Altino (Ve). Al parco archeologico il convegno “Infrastrutture, archeologia e paesaggio” a cura di Annalisa Colombino, Martina Frank, Myriam Pilutti Namer dedicato al patrimonio archeologico e alla viabilità del Veneto preromano, romano e medievale, al paesaggio antico e alle sue intersezioni con l’età moderna e contemporanea e alla presentazione di casi di studio

Giovedì 29 ottobre 2026, dalle 10 alle 17, al parco archeologico di Altino (Ve) il convegno “Infrastrutture, archeologia e paesaggio” a cura di Annalisa Colombino, Martina Frank, Myriam Pilutti Namer dedicato al patrimonio archeologico e alla viabilità del Veneto preromano, romano e medievale, al paesaggio antico e alle sue intersezioni con l’età moderna e contemporanea e alla presentazione di casi di studio. Per accedere al convegno è necessario ritirare il biglietto gratuito in biglietteria. La giornata si articolerà sui seguenti temi: conoscenza del patrimonio archeologico del Veneto preromano, romano e medievale nella sua diversità, con particolare riferimento alla viabilità antica; metodi di analisi archeologica della stratificazione del paesaggio antico nelle intersezioni con l’età moderna e contemporanea, con particolare attenzione all’interazione tra uomini, risorse naturali e animali; presentazione di casi di studio operativi da diversi territori del Veneto, caratterizzati da aspetti di interazione tra evidenze archeologiche ed esigenze contemporanee. Interverranno docenti delle università di Padova, Ca’ Foscari Venezia e Verona e funzionari delle Soprintendenze di Padova, Treviso e Belluno; Venezia e città metropolitana; Verona, Rovigo e Vicenza. La preiscrizione all’evento non è necessaria. Per informazioni rivolgersi alla dott.ssa Myriam Pilutti Namer: myriam.piluttinamer@unive.it.
PROGRAMMA. Alle 9.30, accoglienza e caffè di benvenuto; 9.45, Marianna Bressan (direttrice MAN VE-LAG) “Il Parco archeologico di Altino tra archeologia, paesaggio e infrastrutture”; 10, saluti istituzionali. Moderano: Martina Frank e Myriam Pilutti Namer (università Ca’ Foscari Venezia); 10.15, Fabio Saggioro (università di Verona) “Archeologia del paesaggio: metodi, strumenti, casi di studio”; 11, Claudia Antonetti (università Ca’ Foscari Venezia) “Adriatico anellenico vs grecità adriatica: il problema storico”; 11.45, Jacopo Bonetto (università di Padova) “Il Veneto romano: insediamenti, vie di comunicazione, paesaggi”; 12.30, discussione; 13, pranzo; 14, casi di studio presentati da funzionari delle soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio di: Padova, Treviso e Belluno; Venezia e città metropolitana; Verona, Rovigo e Vicenza. Modera: Annalisa Colombino (università Ca’ Foscari Venezia): Alessandro Asta (SABAP PD-TV-BL) “Infrastrutture, paesaggio costiero, patrimonio culturale subacqueo. Un rapporto in evoluzione”; Maria Cristina Vallicelli (SABAP PD TV-BL) “Il rapporto tra antico e contemporaneo nel paesaggio urbano: il caso opitergino”; Cecilia Rossi, Fabio Spagiari (SABAP VE) “Archeologia preventiva e infrastrutture nel paesaggio della provincia centro-orientale di Venezia”; Brunella Bruno, Silvia Dandria, Giulia Pelucchini (SABAP VR-RO-VI) “Il progetto infrastrutturale di via XX Settembre a Verona: nuove ricerche su strade, necropoli, architettura e paesaggio lungo la via de Medio”; 16, discussione; 16.30, conclusioni; 16.45, visita guidata al museo (opzionale) a cura di Anna Fantin (università di Udine).
Padova. All’università il seminario “Archeologia quo vadis” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe: l’autore dialoga con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16.30, nell’aula 9 del Complesso Beato Pellegrino, in via Beato Pellegrino 28 a Padova, nell’ambito dell’insegnamento di “Metodologia della ricerca archeologica” (docente: Margarita Gleba) del corso di laurea triennale in “Archeologia” del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il seminario “Archeologia quo vadis?” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe (Laterza): nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità. Interviene: Giuliano Volpe, università di Bari “Aldo Moro”, in dialogo con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto, università di Padova. Ingresso libero.
Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano), e on line, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023

Venerdì 16 ottobre 2026, alle 16, in presenza nella sala convegni di Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) e on line con diretta streaming sul canale YouTube del museo nazionale Romano al link https://www.youtube.com/@MuseoNazionaleRomano, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023, dedicato al ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale latino nel contesto dell’Ellenismo italico. I contributi mettono in luce la vitalità dei centri latini, la loro autonomia rispetto a Roma e il ruolo del Lazio nella diffusione di forme e modelli culturali tra Italia e Mediterraneo. Introduce e modera Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Presentano il libro Jacopo Bonetto (università di Padova), Elena Calandra (università di Pavia), Mauro Menichetti (università di Salerno). Saranno presenti i curatori e l’editore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee: atti del Convegno internazionale a Roma, 25-27 ottobre 2023. Nel nuovo scenario politico, economico e culturale che segue la fine dell’autonomia del nomen Latinum, la partecipazione del Lazio alla “romanizzazione” della Penisola e alla conquista del Mediterraneo si accompagna a un profondo rinnovamento della cultura e dell’identità delle sue antiche città. Il Convegno tenutosi nel 2023, che si è avvalso del contributo di numerosi studiosi italiani e stranieri, si è proposto di chiarire quale sia stato il ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, per la sua ovvia ed indiscussa egemonia e centralità, ma gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico, con elementi di autonomia – e a volte, anche di precocità – rispetto alla stessa Roma, vitalità che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana come una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo. Nel complesso, i temi e i materiali qui indagati e discussi offrono un aggiornato quadro documentario e interpretativo e contribuiscono a ricostruire un quadro qualitativo e quantitativo molto articolato delle manifestazioni culturali del Lazio, tra la fine del IV e il I sec. a.C., tanto nella prospettiva storica che in quella geografica.
Roma. Alla Camera dei Deputati, in presenza e on line, presentazione della Stele delle Rose di San Basilio (restaurata grazie a Rotary Porto Viro – Delta Po) e del Museo-Laboratorio dell’Ocarina di Grillara, due preziose testimonianze dell’identità di Ariano nel Polesine (Ro)

Giovedì 15 ottobre 2026, alle 17.30, alla Camera dei Deputati di Roma, in presenza e on line su Conferenze Stampa | WebTV, “La Stele delle Rose / l’Ocarina museo-laboratorio: la Storia di Ariano del Polesine”, presentazione della Stele delle Rose di San Basilio (restaurata grazie a Rotary Porto Viro – Delta Po) e del Museo-Laboratorio dell’Ocarina di Grillara, due preziose testimonianze dell’identità di Ariano nel Polesine (Ro). Dopo i saluti istituzionali dell’on. Nadia Romeo, deputata al Parlamento, e del sindaco di Ariano nel Polesine, Luisa Beltrame; intervengono Giovanna Falezza, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, responsabile di zona e responsabile scientifico del progetto San Basilio; Jacopo Bonetto e Caterina Previato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova; Benvenuto Fecchio dell’Ocarina museo-laboratorio. Modera Anna Nani, giornalista.

Archeologia e Ricerca. La Stele delle Rose, rinvenuta a San Basilio durante gli scavi dell’università di Padova nel 2023 e successivamente restaurata grazie al Rotary Club di Porto Viro e da poco restituita al pubblico presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio (vedi Ariano nel Polesine (Ro). Al Centro Turistico Culturale di San Basilio inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose, l’eccezionale reperto scoperto nel 2023 e restaurato dal Rotary Club. La prof.ssa Caterina Previato (UniPd), direttore dello scavo, anticipa per “archeologiavocidalpassato.com” qualche informazione sulla Stele delle Rose – archeologiavocidalpassato), “racconta il patrimonio millenario di San Basilio – spiegano nel comune polesano – e il lavoro di collaborazione tra Comune di Ariano nel Polesine, università di Padova e Venezia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio e Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, per rendere il nostro territorio sempre più conosciuto e fruibile”.

“I lavori condotti sul campo dalla prof.ssa Caterina Previato e dal prof. Jacopo Bonetto, in collaborazione con la dott.ssa Giovanna Falezza della Soprintendenza di Verona”, ricordano al dipartimento Beni culturali UniPd, “hanno permesso di recuperare un frammento di iscrizione latina ricca di informazioni sulle pratiche rituali funerarie della piena età imperiale romana. Si tratta di uno dei più lunghi e complessi testi ritrovati nell’area del Polesine. Il reperto costituiva un ricordo delle abitudini degli antichi abitatori del sito, noto in età romana come Mansio Hadriani. Il reperto è stato esposto nel locale Museo e sarà presto oggetto di pubblicazione in collaborazione con il prof. Alfredo Buonopane dell’università di Verona. Le ricerche a San Basilio sono supportate dalla Fondazione Cariparo, dal Parco Delta del Po e dal Comune di Ariano nel Polesine”.
“Sarà l’occasione per presentare anche il grande progetto di ricerca, tutela e valorizzazione condotto in questo sito negli ultimi anni insieme a università di Padova, università Ca’ Foscari di Venezia, Comune di Ariano nel Polesine e museo Archeologico nazionale di Adria, con il sostegno della Fondazione CariPaRo”.

Tradizione e artigianato. Le Ocarine in terracotta di Benvenuto Fecchio testimoniano un sapere artigianale che trasforma l’argilla del Delta del Po in musica, arte e bellezza, mantenendo viva una tradizione preziosa.
“Portare Ariano nel Polesine alla Camera dei Deputati”, conclude il sindaco Luisa Beltrame, significa dare voce alle nostre radici, alle nostre eccellenze e alle potenzialità di un territorio che guarda al futuro. Un’opportunità per promuovere il nostro patrimonio e raccontare come archeologia, ricerca, turismo culturale e tradizioni artigianali possano diventare occasioni di crescita per tutta la comunità”.
Pula (Ca). Apre al pubblico la necropoli fenicia di Nora grazie al lavoro di valorizzazione del team di archeologi del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. E dal 31 agosto la campagna di scavo 2026
La necropoli di Nora apre al pubblico! Un’area finora inaccessibile entra per la prima volta, dal 1936, nei percorsi di visita del parco archeologico di Nora (Pula, Ca) in Sardegna, offrendo l’opportunità di scoprire uno dei più importanti contesti funerari fenici e punici del Mediterraneo occidentale. Lo annuncia il dipartimento dei Beni culturali con un video realizzato dal Dipartimento grazie al tecnico di laboratorio dott. Alessandro Mazzariol e al prof. Jacopo Bonetto. Dietro a questo straordinario traguardo di valorizzazione c’è il lavoro del team di archeologi del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova che, dal 2013, conduce le ricerche sotto il coordinamento del prof. Jacopo Bonetto, della Fondazione Pula Cultura diffusa, del Comune di Pula e della Soprintendenza di Cagliari.

È l’unica necropoli fenicia dell’isola rinvenuta in perfetto stato di conservazione e studiata con moderne metodologie. Le analisi antropologiche stanno svelando le origini e la mobilità degli antichi abitanti. Sette secoli di evoluzione: dalle prime tombe a incinerazione in piccoli pozzetti (fine IX secolo a.C.) fino alle grandi camere funerarie ipogee dell’età punica.

Gli scavi hanno restituito corredi intatti (ceramiche, metalli e vetri). Il pezzo più celebre e prestigioso è un raffinato balsamario orientale in faïence a forma di babbuino (fine VII sec. a.C.) che regge un vaso egizio sormontato da una ranocchia. I reperti dello scavo sono oggi custoditi ed esposti presso il museo civico “Giovanni Patroni” di Pula.

La ricerca diventa accessibile: il progetto. Questo traguardo è parte integrante del progetto “Nora4All” (Bando Unipd Unimpresa 2022) con cui il @dbc.unipd, in sinergia con il Comune di Pula, punta a trasferire la conoscenza archeologica al pubblico attraverso la futura apertura di nuovi settori di età romana e l’uso di tecnologie innovative (ricostruzioni 3D e realtà virtuale su dispositivi mobili) per offrire ai circa 80mila visitatori annuali: un’esperienza di visita immersiva e ad alto valore scientifico.

Il lavoro continua: dal 31 agosto al 9 ottobre 2026 i ricercatori e studenti dell’università di Padova torneranno sul campo per continuare a ricostruire la complessa rete di relazioni e commerci che univa Nora al resto del Mediterraneo.
Primo week end con il Progetto San Basilio: al museo Archeologico di Adria la conferenza di Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (sabap-vr-ro-vi), e Scavi aperti al sito romano di San Basilio

Sono ufficialmente riprese le attività di scavo nel sito romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Gli studenti del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, diretti dalla prof.ssa Caterina Previato, sono tornati sul campo per riportare alla luce nuove tessere della storia di questo straordinario snodo commerciale dell’antichità. E con gli scavi in questo week end ripartono anche le attività collaterali, dagli Incontri di Archeologia al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) agli Scavi aperti nel sito di San Basilio. Venerdì 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria si terrà la prima conferenza del “Progetto San Basilio”, tenuta dal prof. Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e dalla dott.ssa Giovanna Falezza della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza. Info e prenotazioni: +39 392 9259875. E sabato 30 maggio 2026, c’è Scavi aperti: ritrovo alle 9.45 al centro turistico culturale di San Basilio per poi andare alla scoperta dello scavo dell’abitato romano con gli archeologi dell’università di Padova. Prenotazione obbligatoria al 3929259875.
Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.














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