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Pompei: il Comitato di gestione aggiorna il Piano Strategico all’unanimità e approva nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro

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Presentazione dei risultati dell’incontro del comitato gestione per il Piano strategico: da sinistra, Francesco Sirano, Gabriel Zuchtriegel, e il gen. B. Giovanni Di Blasio (foto parco archeologico di pompei)

Il Comitato gestione di Pompei aggiorna all’unanimità il Piano Strategico con nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro. È stato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, a presiedere il Comitato di gestione del Piano strategico per lo sviluppo socio economico delle aree comprese nel Piano di gestione del sito Unesco “Aree archeologiche di Pompei Ercolano e Torre Annunziata”. Il Piano ha la finalità di rilancio e riqualificazione ambientale e urbanistica dei nove comuni interessati e il potenziamento della loro attrattività turistica. Nel corso della riunione convocata dal direttore generale di progetto, il Gen. B. Giovanni Di Blasio ha illustrato ai membri del comitato di gestione gli argomenti in trattazione all’ordine del giorno, in particolare: la presentazione e approvazione dell’aggiornamento del Piano strategico; l’avvio del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli” e i suoi effetti sul Piano strategico; l’aggiornamento sull’impiego dei fondi CIPE deliberati il 28 febbraio 2018; gli esiti dell’avviso pubblico finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse per l’inserimento nel Piano strategico di nuovi progetti. Argomento centrale della discussione è stato l’aggiornamento del Piano elaborato dall’Unità Grande Pompei che il comitato ha approvato all’unanimità in piena condivisione con gli Enti locali interessati, con una variazione in termini di risorse pari a oltre 900 milioni di euro, di cui 594 milioni di euro per interventi già finanziati e 337 milioni di euro per interventi da finanziare.

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L’ingresso dell’ex Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata (foto grande pompei – mic)

Questi gli aggiornamenti più significativi, riguardanti diverse linee di finanziamento statali e regionali: realizzazione dell’hub ferroviario a Pompei (30,6 milioni di euro); riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata – Castellammare di Stabia – Gragnano in tram leggero (33 milioni di euro); riqualificazione del complesso di Villa Favorita con molo borbonico a Ercolano (49 milioni di euro); valorizzazione della ex Real Fabbrica d’Armi “Spolettificio dell’Esercito” di Torre Annunziata; definizione del Sistema di interventi per il completamento degli schemi fognari e di collettamento dei comuni dell’area interessata dal Piano di gestione del sito Unesco (113 milioni di euro); realizzazione di interventi sul patrimonio culturale individuati nell’ambito del Piano strategico (10 milioni di euro); compatibilizzazione urbana ferrovia EAV Pompei Santuario con un nuovo tracciato per la connessione (67 milioni di euro); rimodulazione del Grande Progetto “Completamento della riqualificazione del fiume Sarno (da 217 a 402 milioni di euro).

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L’articolato complesso della reggia di Portici (foto mic)

Nel corso del comitato sono anche state presentate nuove proposte pervenute dal territorio, tra le quali: la Cabinovia del Vesuvio (53 milioni di euro) – Comune di Ercolano; il completamento del programma generale di valorizzazione del sito reale di Portici (71 milioni di euro) – Città Metropolitana di Napoli. Infine, il comitato ha discusso della realizzazione degli interventi proposti dal territorio nei due ambiti programmatici: riqualificazione ambientale-paesaggistica ed opere di difesa della fascia costiera e rigenerazione urbana-ambientale del waterfront (20 interventi per circa 275 mln di euro); riqualificazione e rigenerazione del tessuto edilizio degradato (25 interventi per circa 158 mln di euro). Infine, il comitato è stato aggiornato rispetto a quanto finanziato dal Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”, che individua il direttore generale di progetto dell’Unità Grande Progetto Pompei quale referente unico del ministero della Cultura per il monitoraggio, valutazione e controllo degli interventi del Piano strategico finanziati dal CIS e per l’attuazione dei 14 progetti finanziati direttamente dal MiC per circa 73 milioni di euro confluiti nel CIS.

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)

“Con il progetto “Sogno di volare”, avviato quest’anno e che continuerà nei prossimi anni”, dichiara Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “siamo entrati in una fase concreta di attuazione e implementazione del piano strategico, attraverso il coinvolgimento diretto di giovani del territorio in attività del Parco. 80 studenti delle scuole locali sono stati impegnati nella prima produzione teatrale del Parco portando sulle scene del teatro grande di Pompei una commedia di Aristofane, acquisendo e contribuendo alla diffusione di una consapevolezza del patrimonio culturale al loro immediato circondario. Una azione di sensibilizzazione e promozione diretta e senza mediazioni dei luoghi della cultura e del proprio territorio. Allo   stesso modo la valorizzazione delle aree verdi dei siti del Parco, attraverso il progetto di Azienda Agricola Pompei vedrà un rafforzarsi di sinergie con diversi attori per prima locali, con un importante ricaduta a livello economico”.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Il parco archeologico di Ercolano ha avuto grande vantaggio dai fondi Cipe e Cis”, interviene Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, “ed è grazie al Piano strategico che si sono potute potenziare azioni di tutela del sito Patrimonio dell’UNESCO ma anche ampliare l’offerta culturale per i visitatori. Sulla base dei primi progetti conclusi abbiamo già raccolto i primi risultati in termini di ricaduta occupazionale e di maggiore permanenza sul territorio dei turisti. Bisogna continuare ad orientarsi verso l’impegno nella valorizzazione dei territori, perché i siti culturali non rimangano isolati ma rappresentino sempre di più un vero volano di sviluppo e crescita”.

Pompei. Per la “Palestra Culturale” Massimo Fusillo presenta “La Grecia secondo Pasolini” primo appuntamento della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” 

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Il giardino della Palestra grande di Pompei dove si tengono gli appuntamenti della rassegna “Palestra culturale” (foto parco archeologico di pompei)

pompei_parco_CS Palestra Culturale_grecia-secondo-pasolini_fusillo_locandinaNuovo appuntamento agli Scavi di Pompei con la “Palestra culturale” al giardino della Palestra Grande. Dopo il successo della presentazione del libro “La Fortuna” della scrittrice Valeria Parella tenutosi lo scorso luglio, si prosegue con la sezione della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, con 4 appuntamenti nel mese di settembre. Il primo incontro è in programma l’8 settembre 2022, alle 19, con Massimo Fusillo che presenta “La Grecia secondo Pasolini”.  L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti.  “La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche”, sottolinea il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università degli Studi dell’Aquila, dove è anche coordinatore del dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci”.

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Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno del percorso della Palestra Grande e curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica.  L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su http://www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

Un patrimonio di dati a portata di click: Pompei apre i suoi archivi digitali alla libera consultazione attraverso il sistema Open Pompeii accessibile anche con l’app My Pompeii

Una rivoluzione nell’accesso ai dati di Pompei. Un immenso patrimonio di dati del parco archeologico di Pompei, raccolti in decenni e aumentato significativamente in tempi recenti grazie al Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, da oggi sarà alla portata di tutti con un click, per consultazione, studio e approfondimento. Un archivio di vetro trasparente, disponibile e accessibile a tutti, non solo a studiosi e con possibilità di interagire e integrare informazioni utili. Pompei apre i suoi archivi digitali, attraverso il sistema Open Pompeii. Una rivoluzione nella consultazione dei dati sul patrimonio archeologico del Parco, nell’ottica della massima accessibilità e interattività nella ricerca e nella fruizione. Disponibili on line dati, informazioni, immagini e video su ciascuna struttura archeologica, case e edifici, reperti, affreschi presenti o distaccati, con indicazione della loro provenienza e attuale dislocazione, ad esempio in un museo o in deposito, con connessa bibliografia e possibilità di incrociare dati. Un passo avanti nella ricerca, a disposizione di visitatori, studiosi, operatori turistici, guide o anche semplicemente appassionati, che potranno accedere al sistema da qualsiasi dispositivo. Il sistema sarà anche accessibile attraverso l’App My Pompeii implementata allo scopo di migliorare la visita al sito. L’applicazione ha la funzione di audioguida e consentirà al visitatore di interagire con il Parco inviando segnalazioni nel corso della visita e ricevendo un feedback diretto e immediato.

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Il sistema Open Pompeii per l’accesso digitale ai dati dell’area archeologica (foto parco archeologico di pompei)

“Il sistema Open Pompeii, che consentirà l’accesso a una immensa banca dati di documenti e informazioni, mai prima resi disponibili al pubblico, è un’operazione che si può definire radicale e coraggiosa e che si inserisce nello sforzo più ampio del ministero della Cultura”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Attraverso il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, il Ministero sta attuando un processo di trasformazione digitale, di tutti i luoghi della cultura statali che possiedono, tutelano, gestiscono e valorizzano i Beni Culturali, nell’ottica oltre che della piena accessibilità anche del miglioramento della tutela e della conoscenza del patrimonio. Con Open Pompeii raggiungiamo un importante traguardo in questo ambito, ma non è assolutamente un punto d’arrivo: la digitalizzazione continuerà anche nei prossimi anni e proprio per questo il feedback degli stessi utenti sarà preziosissimo”.

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Il sistema Open Pompeii per l’accesso digitale ai dati dell’area archeologica (foto parco archeologico di pompei)

La consultazione delle informazioni è basata su un’interfaccia semplice e intuitiva che, mediante una mappa, permette all’utente di interagire con il sistema e visualizzare i vari livelli informativi, navigando tra regioni, insule, unità catastali e vani. Utilizzando il motore di ricerca integrato, è possibile ricercare le informazioni desiderate circa unità catastali o reperti archeologici. La banca dati che alimenta il sistema informativo Open Pompeii è frutto di un’aggregazione di dati provenienti dai principali sistemi gestionali in uso a Pompei (SI-Pompei per i dati geografici ed informazioni anagrafiche, SIAV per le informazioni Catalografiche, Tolomeo per le foto storiche di archivio).

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Il sistema Open Pompeii per l’accesso digitale ai dati dell’area archeologica (foto parco archeologico di pompei)

Il progetto, grazie ad una convenzione con il parco archeologico di Pompei,  ha ricevuto l’importante contributo tecnico-scientifico del Consorzio CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) principale punto di riferimento della ricerca accademica nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology, con la collaborazione della Scuola IMT Alti Studi Lucca (istituzione universitaria, di ricerca e alta formazione) e del GSSI Aquila (Gran Sasso Science Institute dell’Aquila), ai vertici delle migliori università italiane per la ricerca condotta in tutte le sue 4 aree di Fisica, Matematica, Informatica e Scienze Sociali. Si è avvalso di competenze interdisciplinari convogliate in sinergia verso l’implementazione del dominio applicativo del patrimonio culturale: archeologi, archivisti, esperti di storia dell’arte antica, di organizzazione e analisi dei dati, IT, machine learning e artificial intelligence. Il risultato è stato un sistema innovativo che continua a essere sviluppato e ampliato per prevedere sempre più funzioni e accessibilità agli utenti. Al progetto hanno collaborato: Rocco De Nicola, rettore dell’IMT di Lucca, Maria Luisa Catoni, Agnese Ghezzi, Ludovico Iovino, Riccardo Olivito, Fabio Pinelli, Alessandro Poggio. RUP e Direzione Esecuzione del progetto: Alberto Bruni del parco archeologico di Pompei con la collaborazione di Salvatore Gallo e Fabio Garzia. Il progetto è finanziato con risorse comunitarie del PON Cultura e Sviluppo – Grande Progetto Pompei e l’app con risorse PON Legalità del ministero dell’Interno.

Paestum. Al parco archeologico la prima “Notte Bianca tra i templi”, al chiaro di luna tra musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche; visite guidate e laboratori del gusto

paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2022_locandinaSarà l’occasione per passeggiare al chiaro di luna tra i templi di Paestum e trascorrere la nottata tra performance artistiche di musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche per adulti e bambini; visite guidate e laboratori del gusto con degustazioni di prodotti locali DOP. Il sito archeologico di Paestum si prepara a vivere la sua prima “Notte Bianca tra i templi”, mercoledì 10 agosto 2022, con l’apertura straordinaria di tutta l’area archeologica dalle 20 alle 2 del mattino seguente, ingresso 5 euro. “L’idea della Notte Bianca è nata poco dopo il mio insediamento a Paestum, mentre passeggiavo nell’area archeologica dopo una lunga giornata di lavoro”, dichiara il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Il mio desiderio era quello di animare per una notte tutta l’antica città di Paestum attraverso arte e cultura L’entusiasmo per la realizzazione di questo evento ha coinvolto anche i miei collaboratori che conoscono bene le suggestioni che evocano le passeggiate al chiaro di luna tra i templi. L’obiettivo è rendere sempre più vivo e dinamico il nostro Parco: un luogo aggregante, aperto a tutti e capace di essere un punto di riferimento per il territorio”. Nella notte di San Lorenzo, eccezionalmente, si potrà visitare tutta l’area archeologica: dal Santuario meridionale con il tempio di Nettuno e la c.d. “Basilica” fino al tempio di Atena a Nord, passando per la zona pubblica del foro e del tempio della Pace. Una visita notturna così estesa, e non limitata al Santuario meridionale come solitamente avviene durante le aperture serali, è stata possibile anche grazie ai recenti lavori per il rifacimento dei percorsi di visita e al miglioramento del sistema di illuminazione dell’area archeologica iniziati sotto la precedente direzione di Gabriel Zuchtriegel e finanziati con fondi europei PON Cultura e Sviluppo.

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Geoff Westley nel concerto “Piano Solo” a Paestum

Il programma. DIDATTICA (dalle 20 alle 21.30): “Alle radici di un mito: miti antichi, visioni moderne”, a cura di Argonauta coop. sociale: laboratorio didattico con letture animate per famiglie con bambini fino a 12 anni; “Le armi del guerriero”, a cura di Nicola Verrone: visita guidata nel Santuario meridionale con approfondimenti di archeologia sperimentale sulle armi preistoriche dedicato a tutti; “Musica e suoni dell’antichità”, a cura di Archeocilento: laboratorio di musica antica per tutti; “Visite guidate”, a cura di Le Nuvole (partenza dalla biglietteria alle 20.30 e alle 23. Costo: 3 euro). LABORATORI DEL GUSTO (dalle 20 alle 21.30): “Laboratori del gusto”, a cura di Amici di Paestum e Velia: racconto storico e degustazione delle eccellenze enogastronomiche del Cilento. Ingresso al Parco, laboratorio e degustazione (costo: 10 euro); “Il Grand Tour dei sapori: il viaggio organolettico della bufala campana”, a cura di Consorzio di tutela in collaborazione con l’ONAF: degustazione guidata con approfondimenti storici sulla mozzarella. CONCERTO (alle 21.30): “Piano SOLO”, Geoff Westley in concerto, a cura di Comune di Capaccio Paestum. OSSERVANDO LE STELLE DEI GRECI (dal tramonto fino alle 2): “E uscimmo a riveder le stelle”, a cura di Associazione Ereca Escursioni: osservazione delle stelle con telescopio e racconto dei miti e delle costellazioni. LE ARTI E LE MUSE: TEATRO, CANTO, DANZA (alle 23 e alle 24): “Caos o Kosmos”, dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico, a cura di Associazione Antico fa testo: dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico; (dalle 23 alle 2): musiche e danze popolari del Sud Italia, a cura di Associazione Cordace; (alle 00.30): “Appunti poetici dalla regina Cassiopea. Notte di note sparse calanti dal cielo”, a cura di Accademia Magna Grecia: spettacolo in prosa e musica.

Pompei. Nella Domus del Larario (Regio V) scoperti gli arredi abbandonati durante l’eruzione del Vesuvio: piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi, e ancora un prezioso bruciaprofumi decorato, e sette tavolette cerate. Una fotografia della Pompei del ceto medio

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La stanza arredata scoperta all’interno della Domus del Larario, nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)


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Archeologi e restauratori all’opera nella stanza arredata scoperta nella Domus del Larario della Regio V di Pompei (parco archeologico di pompei)

Piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi, e ancora un prezioso bruciaprofumi decorato, e il gruppo unico di sette tavolette cerate raccolte da un cordino: sono stati abbandonati frettolosamente duemila anni fa, nel 79 d.C., dagli abitanti della Casa del Larario che cercavano di mettersi in salvo da quella pioggia incandescente di cenere e lapilli che il Vesuvio stava riversando su Pompei. La vita sembra essersi fermata, come in uno scatto fotografico: e ora, poco a poco, torna a riaffiorare con gli strumenti degli archeologi moderni nello scavo stratigrafico. È l’ultima scoperta di Pompei nell’area nord nella cosiddetta Regio V, uno dei grandi quartieri della città antica, già interessata da scavi nel 2018, nell’ambito del più ampio intervento di manutenzione e messa in sicurezza dei fronti di scavo lungo il perimetro del l’area non scavata della città, previsto dal Grande Progetto Pompei.

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Un portalucerna rinvenuto nella stanza arredata scoperta all’interno della Domus del Larario, nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“Pompei davvero non finisce di stupire”, commenta il ministro per la Cultura, Dario Franceschini, “ed è una bellissima storia di riscatto, la dimostrazione che quando in Italia si lavora in squadra, si investe sui giovani, sulla ricerca e sull’innovazione si raggiungono risultati straordinari”. “Pompei è una scoperta continua”, sottolinea Massimo Osanna, direttore generale dei Musei. “Ma soprattutto si conferma essere un inesauribile laboratorio di studio e ricerca, che consente di non mettere mai un punto finale alla ricerca, ma al contrario di aggiungere nuovi dati alla storia della città. Il Grande progetto Pompei, con il quale attraverso superiori esigenze di tutela si sono determinati altri scavi, ha consegnato al Parco archeologico un’esperienza e una metodologia che oggi viene perseguita in un regime ordinario, nell’ambito del quale continuano a emergere eccezionali risultati”.

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Serpenti agatodemoni e pavoni popolano il larario scoperto negli scavi della Regio V a Pompei (foto di Ciro Fusco)

Le ricerche nella Regio V. In quest’area, con accesso dal vicolo di Lucrezio Frontone, nel 2018 emerse un lussuoso larario riccamente decorato. Si tratta di un ambiente adibito al culto, che presentava su una parete una nicchia sacra ai “Lari”, numi tutelari della casa e al di sotto due grandi serpenti “agatodemoni” (demone buono), simbolo di prosperità e buon auspicio. E tutt’intorno pareti dipinte con paesaggi idilliaci e una lussureggiante natura con piante e uccelli e su un lato una intera parete con scene di caccia su fondo rosso (vedi Dalla Regio V di Pompei emerge un sontuoso larario popolato di serpenti agatodemoni e pavoni, con decori floreali e scene di caccia: è tra le nuove scoperte che il ministro Bonisoli potrà ammirare nella sua visita ufficiale agli scavi | archeologiavocidalpassato).

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, nella stanza arredata scoperta nella Domus del Larario della Regio V di Pompei (foto Cesare Abbate)

Nel 2021 un progetto di scavo e di restauro del parco archeologico di Pompei, ha previsto l’estensione dell’indagine archeologica degli ambienti superiori al primo livello e quelli del piano terra, posti di fronte al larario, addivenendo alla scoperta di stanze (due sopra e due sotto) che celavano ancora diversi arredi, di cui è stato possibile realizzare i calchi, e di oggetti di uso quotidiano. Gruppo di lavoro è composto da Maria Rispoli, archeologo (rup); Raffaele Martinelli, architetto (direttore dei lavori); Antonino Russo, archeologo (direttore operativo); Vincenzo Calvanese, ingegnere (direttore operativo); Raffaella Guarino (direttore operativo restauri), Paola Sabatucci, restauratrice; Angelo Capasso, geometra; impresa Ingg. Mario e Paolo Cosenza srl; Bruno Baglivo e Francesca Longobardo, collaboratori archeologi; e Roberta Prisco, restauratrice.

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Il calco del baule rinvenuto nella stanza arredata della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“Nell’impero romano c’era un’ampia fetta della popolazione che lottava per il proprio status sociale e per cui il ‘pane quotidiano’ era tutt’altro che scontato”, spiega il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “Un ceto vulnerabile durante crisi politiche e carestie, ma anche ambizioso di salire sulla scala sociale. Nella Casa del Larario a Pompei, si riuscì a far adornare il cortile con il larario e con la vasca per la cisterna con pitture eccezionali, ma evidentemente i mezzi non bastavano per decorare le cinque stanze della casa, una delle quali fungeva da deposito. Nelle altre stanze, due al piano superiore e raggiungibili tramite un soppalco, abbiamo trovato un misto di oggetti, alcuni di materiali preziosi come il bronzo e il vetro, altri di uso quotidiano. I mobili di legno di cui è stato possibile eseguire dei calchi sono di estrema semplicità. Non conosciamo gli abitanti della casa ma sicuramente la cultura dell’ozio a cui si ispira la meravigliosa decorazione del cortile per loro era più un futuro che sognavano che una realtà vissuta”.

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Piattini e ampolline rinvenuti nella stanza arredata della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Gli ambienti del piano inferiore, interamente arredati. Gli archeologi hanno recuperato l’intero arredo della stanza, in quanto i vuoti creatisi in fase di scavo nella cinerite, hanno consentito l’esecuzione dei calchi del mobilio (la tecnica prevede che il gesso liquido venga versato nei vuoti restituendo le forme degli oggetti o dei corpi, una volta consolidatosi).

La stanza da letto. Una delle stanze presenta un letto, di cui si conservano parti del telaio, nonché il volume del cuscino, di cui è ancora visibile la trama del tessuto. La tipologia del letto è identica a quella dei tre letti scoperti l’anno scorso nella villa di Civita Giuliana nella “Stanza degli schiavi”: si tratta di una brandina estremamente semplice, priva di elementi di decorazione, smontabile e senza materasso; ci si stendeva su una rete di corde, delle quali si conservano tracce nel calco realizzato, e su un tessuto poggiato al di sopra di essa. Accanto ad esso un baule ligneo bipartito, lasciato aperto nel momento della fuga e su cui sono crollati travi e tavole del solaio soprastante. Il baule conservava un piattino in sigillata ed una lucerna a doppio beccuccio con bassorilievo raffigurante la trasformazione di Zeus in aquila. Accanto ad esso, un tavolino circolare a tre piedi con sopra ancora una coppa in ceramica contenente due ampolline in vetro, un piattino in sigillata e un altro piattino in vetro. Ai piedi del tavolino, un’ampolla in vetro e brocchette ed anforette che testimoniano un uso quotidiano della stanza. Il mobilio e le forme ceramiche sono stati trovati nella posizione in cui dovevano essere nel momento della fuga, restituendoci una fotografia di quell’istante.

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L’armadio (visto dall’alto) rinvenuto nella stanza-deposito della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il deposito con l’armadio ligneo. L’altro ambiente scavo sembra essere un locale deposito o magazzino. È l’unico degli ambienti a non avere le pareti intonacate ed anche il piano pavimentale è semplice terreno battuto. È stato possibile realizzare due calchi, di cui uno ha restituito la forma appena percepibile di uno scaffale in cui l’anforame era stipato, mentre il secondo ha restituito un accumulo di fasciame ligneo legati da corde. Assi di legno di essenze diverse, con diverso taglio e rifiniture, probabilmente per usi disparati, dal mobilio a lavori di riparazione su edifici domestici e di servizio.

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Brocchette, anforette e piatti in vetro affiorano sulla mensola superiore dell’armadio ligneo della stanza-deposito della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

L’armadio ligneo. Del tutto sorprendente è invece ciò che è stato possibile recuperare all’esterno dell’ambiente, nell’angolo sud del breve disimpegno, di fronte alla cucina. Conservatosi all’interno della cinerite, si è messo in luce un armadio ligneo con almeno quattro ante. La parte superiore del mobile e gli sportelli anteriori sono risultati compromessi dal crollo del solaio soprastante, con tegole, pavimenti ed intonaci che ne hanno sventrato i livelli superiori di cui però sono comunque percepibili le forme sul muro retrostante. Si tratta di un mobile di circa 2 m di altezza, con almeno cinque ripiani. Su quello più in alto sono stati rinvenuti brocchette, anforette e piatti in vetro, mentre è tuttora in corso lo scavo dei livelli inferiori.

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Il bruciaprofumi in forma di culla rinvenuto nelle stanze al piano superiore della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)


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Calco delle tavolette cerate: gruppo di sette trittici, legati tra essi da un cordino sia in senso orizzontale che verticale (foto parco archeologico di pompei)

Gli ambienti del piano superiore: le tavolette cerate, il bruciaprofumi. Gli ambienti superiori sono stati scavati per prima, tuttavia i materiali rinvenuti sono stati prevalentemente ritrovati in fase di caduta nella volumetria degli ambienti sottostanti. Tra questi di gran valore documentario è il piccolo calco delle tavolette cerate. Un unicum per la tipologia di ritrovamento, che ne ha permesso di realizzare il primo esemplare di calco, che ne consente la perfetta restituzione della volumetria e dei dettagli. Si tratta di un gruppo di sette trittici, legati tra essi da un cordino sia in senso orizzontale che verticale. Il polittico doveva probabilmente essere conservato su qualche scaffale, unitamente ad altri oggetti in ceramica e in bronzo. Contenute all’interno di un grosso armadio, crollato durante l’eruzione, sono inoltre state recuperate diverse forme ceramiche d’uso comune, da cucina e da mensa, ma anche forme in sigillata (tipo di ceramica romana fine da mensa) ed in vetro, molto ben conservate. A queste si affianca un piccolo set di forme in bronzo, tra cui spicca una ben conservata pelvis (bacile) con fondo perlinato ed anse con attacchi a palmette. Con essa anche due brocche bronzee, una delle quali con ansa con applique sormontante a forma di sfinge ed attacco inferiore a testa leonina. Oltre alle forme metalliche, anche il ritrovamento di un bruciaprofumi in forma di culla, in ottimo stato conservativo, con la decorazione pittorica policroma perfettamente conservata che ancora mostra i dettagli di labbra, barba e capigliatura del soggetto maschile e decorazione geometrica sull’esterno.

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L’incannucciata contenuta nel cuore della malta del controsoffitto della stanza alle spalle della Domus del Larario nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

L’ambiente alle spalle della Domus del Larario. Alle spalle della Domus del Larario, infine, è stato indagato un ambiente pertinente ad un’altra unità abitativa., che ha restituito il parziale crollo del controsoffitto in cui, attraverso la tecnica dei calchi in gesso, è stato possibile recuperare il volume dettagliato dell’incannucciata contenuta nel cuore della malta del controsoffitto. Sono visibili i diversi fasci di sottili cannucce, legate tra loro da un sottile cordino e rivestite da una garza che le isolava dalla malta umida. Con la medesima tecnica, è stato successivamente possibile ottenere i calchi di ciò che al momento sembra una boiserie lungo le pareti nord, est e sud della stanza. Alcuni pannelli presentano una decorazione incisa a cassettoni mentre altri restituiscono una decorazione ad intarsio con l’inserimento di piccoli e sottili elementi in osso, alcuni dei quali fortunatamente ancora nella loro collocazione originaria.

Pompei. In attesa della riapertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, in esclusiva su ITsART il docufilm di Francesco Serpico “Eterna Pompeii. Il restauro della Casa dei Vettii”, uno sguardo poetico e inedito sul restauro della domus

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Il restauro in corso nella Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La Casa dei Vettii, uno degli edifici iconici del sito archeologico dell’antica Pompei, sta per essere riaperto al pubblico dopo un lungo restauro. Nell’attesa, dal 29 luglio 2022, in esclusiva su ITsART – la piattaforma streaming con il meglio dell’arte e della cultura italiana – sarà possibile scoprire il teaser della prima produzione originale ITsART nata in collaborazione con il parco archeologico di Pompeii e realizzata da Except “Eterna Pompeii. Il restauro della Casa dei Vettii” https://www.itsart.tv/it/content/b3289c8e-c652-4196-b4c9-86bf43a26d33?utm_source=Press&utm_medium=link&utm_campaign=PR&utm_id=Press%26PR – un’opera densa di storia e bellezza, un racconto esclusivo che narra il restauro in corso alla Casa dei Vettii.

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“Penteo dilaniato dalle baccanti”: dettaglio degli affreschi dell’oecus SE della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La Casa dei Vettii è una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio. Perno della dimora è il grande giardino colonnato (peristilio), ricco di statue con zampilli d’acqua, su cui si affacciano le stanze più riccamente decorate. Tra queste il famoso salone con i fregi di Amorini in atto di svolgere le principali attività produttive dell’epoca, dalla vendita del vino alla pulitura delle vesti, dalla coltivazione dei fiori alla vendemmia, dall’oreficeria alla creazione di profumi. Nella zona della cucina invece vi era un bel larario (edicola sacra) dipinto, mentre l’ambiente adiacente, decorato con una serie di quadretti erotici, era forse destinato ad una schiava prostituta Eutychis, che si offriva per due assi, come racconta un graffito all’ingresso della casa.

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Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, sul set di “Eterna Pompeii” (foto parco archeologico di pompei)

In esclusiva gratuita da ottobre su www.itsart.tv “Eterna Pompeii. Il restauro della casa dei Vetti”, diretto da Fabrizio Fichera e prodotto da Maurizio Vassallo, raccoglie le testimonianze di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Arianna Spinosa, funzionario architetto del Parco e direttore dei lavori di cantiere; Roberto Pisani, Kim Jiwon, Daniela Ricciardone, Giorgia Facciolongo, Ignazio Carlo Raucci, Chiara Coticelli e Sara Pagano. Scritto da Filippo Nicosia, il documentario si connota per uno stile narrativo unico che si distacca dai canoni del linguaggio documentaristico convenzionale per fondere in uno tre differenti linguaggi e modalità di ripresa.

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L’attore Francesco Serpico sul set del docufilm “Eterna Pompeii” (foto parco archeologico di pompei)

Così, il racconto filmico ed evocativo si tinge dei colori dell’alba e del tramonto per incontrare le doti attoriali di Francesco Serpico, mentre quello più prettamente documentaristico parla in maniera naturale e coinvolgente dei lavori di restauro lasciando emergere l’umanità della squadra e la bellezza delle persone coinvolte. Il terzo linguaggio, infine, quello più televisivo, che a tratti rimanda al documentario classico o al reality, conferisce leggerezza e vicinanza attraverso la presenza di battute in camera look e la ricerca di interazione tra Francesco e il pubblico a casa.

pompei_casa-dei-vettii_docufilm-su-itsart_locandinaPer l’occasione, i visitatori del Parco Archeologico di Pompei potranno soffermarsi davanti ai monitor collocati all’ingresso dell’area archeologica e scoprire alcuni estratti del documentario. “Eterna Pompeii. Il restauro della casa dei Vetti” è contenuto unico dedicato a un restauro storico che con stile fresco e dinamico affronta il tema della tutela dell’immenso patrimonio storico e culturale dell’Italia e l’importanza della valorizzazione di opere e siti inestimabili che appartengono all’umanità. Il documentario è fruibile dall’Italia, dalla Gran Bretagna e dall’UE tramite PC, MAC, Smartphone e Tablet. È possibile scaricare l’applicazione ITsART dagli Store ufficiali di Android, iOS, Android TV, Google TV, oppure dagli Store delle principali marche delle Smart TV (è possibile visualizzare i dettagli sulla compatibilità dei dispositivi nelle FAQ visitando la sezione “Assistenza” del nostro sito web). Per vedere il contenuto basterà registrarsi gratuitamente al sito www.itsart.tv. ITsART è anche sui social con i profili ufficiali:Facebook,Instagram,Twitter, Youtube, LinkedIn e al sito www.itsart.tv.

Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_locandinaTorna Campania by Night. Si parte mercoledì 27 luglio 2022, alle 19, dalla Palestra Grande di Pompei con “Palestra Culturale”, l’anteprima della rassegna del parco archeologico con la presentazione del libro “La Fortuna” edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore di Valeria Parrella. “Palestra culturale” è la rassegna di eventi culturali e di spettacolo programmata e finanziata dalla Regione Campania (Poc 2014-2020), prodotta e promossa dalla Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Il programma, che si concentrerà nel mese di settembre (8, 15, 23, 29) e venerdì 7 ottobre, prevede un evento speciale nel giardino della Palestra grande di Pompei, luogo di esercitazione della gioventù pompeiana, dalle 19 alle 20.30 e, a seguire, la possibilità di una visita libera o guidata su richiesta alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. La rassegna sarà annunciata in anteprima appunto mercoledì 27 luglio alle 19, con la presentazione del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella, Feltrinelli Editore. A intervenire in dialogo con la scrittrice, il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, e il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Con l’occasione sarà intitolato ad Annamaria Ciarallo, madre della scrittrice, il Laboratorio di ricerche applicate del Parco di cui è stata istitutrice e per anni responsabile, dando un importante impulso alla ricerca, soprattutto nel campo della conservazione dei reperti organici e degli studi di botanica applicata all’archeologia. Interverrà l’Amministratore Unico di Scabec, Pantaleone Annunziata, per dare il via ufficiale a Campania by Night, che quest’anno prevede 40 appuntamenti in 12 luoghi della cultura campani. L’ingresso alla presentazione del libro e visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” è gratuito, fino ad esaurimento posti (max 250). L’ingresso è da Piazza Anfiteatro, a partire dalle 18.30. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

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Copertina del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella

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La scrittrice Valeria Parrella

La Fortuna” di Valeria Parrella. Lucio ha un desiderio e ha un rango che non gli permette di credere fino in fondo a quel desiderio. In La Fortuna (Feltrinelli), Lucio racconta in prima persona la sua storia, misurando costantemente la capacità di fare qualcosa rispetto alla possibilità di arrivare a un obiettivo per la sua vita. Questo rapporto affronta dei livelli obbligati: la parziale cecità, l’aspettativa familiare nei suoi confronti, la visione paterna in cui deve trovare spazio il compromesso tra ciò che manca – il desiderio appunto di governare una nave – e ciò che quasi certamente avrà – una carriera politica. Ciò che muove Lucio fin dal principio di questo romanzo è poter avere un’opportunità, una sola occasione per dimostrare a suo padre e a sé stesso di essere capace, di raccogliere dunque un destino. Narra la sua storia in prima persona e lo fa portandoci dentro un mondo molto lontano di cui ci sono arrivati echi e rimbombi e documenti ufficiali ma che lui sa proporci togliendo loro il velo della Storia. Quasi sussurra Lucio quando dice: “Caduto il mantello, lasciato il cavallo, dimenticato Cesare, nessun ragazzo addestrato alla spada sognava il senato. I soldi del senato sì, i suoi matrimoni, le sue case, la sua gloria. Ma dentro i muscoli che si formavano, in quella smania che ci prendeva alle prime ore della mattina, e ogni volta che ungevamo di olio, in ogni posto del nostro corpo, muti, in silenzio, senza poterlo dire neppure a quei padri che forse avevano percorso anni addietro i nostri stessi sogni: noi tutti eravamo solo marinai o gladiatori”. Valeria Parrella scrive un romanzo storico, affondando la trama dal 62 al 79, in diciassette anni che hanno cambiato la vita e morfologia della zona attorno al Vesuvio e questo periodo corrisponde alla vita di Lucio, un ragazzo esemplare della Pompei che fu, dove cresce prima di essere costretto a studiare a Roma, alla scuola di retorica di Quintiliano. Lucio ha amici, coltiva la fascinazione del mare, delle navi, e la sua esistenza ruota attorno alla natura – ancora più di prima quando arriva a Roma – perché non riesce a liberarsi dall’urgenza del desiderio che lo accompagna. La natura è quella che lo priva di un occhio, che lo fa nascere mentre trema la terra, che gli concede un’inclinazione naturale verso il mare; la natura che quasi lo guida di nascosto tra le tavole della scuola e nella relazione con Aulo.

Pompei verso una nuova gestione del patrimonio verde: bando per individuare un partner privato di eccellenza per collaborare nella gestione dei vigneti archeologici, nonché nell’intero ciclo (dall’impianto alla commercializzazione). Il direttore Zuchtriegel presenta il progetto

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Il vigneto della Casa della Nave Europa a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Si chiamerà dell’Azienda Agricola Pompei e avrà il compito di gestire il patrimonio verde del parco archeologico di Pompei. Una sfida importante che sarà realizzata attraverso un processo partenariale pubblico–privato, di cui il primo passo è l’avviso internazionale che il parco archeologico di Pompei ha pubblicato per la co-gestione dei terreni destinati e da destinare a vigneto e al ciclo produttivo del vino, in scadenza il prossimo 26 agosto. Ai vigneti già presenti nelle Regiones I e II di Pompei e nel sito di Villa Regina a Boscoreale, estesi per quasi due ettari, si aggiungeranno altri cinque ettari di nuovi impianti di assoluta eccellenza e gestiti secondo i dettami esclusivi della lotta biologica “artigianale/naturale” e nel rispetto ed interpretazione aggiornata delle tecniche e modalità colturali del mondo antico. L’ambizioso programma di attuazione delle attività a partire dall’Avviso internazionale appena pubblicato sarà illustrato martedì 19 luglio 2022, alle 12, al vigneto della Casa della nave Europa, l’antica dimora di un importante produttore e commerciante di vino, olio e altri prodotti agricoli. Interverranno Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Pierpaolo Forte, consigliere di amministrazione del Parco e professore ordinario di diritto amministrativo all’università del Sannio; e Paolo Mighetto, responsabile della manutenzione del verde del parco archeologico di Pompei.

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I vigneti dei praedia di Giulia Felice a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

I vigneti saranno impiantati nelle aree archeologiche di Pompei, Stabia, Boscoreale e presso il Polverificio Borbonico di Scafati, sia nella forma di allevamento a palo e alberello, sia a spalliera su terrazzamenti, con una particolare attenzione all’impostazione paesaggistica, coltivati e gestiti dall’impianto alla produzione, dall’imbottigliamento all’affinamento e fino alla vendita all’interno dello stesso Parco archeologico. L’obiettivo è quello di una gestione del Patrimonio naturale che può diventare motore di sviluppo per una nuova fruizione ampliata del Parco, per renderlo energeticamente autosufficiente, per potenziarlo come presidio della biodiversità all’avanzare dell’inurbamento, per renderlo propulsore di attività produttive sostenibili dal punto di vista ambientale e da quello sociale e legale.

“Notte con gli dei”: apertura serale straordinaria del Santuario meridionale di Paestum per l’inaugurazione del percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica” con due visite guidate del direttore Tiziana D’Angelo. Poi i templi di Paestum saranno nuovamente accessibili tutti i giorni

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Il tempio di Nettuno di nuovo accessibile al pubblico (foto pa-paeve)

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Il percorso creato per l’accesso alla cosiddetta Basilica di Paestum (foto pa-paeve)

I templi di Paestum sono nuovamente accessibili. Come non lo sono stati neppure nell’antichità. Succede domenica 17 luglio 2022, quando – alla sera – viene inaugurato nell’area archeologica di Paestum il percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio di Hera, la cosiddetta “Basilica”, nell’ambito delle aperture straordinarie del parco archeologico di Paestum e Velia promosse dal ministero della Cultura. “Un podio di tre gradini e un’alta soglia innalzano i templi greci dal suolo e separano lo spazio degli uomini da quello degli dei”, spiega il direttore, Tiziana D’Angelo. “In antichità, questi imponenti edifici sacri erano per certi versi inaccessibili agli uomini, ad eccezione di sacerdoti e poche altre persone. Oggi, tutti noi siamo benvenuti nelle dimore degli dei pestani, con la riapertura al pubblico delle visite all’interno dei templi del santuario meridionale”. Poi, dal 18 luglio 2022, sarà possibile entrare all’interno dei due templi tutti i giorni in osservanza degli orari di apertura del Parco e con lo stesso biglietto di ingresso Paestum&Velia.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Pronti, dunque, per una “NOTTE CON GLI DEI” domenica 17 luglio 2022: apertura straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso, ore 22.15). Costo del biglietto di ingresso al Santuario meridionale 5 euro. In occasione dell’inaugurazione dei percorsi di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica”, il direttore, Tiziana D’Angelo, accompagnerà i visitatori in due visite tematiche, alle 20.30 e alle 21.30, all’interno dei due templi dorici del Santuario meridionale di Paestum. “Passeggiare tra le colonne doriche di questi monumenti millenari è un privilegio unico che consente al visitatore di instaurare un rapporto diretto con il passato”, continua il direttore. “È un’esperienza da godere anche con la serena consapevolezza di non star compromettendo in alcun modo la tutela del nostro patrimonio. Dietro a questa riapertura c’è infatti il lavoro di molti professionisti: archeologi, architetti e restauratori hanno collaborato per garantire un perfetto connubio tra esigenze di fruizione e di tutela”.

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Il nuovo accesso per il pubblico alla cosiddetta Basilica a Paestum (foto pa-paeve)

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L’interno del Tempio di Nettuno a Paestum è di nuovo aperto al pubblico (foto pa-paeve)

I due templi erano già stati resi accessibili al pubblico – nel 2017 la cosiddetta “Basilica” e nel 2019 il tempio di Nettuno – grazie alla creazione di percorsi senza barriere promossi dal precedente direttore, Gabriel Zuchtriegel. A causa delle restrizioni imposte alla pandemia di Covid-19, tuttavia, l’accesso fu interdetto dall’inizio di marzo 2020, ma il Parco è ora pronto a ripartire con le visite nei templi. Per l’accesso alla cosiddetta “Basilica”, il tempio più antico, è stato ripristinato l’uso di una passerella lignea reversibile che consente un accesso privo di barriere e connette le parti della pavimentazione del tempio non conservate. Per il tempio di Nettuno, invece, l’accesso all’interno fu preceduto da un intervento di restauro volto a colmare le maggiori lacune della pavimentazione che, ancora adesso, garantiscono un accesso in completa sicurezza al monumento.

Pompei. Rinvenuti in una bottega di via dell’Abbondanza i resti di una tartaruga di terra di 2000 anni fa con il suo fragile uovo custodito nel carapace. Zuchtriegel: “L’eccezionale scoperta all’interno di una domus e il suo abbandono per far posto alle Terme Stabiane testimoni delle grandi trasformazioni dopo il terremoto del 62 d.C.”

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I resti della tartaruga di terra di 2000 anni fa rinvenuti nella campagna di scavo alle Terme Stabiane di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

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La bottega di via dell’Abbondanza a Pompei dove sono stati ritrovati i resti della tartaruga di terra (foto parco archeologico di pompei)

In una bottega di via dell’Abbondanza, la via dello struscio della Pompei romana, ambiente poi inglobato nelle Terme Stabiane, sono stati rinvenuti i resti di una tartaruga di terra, una testuggine, con il suo fragile uovo custodito nel carapace: è l’ultima, eccezionale scoperta dal sito archeologico, testimonianza del vasto ecosistema di Pompei, composto di tracce naturali e non solo antropiche e prezioso indizio archeologico dell’ultima fase di vita della città, dopo un violento terremoto nel 62 d.C. e prima della fatidica eruzione del 79 d.C. “La campagna di scavo in corso a Pompei”, dichiara il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “continua a riservare importanti ritrovamenti e nuove scoperte, confermando la straordinaria ricchezza di questo autentico scrigno di storia e memoria che affascina il mondo intero”.

“Sia la presenza della testuggine in città sia l’abbandono della sontuosa domus che cede il posto a un nuovo settore delle Terme Stabiane illustrano la portata delle trasformazioni dopo il terremoto del 62 d.C.”, dichiara il direttore generale Gabriel Zuchtriegel. “Evidentemente non tutte le case furono ricostruite e zone, anche centrali, della città erano poco frequentate tanto da diventare l’habitat di animali selvatici; al tempo stesso l’ampliamento delle terme è una testimonianza della grande fiducia con cui Pompei ripartiva dopo il terremoto, per poi essere stroncata in un solo giorno nel 79 d.C. La testuggine aggiunge un tassello a questo mosaico di relazioni tra cultura e natura, comunità e ambiente che rappresentano la storia dell’antica Pompei. Nei prossimi anni, lo studio dei reperti organici e le ricerche su agricoltura, economia e demografia a Pompei e nel suo territorio saranno una priorità nella nostra strategia di ricerca, tutela e valorizzazione, anche per dare più visibilità a siti e monumenti al di fuori del centro urbano, come la villa rustica di Boscoreale e le ville di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia”.

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La mappa degli interventi di scavo nelle Terme Stabiane di Pompei: in blu le botteghe scavate (foto parco archeologico di pompei)

L’inusuale ritrovamento ha avuto luogo, nell’ambito di una campagna di scavo e ricerca sulle Terme Stabiane, condotta dalla Freie Universität Berlin e dall’Università di Napoli L’Orientale, con l’University of Oxford in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, volta a indagare lo sviluppo urbano del quartiere abitativo prima dell’impianto delle terme. In particolare, quest’anno nelle botteghe aperte sul lato sud-orientale delle terme lungo via dell’Abbondanza e vicolo del Lupanare sono emersi i resti di una sontuosa domus con raffinati mosaici e pitture parietali, risalente al I sec. a.C. e rasa al suolo dopo il terremoto che devastò Pompei e ampie parti della Campania nel 62 d.C. Successivamente, l’area venne destinata all’ampliamento del complesso termale sull’incrocio tra via dell’Abbondanza e via Stabiana.

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Il direttore Gabriel Zuchtriegel ascolta gli archeologi che illustrano l’eccezionale scoperta della tartaruga di terra (foto parco archeologico di pompei)

Lo scavo ha visto la scoperta inaspettata di un piccolo rettile: gli strati archeologici in cui è stato rinvenuto erano accumuli di detrito, formatisi a seguito della dismissione della bottega in questione, in vista di una sua rifunzionalizzazione. Nella fase di ricostruzione e ristrutturazione tra terremoto e eruzione, il rettile aveva avuto modo di entrare negli spazi dismessi e scavare, indisturbata, un rifugio. Non è il primo ritrovamento di testuggini a Pompei, ma solitamente esse sono state rinvenute all’interno di giardini o aree interne a ricche domus, come ad esempio la casa di Giulio Polibio.

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Una fase del delicato scavo della tartaruga di terra rinvenuta in una bottega di via dell’Abbondanza (foto parco archeologico di pompei)


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L’uovo ritrovato all’interno del carapace della tartaruga allo studio nei Laboratori di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La testuggine è stata documentata e rimossa in tre fasi successive: documentazione del carapace (14 cm circa, mentre un esemplare pienamente matura misura di norma 20-24 cm), dello scheletro interno dell’animale e del piastrone (cioè la parte ventrale del guscio). Il reperto è stato trasferito al Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco dove sarà studiato e analizzato dall’archeozoologa del Parco. L’esemplare di Testudo hermanni, una specie locale, femmina, si era probabilmente rifugiata nello spazio dismesso per trovare un luogo adatto alla deposizione del suo unico uovo (solitamente vengono deposte da 1 a 5 uova). Le testuggini hanno una particolarità, la distocia, ovvero qualora non trovino un luogo idoneo, possono trattenere le uova andando incontro a problematiche spesso fatali. Preferiscono dunque morire, piuttosto che deporre le uova laddove l’ambiente non sia congeniale. L’intrusione dell’animale non fu notata da chi si occupò della rifunzionalizzazione della bottega, e i suoi resti vennero ricoperti senza essere visti.