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Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi la tavola rotonda “Geografie d’acqua. Fiumi, culture e immagini del mondo” promossa dall’associazione culturale Minelliana con il Comune di Rovigo e l’università Ca’ Foscari Venezia: dal Veneto all’India, dal Mediterraneo all’Himalaya, un percorso tra popoli, paesaggi e memorie, viaggio attraverso il significato culturale, storico e simbolico dell’acqua

Che cosa racconta un fiume, oltre al paesaggio che attraversa? Racconta incontri, scambi, migrazioni e memorie; può essere confine e via di comunicazione, luogo sacro e fonte d’ispirazione artistica. Sabato 31 ottobre 2026, alle 15.30, in Sala Flumina del museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, la tavola rotonda “Geografie d’acqua. Fiumi culture e immagini del mondo” propone un viaggio attraverso il significato culturale, storico e simbolico dell’acqua, esplorando il rapporto tra i fiumi, le civiltà e le rappresentazioni artistiche. Dal Veneto all’India, dal Mediterraneo all’Himalaya, un percorso tra popoli, paesaggi e memorie per raccontare come l’acqua abbia contribuito a plasmare identità, tradizioni e immaginari collettivi. Promossa dall’associazione culturale Minelliana, con il patrocinio del Comune di Rovigo e dell’università Ca’ Foscari Venezia, la tavola rotonda, a ingresso libero, è un’occasione per guardare ai fiumi come a luoghi di passaggio e di relazione: paesaggi che custodiscono storie e continuano a mettere in comunicazione popoli e culture. Interverranno Giulio Zavatta, professore associato di Museologia e critica artistica e del restauro all’università Ca’ Foscari Venezia; Guido Bartolucci, professore associato di Storia moderna all’università di Bologna; Chiara Bellini, professoressa associata di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia centrale e dell’India all’università Ca’ Foscari Venezia. Gli interventi metteranno in dialogo discipline e prospettive diverse, attraversando il Veneto e il Mediterraneo, l’India, le regioni himalayane e il Sud-est asiatico. Il fiume sarà osservato come elemento geografico, ma anche come spazio culturale e simbolico, capace di influenzare esperienze religiose, produzioni artistiche, forme dell’abitare e reti di scambio. “La scelta della Sala Flumina e del museo dei Grandi Fiumi”, spiegano alla Minelliana, “dà una cornice particolarmente significativa all’incontro. Il Polesine è una terra segnata dall’Adige e dal Po, ma lo sguardo della Minelliana, fin dalle sue origini, si apre al dialogo con realtà e culture anche oltre i confini provinciali. Da qui l’idea di allargare la riflessione ai fiumi del mondo e alle relazioni che, nel tempo, hanno costruito fra territori lontani”.