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Esclusivo. Con la prof.ssa Caterina Previato primo bilancio della campagna 2024 nel sito romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro): tra le scoperte, nella villa romana un impianto termale e un accesso a una via d’acqua, e poi un edificio di grandi dimensioni che apre nuovi scenari per le future ricerche. Tra i reperti una piccola lucerna in bronzo

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Ariano nel Polesine: campagna di scavo 2024 dell’università di Padova nel sito romano di San Basilio (foto unipd)

La villa romana di San Basilio prende forma, si arricchisce per la presenza di un impianto termale e di un accesso a una via d’acqua, e poi ci sono i primi dati del nuovo edificio, di grandi dimensioni e di prestigio, e sicuramente vissuto vista la qualità dei materiali utilizzati e la presenza di pavimenti musivi che aprono ipotesi da verificare nei prossimi anni: sono i risultati più eclatanti da un primo bilancio provvisorio della campagna di scavo 2024, condotto dalla prof. Caterina Previato col prof. Jacopo Bonetto, del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, in convenzione con la Soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Tra impegno, curiosità e prospettive future, ecco il resoconto di Caterina Previato in esclusiva per archeologiavocidalpassato.com.

CAMPAGNA 2024. “La campagna di scavo dell’università di Padova – dipartimento dei Beni culturali a San Basilio ha interessato anche l’insediamento di età romana il cui scavo è seguito da me – Caterina Previato – e dal prof. Jacopo Bonetto in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza, in particolare con Giovanna Falezza. Il progetto, finanziato dalla fondazione Cariparo, è iniziato tre anni fa e ha interessato innanzitutto l’area della cosiddetta villa romana, un edificio che è stato individuato casualmente negli anni ’70 del secolo scorso, indagato per alcuni anni dal professor Umberto Dalle Mulle e poi ricoperto. L’obiettivo iniziale era quello di riscoprire questo edificio, innanzitutto individuandolo sul terreno e poi indagandolo con i metodi moderni. Lo scavo è stato avviato due anni fa in corrispondenza di nuovi settori di questo edificio che abbiamo continuato a indagare anche nella campagna di scavo di quest’anno, durata cinque settimane, con un gruppo di studenti piuttosto nutrito: circa 16 persone sono state presenti ogni settimana sul cantiere.

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Il praefurnium, forno per il riscaldamento degli ambienti termali della villa romana, individuato nella campagna 2024 dell’università di Padova a San Basilio (foto unipd)

“Per quanto riguarda la villa romana, quest’anno ci siano dedicati ad approfondirne le diverse fasi cronologiche. Già l’anno scorso, infatti, avevamo individuato degli ambienti con pavimenti risalenti al V sec. d.C. Quest’anno abbiamo approfondito lo scavo, e abbiamo recuperato nuovi materiali relativi alle fasi precedenti di piena età imperiale. Un dato particolarmente interessante è stato quello relativo a un ambiente indagato nel cosiddetto “saggio 2” che è probabilmente collegabile a un settore termale di questo grande edificio, dove abbiamo individuato un praefurnium, quindi un forno per il riscaldamento degli ambienti termali, in ottimo stato di conservazione. Anche questo è stato scavato, rilevato, indagato, e ci permetterà anche di capire quando è stato in funzione ed è stato utilizzato.

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La pavimentazione in laterizi della riva del canale situato a Nord della villa romana, individuata nella campagna 2024 dell’università di Padova a San Basilio (foto unipd)

“Sempre in prossimità della villa, altri dati interessanti sono emersi nel settore più a Nord, dove abbiamo individuato quella che sembra essere una sorta di rampa di discesa, forse verso un canale o comunque una via d’acqua che doveva costeggiare la villa nel settore settentrionale, come sembra provare la presenza di alcuni pali di legno infissi nel terreno, metodo tipico nelle sistemazioni spondali.

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Il nuovo edificio individuato a Ovest della villa romana, individuato nella campagna 2024 dell’università di Padova a San Basilio (foto unipd)

“La campagna di scavo 2024 però ha interessato anche un altro edificio, finora sconosciuto, che è stato intercettato quasi casualmente nello scorso autunno grazie alle prospezioni geofisiche condotte dalla nostra collega Wieke de Neef dell’università di Bamberg e anche ad alcune immagini da drone di tipo multispettrale che sono state realizzate dal collega Jacopo Turchetto sempre dell’università di Padova. Grazie appunto a queste indagini non invasive era stata riconosciuta la presenza di un grande edificio – finora del tutto sconosciuto – la cui planimetria era già ben identificabile da queste prime indagini. Abbiamo così deciso di indagarne la metà occidentale proprio per verificare quanto era visibile prima dello scavo. E la scoperta è stata importante perché l’edificio è effettivamente perfettamente conservato nelle sue strutture murarie che sono decisamente molto poderose, hanno fondazioni realizzate in blocchi di trachite che proviene dai colli Euganei: sono spesse oltre 90 centimetri a dimostrazione dell’imponenza dell’edificio e probabilmente del suo sviluppo in elevato. Abbiamo individuato anche un vano scala che ci fa ipotizzare la presenza addirittura di un secondo piano. La funzione di questo edificio resta al momento ignota, ma doveva avere sicuramente almeno alcuni vani a destinazione residenziale: ce lo dicono le tracce emerse dal terreno, in particolare moltissime tessere di mosaico e anche alcuni lacerti di mosaico emersi in alcuni vani. Era sicuramente un edificio anche molto ricco, perché lo stesso approvvigionamento della pietra da un luogo così distante ci testimonia che chi ha voluto questa costruzione aveva una certa disponibilità economica. L’anno prossimo continueremo senz’altro a indagare questo edificio ma anche la villa perché entrambi stanno riservando grandissime sorprese”.

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La lucerna in bronzo dallo scavo della villa romana, individuata nella campagna 2024 dell’università di Padova a San Basilio (foto unipd)

CURIOSITÀ: LUCERNA IN BRONZO. “Anche lo scavo di quest’anno ci ha riservato grandi sorprese in termini di reperti. San Basilio è un sito che restituisce moltissimo. Non solo la consueta ceramica, ma anche materiali più pregiati, in particolare moltissimi reperti in metallo; numerosissime sono le monete – come già noto dagli scavi degli anni ’70 del Novecento – e anche quest’anno ne abbiamo ritrovate quasi cento, quindi numeri sempre molto consistenti. Però forse il reperto più bello ritrovato quest’anno è una piccola lucerna in bronzo perfettamente conservata che è stata ritrovata all’interno di una buca di uno degli ambienti della villa che stiamo indagando, forse nascosta appositamente in un momento difficile per chi abitava all’interno dell’edificio”.

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Ariano nel Polesine: campagna di scavo 2024 dell’università di Padova nel sito romano di San Basilio (foto unipd)

IL FUTURO: DEFINIRE LA PLANIMETRIA DEL NUOVO EDIFICIO. “Per l’anno prossimo sicuramente continueremo lo scavo sia all’interno degli ambienti della villa che abbiamo identificato alla ricerca delle fasi cronologiche più antiche, nel tentativo di ricostruire la funzione dei diversi settori di questo edificio che viene chiamato villa ma non era la consueta villa rustica diffusa in età romana. Allo stesso tempo però sicuramente continueremo anche le indagini nel nuovo edificio individuato poco più ad Ovest indagando nella metà orientale così da definirne nel complesso tutta la planimetria e anche per comprenderne meglio la funzione, la tipologia, per cercare di capire a che cosa servisse questo edificio e come fosse utilizzato, e anche cominciando a scavare alcuni degli ambienti presenti al suo interno per ricercarne appunto alcuni elementi in grado di fissarne la cronologia di costruzione e di vita. Nel frattempo nei mesi autunnali-invernali ci dedicheremo poi al consueto studio di tutti i materiali che abbiamo recuperato nella campagna di scavo di quest’anno, dalla ceramica alle monete ai metalli, nel tentativo proprio di ricostruire un altro frammento della storia di San Basilio in età romana”.

Padova. Nella giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità” presentati i risultati e le anticipazione della stagione 2024 del progetto “Prima Europa. La protostoria nel Polesine” a Frattesina e Villamarzana, e del progetto “San Basilio”. Ecco le voci dei protagonisti

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Professori, funzionari. direttori, dottorandi e specializzandi protagonosti della giornata di studio “Archeologia in Polesine” al Palazzo Bo di Padova (foto graziano tavan)

padova_palazzo-bo_giornata-di-studi-archeologia-in-polesine-tra-protostoria-e-romanità_locandinaCi siamo. Sta per aprirsi la nuova stagione di ricerche archeologiche nel Medio Polesine (Frattesina di Fratta Polesine, Villamarzana: entramni nel progetto “Prima Europa. La protostoria nel Polesine”) e nel Delta del Po (San Basilio di Ariano nel Polesine: progetto “San Basilio”) che impegneranno università (Padova, Venezia, Roma La Sapienza), musei (Fratta Polesine, Adria), soprintendenze (Sabap Verona Rovigo Vicenza), enti locali (Fratta Polesine, Villamarzana, Ariano nel Polesine), sponsor (fondazione Cariparo) in un impegno corale straordinario che sta dando frutti eccezionali tanto che si può dire che il Polesine si stia rivelando un vero laboratorio per conoscere dinamiche culturali, economiche, sociali e potenzialità delle popolazioni protostoriche non solo a livello padano-adriatico ma con implicazioni che coinvolgono territori dal Baltico al Levante. Una importanza sottolineata dalla giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità” promossa dall’università di Padova – dipartimento Beni culturali a Palazzo Bo a Padova (vedi Padova. A Palazzo Bo giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità. Risultati in progress dei progetti Prima Europa e San Basilio”, con la presentazione delle ricerche a Frattesina, Villamarzana e San Basilio | archeologiavocidalpassato). Con alcuni dei protagonisti vediamo come ci offrirà la stagione di ricerca 2024 in Polesine.

Jacopo Bonetto, del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, spiega ad archeologiavocidalpassato.com il senso della giornata patavina: “La giornata di oggi, 17 aprile, vuole essere una giornata di sintesi, di punto di arrivo, ma anche di ripartenza di quelle che sono le numerose e differenziate attività che l’università di Padova insieme all’università di Venezia, alla soprintendenza, al ministero, ai Comuni, agli enti territoriali, stanno conducendo nella vasta area del Polesine. È una giornata di studi che raccoglie i frutti dell’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che ha deciso di investire in questo contesto, e investire nelle risorse culturali. È stata messa sul terreno una squadra molto ricca, molto variegata – appunto di universitari, funzionari di soprintendenza, direttori di museo, sindaci, soggetti del parco del Delta del Po -, e tutti assieme abbiamo dato vita a questi tre grandi cantieri di lavoro. Uno presso il sito arcinoto di Frattesina, uno presso il sito meno noto ma comunque di grande potenzialità di Villamarzana, per quanto riguarda la protostoria; e poi il contesto di San Basilio, anche questo noto da tempo, ma anche questo meritevole di approfondimenti. E da due anni e per i prossimi due almeno ci sono squadre di archeologi, formate da docenti, ricercatori, funzionari, ma anche molti studenti, molti dottorandi, che si alternano sul campo alla ricerca. La giornata di oggi presenta appunto i risultati delle campagne 2022-2023 con tutto quello che hanno portato di novità. Quindi grandi novità sulle fasi protostoriche ma anche grandi novità sulla fase di romanizzazione, di età romana, di tardo-antica che il sito di San Basilio sta restituendo. E credo che i risultati già a vedere le prime relazioni o a capire anche solo i titoli degli interventi siano veramente importanti”.

Sulla campagna 2024 a Frattesina dell’università La Sapienza di Roma con il CPSSAE, interviene per archeologiavocdalpassato.com Paolo Bellintani (Cpssae):

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Il professor Andrea Cardarelli (Sapienza università Roma) dirige gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)

“Nella prossima campagna di ricerca Medio Polesine nel progetto Prima Europa per quanto riguarda Frattesina procederemo con una nuova campagna archeologica nel mese di settembre 2024 in particolare dedicata allo scavo della fornace che abbiamo individuato nel 2023, probabilmente dedicata alla produzione di vetro. Mentre tra luglio e ottobre 2024 procederemo al rilievo magnetometrico del sito di Campestrin di Grignano Polesine, nel sito della lavorazione dell’ambra, che ancora ha bisogno di chiarire questi aspetti prima di procedere in una seconda fase del progetto a nuove indagini archeologiche stratigrafiche anche in questo sito”.

Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, sintetizza per archeologiavocidalpassato.com le ricerche a Villamarzana 2024:

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Momenti di scavo nell’area con presenza di impianti produttivi nel sito protostorico di Villamarzana (Ro) (foto graziano tavan)

“La campagna di scavo 2024 a Villamarzana inizierà il 9 settembre e ci tratterremo sul sito per un mese, per quattro settimane, nell’ambito delle quali abbiamo intenzione di portare a compimento almeno una parte dello scavo che abbiamo aperto e di ampliare il settore per cercare di comprendere meglio le caratteristiche del tessuto abitativo – la forma delle case, le dimensioni delle case, se sono case, perché potrebbero anche essere strutture diverse. Come al solito il tutto si farà in collaborazione con la soprintendenza e con la direzione regionale Musei, in particolare con il museo di Fratta Polesine, soprintendenza di Verona naturalmente, e parteciperanno studenti, dottorandi, specializzandi, assegnisti: quindi lo “zoccolo duro” dell’università, che è quello che appunto più di tutto ci consente di lavorare. Parallelamente andremo avanti con il laboratorio allestito a Villamarzana per lo studio dei materiali, per gli aspetti archeobotanici e archeozoologici; e naturalmente proseguiremo anche con lo studio parallelo al laboratorio sul campo. L’obiettivo è di chiudere il 2024 – le attività di campo 2024, comprese l’estensione delle prospezioni geofisiche – con una messe di dati sufficiente per poter scrivere una storia – non più lineare, perché sarà complessa – ma un po’ più chiara di questo momento fondamentale della fine, dell’ultimo scorcio del Bronzo Finale nel Medio Polesine e in particolare a Villamarzana”.

Maria Letizia Pulcini, direttore del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, affronta per archeologiavocidalpassato.com il concetto di archeologia pubblica, declinato nelle sue diverse accezioni:

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Maria Letizia Pulcini illustra le attività di ufficio stampa del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine per il progetto “Prima Europa” (foto graziano tavan)

“Nel 2022 la direzione regionale Musei del Veneto, cui afferisce il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, ha stipulato con la soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza un accordo per le attività di valorizzazione e di ricerca che sono la mission del nostro ufficio. E proprio grazie a questa convenzione siamo riusciti ad avere un ruolo attivo all’interno del progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” con un ruolo di coordinamento proprio per quanto riguarda le attività di valorizzazione e divulgazione e le attività di ricerca, perché comunque all’interno del progetto è prevista anche una fase di studio dei materiali scavati negli anni ’70-’80, in particolar modo, e che sono conservati nel museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. Quindi noi ci siamo occupati del coordinamento delle varie figure coinvolte negli scavi del 2023 e poi anche dei prossimi scavi del 2024, e anche della progettazione e della realizzazione dell’aspetto comunicativo delle rubriche social, ma abbiamo svolto anche attività di ufficio stampa, ovviamente sempre in collaborazione con tutti gli altri partner coinvolti nel progetto Prima Europa e poi anche nelle attività di divulgazione con l’organizzazione degli open day, le attività per le scuole e anche la conferenza finale che c’è stata a novembre 2023 in cui abbiamo riportato i primi risultati delle indagini di scavo”.

Giovanna Gambacurta, dell’università Ca’ Foscari di Venezia, introduce per archeologiavocidalpassato.com il progetto “San Basilio” 2024 che ha restituito evidenze dagli etruschi ai romani: “Comincia anche quest’anno una campagna di scavi a San Basilio di Ariano nel Polesine.

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“Scavi aperti”: visite guidate allo scavo di San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto unive)

È una campagna che comincerà con gli studenti dell’università Ca’ Foscari di Venezia il 27 maggio e si concluderà il 22 giugno 2024. Nell’ambito di questa campagna abbiamo anche delle occasioni di visita “scavi aperti”: una il 1° giugno, una il 22 giugno, quindi in fase inziale e in fase finale degli scavi, e pensiamo di andare ad approfondire alcune tematiche che abbiamo cercato di mettere in luce negli anni precedenti, e cioè la problematica della funzione di alcune aree ancora poco sicure nella loro strutturazione. Forse aree di lavorazione all’aperto, aree con dei focolari, aree con accensione di fuochi, e forse di andare ad aprire dei saggi laddove delle indagini geo-magnetiche ci danno indicazioni di possibili evidenze importanti che non abbiamo ancora cominciato a sondare. Quindi è un’idea ancora un po’ in costruzione che stiamo perfezionando in questi giorni per approfondire quello che è la ricerca su San Basilio e che lo sarà anche almeno nei prossimi anni”.

Caterina Previato, del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, per archeologiavocidalpassato.com si sofferma sullo scavo “romano” a San Basilio 2024:

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Nuovo edificio scoperto a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) con foto da drone a sensori multispettrali (foto unipd)

“Le ricerche sull’insediamento romano di San Basilio riprenderanno il 13 maggio 2024 per continuare per 5 settimane, quindi fino a circa metà giugno, e nello specifico quest’anno continueremo a indagare la cosiddetta Villa romana, già oggetto di ricerche da due anni, con l’obiettivo di comprenderne meglio la funzione e soprattutto di indagare tutte le sequenze stratigrafiche ancora non toccate dagli scavi del passato. Inoltre si aprirà un nuovo grande saggio di scavo che interesserà un edificio finora del tutto sconosciuto che è stato recentemente individuato grazie a delle prospezioni geofisiche condotte da una collega dell’università di Bamberg Wieke de Neef. E questa sarà probabilmente la scoperta più importanti, l’obiettivo più importante di quest’anno proprio perché è un edificio che finora non si conosceva e che apparentemente dovrebbe essere molto ben conservato”.

Sulla promozione del sistema Delta del Po nel progetto “San Basilio” parla ad archeologiavocidalpassato.com Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria:

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Il percorso ad anello del Centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto drm-veneto)

“Il museo Archeologico nazionale di Adria è promotore del progetto fin dalla sua prima fase, nel 2018, quando quattro amiche – Maria Cristina Vallicelli della soprintendenza, io del museo Archeologico nazionale di Adria, Giovanna Gambacurta dell’università di Venezia, e Silvia Paltineri dell’università di Padova – ebbero così l’idea di ricominciare con gli scavi a San Basilio ma anche affiancare agli scavi una parte di disseminazione, di conoscenza dei risultati in realtà ripercorrendo le tappe di quelle che erano stati i vecchi scavi di San Basilio degli anni ’70 che avevano avuto un rapporto con la comunità molto stretto fin dall’inizio. Quindi in tutti questi anni, ormai si tratta di 6 anni – c’è stata la pausa del lock-down – alla ricerca si sono affiancati incontri, conferenze, e visite allo scavo: il primo anno siamo riusciti a offrire a tappeto a tutte le classi del delle scuole di Ariano nel Polesine e a moltissime delle scuole di Adria proprio la visita agli scavi. E queste attività hanno sempre affiancato la ricerca. Il museo di Adria non è che abbia avuto un ruolo di coordinatore perché i lavori sono sempre andati avanti parallelamente. Però diciamo che è un fratello maggiore e si sta cercando di fare adesso – questa forse è la cosa più importante – è la rete che si è venuta a creare tra il museo di Adria e il centro turistico culturale di San Basilio e l’area archeologica musealizzata di San Basilio. E si sta costituendo come una rete organizzata che potrebbe comprendere anche Loreo. Quindi il sistema di siti da visitare di stampo archeologico nel Delta del Po comincia a essere veramente interessante e articolato.  Importante. E questa giornata ha dimostrato quanto l’archeologia del Delta del Po sia importante”.

Chiude i nostri interventi Giovanna Falezza, della soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza, illustra ad archeologiavocidalpassato.com la nuova musealizzazione dell’area archeologica di San Basilio:

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La nuova illuminazione dell’area archeologica di San Basilio (foto drm-veneto)

“Un tassello importante di San Basilio archeologica è l’area archeologica valorizzata: nasce dopo gli scavi degli inizi Duemila e poi migliorata con la creazione della grande copertura a campata unica del 2014. Ma grazie prima a un corposo finanziamento Interreg Value e poi negli ultimi anni con ulteriore supporto della fondazione Cariparo siamo riusciti a terminare la sua valorizzazione. Quindi è stato ultimato il restauro, sistemati alcuni problemi di dilavamento che si erano verificati negli ultimi anni con una completa sistemazione con i ghiaini e parziale ricostruzione delle evidenze, una nuova pannellistica, e da ultimo l’illuminazione che permette una efficace, anche emotivamente coinvolgente, fruizione anche nelle ore serali dell’area archeologica”.

Padova. Per l’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’università lezione di Gabriel Zuchtriegel su “Pompei, la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. A seguire il convegno “Nel segno del tempo”. Ecco il programma

padova_maldura_scuola-specializzazione-beni-culturali_lezione-inaugurale-gabriel-zuchtriegel_locandina (002)Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, sarà l’ospite d’onore dell’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (A.A. 2023/2024) e delle Giornate di Studio organizzate dalla stessa Scuola “Nel segno del tempo: l’archeologia attraverso alterazioni resistenze e fratture”, con la lezione inaugurale “Pompei la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. Zuchtriegel rifletterà sul significato dell’archeologia e della storia dell’arte attraverso la scoperta delle rovine di Pompei: un esercizio di empatia con il passato per costruire un ponte tra noi e gli antichi. Appuntamento lunedì 29 gennaio 2024, alle 9, nell’aula magna di Palazzo Maldura, in piazzetta Gianfranco Folena 1 a Padova. Sono invitati a partecipare assegnisti, dottorandi, specializzandi, studenti dei corsi di Laurea e tutti gli interessati. Si inizia alle 9 con l’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (A.A. 2023/2024): i saluti istituzionali e l’introduzione sono affidati alla prof.ssa Giovanna Valenzano (direttrice del dipartimento dei Beni culturali) e alla prof.ssa Maria Stella Busana (direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici). Quindi alle 10, la lezione di Gabriel Zuchtriegel “Pompei, la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. “Perché oggi ci interessa l’antichità?”, si chiede Zuchtriegel. “Cos’ha da raccontarci e cosa racconta di noi? Cos’è che rende significative le scoperte archeologiche di cui ogni tanto si parla nei media? Per capirlo dobbiamo consentire a noi stessi di entrare in contatto con la nostra storia personale e la nostra emotività. Senza di esse, del resto, non esisterebbero né archeologia né storia dell’arte, o qualsiasi altra forma di storiografia, semplicemente non avrebbe senso…Considerandolo così, il passato non è affatto passato: noi che torniamo sempre a riscoprirlo e a raccontarlo, ci siamo dentro”.

padova_maldura_scuola-specializzazione-beni-culturali_convegno-nel.segno-del-tempo_locandina (002)Convegno “Nel segno del tempo”. Lunedì 29 gennaio 2024. PRIMA SESSIONE: Rappresentazioni in mutamento. Tradizioni, influenze e innovazioni. Modera: prof.ssa Monica Salvadori. 11.20, Annalaura Pegoraro (università di Padova) “Dal Protogeometrico B all’Orientalizzante: persistenze e innovazioni nello stile decorativo della ceramica cretese di VII secolo a.C.”; 11.40, Giulia Lucia De Grazia (università di Bologna) “Attestazioni ricorrenti di tipologie di cane in Etruria tra VIII e IV secolo a.C.”; 12, discussione. Dopo la discussione, il Convegno si sposterà nella sede di Palazzo Liviano (piazza Capitaniato, 7), dove è prevista la pausa pranzo dalle 13 alle 14. SECONDA SESSIONE: Forme tecniche del cambiamento. Tradizioni artigianali, processi produttivi e innovazioni tecnologiche. Modera: prof. Massimo Vidale. 14, Luana Tesoro (università di Bari “Aldo Moro”) “Lebetes gamikòi: problemi morfologici”; 14.20, Gabriele Viola (università di Pisa) “Continuità e discontinuità nelle opere idrauliche vicino orientali, dall’Età del Ferro a Roma”; 14.40, Giulia Felicia Sammarco (università di Genova) “Continuità e mutamenti nelle pratiche della concia delle pelli, dall’Antichità ad oggi: analisi delle tracce archeologiche e dei comportamenti”; 15, Alice Andrea Rappelli (università di Pisa) “La continuità nelle opere di estrazione e trasporto nei bacini lunensi-carraresi”; 15.20, discussione; 15.40, pausa caffè. TERZA SESSIONE: Il sacro nel tempo. Riflessioni su usi, costumi e pratiche rituali. Modera: prof. Jacopo Bonetto. 16, Samira Ranzato (università di Padova) “Il deposito votivo di Corte Lazise (Villabartolomea, VR). Le trasformazioni dei codici di autorappresentazione delle élites guerriere dell’area nord-padana tra ciclo storico delle terramare e sistema Frattesina”; 16.20, Marco Capurro (università di Napoli “L’Orientale”/università di Salerno) “Il culto di Zeus Agoraios nell’isola di Creta: un riesame delle attestazioni archeologiche ed epigrafiche ad oggi note”; 16.40, Ginevra Coppola (università di Bari “Aldo Moro”) “I costumi funerari come indicatori dei mutamenti nella società peucezia fra IV e III secolo a.C.”; 17, discussione.

Martedì 30 gennaio 2024. Sala Sartori – Palazzo Liviano. QUARTA SESSIONE: Paesaggi in trasformazione. Lettura delle dinamiche di continuità e discontinuità. Modera: prof. Jacopo Turchetto. 9, Mirta Schievano (università di Padova) “Continuità e discontinuità nell’ambito dell’analisi del fenomeno dei siti rifugio del TMIIIC nella baia di Mirabello a Creta”; 9.20, Eleonora Franco (università di Milano) “Il regno Seleucide nella piana di Erbil: elementi di continuità e discontinuità nell’occupazione del territorio”; 9.40, Federico Quintarelli (università di Padova) “Il ruolo della Memoria e la percezione dell’Antichità nella Periegesi di Pausania”; 10, Alessandra Sorrenti (università di Roma “La Sapienza”) “Otricoli (TR) e la romanizzazione della media valle tiberina. Continuità e discontinuità tra record archeologico e fonti storiche”; 10.20, Lorenzo Balzerani (università di Roma “La Sapienza”), Ada Ioana Rabita (università di Roma “Tor Vergata”) “La Via Amerina e l’Agro Falisco: storia e memoria attraverso una strada antica”; 10.40, Rossella Megaro (università di Pisa) “C’era una volta…. Trasformazioni geoambientali tra le paludi di Bientina e Fucecchio”; 11, discussione; 11.20, pausa caffè. QUINTA SESSIONE: Analizzare le alterazioni. Strumenti, metodologie e approcci multidisciplinari. Modera: prof.ssa Margarita Gleba. 11.40, Antonina Mafodda (università di Padova) “Favorire la continuità di vita dei resti osteodentari. Case study: gli inumati del Pio”; 12.20, Alessia Galbusera, Martina Trevisan (università di Padova) “Alterazioni e persistenze nell’osso umano combusto: approcci macro e microscopici allo studio bioarcheologico della necropoli di La Cona (I sec. a.C. – I sec. d.C.)”; 12.40, Vittorio Petrella (università di Padova) “L’evoluzione storico-architettonica del Ponte della Badia a Vulci: uno studio di continuità/discontinuità applicato alle architetture antiche”; 13, pausa pranzo; 14.30, Giulio Alberto Da Villa (università di Padova) “Discontinuità nel record ceramico del Tempio romano di Nora: implicazioni per l’interpretazione archeologica”; 14.50, Angelica Gabrielli (università di Verona) “Le restituisco pertanto la memoria: la Villa dei Mosaici di Negrar e il carteggio De Stefani”; 15.10,  discussione; 15.30, conclusione e saluti finali.

Padova. Presentato il Progetto San Basilio: lo scavo, le ricerche, la valorizzazione del sito nel comune di Ariano nel Polesine (Ro) che era già un polo di scambio mercantile, centro logistico e di relazioni, sul Delta del Po prima di Adria e Spina. Ruolo che continua anche con i Romani

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L’area archeologica di San Basilio, vicino ad Ariano Polesine: i reperti sono al museo di Adria (foto drm-veneto)

padova_liviano_giornata-di-studi_archeologia-a-san-basilio_locandinaPrima di Adria e Spina c’era già un polo di scambio sul Delta del Po: l’odierno sito di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). I 1200 e più anni di vita del centro offrono documenti essenziali per tracciare la storia antica della Pianura padana e del Polesine in particolare e hanno attirato l’attenzione degli studiosi fin dagli anni Settanta/Ottanta del secolo scorso. Dopo le prime ricerche, nuove campagne di scavo si sono svolte negli anni Novanta (soprintendenza Archeologica del Veneto) e quindi più intensamente dal 2018 grazie alla collaborazione tra università di Padova, università Ca’ Foscari di Venezia, soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza e direzione regionale Musei Veneto e sostenute dalla Fondazione Cariparo e dal Comune di Ariano nel Polesine. Il progetto era finalizzato a riprendere le attività di ricerca, alla promozione culturale e turistica anche in rapporto con il museo Archeologico nazionale di Adria e con la collettività e gli enti locali. Sul Progetto San Basilio è stato fatto il punto nella giornata di studi “Archeologia a San Basilio. Work in progress”, venerdì 19 gennaio 2024 a Palazzo Liviano a Padova (vedi Padova. A Palazzo Liviano giornata di studi “Archeologia a San Basilio. Work in progress” con la presentazione del Progetto San Basilio: ambiente, nuovi scavi età preromana ed età romana | archeologiavocidalpassato).

ariano-nel-polesine_san-basilio_centro-turistico-culturale_inaugurazione_locandinaMiti e leggende dell’antica Grecia narravano di un grande fiume, portatore di merci, ricchezze e risorse di ogni genere dalle terre degli Iperborei, le genti che vivevano a nord del mondo conosciuto. Il fiume celebre fino al cuore del Mediterraneo era il Po, allora chiamato Eridano, e alle foci dei molti bracci di questo corso d’acqua arrivarono i primi navigatori greci alla ricerca di nuovi mercati e di fecondi contatti con le popolazioni etrusche e venete della grande Pianura padana. I nuovi luoghi di incontro trovarono l’ideale collocazione tra le foci del fiume e le dune costiere, dove si incrociavano rotte marine, fluviali e terrestri. Nacque così l’abitato di San Basilio che divenne da subito punto di scambio multietnico fin da un’epoca (la fine del VII secolo a.C.) in cui ancora Spina e Adria non avevano conosciuto il loro primo sviluppo.

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Una fase dello scavo archeologico a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) curato dall’università d Padova (foto unipd)

L’abitato di San Basilio sembra così essere il più antico polo mercantile del sistema deltizio padano vivo da allora per secoli sviluppando la sua vocazione di centro logistico e di relazioni. Non a caso, proprio attraverso San Basilio viene tracciata nel 153 a.C. la via Annia, la più antica delle strade consolari romane che da Roma conduceva a Rimini, Adria, Padova e infine al caposaldo militare di Aquileia. Con l’età romana il ruolo di San Basilio crebbe progressivamente e nella piena età imperiale (tra I e V secolo dopo Cristo) il centro diventò un grande vicus di oltre 30 ettari, una stazione di sosta del sistema di comunicazione terrestri dello Stato romano (mansio Hadriani) e infine centro mercantile di prima grandezza che sembra pareggiare e superare Adria nella tarda antichità. Le migliaia di monete romane ritrovate nel sito raccontano il suo eterno ruolo di luogo di scambio e relazione tra popoli e comunità.

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L’area archeologica di via Brenta a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)

L’area archeologica di via Brenta. Nel corso delle stagioni 2022 e 2023 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Verona Rovigo e Vicenza (Giovanna Falezza) ha completato l’intervento di ripristino, pulizia e valorizzazione dell’area archeologica posta al centro del sito (via Brenta), messa in luce da scavi negli anni Novanta del secolo scorso e già interessata da un grosso intervento di restauro grazie al Progetto interregionale Italia-Croazia denominato Value. È qui visibile un grandioso edificio di età imperiale romana utilizzato come horreum, magazzino per prodotti alimentari, che qualifica San Basilio come uno dei più grandi centri mercantili della tarda età imperiale romana, nonché i resti del primo nucleo paleocristiano (chiesa, battistero e sepolcreto).

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Bronzetto di produzione etrusca dall’area archeologica di San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) (foto unipd)

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Progetto “San Basilio. Alla riscoperta del passato”: campionature (foto unive)

Lo scavo dell’abitato etrusco. Dopo gli interventi del 2018 e del 2019 le ricerche sull’abitato etrusco sono proseguite grazie all’impegno dell’università di Padova (Silvia Paltineri) e dell’università Ca’ Foscari di Venezia (Giovanna Gambacurta) che operano in regime di convenzione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza (Giovanna Falezza). L’università di Padova ha condotto due scavi. Nel primo, più esteso, è stata messa in luce la pavimentazione di un edificio, già oggetto di ampia spoliazione in antico, che presentava un alzato e una copertura in materiale deperibile. Fra i materiali ritrovati si segnalano ceramica etrusca di produzione locale, ceramica veneta e ceramica di importazione greca, sia corinzia che attica a figure nere. Nel secondo scavo, aperto più a Nord in un’area compromessa da lavorazioni agricole e dall’impianto di un frutteto, sono stati messi in luce pali lignei parzialmente conservati e abbondante materiale ceramico, soprattutto bucchero etrusco. Tra i rinvenimenti, del tutto eccezionali sono alcuni bronzetti di produzione etrusca, presumibilmente di Orvieto o di Vulci, a forma di quadrupede e di felino, che in origine erano utilizzati per decorare recipienti di alto pregio. L’università Ca’ Foscari di Venezia si è concentrata sulla comprensione dell’estensione dell’abitato e delle sue caratteristiche in rapporto ai commerci greci e adriatici. Le aree di scavo aperte nel corso degli ultimi due anni hanno portato all’individuazione di un canale destinato al drenaggio delle acque, indispensabile in un territorio anfibio, oltre che delle caratteristiche costruttive delle abitazioni e delle vicine aree destinate alle produzioni. Tra i materiali rinvenuti si segnalano prestigiosi frammenti di ceramica daunia e attica a figure nere.

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Lo scavo della villa romana a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) curato dall’università di Padova (foto unipd)

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Iscrizione in marmo che celebra l’istituzione di una fondazione funeraria, rinvenuta nella campagna 2023 a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) (foto unipd)

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Nuovo edificio scoperto a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) con foto da drone a sensori multispettrali (foto unipd)

Lo scavo e le ricognizioni nell’abitato romano. Le attività di ricerca condotte dall’università di Padova (Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetto, Wieke De Neef) in convenzione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza) interessano la fase romana del sito di San Basilio, che in questa fase costituì uno snodo commerciale di fondamentale importanza posto all’incrocio tra vie di terra (via Annia-Popillia) e le vie d’acqua. Dal 2022 sono riprese le indagini archeologiche presso la cosiddetta “villa romana”, già in parte scavata negli anni Settanta del secolo scorso. I nuovi scavi hanno permesso di individuare ulteriori ambienti appartenuti all’edificio e di riportare in luce oltre 450 monete e altri preziosi reperti, tra cui un’iscrizione in marmo che celebra l’istituzione di una fondazione funeraria con cui venivano donate somme di denaro al collegio dei fabbri. A fianco delle attività di scavo sono in corso di svolgimento una serie di ricerche topografiche, finalizzate alla ricostruzione dell’organizzazione dell’antico abitato. Sono state condotte, da un lato, attività di raccolta di superficie dei materiali ceramici antichi con l’impiego di tecnologie digitali di tipo Mobile Mapping e, dall’altro, ricerche da remote e proximal sensing, che hanno visto l’impiego di un drone termico e di un drone multispettrale. Tutti i dati raccolti sono stati fatti confluire all’interno di una piattaforma GIS, che fungerà da base per lo sviluppo di un webGIS tematizzato, interamente dedicato al patrimonio archeologico di San Basilio. L’utilizzo del drone con sensori multispettrali e dei sistemi di prospezione magnetica hanno permesso l’eccezionale scoperta della posizione e della precisa articolazione di un edificio romano prima del tutto sconosciuto, che sarà oggetto di scavo dal mese di maggio 2024. Queste attività di ricognizione e prospezioni geofisiche hanno inoltre permesso di individuare altri edifici e di meglio definire l’articolazione dell’abitato romano che aveva un’estensione di oltre 30 ettari, pari a quello di una piccola città.

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L’ingresso del rinnovato Centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto drm-veneto)

Il riallestimento del Centro turistico culturale. Nell’ottica di creare un punto informativo adeguato alla comprensione delle aree archeologiche e del suo ambiente, la nuova stagione di attività ha visto il rinnovamento del Centro Turistico Culturale come luogo di lettura del complesso rapporto tra uomo e ambiente nella storia della regione polesana, tema dominante fin dal primo allestimento del 1995. Il già importante lavoro svolto nel primo allestimento è stato integrato nel 2021 con nuove opere di riqualificazione tecnico-strutturale e valorizzazione del Centro, nonché con l’allestimento della sezione relativa al celebre albero monumentale “Quercia di Dante”.

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I monitor con i contributi video che arricchiscono il percorso del Centro turistico culturale San Basilio (foto drm-veneto)

Il nuovo progetto completato e presentato nel 2024, concepito dall’architetto Nicola Nottoli con l’organizzazione e il coordinamento di Jacopo Bonetto, Marco Bruni, Alberta Facchi e Giovanna Falezza, prevede un sistema espositivo anulare che presenta in forma fisica il tema dell’“isola” di Ariano, della “duna” (Dune fossili) e della centralità geografica di San Basilio, luogo paradigmatico della stratificazione storica del Delta. Gli elementi del precedente allestimento sono integrati e affiancati dai nuovi, in modo da creare un percorso narrativo funzionale alle esigenze del pubblico. Lungo il percorso ad anello si dipana un racconto di sintesi che regge il filo dello sviluppo storico del sito dall’età etrusca all’età tardo antica/alto-medioevale. Un racconto articolato in 5 “tappe”, con teche che racchiudono i reperti maggiormente rappresentativi e iconici. Questi sono, per lo più, di nuova selezione dai depositi del museo Archeologico nazionale di Adria, rappresentando delle vere novità, e introducono i visitatori alle tematiche esposte nelle precedenti vetrine, che sono contenute in due piccole sale laterali. L’applicazione di una boiserie alle pareti del lucernario centrale, la ‘piramide’, consente un trattamento personalizzato dell’illuminotecnica e la visione dei numerosi monitor, cui è affidata una parte del racconto visivo.

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Il percorso ad anello del Centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto drm-veneto)

I temi sviluppati nel percorso ad anello sono: “San Basilio, un centro multiculturale” dove una sezione introduttiva spiega le peculiarità di questo centro, nato sullo scorcio del VII secolo a.C. come primo approdo di scambi commerciali tra mondo italico, etrusco e mediterraneo; “Un porto dell’Etruria Padana” in cui si viene introdotti al tema degli Etruschi a San Basilio, anche in rapporto agli altri centri dell’Etruria padana sia per gli aspetti della cultura materiale che per le tecniche costruttive; “La trasformazione del sito nell’età della Romanizzazione” che occupa la vetrina centrale, vera protagonista del percorso, che ospita un eccezionale tesoretto di cui rimangono 124 denari e quinari d’argento di età repubblicana; “Roma e San Basilio” è il tema della quarta sezione, nella vetrina del percorso circolare sono esposti materiali edilizi, ma il tema è sviluppato bene all’interno della sala di approfondimento, dedicata, oltre che alle architetture della Mansio Hadriani, al vasellame da mensa e agli scambi commerciali; “San Basilio e la cristianizzazione del Delta” qui si trovano i materiali più integri e significativi provenienti dai corredi funebri della necropoli paleocristiana rinvenuti presso il battistero paleocristiano.

Ariano nel Polesine (Ro). Inaugurazione del nuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio e dell’area archeologica di via Brenta

ariano-nel-polesine_san-basilio_centro-turistico-culturale_inaugurazione_locandinaNuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). L’inaugurazione mercoledì 17 gennaio 2024, dalle 11 alle 13, al Centro Turistico Culturale San Basilio, via San Basilio 12, San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). Inoltre dalle h16:00 alle h18:30 il Centro rimarrà aperto per accogliere tutti i visitatori. Si tratta di un evento che vede coinvolto il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova a conclusione di un lungo lavoro di riallestimento del prezioso museo Archeologico sul Delta del Po. È questa l’area dove il Dipartimento conduce ricerche archeologiche da molti anni, con il supporto del Comune, della Fondazione Cariparo, della Provincia di Rovigo e di molti altri soggetti. Le ricerche sono condotte in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia, con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza e con la direzione regionale Musei (museo archeologico nazionale di Adria). Il programma della mattinata. Alle 11, i saluti di Luisa Beltrame, sindaco di Ariano nel Polesine; Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo; Gilberto Muraro, presidente della fondazione Cariparo; Cristiano Corazzari, assessore Regione Veneto; Moreno Gasparini, presidente parco regionale veneto Delta del Po; Daniele Ferrara, direttore regionale Musei del Veneto; Fabrizio Magani, soprintendente ABAP di Verona Rovigo e Vicenza; Giovanna Falezza, direttore museo Archeologico nazionale di Verona. Alle 11.30, gli interventi di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria; Nicola Nottoli, architetto progettista dei nuovi allestimenti; Jacopo Bonetto, dell’università di Padova. Alle 12, inaugurazione del Centro turistico culturale. Alle 12.45, inaugurazione dell’area archeologica di via Brenta. Seguirà un buffet nell’aula didattica dell’azienda agricola Forzello.

Aquileia. Per i 25 anni di iscrizione nella lista Unesco Patrimonio dell’Umanità, tre giorni di eventi, progetti, idee per il futuro. Ecco il ricco programma. E su Rai Storia il documentario “Sublime Aquileia”

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L’area archeologica e la basilica patriarcale di Aquileia in una veduta aerea (foto nicola oleotto)

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_locandinaVenticinque anni fa, il 5 dicembre 1998, l’Unesco riconosceva l’eccezionale valore universale di Aquileia e inseriva l’“area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. Le motivazioni a fondamento dell’iscrizione si riferiscono al fatto che Aquileia è stata una delle più grandi e più ricche città dell’Impero romano e che potenzialmente la sua struttura urbanistica potrebbe essere riportata alla luce estesamente, poiché ancora oggi giace per buona parte sotto i campi agricoli.  E poi c’è il complesso della basilica patriarcale di Aquileia, che testimonia il ruolo decisivo di Aquileia nella diffusione del Cristianesimo in un’ampia area dell’Europa. Il 5, 6, 7 dicembre 2023 la Fondazione Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Basilica di Aquileia, la direzione regionale Musei FVG – museo Archeologico nazionale di Aquileia, PromoTurismoFVG organizza tre giornate di incontro, aperte al pubblico, per una riflessione e confronto tra istituzioni e operatori sui principale temi del settore culturale – dalla gestione alla valorizzazione, comunicazione, accessibilità e didattica – e per fare rete con i siti Unesco del Friuli Venezia Giulia in prospettiva futura anche in vista dell’importante traguardo di GO! 2025.

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Frame del film “Italia. Viaggio nella bellezza. Sublime Aquileia” su Rai Storia

Nelle stesse giornate e per tutto il mese di dicembre la città si illuminerà di blu, colore simbolo dell’Unesco e nella giornata del 5 dicembre 2023, a Palazzo Meizlik dalle 10 alle 15, sarà possibile, grazie all’iniziativa della Pro Loco Aquileia APS e Comune di Aquileia insieme a Poste Italiane, ritirare gratuitamente la cartolina celebrativa dell’anniversario e ricevere l’annullo filatelico. Nell’occasione dell’anniversario Rai Storia manderà in onda in prima TV la sera di lunedì 4 dicembre 2023 alle 21.10 su Rai Storia il documentario “Italia Viaggio nella Bellezza – Sublime Aquileia”, in replica martedì 5 alle 10, mercoledì 6 alle 6.30, giovedì 7 alle 23.15 e venerdì 8 dicembre alle 15.

Martedì 5 dicembre 2023 la giornata si aprirà alle 10.30, all’interno della Basilica patriarcale di Aquileia, con la cerimonia di inaugurazione, durante la quale sono previsti i saluti istituzionali delle autorità civili e religiose e l’accompagnamento musicale del Duo Discantus, con i maestri Daniele D’Agaro al sassofono tenore e Mauro Costantini all’organo che ci regaleranno alcuni brani di un progetto musicale unico, che parte  dai “Discanti Aquileiesi”, canti dell’antica liturgia di Aquileia ritrovati nei codici miniati del 1200 conservati al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli e li coniuga con l’improvvisazione e la contemporaneità. Interverranno ai saluti istituzionali mons. Armando Zorzin, vicario generale – Arcidiocesi di Gorizia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Andreina Contessa, direttrice regionale Musei Friuli Venezia Giulia; Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia; Laura Acampora, funzionario archeologo – ufficio UNESCO del ministero della Cultura; Massimiliano Fedriga, presidente Regione Friuli Venezia Giulia.

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Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Tutti noi dobbiamo essere consapevoli che l’eredità del patrimonio culturale e della storia millenaria di Aquileia riveste un valore eccezionale e appartiene a tutta l’umanità”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia. “Siamo i custodi di un patrimonio unico che rappresenta la nostra identità e la nostra storia e abbiamo l’altissima responsabilità di conservarne l’integrità lavorando in modo condiviso per proteggerlo e trasmetterlo intatto alle generazioni future”. E il sindaco Emanuele Zorino: “Aquileia negli ultimi anni è cambiata. È cambiata sicuramente anche grazie alla consapevolezza che sta riacquisendo grazie al suo status di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il riconoscimento del 1998 promosso fortemente dalla nostra magnifica comunità, da molteplici realtà regionali e dal mondo scientifico fu un primo passo verso la riconferma del valore e dell’influenza che Aquileia ha sempre avuto. Diventare sito Unesco è stato un ritornare a Casa. Perché nelle sue molte vite, Aquileia, nel chiaroscuro della storia, c’è sempre stata ed è stata determinante. Di qui la storia non è solo passata. Si è fatta”.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_nuovo-piano-strategico_locandinaL’apertura dei lavori alle 14 nella sede dell’azienda Ca’ Tullio con la conferenza “UN NUOVO PIANO DI GESTIONE PER IL SITO UNESCO DI AQUILEIA: DOPO 5 ANNI COSA È CAMBIATO?”, sulla presentazione dell’aggiornamento del piano di gestione del sito UNESCO di Aquileia: il Piano di Gestione è uno strumento di programmazione, pianificazione e coordinamento tra gli istituzioni e gli enti che si occupano del sito UNESCO di Aquileia, e come tale ha un valore fondamentale per stabilire i passaggi che nei prossimi cinque anni dovranno essere compiuti in direzione di un obiettivo condiviso: la creazione di un parco archeologico vivo e integrato nel tessuto urbano e sociale esistente. Coordina Paolo Mosanghini, vice direttore del Messaggero Veneto. Intervengono Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Cristiano Tiussi, direttore, e Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Laura Acampora, funzionario archeologo, ufficio UNESCO del ministero della Cultura; Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG; Marco Valle, responsabile del dominio di ricerca Innovation in Culture, Society and Public Administration; Silvia Soldano, Program Manager; Roberta De Bonis Patrignani, Ricercatore senior, della Fondazione Links; Ramon Pascolat, architetto, Studio mod. Land.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_ricerca-conservazione-valorizzazione_locandinaSeguirà alle 15.15 la tavola rotonda RICERCA, CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DI AQUILEIA”, dedicata all’attività di ricerca archeologica, restauro, conservazione e valorizzazione intraprese dai numerosi enti, università ed istituzioni sul territorio. Coordina Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Serena Di Tonto, funzionario archeologo, Sabap FVG; Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia; Luca Villa, presidente dell’associazione nazionale per Aquileia; Giuseppe Cuscito, Centro di Antichità Altoadriatiche; Marta Novello, direttrice museo Archeologico nazionale di Aquileia; Annarita Lepre, MAN Aquileia; Marina Rubinich, professore associato di Archeologia classica dell’università di Udine; Federica Fontana, professore associato di Archeologia classica all’università di Trieste; Patrizia Basso, professore ordinario di Archeologia classica dell’università di Verona; Jacopo Bonetto, professore ordinario di Archeologia classica dell’università di Padova; Andrea Ghiotto, professore associato di Archeologia classica dell’università di Padova; Daniela Cottica, professore associato di Archeologia classica dell’università Ca’ Foscari di Venezia; Anna Caterino, restauratrice, Gruppo Mosaicisti di Ravenna; Luisa Fogar, restauratrice, A.Re.Con. Arte Restauro Conservazione; Alessandro Volpini, comandante del Nucleo TPC del Friuli Venezia Giulia.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_gestione-siti-archeologici_locandinaChiuderà la giornata tavola rotonda “LA GESTIONE DI SITI ARCHEOLOGICI: 2 ESPERIENZE ITALIANE” con l’illustrazione dell’esperienza di gestione della Fondazione Mont’e Prama in relazione al “Sistema di valorizzazione integrata territoriale del Sinis – Terra di Mont’e Prama” e della Fondazione RavennAntica. Coordina: Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Anthony Muroni, presidente di Fondazione Mont’e Prama; Francesca Masi, direttore di Fondazione RavennAntica.

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L’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia (foto fondazione aquileia)

Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia si concentra sulle sfide future del sito Unesco: “Collegare le diverse aree archeologiche e i loro monumenti in un percorso unitario che attraversi anche i nuclei abitati della moderna cittadina e che sia in grado di rendere l’idea della grandezza dell’antico centro è certamente la sfida più importante. Si sta progettando l’itinerario che congiungerà, in totale sicurezza, il porto fluviale, il foro, il decumano di Aratria Galla e il sepolcreto: si potrà cioè passeggiare, senza interferire con il traffico veicolare, da un lato all’altro della cinta muraria della tarda età imperiale, misurando così concretamente l’ampiezza della città romana, che alla fine del IV secolo il poeta Ausonio considerava la nona dell’Impero romano”. E Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale e del museo Paleocristiano, spiega: “L’appartenenza a un sistema condiviso di valori, relazioni e progettualità universalmente riconosciuti continua a rappresentare per noi dopo venticinque anni uno stimolo a perseguire il percorso di rinnovamento e continuo aggiornamento. Credo che ora più che mai, rappresenti una grande opportunità per rinsaldare e tradurre in termini contemporanei quel ruolo di porta del Mediterraneo, luogo di incontro di culture, religioni e saperi su cui si è fondata la grande fortuna del sito nell’antichità”.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_rete-siti-unesco_locandinaLa giornata di mercoledì 6 dicembre 2023 si aprirà con due panel: il primo, alle 9.30, è la tavola rotonda “LA RETE DEI SITI UNESCO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: confronto tra piani di gestione, strategie di valorizzazione e sinergie future” al quale parteciperanno i rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia, di Aquileia, Cividale del Friuli, Palmanova, Palù di Livenza e Fondazione Dolomiti, del Parco delle Prealpi Giulie e della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Coordina Stefano Grimaz, chairholder cattedra UNESCO dell’università di Udine. Intervengono: Marisa Dovier, direzione centrale cultura e sport della Regione Friuli Venezia Giulia; Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Daniela Bernardi, sindaco di Cividale del Friuli; Silvia Savi, assessore Cultura Turismo e grandi eventi, rapporti con le associazioni di riferimento, del Comune di Palmanova; Mara Nemela, direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO; Dino Salatin, sindaco del Comune di Caneva – Sito Palafitticolo Palù di Livenza; Antonio del Fiol, sindaco del Comune di Polcenigo – Sito Palafitticolo Palù di Livenza; Stefano Santi, direttore del parco naturale delle Prealpi Giulie; Alessandro Tollon, consigliere della Camera di commercio di Pordenone-Udine.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_verso-capitale-cultura_locandinaAlle 11.15, è la tavola rotonda “VERSO LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA GO! 2025”. Coordina Gioia Meloni, giornalista. Intervengono: Anna Del Bianco, direttore della direzione centrale Cultura e sport della Regione Friuli Venezia Giulia; Marco Marinuzzi, Project Manager GO! 2025 di GECT GO / EZTS GO; Stojan Pelko, direttore di Zavod GO! 2025; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Patrizia Artico, assessore a GO! 2025 del Comune di Gorizia; Comune di Nova Gorica. Seguirà la presentazione degli itinerari culturali e quelli riconosciuti dal Consiglio d’Europa che si intrecciano con il territorio di Aquileia con la tavola rotonda “GLI ITINERARI CULTURALI DEL CONSIGLIO D’EUROPA: PROSPETTIVE DI SVILUPPO INTERNAZIONALE”. Coordina: Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Antonio Barone, direttore Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa – La Rotta dei Fenici; Dana Danova, presidente del comitato direttivo Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa – Cyril and Methodius Route; Aleksandra Grbic/Viola Gaudiano, Project Manager AERS Associazione Europea Romea Strata; Cristiano Tiussi, presidente Roman Roads Heritage – Iter Romanum. Segue inaugurazione della mostra dedicata al “Cammino culturale del consiglio d’Europa dei SS. Cirillo e Metodio”

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_new-media_locandinaNel pomeriggio, a partire dalle 14, tavola rotonda “NEW MEDIA, EVENTI CULTURALI E INCLUSIVITA’ PER UN’EFFICACE DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA” con la presentazione delle attività di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale – dai podcast al manuale di viaggio “Aquileia una guida” all’Aquileia Film festival, i concerti nella basilica e le mostre. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Andrea W. Castellanza, NWFactory.media, “Nuove forme di comunicazione digitale: il podcast Aquileia Città Frontiera”; Elena Commessatti, scrittrice e giornalista, “Strumenti per un turismo slow: il manuale di viaggio Aquileia una guida”; Erica Zanon, responsabile area Promozione e Comunicazione di Fondazione Aquileia, “Divulgare attraverso il cinema: Aquileia Film Festival – La scelta di Maria – Le donne di Pasolini”; Annalisa de Franzoni e Ilaria Fedele, MAN Aquileia, “Un ciclo di eventi espositivi al MAN di Aquileia: Mirabilia, capolavori a confronto”; Sara Zamparo, Responsabile concerti della Basilica di Aquileia, “La musica in Basilica”; Morena Maresia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, “Parole per comprendere e per comprendersi. Educazione, partecipazione e inclusione culturale tra i mosaici della Basilica di Aquileia”.

aquileia_fondazione_celebrazioni-25 anni-unesco_accessibilità-e-didattica_locandinaSeguiranno le sessioni dedicate al tema della rievocazione storica, alla presentazione del progetto Creattivo#4 – arte e impresa FVG in cammino, sviluppato da Maravee Projects e al tema dell’accessibilità e didattica nei luoghi della cultura. Tavola rotonda “ACCESSIBILITA’ E DIDATTICA NEI LUOGHI DELLA CULTURA”. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Alessia del Bianco, Area Cultura, “PromoTurismoFVG”; Elena Braidotti, MAN Aquileia, “Omnibus. Il museo per tutti – museo Archeologico nazionale di Aquileia”; Anna Maria Viganò, responsabile progetto Basilica per Tutti della Basilica di Aquileia, “Aquileia per tutti – Basilica di Aquileia”; Elena Rocco, Ideatrice di Radio Magica, ricercatrice universitaria e Segretario Generale di Fondazione Radio Magica, “Storytelling digitale per i più piccoli: la Mappa Parlante di Aquileia”; Luciana Mandruzzato, archeologa, “Le attività degli Open day e Archeologia sperimentale”; Angela Borzacconi, direttore, “Attività didattica al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli”; Elisa Morandini, direttore, “Accessibilità al Museo Cristiano del Duomo di Cividale”; Francesca Masi, direttore, “Un caso studio esterno: RavennAntica per la didattica”. Tavola rotonda “PROMUOVERE IL TERRITORIO ATTRAVERSO LA RIEVOCAZIONE STORICA NEI SITI UNESCO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA”. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Markus Maurmair, consigliere Regione Friuli Venezia Giulia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia “Tempora in Aquileia”; Daniela Bernardi, sindaco di Cividale, “Palio di San Donato”; Silvia Savi, assessore Cultura Turismo e grandi eventi, Rapporti con le associazioni di riferimento, “Palma alle armi – Comune di Palmanova”; Polonca Vodopivec, coordinatrice di progetti europei; Tanja Dimitrijević, coordinatrice di progetti europei, “RIMROM – Comune di AjdovŠčina”. Conferenza “PROGETTO CREAttivo #4 – arte e impresa FVG in cammino”. Coordina: Sabrina Zannier, ideatrice del progetto Maravee Projects. Intervengono: Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Gian Piero Brovedani, direttore Scuola Mosaicisti del Friuli; Azienda Legnolandia; Azienda Gervasoni; Fabio Turchini, presidente Eupragma – Your Evolution Partner.

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Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società di Conservazione della Basilica di Aquileia (foto g. tomasin)

“Un luogo che un’autorità internazionale riconosce come patrimonio dell’umanità”, precisa Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società di Conservazione della Basilica di Aquileia, “dovrebbe essere in grado di essere fruibile a persone provenienti da tutto il mondo. Abbiamo tutti lavorato molto in questi venticinque anni per rendere accessibili e inclusivi i propri spazi. La Basilica, in particolare, ha investito energie e risorse per un grande progetto finalizzato a rendere pienamente leggibili l’architettura e l’arte, in particolare a persone non vedenti, ipovedenti, non udenti o ipoudenti, portatrici di disabilità motorie o di ordine sociale”.

Giovedì 7 dicembre 2023, la giornata conclusiva del convegno si terrà al museo Archeologico nazionale di Aquileia dove, alle 10, Rotary e Lions presenteranno i loro progetti per la cultura nella tavola rotonda “LIONS E ROTARY PER LA CULTURA” Coordina: Elena Commessatti, scrittrice e giornalista. Intervengono: Silvia Aronica, referente Lions Club Cervignano – Palmanova – Aquileia; Raffaele Caltabiano, presidente commissione distrettuale UNESCO Rotary; Giuliano Pellizzari, presidente Rotary Club Aquileia – Cervignano – Palmanova. E, dalle 11, si discuterà di turismo lento sotto molteplici aspetti, spaziando dal cicloturismo, alle linee marittime, ai cammini e percorsi di pellegrinaggio, nella tavola rotonda “IL TURISMO LENTO: IL VALORE DELLE ESPERIENZE”. Coordina: Elena Commessatti, scrittrice e giornalista. Intervengono: Guido Guerzoni, ricercatore e professore associato dell’università Bocconi di Milano, “Il piacere di viaggiare lento. Cos’è e perché piace il turismo slow”; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia, “La linea marittima Aquileia-Grado: una scommessa vinta”; Andrea Bellavite, direttore Fondazione SoCoBa, “I Cammini culturali e itinerari di pellegrinaggio. Il senso filosofico del cammino”; Alessia del Bianco, area Cultura PromoTurismoFVG, “Cammini e bicicletta. Potenzialità del viaggiare lento”; Giuseppe Poiana, presidente, “Il Cammino Celeste – Associazione Iter Aquileiense”; Mattia Vecchi, Project Manager e responsabile comunicazione della Basilica di Aquileia, “WALK2SPIRIT: il Cammino da Aquileia a Sveta Gora per GO! 2025”. Concludono: mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo dell’arcidiocesi di Gorizia; Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia.

Aquileia. Riapre al pubblico la Domus di Tito Macro, la più grande domus romana di I secolo d.C. dell’Italia settentrionale. Ecco tutti gli orari

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Visite guidate alla Domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Dal 1° febbraio 2023 la Domus di Tito Macro, nell’area archeologica di Aquileia, sarà aperta tutti i giorni al grande pubblico, con ingresso scaglionato ogni 30 minuti, nei seguenti orari: a febbraio, 10-16, durante la settimana; sabato, domenica e festivi fino alle 17; marzo e ottobre, dalle 10 alle 18 tutti i giorni; da aprile a settembre, dalle 10 alle 19 tutti i giorni. Per i visitatori individuali il biglietto è acquistabile: online: clicca qui; al Bookshop della Basilica di Aquileia in piazza Capitolo, 4. Per i gruppi la prenotazione è effettuabile: online: clicca qui; al Bookshop della Basilica di Aquileia in piazza Capitolo, 4. I gruppi potranno inoltre effettuare l’acquisto direttamente al Bookshop Aquileia.

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La domus di Tito Macro nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

La domus di Tito Macro è la più grande domus romana di I secolo d.C. dell’Italia settentrionale. Da dove deriva questo nome? Da un peso di pietra con iscrizione T. MACRI che gli archeologi dell’università di Padova, guidati dal prof. Jacopo Bonetto, hanno scoperto nel corso delle campagne di scavo eseguite tra il 2009 e il 2013. Di questo personaggio non abbiamo altre notizie, ma forse fu proprio lui il proprietario della casa nel momento del suo massimo sviluppo. Un’abitazione davvero enorme: più di 1300 metri quadrati, compresi tra le due strade parallele (cardini) che definivano l’isolato. La domus aveva tutti i comfort: un atrio dotato di pozzo, un’ampia sala da pranzo, un giardino dotato di una fontana zampillante, camere da letto e per il soggiorno, cucina e altri ambienti di servizio. E, tra le botteghe affacciate su uno dei cardini, è stata scoperta anche una panetteria, dotata di forno.

Domus di Tito Macro - Atrio (I sec d.C.)

Ricostruzione 3D dell’atrio della Domus di Tito Macro (I sec d.C.) ad Aquileia (foto fondazione aquileia / Ikon / Nudesign)

La dimora fu indagata parzialmente negli anni ’50 del secolo scorso e, tra il 2009 e il 2015, è stata oggetto degli scavi condotti da parte del Dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, in convenzione con la Fondazione Aquileia e su concessione del MiBACT. Gli scavi hanno permesso di riconoscere, in particolare, la pianta della domus, costruita nel I sec. a.C. e vissuta ininterrottamente fino al VI sec. d.C., e di proporne l’attribuzione a Tito Macro, facoltoso abitante di Aquileia, in base al ritrovamento di un peso di pietra con maniglia di ferro con l’iscrizione T.MACR. Alla casa si accedeva da Ovest, attraverso un atrio sorretto da quattro colonne e dotato di vasca centrale per la raccolta dell’acqua e di un pozzo, parzialmente conservatosi e integrato nella parte mancante. In asse con l’accesso si trovava il tablino, sala da ricevimento del padrone di casa, con ricco pavimento musivo. La parte retrostante della casa gravitava su uno spazio centrale scoperto, il giardino, circondato da un corridoio mosaicato e dotato di una fontana. Su di esso si apriva la grande sala di rappresentanza e, a Sud, il triclinio, affiancato da ambienti di soggiorno e da una stanza da letto (cubicolo). A nord si trovava invece la cucina con bancone in muratura, mentre nella parte orientale sono state riconosciute quattro botteghe, tra le quali anche il negozio di un panettiere con il forno per la panificazione, i cui resti sono rimasti in vista. L’innovativo progetto di valorizzazione e ricostruzione degli ambienti della domus di Tito Macro, promosso dalla Fondazione Aquileia e il cui progetto di copertura è opera del Gruppo di progettazione diretto da Eugenio Vassallo, è stato realizzato attraverso l’utilizzo delle risorse erogate alla Fondazione dalla Regione Friuli Venezia Giulia e mediante il contributo di ALES S.p.A., società in house del MiBACT.

Verona. La Sabap organizza “Archaiologika Erga 2022”, il secondo convegno dedicato alla presentazione delle ricerche svolte nel 2022 sul territorio di competenza della soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza: in presenza e in streaming sul canale YouTube

verona_sabap_archaiologica-erga_seconda-edizione_locandinaArchaiologika Erga, atto secondo. Venerdì 2 dicembre 2022, alle 9.45, via Corte Dogana 2, sede della soprintendenza, a Verona, giornata di studi Archaiologika Erga dedicata alle ricerche svolte nel 2022 sul territorio di competenza della soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza promossa dal soprintendente Vincenzo Tiné. Si potrà assistere all’evento anche in live streaming su YouTube alla pagina ufficiale della SABAP Verona. L’indirizzo è il seguente: https://www.youtube.com/@sabapverona

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): momento di campionamento (foto di Giulia Santini / unive)

PROGRAMMA. Alle 9.45, introduzione ai lavori di Vincenzo Tiné (SABAP Verona). SESSIONE 1 (chairman Vincenzo Tiné): alle 10, Roberto Zorzin (museo di Storia naturale di Verona) su “Altissimo – Monte Postale e Bolca – Pesciara di Bolca”; 10.15, Elena Ghezzo (università di Venezia) su “Sant’Anna d’Alfaedo – Grotta A di Veja” (vedi Preistoria. Nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia (Vr), millenni di convivenza tra l’uomo, il lupo e l’orso delle caverne: ecco i risultati della nuova campagna di scavo del team di Ca’ Foscari diretto da Elena Ghezzo | archeologiavocidalpassato); 10.30, Marco Peresani, Davide Delpiano, Davide Margaritora, Ursula Thun Hohenstein (università di Ferrara) su “Fumane – Grotta della Ghiacciaia”; 10.45, Marco Peresani, Alessandra Livraghi (università di Ferrara) su “Zovencedo – Grotta de Nadale”; 11, Cristiano Nicosia (università di Padova) e Paola Salzani (SABAP Verona) su “Arcugnano – Fimon” (vedi Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi). Presentazione dei risultati delle ricerche archeologiche riprese dopo anni per definire con più precisione la frequentazione del sito preistorico (dalla fine del IV millennio agli inizi del III) e comprendere meglio le cosiddette “aree di abitazione” | archeologiavocidalpassato); 11.15, Umberto Tecchiati, Fiorenza Gulino, Barbara Proserpio (università di Milano), Paola Salzani (SABAP Verona) su “Negrar di Valpolicella – Colombare” (vedi Negrar. Nel sito archeologico di Colombare l’università di Milano ha scoperto la prima uva della Valpolicella: 6300 anni fa questo frutto veniva già consumato. “Ma attenzione: per ora nella terra dell’Amarone non si può parlare di vino del Neolitico. Non ci sono ancora le prove. Dobbiamo continuare le ricerche. Che però costano e richiedono tempo” | archeologiavocidalpassato); 11.30, pausa caffè.

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Il sito della Muraiola a Povegliano (Vr): alla fine della seconda fase della campagna di scavo 2022 stanno emergendo le strutture abitative del villaggio dell’Età del Bronzo (foto graziano tavan)

SESSIONE 2 (chairman Giovanni Leonardi). Alle 11.45, Cristiano Nicosia (università di Padova) su “Povegliano Veronese – La Muraiola” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2022/11/30/preistoria-visita-allo-scavo-del-villaggio-delleta-del-bronzo-alla-muraiola-di-povegliano-veronese-il-direttore-prof-cristiano-nicosia-universita-di-padova-fa-un-bilancio-della-campagna/); 12, Paolo Bellintani (CPSSAE), Andrea Cardarelli (università di Roma La Sapienza), Wieke De Neef (università di Ghent), Cristiano Nicosia (università di Padova), Vincenzo Tiné (SABAP Verona) su “Fratta Polesine – Frattesina – Progetto Prima Europa”; 12.15, Michele Cupitò (università di Padova), Paola Salzani (SABAP Verona) su “Villamarzana – Progetto prima Europa”; 12.30, Michele Cupitò, Veronica Gallo, Nadia Noio, David Vincenzutto (università di Padova) su “Legnago – Fondo Paviani”; 12.45, Irene Dori, Paola Salzani (SABAP Verona) su “Arano, Nogarole Rocca, Verona, Quinzano (indagini antropologiche)”; 13, pausa pranzo.

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La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

SESSIONE 3 (chairman Mariangela Ruta Serafini). Alle 14, Mara Migliavacca Alberto Balasso, Silvia Bandera, Valentina Donadel (università di Verona) su “Malo – Monte Palazzo e Selva di Progno – Alta Val Fraselle”; 14.15, Luigi Magnini (università di Sassari), Armando De Guio (università di Padova), Cinzia Bettineschi (università di Augsburg) su “Rotzo – Bostel di Rotzo”; 14.30, Giovanna Gambacurta, Fiorenza Bortolami, Cecilia Moscardo (università di Venezia) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (abitato preromano – scavi UniVe) (vedi Adria. Al museo Archeologico nazionale per “Padusa incontri” pomeriggio su “Etruschi e Greci in Polesine. Novità archeologiche tra San Cassiano, Adria e San Basilio” con le ricerche portate avanti dalle università di Bologna, Padova e Venezia | archeologiavocidalpassato); Silvia Paltineri (università di Padova) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (abitato preromano – scavi UniPd)”; 14.50, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetti (università di Padova), Giovanna Falezza (SABAP Verona) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (villa-mansio)”; 15.05, Gianni de Zuccato, Irene Dori (SABAP Verona), Patrizia Basso (università di Verona), Alberto Manicardi (SAP) su “Negrar di Valpolicella – villa dei mosaici” (vedi Villa dei Mosaici di Negrar (Vr). Presentati i risultati degli scavi: gli straordinari mosaici del peristilio, l’area termale, le tracce medievali. E la notizia più attesa: nel cuore della Valpolicella si produceva vino già 1700 anni fa. Trovate le tracce della coltivazione della vite e della spremitura dell’uva. Parlano i protagonisti | archeologiavocidalpassato); 15.20, Brunella Bruno (SABAP Verona), Samantha Castelli (Cooperativa Archeologia) su “Scavi Tratta Alta Velocità tra Peschiera e Vicenza”; 15.35, pausa caffè.

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La conchiglia rappresentata sul mosaico romano del V sec. d.C. riaffiorato in via delle Logge a Montorio (Vr) durante la posa delle condotte del gas (foto graziano tavan)

SESSIONE 4 (chairman Marisa Rigoni). Alle 15.50, Giulia Pelucchini (SABAP Verona), Andrea Betto (ArcSat) su “Vicenza – Bacino Diaz”; 16.05, Giulia Pelucchini (SABAP Verona), Massimiliano Fagan (Archetipo) su “Vicenza – Piazza Duomo”; 16.20 Gianni de Zuccato (SABAP Verona), Raffaele Peretto (CPSSAE), Claudia Fiocchi (Archetipo) su “Rovigo – Ex Carcere”; 16.35, Gianni de Zuccato (SABAP Verona), Jacopo Leati (In Terras) su “Melara – Chiesa di Santo Stefano”; 16.50, Brunella Bruno (SABAP Verona), Davide Brombo (Ar.Tech), Massimiliano D’Ambra (ArcheoEd) su “Verona – Ponte Nuovo e via Diaz”; 17.05, Brunella Bruno (SABAP Verona), Davide Brombo (Ar.Tech) su “Verona – Montorio” (vedi Archeologia pubblica. In via delle Logge a Montorio (Vr) visita straordinaria al mosaico parte di una villa dell’epoca di re Teodorico, con presentazione dei lavori di scavo e di restauro prima della sua ricopertura. Le richieste e le curiosità della gente, le risposte di archeologi e restauratori. Ecco le interviste per archeologiavocidalpassato | archeologiavocidalpassato); 17.20, conclusioni, saluti e brindisi.

Verona. “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca, tutela e valorizzazione”: giornata di studi – in presenza e on line – sugli edifici di spettacolo degli antichi romani, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni

verona_gran-guardia_l-arena-e-gli-altri_convegno_locandinaUna giornata di studi sugli edifici di spettacolo degli antichi romani. Appuntamento giovedì 27 ottobre 2022, dalle 9 alle 17.30, al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona, con “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”. L’evento, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, è aperto alla partecipazione in presenza senza prenotazione o si può seguire in streaming sul canale YouTube de I MUV – I Musei di Verona https://youtube.com/channel/UCYpt_CWPo09yEH1Y5KlqnPQ. Alle 9, registrazione partecipanti; 9.30, saluti istituzionali: Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Cecilia Gasdia, sovrintendente Arena di Verona; Alessandro Mazzucco, presidente Fondazione Cariverona; Davide Croff, presidente Cattolica Assicurazioni; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP VR-RO-VI. Dalle 10, primo blocco delle relazioni, modera Patrizia Basso (UniVR): “Verona, Arena” (Vincenzo Tiné, Giovanna Battista, Brunella Bruno, Marco Cofani – SABAP VR-RO-VI); “Roma, Colosseo” (Alfonsina Russo, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Federica Rinaldi – Parco Archeologico del Colosseo); “Pola, Anfiteatro” (D. Komso, G. Gobic-Bravar, N. Nefat, A. Sardoz – Museo Nazionale dell’Istria); 11, pausa caffè; 11.50, secondo blocco delle relazioni, modera Jacopo Bonetto (UniPD): “Milano, Anfiteatro” (Antonella Ranaldi, Anna Maria Fedeli, Francesco Roncoroni, Attilio Stocchi – SABAP MI); “Brescia, Teatro” (Luca Rinaldi, Serena Solano; Stefano Karadjov, Francesca Bazoli – SABAP BS-BG e Fondazione Brescia Musei); “Trieste, Teatro” (Simonetta Bonomi, Paola Ventura – SABAP FVG); “Libarna, Anfiteatro e Teatro” (Simone Lerma, Alessandro Quercia; Valentina Barberis – SABAP AL-AT-CN e DRM Piemonte); 13, pausa pranzo; 14.30, terzo blocco di relazioni, modera Francesca Ghedini (UniPD): “Ventimiglia, Teatro” (Roberto Leone, Luigi Gambaro, Simona Lanza – SABAP SV-IM); “Luni, Anfiteatro e Teatro” (Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Antonella Traverso – DRM Liguria); 15.10, presentazione del volume “Arena di Verona. Rinascita di un monumento” di Giovanni Castiglioni e Marco Cofani a cura di Alberto Grimoldi (Politenico di Milano) e Francesca Ghedini (Università di Padova); 15.40, dibattito “Scavare restaurare e riqualificare i teatri antichi oggi” moderato da Massimo Mamoli (direttore de “L’Arena”) con Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio-MiC; Massimo Osanna, direttore generale Musei-MiC; Antonio Calbi, sovrintendente Istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa; Stefano Trespidi, vicedirettore artistico Arena di Verona; Gianmarco Mazzi, A.D. Società Arena di Verona. Interventi programmati di Barbara Bissoli (vicesindaca Comune di Verona), Marta Ugolini (assessore Cultura Comune di Verona), Raffaella Gianello (Conservatrice Arena di Verona), Francesca Rossi (direttrice Musei Civici Verona), Matteo Faustini (Presidente Ordine Architetti Verona).

Aquileia. Per le Giornate europee dell’archeologia aperture straordinarie, passeggiate teatralizzate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze, musica

aquileia_giornate-europee_archeologia_open-day_mosaicoIn occasione delle Giornate europee dell’archeologia (17 -18 -19 giugno 2022), Aquileia si anima con l’open – day delle aree archeologiche (solo sabato 18) e un ricco programma di aperture straordinarie, passeggiate teatralizzate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze, musica, visite guidate grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.

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La copertina del libro “Gold-band glass. From hellenistic to roman luxury glass production”

Il programma si apre venerdì 17 giugno 2022, alle 17.30, con la presentazione al museo Archeologico nazionale del volume “Gold-band glass. From hellenistic to roman luxury glass production” di Giulia Cesarin a cura della dott.ssa Luciana Mandruzzato e del prof. Jacopo Bonetto (gratuito, prenotazione obbligatoria: bookshopmanaquileia@gmail.com – 0431 91016).

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La domus di Tito Macro nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Sabato 18 giugno 2022 ritorna l’atteso appuntamento con l’ “open day” nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 (senza prenotazione, ingresso gratuito) gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle università accoglieranno i cittadini e gli appassionati nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, alla domus delle Bestie Ferite, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei putti danzanti, al porto fluviale e sulla sua sponda orientale. Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito secondo le tecniche in uso in età romana. Durante la giornata si potrà assistere alle dimostrazioni di lavorazione a mosaico e di soffiatura del vetro grazie ai maestri vetrai di Murano Nicola Moretti e Giovanni Nicola. Alle 10.30 in programma la visita guidata “Un viaggio nella storia di Aquileia” (a pagamento, prenotazione obbligatoria info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 91949) e alle 11.15 la conferenza “I mosaici: tecniche di rilevamento e documentazione digitale” al museo Archeologico nazionale (gratuito, prenotazione obbligatoria: bookshopmanaquileia@gmail.com – 0431 91016). Sempre durante la giornata di sabato sono in programma dalle 16.30 alle 19.00 l’open day al Cimitero degli Eroi e l’apertura straordinaria con visita di Casa Bertoli e intrattenimento musicale del Duo Retrò di Cervignano alle 18, le passeggiate teatralizzate per bambini “In viaggio con Radio Magica” (dalle 9.30 alle 11.00 e dalle 16.30 alle 18.00, gratuito, prenotazione obbligatoria: 3738694556), la visita guidata alla Basilica e alle cripte (a pagamento, prenotazione obbligatoria: basilica.aquileia@virgilio.it). Alle 19.30 alla domus di Tito Macro è prevista la presentazione, a cura del prof. Gian Luca Grassigli, dei cinque volumi che compongono l’edizione scientifica degli scavi della domus di Tito Macro e alle 21.15 l’inaugurazione, aperta a tutti, dell’illuminazione del decumano di Aratria Galla, l’antica strada che duemila anni fa collegava in senso est-ovest il porto fluviale con la zona del foro e del teatro.

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Aquileia: al Fondo Pasqualis archeologia sperimentale con accensione di un forno vetraio (foto fondazione aquileia)

Domenica 19 giugno 2022. Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati sarà ancora possibile assistere al mattino e al pomeriggio alla lavorazione e alla soffiatura del vetro e nel corso della giornata si potrà partecipare alle numerose visite guidate (a pagamento, prenotazione obbligatoria: info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 919491) dedicate al Milite Ignoto (ore 10), alla domus di Tito Macro (ore 11) al museo Archeologico nazionale (ore 15). Per i più piccoli in programma alle 15.00 il laboratorio per bambini “Flavia, la sbadata tutto fare” al Museo Archeologico Nazionale (a pagamento, prenotazione obbligatoria: info.aquileia@promoturismo.fvg.it – 0431 919491). A chiusura della giornata – domenica 19 alle 20.45 –  si potrà assistere nella basilica di Aquileia al concerto del coro di voci bianche dell’accademia Teatro alla Scala (ingresso libero fino a esaurimento posti).