Paestum (Sa). Il 2026 porta al parco archeologico la mostra “La città nel tempio” che prende le mosse dalla scoperta del tempietto arcaico e aggiorna la ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. Prime anticipazioni
I parchi archeologici di Paestum e Velia annunciano la realizzazione della mostra “La città nel tempio”, nel corso del 2026, anche grazie al cofinanziamento della Regione Campania. L’esposizione è ispirata alla recente scoperta di un santuario magno-greco ai margini occidentali dell’antica Poseidonia-Paestum e si propone come uno dei progetti scientifici ed espositivi più rilevanti degli ultimi anni puntando a condividere con il grande pubblico gli aggiornamenti della ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. La mostra si articolerà tra il museo Archeologico nazionale di Paestum e l’area dove sorge il tempietto dorico, configurandosi come un percorso diffuso capace di mettere in dialogo reperti, contesto archeologico, ricostruzioni, nuove tecnologie. L’allestimento presenterà una selezione di materiali, riportati alla luce durante lo scavo (ancora in corso) – principalmente elementi architettonici in pietra locale (travertino e arenaria) ed ex voto in terracotta- accostati ad altri reperti provenienti da altri musei della Magna Grecia e della Sicilia, per offrire un confronto più ampio sul tema dei santuari e delle fondazioni coloniali. Il percorso sarà inoltre arricchito da una sezione fotografica d’autore, ideata per integrare la narrazione archeologica con lo sguardo dell’arte contemporanea. A guidare il progetto espositivo è un Comitato Scientifico composto da studiosi di rilievo internazionale, a testimonianza del valore e dell’ambizione dell’iniziativa. Ne fanno parte Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Mehrdad Hejazi, dell’University of Isfahan; Clemente Marconi, professore all’università di Milano; Dieter Mertens, già direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma; Massimo Osanna, direttore generale Musei; Valeria Parisi, dell’università della Campania Luigi Vanvitelli; Carlo Rescigno, professore all’università della Campania Luigi Vanvitelli.

Tiziana D’Angelo, direttrice dei parchi archeologici di Paestum e Velia, sullo scavo del tempietto dorico nel santuario presso le mura di Poseidonia (foto pa-paeve)
Il percorso espositivo. La mostra sarà articolata in diverse sezioni. Una prima parte, dedicata alla scoperta e allo scavo, racconterà il percorso di ricerca dal presente alle origini del santuario, attraverso fotografie, rilievi, piante, disegni, filmati e approfondimenti geomorfologici e topografici. Una seconda sezione, “Il santuario e la città”, sarà dedicata alla ricostruzione del tempio nelle sue diverse fasi edilizie, all’evoluzione dello stile dorico a Paestum e alla rilettura dell’assetto urbanistico e del paesaggio antico. Seguirà una sezione dedicata al rito, al culto e alle divinità, in cui i materiali votivi permetteranno di ricostruire l’evoluzione delle pratiche cultuali dall’età greco-lucana fino all’età romana. Accanto all’esposizione archeologica, il progetto prevede una mostra fotografica affidata a un autore di fama internazionale, chiamato a interpretare lo scavo, il paesaggio e la scoperta attraverso il linguaggio dell’immagine. L’area dello scavo sarà parte integrante del percorso: grazie all’utilizzo di tecnologie immersive saranno proposte ricostruzioni virtuali del tempietto nelle diverse fasi della sua vita e installazioni contemporanee che permettono di restituirne l’alzato e la decorazione. Saranno, inoltre, previste visite guidate curate dal personale dei Parchi, comprese nel biglietto di ingresso e importanti progetti didattici orientati all’accessibilità cognitiva.

Veduta a volo d’uccello dell’area di scavo del tempietto dorico a ridosso delle mura di Poseidonia-Paestum (foto mic)
Una scoperta che riscrive la storia urbana di Paestum. La scoperta di un nuovo edificio templare collocato a ridosso del circuito murario occidentale, nei pressi della torre 12 e a poca distanza dall’antica linea di costa risale al 2019 durante i lavori di restauro e messa in sicurezza delle mura urbane. È emersa, inoltre, una notevole quantità di materiali architettonici lapidei – blocchi di basamento, rocchi di colonne, metope, triglifi, sime e gocciolatoi, riconducibili a un edificio sacro di ordine dorico. Le successive indagini aerofotografiche e geofisiche hanno permesso di individuare con precisione il perimetro della struttura.

Capitelli, rocchi di colonna, elementi del fregio e del cornicione: sono i frammenti lapidei di un tempio dorico del V sec. a.C. emersi lungo le mura di Paestum nel 2019 (foto parco archeologico Paestum)
Tra il 2022 e il 2024 sono state condotte le prime campagne di scavo sistematiche, che hanno restituito una stratigrafia complessa, estesa dalla prima età imperiale fino alle fasi più antiche della colonia greca, con evidenze che in alcuni punti risalgono addirittura all’epoca preistorica. Nell’estate del 2025 l’area è stata acquisita dai Parchi archeologici di Paestum e Velia e le indagini stanno proseguendo su una superficie di circa 480 mq, con l’obiettivo di comprendere meglio la funzione del santuario, il suo rapporto con le mura urbane e il territorio circostante, nonché di individuare la divinità titolare del culto.

Veduta zenitale del tempietto dorico con l’annesso altare scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)
Il tempio, il paesaggio, il culto. La campagna di scavo 2022-2024 ha riportato alla luce un tempio dorico di modeste dimensioni (11,60 x 7,60 m), orientato est-ovest e databile alle fasi finali dell’epoca arcaica, agli inizi del V secolo a.C. L’edificio presenta una peristasi con 4 colonne sui lati brevi e 6 su quelli lunghi, una cella chiusa sul fondo e un altare collocato in asse a circa 9 metri di distanza. Al di sotto della struttura sono stati individuati frammenti pertinenti a un edificio ancora più antico, databile alla prima metà del VI secolo a.C., oltre a testimonianze di frequentazioni preistoriche, tra cui un recinto di pietre inglobato nella costruzione sacra. Il santuario si inserisce in un’area già compresa nella prima pianificazione urbanistica della colonia e si colloca lungo un limite naturale della città, sulla falesia che segna la placca di travertino su cui sorge Paestum. Come avviene in altri contesti del mondo greco, la presenza di uno spazio sacro al confine contribuisce a definire un’idea di limite permeabile, luogo di passaggio tra città e mare, tra cittadini e stranieri, tra dimensione religiosa, politica ed economica. Un’interpretazione che apre nuove prospettive sul ruolo del santuario come presidio simbolico e territoriale della polis. Dallo scavo proviene un numero eccezionale di reperti: oltre 10.000 oggetti, attualmente conservati nei depositi del museo. Particolarmente abbondanti sono la coroplastica e la ceramica miniaturistica, accanto a ceramiche d’impasto, ceramica corinzia, ceramica a vernice nera, metalli, ambra, osso lavorato ed elementi architettonici che in alcuni casi conservano tracce di decorazione policroma.

Veduta da drone del tempietto greco lungo le mura di Paestum con il team di archeologi che segue le ricerche: al centro la direttrice Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)
Un progetto scientifico ampio. Dal punto di vista strategico, la mostra intende rafforzare il posizionamento dei parchi archeologici di Paestum e Velia come luogo di ricerca, sperimentazione e divulgazione, capace di intercettare un pubblico non solo regionale ma internazionale. Il progetto garantirà piena accessibilità e sarà sviluppato in collaborazione con università, enti di ricerca e partner culturali, per favorire una partecipazione ampia e consapevole alla fruizione del patrimonio.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, e Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, all’inaugurazione della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)
Giornata di studi. “La città nel tempio” nasce anche con l’obiettivo di offrire alla comunità scientifica una base aggiornata di dati su cui avviare nuove riflessioni sull’architettura sacra e sull’urbanistica della Magna Grecia. In quest’ottica, il progetto sarà accompagnato da una giornata di studi dal titolo (provvisorio): “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, preliminare all’inaugurazione della mostra e alla pubblicazione del catalogo scientifico.
Selinunte (Tp). Al Baglio Florio l’incontro “Selinunte: nuove ricerche sulla topografia e la storia della città”, dedicato agli ultimi studi su mappa urbana, vie d’acqua e assetti insediativi con Melanie Jonasch e Linda Adorno (Istituto Archeologico Germanico di Roma). A seguire concerto live
Domenica 5 ottobre 2025, alle 17, al Baglio Florio del parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l’incontro “Selinunte: nuove ricerche sulla topografia e la storia della città”, appuntamento pubblico promosso dal parco archeologico di Selinunte con il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte e l’Archeoclub d’Italia di Castelvetrano, dedicato agli ultimi studi su mappa urbana, vie d’acqua e assetti insediativi dell’antica Selinunte. Intervengono Melanie Jonasch e Linda Adorno (Istituto Archeologico Germanico di Roma / Freie Universität Berlin), portando al Parco i risultati di ricerche e cantieri scientifici internazionali. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Alle 18, pausa con servizio bar attivo al Baglio Florio; e alle 18.30, concerto live con Maria Teresa Clemente (violino) e Fabio Pecorella (pianoforte). In programma pagine di Morricone, Gardel, Einaudi, Mascagni, Yiruma, Piazzolla.
Roma. All’Istituto Archeologico Germanico il progetto di studio delle università di Regensburg e Padova in corso a Bibione sulla Villa romana di Mutteron dei Frati protagonista del convegno “Coastal Villas and Lagoon Landscapes from Roman Times to Late Antiquity” sul paesaggio delle ville costiere e lagunari d’età romana nell’Adriatico settentrionale
Il 17 e 18 ottobre 2024 si tiene a Roma, all’’Istituto Archeologico Germanico, il convegno “Coastal Villas and Lagoon Landscapes from Roman Times to Late Antiquity” che ha come focus il paesaggio delle ville costiere e lagunari d’età romana nell’Adriatico settentrionale. Insieme alle università di Regensburg e Padova, anche la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso vi prenderà parte con un intervento di Alessandro Asta, funzionario archeologo di questa soprintendenza, centrato sulla nascita del progetto di studio attualmente in corso a Bibione sulla Villa romana di Mutteron dei Frati. Il progetto di ricerca, condotto in collaborazione tra le università di Regensburg e Padova, su concessione del ministero della Cultura e supervisione della Soprintendenza competente, è un ideale caso di studio e riflessione sulle prospettive della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e del paesaggio nell’ambito costiero nord-adriatico. L’interazione e cooperazione fra enti pubblici, soggetti privati e portatori di interessi della comunità locale, nell’ottica di un serrato confronto fra esigenze e competenze non sempre convergenti, ha condotto questo progetto ben oltre i limiti della comfort-zone degli archeologi, risultando una sfida più ampia e, potenzialmente, un’occasione di formazione per i professionisti della cultura del prossimo decennio.

Foto satellitare da Google Earth con l’ubicazione della villa romana al Mutteron dei Frati (foto catalogo beni culturali / mic)
PROGRAMMA 17 OTTOBRE 2024. Alle 9.15, Words of welcome (prof. dr. Ortwin Dally, director DAI); Dirk Steuernagel, Universität Regensburg); 9.30, Conference Introduction: Alessandro Asta, “La villa romana del Mutteron dei Frati a Bibione (VE). Un progetto culturale tra tutela, ricerca e valorizzazione”; 10, The project “Roman Villa of Bibione and the surrounding area” (part 1): Alessandro Fontana (with Mattia Azzalin, Timme Donders, Wouter Gerats), “Evoluzione geomorfologica del sistema costiero di Bibione e aspetti geoarcheologici del sito del Mutteron dei Frati”; Maria Stella Busana, Alice Vacilotto (with Francesca Pandolfo), “Il territorio circostante la villa romana di Mutteron dei Frati: gli insediamenti nella fascia costiera dell’agro di Iulia Concordia tra dati pregressi e nuove ricerche di superficie”; 11.50, The project “Roman Villa of Bibione and the surrounding area” (part 2): Dirk Steuernagel, Lorenzo Cigaina. Alice Vacilotto, “I nuovi scavi della villa romana di Mutteron dei Frati: primi risultati”; Francesca Pandolfo, “I materiali ceramici dai livelli di costruzione, abbandono e spoliazione della villa romana di Mutteron dei Frati”; Chiara Girotto (with Ekaterina Sokolova, Caterina Previato, Michele Secco, Simone Dilaria, Lara Maritan), “L’analisi archeometrica dei materiali da costruzione della villa romana di Bibione: primi dati”; 14.45, Case Studies of the Adriatic (part 1): Caterina Previato (with Giovanna Falezza, Jacopo Bonetto, Eliana Bridi, Chiara Girotto, Vito Prillo, Stefania Mazzocchin, Jacopo Turchetto), “Vivere sul Delta del Po in età romana: la “villa” di San Basilio tra terra, fiume e mare”; Rita Auriemma (with Paola Maggi, Dario Gaddi), “Alle porte del mare: le ‘ville’ nelle lagune di Grado e Marano”; Paola Maggi (with Tiziana Cividini), “Ville della fascia perilagunare nel territorio sudoccidentale di Aquileia. Aspetti topografici e socio-economici”; Massimo Capulli, “Aquileia Waterscape: ricerche di archeologia subacquea tra Alto Adriatico e laguna di Grado”; Daniela Cottica (with Diego Calaon, Margherita Balan, Andrea Cipolato, Martina Bergamo, Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Jacopo Paiano), “Uomo e ambiente lagunare: il caso del sito di Lio Piccolo sul litorale altinate”; 18, Overarching topics (part 1): Annalisa Marzano (with Lee A. Graña Nicolaou), “The Exploitation of Lagoonal Environments in the Roman World”.

Campagna di scavo 2024 nella villa romana del Sale a Lio Piccolo diretta da Diego Calaon di Ca’ Foscari (foto unive)
PROGRAMMA 18 OTTOBRE 2024. 9.30, Overarching topics (part 2): Umberto Vincenti, “Per la composizione dello statuto giuridico delle ville marittime. Indicazioni di metodo”; Robert Matijašić, “Le ville, la costa, l’economia dell’Alto Adriatico in epoca romana”; 11.10, Case Studies of the Adriatic (part 2): Alexandra Bivolaru (with Christophe Morhange, Daniela Cottica, Diego Calaon), “Diachronic perspectives on human-environment interactions in Northern Venice lagoon”; Michele Abballe (with Federica Boschi, Marco Cavalazzi, Paolo Maranzana), “Lagoons, Marshes, and Swamps in the Roman and Late Antique Ravenna Greater Region: Settlement Patterns and Environmental Transformations”; Corinne Rousse (with Gaetano Benčić), “Loron – Santa Marina: una villa costiera e il suo fundus sul territorio settentrionale della colonia di Parentium in Istria – Croazia”; Ana Konestra (with Fabian Welc), “Roman villae in the landscapes of the Kvarner region (NE Adriatic) – insular case studies”; Emmanuel Botte (with Kristina Jelinćič), “Ricerche sulle ville romane di Dalmazia centrale”; 14.45, Case studies in the Tyrrhenian area: Michele Stefanile, “Villae maritimae nel Lazio meridionale. Ricerche tra terra e mare nel sinus Formianus e a Sperlonga”; Peter Attema, “The Roman coastal villae of the Pontine region (South Lazio) in their landscape archaeological context”; 16.10, Overarching topics (part 3): Isabella Baldini, Marina Pizzi, “Ville costiere di età tardoantica in Italia”; Federico Lizzani, “Abitare il confine tra terra e mare. Il riflesso frastagliato delle ville lagunari nelle fonti tardoantiche”
Roma. In Curia Iulia presentazione del libro “Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010-2016” atti della Giornata di Studi in memoria di Fedora Filippi e primo di una collana dedicata alla Domus Aurea
Venerdì 15 settembre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010-2016”, a cura di Elisabetta Segala e Heinz-Jürgen Beste, che raccoglie i contributi presentati nella Giornata di studi in memoria di Fedora Filippi (funzionario archeologo, responsabile della Domus Aurea dal 2009 al 2014), svoltasi a Roma il 15 settembre 2022. La Giornata di studi è stata un momento importante di incontro e confronto sulle attività svolte in Domus Aurea tra il 2010 e 2016 che ha visto la partecipazione del gruppo di lavoro che Fedora Filippi aveva creato e a cui aveva manifestato più volte la volontà di divulgare tutto il lavoro svolto in Domus Aurea, la pubblicazione degli atti diventa quindi un contributo fondamentale nell’ottica della divulgazione per lei così importante. Con questo volume il Parco archeologico del Colosseo inaugura una collana di monografie dedicate alla Domus Aurea e intitolata “Per Artem Temptare. Studi sulla Domus Aurea”. In questo modo si dà continuità al progetto di Fedora Filippi volto ad una pubblicazione sistematica delle ricerche e degli studi dedicati ad un monumento di fondamentale importanza per la civiltà romana, quale è la Domus Aurea; progetto che una scomparsa prematura le ha impedito di portare a conclusione. Programma: introducono Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; Ortwin Dally, direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma; presentano Marina Magnani, già funzionario architetto della soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma; Nicoletta Pagliardi, già funzionario archeologo della soprintendenza Archeologica di Roma; conclude Henner von Hesberg, già direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Saranno presenti i curatori. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5.
Castel d’Asso (Vt). Per le Giornate europee del Patrimonio visita guidata alla vasta necropoli etrusca col prof. Stephan Steingräber
Tornano a Castel d’Asso (Viterbo) le Giornate Europee del Patrimonio, dedicate, nell’edizione 2022, al tema: “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro”. Il programma della giornata di sabato 24 settembre 2022 prevede una visita guidata nella vasta necropoli etrusca di Castel d’Asso a Viterbo. A partire dalle 10.30 la visita guidata sarà alla necropoli di Castel d’Asso a cura del prof. Stephan Steingräber già università Roma Tre, membro dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici di Firenze, dell’Accademia Etrusca di Cortona e membro corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico. Si percorrerà la via sepolcrale e si potranno ammirare alcune delle più importanti tombe etrusche rupestri presenti lungo il costone roccioso. Lo sviluppo della necropoli di Castel d’Asso riflette un preciso schema urbanistico, dove le imponenti tombe a facciata si posizionano su tre distinti ordini che si sviluppano su circa 400 metri del fronte roccioso, con il superiore più esteso in lunghezza e in altezza. Le iniziative sono libere e gratuite. Info: sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it. Per la visita guidata alla Necropoli l’appuntamento è al piazzale antistante la necropoli (seguire indicazioni stradali per via Procoio – Viterbo).
Roma. “Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010 – 2016”: il parco archeologico del Colosseo e Istituto Archeologico Germanico di Roma promuovono una giornata di studi dedicata alla memoria della archeologa Fedora Filippi. Evento in presenza (posti esauriti) e on line
“Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010 – 2016 – Giornata di studi in memoria di Fedora Filippi”: giovedì 15 settembre 2022, dalle 9.15, il parco archeologico del Colosseo e Istituto Archeologico Germanico di Roma organizzano una giornata di studi, in presenza all’istituto archeologico Germanico in via Sicilia e in streaming, dedicata alla memoria della archeologa Fedora Filippi, recentemente scomparsa (vedi Archeologia in lutto. È morta a Berlino, prematuramente, a 69 anni, Fedora Filippi, la “signora” della Domus Aurea, di cui è stata per anni direttore scientifico: archeologa di chiara fama e intellettuale raffinatissima, capace di spaziare dalla letteratura, alla musica, all’arte. Il ricordo di colleghi e amici | archeologiavocidalpassato). L’evento si svolgerà in forma ibrida. Per la partecipazione in presenza si poteva inviare una mail a: sekretariat.rom@dainst.de, ma i posti sono esauriti. Per accedere all’evento online su zoom è necessaria la registrazione qui. Nel 2010 l’allora soprintendenza Archeologica di Roma, oggi parco archeologico del Colosseo, affidò a Fedora Filippi l’incarico di sistemare l’area della Domus Aurea sul colle Oppio. Fu da subito evidente che fossero necessari notevoli lavori di restauro e di risanamento delle strutture edilizie. Per risolvere questi problemi, Fedora Filippi ha creato un team di scienziati e tecnici le cui attività saranno descritte nel corso della giornata.
Reggio Calabria. Per “Notti d’estate al MArRC” sulla terrazza conferenza del prof. Felice Costabile su “La fondazione di Reggio. Dal mito alla storia” promossa dal Touring Club Italiano
Settimana di grande fermento culturale, quella di Ferragosto, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Giorni intensi, anche per il flusso di visitatori che ha fatto registrare numeri importanti che premiano gli sforzi del MArRC alla ripresa delle attività dopo la pandemia e in coincidenza con il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi. E dopo l’evento “Magnagrecàntico” ecco un nuovo appuntamento con “Notti d’estate al MArRC”. Appuntamento sabato 20 agosto 2022, alle 21, sulla terrazza panoramica del Museo che affaccia sullo Stretto per la conferenza “La fondazione di Reggio. Dal mito alla storia”, a cura del prof. Felice Costabile, decano di ateneo e ordinario di Diritto romano nell’università Mediterranea di Reggio Calabria, nonché membro onorario della Società Archeologica di Atene e socio dell’Istituto Archeologico Germanico. La conferenza è promossa dal Touring Club Italiano, sezione di Reggio Calabria. “Sono grato al Touring Club Italiano, sezione di Reggio Calabria, per questa solida collaborazione, maturata durante gli anni e ora in occasione del Cinquantesimo anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace”, dichiara Carmelo Malacrino, direttore del Museo. “Ringrazio anche il prof. Costabile, che sabato scorso ha anche ricevuto il premio “Bronzi di Riace” per gli studi interdisciplinari per l’archeologia. Sono giorni di grande successo per il MArRC, al centro di un circuito proficuo di comunicazione, partecipazione e inclusione, certamente positivo per la Città di Reggio e tutto il territorio calabrese. Sono soddisfatto – conclude Malacrino – di quanto fatto fino a questo momento, con il supporto delle istituzioni, delle associazioni e del personale del Museo”. Il prof. Costabile, sabato 20 agosto, guiderà il pubblico in un viaggio lungo secoli, alla scoperta della storia millenaria di Reggio, a partire dal suo mito di fondazione. “La fondazione di Reggio, attorno al 725 a.C., è un evento storico di cui i Greci stessi conservarono tuttavia una memoria circonfusa dalla leggenda”, dichiara il prof. Costabile. “Le fonti tramandano che l’Oracolo di Apollo a Delfi ordinò loro di fondare la città dove il fiume Apsia (Calopinace) sfociava in mare: lì una femmina abbracciata a un maschio (una vite intrecciata a un fico selvatico) avrebbe reso riconoscibile il luogo indicato. In questo percorso – continua – lo spettatore sarà portato ad attraversare in navigazione il mare fantastico del mito e la storia che riemerge suggestiva ma concreta dalla terra, i cui spettacolari ritrovamenti archeologici sono custoditi in gran parte nel Museo reggino, ma anche nei musei di Napoli e di Londra, dove sono migrati nei secoli scorsi”.

Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022
Il Museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 20 con ultimo ingresso alle 19.30. Nei giorni di giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022, previsto il prolungamento dell’orario fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20, per Notti d’estate, il costo del biglietto è di soli 3 euro e permette la visita del Museo, l’accesso alle quattro mostre temporanee in esposizione: “Il vaso sui Vasi. Capolavori dal Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”; “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”; “I Bronzi di Riace. Un percorso per Immagini”; “L’Età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”, e la partecipazione agli eventi sulla terrazza panoramica del Museo. La prenotazione non è necessaria ed è fortemente raccomandato l’uso della mascherina chirurgica.










“Il lavoro che abbiamo condotto sul telamone e sull’intera area dell’Olympeion – dice Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei templi – risponde perfettamente alla nostra mission di tutela e valorizzazione della Valle dei Templi, insieme all’identificazione, alla conservazione, agli studi, alla ricerca e alla promozione di ogni intervento che porti lo sviluppo di risorse del territorio. Sin dal 2019, da quando sono alla guida del Parco, ho fatto mio il progetto del precedente direttore Pietro Meli, ma ho anche risposto al grande fascino esercitato da questi colossi di pietra, dal tempo antico ad oggi”. Il Parco Valle dei templi, con il supporto di CoopCulture, ha già annunciato eventi formativi per le guide turistiche a cui parteciperanno studiosi e archeologi coinvolti nel progetto di musealizzazione. È stata integrata, inoltre, l’app gratuita per i visitatori della Valle con notizie sul telamone e sull’antico Olympieion e sono stati realizzati cartelli esplicativi in italiano e inglese lungo il percorso che conduce all’area del tempio. È nata anche una linea di merchandising dedicata al telamone, in vendita nei bookshop della Valle dei Templi. Sempre a cura di CoopCulture, nella prima domenica del mese (3 marzo 2024, alle 16) a ingresso gratuito sarà invece organizzata una visita laboratorio “All’ombra del telamone”, quasi una caccia al tesoro tra i ruderi del tempio, per bambini tra 6 e 12 anni che potranno così scoprire le caratteristiche, i segreti e le curiosità dell’antica e colossale struttura. Altre iniziative coinvolgeranno gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento: si sta lavorando a un puzzle in 3D che resterà nel Parco e all’organizzazione di giornate di “disegno en plein air”, sullo stile degli acquerellisti del Grand Tour, usando le diverse tecniche artistiche.
Parte in Curia Iulia a Roma, promosso dal parco archeologico del Colosseo, un ciclo di otto incontri e conferenze che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, percorso espositivo ideato e realizzato dal parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini, visitabile fino al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo: partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court (vedi
Giovedì 14 settembre 2023, alle 16.30, in Curia Iulia apre il ciclo la conferenza “Gli edifici da spettacolo del mondo romano con sotterranei” a cura di Heinz Beste. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Heinz Beste dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su 
PROGRAMMA. Alle 14.30, introduzione e saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Modera Silvia Lambertucci (ANSA). Sezione “Studi e ricerche: lo status quo”, dalle 14.45 alle 15.25. Intervengono Barbara Nazzaro (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli (architetto, dottore di Ricerca) su “Stato dell’arte e delle conoscenze”; Luca Mocchegiani Carpano (direttore CMC-Centro Ricerche) su “Le ricerche archeologiche di Claudio Mocchegiani Carpano nelle infrastrutture idrauliche dell’Anfiteatro Flavio. Appunti dal 1974 al 1985”. Sezione “Le ricerche”, dalle 15.25 alle 17. Intervengono Martina Almonte, Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo), Michele Concas (Roma Sotterranea), Maria Rosaria Borzetti (archeologa), Edoardo Santini (archeologo) su “Le indagini nel collettore sud”; Jacopo De Grossi Mazzorin, Claudia Minniti (università del Salento) su “Cibo e arena nella Roma antica. I resti animali provenienti dal collettore sud del Colosseo”; Alessandra Celant (Sapienza università di Roma) su “Cibo e arena nella Roma antica. I resti vegetali provenienti dal collettore sud del Colosseo”; Elisa Cella, Fulvio Coletti (parco archeologico del Colosseo) su “I materiali dal collettore sud del Colosseo. Note preliminari su attività e contesti”; Francesca Ceci (sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) su “Dalla folla alla fogna. La possibile vicenda di un sesterzio in oricalco di Marco Aurelio”. Sezione “Le ispezioni nei collettori sotto la Piazza”, dalle 17 alle 17.45. Intervengono Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli (architetto, dottore di Ricerca), Michele Concas (Roma Sotterranea) su “Nuovi dati dai collettori del Colosseo e della Piazza”; Barbara Nazzaro, Nicola Saraceno (parco archeologico del Colosseo) su “Il sistema di gestione delle acque del Colosseo”. Sezione “Uno sguardo fuori dal Colosseo”, dalle 17.45 alle 18. Interviene Heinz Beste (Istituto Archeologico Germanico di Roma) su “Il sistema idraulico dell’anfiteatro di Capua”. Conclusioni e discussione finale, dalle 18.15 alle 18.30, con Martina Almonte, Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo).
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