Da Reggio Calabria a Taormina: a Palazzo Ciampoli la mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia” curata da Carmelo Malacrino che racconta la straordinaria storia dei Bronzi di Riace con foto, documenti e video Rai Teche
“I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia”, curata dal direttore Carmelo Malacrino, è stata la mostra che ha chiuso le celebrazioni per il cinquantenario della scoperta dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, dal 20 luglio al 26 novembre 2023. Adesso la mostra che racconta la straordinaria storia dei Bronzi di Riace è raccontata – con foto, documenti e video Rai Teche – è a Taormina, a Palazzo Ciampoli, fino al 28 febbraio 2024, tutti i giorni, dalle 10 alle 18, con ingresso libero. La mostra offre ai visitatori un suggestivo viaggio nella storia dei Bronzi di Riace attraverso fotografie d’archivio, molte inedite o poco note, e video dell’epoca, appositamente concessi da Rai Teche. Il progetto di allestimento è stato curato dal direttore Malacrino e dall’architetto Claudia Ventura, con la collaborazione dell’architetto Giuseppina Cassalia per la selezione dei documenti video giunti dagli archivi della Rai. “La storia dei Bronzi di Riace fa parte della vita di tutti noi”, afferma il direttore Malacrino. “Tutti quelli che, come me, non sono più tanto giovani ricorderanno il clamore nato intorno alle prime esposizioni di questi capolavori, prima a Firenze e Roma, e poi a Reggio Calabria, nel Museo che col loro arrivo si è aperto ai flussi turistici internazionali. Attraverso le voci dei protagonisti dell’epoca si potranno seguire tutti i momenti salienti della “nuova vita” dei Bronzi di Riace, dalla scoperta ai restauri, fino alle esposizioni e agli studi scientifici condotti spesso con approcci assolutamente originali. Abbiamo svolto un lungo lavoro di ricerca nei nostri archivi per selezionare le fotografie più affascinanti, a cui si affiancheranno numerosi video di trasmissioni e telegiornali dell’epoca”.
Perché andare a vedere la mostra? Ce lo spiega la direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano. “Perché è una mostra bellissima, una mostra studiata in tutti i particolari da Carmelo Malacrino che ne è stato l’ideatore, e perché questo ponte che unisce il museo di Reggio Calabria e il parco di Naxos Taormina è un ponte importante, è un ponte culturale importante. Noi tenevamo molto a portare questa mostra qui a Palazzo Ciampoli. Con il museo abbiamo da anni un accordo di collaborazione e quindi siamo veramente felici di essere riusciti a portare questa mostra qui a Taormina. Rimarrà fino a tutto il mese di febbraio. E vi aspettiamo tutti qui a Taormina. Chiaramente poi speriamo andiate anche a vedere i Bronzi direttamente a Reggio Calabria”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’Estate al MArRC” sulla terrazza sullo stretto conferenza della professoressa Giuseppina De Marco su “Marcello Piacentini. Il Museo più moderno d’Europa”
La storia del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria protagonista dell’ultimo appuntamento di agosto con le “Notti d’Estate al MArRC”. Giovedì 31 agosto 2023, alle 21, sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria conferenza della professoressa Giuseppina De Marco su “Marcello Piacentini. Il Museo più moderno d’Europa”. L’evento è organizzato in collaborazione con il Touring Club Italiano, Sezione di Reggio Calabria, e l’Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria. Apriranno l’incontro i saluti del direttore Carmelo Malacrino, del console del TCI, Francesco Zuccarello Cimino, e del presidente dell’Associazione Amici del Museo, Francesco Arillotta. A seguire, l’avvincente approfondimento di Giuseppina De Marco, storica dell’arte, dottore di ricerca in conservazione dei beni architettonici e ambientali, docente di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. “Questo straordinario mese di agosto, che ha registrato decine di migliaia di visitatori, si chiude con un appuntamento tutto dedicato alla storia del nostro Museo”, commenta il direttore Malacrino. “Ringrazio la Sezione di Reggio Calabria del TCI e l’Associazione Amici del Museo per aver voluto promuovere questo evento, e la prof.ssa De Marco per aver accolto l’invito a raccontare il progetto di Marcello Piacentini tramite disegni, fotografie e documenti dell’epoca. Un grazie anche alla dott.ssa Giuseppina Cassalia, funzionario del Museo, per l’ottimo lavoro di coordinamento della programmazione estiva”.

Palazzo Piacentini, sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Il 27 settembre 1949 l’archeologo tedesco Ernst Langlotz in visita a Reggio Calabria definiva il Museo progettato da Marcello Piacentini “il Museo più moderno, meglio illuminato e più efficacemente organizzato d’Europa”. La De Marco si soffermerà sul dibattito artistico acceso tra gli anni Venti e Trenta del Novecento in Italia, tra latinità, modernità e fascismo, concentrandosi su alcuni dei protagonisti del sistema dell’arte, tra cui il reggino Lino Pesaro, fondatore nel 1917 della Galleria Pesaro a Milano, e di Margherita Sarfatti. “La prima esposizione di Architettura razionale in Italia si tenne a Roma nel 1928, organizzata da Adalberto Libera”, spiega la prof.ssa De Marco. “Nel 1929 il concorso per il progetto della nuova Palazzata di Messina e nel 1932 quello per la ricostruzione delle chiese parrocchiali videro la partecipazione dei maggiori protagonisti del Movimento Moderno, fortemente devoti alla lezione di Piacentini, il cui autorevole giudizio, come membro del Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti, nella valutazione dei progetti fu determinante. L’incarico conferito dal Podestà di Reggio Calabria a Piacentini nel 1932 per la progettazione del Museo si colloca in questo contesto. Nell’incontro saranno esaminate le varie fasi progettuali, con un focus sul dibattito critico che determinò i sostanziali mutamenti del progetto originario, la cui portata rivoluzionaria non fu compresa dalle autorità locali”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia”, fotografica e multimediale, che chiude le celebrazioni per il mezzo secolo della scoperta delle due statue

Locandina della mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 20 luglio al 26 novembre 2023
Una grande mostra al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per raccontare mezzo secolo dalla scoperta dei Bronzi di Riace, divenuti simboli iconici per tutto il territorio. Giovedì 20 luglio 2023, alle 18, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, sarà infatti inaugurata la grande mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia”, curata dal direttore Carmelo Malacrino. L’iniziativa, che concluderà il programma di eventi promosso dal Museo per l’anniversario della scoperta delle due statue, fino al 26 novembre 2023 offrirà ai visitatori un suggestivo viaggio nella storia dei Bronzi di Riace attraverso fotografie d’archivio, molte inedite o poco note, e video dell’epoca, appositamente concessi da Rai Teche. Il progetto di allestimento è stato curato dal direttore Malacrino e dall’architetto Claudia Ventura, con la collaborazione dell’architetto Giuseppina Cassalia per la selezione dei documenti video giunti dagli archivi della Rai. La realizzazione è stata affidata a Blu Ocean e verrà accompagnata da un ricco catalogo, di prossima pubblicazione. “Sarà una mostra fotografica e multimediale”, dichiara il funzionario architetto Claudia Ventura, “che presenterà al vasto pubblico magnifiche immagini storiche dei Bronzi di Riace. Il core progettuale di questa esposizione, destinata per la sua natura a divenire itinerante, è ideato sulla base di specifiche soluzioni tecniche, volte anche a minimizzare i tempi di allestimento. Una mostra che speriamo possa fare il giro del mondo per far conoscere a tutti la favolosa storia di uno straordinario ritrovamento archeologico”.

Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, curatore della mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia” (foto marrc)
“La storia dei Bronzi di Riace fa parte della vita di tutti noi”, afferma il direttore Malacrino. “Tutti quelli che, come me, non sono più tanto giovani ricorderanno il clamore nato intorno alle prime esposizioni di questi capolavori, prima a Firenze e Roma, e poi a Reggio Calabria, nel Museo che col loro arrivo si è aperto ai flussi turistici internazionali. Attraverso le voci dei protagonisti dell’epoca si potranno seguire tutti i momenti salienti della “nuova vita” dei Bronzi di Riace, dalla scoperta ai restauri, fino alle esposizioni e agli studi scientifici condotti spesso con approcci assolutamente originali. Abbiamo svolto un lungo lavoro di ricerca nei nostri archivi per selezionare le fotografie più affascinanti, a cui si affiancheranno numerosi video di trasmissioni e telegiornali dell’epoca. In mostra sarà possibile vedere anche la macchina fotografica con la quale furono scattate le uniche immagini che ritraggono il Bronzo A durante il suo recupero dai fondali di Riace, nell’ormai lontano 22 agosto 1972. È stata donata al Museo dall’avv. Fulvio Rizzo, che ringrazio”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale giornata di studi “La biodiversità faunistica nell’area dello Stretto” promossa dall’associazione “Famiglia Ventura”, e apre il percorso tematico “Reptilia. Biodiversità dal Mondo Antico”
Il 20 aprile 2023 è la Giornata internazionale per la biodiversità. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria la celebra con un nuovo evento culturale: alle 17, si tiene la giornata di studi “La biodiversità faunistica nell’area dello Stretto”, promossa dall’associazione “Famiglia Ventura”, con il patrocinio della Societas Herpetologica Italica. Dopo i saluti del direttore del museo, Carmelo Malacrino, e del presidente dell’associazione, Francesco Ventura, l’incontro sarà moderato dal prof. Emilio Sperone sui temi dell’erpetologia, dell’entomofauna e dell’avifauna. Interverranno il prof. Marcello Cavallaro, dell’università di Messina; Valentino Borza, membro dell’associazione “Famiglia Ventura”; Viviana Cittadino, Claudia Valerioti e Francesco Luigi Leonetti, componenti della Societas Herpetologica Italica; Dalila Giacobbe, della Società Italiana di Scienze Naturali; e Giuseppe Martino, dell’associazione guide ufficiali del parco nazionale dell’Aspromonte. “Questa giornata di studi sulla biodiversità faunistica nell’area dello Stretto era un’iniziativa che avevamo in animo di realizzare già da prima della pandemia”, commenta il presidente dell’associazione, Francesco Ventura. Siamo, dunque, felici di coordinare questo tavolo d’alto profilo scientifico naturalistico in una sede così prestigiosa, qual è il MArRC. Tutto è nato dalla volontà di valorizzare le evidenze archeozoologiche del nostro territorio, anche grazie ad un interessamento della sezione calabrese della Societas Herpetologica Italica, la quale ha realizzato alcuni studi per meglio comprendere e identificare alcuni carapaci presenti nel Museo”.

Nella stessa giornata del 20 aprile 2023 aprirà al pubblico “Reptilia. Biodiversità dal Mondo Antico”, il percorso tematico diffuso curato dai funzionari Giuseppina Cassalia e Daniela Costanzo, con il supporto della stagista Alessia Furia. “È tutto pronto per questo nuovo incontro scientifico e divulgativo”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. Un evento nato dalla sinergia con l’associazione Famiglia Ventura, che ringrazio. Sono occasioni che qualificano la funzione del Museo anche come luogo di produzione e diffusione di conoscenza. Inoltre il percorso diffuso “Reptilia” – aggiunge il direttore – offrirà ai visitatori, agli appassionati e agli esperti una suggestiva narrazione tematica, valorizzando anche reperti normalmente conservati nei depositi”. “Reptilia. La biodiversità dal mondo Antico” è il titolo scelto per far scoprire i reperti a tema erpetologico esposti al MArRC allo scopo di sensibilizzare i visitatori, e in particolare i più piccoli, sul tema della tutela della natura e del paesaggio. “L’idea nasce dalla collaborazione con l’associazione Famiglia Ventura per celebrare la Giornata Internazionale della Biodiversità”, commenta Cassalia, “e si concretizza grazie ad una stretta ed attenta collaborazione tra i diversi uffici del museo. Ci auguriamo che tanti giovani, studenti e appassionati di erpetologia vengano stimolati da questo percorso tematico diffuso alla ricerca e fruizione delle bellezze del mondo antico, attraverso i reperti presenti nel nostro museo, il museo di tutti”. Il percorso tematico sarà visitabile fino a domenica 14 maggio 2023. Sia attraverso alcuni marcatori installati sulle vetrine dell’esposizione ai Livelli B e C del Museo, sia seguendo le mappe con i segnalini sarà possibile individuare i reperti selezionati. Inquadrando i QR code associati, inoltre, si potrà scaricare sul proprio telefono una brochure con focus sui reperti selezionati. In questo modo il visitatore avrà la possibilità di fruire di un nuovo percorso, esplorando prospettive inedite nate dal dialogo tra l’iconografia dei reperti archeologici e l’erpetologia. “Il Museo è uno scrigno di infiniti racconti, di cui i reperti esposti diventano straordinari protagonisti – commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. I Bronzi di Riace e di Porticello sono i capolavori indiscussi dell’esposizione, ma tra le migliaia di oggetti esposti si trovano tante curiosità sul mondo antico. Sono particolarmente felice per questo percorso tematico diffuso, che promuove il tema della biodiversità nel binomio cultura e natura. Ringrazio le dott.sse Cassalia, Costanzo e Furia per l’impegno profuso, nonché l’associazione Famiglia Ventura per la Giornata di studi promossa al Museo. Sono occasioni, queste, in cui le tracce del nostro passato ci guidano per un futuro più sostenibile”.
Oltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi si riuniscono il 26 e il 27 febbraio 2024 a Roma, al ministero della Cultura, al Collegio Romano, per il convegno organizzato dalla direzione generale Musei “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”. Nel corso delle due giornate verranno illustrati e discussi circa 40 progetti, studiati per realizzare ex novo o per rinnovare gli allestimenti di altrettanti musei e parchi archeologici nazionali di tutta Italia. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda, coordinata da alcune tra le personalità attualmente più competenti per animare il dibattito intorno all’intreccio tra ricerca, comunicazione e musei. Diretta sul canale YouTube del Ministero della Cultura ai seguenti link: 26 febbraio 




Commenti recenti