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Nel giorno della riapertura, il museo civico Archeologico di Bologna pubblica la prima di quattro puntate del fumetto “La solitudine di Askos” dove si racconta la vita quotidiana degli oggetti immersi nel silenzio di spazi senza visitatori

La copertina del fumetto “La solitudine di Askòs” di Elena Maria Canè del museo civico Archeologico di Bologna

Cosa succede quando il museo civico Archeologico di Bologna è chiuso e- per cause di forza maggiore- tutte le archeologhe, i restauratori, il personale sono a casa? Cosa succede dietro le quinte? Proprio, mercoledì 20 maggio 2020, proprio nel giorno di graduale riapertura al pubblico del museo, il fumetto “La solitudine di Askos” viene pubblicato sui canali Facebook e YouTube sotto forma di quattro brevi video dal sapore retrò, con frequenza bisettimanale (20 / 22 / 27 / 29 maggio 2020). In parallelo, puntata dopo puntata, le tavole saranno scaricabili dal sito http://www.museibologna.it/archeologico. Dall’8 marzo scorso l’emergenza della diffusione del virus COVID-19 ha costretto tutti i musei italiani a sospendere il servizio di apertura al pubblico, chiudendo fisicamente le porte e sospendendo ogni visita e attività negli spazi espositivi. Ma come hanno vissuto questo eccezionale stravolgimento della vita quotidiana le opere e gli oggetti del patrimonio culturale abituati a offrire la loro bellezza allo sguardo dei visitatori, che improvvisamente si sono ritrovati immersi nel silenzio assoluto, in sale vuote e vetrine con le luci spente? Ci racconta questo insolito punto di vista il fumetto per i più giovani (e non solo) “La solitudine di Askos”, che ha preso forma dalla matita e dall’inventiva di Elena Maria Canè, restauratrice del Museo Civico Archeologico di Bologna, durante il periodo di lavoro agile da casa, in un progetto che ha coinvolto anche Paola Giovetti, Anna Dore, Federica Guidi, Marinella Marchesi dello stesso museo. Una piccola storia che, attraverso vignette e balloon, ci trasporta con il potere dell’immaginazione alla scoperta dei tesori della collezione permanente del museo in attesa di poterli tornare ad ammirare dal vivo.

L’Askòs Benacci, capolavoro dell’arte etrusca, conservato dal museo civico Archeologico di Bologna (foto Istituzione Bologna Musei)

L’opera, a colori, narra del tempo sospeso dei giorni appena vissuti, dando voce agli oggetti della sezione etrusca del museo, che si animano nel grande edificio vuoto. I protagonisti sono Hero (piccolo guerriero di grande coraggio), Hippo (cavallino sputasentenze) e Bue (grande e pauroso), elementi “normalmente” riuniti in quel capolavoro dell’arte etrusca che è l’Askós Benacci, un raffinato contenitore per liquidi in ceramica, configurato a bovino e sormontato da un piccolo cavaliere in armi, datato all’VIII secolo a.C. Il reperto proviene da uno dei principali sepolcreti etruschi bolognesi di fase villanoviana e orientalizzante e, nella finzione immaginata nell’albo, dialoga con altri reperti e con le archeologhe del museo. Soli e disorientati nelle sale non più frequentate dalle centinaia di classi che solitamente in primavera popolano gli spazi del museo civico Archeologico, i tre personaggi riflettono su vantaggi e svantaggi di questa inedita condizione, mentre la città intorno sembra svanita. Per fortuna, il lieto fine è dietro l’angolo ed è solo questione di tempo per tornare ad avere compagnia.

“Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”: a dicembre al museo civico Archeologico di Bologna una mostra, risultato di un ambizioso progetto, illustrerà attraverso 1000 reperti le novità di scavo e di ricerca sulla storia di uno dei più importanti popoli dell’Italia antica

La testa in bronzo del giovinetto di Fiesole conservato al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto polo museale della Toscana)

Siete pronti per un affascinante viaggio nelle terre degli Etruschi tra archeologia e paesaggi sorprendenti? Allora appuntatevi una data: 7 dicembre 2019. E un luogo: museo civico Archeologico di Bologna. A distanza di 20 anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il museo civico Archeologico di Bologna annuncia un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca, in cui saranno riuniti circa 1000 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali. “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” è una mostra promossa e progettata da Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico, in collaborazione con la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’università di Bologna, e realizzata da Electa. E metterà in risalto le novità di scavo e di ricerca sulla storia di uno dei più importanti popoli dell’Italia antica.

Lo scavo in corso della tomba 1 etrusca n località Elce a Perugia

La metafora del viaggio darà forma e struttura all’esposizione, divisa in due grandi sezioni. La prima offre un momento di preparazione al viaggio, facendo conoscere al visitatore i lineamenti principali della cultura e della storia del popolo etrusco. Così preparato, il visitatore potrà affrontare la seconda sezione, dove si compie il viaggio vero e proprio nelle terre dei Rasna, come gli Etruschi chiamavano se stessi.

Acroterio configurato a guerriero dalla Vigna Marini-Vitalini a Cerveteri, oggi al Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen (foto Ole Haupt / The Ny Carlsberg Glyptotek)

Un itinerario attraverso quei territori e centri di Lazio, Umbria e Toscana che già furono oggetto di attenzione, meraviglia e descrizione da parte dei viaggiatori del passato, come il diplomatico inglese George Dennis, che nel XIX secolo con il suo The Cities and Cemeteries of Etruria (1848) diede conto di cinque anni di viaggi che toccarono i siti archeologici allora conosciuti, in paesaggi profondamente diversi da come sono oggi.

La sezione etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto Matteo Monti / Istituzione Bologna Musei)

Il viaggio continua nei territori etruschi della valle Padana e della Campania, forse meno noti al grande pubblico ma importanti teatri di nuove scoperte archeologiche. La mostra infine dialoga naturalmente con la ricchissima sezione etrusca del museo, che testimonia il ruolo di primo piano di Bologna etrusca.