università di Firenze), Maria Vittoria Marina Clarelli (dirigente Servizio III – Architettura contemporanea, periferie e rigenerazione urbana della DGCC, ministero della Cultura). Il dibattito sarà moderato da Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura, “Sapienza” università di Roma.

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La mostra “L’Appia è moderna” al Compesso di Capo di Bove nel parco archeologico dell’Appia Antica (foto parco appia antica)

L’esposizione, promossa dal parco archeologico dell’Appia Antica e dalla direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura, con l’organizzazione di Electa, anche editore del catalogo, punta l’attenzione sui progetti e le iniziative architettoniche e artistiche del Novecento, dimostrando che l’Appia è anche moderna. Senza entrare in contrapposizione con l’antico, disegni, dipinti, fotografie, illustrazioni, manifesti pubblicitari, invenzioni architettoniche e documenti d’archivio restituiscono l’energia di un secolo che ha fortemente disegnato una delle più note vie consolari, rendendola parte vivente e integrante delle dinamiche urbane e sociali di Roma, lontana dal concetto ottocentesco di museo a cielo aperto. Attraverso sei sezioni il racconto presenta i progetti architettonici firmati dai grandi architetti del secolo scorso; la trasformazione del paesaggio botanico ad opera di Antonio Muñoz; i fotogrammi inediti estrapolati da pellicole cinematografiche; le arti figurative – tra verismo, simbolismo e astrazione – nei dipinti di Duilio Cambellotti, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Trombadori, Carlo Socrate; le esclusive ville dei divi di Hollywood; nel cinema e infine nei fumetti.

Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte, riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”: VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

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Dal 17 al 19 ottobre 2024 Palazzo Vitelleschi, sede del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, ospiterà “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”, la VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia, promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e patrocinata dal ministero della Cultura e dalla direzione generale Musei. Negli anni trascorsi tra l’ultima edizione dei convegni del Parco e la successiva pubblicazione degli atti (2018, 2019), la ricerca archeologica, ordinata o frutto di casuali interventi sul territorio, ha prodotto nuove testimonianze, scoperte minime o significative che hanno ampliato il corpus e le conoscenze sulle terrecotte architettoniche dell’Italia antica. Riprendendo una soluzione consueta per le prime edizioni dei convegni, la nuova edizione è organizzata su base topografica ed integralmente incentrata su scoperte e riletture. L’incontro si svolge in due giorni: alle relazioni oggetto di discussione si accompagna l’edizione di notizie online, suddivise per temi topografici. Il terzo giorno è dedicato, come di consueto, a un sopralluogo al sito archeologico di Gravisca. Durante la giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di discutere e analizzare gruppi selezionati di materiali provenienti da Gravisca e dalla Civita, esposti per l’occasione all’interno dei depositi Bruschi. A fine lavori, tutte le comunicazioni saranno pubblicate senza distinzione di spazio editoriale in un volume sottoposto a referaggio che si inserirà nella collana degli Atti.

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Operazione Symes: alcuni dei reperti recuoerati dai carabinieri del TPC (foto emanuele antonio minerva / mic)

Si spazia dagli inediti vulcenti, presentati giovedì 17 da Simona Carosi, funzionaria archeologa referente di zona per la soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e da Carlo Regoli di Fondazione Vulci, databili dall’età etrusca a quella romana; al frammento di acroterio con amazzone a cavallo del tempio di Vigna Marini Vitalini a Cerveteri, di cui nello stesso pomeriggio del 17 parla la funzionaria archeologa territorialmente competente, Rossella Zaccagnini, insieme a Leonardo Bochicchio, già funzionario della Soprintendenza e oggi direttore dei parchi archeologici della Maremma. Zaccagnini e Bochicchio relazioneranno poi anche su altri frammenti di terrecotte architettoniche, parte dei materiali recuperati grazie all’operazione di sequestro del 2026, denominata Symes. Ciò offre spunto anche per ragionare in tema di tutela del patrimonio culturale e archeologico e di contrasto al traffico illecito e di danni al patrimonio stesso ad opera dei cosiddetti tombaroli. Beni trafugati e recuperati, restituiti al luogo di provenienza. E proprio l’operazione Symes ne è un esempio. Prende il nome dal noto trafficante internazionale d’arte Robert Symes e ha permesso di riportare in Italia ben 600 reperti provenienti da furti o prede dei tombaroli e localizzati molti anni dopo in musei, gallerie e collezioni private. E questi reperti sono vere e proprie deliciae: opere d’arte che richiamano tanto il significato intrinseco nella parola latina di vizi, gioie, piaceri. Capolavori per la loro bellezza, anche nel senso del termine di raffinatezze di stile e dei motivi ornamentali e iconografici. Un vocabolo che racchiude in sé la plurima anima di queste terrecotte; per la valenza artistica, architettonica, funzionale, estetica, ma anche storica e archeologica di fonte di memoria e cultura. Da qui il loro fascino.

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Antefissa a testa femminile nimbata (fine VI secolo a.C.) dal santuario di Fondo Patturelli di Curti (Ce) (foto mic)

Il convegno tarquiniese, inoltre, è anche l’occasione per Daniele Federico Maras, già funzionario della soprintendenza dell’Etruria meridionale e oggi direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, per presentare nuove riflessioni su un gruppo di lastrine architettoniche dipinte di provenienza ceretana, appartenenti al cospicuo nucleo di materiali recuperati nel 2016 dai Carabinieri TPC e dalla diplomazia culturale, a suo tempo oggetto di una sezione della grande mostra del 2019 alla Centrale Montemartini. L’attività di tutela della Soprintendenza non si esaurisce con la protezione e conservazione, ma continua con studi e approfondimenti e con la diffusione dei risultati della ricerca.

#domenicalmuseo: Pompei con oltre 36mila visitatori (il doppio di settembre: un record) è il sito più frequentato nella domenica a ingresso gratuito di ottobre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino. Zuchtriegel, direttore di Pompei: “Bisogna definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei”

ministero_domenicalmuseo_ottobre-2024_locandinaPiù di 36mila visitatori in un giorno a Pompei: un record di ingressi mai prima raggiunto nelle domeniche gratuite, cui ha contribuito anche la concomitanza della supplica alla Madonna di Pompei e il bel tempo. Una tempesta perfetta! Per la prima domenica di ottobre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (36.480 ingressi: il doppio di settembre quando sono stati 18.356). Ma cambiano gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Colosseo (21.423) e al terzo il Foro Romano-Palatino (14.098).

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#domenicalmuseo: con oltre 35mila ingressi è record di visitatori a Pompei la prima domenica del mese di ottobre 2024 (foto parco archeologico pompei)

“Grande merito dei colleghi e delle colleghe del Parco, in particolare del personale di vigilanza, di accoglienza, delle pulizie e di biglietteria, che ringrazio per la gestione altamente professionale della giornata”, ha detto il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Ora bisogna riflettere come gestire al meglio questi flussi, che testimoniano il successo del modello Pompei ma che potrebbero esporre il patrimonio e la sicurezza anche a potenziali rischi. Siamo al lavoro insieme a Ministero, Prefettura e territorio per definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei ovvero sulla rete di siti tra Castellammare, Lettere, Torre Annunziata, Boscoreale, Terzigno e Poggiomarino per canalizzare l’interesse del pubblico verso tesori che meritano di essere più conosciuti. E trasformeremo lo scavo di Civita Giuliana, che sta restituendo i quartieri servili di una villa romana in uno stato di conservazione unico, in un ulteriore nodo della rete territoriale dell’archeologia vesuviana, quell’avventura scientifica singolare che ebbe inizio nel 1748 a Pompei e continua tuttora”.

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#domenicalmuseo: al museo Archeologico nazionale di Napoli oltre 6mial visitatori a ottobre 2024 (foto mann)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 36.480; Anfiteatro Flavio 21.423; Foro Romano e Palatino 14.098; Pantheon 10.076; museo e area archeologica di Paestum 9.011; Terme di Caracalla 7.457; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.262; parco archeologico di Ercolano 4.699; Villa Adriana 3.916; parco archeologico di Siponto 3.610; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 3.490; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.972; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.872; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.364; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.339; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.291; museo di Palazzo Grimani 1.167; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.151; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.150; museo nazionale romano – Palazzo Altemps  1.129; Villa della Regina 1.129; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.124; Appia antica  – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.100; Villa di Poppea-Oplontis 777; parco archeologico delle Terme di Baia 587; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 562; parco archeologico di Cuma 548; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 470; Santuario di Ercole vincitore 419; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 412; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 370; area archeologica di Velia 343; Appia antica  – Capo di Bove 300.

#domenicalmuseo: Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di settembre, seguito da Pantheon e Colosseo

ministero_domenicalmuseo_settembre_visitatori_locandinaPer la prima domenica di settembre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (18.356 ingressi), ma si invertono gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Pantheon (14.759) e al terzo il Colosseo (14.576).

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Visitatori nell’area archeologica di Ostia antica (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 18.356; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 14.759; Colosseo 14.576; Foro Romano e Palatino 8.342; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; museo e area archeologica di Paestum 2.569; Villa Adriana 2.468; Terme di Caracalla 2.157; parco archeologico di Ercolano 1.837; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.755; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.750; area archeologica di Ostia antica 1.465; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.074; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.044; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 977; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 928; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 881; musei nazionali di Cagliari 841; parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo 800; museo Archeologico nazionale di Taranto 709; museo delle Civiltà 683; museo di Palazzo Grimani 611; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 392; museo Archeologico nazionale di Ravenna 352; museo Archeologico nazionale di Firenze 344.

Locri Epizefiri (RC). Dopo cento anni si torna a scavare a Marasà dove Paolo Orsi trovò il gruppo dei Dioscuri. Al via la campagna di scavo dell’università di Bologna con la direzione regionale Musei nei santuari locresi

locri-epizefiri_parco_al-via-scavi-archeologici-nei-santuari_locandinaParte lunedì 2 settembre 2024 con le attività di indagine preliminare la nuova campagna di scavo archeologico nei Santuari dell’antica città di Locri Epizefiri (RC). Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Cultura e voluto dal direttore generale Massimo Osanna, è realizzato dalla direzione regionale Musei Calabria, con la direzione scientifica del dirigente, Filippo Demma, e con il supporto scientifico del dipartimento di Storia Culture e Civiltà e della Scuola di specializzazione in Archeologia dell’università di Bologna, diretta Elisabetta Govi. La collaborazione si inserisce tra le attività previste dalla Convenzione per le attività scientifiche di ricerca, valorizzazione e miglioramento della fruizione del patrimonio afferente alla direzione regionale Musei Calabria, stipulata nell’aprile scorso con l’ateneo emiliano.

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Gruppo di lavoro nel sopralluogo a Locri Epizefiri (RC): al centro Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-cal)

Le indagini archeologiche, volte a migliorare la conoscenza, l’accessibilità e la fruizione dell’antica polis, si focalizzeranno sue due dei più importanti santuari locresi, quello del Themosmophorion e quello del Tempio in località Marasà. Nel primo caso, gli scavi archeologici avranno lo scopo di recuperare i confini originari dell’area sacra, con l’obiettivo di migliorare la comprensione dell’intera struttura e chiarire i rapporti con i complessi sacri vicini. Presso il Tempio di Marasà verrà invece eseguito un saggio in un’area mai indagata prima con metodologia stratigrafica. Sarà allestito, inoltre, un cantiere didattico con la presenza degli studenti dell’università di Bologna che seguirà i principi dell’Archeologia pubblica e sarà visitabile anche da parte del pubblico, che verrà informato del progresso delle indagini anche con conferenze periodiche e post sui social della missione”.

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Filippo Demma discute sulla campagna di scavo in avvio a Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“Continua anche nel campo degli scavi archeologici”, sottolinea il direttore Demma, “il grande lavoro riportare alla luce la storia della Magna Grecia; è il segno del nuovo corso che investe i beni culturali e i luoghi della cultura calabresi. La collaborazione con un Ateneo di eccellenza come l’Alma Mater bolognese è un punto qualificante del progetto, che consentirà anche di formare i giovani archeologi in uno dei contesti più interessanti del Mediterraneo”.

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Tavolo di lavoro per la campagna di scavo a Locri Epizefiri: in primo piano, Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-calabria)

“Questo progetto”, interviene la direttrice del sito Trunfio, “rappresenta un ulteriore tassello per mettere in pratica la visione strategica che abbiamo immaginato per la riqualificazione del Parco. L’indagine archeologica ci permetterà di migliorare la comprensione del sito e una maggiore consapevolezza costituisce garanzia di scientificità nel racconto che offriremo ai nostri visitatori. Il Tempio di Marasà è il luogo più iconico di Locri Epizefiri: riprendiamo dopo oltre cento anni gli scavi nella stessa area che permise a Paolo Orsi di recuperare il famoso gruppo scultoreo dei Dioscuri. È una grossa opportunità, nonché una sfida, che stiamo cogliendo con grande entusiasmo, oltre che con impegno scientifico”.

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Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“La partecipazione dell’università di Bologna al progetto di ricerca e di scavo a Locri Epizefiri”, spiega in conclusione la prof.ssa Govi, “costituisce per i nostri studenti una straordinaria occasione di conoscenza di uno dei siti più importanti della Magna Grecia e del Mediterraneo, dando la possibilità di maturare una preziosa esperienza nell’ambito della “archeologia del sacro”, un filone di indagine tra i più complessi e importanti. La collaborazione tra la Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Bologna e la direzione regionale Musei Calabria garantisce la sinergica condivisione di obiettivi formativi, mettendo in atto le più avanzate metodologie di ricerca e le migliori strategie di gestione e valorizzazione dei beni archeologici. Gli studenti potranno così sperimentare un approccio completo che li arricchirà sotto molti punti di vista”.

Baia (Na). In piazza d’Armi del Castello aragonese al via Antro 2024, IV edizione del festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, sul tema “Mens agitat molem / La mente muove la materia” (preso in prestito da Virgilio). Due settimane di appuntamenti con l’arte, la musica e la danza. Ecco il programma

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Sarà il concerto di Gio Cristiano Mediterranean Quartet con la special guest Dean Bowman ad aprire, venerdì 30 agosto 2024, alle 21, Antro 2024, il festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, giunto alla quarta edizione, in programma dal 30 agosto al 15 settembre 2024 nella piazza d’Armi del Castello aragonese di Baia: due settimane di appuntamenti con l’arte, la musica e la danza, e un tema “Mens agitat molem / La mente muove la materia” preso a prestito dal libro VI dell’Eneide di Virgilio. Finanziato dal parco archeologico dei Campi Flegrei e realizzato grazie al contributo del ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, il festival Antro 2024 è caratterizzato da un calendario di spettacoli proposti soprattutto da associazioni che hanno partecipato a un bando pubblico. Partecipazione agli eventi con biglietto di ingresso al Castello: 5 euro. Gli spettacoli avranno inizio alle 21. Per agevolare l’ingresso al castello sono previsti 4 slot di entrata (da scegliere al momento dell’acquisto del biglietto): ore 20; 20.15; 20.30; 20.45: ACQUISTA I BIGLIETTI QUI.

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Fabio Pagano, direttore parco archeologico dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

“Abbiamo scelto di tradurre il tema di Antro 2024 Mens agitat molem in La mente muove la materia. Forse Virgilio non sarebbe stato d’accordo, probabilmente aveva in mente altro quando ha composto il celebre discorso di Anchise nel libro VI dell’Eneide (Aen. 6, 724-731)”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Molte interpretazioni sono state avanzate su questo passo, leggendovi la vittoria dello spirito sulla materia, della mente sulla forza bruta, collegandolo a concezioni panteistiche o influenze legate alla filosofia stoica. Noi prendiamo in prestito questo passo per sole due settimane, il tempo di montare, animare e smontare il palco del nostro Festival nella cornice sospesa della piazza d’Armi del Castello aragonese di Baia. La mente a cui pensiamo, trascendente e singolare, è quella dei nostri visitatori/spettatori che fa muovere la materia di cui è fatto il Parco: le pietre, i mattoni, la roccia, il marmo”.

baia_castello_Antro-2024_30-agosto_locandinaIn apertura, venerdì 30 agosto 2024, alle 21, è in programma il concerto di Gio Cristiano Mediterranean Quartet con la special guest Dean Bowman. Sul palco montato nella piazza D’Armi del Castello aragonese di Baia, arriva una tappa del tour Del blue (ed altre essenze) che propone l’esecuzione delle composizioni originali contenute nell’omonimo album, DDoje parole, Blues, Sirena, Miraggio, Terra!, con suoni che vanno dalle sofisticate armonie jazz alla grande tradizione melodica partenopea, dalla canzone blues in lingua napoletana alle composizioni strumentali di matrice ethno/funk. Insieme a Gio Cristiano, chitarra e voce, ci saranno Marco Ciardiello, piano elettrico; Emanuele De Luca, basso elettrico; Angelo Calabrese, batteria e percussione e, ovviamente, l’ospite d’onore Dean Bowman (voce). L’evento è a cura dell’associazione Aspro Cuore.

baia_castello_Antro-2024_31-agosto_locandinaIl programma di Antro 2024 prosegue, sabato 31 agosto 2024, alle 21, con “Moby Dick l’incantatrice. Monologo per sette voci intorno alla balena bianca” di Rosalba Di Girolamo, liberamente tratto dal capolavoro di Herman Melville. Prodotto da Baba Yaga Teatro, lo spettacolo porta in scena, insieme a Rosalba Di Girolamo (voci narranti), Marco Messina (colonna sonora originale), Rocco Zaccagnino (fisarmonica) e Stefano Cammarota (tecnico del suono).

baia_castello_Antro-2024_1-settembre_locandinaDomenica 1° settembre 2024, alle 21, il Castello di Baia ospiterà una tappa del tour Ra di Spina, un progetto di Laura Cuomo, cantante e ricercatrice vocale (voce, loopstation, synth), in scena con Alexsandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra) e Francesco Paolo Manna (percussioni). Una performance in cui radici sonore profondamente legate al cuore sacro della musica popolare del sud Italia si incrociano con i suoni della contemporaneità.

baia_castello_Antro-2024_6-settembre_locandinaAd aprire il secondo week end, venerdì 6 settembre 2024, alle 21, sarà Corto Maltese e Irene di Boston, un progetto di lettura, musica e disegno dal vivo con i testi di Marco Steiner (in scena con le letture). Sul palco, insieme a Steiner, ci sono Stefano Meli (chitarra elettrica Stratocaster) e Giovanni Robustelli (performance pittorica dal vivo). L’evento è a cura di Lib Associazione sociale.

baia_castello_Antro-2024_7-settembre_locandinaSabato 7 settembre 2024, alle 21, spazio a “Gaius Plinius Secundus. L’ultimo viaggio di Plinio il Vecchio” a cura del Teatro di Tato Russo, che propone un viaggio immaginario, attraverso le allucinazioni, le speranze, le proiezioni e gli ultimi respiri di Plinio il Vecchio, interpretato da Rino Di Martino, in scena con le danzatrici Elisa Carta Carosi e Lucia Cinquegrana su coreografie di Aurelio Gatti. La regia è curata da Diego Sommaripa, che firma la drammaturgia insieme a Noemi Giulia Fabiano. Le musiche sono di Marco Schiavoni.

baia_castello_Antro-2024_8-settembre_locandinaDomenica 8 settembre 2024, alle 21, in programma c’è De Rerum Natura, a cura dell’associazione MDA Danza.

baia_castello_Antro-2024_11-settembre_locandinaNell’ultima settimana il programma diventa più intenso. Mercoledì 11 settembre 2024, alle 21, c’è Commedia&Arte. Teatro, improvvisazione e coinvolgimento con Markus Kupferblum e le sue maschere, a cura della Fondazione Canto di Virgilio in collaborazione con Domus Ars e Pluriverso Accademia del fuoco.

baia_castello_Antro-2024_12-settembre_locandinaGiovedì 12 settembre 2024, alle 18.30, si terrà la conferenza Immagini e segni fonetici nella “più antica scrittura d’Europa” di Matilde Civitillo – università della Campania “Luigi Vanvitelli” (ingresso gratuito).

baia_castello_Antro-2024_13-settembre_locandinaVenerdì 13 settembre 2024, alle 21, in palcoscenico arriva Sibille: oracoli e divinazioni in forma moderna di Marina Rippa, con diciannove donne in scena e la musica dal vivo di Roberta Giannattasio, a cura dell’associazione Femminile plurale.

baia_castello_Antro-2024_14-settembre_locandinaSabato 14 settembre 2024, alle 21, l’associazione ArtGarage propone Il mare che ci unisce con la coreografia di Emma Cianchi e le musiche di Lino Cannavacciulo. Performer/interpreti Maria Anzivino, Pearl Hubert, Tonia Laterza e Gaia Mentoglio. I costumi sono di Leandro Fabbri e il set design di Alessandro Sodano.

baia_castello_Antro-2024_15-settembre_locandinaGran finale per il Festival Antro 2024 con Francesco Montanari, uno degli attori più conosciuti e amati del panorama televisivo e cinematografico italiano, che seduce anche sulle tavole del palcoscenico. Domenica 15 settembre 2024, alle 21, Montanari sarà con in “Menecmi” da Plauto, con la traduzione di Sacha Piersanti, l’adattamento di Arianna Mattioli e la regia di Enrico Zaccheo. Spettacolo prodotto da Savà Produzioni Creative.