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Rovigo. È nato “Pollìcinum. Museo Polesine”, il Sistema Museale Provinciale Polesine che raccoglie 26 musei del Polesine. Obiettivo: veicolare l’immagine di un territorio a misura d’uomo, ricco di cultura e natura, adatto al turismo lento. Primi risultati: video-clip, mappa, tre itinerari gratuiti, progetto Wikipedia, servizio foto e video, nuovi siti web per 4 grandi musei

Il logo di “Pollìcinum. Museo Polesine”, il Sistema Museale Provinciale Polesine
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Alberta Facchi, funzionario referente per il MuSST, Direzione regionale musei Veneto (foto Provincia Rovigo)

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Cristiano Corazzari, assessore regionale alla Cultura della Regione Veneto (foto Provincia Rovigo)

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Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo (foto Provincia Rovog

Ventisei musei del Polesine hanno unito le proprie forze per veicolare l’immagine di un territorio a misura d’uomo, ricco di cultura e natura, adatto al turismo lento. È nato il Sistema Museale Provinciale Polesine (www.smppolesine.it). Gli obiettivi sono stati quelli di lavorare sull’immagine percepita del Polesine a livello locale, regionale e nazionale al fine di superare gli stereotipi associati al Polesine e veicolare l’immagine di un territorio a misura d’uomo, ricco di cultura e natura, adatto al turismo lento, proponendo una nuova narrazione del territorio. Il progetto ha preso il nome di POLLÌCINUM. MUSEO POLESINE, dalla più antica attestazione del nome nei documenti medievali. Tutte le azioni di progetto sono state coordinate dal Comitato di Pilotaggio del MuSST#2 e dai consulenti della Local Area Network. È una nuova narrazione per i musei della provincia di Rovigo. Il piano strategico di valorizzazione del patrimonio culturale del Polesine, obiettivo del progetto ministeriale MuSST#2, avviato a gennaio 2020 e frutto dell’Intesa tra la Direzione Regionale Musei del Veneto (MiBACT), nella persona di Alberta Facchi, la Regione del Veneto (assessore alla Cultura Cristiano Corazzari), la Provincia di Rovigo (presidente Ivan Dall’Ara) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (presidente Gilberto Muraro), è giunto al suo primo giro di boa. La condivisione delle linee operative e delle azioni intraprese nella prima annualità del progetto MuSST “Musei fra Adige e Po” e l’avvio di un dialogo fra istituti museali afferenti al Sistema Museale Provinciale Polesine e le diverse espressioni culturali, naturalistiche, economiche, ha permesso di focalizzare e raggiungere i primi obiettivi auspicati.

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Panoramica sul museo di Ca’ Vendramin in Polesine (foto Drm-Veneto)

Tutte le azioni di questa prima annata condividono, infatti, la volontà di creare basi solide su cui costruire nei prossimi anni ampie progettualità di rete tra musei, mettendo in atto una sperimentazione da applicare poi a livello regionale e nazionale secondo gli obiettivi del Sistema Museale Nazionale e facendo affidamento su personale formato, su database visuali aggiornati e su contenuti validati. L’approccio metodologico di tipo “partecipativo” promosso ha caratterizzato un’ampia attività di ricerca, documentale e visuale che ha messo in evidenza potenzialità e prospettive diverse sul territorio, coinvolgendo più soggetti: dal CPSSAE (Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici) ad ICOM (International Council of Museums) sezione Triveneto, da Rovigo Convention & Visitors Bureau (Promozione culturale e turistica del territorio) ad un team di giovani creativi e artisti, alle imprese culturali del territorio.

La famosa vetrina dei vetri antichi al museo Archeologico nazionale di Adria (foto Drm-Veneto)
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L’ingresso del museo dei Grandi Fiumi a Rovigo (foto Drm-Veneto)

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La mappa del Sistema museale provinciale Polesine “Pollìcino” (foto Provincia Rovigo)

Le azioni e i risultati della prima annualità. 1) Clip Video POLLICINUM. MUSEO POLESINE 90″, un breve video di 90” per raccontare come i musei e il paesaggio conservino la memoria di uomini e miti della terra tra Adige e Po. Ideazione e realizzazione: Camilla Ferrari (musiche originali) e Alberto Gambato (riprese). 2) La Mappa /Flyer dei musei. Ideazione del concept grafico “Pollìcinum. Museo Polesine” frutto di un brainstorming partecipato; progettazione grafica della mappa, adattamento contenuti in base alla linea editoriale funzionale agli obiettivi e traduzione in lingua inglese. Stampa in 10.000 copie: distribuzione di parte di esse ai musei afferenti al Sistema Museale Provinciale Polesine, mentre un’altra parte è destinata alla promozione Coordinamento di tutte le fasi, briefing iniziale, controllo contenuti: Cristina Regazzo per Rovigo CVB. 3) tre itinerari gratuiti sulla piattaforma Izi.travel: https://izi.travel/it/search/polesine. Realizzati in sinergica collaborazione tra i musei e le imprese culturali che offrono servizi museali in Polesine, i tre itinerari collegano i musei del Polesine secondo diverse tematiche e sono rivolti a tre pubblici diversi. Per una fruizione del territorio adatta alle esigenze di ogni età. 4) Il progetto Wikipedia sui musei del Polesine. Progetto di valorizzazione dei musei sull’enciclopedia libera Wikipedia, in collaborazione con il CPSSAE -Centro Polesano Studi Storici Archeologico Etnografici e con giovani laureati in discipline storico-artistiche. effettuata la schedatura della totalità dei musei per il caricamento su Wikipedia. Ciò fornirà le basi per la veicolazione di contenuti di alto livello divulgativo e per l’adesione alla campagna annuale di “wiki loves monuments”, il concorso fotografico appositamente creato da Wikipedia per far conoscere i beni culturali nel mondo. Esempio: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_archeologico_nazionale_di_Adria Ideazione e realizzazione: CPSSAE, Sandra Bedetti (coordinamento); Alessandra Papuzzi, Sara Veggian (redazione e caricamento schede). 5) Il servizio foto e video. Mappatura e riorganizzazione del materiale foto e video esistente e produzione di materiale originale dei singoli istituti, creando un vero a e proprio archivio immagini da mettere a disposizione dei 26 musei per la comunicazione e la valorizzazione. 6) I siti web di 4 musei (in corso di realizzazione): musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine; il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo e il museo di Ca’ Vendramin, è stato realizzato un template secondo le regole AGID, con piena accessibilità anche ai disabili. Le novità assolute dei siti saranno l’integrazione con il Catalogo dei Beni Culturali della Regione veneto e del MiBACT, al fine di incorporare e rendere pubbliche le schede dei beni culturali, e la parte di gamification: una sezione di quiz e giochi per interativi sui contenuti dei musei. Il sito del museo archeologico nazionale di Adria renderà pubbliche più di 1500 schede di materiali che verranno incrementate con il tempo. Ideazione e realizzazione: Meeple srl.

I musei e il paesaggio tra Adige e Po conservano la memoria di uomini e miti. Nasce sulla rotta indicata da queste parole il progetto cinematico dal titolo POLLICINUM. MUSEO POLESINE 90, che si propone come nuova narrazione del patrimonio culturale del Polesine. Realizzato dagli artisti Camilla Ferrari e Alberto Gambato, è stato girato interamente nei musei della provincia di Rovigo e nel paesaggio che li circonda. Il flusso delle immagini rende possibile un matrimonio, quello tra il disvelamento del mito di Fetonte e il paesaggio che ne accolse l’epilogo. Il giovane Fetonte, figlio del dio Apollo, ottenne non senza remore paterne di guidare il carro del sole. Ne perse il controllo e, dopo aver devastato quasi tutto il globo terrestre, venne punito con un fulmine da Zeus che lo precipitò nell’Eridano, il fiume Po. Qui, con lacrime trasformate in gocce d’ambra, lo piansero le sorelle, che dallo stesso Zeus furono tramutate in pioppi, ancora oggi presenti sulle rive del fiume. La narrazione video si sviluppa muovendosi dall’alto verso il basso, dal cielo verso la terra, seguendo metaforicamente la caduta di Fetonte, in un panorama silenzioso e timido come quello polesano, dagli orizzonti vaghi e in eterno mutamento, appena accarezzati dalla luce. Una piccola goccia d’acqua accompagna lo spettatore attraverso lo scandaglio del territorio, solcandone i luoghi della memoria. Paesaggi e musei offrono all’uomo i propri tesori tenacemente sopravvissuti allo scorrere del tempo, per raccontarne l’intima poesia. Anche la musica segue la discesa di Fetonte verso l’Eridano, sottolineando gli eventi visivi e di racconto attraverso la voce narrante, poggiata su di una struttura musicale in parte elettronica, ma per larghissimi tratti affidata alla generosità musicale di suoni reali, vividi, generati proprio dagli oggetti conservati nei musei. Le percussioni, ad esempio, nascono dal suono di anfore romane conservate al museo Archeologico nazionale di Adria, mentre le piccole campanelle udibili sono nascoste fra gli ingranaggi delle macchine musicali nel museo della Giostra di Bergantino.

Meryt e Baby in tournee in Cina: le due mummie e altri reperti della collezione egizia dell’Accademia dei Concordi di Rovigo protagonisti in una grande esposizione a Wuhan. È il risultato del successo della mostra “Egitto ritrovato” prorogata di un mese

La prof.ssa Paola Zanovello, curatrice della mostra, illustra i reperti della collezione egizia dell’Accademia dei Concordi di Rovigo (foto Graziano Tavan)

L’imprenditore rodigino Giuseppe Valsè Pantellini

Più di 8500 chilometri, da Rovigo a Wuhan, in Cina, per una grande mostra itinerante: un viaggio impensabile solo poche settimane fa per Meryt e Baby, le due mummie che finora lo spostamento più lungo lo avevano fatto tra il 1878 e il 1879 nei cassoni, pieni di preziosi reperti egizi, inviati all’Accademia dei Concordi dal rodigino Giuseppe Valsè Pantellini (Rovigo 1826 – Fiesole 1890), in esilio al Cairo per aver partecipato ai moti d’insurrezione del Polesine nel 1848, dove aveva preso in gestione, e poi in possesso, il Grand Hotel (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/02/27/le-mummie-a-rovigo-per-la-prima-volta-in-mostra-a-palazzo-roncale-la-collezione-egizia-di-giuseppe-valse-pantellini-che-140-anni-fa-porto-allaccademia-dei-concordi-oltre-50/).

Anche questo invito in Cina dà la misura del successo della mostra “Egitto ritrovato. La collezione Valsè Pantellini” a Palazzo Roncale di Rovigo, visitata da 11mila spettatori nel periodo di apertura programmato, cioè tra il 14 aprile e il 1° luglio 2018, apertura che di fronte a questi numeri è stata prorogata al 29 luglio 2018. “Una esposizione scientificamente”, ha sottolineato Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo, in occasione del bilancio delle iniziative culturali proposte dall’ente a Rovigo, “creata intorno al restauro delle due mummie, seguito con passione – sentimento che va oltre l’attenzione – da un pubblico di famiglie e di scuole di Padova e Rovigo. La durata media della visita è stata di un’ora circa, tempo sufficiente per ammirare la selezione di reperti della collezione egizia dell’Accademia dei Concordi. Meryt e Baby e la loro storia sono diventate popolari e il loro restauro ha incuriosito un pubblico veramente vasto e partecipe”.

La restauratrice Cinzia Oliva con la mummia di Meryt a Palazzo Roncale (foto Graziano Tavan)

Indagini e restauri delle due mummie. Meryt e Baby a metà giugno 2018 sono andate in “trasferta” al Polo ospedaliero di Rovigo, dove sono state sottoposte alla Tac e ad altri esami. Rientrate al Roncale le due mummie sono state studiate dagli esperti della Polizia scientifica per realizzare, lavorando su documentazione fotografica dettagliata, la loro ricostruzione tridimensionale con la tecnica della fotogrammetria attraverso l’ispezione e l’analisi dei dettagli della mummia, sia a luce ambiente che con l’ausilio di luci forensi. Queste indagini sono state operate dall’Area Fotografica BPA e Ricostruzioni 3D del Gabinetto interregionale di Polizia scientifica per il Triveneto di Padova, diretto dal primo dirigente Nicola Gallo. Parallelamente alle indagini, sono stati portati avanti anche gli interventi di restauro curati da Cinzia Oliva, tra i massimi esperti in Italia del settore. “Le due mummie”, spiega Oliva, “sono state liberate della pellicola di polvere e agenti inquinanti che ricopriva la superficie, accelerandone il degrado e compromettendone la conservazione. Si è poi proceduto con le operazioni di riposizionamento e consolidamento delle bende sollevate e lacerate, e al contempo allo studio e schedatura del materiale tessile rinvenuto. Infine, sono stati realizzati dei supporti tridimensionali in materiale inerte per consentire l’esposizione e il trasferimento dei reperti in assoluta sicurezza”.

L’articolato complesso dell’Hubei provincial museum di Wuhan in Cina che ospiterà la mostra con le mummie Meryt e Baby

Emanuele Ciampini (Università Ca’ Foscari) e Paola Zanovello (Università di Padova) davanti alla teca con le due mummie all’Accademia dei Concordi di Rovigo

In autunno in Cina. Con agosto, una volta chiusa la mostra “Egitto Ritrovato”, Meryt e Baby cominceranno a prepararsi, insieme con altri pezzi della collezione egizia rodigina, per l’impegnativo e prestigioso viaggio in Cina. “Le due mummie”, confermano all’Accademia dei Concordi, pur esprimendo una certa prudenza, “potrebbero diventare le protagoniste della colossale mostra che le autorità cinesi stanno organizzando con tappe in cinque grandi musei, il primo dei quali dovrebbe essere l’Hubei Provincial Museum di Wuhan, nel distretto di Wuchang, non lontano dalla riva occidentale del Lago Orientale”. L’Hubei Provincial Museum di Wuhan è uno dei musei più famosi della Cina, con oltre 200mila reperti di interesse nazionale, tra cui la Spada di Goujian, un’antica serie di campane di bronzo e i numerosi manufatti della Tomba del Marchese YI di Zeng e delle tombe di Baoshan. La partecipazione delle mummie rodigine agli eventi cinesi rientra nel progetto “Egitto in Cina”, curato dal gruppo di lavoro Egitto Veneto, coordinato dal prof. Emanuele Ciampini dell’università Ca’ Foscari di Venezia e dalla prof.ssa Paola Zanovello dell’università di Padova, progetto che ha tra i propri obiettivi la valorizzazione delle numerose collezioni egizie presenti in Veneto e scarsamente conosciute dal pubblico, cui fa parte la collezione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.