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A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

A Villamarzana si torna a scavare la protostoria del Polesine (foto unipd)

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

Sito protostorico di Villamarzana (Ro): allievi dell’università di Padova impegnati nella campagna 2024 (foto graziano tavan)

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

Campagna 2024: veduta d’insieme della capanna nel villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

La prof.ssa Giovanna Gambacurta (UniVe) osserva la trincea settentrionale dello scavo preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto graziano tavan)

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). 

Il Polesine fa rete e lancia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia: Adrikà ad Adria e Delta; Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine; festival internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo. Un ricco programma proposto dai musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine, dal museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Comune di Rovigo, C.P.S.S.A.E., Circolo del Cinema di Adria e Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, col sostegno di Fondazione Cariparo

Il Polesine fa rete: da sinistra, Erika De Luca, assessore alla Cultura del Comune di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (foto man-fratta polesine)

Il Polesine fa rete e annuncia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia con un programma condiviso per valorizzare l’archeologia del territorio: si inizia nella prima metà di settembre con Adrikà – Rassegna del Cinema Archeologico ad Adria e Delta dal 9 al 13 settembre 2026; quindi a fine settembre con le iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine il 26 settembre 2026; infine a novembre col Festival Internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo dal 7 al 15 novembre 2026. I dettagli sono stati illustrati il 9 luglio 2026 a palazzo Cezza a Rovigo, presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Erika De Luca; Chiara Vallini, conservatore del museo Grandi Fiumi di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; Sandra Bedetti, consigliera d’amministrazione di Fondazione Cariparo; Elisabetta Brusa, direttrice artistica del festival internazionale “Sulle vie dell’Ambra”, collegata da remoto; Paolo Bellintani, presidente del CPSSAE; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati di Adria; Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto italiano di Preistoria e protostoria, già docente di Protostoria europea all’università di Roma “La Sapienza”, presente con un intervento registrato.

Open day 2023 sullo scavo di Frattesina di Fratta Polesine (foto drm-veneto)

L’incontro è nato dalla volontà di rafforzare il lavoro di rete sul territorio, promuovendo una progettualità condivisa che valorizzi il patrimonio archeologico e culturale conservato nei tre Musei attraverso la collaborazione tra Enti, la messa in comune di competenze e la costruzione di un’offerta culturale coordinata e rivolta a un pubblico sempre più ampio. Pur mantenendo ciascuno la propria identità scientifica e culturale, i tre musei condividono infatti l’obiettivo di promuovere una visione unitaria del territorio, nella consapevolezza che la storia del Polesine costituisce un patrimonio comune, che trova forza proprio nella collaborazione tra enti, istituzioni, università, associazioni e comunità locali. L’incontro del 9 luglio 2026 rappresenta quindi non solo la presentazione di tre importanti appuntamenti culturali, ma anche il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare il sistema museale e archeologico del territorio, valorizzando il dialogo tra ricerca, tutela e divulgazione. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione CARIPARO, il cui contributo ha consentito di sviluppare progetti innovativi dedicati alla ricerca, alla valorizzazione e all’accessibilità del patrimonio culturale.

Tutti – ospiti e organizzatori – sul palco virtuale del museo Archeologico nazionale di Adria per la prima edizione di Adrikà 2025 (foto graziano tavan)

A quarant’anni dalla mostra “L’antico Polesine. Testimonianze archeologiche e paleoambientali”, che segnò una tappa fondamentale nella conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico provinciale, il Polesine continua a restituire nuovi dati e nuove prospettive di ricerca. È cambiato, però, anche il modo di raccontare l’archeologia: oggi, accanto ai risultati scientifici, si valorizzano il percorso della ricerca, le metodologie, il lavoro interdisciplinare e il ruolo della tutela, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in una conoscenza più consapevole e partecipata del patrimonio culturale. In questo quadro, l’archeologia dialoga sempre più con altri linguaggi della cultura e dell’arte, sperimentando forme di comunicazione innovative capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il cinema, il teatro, la musica, la divulgazione scientifica, le nuove tecnologie, l’archeologia sperimentale e gli strumenti per una fruizione più accessibile e inclusiva diventano occasioni per avvicinare il patrimonio a una comunità sempre più ampia, trasformando il museo in uno spazio di esperienza, confronto e partecipazione. È in questa prospettiva che i musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine-Direzione regionale Musei Veneto, insieme al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo-Comune di Rovigo, al C.P.S.S.A.E., al Circolo del Cinema di Adria e alla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e a tutti gli Enti e le Associazioni in partenariato e in collaborazione hanno scelto di presentare congiuntamente alcune delle principali iniziative che caratterizzeranno la programmazione culturale tra la fine dell’estate e l’autunno.

Adrikà 2026, il cinema archeologico torna nel Delta del Po. Dal 9 al 13 settembre 2026 appuntamenti tra Porto Viro, Loreo e Adria con film, incontri, spettacoli e grandi ospiti. Tra gli eventi speciali “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani e i film muti accompagnati dal vivo dall’Ensemble Jazz del Conservatorio “Antonio Buzzolla”. La rassegna di cinema archeologico Adrikà torna a settembre con un programma che intreccia cinema, archeologia, divulgazione e spettacolo, coinvolgendo il territorio del Delta del Po in cinque giornate di eventi. Organizzata dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria e con la direzione artistica di ArcheoVisiva, la rassegna è realizzata con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e della Veneto Film Commission, con il sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Regionale del Delta del Po, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Banca Adria Colli Euganei, del Rotary Club di Adria e dell’Associazione CADA.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di SAdria (Ro) (foto graziano tavan)

La manifestazione prenderà il via con due appuntamenti di anteprima: mercoledì 9 settembre 2026 a Porto Viro e giovedì 10 settembre a Loreo 2026. Il cuore della rassegna sarà quindi ad Adria, dove l’11, 12 e 13 settembre 2026 si alterneranno proiezioni di film d’autore a tema archeologico, incontri con esperti ed eventi collaterali. Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Teatro Politeama, recentemente restituito alla città, e al Teatro Pertini, mentre gli incontri e gli approfondimenti troveranno spazio nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare gratuitamente il museo, che ha recentemente arricchito il proprio percorso espositivo con una nuova installazione dedicata alla celebre barca “cucita” rinvenuta a Corte Cavanella di Loreo e recentemente restaurata.

La barchessa Nord di Villa Badoer a Fratta Polesine sede del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (foto drm-veneto)

Giornate Europee del Patrimonio 2026 a Fratta Polesine. Nuovi strumenti per raccontare Frattesina: accessibilità, ricerca e innovazione. Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine è ospitato in una delle barchesse di Villa Badoer, capolavoro di Palladio inserito dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo racconta la storia delle comunità che vissero sulle rive dell’antico Po di Adria durante l’età del Bronzo finale (1200-900 a.C.). I reperti più significativi provengono dal villaggio di Frattesina, scoperto poco fuori dall’attuale centro abitato di Fratta Polesine, e dalle sue necropoli (Narde e Fondo Zanotto). In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 settembre 2026, il Museo presenterà al pubblico un insieme di nuovi strumenti di mediazione culturale pensati per migliorare la fruizione del percorso espositivo e rendere l’esperienza di visita sempre più accessibile, inclusiva e coinvolgente. L’iniziativa rappresenta un momento significativo nel percorso di rinnovamento del museo, che affianca alla ricerca archeologica nuove modalità di comunicazione del patrimonio, capaci di dialogare con pubblici diversi e di favorire una partecipazione attiva alla conoscenza. Una parte dei nuovi materiali è stata realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR – M1C3-3 Intervento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi” del ministero della Cultura. Tra questi figurano ad esempio pannelli con testi in linguaggio facilitato, pensati per rendere i contenuti del percorso espositivo più accessibili. Tra i nuovi materiali, saranno presentati due importanti novità sviluppate nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in collaborazione con Sapienza università di Roma, C.P.S.S.A.E. e università di Padova, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha permesso la ripresa delle indagini nei siti di Frattesina e di Villamarzana dal 2022 al 2024.

La prima è un video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, realizzato da Sapienza università di Roma sulla base dei dati emersi dalle campagne di scavo condotte negli ultimi tre anni. Attraverso una ricostruzione scientificamente fondata, il filmato permette di immergersi nell’antico abitato, illustrandone l’organizzazione degli spazi, le attività produttive e la vita quotidiana, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura del sito archeologico e delle collezioni del museo. La seconda riguarda una serie di riproduzioni tattili di reperti provenienti dal villaggio di Villamarzana, realizzati con finanziamenti PNRR, ma grazie alla collaborazione con l’università di Padova che ha realizzato le scansioni dei reperti. Questi supporti ampliano le possibilità di fruizione del patrimonio museale, favorendo un’esperienza di visita più inclusiva e multisensoriale e rendendo accessibili anche reperti particolarmente significativi ma di difficile manipolazione. L’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio rappresenta così un’occasione per mostrare come ricerca, tutela e innovazione possano tradursi in strumenti concreti di valorizzazione, rendendo il museo un luogo sempre più aperto, accessibile e capace di raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi contemporanei, senza rinunciare al rigore scientifico.

L’esterno del museo dei Grandi Fiumi a Rovigo (foto comune di ro)

Festival Sulle vie dell’ambra diretto da Elisabetta Brusa, al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. Per vocazione e per missione museo di comunità, il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo coltiva progetti, collaborazioni e relazioni: oltre a studiarne e valorizzarne il patrimonio, queste risorse diversificano le proposte culturali, favoriscono la pluralità degli apporti disciplinari, ampliano l’accoglienza a pubblici con molteplici esigenze e caratteristiche. Un Festival dentro un Museo può assumere un significato particolarmente ricco. Può non trattarsi, infatti, di una semplice “offerta culturale”, ma di un dispositivo sociale capace di trasformare il Museo da luogo di conservazione a spazio vivo di produzione di identità e di legami, in grado di superare la visione della cultura e degli eventi come ambito separato per cominciare a leggerli, invece, come una modalità operativa necessaria per affrontare la complessità contemporanea con l’obiettivo di incidere sui processi di sviluppo del territorio e sulla qualità della vita della comunità. Questa è stata, fin dalle origini, l’ambizione del Festival Sulle vie dell’ambra, arrivato quest’anno alla sua terza edizione e, non a caso, “inquilino speciale” del museo dei Grandi Fiumi, grazie alla presenza nel Museo di questa preziosa resina, patrimonio del territorio polesano.

In questa terza edizione Ambra: oro del Baltico e del Polesine, che si svolgerà dal 7 al 15 novembre 2026, il Festival, sostenuto dalla Regione del Veneto, dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cariparo, si propone ancora una volta non solo di consolidare l’interesse e il successo ottenuto negli anni precedenti, ma di trasformare Rovigo in un crocevia culturale europeo. E se l’anno scorso il paese ospite era l’Estonia, quest’anno focalizzeremo l’attenzione sulla Polonia, cercando di approfondire la storia commerciale e culturale che si è sviluppata intorno al polacco “oro del Nord”, visto che anticamente l’ambra proveniente dai paesi baltici veniva paragonata all’oro. Il Festival svilupperà, inoltre, anche un progetto ulteriore, In cammino, percorso che si concentrerà sul tema dei “pellegrinaggi” che si effettuavano attraverso la via Romea Germanica, strada che nel Medioevo non servirà più per trasportare l’ambra, convertendo la “strada dei mercanti” nella “strada dei pellegrini”. Tra le varie attività promosse dal Festival: mostre, concerti, installazioni, spettacoli di danza e di teatro, conferenze, attività didattiche e ludiche -dentro e fuori il Museo-, sottolineiamo il Convegno internazionale Dal Baltico al Po. L’ambra nella Protostoria europea a cura del CPSSAE (14 novembre 2026, Museo dei Grandi Fiumi, Rovigo).

Portogruaro. Al museo nazionale Concordiese la conferenza “Raccontare l’archeologia nella Destra Tagliamento. Esperienze museali a confronto”, primo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio”. Ecco il programma

Sabato 9 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve), la conferenza “Raccontare l’archeologia nella Destra Tagliamento. Esperienze museali a confronto”, primo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio” a cura della direzione regionale Musei nazionali Veneto, in collaborazione con il Gr.A.V.O. – gruppo archeologico del Veneto Orientale e l’associazione “Fondazione Antonio Colluto”: intervengono Federico Bonfanti, direttore museo nazionale Concordiese; Andrea Giunto, conservatore museo Archeologico del Friuli Occidentale di Pordenone; Giovanni Tasca, conservatore museo civico di San Vito al Tagliamento. Ingresso libero. Info: museo nazionale Concordiese di Portogruaro: tel. 0421 72674 – e-mail: drm-ven.museoportogruaro@cultura.gov.it; Gr.A.V.O. e Associazione Fondazione Colluto: cell. 346 5200641 – info@gravocolluto.it – www.gravocolluto.it.

Programma della rassegna “Nel segno di Clio”. Sabato 16 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese, “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo”, con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia. Ingresso libero. Sabato 23 maggio 2026, alle 20, al museo nazionale Concordiese, in occasione della Notte Europea dei Musei, “Techne. Lavoro arte civiltà tra guerra e pace. Classici Contro 2026”, in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia e il liceo XXV Aprile di Portogruaro. Apertura straordinaria serale al costo simbolico di 1 euro. Sabato 30 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese, “Storia e archeologia del gusto” con Martina Tapinassi, storica e divulgatrice. Ingresso libero. Con il contributo dell’associazione Il Palo ETS ODV di Concordia Sagittaria: domenica 27 settembre 2026, alle 16.30, nell’area archeologica di piazza Costantini 6 a Concordia Sagittaria (Ve), “Vivere e morire nell’antica Concordia. Nuovi rinvenimenti dal complesso paleocristiano”, con Federico Bonfanti, direttore MNC; Maria Letizia Pulcini, direttrice MAN di Fratta Polesine. La partecipazione e l’accesso saranno consentiti fino al raggiungimento della capienza massima consentita.

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Conversazioni sul Mediterraneo: da Cipro al Polesine” con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, per il ciclo “Un Tè al Museo”

Domenica 22 marzo 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) l’incontro “Conversazioni sul Mediterraneo: da Cipro al Polesine” con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, nuovo appuntamento del ciclo di incontri “Un Tè al Museo”, che unisce il piacere di un momento conviviale all’approfondimento di temi legati all’archeologia e alla storia antica. L’appuntamento di marzo è dedicato al Mediterraneo come spazio di incontro e di scambio tra culture, in occasione della mostra “Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia”, ospitata a Castel Sant’Angelo a Roma e visitabile fino al 30 giugno. La mostra, organizzata dal ministero della Cultura in collaborazione con il ministero della Cultura cipriota nell’ambito del Programma Culturale della Presidenza Cipriota del Consiglio dell’Unione Europea 2026, espone anche alcuni reperti provenienti dal villaggio dell’Età del Bronzo di Frattesina di Fratta Polesine, prova concreta di relazioni e contatti che attraversavano il mare già nelle fasi più antiche della storia europea.

Un pettine d’avorio da Frettesina esposto alla mostra “Cipro e Italia” a Castel S. Angelo a Roma (foto drm-veneto)

Durante l’incontro, Maria Letizia Pulcini guiderà il pubblico alla scoperta dei legami che mettevano in relazione le comunità dell’Italia protostorica con il più ampio mondo mediterraneo e, in particolare, con l’isola di Cipro. Sarà l’occasione per raccontare il Mediterraneo non come un confine, ma come uno spazio di incontro e di connessioni: uno spazio attraversato da rotte lungo le quali circolavano persone, oggetti, saperi e idee, contribuendo già nell’antichità alla costruzione di un orizzonte culturale condiviso. Come di consueto, “Un Tè al Museo” si svolgerà in un clima informale e accogliente: una tazza di tè accompagnerà il dialogo tra la direttrice e il pubblico, favorendo la condivisione e il confronto su temi che mettono in relazione il passato con il presente. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tel: 0425/668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza.

 

Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un Tè al Museo” conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità con la direttrice Maria Letizia Pulcini. E inaugurazione del percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina

Come si allenavano e come si prendevano cura del corpo le società del passato? Se ne parla domenica 1° febbraio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) nel nuovo incontro del ciclo “Un Tè al Museo” che coniuga il piacere di un momento conviviale con l’approfondimento di temi legati all’archeologia e alla storia antica. Il nuovo appuntamento, “Conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità”, offre al pubblico l’occasione di esplorare il modo in cui le società del passato concepivano il benessere fisico, la preparazione all’attività fisica e le pratiche di cura del corpo. A guidare l’incontro sarà Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di riflessione tra fonti letterarie e iconografiche e reperti archeologici. Come di consueto, “Un Tè al Museo” si svolgerà in un clima informale e accogliente: una tazza di tè accompagnerà il dialogo tra la direttrice e il pubblico, favorendo la condivisione e il confronto su temi che uniscono archeologia e attualità. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0425668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it) fino a esaurimento posti. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza!

In armonia con l’inverno: natura, sport e salute. Il corpo e la sua cura nell’età del Bronzo: percorso tematico al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dal 1° al 28 febbraio 2026. L’evento, inoltre, inaugura il percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo, proposto dal museo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e incluso nel programma dell’Olimpiade Culturale della Fondazione Milano Cortina 2026. Gli oggetti esposti raccontano le pratiche di cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo finale che abitavano l’area dell’antico fiume Po. Gesti quotidiani apparentemente semplici, carichi invece di significati simbolici e sociali, che trovano sorprendenti punti di contatto con i valori dello sport contemporaneo e con l’attenzione al corpo propria del mondo olimpico e paralimpico. Il percorso tematico propone una rilettura di oggetti legati alla cura del corpo, selezionati sia dal percorso espositivo permanente sia dai depositi del Museo. Strumenti per la toilette, ornamenti personali e oggetti connessi alla sfera del benessere fisico raccontano gesti quotidiani che, oltre alla funzione pratica, rivestivano un forte valore simbolico, identitario e sociale. Attraverso i reperti selezionati, il visitatore sarà invitato a riflettere sul significato della cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo: un insieme di pratiche legate all’igiene, all’aspetto esteriore, allo status e alle relazioni sociali, che trovano un inaspettato punto di contatto con i temi Olimpici contemporanei, dove il corpo è al centro di disciplina, preparazione e rappresentazione. Il percorso tematico offre così una narrazione nuova e mirata, capace di valorizzare una piccola selezione di reperti, inserendoli in un dialogo più ampio che unisce archeologia, storia culturale e attualità, nel segno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

Al termine dell’incontro, la direttrice del museo accompagnerà i partecipanti in una visita guidata ai reperti esposti, tra cui alcuni presentati al pubblico per la prima volta.

Rovigo. A Palazzo Roncale, l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive”: novità sul progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche in provincia di Rovigo sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Ecco il programma

rovigo_palazzo-roncale_convegno-archeologia-in-polesine-progetti-in-corso-novità-prospettive_locandinaSabato 1° febbraio 2025, alle 9, a Palazzo Roncale a Rovigo, la Fondazione Cariparo ospita l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” che presenterà risultati e prospettive del progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche di grande rilievo situate in provincia di Rovigo. Un progetto ambizioso, sostenuto dalla Fondazione Cariparo, che vede coinvolti la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, l’università di Padova, l’università Sapienza di Roma, l’università Ca’ Foscari di Venezia, la direzione regionale Musei nazionali Veneto, il CPSSAE di Rovigo e il Comune di Ariano nel Polesine. Un intervento che ha un forte valore scientifico e può contribuire alla valorizzazione culturale e turistica di tutta l’area polesana. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti, previa registrazione al seguente link: https://fondazionecariparo.it/…/archeologia-in…/

IL PROGRAMMA. INTRODUZIONE. Alle 9, saluti istituzionali e introduzione alla giornata: Giuseppe Toffoli, vice presidente, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Andrea Rosignoli, soprintendente, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Daniele Ferrara, direttore, direzione regionale Musei nazionali Veneto. PROGETTI IN CORSO PER L’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 9.30, Paolo Bellintani, Andrea Cardarelli, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Frattesina e Grignano Polesine”; 9.50, Michele Cupitò, David Vicenzutto, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Villamarzana”; 10.10, Giovanna Gambacurta, Silvia Paltineri, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: l’abitato etrusco”; 10.30, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetto, Wieke De Neef, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: il vicus romano”; 10.50, pausa caffè. ARCHEOLOGIA PUBBLICA IN POLESINE: RICERCA E DIVULGAZIONE: 11.20, Raffaele Peretto, “Monitorare il territorio: gruppi archeologici attivi nella ricerca e il ruolo del CPSSAE”; 11.40, Enrico Maragno, “Quarant’anni di ricerche e divulgazione del Gruppo Archeologico di Villadose”; 12.10, Alberta Facchi, Marco Bruni, Maria Letizia Pulcini, “I Musei nazionali e locali: Adria, Fratta Polesine, San Basilio”; 12.30, Chiara Vallini, “Il Museo dei Grandi Fiumi oggi: eredità ed evoluzione”. PRESENTE E FUTURO DELL’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 12.50, Giovanna Falezza, Paola Salzani, “Archeologia in Polesine: dal presente al futuro”. Conclusione lavori.

Villamarzana (Ro). Open day agli scavi diretti da Michele Cupitò dell’università di Padova con visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, allo scavo del sito protostorico e ai laboratori collegati allo scavo. Prenotazione obbligatoria

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Villamarzana: campagna 2024. Gli archeologi sono tornati sul sito protostorico (foto drm-veneto)

Anche per il prof. Michele Cupitò e il suo team dell’università di Padova è arrivato il momento di aprire le porte dello scavo del sito protostorico di Villamarzana (Ro) a cittadini e interessati: c’è l’Open day 2024, esempio di archeologia pubblica all’interno del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. Un’occasione unica per curiosi, appassionati di storia, archeologia, territorio che vedrà questa volta protagonisti gli scavi di Villamarzana, dove stanno intervenendo studenti e ricercatori dell’università di Padova, diretti dal professor Michele Cupitò.

villamarzana_open-day-2024_locandinaL’appuntamento è per mercoledì 18 settembre 2024 alle 13.50 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, barchessa nord di Villa Badoer, in via Giovanni Tasso 1. Dalle 14 alle 15.30 visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, e il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova. Dalle 15.45 alle 16.45 visita guidata allo scavo in corso nel sito di Villamarzana con Paola Salzani, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, con il prof. Michele Cupitò, David Vicenzutto e Claudio Bovolato dell’università di Padova. Infine, tra le 17 e le 17.45, visita guidata ai laboratori collegati allo scavo con Veronica Gallo, Cristina Ambrosini dell’università di Padova e Maria Sofia Manfrin dell’università di Milano. Presente per l’occasione anche Giuseppe Toffoli, vice presidente vicario della Fondazione Cariparo, che porterà ai partecipanti i saluti dell’ente.

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Un momento della campagna di scavo 2024 a Villamarzana (foto drm-veento)

Si ricorda che per partecipare è richiesta la prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento del numero massimo di posti disponibili, e che gli spostamenti tra Fratta Polesine e Villamarzana avverranno esclusivamente con mezzi propri. Si invitano inoltre i visitatori ad indossare indumenti e scarpe comodi per accedere al laboratorio e agli scavi. Per prenotazioni ed informazioni, è possibile contattare il museo archeologico nazionale di Fratta Polesine al numero di telefono 0425 668523 o all’indirizzo e-mail drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Il costo del biglietto di accesso al museo è di 2 euro.

Fratta Polesine (Ro). Ecco gli Open Day allo scavo di Frattesina: “Progetto prima Europa. La protostoria del Polesine.  Scavi aperti a Frattesina 2024”. Visita guidata all’Archeologico nazionale; approfondimenti su reperti da vecchi e nuovi scavi; visita allo scavo

fratta-polesine_Open-Day-Frattesina_programma_locandinaA tu per tu con gli archeologi. È passato poco più di una settimana (2 settembre 2024) dalla ripresa degli scavi archeologici nel sito di Frattesina di Fratta Polesine ed è già tempo di Open Day 2024 che permettono al grande pubblico di incontrare gli archeologi impegnati nelle ricerche nell’insediamento che, tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro, costituiva un importante centro di produzione e scambio in Europa e in tutto il Mediterraneo. Mercoledì 11 settembre e mercoledì 2 ottobre 2024 sono organizzati infatti due eventi di archeologia pubblica dal titolo “Progetto prima Europa. La protostoria del Polesine.  Scavi aperti a Frattesina 2024” per vedere da vicino le attività di scavo e conoscere le ultime novità e le prospettive future direttamente dai responsabili dello scavo.

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Campagna 2023 a Frattesina: la fornacetta alla fine dello scavo (foto graziano tavan)

La campagna archeologica di quest’anno è dedicata in particolar modo allo scavo della fornacetta individuata nel 2023, probabilmente dedicata alla produzione di vetro, oltre ad indagare alcuni aspetti rimasti ancora da chiarire sul villaggio e sulle sue attività. Gli scavi sono condotti dal dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza università di Roma e il CPSSAE Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine.

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Open day 2023 sullo scavo di Frattesina di Fratta Polesine (foto drm-veneto)

Il programma delle giornate prevede: ore 15.30-16.30, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma) e Paolo Bellintani (Cpssae Rovigo) responsabili dello scavo di Frattesina. Ore 16.30-17.30, “Alla scoperta dei reperti dai vecchi e nuovi scavi” con Costanza Paniccia e Alessia Bovio, Sapienza università di Roma, e Ivana Angelini, università di Padova. Ore 17.30-18.30, visita allo scavo di Frattesina con Andrea Cardarelli e Paolo Bellintani. All’evento sarà, infine, presente anche un rappresentante della Fondazione Cariparo. Ritrovo alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, barchessa nord di Villa Badoer, via Giovanni Tasso 1. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (MAX 35 PERSONE). Info e prenotazioni allo 0425668523 o via e-mail drm.ven-museofratta@cultura-gov-it. Biglietto d’ingresso al museo Archeologico nazionale a 2 euro. I partecipanti dovranno provvedere allo spostamento con mezzi propri.

Campagna 2024 nel sito protostorico di Villamarzana (Ro) nell’ambito del progetto Prima Europa: anticipazioni e obiettivi. Ne parlano ad “archeologiavocidalpassato.com” il direttore dello scavo, prof. Michele Cupitò; il direttore del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, Maria Letizia Pulcini; e il sindaco d Villamarzana, Daniele Menon

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Villamarzana: campagna 2024. Gli archeologi sono tornati sul sito protostorico (foto drm-veneto)

Gli archeologi dell’università di Padova sono tornati a Villamarzana per la seconda campagna di scavo e ricerche nel sito protostorico, “aperta” ufficialmente nella serata di presentazione “3000 anni fa a Villamarzana. Risultati degli scavi 2023 e prospettive 2024” il 3 settembre 2024 al teatro parrocchiale di Villamarzana, organizzata nell’ambito del Progetto “Prima Europa. Protostoria del Polesine” sostenuto dalla fondazione Cariparo (vedi Al via l’edizione 2024 del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”: già aperto lo scavo di Frattesina, e a Villamarzana (lo scavo dal 9) conferenza sui risultati 2023 e le prospettive 2024. Già programmati gli Open Day con visita al museo Archeologico di Fratta Polesine e poi sul cantiere di scavo | archeologiavocidalpassato). E gli obiettivi della campagna 2024 sono ambiziosi, come spiega il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova, direttore dello scavo di Villamarzana, ad archeologiavocidalpassato.com. C’è innanzitutto la necessità di raccogliere nuovi dati per capire meglio le trasformazioni che hanno caratterizzato il X sec. a.C. anche il Medio Polesine con la nascita del sito di Villamarzana nel Sistema Medio Polesine. E poi capire meglio l’organizzazione – urbanistica e quindi socio-economica – del sito, se sia composto da due nuclei distinti ma collegati o se sia stato un unico grande agglomerato. A seguire lo sviluppo delle ricerche, con la comunicazione e la divulgazione, ci penserà anche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) come conferma ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice Maria Letizia Pulcini. Per il Comune di Villamarzana è l’occasione per conoscere meglio la propria storia e le proprie origini e avere l’opportunità di “vivere” in diretta l’archeologia sul campo: ne è convinto il sindaco Daniele Menon che lo conferma ad archeologiaviocidalpassato.com.

“Oggi è il 3 settembre 2024 e possiamo considerare che questa giornata – spiega Michele Cupitò – sia l’avvio della seconda campagna di scavo nel sito di Villamarzana nell’ambito del progetto “Prima Europa”, progetto coordinato dalla soprintendenza per le province di Verona Rovigo e Vicenza e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Siamo al secondo anno, appunto: quindi è una prosecuzione di quanto abbiamo avviato già nell’inverno 2022. Gli obiettivi di questa campagna sono innanzitutto approfondire gli aspetti che abbiamo già sondato nello scorso anno. In particolare – con la giornata di oggi (3 settembre, ndr) – abbiamo già ampliato il settore di scavo. Riteniamo di poter identificare un edificio la cui funzione ancora non è chiara. Potrebbe essere un’abitazione, potrebbe essere una struttura di carattere produttivo, ma databile sempre al X sec. a.C., momento nel quale sappiamo il Medio Polesine ha un momento di trasformazione fondamentale con appunto la nascita del grande sito di Villamarzana e la nascita di quello che ora possiamo effettivamente chiamare Sistema Medio Polesine.

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Tavola sull’assetto del popolamento tra Adige e Po tra Bronzo finale 3 e primo Ferro (foto dbc-pd)

“Un secolo, il X, particolarmente problematico – sottolinea Cupitò -, nel senso che è meno noto rispetto ai secoli precedenti. In questo territorio, ma più in generale in Europa, in Italia e nel bacino del Mediterraneo, rappresenta un momento di grandissima trasformazione. Grandissima trasformazione dalla Grecia all’Europa, ma anche per l’area polesana, proprio perché rappresentava uno snodo fondamentale nei traffici che collegavano l’area alpina e l’area europea con l’Adriatico e il resto dell’Italia, si configura come un momento chiave.

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Gli straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, rinvenuti nel sito protostorico di Villamarzana: prima e dopo il restauro (foto dbc-pd)

“Lo scavo di Villamarzana quindi intende inserire dei tasselli maggiori – assicura Cupitò – per comprendere questo momento particolarmente complicato, particolarmente complesso, ma particolarmente importante dal punto di vista delle trasformazioni di carattere economico, socio-politico, commerciale. Già l’anno scorso con il rinvenimento di alcuni straordinari frammenti di ceramica di tipo protogeometrico, probabilmente prodotta o comunque legata alle produzioni dell’Italia sud-orientale, in particolare della Puglia, avevamo compreso come in questo momento problematico – come detto – il Medio Polesine era ancora un sistema estremamente attivo, estremamente fiorente. E quindi il nostro obiettivo di quest’anno è approfondire e inserire dei dati per comprendere questo aspetto. Anche perché questo aspetto prelude – e quindi i dati che riusciremo a considerare, a recuperare, saranno fondamentali in questo senso – all’inizio del IX secolo a.C. quando il sistema, fiorente per almeno tre secoli, implode. E come tutti i collassi di sistema dobbiamo ed è interessante comprenderne le ragioni.

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Prospezioni geofisiche a Villamarzana: in rosso le ricerche 2022, in giallo quele 2023. Rimane un tassello da studiare per il 2024 (foto dbc-pd)

“Sul piano operativo – continua Cupitò – procederemo come l’anno scorso, quindi con un impianto estremamente interdisciplinare, dalla geo-archeologia all’archeobotanica all’archeozoologia già direttamente sullo scavo. Ed estenderemo l’area di indagine dello scavo per comprendere in maniera più dettagliata la struttura, l’organizzazione del sito, quindi la planimetria, l’urbanistica di questo grande insediamento, ma proseguiremo anche con le prospezioni magnetometriche condotte dalla collega Wieke de Neef dell’università di Bamberg soprattutto analizzando il segmento che unisce i due settori che abbiamo indagato per comprendere – aspetto estremamente importante – se questo sito – come apparirebbe dalle evidenze di superficie – è un insediamento costituito da nuclei separati ma ovviamente parte di un unico sistema oppure se è un unico grande insediamento.

villamarzana_sito-protostorico_obiettivi-2024_foto-dbc-pd“Importanti saranno anche le collaborazioni che abbiamo già avviato l’anno scorso, in particolare per quel che riguarda gli aspetti geo-morfologici, sedimentologici, con il prof. Cristiano Nicosia del dipartimento di Geoscienze di Padova perché in questo momento chiave, e soprattutto per la comprensione delle ragioni dell’implosione del sistema, è estremamente utile – conclude Cupitò – per capire se e quanto le trasformazioni di carattere ambientale, di carattere paleoidrografico (ricordiamoci che nell’Età del Ferro il Po di Adria cambia completamente corso e quindi scardina completamente i sistemi che si erano avviati nelle fasi precedenti) hanno avuto un peso oppure se – e sicuramente è anche così – hanno avuto un ruolo importante determinante anche quelle trasformazioni radicali sotto il profilo politico e socio-economico di cui vi ho parlato in precedenza”.

fratta-polesine_archeologico_settembre-al-museo-2024_locandinafratta-polesine_archeologico_laboratorio-archeologia-in-barattolo_locandina“Ricominciamo. Siamo tutti molto emozionati per questa ripresa. E il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine – spiega Maria Letizia Pulcini – si occuperà delle attività di comunicazione e di valorizzazione sia per gli scavi di Frattesina che per gli scavi di Villamarzana, ovviamente in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, con le università – la Sapienza di Roma e l’università di Padova – e il CPSSAE di Rovigo. Stiamo già iniziando a muoverci sia sui nostri canali social sia con i comunicati stampa. Sia la stampa scritta che i giornali online stanno già rispondendo positivamente e stasera, appunto, 3 settembre c’è il primo degli eventi organizzato dal Comune di Villamarzana ma a cui noi partecipiamo proprio in virtù di questa rete di collaborazione di cui andiamo molto fieri. E poi a seguire ci saranno gli Open Day, ci sarà un’attività con i bambini prevista per sabato 7 settembre proprio per spiegare ai bambini con questo laboratorio ludico-didattico a cura di Scatola Cultura per spiegare ai bambini cos’è uno scavo archeologico. Ci sarà quindi una simulazione di scavo archeologico e costruiranno la loro stratigrafia in barattolo. Quindi quest’anno abbiamo pensato agli adulti ma anche ai visitatori più giovani proprio per avvicinarli all’archeologia e in particolar modo all’archeologia del Polesine. Seguiteci tutti. Così sarete aggiornati sulle novità di entrambi gli scavi di Frattesina e Villamarzana”.

“Sono il sindaco di Villamarzana. Per noi come comunità – sottolinea Daniele Menon – è molto importante questa serie di scavi archeologici che durano da anni ma in particolare lo scavo che c’è stato l’anno scorso e quello che faremo quest’anno perché permettono di scoprire quello che era la storia del nostro paese e le nostre origini. È un’opportunità che Villamarzana ha anche nel riscoprire quella che è l’attività dell’archeologo, perché ci saranno degli Open Day che permetteranno a tutti i cittadini a chi vuol vedere di seguire quello che è lo scavo in prima persona e quindi io penso che sia una cosa molto positiva e che ne valga la pena anche seguirla e anche partecipare alle varie attività che ci saranno nel corso di questo mese”.