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Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt” di Mauro Bonazzi (Giulio Einaudi Editore) con Christian Greco, direttore del museo Egizio

Venerdì 15 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro “Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt” di Mauro Bonazzi (Giulio Einaudi Editore) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Mauro Bonazzi, filosofo e docente di Filosofia antica, che si occupa di platonismo e della ricezione del pensiero greco nella modernità, con particolare attenzione al rapporto tra antico e contemporaneo, converserà con Christian Greco, direttore del museo Egizio. Il libro indaga il modo in cui il pensiero novecentesco ha reinterpretato e in qualche modo “reinventato” la Grecia antica, da Nietzsche ad Arendt, facendone un modello culturale, politico e filosofico. Un percorso che mette in luce il ruolo della nostalgia nella costruzione dell’idea di classicità e nella riflessione sull’identità europea. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/il-demone-della-nostalgia….

Copertina del libro “Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt” di Mauro Bonazzi

Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt. La tempesta che ha attraversato l’Europa tra Otto e Novecento è stata anche una battaglia di idee, identità, visioni del mondo: una storia di uomini e donne, filosofi e filologi, scrittori, intellettuali che in quei tempi inquieti per capire chi erano – e chi siamo – hanno guardato in una direzione precisa: la Grecia antica, la sola e vera patria, da cui tutti si sentivano esuli. Qual era allora, ed è oggi, il peso del passato nella costruzione della nostra identità, sia individuale sia collettiva, di europei e occidentali? Qual è il segreto che la Grecia custodisce così gelosamente? Mauro Bonazzi ricostruisce l’appassionante genealogia di questi dibattiti, in cui ritornare agli antichi è l’unico modo per fare i conti con una modernità che si scopre in crisi. E nel ricostruirla rievoca tutti quei personaggi che in maniera geniale, provocatoria e sorprendente hanno proposto «un’altra idea di Grecia»: da Nietzsche a Heidegger, da Adorno e Popper ad Hannah Arendt. Perché non c’è niente di meno pacifico del passato, ed è il modo in cui lo immaginiamo a dare forma al nostro futuro. Tra Ottocento e Novecento si scatena in tutta Europa, e in particolare in Germania, un acceso dibattito sull’eredità greca. Quanto e come di ciò che era stato scritto in quel tempo così remoto doveva sopravvivere nei tempi moderni? Un dibattito che riemerge in tutta la sua vivacità in queste pagine, riccamente documentate, che compongono un grande racconto che non ha mai smesso di parlarci. Discutere dei Greci significa infatti discutere di noi, della nostra identità di europei e occidentali, ed è fondamentale farlo adesso, in un mondo che sta cambiando velocemente. Il punto di partenza è colui che più di tutti attaccò il mito ottocentesco della Grecia ideale, perfetta, razionale. L’anno è il 1872, il libro è “La nascita della tragedia”, il protagonista è Friedrich Nietzsche. È lui che per primo svela tutte le mistificazioni del classicismo ottocentesco, conducendo i suoi lettori verso una Grecia completamente diversa, molto più oscura e inebriante, arcaica, di cui la modernità europea è traditrice e non certo erede. Le sirene di questa Grecia attrarranno poi molti altri – siamo a cavallo delle due guerre mondiali – intenzionati a coglierne il potenziale politico. Al centro di tutto è allora Platone, un Platone umano, fin troppo umano, per cui la contemplazione teoretica deve tradursi in un’azione concreta. È appropriandosi di questa Grecia che i nazisti potranno presentarsi come i guardiani della Germania, e dell’Europa tutta, gli unici capaci di proteggere una tradizione che sembrava ormai prossima al collasso. Si tratta solo di un’aberrazione o la storia è più complicata? Nel 1933 discuteranno proprio di questo, in un dialogo a distanza, Martin Heidegger e Edmund Husserl. Per chi dal nazismo scappa invece, come Auerbach, Adorno, Weil e Bespaloff, gli stessi numi tutelari del mondo antico assumono altri connotati, meno monolitici e più critici. La resistenza passa anche per i libri. Per arrivare ad Arendt e Strauss, convinti che sia necessario tornare alle origini per portare il mondo della modernità fuori dalle secche in cui si è arenato: tornare in Grecia, dove tutto era cominciato, per capire il perché di tutto ciò che sarebbe poi successo. Bonazzi ci guida, con la consapevolezza dello studioso e il passo leggero del narratore, tra i meandri di un intreccio di pensiero e storie che riguarda il nostro rapporto sempre multiforme con il passato, e che può aiutarci a decifrare il tempo caotico che stiamo attraversando.

Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino (Giulio Einaudi Editore) con Federico Zaina (museo Egizio)

Mercoledì 13 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino (Giulio Einaudi Editore) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Con Stefano De Martino converserà Federico Zaina (museo Egizio). Il libro mette a confronto due grandi civiltà del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente nella tarda età del Bronzo, analizzandone assetti politici, strutture amministrative, relazioni diplomatiche e dinamiche di conflitto. Un quadro sintetico ma aggiornato per comprendere analogie e differenze tra il mondo miceneo e quello ittita. Durante la presentazione, ampio spazio sarà dedicato anche al dialogo con il pubblico. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/micenei-e-ittiti-tickets…

Copertina del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino

Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto. Durante la seconda metà del II millennio a.C. due grandi realtà politicamente e geograficamente distinte segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia: l’Impero miceneo e l’Impero ittita. Micenei e Ittiti fanno parte della vasta gamma dei popoli indo-europei. I Micenei occuparono il Sud della penisola balcanica alla fine del III millennio a.C. Nel XVII secolo a.C., a contatto con la brillante civiltà minoica, ne impararono le arti e la scrittura prima di imporsi ai loro maestri e di conquistare l’isola di Creta nel 1450 a.C. Gli Ittiti, approdati in Anatolia a loro volta nel III millennio a.C., ebbero con le comunità hattiche locali un rapporto di forte interazione che può essere paragonato a quello riscontrabile fra la cultura minoica e quella micenea. Per la prima volta un volume propone un’analisi delle due società, quella micenea e quella ittita, dal momento della nascita dei due stati a quello che vide i due imperi confrontarsi per il controllo di alcune città anatoliche, tra cui Mileto e probabilmente Troia, per arrivare alla crisi che, alla fine del XIII secolo a.C., portò alla loro dissoluzione.

Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “Sette brevi lezioni su Socrate” di Angelica Taglia (Giulio Einaudi Editore) con Letizia Polacco (museo Egizio)

Martedì 12 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro “Sette brevi lezioni su Socrate” di Angelica Taglia (Giulio Einaudi Editore) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Con l’autrice converserà Letizia Polacco (museo Egizio). Angelica Taglia, studiosa di filosofia antica, si occupa di pensiero socratico e della sua trasmissione, con speciale attenzione alla dimensione divulgativa e didattica. In questo appuntamento, il racconto dell’autrice – focalizzato sul ripercorre e contestualizzare le opere letterarie attribuite a Socrate – si intreccerà con le riflessioni maturate dagli studenti e dalle studentesse della classe terza del liceo Classico e Musicale “Cavour” di Torino: riflessioni che scaturiscono dalla lettura laboratoriale in classe del questo volume. Contributi e domande saranno il punto di partenza per un dialogo che mira poi a coinvolgere tutto il pubblico presente in sala. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite, al link: https://www.eventbrite.it/…/sette-brevi-lezioni-su….

Copertina del libro “Sette brevi lezioni su Socrate” di Angelica Taglia

Sette brevi lezioni su Socrate. Di fronte alle difficoltà del presente, rivolgerci ai filosofi dell’antichità non è probabilmente il primo pensiero che ci viene in mente. Eppure, basta aprir loro la porta per incontrare idee e spunti capaci di incidere sulla nostra vita. Questo è vero più che mai per Socrate. Le sue domande sono anche le nostre. Abbiamo anche noi bisogno di sapere, sapere come vivere, a chi e a che cosa credere, che strada scegliere per essere felici. La riflessione di Socrate ci porta a interrogarci sui temi fondamentali dell’esistenza: il valore delle nostre opinioni, l’educazione, la convivenza con gli altri e con noi stessi, la morte. E continua a suggerirci prospettive interessanti.

Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: lunedì 12 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/e/sfinge-tickets-1317263553749?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*1u1tqhp*_up*MQ..*_ga*ODQyMTUzODA3LjE3NDYyMDQxODU.*_ga_TQVES5V6SH*MTc0NjIwNDE4NS4xLjAuMTc0NjIwNDE4NS4wLjAuMA. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Nel corso della sua lunga carriera, Matteo Lesables ha trasportato per le mostre e i musei di tutto il mondo sarcofagi, gioielli, statue, papiri, persino intere tombe, bighellonando solitario per camere d’albergo e serate di gala. Questo viaggio in cui accompagna in Cina l’antichissima Sfinge, fiore all’occhiello del museo di Torino, è l’ultimo incarico delicato prima di avviarsi verso il congedo. Ma una settimana a quelle latitudini è più rivelatoria e pericolosa di una vita intera: nel formicaio di Shanghai, Lesables incontra una donna. Qualcosa, nello sguardo, nel corpo e nei movimenti di Qi – «un’aria di malizia negli occhi che mi fa sospettare una certa dose di mistificazione anche nei discorsi più sinceri» – lo riporta al passato, a rimpianti e tenerezze che credeva di aver insabbiato per sempre. In particolare la presenza di quella donna gliene ricorda un’altra, Sara: l’amore perduto per orgoglio, o per poco coraggio, o perché a volte proprio non si ha la stoffa per essere felici. Insieme a Qi berrà più di un bicchiere di vino, osserverà un uragano abbattersi sulla città dalla finestra del suo hotel, nuoterà tra le antiche rovine della Grande Muraglia sommersa e – suo malgrado – si troverà al centro di un intrigo eco-terrorista. Quest’ultima trasferta, per Lesables, sarà l’occasione per spingere un po’ più lontano la solitudine a cui si è condannato, e onorare finalmente una promessa non mantenuta. Con una scrittura elegantemente malinconica, e uno sguardo disincantato e lucidissimo sul mondo, Gabriele Di Fronzo ci regala un romanzo che oscilla tra la dimensione intima e quella universale, tra il sentimento e il rigore, l’ironia e la commozione.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Einaudi editore)

Mercoledì 9 Aprile 2025, in Curia Iulia, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura”, di Paolo Matthiae, edito da Einaudi. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Marisa Ranieri Panetta, archeologa e scrittrice. Letture a cura di Sandra Toffolatti. Sarà presente l’Autore. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su https://matthiae_curia.eventbrite.it. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo.

Copertina del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Giulio Einaudi editore)

Il libro. La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che città è sinonimo di civiltà e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.

Freschi di stampa. “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Einaudi), lo scopritore di Ebla: viaggio attraverso le stupefacenti rovine di un tempo perduto e ora ritrovato, con tutta l’emozione della scoperta fatta sul campo

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Veduta del Palazzo Reale di Elba, in Siria, nel 2006 (foto wp)

Avete avuto la fortuna di visitare la Siria, con i suoi tesori come Ebla, Aleppo e Damasco, o li avete solo sognati? Allora c’è un libro, “La Siria antica. Arte e architettura”, fresco di stampa per Giulio Einaudi editore, scritto dallo scopritore di Ebla, decano degli archeologi in Siria, Paolo Matthiae, che guida il lettore, trasmettendogli tutta l’emozione della scoperta fatta sul campo, attraverso le stupefacenti rovine di un tempo perduto e ora ritrovato.

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Copertina del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Giulio Einaudi editore)

Il libro. La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che “città” è sinonimo di “civiltà” e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.

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L’archeologo Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria

Paolo Matthiae ha insegnato Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Roma La Sapienza, dove è stato preside della facoltà di Scienze umanistiche e pro-rettore. Ha intrapreso gli scavi di Ebla fin dal 1963. È accademico dei Lincei, di Francia, d’Austria, e di Svezia. Tra le sue pubblicazioni recenti: Ebla. Un impero ritrovato. Dai primi scavi alle ultime scoperte (1977, 1989, 1995), Ebla, la città rivelata (1995), L’arte degli Assiri. Cultura e forma del rilievo storico (1996), La storia dell’arte dell’Oriente antico (3 voll., 1996-2000), Ninive. Capitale degli Assiri (1998), Prima lezione di archeologia orientale (2005), Gli Archivi Reali di Ebla (2008), Ebla. La città del trono. Archeologia e storia (2010), Distruzioni, saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis (2015), Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale (2018), I volti del potere. Alle origini del ritratto nell’arte dell’Oriente antico (2020) e La Siria antica. Arte e architettura (2024).