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Siracusa. All’auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” presentazione del libro “HYBLAEA III. Studi di archeologia e topografia dell’altopiano ibleo”, terzo tomo della collana dedicata allo studio del territorio ibleo

Venerdì 30 gennaio 2026, alle 16.30, all’Auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, presentazione del libro “HYBLAEA III. Studi di archeologia e topografia dell’altopiano ibleo”, terzo tomo della collana dedicata allo studio del territorio ibleo. Il volume, curato da esperti del settore come Antonio Canale, Antonino La Torre e Marco Stefano Scavelli, si propone di approfondire la conoscenza del territorio ibleo attraverso ricerche di alta qualità. A conferire ulteriore prestigio all’opera è la prefazione di Robert Leighton, un’autorità nel campo della archeologia. Dopo i saluti istituzionali di Carmelo Bennardo, direttore del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai; di Antonino La Torre, soprintendente BB.CC.AA. Siracusa; e di Antonino Cannata, Centro Studi Iblei, introduce l’incontro Marco Stefano Scavelli, curatore del libro. La presentazione del libro e il dialogo con gli autori saranno affidati ad Anita Crispino, parco archeologico e paesaggistico di Siracusa; e a Giuseppe Cacciaguerra, CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Le conclusioni saranno a cura di Alessandra Cacciatore, soprintendenza BB.CC.AA. Siracusa. Dunque un appuntamento dedicato alla ricerca archeologica e alla conoscenza del paesaggio storico dell’altopiano ibleo, attraverso un nuovo contributo scientifico della collana HYBLAEA.

 

Isola della Scala (Vr). Al museo Archeologico (chiesa di Santa Maria Maddalena) apre la mostra “Villaggi palafitticoli nella pianura veronese: Mulino Giarella e Vallese di Oppeano”. Intervento di Elisa Dalla Longa (Ispc-Cnr) su “La pianura veronese nell’Età del Bronzo”

“Villaggi palafitticoli nella pianura veronese: Mulino Giarella e Vallese di Oppeano” al museo Archeologico di Isola della Scala (Vr), nella chiesa di Santa Maria Maddalena. La mostra, organizzata dall’Associazione Archeologica di Isola della Scala, in collaborazione con il Comune di Isola della Scala, dal 20 settembre al 19 ottobre 2025, in concomitanza con la Fiera del Riso, è dedicata ai villaggi palafitticoli di Mulino Giarella (Isola della Scala) e Feniletto di Oppeano, in provincia di Verona. Appuntamento sabato 20 settembre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Isola della Scala per l’inaugurazione della mostra “Villaggi palafitticoli nella pianura veronese: Mulino Giarella e Vallese di Oppeano” alla presenza di Angiolino Bellè, autore del plastico che riproduce in scala come doveva essere il villaggio palafitticolo di Feniletto, e di Elisa dalla Longa (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche) che terrà un intervento su “La pianura veronese nell’Età del Bronzo: antiche comunità tra terre e fiumi”.

Il percorso della mostra inizia con una sezione introduttiva con alcuni pannelli sulle palafitte e sull’età del Bronzo nella pianura veronese. Segue una sezione dedicata all’abitato palafitticolo isolano di Mulino Giarella, datato all’età del Bronzo medio (XVI-XIV sec. a.C.), con alcuni pannelli, che illustrano attività economiche, riti e credenze; questa parte si collega alle vetrine del Museo in cui sono esposti materiali di questo abitato. Quindi una sezione dedicata al villaggio palafitticolo di Feniletto di Oppeano, datato all’età del Bronzo recente (XIII-XII sec. a.C.), con esposizione del plastico che riproduce in scala come doveva essere il villaggio. L’opera, realizzata da Angiolino Bellè, si basa sui dati degli scavi effettuati agli inizi del Novecento ed è accompagnata da pannelli illustrativi e foto d’epoca.

Apertura: sabato e domenica dalle 15 alle 18 (in altro orario su prenotazione). Per le scuole possibilità di visite guidate gratuite in orario scolastico (su prenotazione) della durata di circa 1 ora. Nel corso della visita sarà proiettato il cortometraggio “Antiche tracce. La vita in palafitta”, realizzato per conto dei siti palafitticoli UNESCO dell’Italia settentrionale, che racconta la vita e le attività quotidiane in un villaggio palafitticolo. Per informazioni e prenotazioni: museo.isoladellascala@gmail.com

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, con l’archeologo Andrea Babbi: nono incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-cerca-ri-trova_la-tomba-olmo-bello-16-di-bisenzio_andrea-babbi_locandinaVenerdì 15 novembre 2024, alle 16, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, nono incontro del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo: ricerche scientifiche, studi e progetti” presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Andrea Babbi presenterà i risultati degli studi condotti sul contesto tombale 16 della necropoli Olmo Bello di Bisenzio (Capodimonte, VT) nell’ambito del più ampio programma di ricerche di “The Bisenzio Project” da lui ideato e diretto. L’intero contesto è conservato nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Su richiesta del relatore, tale conferenza non sarà registrata. In base alle notizie pubblicate da Roberto Paribeni nel 1928, derivate dalle note fornitegli da Fausto Benedetti ed Enrico Stefani, autori della scoperta, è possibile riconoscere nel titolare del sepolcro una figura preminente della comunità visentina della seconda metà dell’VIII sec. a.C. Ad oggi gli studi sul contesto avevano meritoriamente evidenziato la pervasività degli influssi ‘egei’ nella scelta di alcuni elementi del corredo tombale. Le nuove ricerche, recuperando indizi di una vera e propria poliedricità culturale del defunto e di una sua possibile mobilità geografica, invitano a riconsiderare il dinamismo della comunità locale coeva nel quadro delle reti di contatti con le regioni medio-tirreniche di ‘frontiera’.

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L’archeologo Andrea Babbi (Cnr-Ispc)

Andrea Babbi, archeologo, è primo ricercatore all’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio nazionale delle Ricerche e ricercatore ospite al Leibniz-Zentrum für Archäologie a Mainz (LEIZA). Allievo di Giovanni Colonna, Gilda Bartoloni e Filippo Delpino, con i quali alLa Sapienza Università di Roma si è laureato in Lettere Classiche, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia (Etruscologia) e il Diploma di Specializzazione in Archeologia Classica.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Scoperte d’archivio. Novità delle riletture oltre lo scavo” con gli etruscologi Marco Arizza e Alessandra Piergrossi (Ispc-Cnr): quinto incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_incontro-arizza-piegrossi_locandina“Scoperte d’archivio. Novità delle riletture oltre lo scavo” è il titolo del quinto incontro della seconda edizione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”, ricerche scientifiche, studi e progetti presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 17 maggio 2024, alle 16, in sala Fortuna Marco Arizza e Alessandra Piergrossi presenteranno una serie di casi in cui la ricerca d’archivio ha permesso di puntualizzare alcuni aspetti controversi o, in alcuni casi, di rileggere interamente le ipotesi formulate fino a quel momento. Il primo caso riguarda la necropoli di Poggio Montano: una comunità stanziata nel cuore dell’Etruria interna sviluppatasi tra il villanoviano e l’età orientalizzante. Il secondo caso riguarda il ritrovamento, avvenuto negli archivi di Villa Giulia, di un manoscritto considerato disperso, concernente lo scavo, per mano di controversi personaggi dell’epoca, della importante necropoli di Monte Michele, nel territorio di Veio, in uso tra l’età orientalizzante e quella arcaica. Infine, si farà accenno al lavoro di scavo e ricerca presso il Quirinale, a Roma, dove è stato riconosciuto e indagato, tra il 2009 e il 2012, un tempio di età arcaica. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

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L’etruscologo Marzo Arizza (Ispc-Cnr)

Marco Arizza è ricercatore all’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR. Etruscologo, si occupa di archeologia funeraria e santuariale del Lazio preromano. Ha diretto campagne di scavo e ricerca. È direttore scientifico della missione archeologica CNR al Santuario del Manganello di Cerveteri e del ciclo di convegni annuali di Grotte di Castro “L’Acqua e gli Etruschi”. È direttore della collana “Fonti Etrusche. Storia, Archeologia, Paesaggio” e coordinatore del comitato editoriale della rivista “Mediterranea”.

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L’etruscologa Alessandra Piergrossi (Ispc-Cnr)

Alessandra Piergrossi, etruscologa, dal 2009 è ricercatore all’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, si occupa di temi relativi all’area centro-tirrenica dall’età del Ferro al periodo arcaico. Responsabile nel progetto di pubblicazione delle necropoli arcaiche di Veio, la sua linea di ricerca è incentrata sulla formazione e lo sviluppo della comunità veiente.