Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Al via la nuova campagna di scavi archeologici: focus sulla palafitta protostorica e su evidenze ellenistico-romane
Al via nei prossimi giorni una nuova campagna di scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta in provincia di Salerno, dopo le importanti scoperte emerse nel corso delle indagini condotte a novembre 2025. Le ricerche si svolgeranno lungo l’alveo del fiume sotterraneo che attraversa la cavità e riemerge all’esterno confluendo nel fiume Tanagro.
Le operazioni di scavo sono rese possibili dallo svuotamento temporaneo di un bacino idrico artificiale posto in prossimità dell’ingresso della grotta, condizione che consente agli archeologi di operare in un contesto normalmente sommerso. Le ricerche sono svolte in regime di concessione ministeriale e sono affidate dal ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente (2025–2027), in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC. Le indagini godono inoltre del sostegno economico e tecnico del Gruppo IREN, l’azienda che gestisce gli impianti idroelettrici a valle delle grotte.
L’obiettivo della nuova campagna è proseguire l’esplorazione del deposito archeologico situato a circa 40 metri dall’imbocco della cavità, un’area che conserva preziose testimonianze di diverse fasi di frequentazione umana. I dati finora raccolti indicano una presenza che si articola in più periodi, in particolare dall’età del Bronzo medio-finale fino all’epoca ellenistico-romana. L’area oggetto di indagine è di particolare interesse perché concentra il maggior numero di palificazioni verticali legate alla palafitta protostorica, scoperta già alla fine dell’Ottocento. Questo straordinario insediamento rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum a livello europeo, sia per la sua collocazione in ambiente sotterraneo sia per la capacità delle comunità preistoriche di bonificare un’area umida soggetta a periodiche inondazioni.
Oltre alle strutture palafitticole, gli archeologi stanno indagando anche evidenze di età ellenistico-romana, probabilmente riconducibili a pratiche cultuali legate alle divinità venerate nella grotta e alle acque che scorrono nel sottosuolo.
Pertosa-Auletta (Sa). Fermo biologico delle grotte per 40 giorni: svuotate dalle loro acque, inizierà la nuova campagna di scavi archeologici
Le Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) entrano nella loro fase di riposo, lasciate al lento e continuo lavoro che da sempre crea forme, volumi e scorci di straordinaria bellezza. Dal 7 gennaio al 13 febbraio 2026 saranno chiuse per il consueto fermo biologico, una pausa necessaria per rispettare e proteggere questo ambiente unico. Torneranno ad accogliere il pubblico alla riapertura nel week end di San Valentino per viverlo insieme davanti al suggestivo “Bacio” delle grotte.
Intanto in questi giorni si inizia a svuotare lentamente le Grotte di Pertosa-Auletta dalle loro acque. Con il supporto di Iren viene aperta la diga all’ingresso per consentire all’acqua di defluire verso l’esterno e abbassarne gradualmente il livello. Un’operazione attenta e misurata che permetterà di avviare una nuova campagna di scavi, dalla quale ci si aspetta nuove e sensazionali scoperte. La natura, però, non si arresta mai. Dalla sorgente e dal sifone l’acqua continuerà a scorrere, come fa da millenni. E mentre il suo flusso prosegue, gli speleo-archeologi avranno comunque modo di lavorare per portare alla luce nuovi reperti, nuove tracce e nuovi racconti sul rapporto antico e continuo tra l’uomo e le grotte. Liberare le acque delle Grotte è sempre un momento carico di emozione. Vederle defluire, osservare come la loro forza rimanga costante, comprendere che il loro cammino continua anche quando proviamo a guidarlo, fa crescere il rispetto e la consapevolezza. È in questo dialogo silenzioso con la natura che si comprende quanto le dobbiamo: le forme, gli spazi e le storie che oggi possiamo ancora scoprire e raccontare
Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Gli archeologi scoprono piccole lucerne che abbracciano oltre cinque secoli, dall’età ellenistica alla prima età romano-imperiale. Ed emergono nuove palificazioni protostoriche
Nel cuore delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa), dove l’acqua scolpisce da millenni la roccia e il silenzio conserva storie antichissime, gli archeologi hanno appena riportato alla luce nuove testimonianze straordinarie. Piccole lucerne, monete consumate dal tempo, frammenti di vita legati a riti e gesti antichi ci accompagnano in un viaggio che abbraccia oltre cinque secoli, dall’età ellenistica alla prima età romano-imperiale. Oggetti minuscoli, eppure capaci di illuminare un mondo perduto: quello di chi, duemila anni fa, scendeva in questi ambienti suggestivi forse per pregare, ringraziare o cercare protezione. E mentre emergono nuove palificazioni protostoriche, la grotta conferma una verità affascinante: qui possiamo leggere 8000 anni di storia del rapporto tra l’uomo e l’oscurità feconda dell’ipogeo. Un luogo che continua a sorprendere, ricordandoci che sotto i nostri piedi si nasconde ancora un capitolo meraviglioso della nostra avventura umana.
Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Per la prima volta i visitatori avranno la possibilità straordinaria e unica in Italia di assistere a un vero scavo archeologico direttamente all’interno della grotta, dove da anni si indagano i resti di un antico villaggio palafitticolo ipogeo, unico nel suo genere in Europa
Se non si è mai pensato di partecipare a uno scavo archeologico “da studente”, questa è la volta buona. Dal 18 al 29 novembre 2025, i visitatori delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) avranno la possibilità straordinaria e unica in Italia di assistere a un vero scavo archeologico direttamente all’interno della grotta. Tra fiumi sotterranei, villaggi preistorici e centrali idroelettriche nascoste nella roccia, il nuovo progetto di Formazione Scuola Lavoro di Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente con la collaborazione di Iren Eduiren porta i partecipanti nel cuore della Terra per scoprire come scienza, archeologia e sostenibilità si incontrano davvero.
Per la prima volta, il pubblico potrà osservare da vicino come si svolge un’attività di ricerca scientifica in un contesto eccezionale: l’antro della Grotta dell’Angelo, dove da anni si indagano i resti di un antico villaggio palafitticolo ipogeo, unico nel suo genere in Europa. Un’occasione rara per vedere gli archeologi all’opera, comprendere le tecniche di scavo e osservare la ricchezza storica e culturale custodita nel ventre della terra. Un appuntamento da non perdere per chi ama la storia, la natura e la scoperta. Info e prenotazioni: www.fondazionemida.com | prenotazioni@fondazionemida.it | 0975 397037.

Grotte di Pertosa-Auletta : il fiume sotterraneo che i visitatori attraversano in barca (foto sabap-sa)
Per consentire le operazioni di scavo, in questo periodo sarà necessario abbassare temporaneamente le acque del fiume sotterraneo Negro che attraversa la cavità. Pertanto, il tratto di visita in barca non sarà disponibile per circa due settimane. I visitatori accederanno comunque alla grotta a piedi da un ingresso alternativo, proseguendo lungo un percorso suggestivo e completamente sicuro. Resta, però, intatta – e anzi amplificata – l’eccezionalità dell’esperienza: poter assistere dal vivo a un vero scavo archeologico in un luogo naturale di straordinaria bellezza, all’interno del letto di un fiume che, anno dopo anno, sta restituendo tesori preziosi e reperti di altissimo pregio e importanza storica.
Modulo 1. Le grotte, l’acqua e l’energia: Il respiro segreto dell’acqua: tra fiumi sotterranei ed energia rinnovabile. Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un unicum in Europa: qui è possibile osservare tutti e tre gli stadi evolutivi di una cavità carsica e navigare un fiume sotterraneo che da millenni plasma la roccia, custodisce memoria e genera bellezza. Il percorso si completa con la visita a una delle centrali idroelettriche IREN più antiche del Sud – Grotta dell’Angelo, testimonianza del legame profondo tra acqua, territorio e produzione di energia sostenibile.
Modulo 2. Le grotte e l’archeologia: Memorie dal sottosuolo: l’uomo e le sue tracce nel ventre della terra. Il Museo Speleo-Archeologico racconta la frequentazione umana delle grotte attraverso reperti straordinari, tra cui resti dell’unico impianto palafitticolo ipogeo d’Europa. Oltre alla visita, i ragazzi assisteranno agli scavi avvicinandosi al metodo archeologico e di sperimentare in prima persona come si ricostruisce la storia del rapporto tra uomo e ambiente
Modulo 3. Il suolo cuore segreto della natura: Il cuore della terra: il suolo come custode di vita. Il Museo del Suolo è una realtà museale unica in Italia e rara nel mondo. Qui si svelano i processi vitali che avvengono nei primi tre metri sotto i nostri piedi: quelli che garantiscono cibo, acqua e biodiversità. Un viaggio sorprendente che mostra come il suolo, spesso ignorato, sia in realtà un bene fragile e prezioso, essenziale per il futuro dell’umanità.
Modulo 4. Laboratori di sostenibilità: Dal rifiuto alla rinascita: il ciclo virtuoso del compost. Attraverso il laboratorio di compostaggio, gli studenti imparano a trasformare scarti organici in nuova vita. Seguendo il processo di decomposizione, comprendono come i rifiuti possano tornare a essere risorsa. Un’esperienza pratica che apre lo sguardo sui temi del riciclo, dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, invitando i ragazzi a diventare protagonisti del cambiamento.
Le Grotte di Pertosa-Auletta custodiscono una storia che attraversa più di 8mila e che oggi torna alla luce grazie a migliaia di reperti, di cui 150 di altissimo pregio. Uno scalpello con manico ligneo di 3mila anni fa, incredibilmente conservato. Monete, gioielli, balsamari e bruciatori d’incenso. Resti vegetali combusti, testimonianza di antichi riti, accanto ai segni di una suggestiva struttura di culto ellenistica sorta nell’alveo del fiume sotterraneo. E ancora, la straordinaria palafitta protostorica di 3500 anni fa, unico esempio in Europa in ambiente ipogeo. Per il valore delle sue scoperte, il sito è stato riconosciuto come miglior sito archeologico d’Italia (Premio ACTA GIST 2025).
Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). A tourismA 2025 si presentano i risultati di scavo della campagna appena conclusa: individuata una struttura di culto di età ellenistica e riconosciuta una maggiore estensione della palafitta protostorica


Si è conclusa il 12 febbraio 2025 la campagna di ricerche archeologiche 2025 nelle Grotte di Pertosa-Auletta, la nota cavità turistica situata nel geoparco del Cilento, Vallo di Diana e Alburni in provincia di Salerno. Le indagini, iniziate nella seconda metà di gennaio 2025, si sono concentrate nell’Antegrotta, dove è stato impiantato un cantiere di scavo nell’alveo del fiume che scorre nella cavità (vedi Pertosa (Sa). Iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, dove c’è l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo d’Europa | archeologiavocidalpassato). Di notevole interesse i primi risultati a cui sono approdati gli scavi, che hanno evidenziato l’esistenza di una struttura di culto di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) presente lungo il corso d’acqua sotterraneo. Gli archeologi hanno recuperato nell’area sacra numerosi reperti e nei prossimi mesi sono previsti studi specialistici e varie attività di documentazione. Al tempo stesso sono proseguite le ricerche sulla palafitta protostorica presente nella cavità – un caso unico in Europa in ambiente ipogeo – con l’individuazione di ulteriori estensioni della struttura, sottoposta a campionature di legni per successive analisi di laboratorio. Ora inizierà la fase di analisi e studio e speriamo presto di darvi nuove interessanti rivelazioni.

Bruciatore di incenso di età ellenistica scoperto nella campagna 2025 alle grtotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)
Inoltre, alla campagna di ricerche fornisce un importante contributo anche l’Istituto centrale per l’Archeologia (ICA). L’Istituto del ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative per la definizione di linee di indirizzo metodologiche relative ai contesti ipogei, ha infatti stipulato con la Fondazione MIdA – concessionario delle ricerche – un accordo di collaborazione scientifica. L’accordo ha previsto la realizzazione di un progetto pilota finalizzato alla elaborazione, a cura di ICA, di standard operativi applicati alle ricerche archeo-speleologiche. La ripresa delle indagini quindi è prevista per gli inizi del 2026, ancora una volta in concomitanza con il temporaneo periodo di fermo biologico del sistema sotterraneo, quando le visite turistiche vengono sospese dalla Fondazione MIdA, ente di gestione della grotta.

Scalpello immanicato dell’Età del Bronzo scoperto nella campagna 2025 alle Grotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)
Queste scoperte confermano l’alta rilevanza anche storica del sito, tema che sarà al centro del convegno “Lungo le acque oscure. Archeologia delle Grotte di Pertosa-Auletta” che si tiene nel pomeriggio del 22 febbraio 2025, a tourismA 2025, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale in corso a Firenze. Il convegno costituisce un momento per presentare e sottolineare ad un ampio pubblico l’importanza archeologica del sito. Interverranno Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Maria Rosaria Carfagna, presidente Fondazione MIdA; Felice Larocca, direttore del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e del museo Speleo-Archeologico di Pertosa; Alessia Fuscone, funzionario archeologo dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; e Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.
Pertosa (Sa). Iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, dove c’è l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo d’Europa

Speleo-archeologi impegnati nello scavo all’interno delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) (foto sabap-sa-av)

È iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, nota cavità turistica in provincia di Salerno, riaperta al pubblico – dopo la chiusura invernale – il 14 febbraio 2025. L’attuale cantiere di scavo è stato impiantato a circa 40 metri dall’ingresso in grotta, in un’area particolarmente ricca di reperti e di strutture antiche. Un’équipe specializzata in spelo-archeologia conduce l’esplorazione del deposito stratificato, situato nell’alveo del fiume sotterraneo. Le indagini sono svolte, in regime di concessione ministeriale, dalla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente, in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico prendono parte anche l’Istituto Centrale per l’Archeologia e il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”. Collaborano, inoltre, la Società Iren S.p.a., i comuni di Pertosa e Auletta.

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa): giacimento archeologico sommerso (foto sabap-sa-av)

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa): giacimento archeologico all’asciutto (foto sabap-sa-av)
Il giacimento archeologico presente nell’ampia antegrotta, noto sin dalla fine dell’Ottocento, ha la particolarità di essere generalmente sommerso a causa di una diga eretta a fini di sfruttamento idroelettrico. Per consentire le ricerche, infatti, l’invaso idrico artificiale deve essere completamente svuotato facendo in modo che le acque sotterranee scorrano in condizioni naturali.
La maggiore evidenza archeologica è rappresentata da un’estesa struttura palafitticola datata col radiocarbonio all’età del Bronzo (attorno a 3500 anni fa), che costituisce l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo finora noto in Europa. Questo patrimonio straordinario, unito a stratificazioni che coprono un arco temporale di 8.000 anni, rendono le Grotte un sito fondamentale per lo studio delle relazioni uomo-ambiente.










































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