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Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 “Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” con Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… quello che è andato in scena sabato 28 febbraio 2026 all’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nella seconda giornata di tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva. A proporlo è stato il convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi. archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni.

Emanuela Panke presenta al convegno archeoVINUM di tourismA l’itinerario del Consiglio d’Europa “Iter vitis” (foto graziano tavan)

A fare un po’ da “cappello” ai singoli casi italiani, da alcuni dei parchi archeologici importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, a siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia, è stato l’intervento “Archeologia e viticoltura priorità di Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” presentato da Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis.

“Iter Vitis – spiega Emanuela Panke ad archeologiavocidalpassato.com – è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa, quindi fa parte di questo programma che è stato creato oltre 40 anni fa e che ora comprende circa 50 itinerari. Ogni itinerario sviluppa una tematica di quelle che sono state alla base della creazione dell’evoluzione dell’identità europea. Un’Europa vista come continente Europa, quindi dal punto di vista geografico. Noi, rispetto all’Unione Europea, siamo su una superficie molto più vasta.

L’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “Iter Vitis” (foto graziano tavan)

“Iter Vitis porta avanti la tematica del viaggio della vite e dell’evoluzione della viticoltura, appunto, come un pilastro dell’identità europea: dalla Russia fino alle isole Azzorre, dalla Mosella – quindi Lussemburgo Germania e Francia – fino alla sponda Sud del Mediterraneo con 26 Paesi valorizziamo luoghi che testimoniano questa evoluzione. E l’archeologia – oggi siamo a tourismA proprio per questo – è parte integrante. Nei siti archeologici, nei musei archeologici è lì che inizia la prima parte del viaggio del nostro turista del vino, del nostro wine lover, perché è lì che spieghiamo quanto già secoli fa il vino, la vite fosse un prodotto fondamentale”.