A Boscoreale (Na), in occasione delle Giornate europee dell’archeologia, apre al pubblico il cantiere di restauro di Villa Regina, l’unica villa rustica (I sec. a.C. – I sec. d.C.) interamente scavata. Trovati un torcularium e un plaustrum

La locandina dell’evento a Boscoreale (Na): apertura al pubblico del cantiere di restauro di Villa Regina in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia
Un’occasione unica. Grazie alle Giornate per l’archeologia 2019. Venerdì 14 giugno 2019, a Boscoreale (Na) Villa Regina apre le porte del suo cantiere per raccontare gli interventi di messa in sicurezza e restauro che la stanno interessando, offrendo al contempo l’opportunità di visita alla Villa rustica, in attesa della sua riapertura definitiva. Le visite al cantiere si svolgeranno dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 16:30, con ingresso gratuito ai visitatori, che saranno accolti da un responsabile dell’Impresa ACF Restauri e da un funzionario del Parco Archeologico. Gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza dell’edificio e alla futura fruizione da parte del pubblico, hanno previsto la sistemazione e ripristino delle coperture, oltre ad interventi conservativi di pulitura degli apparati decorativi. L’ingresso all’adiacente Antiquarium di Boscoreale permane a pagamento. Le Giornate dell’archeologia, in programma dal 14 al 16 giugno 2019 nei luoghi di cultura statali e non, promosse dal Mibac, nascono su iniziativa dell’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (Inrap), che per il decimo anniversario ha coinvolto tutti i Paesi europei, come occasione per promuovere il patrimonio e far conoscere il lavoro dell’archeologo, attraverso conferenze, spettacoli, laboratori didattici e visite guidate a cantieri di scavo.

Villa Regina a Boscoreale, l’unica villa rustica (fattoria) del I sec. a.C. – I sec. d.C. interamente scavata (foto parco archeologico di Pompei)
Villa Regina a Boscoreale è l’unica villa rustica interamente scavata delle numerose fattorie specializzate nella produzione agricola presenti sul territorio pompeiano. La villa, che presentava anche un piano superiore, è databile nel suo impianto originario al I sec. a.C. e fu ampliata in almeno due fasi successive in età augustea e giulio-claudia. Fu scoperta nel 1977, a seguito di lavori edilizi, e poi portata in luce con accurate campagne di scavo concluse nel 1980. È composta da vari ambienti disposti sui tre lati di un cortile scoperto che ospita la cella vinaria con diciotto dolia (orci per la conservazione del vino). L’attività principale era infatti la produzione del vino. Nella villa si conservano alcuni calchi degli infissi in legno di porte e finestre. Gli ambienti pregiati della Villa, oltre all’ampio porticato, al torcularium con i calchi del torchio ligneo ed i fori e pozzetti per il suo ancoraggio al suolo, la vasca di spremitura e il contenitore per la raccolta del mosto; includono il triclinio, dalle pareti decorate da pitture attribuite alla fase di transizione tra il III e il IV stile; la cucina, in disuso al momento dell’eruzione, con forno in muratura e focolare al centro della stanza, un vano di servizio con la cisterna per l’acqua, sormontata da un vaso di argilla; il granaio per la conservazione di fieno, cereali e legumi, adiacente all’aia scoperta. Nel portico venne ritrovato durante lo scavo un carro da trasporto (plaustrum), di cui restano evidenti, in una stradina adiacente alla villa, i solchi lasciati dalle ruote nel terreno. Il piano di calpestio dell’area circostante la villa è costituito dal terreno agricolo del 79 d.C., che conserva le tracce delle antiche coltivazioni e di cui sono stati eseguiti i calchi delle radici di vite. Accanto ad esse sono state ripiantate le viti per la ricostruzione dimostrativa dell’impianto del vigneto. Lungo le pareti dello scavo la stratigrafia del terreno mostra chiaramente la successione dei depositi di materiale piroclastico determinati dall’eruzione del 79 d.C. che causò la distruzione della piccola fattoria.
Per le Giornate europee dell’archeologia a Bologna giornata di studio “Sotto-Sopra: ricerca archeologica e narrazione del passato”, viaggio trasversale tra i molteplici aspetti dell’attività di tutela archeologica: scavi, valorizzazione, conservazione, produzione pubblicistica ed espositiva, nuove metodologie d’indagine, problematiche del restauro

Gli scavi archeologici al cimitero ebraico medievale di Bologna hanno rinvenuto 408 sepolture (foto Cooperativa Archeologia)
Che cos’hanno in comune un abitato d’età protostorica a grande profondità e una necropoli ebraica in pieno centro storico? La storia delle più recenti scoperte archeologiche in Emilia-Romagna offre lo spunto per discutere delle strategie e soluzioni più innovative da adottare. In occasione delle Giornate dell’archeologia in Europa 2019 la soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna propone un dibattito aperto tra professionisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni per parlare della sfida principale del lavoro dell’archeologo: ricostruire la storia di un territorio e restituirla ai suoi abitanti… senza perdersi d’animo! L’appuntamento con “Sotto-Sopra: ricerca archeologica e narrazione del passato”, un incontro con archeologi, restauratori e rappresentanti di enti locali moderato dalla soprintendente Cristina Ambrosini, è per venerdì 14 giugno 2019, alle 15.30, a Bologna nel salone d’onore di Palazzo dall’Armi Marescalchi, sede della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, in via IV novembre n. 5. Ingresso libero fino a esaurimento posti (capienza massima 90 persone). Non saranno Indiana Jones ma anche il loro lavoro è all’insegna dell’imprevisto e dei colpi di scena. Dimenticate i topi da biblioteca o i maniaci di reperti impolverati, se mai lo sono stati: gli archeologi del terzo millennio sono figure interdisciplinari e multitasking, in precario equilibrio tra tutela e progresso, applicazione di normative e strategie di intervento, pianificazione pubblica ed esigenze del mondo privato. Per raccontarlo e raccontarsi, archeologi e restauratori della Soprintendenza propongono un dialogo aperto con il pubblico per illustrare le mille sfaccettature della quotidiana attività di tutela e non solo. L’incontro promosso dalla soprintendenza bolognese vuole essere un viaggio trasversale tra i molteplici aspetti dell’attività di tutela archeologica, dagli scavi alla valorizzazione, dalla conservazione alla ricca produzione pubblicistica ed espositiva, dalle nuove metodologie d’indagine alle problematiche del restauro.

Lo scavo nel 2017 della mansio lungo la via Emilia a Castelfranco Emilia (la romana Forum Gallorum) (foto Sabap-Bo)
Partendo dall’illustrazione di alcuni scavi, gli archeologi spiegheranno le principali tematiche che devono quotidianamente affrontare. Lo scavo di una stazione di posta romana (una mansio) a Castelfranco Emilia sarà l’occasione per parlare di archeologia preventiva e di ciò che comporta mentre l’indagine di una terramara a Malalbergo mostrerà le sfide, i problemi e le soluzioni di uno scavo condotto a grandi profondità. Un importante intervento di archeologia privata (lo scavo di un cimitero ebraico medievale in via Orfeo a Bologna) consentirà di illustrare quanto l’integrazione di diverse discipline sia fondamentale per una migliore comprensione dei dati di scavo ma anche come relazionarsi con un’importante comunità religiosa; infine, la pubblicazione dello scavo di via Fondazza a Bologna aiuterà a capire come possono essere riletti e diffusi i risultati di un’indagine condotta trent’anni fa. Si cercherà anche di spiegare come e quanto sia cambiata negli ultimi decenni la professione dell’archeologo, come si sia evoluta in funzione delle “nuove” metodologie d’indagine e del rapporto con esperti di altre discipline, e quanto sia importante la collaborazione con i restauratori, a loro volta impegnati in continui aggiornamenti sulle più innovative soluzioni tecnologiche. Grazie alla presenza del direttore dell’IBC Laura Moro sarà aperta un’ulteriore finestra sul rapporto tra musei, comunità e territorio, con particolare attenzione al delicato tema della restituzione alla collettività del patrimonio archeologico rinvenuto o restaurato tramite mostre, incontri ed eventi ma anche grazie alle pubblicazioni di cui la soprintendenza è particolarmente feconda. Archeologia a tutto tondo, insomma, che non è solo scoprire, conoscere e proteggere ma continuo confronto con l’applicazione di norme, l’adozione delle pratiche più virtuose e l’ascolto dei propri interlocutori, siano enti pubblici, privati cittadini, terzo settore o sponsor.

I contrasti dell’archeologia: in questa foto dello scavo degli anni Ottanta in Via Fondazza, la grandezza del passato che emerge dal sottosuolo si confronta e dialoga con il degrado degli edifici in superficie (foto Sabap-Bo)
Intenso il programma dell’incontro “Sotto-Sopra: ricerca archeologica e narrazione del passato”. Apre, alle 15.30, la soprintendente Cristina Ambrosini introducendo la giornata: obiettivi, ruolo e lavoro della soprintendenza archeologica; quindi iniziano gli interventi. Alle 15.45, Laura Moro, direttore IBC, su “Il ruolo dell’IBC nel rapporto tra Musei-comunità-territorio”; 16, Chiara Guarnieri, archeologa SABAP-BO, su “La professione dell’archeologo”; 16.15, Monica Miari, archeologa SABAP-BO, su “Caso per caso. Ogni scavo è diverso: norma, contesto, strategia d’intervento”; 16.30, Sara Campagnari, Valentina Manzelli, archeologhe SABAP-BO, su “Archeologia preventiva: la mansio di Forum Gallorum a Castelfranco Emilia”; 16.45, Monica Miari, Tiziano Trocchi, Rossana Gabusi, archeologi SABAP-BO, su “Archeologia in profondità: un abitato del II Millennio a Ponticelli di Malalbergo”; 17.15, Renata Curina, Valentina Di Stefano, archeologhe SABAP-BO, su “Archeologia privata: il cimitero ebraico medievale di via Orfeo a Bologna”; 17.30, Diana Neri, direttore del museo Archeologico di Castelfranco Emilia, su “Archeologia recuperata: lo studio dello scavo di Via Fondazza a Bologna, un’indagine degli anni ’80”; 17.45, Mauro Ricci, Virna Scarnecchia, restauratori SABAP-BO, su “Il lavoro dei restauratori su oggetti e aree archeologiche”; 18.05, Annalisa Capurso, archeologa SABAP-BO, su “Le pubblicazioni archeologiche della Soprintendenza”. Alle 18.10, chiude la giornata il dibattito “Condividere la cultura con la collettività: incontri, eventi, mostre in corso o appena concluse”.
Giornate europee dell’archeologia: gli eventi in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli. Alle grandi mostre (Canova e Corto Maltese) si affianca la nuova esposizione “Sotto mentite spoglie”: con le foto di Luciano e Marco Pedicini viaggio alla scoperta di poesia e potere evocativo dei dettagli della scultura antica

Il manifesto della mostra “Canova e l’Antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019
Con la mostra fotografica di Luciano e Marco Pedicini per riscoprire al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra di Canova in dialogo con le collezioni museali. Tornano, dal 14 al 16 giugno 2019, le “Giornate dell’Archeologia” (#JNArcheo e #GiornateArcheologia gli hashtag per condividere il proprio racconto sui social), un evento europeo ormai consolidato che, con il coordinamento dell’istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva, mette in rete, per il decimo anno consecutivo, musei ed appassionati di cultura antica. Il Mann si prepara all’appuntamento proponendo al proprio pubblico, in primis, le grandi mostre in calendario: tra queste, naturalmente, “Canova e l’antico” (visitabile sino al 1° luglio) e “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, dedicata al misterioso marinaio che ha reso noto in tutto il mondo il genio di Hugo Pratt. Per gli appassionati di arte contemporanea, da non perdere, nella sala del Plastico di Pompei, la personale di Blub “L’arte sa nuotare” e, nella sala del Toro Farnese, l’exhibit “Senza tempo” del creatore di immagini Gianluigi Gargiulo.

Poesia e potere evocativo dei dettagli della grande scultura antica nelle fotografie di Luciano e Marco Pedicini

La locandina della mostra fotografica “Sotto mentite spoglie. Riflessioni su Canova e l’Antico” al Mann dal 13 giugno al 30 agosto 2019
Non mancheranno, però, le novità espositive, promosse proprio durante le Giornate dell’Archeologia: sarà dedicata a Canova ed al dialogo con le collezioni del Mann, la mostra fotografica “Sotto mentite spoglie. Riflessioni su Canova e l’Antico”, che i fotografi Luciano e Marco Pedicini costruiranno, tramite ventinove scatti, nelle sale 94 e 95 del Museo. Un viaggio per scoprire poesia e potere evocativo dei dettagli (frammenti di mani, panneggi, acconciature ed intrecci di corpi), alla ricerca di quei punti di vista che, pur rappresentando veri e propri saggi di scultura, spesso sfuggono ad un osservatore poco attento: la mostra di Luciano e Marco Pedicini, in programma sino al 30 agosto 2019 (vernissage giovedì 13 giugno 2019, alle 17), seguirà il percorso creativo tracciato dai fotografi al Museo, in un continuo rimando fra la tradizione classica e la cultura moderna. Luciano Pedicini, che insegna Fotografia di Beni culturali all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha realizzato personali in vari musei napoletani, così come a Parigi, Madrid e Pamplona. Sue fotografie sono pubblicate da editori di molti paesi del mondo. Tra i tanti suoi lavori, necessario ricordare Ritorno al Barocco (arte’m), L’Aquila, i monumenti da salvare (FMR), Mosaiques grecques et romaines (Citadelles & Mazenod), Herculaneum (Imprimerie Nationale), Pompeji. Götter, Mythem, Menschen (Bucerius Kunst Forum), Roman Wall Painting in Pompeji (The Tokyo Shimbun). Marco Pedicini, dopo la laurea in lettere moderne conseguita all’università di Napoli “Federico II”, ha deciso di dedicarsi alla fotografia. Tra i lavori cui ha partecipato, si citano L’Armeria Reale nella Galleria Beaumont (Fondazione CRT), Mosaici greci e romani (Arsenale editrice), Emilio Notte (arte’m), San Gregorio Armeno (Fridericiana Editrice), Rocco Molinari. Viaggio nella materia (Art Studio Paparo). Ha realizzato, inoltre, insieme al fratello Matteo, il documentario Il Viaggio di Nettuno, sulla fontana Medina di Napoli.
Dal 15 giugno al 10 luglio 2019, ancora, sarà in calendario “Desiderio d’arte”, mostra/concorso di pittura, scultura, grafica e fotografia: l’evento, organizzato, tra l’altro, in collaborazione con la Direzione Generale Ufficio Scolastico Regionale della Campania, ha previsto la realizzazione, da parte degli allievi di istituti di scuola secondaria di II grado, di un’opera d’arte ispirata al patrimonio culturale del nostro territorio. Saranno due, infine, i laboratori in programma: sabato 15 giugno 2019 (alle 10), nuovo appuntamento con il workshop di fotografia, a cura di Luigi Spina, per valorizzare, tramite l’obiettivo, il fascino del marmo antico; domenica 16 (alle 11), spazio ai più piccoli con la visita/laboratorio “Alla maniera di Canova”, che mette in rete i Servizi Educativi del Mann e la Scuola Italiana di Comix per raccontare il genio di Possagno attraverso le sue opere (dai gessi alle crete, dai marmi alle tempere). Per le attività didattiche, è obbligatoria la prenotazione ai Servizi Educativi (dal lunedì al venerdì: 0814422124) o all’Infopoint del Museo (sabato e domenica: 0814422149).
“La ricerca archeologica in museo”: gli incontri del Venerdì al Muciv di Roma inseriti nelle Giornate europee dell’Archeologia

“La ricerca archeologica in museo tra depositi, collezioni e archivi storici” ai venerdì del museo della Civiltà di Roma-Eur
Quando lo scavo non comporta missioni lontano dalla propria sede. Sarà questo il focus della conferenza del ciclo dei “Venerdì del Muciv” in programma venerdì 14 giugno 2019 alle 16.30 al laboratorio di Paletnologia e sala conferenze del museo delle Civiltà a Roma-Eur. L’incontro con Mario Mineo e Alessandra Serges su “La ricerca archeologica in museo tra depositi, collezioni e archivi storici” è inserito nel calendario delle Giornate europee dell’Archeologia. Quando pensiamo all’archeologia il nostro pensiero corre subito a scavi e ricerche sul campo. Ma cosa accade dopo? Cosa accade quando i manufatti si trovano in museo? L’incontro di venerdì 14 accompagna il pubblico a scoprire il fascino della ricerca archeologica in museo, a partire dalle collezioni ottocentesche fino ad arrivare agli scavi più attuali, per comprendere il lavoro di studio che sta alle spalle dell’esposizione museale, dalla più piccola vetrina, alla più strabiliante esposizione.
Giornate europee dell’archeologia 2019. Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto tre giorni di attività e incontri per guidare adulti e bambini alla scoperta della storia e dell’archeologia di Kainua

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto ospita le Giornate europee dell’archeologia
Appuntamento a Marzabotto il 14, 15 e 16 giugno 2019 al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e all’area archeologica di Kainua per le Giornate europee dell’archeologia, nate in Francia nel 2010 con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al patrimonio archeologico e ai professionisti che lavorano per tutelarlo e valorizzarlo. Quest’anno la manifestazione, giunta alla decima edizione, si terrà per la prima volta in tutta Europa. Il Polo Museale dell’Emilia Romagna organizza attività e incontri per guidare adulti e bambini alla scoperta della storia e dell’archeologia di Kainua. Ecco il programma.
Venerdì 14 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “In cantiere! Visita agli scavi del santuario urbano”, con Elisabetta Govi e Andrea Gaucci, entrambi dell’università di Bologna. Si rinnova l’appuntamento con l’archeologia dal vivo! L’università apre le porte del proprio cantiere per illustrare le tecniche dello scavo archeologico, tra consolidate certezze e nuove tecnologie. La visita sarà preceduta da una presentazione in occasione della quale saranno presentate le recenti scoperte nel santuario urbano, tra cui una rara sepoltura di bambino.
Sabato 15 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “Dal tornio al museo: laboratori di ceramica antica per adulti e bambini”, con Carlotta Trevisanello del museo di Marzabotto e Anna Serra dell’università di Bologna. Cavare l’argilla, farla decantare, tornire, cuocere, decorare: quanto lavoro per produrre un piccolo oggetto in terracotta! Sai distinguere un vaso per bere da uno per cucinare? Sei in grado di riconoscerne la forma a partire da un frammento? Gli archeologi ci guidano alla scoperta della ceramica antica di Kainua. I partecipanti potranno toccare con mano cocci e coccetti che tanto appassionano gli studiosi!
Domenica 16 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “Marzabotto 1889: alle origini dell’archeologia di Kainua”, con Giuseppe Mantovani del Gruppo Archeologico Bolognese. L’epopea degli scavi ottocenteschi promossi dai Conti Aria e diretti da celebri accademici quali Giovanni Gozzadini ed Edoardo Brizio rivive in una gustosa pièce teatrale presentata dalla compagnia “Cantine Teatrali Babele”. Lo spettacolo sarà proiettato nell’aula “Sergio Sani”, seguirà un tour dell’area archeologica alla scoperta degli interventi ottocenteschi.
















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