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Ariano nel Polesine (Ro). “San Basilio: Scavi aperti”: alla scoperta del cantiere archeologico con visita dello scavo dell’abitato etrusco condotto dall’università Ca’ Foscari di Venezia

“San Basilio: Scavi aperti”: alla scoperta del cantiere archeologico con visita dello scavo dell’abitato etrusco diretto, dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Appuntamento sabato 12 settembre 2026, con ritrovo alle 9.45, al Centro Turistico Culturale San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro): dalle 10 alle 12 ci sarà la giornata dedicata alla visita dello scavo dell’abitato etrusco condotto dall’università Ca’ Foscari Venezia. Info e prenotazioni: 3929259875.

Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.

A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

A Villamarzana si torna a scavare la protostoria del Polesine (foto unipd)

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

Sito protostorico di Villamarzana (Ro): allievi dell’università di Padova impegnati nella campagna 2024 (foto graziano tavan)

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

Campagna 2024: veduta d’insieme della capanna nel villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

La prof.ssa Giovanna Gambacurta (UniVe) osserva la trincea settentrionale dello scavo preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto graziano tavan)

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). 

Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti

Conto alla rovescia per la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto graziano tavan)

Cinque giorni di proposte; tre sedi: Portoviro, Loreo e Adria (con il museo Archeologico nazionale e il teatro Politeama: la novità di quest’anno) e il coinvolgimento di Fratta Polesine; un tema: l’acqua (“Acqua: un elemento che custodisce e trasforma il passato. Scorre, sommerge, restituisce. È in grado di annullare confini e, al tempo stesso, disegnarne di nuovi”, scrivono i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele); e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; incontri e proiezioni per le scuole; un evento speciale al Politeama con la Banda Osiris e Telmo Pievani con “AquaDueO. Un pianeta molto liquido”. E ancora: Antonino Varvarà su “Eracle nel Teatro”; Cinema e Note: il cinema muto del primo Novecento ritrova la propria voce attraverso la musica dal vivo; due mostre, una all’Archeologico (E l’immagine prese vita), l’altra alla Fondazione Franceschetti e Di Cola (Fluide memorie); visite guidate al museo Archeologico nazionale di Adria e al museo Diocesano della Cattedrale, e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). E per non farsi mancare niente, anche una masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” con Graziano Tavan, giornalista, curatore dell’archeoblog archeologiaviocidalpassato.com, valido come corso di formazione continua dei giornalisti accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, ma aperto a tutti gli interessati.

Oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo per unamanifestazione che mette in dialogo cinema, ricerca scientifica, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, trasformando il territorio del Delta del Po in un laboratorio internazionale di conoscenza, incontro e scoperta. Tutto ciò conferma quanto gli organizzatori credano in Adrikà, nata nel 2025 quasi come una scommessa e una sfida per un territorio dove l’archeologia continua ad arricchire le conoscenze sul passato del Polesine e sulle sue connessioni con culture e civiltà anche lontane, e il cinema vanta lunghe e radicate tradizioni. Concetti ribaditi lunedì 31 agosto 2026 nella presentazione ufficiale di Adrikà 2026 in municipio ad Adria con la partecipazione di Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema; Sandra Bedetti, direzione scientifica; Massimo Barbujani, sindaco del Comune di Adria; Marilena Berto, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Loreo; Pako Massaro, direttore Ente parco Delta del Po; Antonio Giolo per la Fondazione Cariparo; Mauro Giuriolo, presidente Banca Adria Colli Euganei; Marco Bonaldo, presidente Fondazione Franceschetti e Di Cola; Mara Bellettato, presidente CADA; Elena Passadore, presidente Fondazione Bocchi. Da remoto si sono collegati i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. E tra i collaboratori c’erano Renato Benvegnù, Fotoclub Adria; Letizia Guerra, presidente Pro Loco. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Polesine Terra Emersa, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

Adrikà 2025: da sinistra, Sandra Bedetti, Alberta Facchi, Lorenzo Daniele, Alessandra Cilio, ed Emanuela Finesso (foto graziano tavan)

“L’idea di una rassegna di cinema archeologico è nata dal Circolo del Cinema, nel 2025, nella convinzione che Adria e archeologia siano un binomio indissolubile e perché Adria è anche e soprattutto il suo Museo”, ha ricordato Emanuela Finesso. “Dopo il lusinghiero apprezzamento ricevuto per la prima edizione, questa seconda è ancora più colorata e multiforme, con un filo conduttore legato all’acqua, tema che si imponeva dopo l’inaugurazione al Museo della barca “cucita” di Corte Cavanella appena restaurata. E con il coinvolgimento di due comuni del Delta, Porto Viro e Loreo, siti di rinvenimenti archeologici importanti”.

“Una rassegna cinematografica è molto più delle sue proiezioni: è uno spazio di scoperta e di confronto, in cui pubblico, autori ed esperti condividono prospettive differenti. Adrikà”, hanno sottolineato Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “vuole essere proprio questo: un luogo in cui immergersi nella Storia e nelle storie, per comprendere il passato e interrogare il presente”.

“Il linguaggio cinematografico con la sua capacità di suggerire ed evocare luoghi, storie e personaggi è stato visto già dalla prima edizione di Adrikà come un mezzo per intercettare un pubblico meno propenso ad approfondire i temi legati all’archeologia”, hanno ribadito Alberta Facchi e Sandra Bedetti. “Quest’anno, la nuova valorizzazione della barca cucita della Mansio Fossis di Corte Cavanella di Loreo, esposta al museo Archeologico di Adria, offre nuovi spunti di riflessione. La rassegna propone infatti molti film incentrati sui temi legati all’acqua e alla navigazione, con un focus sui linguaggi di comunicazione dell’archeologia. Un posto di rilievo va dato alla partecipazione delle scuole, con attività e proiezioni pensate specificamente per gli studenti e presentazioni di laboratori che li hanno visti protagonisti”.

Pieve di Cadore (Bl). In sala Consiliare la conferenza “Il santuario di Lagole di Calalzo. Culti antichi in Cadore tra terre e acque” con Matteo Da Deppo (museo Archeologico Cadorino), Alessandro Asta (Sabap Pd-Tv-Bl), Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari), sesto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Mercoledì 29 aprile 2026, alle 18, nella sala Consiliare della sede comunale di Pieve di Cadore (Bl), la conferenza “Il santuario di Lagole di Calalzo. Culti antichi in Cadore tra terre e acque” con Matteo Da Deppo, direttore museo Archeologico Cadorino “E. De Lotto”; Alessandro Asta, funzionario archeologo soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Padova Treviso e Belluno; Giovanna Gambacurta, professoressa associata di Etruscologia e Archeologia italica, università Ca’ Foscari di Venezia; sesto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. La conferenza verterà sulla sezione dedicata ad Adria e Spina nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” in corso a Venezia. Nel corso della conferenza verranno illustrati i temi cardine alla base della mostra, ci si concentrerà, inoltre, sulle ragioni che hanno portato ad esporre un consistente lotto di reperti provenienti dallo straordinario sito archeologico di Lagole di Calalzo, ampliando lo sguardo alle dinamiche del culto in età preromana, in Veneto, tra gli ambienti di montagna e di pianura. Si coglierà anche l’occasione per raccontare la nascita e la continua evoluzione dei percorsi espositivi del MARC – museo Archeologico Cadorino “Enrico De Lotto” e i progetti di studio e valorizzazione in corso. Incontro realizzato grazie al sostegno della soprintendenza ABAP per le Province di Belluno Padova e Treviso; Fondazione Musei Civici di Venezia; dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia; Comune di Pieve di Cadore; Magnifica Comunità di Cadore.

 

Padova. Nell’abbazia di Santa Giustina il convegno “Archeologia delle Venezie: le Associazioni culturali, la ricerca e la valorizzazione”: tre giornate di incontri, tavole rotonde e visite guidate per riflettere sul futuro della tutela e della divulgazione. Ecco il programma

Chi fa l’archeologia oggi? Ricerca scientifica, volontariato, istituzioni, comunità: il patrimonio archeologico è il risultato di un impegno condiviso. Il convegno “Archeologia delle Venezie: le Associazioni culturali, la ricerca e la valorizzazione” riunisce a Padova studiosi, operatori culturali e associazioni per riflettere sul futuro della tutela e della divulgazione. Dal 16 al 18 aprile 2026, in sala S. Luca nell’Abbazia di S. Giustina a Padova, tre giornate di incontri, tavole rotonde e visite guidate. Ingresso libero.

PROGRAMMA GIOVEDI 16 APRILE 2026. Alle 9.30, registrazione; 10, apertura lavori. Saluti istituzionali; 10.20, saluto di Giulio Carraro, presidente Società Archeologica Veneta Odv; 10.30, lectio magistralis di Cristoforo Gorno (autore e conduttore televisivo RAI, in collaborazione con Grandi & Associati Milano), “La divulgazione del mondo antico oggi: il caso dell’Iliade tra mitologia e archeologia”; 12.30, light lunch; 14, CHAIR: Francesco Cozza. 14, Anna Maria Martini Chieco Bianchi (già direttrice del museo nazionale Atestino), “Gli albori della Società Archeologica Veneta di Padova”; 14.30, Niccolò Gennaro (direttore generale CSV di Padova e Rovigo), “Il sogno del volontariato. Come il Terzo Settore ormai “secolarizzato” può riscoprire il valore dell’impegno per i beni comuni”; 15, Elisabetta Favaron (La Bottega del Fundraising), “La valorizzazione sociale dell’archeologia. Opportunità per la sostenibilità dei contesti archeologici e prospettive di rete tra enti del Terzo Settore, Pubblica Amministrazione e soggetti privati”; 15.30, discussione; 15.45, coffee break; 16.15, CHAIR: Marisa Rigoni; 16.30, Giovanna Falezza (museo Archeologico nazionale di Verona), Simone Pedron, Valeria Grazioli (A. Trame di Storia), “Dalla ricerca alla valorizzazione: archeologia sperimentale al museo Archeologico nazionale di Verona con l’associazione Trame di Storia”; 17, Simonetta Bonomi (già soprintendente ABAP FVG), “Tra conflitto e collaborazione per la tutela archeologica: storie di rapporti tra Associazioni e Soprintendenza”; 17.30, Francesca Veronese (Comune di Padova, Musei Civici), “I Musei Civici di Padova e il mondo delle associazioni culturali: obiettivi condivisi e percorsi di collaborazione”; 18, discussione; 18.15, chiusura lavori.

PROGRAMMA VENERDI 17 APRILE 2026. Alle 9.30, CHAIR: Giulio Carraro; 9.30, Emanuele Vaccaro (università di Trento), Carmelo Nicotra (direttore parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale a Piazza Armerina), Roberto Scollo (presidente del G. A. Litterio Villari di Piazza Armerina), “Il Progetto Sofiana (Mazzarino, CL) e l’archeologia partecipata”; 10, Luigi SpertiLeonardo Carniato (università Ca’ Foscari Venezia), “Il santuario di Lova fra materiali d’archivio e nuove ricerche”; 10.30, Mariolina Gamba (già SBAV), Nicola Pollon (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), “1976-2026. 50 anni dallo scavo dell’abitato dell’ex-Pilsen (Padova): le sepolture infantili”; 11, discussione; 11.15, coffee break; 11.30, tavola rotonda: “La raccolta di superficie: aiuto o problema?”, moderatore Chiara Boracchi (archeologa, giornalista e podcaster); partecipano: Maria Cristina Vallicelli (SABAP); Sara Bini (SABAP); Michele Matteazzi (archeologo professionista); Michele Busato (G.A. Alto Vicentino); Comandante NTPC; 12.45, light lunch; 14.15, visita all’Abbazia di Santa Giustina, guidati dall’Abate don Giulio Pagnoni; 15, CHAIR: Giovanna Gambacurta; 15, Cecilia Rossi (Sabap Venezia), “Nelle terre del Meduacus. Il contributo del Gruppo Archeologico “Mino Meduaco” per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale”; 15.30, Sara Bini (Sabap Venezia), “Una comunità che osserva: collaborazioni virtuose per la tutela del paesaggio archeologico a Musile di Piave”; 16, Carla Pirazzini, Maria Cristina Vallicelli (Sabap Padova), “Il sito dell’Ardosetta (Pieve del Grappa-TV): un esempio recente nel solco della collaborazione tra Soprintendenza e Associazionismo culturale”; 16.30,  Annachiara Bruttomesso (già museo G. Zannato, Montecchio Maggiore), Giulia Pelucchini (Sabap Vr-Ro-Vi), Anna Scalco (museo G. Zannato, Montecchio Maggiore), Marisa Rigoni (già SBAV), “Associazionismo, museo e territorio nell’Ovest vicentino: il caso del Sistema Museale Agno-Chiampo”; 17, discussione; 17.15, chiusura e coffee break; 17.30, ASSEMBLEA DEI SOCI 2026 (Riservata ai soci SAV).

Programma SABATO 18 aprile 2026. Alle 9.30, CHAIR: Michele Asolati; 9.35 – Maurizio BuoraMassimo Lavarone (Società Friulana di Archeologia Odv), “Due scavi importanti della Società friulana di archeologia: Sevegliano e Attimis”; 10, Luciano BonUgo Silvello (Gruppo Archeo medio Brenta), “Archeomediobrenta: 10 anni di ricerche e collaborazioni nel territorio”; 10.25, coffee break; 10.45, SESSIONE POSTER: Jacopo Bonetto, Andrea Ghiotto e Vittoria Scaroni (università di Padova), “il progetto ArcheoVeneto”; Marco Paladini (università Ca’ Foscari Venezia), “Di archeologie, lagune e storie tra le acque: cinquant’anni di attività a Lio Piccolo”; Giulia Frambusto – Francesco Masiero (università Ca’ Foscari Venezia), “Dal segno alla storia: Il progetto VeLA e il caso studio dei graffiti di Palazzo Ducale”; Giulia Frambusto – Francesco Masiero  (università Ca’ Foscari Venezia), “Dal marmo al gesto, il Leone del Pireo a Venezia: ricerca e valorizzazione attraverso l’archeologia sperimentale e la rievocazione”; Luigi Magnini, Elena Griggio (università Ca’ Foscari Venezia), Veronica Venco, Luca Caloi (università degli Studi di Sassari), Cinzia Bettineschi (università Pegaso), “Terza missione, associazionismo e archeologia partecipata al Bostel di Rotzo: bilancio 2023-2025”; Elena Marzola (CRT), “La restituzione al pubblico della Potnia Theron di Vicenza”; Davide Montagner (G.A. Montello), “Il Toro di Montebelluna: una rappresentazione e un’ipotesi grafica a cura del GAM”; Federico Biondani (A.A. Isola della Scala), “L’Associazione Archeologica ed il Museo di Isola della Scala: cinquant’anni fra ricerca e divulgazione”; G. Fogliata, M. Olivotto (G.A. Agordino), “Il contributo dell’Associazione ARCA alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico dell’Agordino”; 12, tavola rotonda: “Associazioni culturali archeologiche: quale futuro?”, moderatore Chiara Boracchi (archeologa, giornalista e podcaster), partecipano: Giulio Carraro (SAV); Maurizio Buora (SFA), Francesco Coccato (G.A. Mino Meduaco), Davide Montagner (G.A. del Montello), Luciano Bon (G. Archeomediobrenta), Francesco Pavan, (A.A. Isola della Scala); Stefano Tinazzo CSV Padova e Rovigo; 12.45, chiusura lavori. Brindisi finale.

 

Venezia. Con la conferenza “Stranieri e lupi nel santuario del dio Altino” con Chiara Squarcina e Margherita Tirelli a Palazzo Grimani inizia il ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale. Margherita Tirelli presenta il progetto espositivo

Con la conferenza “Stranieri e lupi nel santuario del dio Altino” con Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, in programma martedì 17 marzo 2026, alle 17, a Palazzo Grimani (musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna) a Venezia inizia il ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagneranno il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni.

Margherita Tirelli in mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale a Venezia (foto graziano tavan)

Con Margherita Tirelli, curatrice della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” insieme a Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, approfondiamo alcuni aspetti della mostra. Ecco l’intervento di Margherita Tirelli alla presentazione ufficiale dell’esposizione il 5 marzo 2026 a Palazzo Ducale alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“Quando, insieme alla direttrice scientifica della Fondazione dei Musei civici di Venezia, Chiara Squarcina, abbiamo iniziato a progettare questa mostra”, spiega Tirelli, “fin da subito il nostro obiettivo è stato quello di porre sotto una lente di ingrandimento il rapporto tra l’uomo, le acque e il sacro all’interno di due delle principali civiltà dell’Italia protostorica, mettendo a confronto le molteplici declinazioni di una sacralità sicuramente condivisa da Etruschi e Veneti, anche se con rispettive specifiche peculiarità.

Allestimento della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” nell’appartamento del Doge a Palazzo Ducale (foto graziano tavan)

“Il culto delle acque è stato oggetto di grande interesse da parte della comunità scientifica negli ultimi decenni, anche se generalmente rivolto a singoli orizzonti culturali e geografici, mentre nel contempo Etruschi e Veneti hanno recentemente goduto di una particolare visibilità mediatica a seguito di alcune grandi mostre che hanno avuto il merito non solo di focalizzare e approfondire, anche da inediti punti di vista, molteplici tematiche scientifiche, ma soprattutto di attrarre un pubblico sempre più vasto e interessato.

La locandina della mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” al museo Archeologico di Bologna dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020

“Per la civiltà etrusca basti citare Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna (Bologna, 2019-2020), Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo (Ferrara, 2022-2023) e Gli dei ritornano. I Bronzi di San Casciano, esposizione che partita da Roma nel 2023 sta presentando non solo in Italia ma anche all’estero le straordinarie recentissime scoperte. Da ultima in ordine di tempo la mostra Etruschi del Novecento (Rovereto-Milano, 2024-2025), volta a mettere in luce quel fenomeno culturale che fu la riscoperta della civiltà etrusca nel corso del XX secolo.

“Venetkens”, la grande mostra a Padova

“Per la civiltà veneta la mostra Venetkens. Viaggio nella terra dei Veneti antichi, allestita a Padova nel 2013, ne ha offerto per la prima volta un panorama esaustivo, articolato e aggiornato, recuperandone la dovuta visibilità nel quadro delle popolazioni dell’Italia preromana.

Il catalogo della mostra “Gli Etruschi” a Palazzo Grassi curata da Mario Torelli

“Per quanto concerne però nello specifico l’attività culturale ed espositiva dell’universo museale veneziano, va osservato che mentre gli Etruschi vi facevano l’ultima comparsa ormai venticinque anni fa con la bellissima mostra Gli Etruschi, curata da Mario Torelli a Palazzo Grassi, tra il 2000 e il 2001, ai Veneti era stata dedicata unicamente la mostra Arte e civiltà dei Veneti antichi alla Bevilacqua La Masa nel lontano 1967, oltre a un modestissimo spazio a loro riservato nel 1970 nell’ambito della mostra storica della laguna veneta tenutasi anch’essa a Palazzo Grassi nel cui catalogo un capitolo, curato da Bianca Maria Scarfì e Attilia Dorigato, veniva dedicato all’archeologia altinate e agli allora primi, inaspettati rinvenimenti di materiali protostorici.

Acroterio frontale destro a figura femminile (metà II sec. a.C.) in terracotta dal santuario di Fucoli a Chianciano Terme (foto graziano tavan)

“Ora la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari trae origine dalla volontà di affrontare un tema finora inedito, non tanto relativo al confronto tra la civiltà etrusca e quella veneta, già oggetto di riflessione scientifica e di aggiornamento delle conoscenze, bensì volto a indagare il rapporto con la sacralità delle acque nel mondo etrusco e nel mondo veneto. Il panorama che ne deriva risulta popolato da molteplici divinità, preposte chi alle acque salutifere, chi al guado di un grande fiume, chi ancora agli approdi marittimi, insediate ciascuna all’interno di scenari particolari, siano essi sorgenti sananti o porti ospitali, di cui l’elemento acqua costituiva il fulcro oltre che talora anche il potenziale oggetto di culto.

Parte inferiore di corpo femminile in bronzo (età cesariana, I sec. a.C.) dal santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, con dedica di Acilia Romana alle Nymphae (foto graziano tavan)

“Ma il filo conduttore della mostra è anche la trascendenza, insita tanto negli strumenti di culto, siano essi coppe, tazzine, e vasetti di diverse classi dimensionali, quanto nei doni votivi, siano essi modelli anatomici o autorappresentazioni dei devoti. Trascendenza che connota universalmente attraverso l’elemento acqua il rapporto tra l’uomo e il soprannaturale.

Antefissa di dea e di etiope in terracotta (510 a.C.) dal santiuario monumentale, Tempio B, di Pyrgi (foto graziano tavan)

 

Statuetta di giovane nudo (kouros) in bronzo (470 a.C.) dal santuario per il culto delle acque di Kainua (Marzabotto) (foto graziano tavan)

“Il viaggio che il visitatore è invitato a compiere nel I millennio a.C. ha come premessa il duplice aspetto del rapporto tra acque e sacro, acque del mare ricche di incognite e pericoli cui si legano le divinità preposte ai santuari dei porti, e acque minerali e termali, essenze divine dalle proprietà sananti. Il percorso espositivo, allestito nella splendida cornice dell’appartamento del Doge in Palazzo Ducale, prende avvio dai sacri approdi della costa tirrenica, Vulci e Pyrgi, si inoltra nell’Etruria interna tra le acque termali di Chiusi, Chianciano e San Casciano, raggiunge Marzabotto, Spina e Adria nell’Etruria padana, per entrare quindi nel territorio dei Veneti, dove incontra altre acque salutifere a Montegrotto e Lagole di Calalzo, ma anche la divinità fluviale di Este, per concludersi quindi ad Altino, sacro approdo veneto sulla costa nord-adriatica.

Disco in bronzo con scena di sortilegio (I sec. a.C. – I sec. d.C.) da monte Calvario di Auronzo (foto graziano tavan)

 

Testa di Minerva in terracotta (III-II sec. a.C.) dal santuario di Reitia a Este (foto graziano tavan)

“Oltre settecento reperti provenienti da numerosi musei del territorio nazionale consentiranno al pubblico dei visitatori di Palazzo Ducale, agli appassionati e agli addetti ai lavori di affrontare, approfondire e apprezzare questo particolare aspetto della sfera religiosa etrusca e veneta. Ciò è stato reso possibile in quanto queste sono entrambe due realtà archeologiche di cui ora possiamo dire di conoscere molto grazie alla capillarità delle ricerche sul campo e al proliferare deli studi. È stato quindi solo con il concorso appassionato dei protagonisti di tali ricerche e degli autori delle più recenti pubblicazioni, funzionari di soprintendenze e docenti di università, che è stato possibile realizzare, e a tempo di record, il progetto della mostra.

Paride che incorda l’arco (V sec. a.C.): dono votivo in bronzo con uno dei protagonisti del mito omerico, dal santuario di Altino (foto graziano tavan)

“Di questa sinergia di istituzioni e persone, coordinata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, sono parte fondamentale i numerosi direttori dei musei coinvolti, nazionali e civici che non hanno esitato a privare i propri spazi museali dei reperti in certi casi più prestigiosi per consentirne l’esposizione nl percorso veneziano. Desidero quindi concludere con un grande sincero e affettuoso grazie a tutti i colleghi di soprintendenza e università, e direttori dei musei, che hanno condiviso con noi questa avventura con estrema competenza, generosità e spirito di corpo. Grazie”.

 

Molti questi “colleghi di soprintendenza e università, e direttori dei musei, che hanno condiviso con noi questa avventura” li ritroviamo nel ciclo di conferenze diffuso. Dopo Venezia il ciclo di conferenze continua a TREVISO, giovedì 26 marzo 2026, alle 17, al museo di Santa Caterina (Musei Civici di Treviso) con Anna Marinetti e Carla Pirazzini su “Culti, immagini e nomi di divinità nel Veneto preromano”; PADOVA, martedì 31 marzo 2026, alle 17, al museo degli Eremitani con Giovanna Gambacurta e Angela Ruta Serafini su “Il culto delle acque termali dall’Etruria ai Colli Euganei”; ESTE, giovedì 9 aprile 2026, alle 17, al museo nazionale Atestino di Este con Anna Marinetti, Benedetta Prosdocimi e Angela Ruta Serafini su “Culti e scrittura nel santuario di Reitia”.

Quindi si prosegue ad ADRIA, giovedì 23 aprile 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria con Alberta Facchi e Tiziano Trocchi su “Adria e Spina. Testimonianze del sacro”; PIEVE DI CADORE, mercoledì 29 aprile 2026, alle 17.30, nella Sede comunale, Sala Consiliare, con Matteo Da Deppo e Alessandro Asta su “Il santuario di Lagole di Calalzo – Culti antichi in Cadore fra terre e acque”; CHIUSI CHIANCIANO TERME, giovedì 14 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Chiusi con Fabrizio Vallelonga e Giulio Paolucci su “Santuari del territorio di Chiusi: culti, decorazioni e doni”.

Infine si va a MARZABOTTO, sabato 23 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale di Marzabotto con Elisabetta Govi, Denise Tamborrino e Federica Timossi su “Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile”; MILANO (TBC) alla Fondazione Luigi Rovati con Giovanna Forlanelli Rovati; FERRARA, giovedì 18 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Ferrara con Alberta Facchi e Tiziano Trocchi su “Adria e Spina. Testimonianze del sacro”; SAN CASCIANO DEI BAGNI, venerdì 11 settembre 2026, alle 21, in piazza della Repubblica con Agnese Carletti, Jacopo Tabolli e Ada Salvi su “Dal Bagno Grande a Venezia: il viaggio dei bronzi”.

 

Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi al via “Padusa incontri” promossi dal CPSSAE su “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”. Ecco il programma

Quattro conferenze dedicate a “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”: sono il programma di “PADUSA INCONTRI”, ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici, storici ed etnografici polesani, proposto dal CPSSAE per l’anno 2025. Appuntamento in Sala Flumina del museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, alle 16, sabato 4 ottobre, sabato 18 ottbre, sabato 15 novembre e venerdì 21 novembre 2025. Il tema di quest’anno sono dunque i fiumi e le vie d’acqua, visti come vettori e connettori attraverso i quali le comunità entravano in relazione con persone, beni materiali e idee anche di provenienze estremamente lontane. Gli incontri, realizzati in collaborazione con il Comune di Rovigo – Museo dei Grandi Fiumi, l’Accademia dei Concordi di Rovigo, e Aqua. Ambiente Cultura Turismo, saranno introdotti e moderati dai soci del CPSSAE Paolo Bellintani, Sandra Bedetti, Alessandra Marcante e dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi.

Primo appuntamento sabato 4 ottobre 2025: “Acque e terre emerse nel Polesine medievale” con Raffaele Peretto, già direttore del museo dei Grandi Fiumi, e Giorgio Osti, sociologo UniPD. Dal passato più prossimo e da Rovigo, dove sembra essersi persa la memoria del rapporto città/fiume che invece caratterizzò l’origine del capoluogo polesano.

Secondo appuntamento sabato 18 ottobre 2025: “Un fiume di soldi. Monete e traffici in età antica lungo il Po” con Andrea Stella (numismatico – UniPD) e da Raffaele Peretto (CPSSAE). Lungo vie d’acqua viaggiarono soldi (e soldati) in età romana. La monetazione è una fonte documentaria che ci parla non solo di scambi commerciali ma anche della mobilità delle persone da un capo all’altro dell’impero.

Terzo appuntamento sabato 15 novembre 2025: “Dal Nilo al Po: le origini del vetro in Europa” con Paolo Bellintani (archeologo – CPSSAE) e Ivana Angelini (archeometrista – UniPD). in occasione del Festival “Sulle vie dell’ambra 2025 – ambra e vetro trasparenze erranti”, sposteranno l’attenzione sulla tematica del vetro: dall’Egitto, una delle regioni originarie di questa piro-tecnologia, all’antico delta del Po, in particolare a Frattesina, dove ebbe avvio la prima manifattura vetraria d’Europa.

A conclusione del ciclo, venerdì 21 novembre 2025: “Insediamenti navigazione e portualità lungo l’arco alto Adriatico prima della romanizzazione” con Silvia Paltineri (archeologa – UniPD) e Giovanna Gambacurta (archeologa – UniVE) parleranno di navigabilità e delta padano al tempo di Adria etrusca.

Montebelluna (Tv). Giornata di studio “A TAVOLA PER RACCONTARE”, dopo la mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”: esperti dall’Italia e dall’estero si confrontano sul tema “situle” in relazione sia alla cultura materiale dei Veneti antichi, sia ad aspetti sociali, ideologici ed economici. In presenza e on line. Ecco il programma

Oggi come 2500 anni fa i momenti conviviali sono occasione di condivisione e relazione sociale. Da questa riflessione nasce il titolo della giornata di studio “A TAVOLA PER RACCONTARE”, in programma il 5 settembre 2025 a Montebelluna (Tv), che prende le mosse dalla mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, dedicata ad un patrimonio archeologico straordinario: le due situle figurate in lamina di bronzo (vasi a forma di secchio decorati con scene composite) rinvenute nella necropoli preromana di Posmon, in via Cima Mandria a Montebelluna, tra gli esemplari più rappresentativi e spettacolari della cultura materiale dei Veneti antichi, il popolo vissuto nell’Italia nord orientale tra il IX secolo a.C. e l’arrivo dei Romani. Le due situle, giunte a noi come vasi-ossuari di defunti e defunte di alto rango, nella loro funzione primaria, prima di diventare urne, figuravano nei simposi come contenitori di bevande di pregio (probabilmente vino) a simboleggiare ricchezza e potere dei padroni e delle padrone di casa. In realtà questi vasi preziosi sono la “punta dell’iceberg” della notevole documentazione archeologica delle oltre 250 tombe del sepolcreto, al momento in corso di studio, ma che già fa percepire la necropoli di via Cima Mandria come il riflesso di una comunità preromana benestante e socialmente complessa stabilmente insediata a Montebelluna in epoca preromana.

La situla proveniente dalla tomba 5 della necropoli di Posmon scoperta nel 2012 ed esposta al museo civico di Montebelluna (foto graziano tavan)

Il 5 settembre 2025, appuntamento in presenza all’auditorium Biblioteca Comunale, in largo Dieci Martiri 1, a Montebelluna, e in diretta streaming, su iscrizione obbligatoria (cliccando qui). Per informazioni: 0423 617479 | info@museomontebelluna.it. Studiosi e studiose dall’Italia e dall’estero si confronteranno sul tema “situle” in relazione sia alla cultura materiale dei Veneti antichi, sia ad aspetti sociali, ideologici ed economici nel quadro dell’ampia rete di contatti culturali e commerciali tra Italia centro-settentrionale, Alpi e Slovenia nel periodo preromano. La Giornata di Studio nasce da una collaborazione tra il Comune di Montebelluna-museo Civico e la soprintendenza ABAP-VE-MET con il supporto della direzione regionale Musei nazionali del Veneto – museo nazionale Atestino e il patrocinio dell’istituto nazionale di Studi Etruschi-Sezione Etruria Padana e Italia settentrionale.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA. Alle 10, saluti istituzionali. Alle 10.15, iniziano gli interventi della mattina. Introduce e coordina: Giovanna GAMBACURTA, università Ca’ Foscari Venezia: Emanuela GILLI, museo civico di Montebelluna; Carla PIRAZZINI, soprintendenza ABAP VE-MET; Benedetta PROSDOCIMI, direzione regionale Musei nazionali del Veneto, su Gli scavi della necropoli preromana a Posmon Via Cima Mandria tra tutela e valorizzazione; Veronica GROPPO, Università Lubiana; Nicoletta ONISTO, antropologa indipendente, su Le situle Montebelluna tra tipologia, tecnologia e ritualità; Stefano BUSON, già direzione regionale Musei nazionali del Veneto, su L’utilizzo delle situle nella vita degli antichi: i segni d’uso e i restauri antichi nelle situle di Posmon; Luca ZAGHETTO, archeologo indipendente, su Le due situle istoriate di Montebelluna. Alle 11.30, pausa caffè. Franco MARZATICO, Ufficio Beni Archeologici – Provincia Autonoma di Trento, su Simposio e banchetto nel cuore delle Alpi. Riflessioni sul mondo retico; Claudia MANGANI, museo civico Archeologico “G. Rambotti” – Desenzano del Garda; Barbara GRASSI, soprintendenza ABAP-CO-LC, su Recipienti in bronzo dal territorio golasecchiano: uno sguardo d’insieme. Alle 13, pausa pranzo.

Alle 14, gli interventi del pomeriggio. Introduce e coordina: Angela RUTA SERAFINI, già soprintendenza ABAP VE-MET. Giulia MORPURGO, dipartimento di Lettere e Beni culturali, università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, su Situle in bronzo da contesti dell’Etruria padana di “fase Certosa”: forme, associazioni, usi; Diego VOLTOLINI, direzione regionale Musei nazionali Marche, su Situle in Adriatico: per un inquadramento dell’area picena; Manca VINAZZA, University of Ljubljana, Faculty of Arts, Department of Archaeology; Bostjan LAHARMAR, National Museum of Slovenia;  Miha MLINAR, Tolmin Museum, su Nuove scoperte sulle situle nell’area Slovena. Alle 15.15, discussione e a seguire relazione a cura di Louis NEBELSICK, Cardinal Stefan Wyszynski University in WarsawInstitute of Archaeology,.