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Milano. Apre alla Fondazione Luigi Rovati la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” che prosegue e completa il progetto avviato a Palazzo Ducale a Venezia, con un nuovo allestimento, i disegni di Mauro Ceolin e un confronto con la civiltà nuragica, grazie ai bronzetti e alle ceramiche votive dal museo Archeologico nazionale di Cagliari

Fondazione Luigi Rovati: allestimento della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” (foto fondazione rovati)

Il conto alla rovescia è finito. Mercoledì 14 ottobre 2026 alla Fondazione Luigi Rovati, in corso Venezia 52 a Milano, apre la nuova mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”. Un viaggio nell’Italia preromana, tra sorgenti sacre, porti, luoghi di culto e offerte votive, alla scoperta di due civiltà e del loro rapporto con il divino. “Nuova” perché, anche se è la seconda tappa del progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il patrocinio del ministero della Cultura e dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici, la mostra, a cura di Giovanna Gambacurta, Laura Maria Michetti, Giulio Paolucci, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, non sarà la stessa, non un semplice trasferimento da Venezia a Milano. Fino al 10 gennaio 2027 troveremo un percorso unico che prosegue e completa il progetto avviato a Palazzo Ducale a Venezia. Prima con un dialogo fra due civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, tra grandi santuari, ex voto in bronzo e terracotta. Poi con un confronto con la civiltà nuragica, grazie ai bronzetti e alle ceramiche votive dal museo Archeologico nazionale di Cagliari. Il tutto arricchito da incursioni contemporanee: l’artista Mauro Ceolin, ha infatti utilizzato il disegno per rendere più accessibili i contenuti e favorire la comprensione degli oggetti esposti.

Fondazione Luigi Rovati: allestimento della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” (foto fondazione rovati)

La mostra propone un confronto inedito e peculiare sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C. Mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino: spazi di guarigione spesso legati al mito e abitati da divinità, ma anche luoghi per la crescita della collettività, per il transito e per lo scambio culturale. Nella mostra emergono le affinità e differenze tra Etruschi e Veneti: convergenze nelle scelte materiche, soprattutto terracotta e bronzo, e nelle pratiche votive, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturistici o defunzionalizzati; divergenze nelle dimensioni monumentali e nei ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi. In alcuni punti, reperti etruschi e veneti dialogano direttamente, rendendo queste relazioni visivamente evidenti.

Fondazione Luigi Rovati: allestimento della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” (foto fondazione rovati)
Fondazione Luigi Rovati: allestimento della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” (foto fondazione rovati)

Il progetto espositivo si articola intorno ai principali contesti archeologici legati all’acqua, senza separare nettamente i due ambiti culturali. La sezione Sacri approdi approfondisce siti come il porto-santuario fluviale di Este, dove il legame tra la dea Reitia, la scrittura e le attività femminili di filatura e tessitura è centrale, Pyrgi, grande porto mediterraneo caratterizzato da profondi intrecci tra culto, navigazione e potere politico, e Altino, aperto alle rotte adriatiche ed endolagunari. La sezione Acque miracolose, articolata nelle tre cupole del Piano Ipogeo, approfondisce il tema delle sorgenti curative, con testimonianze provenienti dall’Etruria con Vulci, Chianciano, Chiusi, Marzabotto e dal Veneto con Montegrotto e Lagole di Calalzo. Di particolare importanza i reperti provenienti da San Casciano dei Bagni: otto bronzi che testimoniano pratiche mediche avanzate e riti complessi legati all’acqua, alla divinazione e alla salute del corpo. La mostra è accompagnata da un evocativo intervento dell’artista Mauro Ceolin, che ha utilizzato il disegno come strumento per rendere più accessibili i contenuti e favorire la comprensione degli oggetti esposti.

Il percorso si amplia con un ulteriore confronto “Acque sarde”: un nucleo di bronzetti nuragici e ceramiche votive dal museo Archeologico nazionale di Cagliari porta in mostra la Sardegna nuragica, dove, tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro, l’acqua diventa il centro di nuovi luoghi di culto: pozzi e fonti sacre, spesso inseriti in santuari capaci di riunire comunità diverse. Anche qui il rito ruota attorno all’offerta: bronzetti di offerenti, arcieri e pugilatori, miniature di nuraghi e navicelle, armi e parti del vestiario. In una società in profondo mutamento, questi luoghi offrono a individui e gruppi emergenti nuove forme di affermazione e autorappresentazione, confermando il legame tra acqua, sacro e potere.

Copertina del catalogo, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”

Il catalogo, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, riunisce contributi di studiosi ed esperti di primo piano che illustrano il valore sacrale dell’acqua per gli Etruschi e per i Veneti, si addentrano nell’analisi sia dei principali luoghi di culto e santuari che delle più importanti fonti sananti, e approfondiscono gli aspetti votivi e dedicatori così come le criticità legate alla valorizzazione di questi beni archeologici. Testi di Alberta Facchi, Alessandro Asta, Alessandro Conti, Angela Ruta Serafini, Anna Marinetti, Benedetta Prosdocimi, Carla Pirazzini, Chiara Squarcina, Daniele F. Maras, Elisa Biancifiori, Elisabetta Govi, Federica Timossi, Giovanna Gambacurta, Giulio Paolucci, Giuseppe Sassatelli, Heinz-Werner Dämmer, Jacopo Tabolli, Laura M. Michetti, Loredana Capuis, Maddalena Bassani, Margherita Tirelli, Rossella Zaccagnini, Silvia Paltineri, Simona Carosi, Tiziano Trocchi.

Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati in occasione dell’inaugurazione della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura M. Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena

Martedì 13 ottobre 2026, alle 18, al museo della Fondazione Luigi Rovati in corso Venezia 52 a Milano, in occasione dell’inaugurazione – mercoledì 14 ottobre 2026 – della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura Maria Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena, che illustreranno le ragioni scientifiche e culturali del progetto espositivo. A partire dalle 17 sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. Ingresso libero.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet in occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione all’Etru

In occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, mercoledì 16 settembre 2026 in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti Istituzionali: Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale); Giuseppe Sassatelli (Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici); Luana Toniolo, Christian Mazet, Laura Maria Michetti, “Rileggere la tomba François nel suo contesto”. Alle 10, “Il contesto della Tomba François”: Alessandro Conti (Sapienza università di Roma) “La François e “le altre”. La necropoli di Ponte Rotto: topografia e architettura funeraria”; Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati), Lionel Pernet (Musée cantonal d’Archéologie et d’Histoire Lausanne) “Nuovi dati sul corredo della tomba François di Vulci”; Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore di Pisa) “La Tomba François e Roma arcaica, tra storia e mito”. Alle 11.30, pausa/discussione. Alle 12, “Storie di ricezione”: Laurent Haumesser (Musée du Louvre) “La tomba dei destini incrociati: la tomba François e i suoi lettori”; Maurizio Sannibale (Pontificia Accademia Romana di Archeologia) “L’ultima grande impresa di Carlo Ruspi: le copie della tomba François al Museo Gregoriano Etrusco”; Christian Mazet, Aude Mongiatti (British Museum) “Nuovi dati sugli ori della Tomba François: i gioielli Castellani del British Museum”. Alle 13.30, pausa. Alle 15, “Vulci in età ellenistica”: Anna Maria Moretti Sgubini (già soprintendente per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale) “Esperienze di pittura parietale e scultura nelle tombe ellenistiche di Vulci”; Maurizio Harari (IUSS Pavia) “Fenomenologia della parete dipinta nella Tomba François. La grande pittura a parete all’alba dell’età ellenistica”; Enrico Benelli (università Roma Tre) “Scrivere nelle tombe. Note di epigrafia vulcente”; Alfonsina Russo (DiVA), Simona Carosi (SABAP Viterbo-Etruria Meridionale), Carlo Regoli, Carlo Casi (Fondazione Vulci) “Vulci nel IV secolo: nuovi studi e scoperte”. Discussione e conclusioni.

Un libro al giorno. “Pyrgi. Porto e santuario marittimo della città etrusca di Cerveteri. Materiali per una visita dell’area archeologica” di Laura Maria Michetti e AA.VV

Copertina del libro “Pyrgi. Porto e santuario marittimo della città etrusca di Cerveteri. Materiali per una visita dell’area archeologica” di Laura Maria Michetti e AA.VV

È uscito per i tipi di Edizioni Quasar il libro “Pyrgi. Porto e santuario marittimo della città etrusca di Cerveteri. Materiali per una visita dell’area archeologica” di Laura Maria Michetti e AA.VV. grazie a un finanziamento di Avvio alla Terza Missione di Sapienza Università di Roma. “Il libro – spiega Laura Maria Michetti, direttrice dello scavo a Pyrgi di Sapienza università Roma -, è interamente a cura di giovani ricercatrici e ricercatori membri della missione archeologica, E. Abbondanzieri, B. Belelli Marchesini, M. Bonadies, C. Carlucci, A. Conti, S. Grosso, C. Lo Verme, D. Mantero, S. Palmieri, M. Papandrea, E. Pillitteri, S. Servoli, A. Sorrenti, L. Nardò, C. Tulini, A. Vivona, R. Zaccagnini, frutto di un’esperienza unica di scavo e ricerca in un sito straordinario”. Il libro, nella Storia degli scavi, Approfondisce l’avvio dell’impresa archeologica universitaria con Massimo Pallottino e Giovanni Colonna; racconta la straordinaria scoperta delle lamine d’oro di Pyrgi e la loro importanza per la storia del Mediterraneo antico; e offre materiali, mappe e schede utili per orientarsi e comprendere la struttura del santuario marittimo e del porto.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti (Sapienza università), primo incontro del ciclo “Chi (ri)cerca trova” che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico

Venerdì 23 gennaio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti, primo incontro 2026 con “Chi (Ri)cerca Trova”, il ciclo di conferenze che presenta la ricerca scientifica e i progetti di studio che coinvolgono il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a cura dei Servizi Educativi del Museo. Appuntamento alle 16 in sala della Fortuna. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Tra i grandi santuari dell’Italia preromana, quello di Portonaccio a Veio rappresenta un caso particolarmente rilevante per la straordinaria decorazione del tempio tuscanico sul cui tetto – caso unico in Etruria – “gli dei camminano”. Ma volendo guardare “oltre Apollo”, che costituisce una delle opere iconiche del Museo di Villa Giulia e dell’arte etrusca in generale, le caratteristiche di eccezionalità del contesto emergono per molti altri aspetti: l’antichità del culto e la continuità di frequentazione dell’area, il ricchissimo corpus di iscrizioni di dono, la quantità e qualità del materiale votivo. Nonostante i grandi ritrovamenti, ancora c’è molto da lavorare… È a questo scopo che nel 2025, nel quadro di un progetto condiviso tra Museo e dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza e grazie a un finanziamento del MiC, si è svolta una nuova campagna di scavo con la direzione scientifica di Luana Toniolo e Laura M. Michetti. Dei primi risultati di questi scavi, delle ricerche in corso e delle prospettive future si darà voce in questa conferenza.

L’etruscologa Laura Maria Michetti (uniroma)

Laura M. Michetti è professoressa ordinaria di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma, coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici, dal 2016 dirige la missione di scavo presso il porto e il santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e i rituali funerari nell’Italia preromana.

Roma. Al via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la quarta edizione del ciclo di incontri “Chi (ri)cerca trova” che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Ecco il programma

Con il nuovo anno riparte “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Un ciclo di appuntamenti di approfondimento sugli studi condotti intorno al Museo di Villa Giulia: ci occuperemo di Veio, Cerveteri, Satricum, di analisi sui colori delle pitture etrusche, di novità epigrafiche e di molto altro ancora. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. La parola passa ai professionisti del mondo dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro per diffondere la conoscenza dei loro studi, raccontare esiti e condividere ipotesi, offrendo nuovi spunti di lettura sulla Storia. Appuntamento in Sala Fortuna con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

CALENDARIO 2026. Venerdì 23 gennaio 2026, ore 16: LAURA MARIA MICHETTI, “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi”; venerdì 20 febbraio, ore 16: VALENTINA BELFIORE, ENRICO BENELLI, “Un peso per Ercole. Nuova luce su un testo etrusco a trenta anni dalla prima edizione”; venerdì 20 marzo, ore 16: GLORIA ADINOLFI, RODOLFO CARMAGNOLA, “Oltre il visibile. Il blu egizio e altre storie dalla pittura etrusca”; venerdì 17 aprile, ore 16: MARIJKE GNADE, “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi a Satricum”; venerdì 15 maggio, ore 16: UGO FUSCO, “Ciò che non ti aspetti” e il difficile percorso dell’interpretazione archeologica: alcuni esempi dal sito di Campetti SO a Veio”; venerdì 12 giugno, ore 16: SIMONE GROSSO, “Caere prima di Caere: nuovi dati da vecchi scavi”; venerdì 25 settembre, ore 16: ANTONIETTA SIMONELLI, MIRIAM LAMONACA, LUCA TORTORA, VALERIO GRAZIANI, “Il restauro del Trono Barberini da Palestrina: dalla ricerca scientifica alla restituzione di un capolavoro”; venerdì 16 ottobre, ore 16: MARIA CRISTINA BIELLA, “Il tassello mancante: l’artigianato del legno nell’Italia preromana”; venerdì 20 novembre, ore 16: FRANCESCA BOITANI, ORLANDO CERASUOLO, “La tomba principesca di Oliveto Grande a Veio”; venerdì 18 dicembre, ore 16: CECILIA PREDIAN, “La necropoli di Casale del Fosso come caso di studio del passaggio a Veio dal periodo Villanoviano all’età Orientalizzante”.

Chiusi – Sarteano (Si). Convegno “Del primo amor non ci si scorda mai. Ranuccio Bianchi Bandinelli: Clusium 100 anni dopo”: 24 relazioni a carattere scientifico che fanno il punto sullo stato dell’arte dell’archeologia della Valdichiana senese. Ecco il programma di tre giorni tra incontri e visite guidate

“Del primo amor non ci si scorda mai. Ranuccio Bianchi Bandinelli, Clusium 100 anni dopo” è il titolo del convegno che si tiene tra Chiusi e Sarteano (Si) dal 28 al 30 novembre 2025. “Del primo amor non ci si scorda mai”, così Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900-1975), archeologo e storico dell’arte senese di fama internazionale, esordiva nella prefazione al volume di Mauro Cristofani del 1975 sulle statue-cinerario chiusine di età classica, in ricordo della sua prima fatica scientifica: la tesi di laurea che tra il 1922 e il 1923 lo vide attivo nell’esplorazione delle campagne chiusine, fino alla pubblicazione nel 1925 con il titolo di “Clusium. Ricerche archeologiche e topografiche su Chiusi e il suo territorio in età etrusca”. La carta archeologica di Bianchi Bandinelli rappresenta ancora oggi la pietra miliare degli studi sull’archeologia dell’antica Clevsi/Clusium e del suo agro. Il moderno metodo della ricerca archeologica che unisce lo studio della cultura materiale, delle fonti storiche e della topografia antica, ma anche il ricorso ai documenti di archivio e alla memoria viva della comunità locale nelle ricognizioni dirette sul terreno, veniva per la prima volta applicato per ricostruire la fisionomia di una delle grandi metropoli dell’Etruria. A distanza di 100 anni, questo lavoro, pur con gli errori e le naturali revisioni che caratterizzano in ogni campo il progresso della scienza, resta oggi un’eredità imprescindibile, punto di partenza di ogni attività di ricerca, tutela e valorizzazione dell’archeologia del territorio che unisce i 10 comuni della Valdichiana senese.

Al convegno vengono presentate 24 relazioni a carattere scientifico che fanno il punto sullo stato dell’arte dell’archeologia della Valdichiana senese. Ideazione e organizzazione: Mattia Bischeri, università per Stranieri di Siena – Centro CADMO.  Il 28 novembre 2025, alle 18, è prevista l’inaugurazione di una mostra ospitata nel museo nazionale Etrusco di Chiusi, dal titolo «Un giovane di belle speranze…». Ranuccio Bianchi Bandinelli 1922-1929: i primi passi di un archeologo, che propone un percorso inedito negli anni verdi di Ranuccio Bianchi Bandinelli, attraverso le tappe fondamentali della formazione che lo porteranno a diventare archeologo e storico dell’arte di fama internazionale. Il 30 novembre 2025 saranno invece organizzate visite guidate gratuite, un’occasione unica per fare un viaggio dalla preistoria all’età romana nell’antico agro chiusino, accompagnati direttamente dai direttori dei musei e delle aree archeologiche della Valdichiana senese (su prenotazione).

PROGRAMMA VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2025. Al teatro Mascagni di Chiusi, alle 9.30, saluti istituzionali: Gianluca Sonnini, sindaco di Chiusi; Edo Zacchei, presidente Unione comuni Valdichiana; Agnese Carletti, presidente Provincia di Siena; Eugenio Giani, presidente Regione Toscana; Gabriele Nannetti, soprintendente Sabap Si; e Stefano Casciu, direttore regionale musei nazionali Toscana. SESSIONE i, modera Gilda Bartoloni (Sapienza, Roma). Interventi: alle 10.30, Alessandro Zanini “Il quadro del popolamento di Chiusi e dell’Etruria interna nella formazione dell’Etruria storica”; 10.50, Maria Chiara Bettini “Chiusi villanoviana… 100 anni dopo Clusium”; 11.10, Giulio Paolucci “Nella ricognizione fatta al tempo della mia carta archeologica vidi il Poggio Gaiella: qualche nuova osservazione sulle sepolture”. Dopo il coffee break, alle 11.50, Enrico Benelli “Le necropoli chiusine, cento anni dopo. Qualche osservazione sulla carta archeologica di Clusium 1925”; 12.10, Mattia Bischeri “La forma della città. Appunti per una anatomia urbana di Chiusi in età preromana”; 12.30, Fabrizio Vallelonga “Chiusi tardoantica e altomedievale: appunti per una ricerca”. Pranzo. SESSIONE II, modera Laura Maria Michetti (Sapienza, Roma). Interventi: alle 15, Barbara Arbeid “Ranuccio Bianchi Bandinelli e la scultura chiusina: riflessioni critiche intorno all’urna del Bottarone”; 15.20, Debora Barbagli “Bianchi Bandinelli e l’archeologia chiusina: note d’archivio sui materiali del museo Archeologico nazionale di Siena; 15.40, Marina Sciafani “I bronzi della collezione Casuccini del museo “A. Salinas” di Palermo. Da una prima ricognizione: materiali dall’età orientalizzante all’età ckassica”. Dopo il coffee break, alle 16.40, Andrea Martelli “Teseo, il Minotauro e la Potnia Theron. Analisi iconografica del motivo a cilindretto Valentini IX e considerazioni sul ruolo della Potnia nell’immaginario figurativo chiusino tardo orientalizzante e alto arcaico”; 17, Alessandro Maccari “Religiosità e riti funebri a Chiusi nell’età di Porsenna”; 17.20, Anna Rastrelli “Sulle orme di Ranuccio Bianchi Bandinelli”; 17.40, discussione; 18, al museo nazionale Etrusco di Chiusi inaugurazione della mostra “Un giovane di belle speranze… Ranuccio Bianchi Bandinelli 1922–1929” dedicata agli anni di formazione dello studioso, dal primo tirocinio sul campo alla definizione del metodo che avrebbe segnato un’epoca.

PROGRAMMA SABATO 29 NOVEMBRE 2025. Al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, alle 9.30, saluti istituzionali: Francesco Lanci, sindaco di Sarteano; Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici. SESSIONE III, modera Giuseppe Sassatelli. Interventi: 10, Ada Salvi “Tra riletture e nuovi dati: ritorni e inediti da Chiusi e dal suo territorio”; 10.20, Marina Angela Turchetti “Poggio Renzo, scavi 2015–2016: le tombe a fossa”; 10.40, Paola Romi “Tra le incostanti acque del Clanis e il tranquillo specchio del Trasimeno. Il territorio chiusino orientale a 100 anni dalle ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli”. Dopo il coffe break, alle 11.30, Jacopo Tabolli “Ranuccio Bianchi Bandinelli e San Casciano dei Bagni 100 anni dopo”; 11.50, Claudio Bizzarri “La villa di Claudio Tiberio Termodonte: sovrapposizioni culturali lungo il fiume Clanis”; 12.20, Franco Cambi “Amiata e Tinia: archeologia di un paesaggio immateriale”. Pranzo. SESSIONE IV, modera Luca Cappuccini (università di Firenze). Interventi: alle 15, Elisa Salvadori “Al confine etrusco: dalle ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli”; 15.30, Paolo Binaco e Luca Pulcinelli “Contributi per una definizione dei Fines Clusinorum meridionali”; 15.50, Marco Pacifici “Progetto F.I.N.E.S. Un nuovo contributo per la definizione dei confini meridionali di Chiusi”. Dopo il coffe break, alle 16.40, Cynthia Mascione e Maria Gabriella Carpentiero “Valdichiana (Torrita di Siena). Insediamenti, viabilità e commerci nei periodi etrusco e romano”; 17, Giuliano Caracciolo “Identità e rango dei Clusini romani alla luce delle testimonianze epigrafiche (I sec. a.C. – IV sec. d.C.)”; 17.20, Stefano Bruni “Bianchi Bandinelli e le mostre etrusche degli anni Cinquanta (Firenze 1951 e 1952, Milano 1955)”; 17.40, discussione e conclusione dei lavori.

PROGRAMMA DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025. “Chiusi e il suo territorio dalla preistoria all’età romana” visite tematiche gratuite ai siti e ai musei archeologici della Valdichiana (su prenotazione). Alle 10, “La preistoria sul Monte Cetona”, visita alla Grotta Lattaia e all’archeodromo del Parco di Belvedere di Cetona, a cura di M.T. Cuda”; 14.30, “Il santuario ritrovato tra culto e medicina termale”, visita agli scavi del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, a cura di E. Mariotti; 17.30, “I volti degli Etruschi”, visita al museo civico Archeologico di Chianciano Terme, a cura di G. Paolucci. Per info e prenotazioni: 0578 269221, staff@valdichiana2025.it

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Dioniso. Il dio dei misteri” (Giunti editore) di Cristoforo Gorno

Martedì 18 novembre 2025, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione dell’ultimo libro di Cristoforo Gorno “Dioniso. Il dio dei misteri” (Giunti editore) che racconta la grande avventura del Dio più ribelle dell’Olimpo, signore dei misteri e della follia: Dioniso. Introduce Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dialogano con l’Autore: Laura Maria Michetti, professoressa di Etruscologia, Università La Sapienza di Roma; e David Riondino, poeta e autore. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Copertina del libro “Dioniso. Il dio dei misteri” di Cristoforo Gorno

Dioniso. Il dio dei misteri. Quando pensiamo a Dioniso, le prime cose che immaginiamo sono il vino, la dissolutezza, i rituali bacchici dove i partecipanti perdono la ragione per guadagnare l’estasi dei sensi. Ma il dio che conosciamo anche come Bacco è molto più di questo, ed è pronto a raccontare la sua storia. Figlio dell’amore clandestino tra Zeus e la giovane principessa tebana Semele, che muore nel metterlo al mondo, Dioniso viene respinto dalla famiglia della madre e perseguitato dalla gelosia di Era. In seguito, prende sempre più le distanze dalle altre divinità, rifiutandosi di andare a vivere sull’Olimpo e viaggiando tra i mortali, guidato dalla curiosità e dalla sua volontà di sedurre il mondo. Durante i suoi vagabondaggi conosce la bellezza dell’amore e il dolore della perdita, coltiva l’amicizia con gli uomini, gli animali e la natura selvaggia, diffonde il dono del vino e raccoglie intorno a sé un seguito di devoti, le Baccanti e i Satiri. Tuttavia, in molti dubitano di lui e del fatto che sia davvero un dio. La resa dei conti si avvicina sempre di più: Dioniso rischia di perdere tutto ciò che ha costruito…

Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico

Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico, dà voce al dio dei misteri in un romanzo appassionante tutto da scoprire: la verità, come insegna Dioniso, si nasconde nelle pieghe della follia, di cui solo lui conosce i segreti.

Veio (Roma). Nuova stagione di scoperte nel Parco archeologico con Etru e Sapienza università: realizzata la mappatura integrale dei cunicoli della città etrusca, un sistema sotterraneo complesso di gallerie, canali, cisterne e strutture idrauliche, grazie a nuove tecnologie e rover speciali

Veduta da drone dell’area del santuario del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Una nuova stagione di scoperte nel Parco archeologico di Veio. Per la prima volta è stata realizzata la mappatura integrale dei cunicoli della città etrusca di Veio, un sistema sotterraneo complesso di gallerie, canali, cisterne e strutture idrauliche, esplorato grazie a tecnologie avanzate e rover progettati per operare in ambienti critici. Veio torna così al centro della ricerca archeologica italiana, dove innovazione, musei e università collaborano per far emergere – strato dopo strato – un patrimonio ancora tutto da scoprire. Il ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, sostiene la nuova stagione di ricerche nel parco archeologico di Veio attraverso la direzione generale Musei, affiancando il lavoro dei ricercatori impegnati nello studio e nella valorizzazione del Santuario del Portonaccio. “Il progetto di Veio”, afferma il direttore generale Musei Massimo Osanna, “si inserisce pienamente nell’azione che la direzione generale Musei sta portando avanti su tutto il territorio nazionale per sostenere programmi di ricerca nei nostri siti archeologici. Tornare a indagare il santuario del Portonaccio con scavi rigorosi e tecnologie d’avanguardia significa ampliare in modo decisivo la conoscenza di uno dei luoghi più significativi dell’Etruria. La mappatura dei cunicoli, resa possibile da metodologie non invasive e strumenti di ultima generazione, è una novità assoluta per questo sito e dimostra il valore della collaborazione tra musei, università e centri di ricerca”.

La nuova fase di attività si è aperta con la prima mappatura integrale dei cunicoli della città etrusca di Veio, un sistema sotterraneo articolato che comprende gallerie, strutture idrauliche, canali, cisterne, pozzi e la grande piscina sacra presso il tempio di Apollo. Il sostegno istituzionale si intreccia con il lavoro dei ricercatori, chiamati a rileggere un luogo dove la storia rimane viva sotto ogni strato di terra. Il 2025 ha segnato l’avvio della collaborazione tra il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la cattedra di Etruscologia del dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza università di Roma per il progetto “Scavi e ricerche nel Parco archeologico di Veio”. La nuova fase di attività si concentra sul Santuario del Portonaccio, uno dei complessi sacri più rilevanti dell’Etruria antica. Le ricerche sono condotte con un approccio multidisciplinare: la direzione scientifica degli scavi è affidata a Luana Toniolo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) e Laura Maria Michetti (Sapienza università di Roma), mentre la campagna di prospezioni geofisiche è coordinata dal dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Elettronica e Telecomunicazioni della Sapienza. Un risultato di particolare rilievo riguarda la prima mappatura integrale dei cunicoli della città etrusca di Veio. Un team di ricercatori ha esplorato le gallerie sotterranee dell’antico abitato e dell’area santuariale utilizzando rover dotati di tecnologie avanzate, in grado di operare in spazi ristretti e complessi. Si tratta di strumenti già impiegati in ambito aerospaziale per l’esplorazione in ambienti critici, messi al servizio dello studio archeologico grazie a sistemi di navigazione e raccolta dati a distanza. “Ormai da un anno il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia gestisce l’area sacra di Portonaccio a Veio”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Abbiamo da subito avviato progetti di valorizzazione e fruizione del Parco, ma soprattutto, in collaborazione con l’università La Sapienza e grazie al contributo della direzione generale Musei, abbiamo ripreso le indagini nell’area: scavi archeologici, ma anche ricerche che impiegano strumenti e metodologie completamente innovative come nell’importantissima e del tutto inedita mappatura dei cunicoli della città”.

Il rover Magellano utilizzato per esplorare i cunicoli sotterranei del santuario del Portonaccio a Veio (Roma) (foto mic)

La nuova stagione di ricerche comprende anche la mappatura completa delle strutture idrauliche che attraversano il sottosuolo dell’area sacra, un sistema articolato di canali, cisterne e pozzi che collega il pianoro dei Campetti con la terrazza del Santuario di Portonaccio e la valle di Cannetaccio. Tra gli elementi più rilevanti figura la grande piscina sacra situata accanto al tempio di Apollo, testimonianza delle pratiche rituali etrusche e successivamente riutilizzata in età romana dopo la conquista di Veio (396 a.C.). Nel quadro delle tecnologie impiegate spicca il rover Magellano, progettato per l’esplorazione autonoma di ambienti sotterranei. Il veicolo utilizza un sistema di sospensioni ispirato all’architettura “rocker-bogie” sviluppata dalla NASA per i rover delle missioni marziane Spirit, Opportunity e Curiosity. Durante le operazioni, Magellano trasmette in tempo reale immagini e dati tramite un ponte radio, consentendo un monitoraggio costante delle aree esplorate dall’esterno dei cunicoli.

Santa Severa di Santa Marinella (Roma). Nell’area archeologica di Pyrgi la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, con interventi di Lorenzo Guizzardi e Laura Maria Michetti

Sabato 6 settembre 2025, alle 18.45, apertura straordinaria dell’area archeologica di Pyrgi (Santa Severa di Santa Marinella, Roma) per ospitare la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, e organizzata dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron. L’evento è promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, nelle persone del soprintendente Margherita Eichberg e della funzionaria archeologa referente di zona, Rossella Zaccagnini, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Comune di Santa Marinella. Patrocinato da Regione Lazio, LazioCrea e Città Metropolitana di Roma Capitale vanta il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Il sito è uno dei luoghi più importanti e suggestivi dell’Etruria e con l’area portuale, ha rivestito un ruolo cruciale nella storia del Mediterraneo antico, rappresentando sul mare la grande metropoli Caere (Cerveteri), che traeva le proprie ricchezze dal controllo dei traffici marittimi. Pyrgi, fondata a partire dal VII sec. a.C., in corrispondenza del promontorio oggi occupato dal Castello, e che fu l’espressione della potenza marittima di Caere, tra le maggiori del Mediterraneo sarà lo scenario di questa conferenza-spettacolo dedicata alla storia e al mito.

All’evento interverranno:  Lorenzo Guzzardi, archeologo, già dirigente del dipartimento Beni culturali Regione Siciliana e direttore scientifico Ventennale Unesco Siracusa, che parlerà di Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, che nel 384 a.C. saccheggiò il celebre sito etrusco portando via con sé un ricchissimo bottino; la professoressa Laura Maria Michetti, ordinaria di Etruscologia università “La Sapienza” di Roma, che da anni conduce campagne di scavo e di ricerca nell’area, che delineerà l’importanza dell’area sacra di Pyrgi e ciò che ha rappresentato per tutta l’Etruria. A corredo degli interventi scientifici la rappresentazione di una pièce teatrale, ideata dal regista De Angelis, incentrata proprio sull’assedio avvenuto in quel luogo da parte dei siracusani contro gli etruschi, interpretata dagli attori Alessandra De Antoniis, Riccardo Frontoni, Riccardo Dominici, Mariapia Gallinari, Catja Cuordileone, Monia Marchi, Aurelia Realgar, Luisa De Antoniis, Nerina Piras, Marta Soracco, Filippo Soracco, i cavalieri Stefano Ercolani, Simona Gennaretti, Massimo Peretti, Riccardo Paglialunga, Mirko Teloni, Samira Ercolani e la danza dell’Antica Danza del Ventre Zakiyyeh nur. Foto di scena Valerio Faccini, riprese video Mauro Zibellini. L’evento è a ingresso libero e gratuito.