Archivio tag | Le supplici di Eschilo

Morgantina (En). Nell’area archeologica ventesima edizione della rassegna “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive” promossa dall’Archeoclub di Aidone-Morgantina: in scena “Odissee” e “Le Supplici” tra teatro, memoria e identità

Il 7 agosto 2026 l’area archeologica di Morgantina (En), alle 17.30, diventa un grande palcoscenico tra teatro, memoria e identità con “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”, ventesima edizione della rassegna promossa dall’Archeoclub d’Italia – sede di Aidone-Morgantina, sostenuta dal Parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale diretto da Carmelo Nicotra, e inserita all’interno del BarbablùFest, prodotto e organizzato da Terzo Millennio di Andrea Peria e sostenuto dall’assessorato regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana. La rassegna celebra così vent’anni di attività dedicati alla valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso il linguaggio del teatro, trasformando il sito in uno spazio vivo di incontro tra mito, storia e comunità. In scena “Le Supplici” con Ovadia, Benassai, Calcagno e Vincenti. Pubblico guidato tra quadri dell’Odissea curati dalla compagnia Kalós diretta da Federica Amore e stand di maestranze artigianali della Cna. Ticket 20 euro (5 euro per i residenti di Aidone). “Morgantina Rivive è nata vent’anni fa come un atto di amore e di riscatto civile. Volevamo reagire alla ferita dei tesori depredati”, dichiara Cinzia Randazzo, presidente dell’Archeoclub Aidone-Morgantina, “ma soprattutto volevamo accendere i riflettori su un sito straordinario che allora rischiava di essere dimenticato. Abbiamo scommesso sulla nostra comunità inventando un Teatro di Comunità quando ancora nessuno conosceva il significato di questa espressione. Vedere oggi i nostri ragazzi della compagnia Kalòs calcare il palco principale accanto a giganti del teatro internazionale, sotto la direzione di Mario Incudine, è il segno che quella scommessa l’abbiamo vinta”. La memoria quindi non come atto nostalgico, ma “fuoco vivo che illumina il futuro della nostra terra, un rito che si rinnova e che quest’anno, più che mai, restituisce a Morgantina la sua voce più fiera”. E il direttore artistico Mario Incudine: “Sono particolarmente felice di respirare tanto entusiasmo sulla straordinaria giornata del 7 agosto a Morgantina che vedrà i cittadini di Aidone protagonisti come attori raccontando l’Odissea di Omero anche attraverso la valorizzazione del dialetto gallo-italico, e anche accanto ad artisti di fama internazionale ne Le Supplici, opera tradotta in siciliano da me e Kaballà e diretta da me e Moni Ovadia, che viene riproposta qui dopo dieci anni con un nuovo cast”.

Venerdì 7 agosto 2026 il programma prende il via alle 17.30 con “Odissee – Briciole del banchetto di Omero”, una performance itinerante curata dalla compagnia teatrale Kalós (formata da attori amatoriali di Aidone, Piazza Armerina, Enna, San Cono, Caltagirone), diretta dalla regista Federica Amore, che accompagnerà il pubblico lungo un percorso immersivo tra i resti dell’antica città di Morgantina, intrecciando il racconto dell’Odissea con la memoria del territorio e la valorizzazione del dialetto gallo-italico di Aidone. Alle 21 sarà invece la volta de “Le Supplici” di Eschilo, nella traduzione e adattamento in siciliano e greco moderno di Mario Incudine, Moni Ovadia e Kaballà, con la regia di Ovadia e Incudine. In scena, gli stessi Ovadia, Incudine, assieme a Federica Luna Vincenti, Paride Benassai e Giovanni Calcagno, accompagnati dalle musiche originali di Mario Incudine con Antonio Vasta eseguite dal vivo da Vasta, Manfredi Tumminello e Pino Ricosta. “Tre concetti chiave ci guidano in questa edizione – aggiunge Incudine – democrazia, accoglienza e pace. Sono tutte proposte al pubblico sia attraverso la vicenda di Ulisse che nell’opera di Eschilo. La sinergia che esiste tra diverse istituzioni, associazioni e realtà del territorio che credono nel progetto e nel messaggio che vogliamo lanciare ci fa ben sperare sul futuro dello sviluppo della nostra terra e dei nostri tesori”.

Presentazione della 20ma “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”: da sinistra, Angelo Di Franco, Mario Incudine, Angelo Scalzo, Cinzia Randazzo e Annamria Raccuglia (foto archeoclub aidone)

Nel corso della presentazione è intervenuto anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Pietro Capizzi, che ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale: “Lavorare assieme senza campanilismi – chiosa – recuperando l’orgoglio di essere ennesi nel centenario della nascita di questa Provincia è quello che più di ogni altra cosa può salvarci dallo spopolamento e renderci attraenti per visitatori e residenti”. Il sindaco di Aidone, Annamaria Raccuglia, sottolinea l’alto valore della manifestazione che per la prima in vent’anni con una storica delibera comunale è stata istituzionalizzata e inserita tra gli eventi di preminente interesse culturale, beneficiando del patrocinio e del sostegno economico dell’amministrazione. Il soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Enna, Angelo Di Franco, ricorda poi un’importante novità per il patrimonio museale aidonese: “I cinque pezzi di argenteria che fanno parte del tesoro di Eupòlemo di Morgantina già destinati al mercato nero e recuperati in extremis, attualmente in restauro a Roma, arriveranno presto al Museo di Aidone andandosi a unire ai sedici pezzi argentei già qui custoditi. Auspico un dialogo fattivo tra istituzioni locali, Parco e assessorato regionale ai Beni culturali per garantire la conservazione e la piena fruizione di Morgantina, che merita la giusta attenzione”. E il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, chiede di includere il capoluogo all’interno dell’Ente Parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale. Mentre l’assessore al Turismo del Comune di Enna, Marilisa Milano, pone l’accento sulla necessità di una strategia condivisa capace di trasformare la cultura in attrattore turistico, valorizzando un territorio ricco di tesori artistici e archeologici ma ancora ai margini dei grandi flussi di visitatori. Sulla stessa linea anche Michele Sabatino, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Enna e presidente della Società Rocca di Cerere Unesco Global Geopark, che evidenzia come lo sviluppo economico passi anche attraverso iniziative culturali di qualità: “L’economia si attiva anche grazie iniziative artistiche di valore, come Morgantina Rivive che sosteniamo come partner – sottolinea – l’Unesco Global Geopark unisce ben diciannove comuni della nostra zona promuovendo in maniera integrata il patrimonio geologico, archeologico, storico e naturalistico del territorio, favorendo un modello di sviluppo sostenibile fondato sul turismo culturale, sull’educazione ambientale, sulla ricerca scientifica e sulla valorizzazione delle identità locali”.

Ampio spazio il 7 agosto 2026 è riservato anche all’artigianato artistico. Angelo Scalzo, presidente nazionale Cna – Lavorazioni artistiche in legno, vetro e marmo, ha annunciato la partecipazione di maestri artigiani che realizzeranno in loco laboratori e dimostrazioni dal vivo. “Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito a realizzare un percorso espositivo che guiderà il pubblico in un salto indietro nel tempo dell’antica Grecia – spiega – mostrando come venivano realizzati allora oggetti d’arte in ceramica, vetro, legno e oreficeria”. Infine il presidente regionale Cna, Filippo Scivoli, sottolinea come iniziative di questo tipo rappresentino un’opportunità concreta per rilanciare l’artigianato siciliano, mettendo in relazione cultura, creatività e sviluppo economico.

Mostra “Magnifici ritorni”. L’archeologo Godard: “I capolavori di Aquileia – in mostra ce ne sono 110 – appartengono al mondo classico e al mondo cristiano, che sono alle fondamenta dell’Europa. Aquileia si mostra come luogo di dialogo privilegiato tra i vari popoli, dove si può elaborare una sintesi tra culture diverse”

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, tra le vetrine della mostra “Magnifici ritorni” (foto Graziano Tavan)

La locandina della mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” dall’8 giugno al 20 ottobre 2019

“La mostra di Aquileia Magnifici ritorni è nata dalla collaborazione della Fondazione Aquileia con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. È una splendida collaborazione di respiro europeo che insiste sul destino europeo di Aquileia, mostrando capolavori che appartengono al mondo classico e al mondo cristiano. Se pensiamo che l’eredità classica e quella cristiana sono alle fondamenta dell’Europa, possiamo capire meglio la valenza dell’esposizione aquileiese che illustra con reperti unici proprio tutti e due i pilastri della cultura europea”. Inizia così la prolusione dell’archeologo Louis Godart alla presentazione della mostra “Magnifici ritorni. I tesori aquileiesi conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna” aperta al museo Archeologico nazionale di Aquileia fino al 20 ottobre 2019. Organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna con il patrocinio del Comune di Aquileia e in collaborazione con Fondazione So.co.Ba per celebrare i 2200 dalla fondazione dell’antica città romana, la mostra riporta ad Aquileia, a distanza di quasi 200 anni, alcuni tra i più importanti reperti archeologici restituiti dal ricchissimo sottosuolo aquileiese, attualmente esposti nella collezione permanente del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un viaggio nel tempo che, grazie ai 110 reperti del Kunsthistorisches, ci trasporta nell’Aquileia di 2200 anni fa ma anche nell’Aquileia dell’Ottocento quando la città era parte dell’Impero asburgico e le raccolte viennesi rappresentavano l’alternativa istituzionale al collezionismo privato delle famiglie locali e alla dispersione del materiale sul mercato antiquario.

Testa di Demetra-Iside, marmo del I sec. d.C., espressione di regalità e abbondanza anche per i romani. L’opera è conservata al Kunsthistorishes Museum di Vienna (foto Graziano Tavan)

L’archeologo accademico Louis Godart (foto Graziano Tavan)

“Come si manifesta l’antichità classica ad Aquileia?”, si chiede Godart. “Il territorio di Aquileia da sempre apre orizzonti verso l’Europa del Nord e Orientale, ma anche verso l’Europa Occidentale. Aquileia si mostra dunque come luogo di dialogo privilegiato tra culture diverse, dove si può elaborare una sintesi tra culture diverse. Troviamo così tra i reperti provenienti da Aquileia divinità che appartengono al pantheon romano ma anche a realtà estranee al mondo romano, come le divinità egizie. È un bellissimo esempio della tolleranza che gli antichi avevano nei confronti delle altre religioni. Il successo dell’impero romano – e non è un caso – è legato all’estrema tolleranza verso le religioni dei popoli sottomessi, realizzata inserendo nel pantheon romano le divinità straniere”.

Rilievo in marmo che uccide il toro trovato ad Aquileia, oggi al Kunsthistorisches museum di Vienna: il culto arrivò dall’Oriente portato dai legionari (foto Graziano Tavan)

“Mi chiedo”, continua l’archeologo: “questa tolleranza esiste ancora? Temo di no. Alle porte dell’Europa ci sono tendenze che vanno a cozzare contro quella tolleranza che invece emerge nel mondo classico. In questo senso è esemplare quanto “codificato” della tragedia greca di Eschilo Le supplici, scritta 2500 anni fa, che illustra una storia di profughe. Le protagoniste in questione sono le 50 figlie di Danao, le cosiddette Danaidi, che lo zio Egitto – fratello gemello di Danao con il quale condivideva la sovranità dell’Egitto – voleva andassero in sposa ai suoi 50 figli. Le Danaidi rifiutano il matrimonio con i cugini e fuggono ad Argo, in Grecia. Qui supplicano accoglienza al re di Argo. Nota che sono straniere perché hanno il colore della pelle diversa. Così chiede loro cosa vogliono o cercano. Per loro parla il padre Danao che spiega che le sue figlie chiedono ospitalità. Allora il re invita Danao a partecipare all’assemblea del popolo. E al suo ritorno Danao spiega alle figlie che Argo le accoglie. Ma quell’accoglienza va meritata e onorata. Come? Rispettando gli dei di Argo e ubbidendo alle leggi della città. Un insegnamento che dovrebbe essere preso ad esempio anche oggi”.

La croce bronzea Chrismon trovata ad Aquileia e oggi a Vienna al Kunsthistorishes Museum (foto Graziano Tavan)

Come si manifesta l’eredità cristiana ad Aquileia? “C’è un oggetto che parla per tutti”, indica Godart: “è la Croce di Aquileia, con l’alfa e l’omega, che è proprio la rappresentazione del messaggio cristiano. La massiccia croce bronzea è stata ritrovata intorno alla metà dell’Ottocento, durante i lavori per l’aratura di un vigneto in località Monastero, poi donata a Vienna dal barone Ettore von Ritter. La croce richiama il simbolo del Chrismon, dato dall’intersezione delle iniziali del nome greco di Cristo (cioè le lettere Chi e Ro), e rappresenta uno dei simboli cristiani più antichi, con le lettere alpha e omega appese al braccio orizzontale della croce latina. “Il significato – chiude Godart – è legato all’origine e alla fine ultima della creazione divina, come si legge nelle parole della Bibbia “Io sono l’Alpha e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine” (Apocalisse 22:13-21)”.