Grosseto. Al museo Archeologico e d’Arte della Maremma la mostra “Rex Rusellarum. Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle”: per la prima volta sono mostrati al pubblico gli straordinari reperti etruschi scoperti nel 2004 nella necropoli di Sassi Grossi vicino a Roselle

Locandina della mostra “Rex Rusellarum. Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle” al museo Archeologico e d’Arte della Maremma a Grosseto dal 21 dicembre 2024 al 28 settembre 2025
Sabato 21 dicembre 2024, al museo Archeologico e d’arte della Maremma è stata inaugurata la mostra “Rex Rusellarum. Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle”, un affascinante viaggio nel passato, alla scoperta di uno dei più rilevanti ritrovamenti archeologici degli ultimi decenni. Per la prima volta sono mostrati al pubblico gli straordinari reperti etruschi scoperti nel 2004 in una località vicino a Roselle risalenti alla prima metà del VII secolo a.C. La mostra, che sarà visitabile fino al 28 settembre 2025, è il frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca, restauro e studio che ha coinvolto esperti di grande calibro e prestigiose istituzioni, tra cui il Laboratorio ArCe del dipartimento Sagas dell’università di Firenze, con il cofinanziamento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Curatori il professore di Etruscologia del dipartimento Sagas dell’università di Firenze Luca Cappuccini e il professore di Etruscologia del Dsu dell’università dell’Aquila Matteo Milletti.

Uno scettro proveniente dalla necropoli etrusca di Sassi Grossi (foto maam)

Due scudi provenienti dalla necropoli etrusca di Sassi Grossi (foto maam)
Il sito di Sassi Grossi ha rivelato una tomba del VII secolo a.C. che ha restituito un contesto funerario eccezionale che ha suscitato un grande interesse nella comunità archeologica. La stessa racchiudeva due fosse sepolcrali: una destinata a due uomini e l’altra a una donna. I corredi funebri ritrovati, così come gli oggetti ritrovati all’interno, confermano la vivacità e la potenza culturale della famiglia di Sassi Grossi, che sembra aver avuto un ruolo determinante nella fondazione e nello sviluppo della città di Roselle. All’interno del percorso espositivo, i visitatori potranno ammirare oltre un centinaio di reperti, alcuni eccezionali, tra cui uno straordinario tripode bronzeo, capolavoro della metallurgia etrusca, dotato di un apparato decorativo privo di confronti. Oreficerie, vasi da banchetto, armi e alcuni preziosi e rari oggetti come uno scettro testimoniano l’altissimo livello sociale dei defunti, evidentemente capi di una comunità: la vicinanza a Roselle apre nuovi scenari sulla formazione della città appartenuta alla “dodecapoli etrusca”.

Punte di lancia provenienti dalla necropoli etrusca di Sassi Grossi (foto maam)

Una vetrina della mostra “Rex Rusellarum. Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle” al museo Archeologico e d’Arte della Maremma a Grosseto (foto maam)
Le sepolture dei Sassi Grossi di Roselle rappresentano uno dei più importanti complessi funerari orientalizzanti dell’Etruria settentrionale. Lo scavo, condotto in emergenza tra il 2004 e il 2005 dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana in seguito a lavori agricoli, ha consentito di mettere in luce due grandi fosse di deposizione, in origine probabilmente inserite all’interno di un grande circolo di pietre. Gli articolati corredi di accompagno, sottoposti a un complesso e paziente progetto di restauro, consentono di attribuire le sepolture a individui posti al vertice della comunità locale: l’eccezionale tripode bronzeo, vero e proprio capolavoro della metallurgia etrusca, le oreficerie, i vasi da banchetto, le armi e altri rari e preziosi oggetti testimoniano l’adesione dei titolari delle tombe agli ideali aristocratici di epoca orientalizzante e il loro pieno inserimento nella fitta trama di rapporti tra élites dominanti dell’Italia centrale. La vicinanza con Roselle non può che aprire nuovi scenari sulla formazione dell’antica città etrusca.

Un momento della presentazione della mostra “Rex Rusellarum. Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle” allestita al museo Archeologico e d’Arte della Maremma a Grosseto (foto maam)
“Questa mostra è una straordinaria opportunità per scoprire il nostro passato e per comprendere meglio le radici culturali del nostro territorio. La conoscenza della storia etrusca sarà certamente arricchita dalla bellezza e dal valore degli oggetti esposti”, affermano il primo cittadino Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla Cultura Luca Agresti. “In questo modo, contribuiremo anche a promuovere la cultura locale su scala nazionale, grazie a un programma di eventi che coinvolgerà studiosi di storia e archeologia etrusca”. Entusiasta il direttore del Maam Luca Giannini, che sottolinea: “È stato naturale per il Maam abbracciare questo meraviglioso progetto. La mostra risponde alla missione del museo di arricchire la conoscenza della nostra comunità con progetti scientifici di altissimo livello. Se aggiungiamo a tutto questo la pura bellezza dei reperti esposti, la mostra diventa imperdibile. Un sincero ringraziamento ai curatori Luca Cappuccini e Matteo Milletti, per il loro lavoro fondamentale, e al funzionario Sabap Enrico Maria Giuffrè per la sua collaborazione attiva”.

Luca Cappuccini, curatore della mostra, professore di Etruscologia del dipartimento Sagas dell’università di Firenze (foto unifi)

Matteo Milletti, curatore della mostra, professore di Etruscologia del Dsu dell’università dell’Aquila (foto maam)
Luca Cappuccini, curatore della mostra, sottolinea: “Per la prima volta al pubblico, presentiamo reperti di straordinaria importanza che ci permettono di ricostruire la più antica storia etrusca del territorio. Questi oggetti sono cruciali anche per comprendere come si siano formate le aristocrazie etrusche nel VII secolo a.C. Il sito di Sassi Grossi rappresenta un contesto eccezionale, paragonabile alle tombe principesche di Vetulonia, e questa mostra è solo il primo passo verso una comprensione più approfondita del sito e del processo di fondazione di Roselle”. Anche Matteo Milletti, co-curatore della mostra, evidenzia l’importanza della scoperta: “Le tombe dei Sassi Grossi offrono un’opportunità unica di esaminare la società etrusca del VII secolo, in particolare quella di Roselle. Su un piano scientifico, questo sito si inserisce perfettamente nel dibattito sulle relazioni tra Roselle e Vetulonia, due centri cruciali della Dodecapoli etrusca. A livello di valorizzazione, la mostra è una splendida occasione per mettere in luce la civiltà etrusca e promuovere il territorio della Maremma”.

Due aequipondia (ovvero pesi da bilancia) in bronzo e finemente decorati, databili tra la fine dell’VIII e la metà del VII secolo a.C. dalla necropoli etrusca di Sassi Grossi (foto maam)
Dalle sepolture etrusche di Sassi Grossi arrivano i reperti ammirabili nella nuova mostra al museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Ecco qualche curiosità. “I principi etruschi di Sassi Grossi – spiegano gli esperti del Maam – basavano parte della propria ricchezza sul commercio, come lascia intuire il ritrovamento di due aequipondia (ovvero pesi da bilancia) in bronzo e finemente decorati, databili tra la fine dell’VIII e la metà del VII secolo a.C. La presenza di questi oggetti all’interno di una tomba principesca, caso unico nel mondo etrusco (al momento, infatti, tutti i pesi conosciuti provengono da santuari o da insediamenti), ci fa capire subito il potente messaggio simbolico che si voleva trasmettere: il proprietario di questi strumenti deteneva il controllo degli scambi commerciali in quanto possessore della norma necessaria a stabilire il peso e, quindi, valutare il corrispettivo delle merci scambiate. Ma quanto pesavano i due aequipondia etruschi? Esattamente 346,92 e 348,55 grammi, misure molto vicine al cosiddetto “piede microasiatico” (343,95 grammi), il più antico sistema ponderale noto in Etruria”.

La figura del “Despotes ton hippon”, il Signore dei cavalli, che originariamente decorava la parte sommitale di un incensiere di bronzo, proveniente dalla necropoli etrusca di Sassi Grossi (foto maam)
L’elevato rango sociale dei defunti ci viene indicato dalla qualità dei reperti qui rinvenuti come ruote di carro, scudi, armi, un elmo e persino uno scettro. Davvero particolare è inoltre la figura del “Despotes ton hippon”, il Signore dei cavalli, che originariamente decorava la parte sommitale di un incensiere di bronzo e che adesso è diventato il simbolo della mostra. Gli oggetti recuperati pongono il corredo in parallelo con grandi tombe coeve quali il Circolo del Tridente e la Tomba del Duce a Vetulonia, il Circolo degli Avori e quello della Fibula a Marsiliana; ma possibili elementi di raffronto si incontrano anche nelle ricchissime tombe dell’Etruria meridionale, concentrate nei decenni centrali della prima metà del VII secolo a.C.


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