Venezia. Alla Scuola Grande di San Teodoro presentazione del libro “La prima Venezia. Il racconto delle origini” di Mario Defina, primo appuntamento del ciclo di “Incontri con gli autori” promosso dall’associazione La Carta di Altino
Per il ciclo di “Incontri con gli autori” promosso dall’associazione La Carta di Altino, lunedì 4 maggio 2026, primo appuntamento dell’anno con Mario Defina che presenta il suo libro “La prima Venezia. Il racconto delle origini” (Edizioni Supernova). Appuntamento alle 17, alla Scuola Grande di San Teodoro a Venezia, San Salvador 4810 – zona Rialto, che ha ospitato l’ultima edizione della mostra “Altino-Prima di Venezia”. Protagonisti dell’incontro due figure chiave della storia associativa de “La Carta di Altino”: Mario Defina, uno dei soci fondatori, ed Enrico Cerni, che ha guidato l’associazione per lungo tempo come presidente.
La prima Venezia. Il racconto delle origini. La prima Venezia esplora le storie, le tradizioni, le leggende, le molte e spesso contraddittorie narrazioni sulle origini di Venezia. Aperto e concluso da brevi racconti, il saggio indaga l’alterità della città dei dogi, il suo rapporto problematico con l’acqua e con la terra e la relazione fra il primo capoluogo lagunare, Altino, e la Venezia dogale. Dai Troiani agli Unni, dai Bizantini ai Longobardi, fino al confronto aspro con i Franchi, i racconti delle origini parlano di fughe in Laguna, visioni celesti, assedi grotteschi, incendi domati per miracolo e atti di nascita falsificati. Nel momento in cui la memoria della prima Venezia tende a farsi evanescente, il libro propone una rilettura delle fonti antiche e delle cronache medievali, e riporta al centro testimonianze spesso trascurate o marginalizzate ma importanti. L’analisi incontra acque simboliche e mesopotamie venete, cattedrali nel deserto e malaria, porti interrati, marmi trafugati e capoluoghi migranti.
Torino. Al museo Egizio per il ciclo “Incontri con gli autori” Christina Riggs dialoga con Christian Greco sul suo nuovo libro “Vedo cose meravigliose. Come la Tomba di Tutankhamon ha plasmato cento anni di storia”
Quando fu scoperta nel 1922 – in un Egitto appena diventato indipendente dall’Impero Britannico – la tomba di Tutankhamon, vecchia di 3300 anni, produsse un’enorme onda d’urto in tutto il mondo. Da un giorno all’altro il nome del “faraone bambino” divenne familiare, dando vita a un’ossessione internazionale che dura ancora oggi. Dalla cultura pop alla politica, dal turismo all’economia della cultura, è impossibile immaginare gli ultimi cento anni senza Tutankhamon. Eppure gran parte della storia del ritrovamento della tomba e delle molte vicende che seguirono rimane sconosciuta. Martedì 12 luglio 2022, alle 18, in presenza nella sala Conferenze del museo Egizio (ingresso libero fino ad esaurimento posti: si entra in sala dalle 17.40), e on line in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio e sulla pagina Facebook de IlLibraio.it, nuovo appuntamento del ciclo “Incontri con gli autori”: Christina Riggs in dialogo con il direttore Christian Greco ci parlerà del suo nuovo libro, edito da Bollati Boringhieri, “Vedo cose meravigliose. Come la Tomba di Tutankhamon ha plasmato cento anni di storia”. La conferenza è in lingua italiana.

La maschera funeraria di Tutankhamon: uno dei tesori trovati da Carter e Carnarvon nella tomba del giovane faraone

Howard Carter e Lord Carnarvon davanti all’ingresso della Tomba di Tutankhamon (KV62) nella Valle dei Re a Tebe Ovest
Chi si ricorda che Jacqueline Kennedy fu la prima ad accogliere il giovane faraone in America? Che un revival di Tutankhamon negli anni Sessanta ha contribuito a salvare gli antichi templi della Nubia egizia? O che la grande mostra di Tutankhamon al British Museum, nel 1972, rimane il maggior successo di sempre del museo? Ma non tutto ciò che riguarda il “Re Tut” luccica: le esposizioni dei suoi tesori negli anni Settanta andavano mano nella mano con gli eccessi del capitalismo e la politica della guerra fredda; i suoi resti sono stati sfruttati in nome della scienza e il racconto della scoperta della sua tomba ha escluso gli archeologi egiziani – che pure ne sono stati protagonisti. Christina Riggs intreccia le avvincenti analisi storiche con i racconti delle vite toccate o, come la sua, cambiate per sempre dall’incontro con Tutankhamon. La storia del giovane faraone che ne emerge è nuova e audace, e ha tanto da dirci sul nostro mondo quanto sul suo. Perché l’archeologia, nello stesso modo di molte altre discipline, non è affatto un sapere neutrale: si alimenta invece delle convinzioni e degli interessi della cultura che l’ha prodotta. La storia del rinvenimento e della notorietà della tomba di Tutankhamon riflette gli squilibri di potere fra gli Stati coinvolti e le tante contraddizioni che ne derivano: ipocrisie e infingimenti, cupidigia e ambizione, nazionalismi e velleità neoimperiali. L’ombra scura celata dietro l’ammaliante splendore della maschera del faraone bambino.

Copertina del libro “Vedo cose meravigliose. Come la tomba di Tutankhamon ha plasmato cento anni di storia” di Christina Riggs

Christina Riggs
Christina Riggs insegna History of Visual Culture all’università di Durham ed è una specialista di storia dell’archeologia e dell’arte, in particolare dell’antico Egitto. Tra le sue pubblicazioni: Ancient Egyptian Magic. A Hands-on Guide (2020), Photographing Tutankhamun. Archaeology, Ancient Egypt, and the Archive (2019), e Egypt (2017).
Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “Cleopatra” di Livia Capponi. Introduce il direttore Greco
Un nuovo appuntamento del ciclo “incontri con gli autori” al museo Egizio di Torino. La prof.ssa Livia Capponi ci guiderà alla scoperta della figura di Cleopatra presentando il suo libro “Cleopatra” (Editori Laterza) martedì 28 giugno 2022, alle 18, nella Sala Conferenze del museo Egizio, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

La copertina del libro “Cleopatra” di Livia Capponi
Cleopatra. Avida, sanguinaria, assetata di potere, ma insieme intelligentissima, seducente e colta. Chi era davvero Cleopatra? L’incontro restituirà la verità storica alla straordinaria figura dell’ultima e più famosa regina della dinastia tolemaica. La vita di Cleopatra ci parla dei rapporti tra Roma e l’Egitto; ci porta a ripercorrere le storie d’amore e di politica intrecciate con Giulio Cesare e con Antonio. Rappresenta, infine, un punto di vista privilegiato per ripercorrere i principali eventi accaduti nel I secolo a.C. su tutti i paesi affacciati sul Mediterraneo, e in parte dell’Asia. La reputazione di Cleopatra è stata deformata dalla propaganda di Augusto, che ha consegnato alla posterità un’immagine della regina totalmente negativa, preda sessuale e insieme nemica pubblica dell’Italia, nonché principale responsabile della guerra civile che decretò la fine della repubblica. Visione che è stata rilanciata dalla storiografia moderna, di stampo prevalentemente eurocentrico e maschilista, e da teatro e cinema, dove la regina è stata presentata come l’antesignana della vamp o della donna in carriera e senza scrupoli. Cleopatra fu invece soprattutto una consapevole erede dei faraoni, che si impegnò per tutta la vita a trasformare l’Egitto nel fulcro di un nuovo ordine mondiale in una auspicata età dell’oro.

Livia Capponi (unipv)
Livia Capponi (Brescia 1975) dopo circa quindici anni di studio e lavoro alle Università di Oxford e Newcastle upon Tyne, è tornata all’università di Pavia come professoressa associata di storia romana. Tra i suoi interessi, l’Egitto greco e romano, la storia degli Ebrei, la papirologia. Ha pubblicato “Il ritorno della Fenice. Intellettuali e potere nell’Egitto romano” (ETS 2017); “Il mistero del Tempio. La rivolta ebraica sotto Traiano” (Salerno 2018); “Cleopatra” (Laterza 2021).


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