Selinunte (Tp). Eccezionale scoperta che riscrive i confini della città greca e conferma le intuizioni dell’archeologo Mertens: torna alla luce la porta Nord di accesso alla polis, individuate anche le mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi. L’obiettivo è rendere l’area accessibile al pubblico. Introdotti una nuova segnaletica e un logo ispirato alla foglia di selinon, simbolo dell’antica Selinunte

La porta monumentale a nord della polis greca di Selinunte scoperta dagli scavi del prof. Carlo Zuppi al parco archeologico di Selinunte (foto regione siciliana)

Panoramica della zona nord del parco archeologico di Selinunte dove è stata scoperta una porta monumentale (foro regione siciliana)
Rivedere la mappa dell’antica Selinunte. Che restituisce le mura della città arcaica, prima della distruzione dei Cartaginesi nel 409 a.C. Nuove scoperte archeologiche al parco archeologico di Selinunte (Castelvetrano, Tp) che stanno infatti riscrivendo la storia della città arcaica, confermando a distanza di trent’anni le intuizioni dell’archeologo tedesco Dieter Mertens. Gli scavi hanno portato alla luce una porta monumentale e tratti della cinta muraria settentrionale, estendendo di circa 300 metri verso nord i confini della città rispetto a quanto si pensava finora.

Presentazione della scoperta della porta monumentale di Selinunte al Baglio Florio: da sinistra, Correra, Zoppi. Scarpinato, Crescente e Cusenza (foto regione siciliana)

La didracma con la foglia di selinon che ha ispirato il nuovo logo del parco archeologico di Selinunte (foto regione siciliana)
La scoperta è stata annunciata il 25 marzo 2025 al Baglio Florio di Selinunte, in occasione della presentazione della nuova immagine visiva del parco archeologico che recupera e declina l’elemento iconico della foglia del selinon (il sedano), rappresentata su una didracma del periodo arcaico (540-510 a.C.). Sono intervenuti Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana; Giovanni Lentini, sindaco del Comune di Castelvetrano; Felice Crescente, direttore del Parco di Selinunte; Carlo Zoppi, università del Piemonte Orientale; Marco Correra, dell’ArcheOfficina; Maria Elena Cusenza, società Cooperativa Culture, Antonino Giancontieri, Atelier 790 e in videoconferenza Dieter Mertens, Istituto Germanico di Roma. E dal 6 aprile 2025 entrano in programma le nuove visite guidate alle Mura dell’Acropoli, tra i tratti più suggestivi della Selinunte post-cartaginese. “Il parco archeologico continua a lavorare riuscendo, con fondi propri, a riscrivere la storia di Selinunte”, sottolinea l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Il nuovo logo, la segnaletica, le visite e i servizi raccontano un Parco vitale, al servizio del pubblico, che continua ad attirare nuovi visitatori innamorati di questo lembo di Sicilia colmo di storia”.

Scoperta una porta monumentale a Nord di Selinunte: veduta zenitale (foto regione siciliana)

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
I nuovi scavi del parco archeologico hanno spostato molto in avanti l’estensione della polis verso Nord, rispetto a quanto pensato finora, confermando la sua enorme importanza e potenza tra i centri di cultura greca del Mediterraneo: a fine V secolo a.C. a Selinunte vivevano almeno 26mila abitanti, il suo territorio di influenza andava dall’attuale Mazara a Monte Adranone, sopra Sambuca, a Sciacca e Eraclea Minoa, per un totale di altri 90mila abitanti. Individuate almeno 5000 tombe in tre diverse necropoli, tutte saccheggiate nei secoli dai tombaroli. Sono tornate alla luce porzioni di mura fortificate che chiudevano la città da Nord, e la porta, da cui passava la Via sacra verso la necropoli monumentale fuori le mura. Di fatto, era questa la via di accesso più difficile da difendere perché non protetta dai due fiumi e dal mare. Quando nel 409 a.C. i Cartaginesi assediarono e distrussero Selinunte, attraversarono probabilmente anche questo ingresso: Diodoro Siculo descrive l’offensiva da Nord, dieci giorni di assedio e riporta 16mila morti in battaglia.

La porta monumentale Nord della polis greca di Selinunte: veduta zenitale (foto regione siciliana)

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Il parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, guidato da Felice Crescente, ha lavorato sull’intuizione del grande archeologo tedesco Dieter Mertens (oggi 83enne) che, a fine anni Novanta, scavò due delle porte di accesso che guardavano al porto orientale; e aveva intuito una cinta muraria molto più ampia di quella conosciuta. Ma Mertens, pur avviando indagini georadar sulla zona, si fermò. La sua emozione alle nuove scoperte di Selinunte, oggi è tangibile. “In fondo sono stato io a suggerirlo: intervenire su questo luogo era un desiderio che mi era rimasto dentro”, dice il grande archeologo che giunse per la prima volta in Sicilia nel 1971. “Allora mi ero accorto di questa cosiddetta “anomalia” di Galera Bagliazzo, nei pressi della necropoli monumentale. Era un luogo bellissimo, immenso, direi obbligatorio dal punto di vista difensivo della città, da quassù si ha un panorama di 360 gradi. Quando ho visto le immagini, mi sono emozionato: questa è la vera porta Nord della città, abbiamo finalmente un’idea esatta della monumentalità e della pianta urbana della città arcaica, anche l’assemblaggio dei blocchi mi sembra di grande ambizione. È veramente una grande scoperta, la più importante degli ultimi decenni”.

Il prof. Carlo Zoppi e il direttore Felice Crescente osservano i resti della porta monumentale scoperta a Selinunte (foto regione siciliana)
“Siamo partiti dall’intuizione di Mertens e dagli scavi dell’Istituto Germanico che ha dimostrato l’esistenza di un primo abitato”, spiega il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente. “Superando le recinzioni del Parco che risalgono a trent’anni fa, abbiamo trovato la cinta muraria e la porta monumentale di circa 3 metri, identica alle altre due scavate da Mertens, quindi riconducibile al V secolo. Il fatto che guardi alla necropoli monumentale ci porta a pensare che da qui passavano i cortei funebri”. La porta presenta una sorta di “anticamera” controllata da due torri gettanti di guardia, una delle quali già individuata; il ritrovamento di particolari reperti fa pensare a un certo numero di botteghe artigiane che erano a ridosso delle mura. “Di questi scavi resterà il metodo: il Parco archeologico è in grado di sostenere le campagne di scavo, sperimentando tecniche innovative” come la tomografia geoelettrica tridimensionale, più veloce ed economica del georadar, che permette di sondare il terreno fino a 4 metri.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Per questa campagna di scavo hanno lavorato i giovani archeologi di ArcheOfficina sotto la direzione scientifica di Carlo Zoppi dell’università del Piemonte Orientale. “C’erano zone in cui anno dopo anno, non cresceva mai l’erba, sotto doveva esserci qualcosa”, spiega Zoppi che da giovane archeologo, lavorava già a Selinunte trent’anni fa. “Esaminando le fotografie aeree ci siamo resi conto di una traccia precisa che poteva solo indicare la presenza di mura. Ma non avremmo mai immaginato allora, di poter vedere affiorare questo tratto della cinta con la sua porta. Adesso bisognerà continuare gli scavi per portarla interamente alla luce”.

Il logo e l’immagine grafica del parco di Selinunte sono declinati sulla nuova linea di merchandising in vendita al bookshop (foto regione siciliana)
L’idea del Parco è quella di musealizzare l’intera area e renderla fruibile al pubblico, anche con la ricostruzione virtuale dell’antica cinta muraria. Sono capitoli di un progetto complessivo di fruizione che guarda al futuro prossimo: si parte dalla nuova segnaletica e dalla rilettura dell’immagine coordinata del Parco, ideata da Atelier 790, che ruota attorno all’elemento iconico della foglia di selinon, riportata su un’antica didracma (540-510 a.C.), simbolo distintivo dell’antica Selinunte. Anche la palette cromatica attinge alle decorazioni dei templi; il logo e l’immagine grafica sono declinati sulla nuova linea di merchandising in vendita al bookshop.

Veduta zenitale della zona nord del parco archeologico di Selinunte dove è stata scoperta una porta monumentale (foro regione siciliana)
Coopculture, su richiesta della direzione del Parco, ha prodotto uno studio che razionalizza la segnaletica, individuando i punti di maggiore interesse – Collina Orientale, Acropoli, Collina di Manuzza, Malophoros e le aree intermedi – e i servizi al pubblico; suggerendo percorsi con indicazioni delle distanze, che in un Parco enorme come Selinunte, daranno ai visitatori un’idea dei tempi della visita, del grado di accessibilità, dei mezzi disponibili (navette elettriche o bici). “Visitare il Parco”, aggiunge Scarpinato, “diventa sempre più un’esperienza immersiva, affrontata da soli, complice la nuova segnaletica, o con l’ausilio di approfondite e percorsi inediti”. Tra questi ideati da CoopCulture, le nuovissime visite alle Mura dell’Acropoli, lanciate in anteprima a febbraio con grande successo del pubblico: dal 6 aprile 2025 (prima domenica del mese a ingresso gratuito) entreranno infatti nell’offerta abituale.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Quando, dopo la distruzione cartaginese, il siracusano Ermocrate giunge a Selinunte, la rinchiude in una cinta muraria che abbraccia l’Acropoli, un territorio che corrisponde a circa un decimo dell’antica città: saranno queste mura, con il loro passaggi segreti, ad affascinare i visitatori. In un Parco che in questi giorni è un vero giardino di margherite gialle e acetosella. Il Parco archeologico di Selinunte è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica. Fino al 30 aprile 2025, dalle 9 alle 19 (chiusura biglietteria alle 18), dal 1° maggio al 15 settembre 2025, dalle 9 alle 20 (chiusura biglietteria alle 19). Da metà luglio il Parco apre di sera per ospitare la stagione di spettacoli e concerti, secondo il calendario sul sito www.cooopculture.it da cui è possibile acquistare ogni tipologia di biglietti di ingresso e di visita al sito.
Riserva naturale dell’isola di Vendicari (Sr). Scoperta una quarantina di anfore romane a 70 metri di profondità nella posizione dello stivaggio originale. Scarpinato: “Nuove informazioni sulle antiche rotte commerciali e sui traffici di merci preziose nel Mediterraneo”

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
Una quarantina di anfore antiche risalenti a un’epoca che va dal I secolo a.C. al I secolo d.C., allineate nella posizione di stivaggio originale, sono state ritrovate nel tratto di mare della Riserva naturale di Vendicari, in provincia di Siracusa, grazie a un rilievo fotogrammetrico tridimensionale realizzato dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Capo Murro Diving Center di Siracusa.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
Il ritrovamento è avvenuto a circa 3 miglia dalla costa, a una profondità di 70 metri. Le anfore, di tipo “Richborough 527”, una tipologia di contenitore ceramico rinvenuta sia nell’Inghilterra meridionale che nelle Isole Eolie, fanno parte di un importante relitto di una nave da trasporto, individuato nel gennaio del 2022 grazie alla segnalazione di due pescatori di Avola, che non era stato mai indagato nella sua profondità.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
“Si tratta di anfore piuttosto rare”, ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “il cui ritrovamento rappresenta un’opportunità unica per approfondire lo studio sia del carico che del relitto. Questa scoperta ci permetterà di acquisire nuove informazioni sulle antiche rotte commerciali e sui traffici di merci preziose nel Mediterraneo”.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
I prossimi studi verificheranno, infatti, se le anfore siano della stessa tipologia di quelle ritrovate negli anni ’90 a Lipari, legate al commercio di allume, un minerale la cui estrazione è documentata nell’antichità. Se questa ipotesi venisse confermata, il ritrovamento arricchirebbe le conoscenze sulle antiche tratte dei commerci nel bacino del Mare Nostrum.
Palermo. A Palazzetto Mirto “Soprintendenza del Mare 2004-2024: 20 anni dopo”, una giornata per ripercorrere i primi vent’anni di attività della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Ecco il programma

Una giornata per ripercorrere i primi vent’anni di attività della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Appuntamento mercoledì 16 ottobre 2024, Palazzetto Mirto, sede della Soprintendenza del Mare, in via Lungarini 9 a Palermo, con “Soprintendenza del Mare 2004-2024: 20 anni dopo” per una giornata di celebrazioni e studi. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali: Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale per i Beni culturali e l’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; contrammiraglio (CP) Raffaele Macauda, comandante Direzione marittima della Sicilia Occidentale; colonnello Alessandro Bucci, comandante Reparto operativo Aeronavale (ROAN) Sicilia Guardia di Finanza; tenente colonnello Gianluigi Marmora, comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Palermo. Quindi gli interventi, presiede Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Alle 10, Roberto La Rocca, archeologo subacqueo, funzionario soprintendenza del Mare, “Vent’anni di ricerche e scavi nei mari della Sicilia”; 10.20, pausa caffè; 10.40, Salvo Emma, fotografo e operatore subacqueo, Soprintendenza del Mare, “Gli itinerari culturali subacquei”; 11, Fabrizio Sgroi, archeologo, Soprintendenza del Mare, “Le collaborazioni scientifiche con Università e Fondazioni”; 11.20, “L’attività di Catalogazione della Soprintendenza del Mare” a cura del personale di catalogazione della Soprintendenza del Mare; 11.40, Valeria Li Vigni Tusa, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, “Ricordo di Sebastiano Tusa”; 12, Salvo Emma, fotografo e operatore subacqueo, Soprintendenza del Mare, “Le missioni all’estero della Soprintendenza del Mare e le produzioni video editoriali”; 12.20, discussione; 13, pausa pranzo, Sessione Pomeridiana: “Uno sguardo sopra e sotto il Mediterraneo”, presiede Roberto la Rocca, Soprintendenza del Mare. Alle 15, Gianni Eugenio Viola, italianista, “Ma il mare bagna la Sicilia?”; 15.20, Francesca Romana Paolillo, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, “La Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo”; 15.40, Darío Bernal Casasola, niversidad de Cadiz, “Archeologia Marittima nello Stretto di Gibilterra: progetti e sfide”; 16, Tim Gambin, University of Malta, “L’archeologia subacquea a Malta”; 16.20, Mario Arena, The Society for the Documentation of Submerged Sites (SDSS), “L’attività della SDSS in Sicilia”; 16.40, pausa caffè; 17, José António Bettencourt, direttore del Centro Nacional de Arqueologia Náutica e Subaquática, Portugal, “A arqueologia Náutica e Subaquática em Portugal (con traduzione dal Portoghese)”; 17.20, A. Goold, RPM Nautical Fountation (USA), “The RPM in Sicily”; 17.40, discussione; 18.30, Ferdinando Maurici, conclusioni.
Siracusa. Al museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” il convegno “Syracusae. Scavi e ricerche nella città e nella chora”: tre giorni di confronto e di aggiornamento. Ecco il programma. Alla fine inaugurazione del settore E del museo dedicato alla Sicilia del periodo romano
“Syracusae. Scavi e ricerche nella città e nella chora”: il convegno, nell’auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, dal 10 al 12 ottobre 2024, è un Importante appuntamento per l’aggiornamento sulle ultime ricerche archeologiche a Siracusa. Il convegno si concluderà con l’inaugurazione del settore E del museo dedicato alla Sicilia del periodo romano.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 10 OTTOBRE 2024, alle 9, saluti, Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Carmelo Bennardo, direttore del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai; Antonino Lutri, soprintendente BB.CC.AA. di Siracusa. Introduzione: A. Castorina – R. Lanteri su “Le ragioni di un convegno”. Sezione 1. Ricerche numismatiche. Presiede Fabio Caruso. Alle 9.30, A.M. Manenti, “Il Medagliere del Museo archeologico regionale Paolo Orsi, fra vecchie e nuove acquisizioni, ricerca e valorizzazione”; 9.40, B. Carroccio, “Tutelare e valorizzare il patrimonio numismatico all’”Orsi”: I progetti “Ex Thesauris Historia” e “MeMoIRe”; 10, S. Maltese, “La produzione monetaria di Siracusa in età classica: un aggiornamento alla luce delle recenti scoperte”; 10.20, S. Santangelo, “Vecchi scavi, nuove acquisizioni. Rinvenimenti monetari nel territorio di Siracusa”. Sezione 2. Ricerche in ambito urbano. 10.40, R. Lanteri, “Topografia di Siracusa antica: vecchi dati e nuove ricerche per una carta archeologica”; 11. coffee break. 2.1 Ortigia. 11.15, A. Castorina – M. Manenti – R. Pignatello, “Ricerche a Ortigia. L’area della costa di Ponente”; 11.35, F. De Stefano – D. Mazza, “Gli scavi di Piazza Minerva. Una prima ricostruzione dei paesaggi di Ortigia dall’Età del Bronzo all’Età romana”; 11.55, P. Carafa – F. De Stefano, “L’Atlante di Siracusa antica”; 12.15, C. Rescigno – M. Silani, “L’Apollonion di Siracusa: biografia di un tempio antico”; 12.35, dibattito. 13, pausa pranzo. 2.2 Akradina. Presiede Carlo Rescigno. 14.30, E. Storaci, “L’abitato di Acradina a Siracusa in età ellenistico-romana. Frammenti di urbanistica”; 14.50, A.M. Di Maio, “Ritrovamento dei corredi funerari degli ipogei di Via Monsignor Bignami a Siracusa: indagini e nuova lettura”; 15.10, E.F. Castagnino Berlinghieri – G.T. Ricciardi, “Nuovi dati e ricerche in corso dalla “ex Chiusa Del Bono”. Dinamiche storico-insediative e continuità funeraria”. 2.3 Neapolis e Tyche. 15.30, A. Crispino – R. Jung, “The Bronze Age people of Syracuse: Scavi archeologici e nuove metodologie di ricerca nell’area di Case Casto al Parco della Neapolis”; 15.50, A. Crispino, “Scavi nella terrazza sommitale del teatro greco di Siracusa: un aggiornamento”; 16.10, L. Campagna, “Il complesso monumentale della terrazza sommitale del teatro: gli elementi architettonici”; 16.30, E. Storaci, “La necropoli di via Giulio Emanuele Rizzo a Siracusa. Prime osservazioni”; 16.50, coffee break. 17.20, G. Ancona – E.E. Messina, “Nuove acquisizioni dall’area del Temenite”; 17.40, L. Fuduli – M. Limoncelli – L. Schepis, “L’arco onorario della Neapolis di Siracusa. Notizie preliminari”; 18, dibattito.
PROGRAMMA VENERDÌ 11 OTTOBRE 2024. Presiede Maria Elena Gorrini. Alle 9.30, G. Amara, Oltre la “città interna”, fuori dall’Isola. La (ri)scoperta dell’ingrottamento di Siracusa”; 9.50, G. Cacciaguerra, “Corredi funerari e circolazione delle ceramiche romane, tardo antiche e alto medievali a Siracusa: nuovi dati dalla Necropoli di Grotticelli (scavi P.Orsi)”. Sezione 3. Ricerche in ambito extraurbano. 10.10, B. Risposi, “Il Santuario rupestre di Scala Greca a Siracusa: una rilettura aggiornata del contesto e dei culti praticati”; 10.30, L. Idà – L. Longobardi, “Considerazioni preliminari sull’area di Scala Greca nei pressi della porta Scea: trasformazioni tra epoca classica ed età moderna”; 10.50, R. Brancato – S. Kay – R. Lanteri, “L’ Olympieion di Siracusa: indagini archeologiche 2023-2024”; 11.10, coffee break; 11.30, D. Tanasi, “Alle sorgenti del Ciane. Per una storia di lunga durata di Cozzo del Pantano: nuovi dati da studio dei materiali e mappatura digitale”; 11.50, Arena – R. Lanteri – A. Di Guardo – P. Cultrera, “L’approvvigionamento idrico di Siracusa antica: un aggiornamento”; 12.10, G. Luongo, “L’Acquedotto del Paradiso: osservazioni topografiche e archeologiche”; 12.30, dibattito; 13, pausa pranzo. Sezione 4. Cultura materiale. Presiede Stephen Kay. Alle 14.30, G. Adornato, “Marmo pario a Siracusa e in Sicilia. Architettura e scultura, committenza e forme”; 14.50, G. Lepore – M. Benfatti, “Edilizia residenziale a Siracusa in età ellenistica e romana”; 15.10, M.E. Gorrini, “La statua del cd. Vecchio Pescatore di Siracusa: nuove considerazioni”; 15.30, A.M. Manenti – A. Musumeci – V. Guarnera, “Addenda alla carta dei luoghi di rinvenimento di terrecotte nella Siracusa greca”; 15.50, A. Musumeci, “Coroplastica dall’area di Vigna Cassia”; 16.10, V. Guarnera, “Coroplastica dall’area del Campo di Natale”; 16.30, coffee break; 17, A. Granata, “Ceramiche ellenistiche a rilievo da Siracusa”; 17.20, D. Malfitana – A. Mazzaglia, “Il “Ceramico” di Siracusa in età ellenistico-romana. Considerazioni dalla rilettura di contesti e materiali dall’area di Villa Maria (scavi 1964)”; 17.40, A. Coccato – G. Barone – P. Mazzoleni – J. Prag, “Approcci minero-petrografici per l’epigrafia”; 18, dibattito.
PROGRAMMA SABATO 12 OTTOBRE 2024. Presiede Gianfranco Adornato. Sezione 5. Ricerche storiche. 9.30, V. Mignosa, “Ricerche sulla società arcaica siracusana. Un aggiornamento”; 9.50, A. Beghini, “L’impresa di Callippo nella storia dei rapporti tra Siracusa e Atene”; 10.10, conclusioni.
Alle 11, inaugurazione del settore E del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”.
Pantelleria. Sull’acropoli di San Marco scoperto un tesoretto di 27 monete di età Repubblicana. L’archeologo Thomas Schäfer (Universität Tübingen): “Qualcuno ha nascosto il gruzzolo all’arrivo delle navi dei pirati, senza riuscire più a recuperarlo”

Una delle monete d’argento scoperte nel tesoretto sull’acropoli di San Marco a Pantelleria (foto regione siciliana)
Nuovo ritrovamento nell’acropoli di San Marco a Pantelleria: rinvenute 27 monete d’argento di età Repubblicana coniate a Roma tra il 94 e 74 a.C. Una scoperta che offre informazioni preziose per la ricostruzione di accadimenti che hanno segnato la storia della Sicilia in epoca romana, avvenuta in un sito di straordinaria bellezza rimasto fortunatamente ancora intatto.

Sull’acropoli di San Marco a Pantelleria scoperto un tesoretto di 27 monete d’argento (foto regione siciliana)
Il tesoretto di 27 monete d’argento è stato scoperto nel luogo esatto in cui, nel 2010, erano stati scoperti 107 denari romani d’argento, poco lontano da dove qualche anno prima erano state ritrovate le tre famose teste imperiali di Cesare, Agrippina e Tito. Il gruppo di lavoro guidato dall’archeologo Thomas Schäfer per l’Universität Tübingen ha effettuato il ritrovamento durante una campagna di pulizia, restauro e copertura dei saggi dell’acropoli di Santa Teresa e San Marco, a Pantelleria – parte del parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, diretto da Felice Crescente: si tratta di alcune monete in argento di età Repubblicana coniate a Roma, denari la cui datazione fissata tra il 94 e 74 a.C. è identica a quella del primo ritrovamento. Secondo quanto sostiene l’archeologo, alcune monete sono apparse nella terra smossa dopo le piogge, le altre sono state ritrovate sotto a un masso proseguendo negli scavi e sono già state ripulite e inventariate.

Una delle monete d’argento scoperte nel tesoretto sull’acropoli di San Marco a Pantelleria (foto regione siciliana)
“Questa scoperta”, afferma l’assessore ai beni Culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “oltre al valore intrinseco legato ai reperti, offre informazioni preziose per la ricostruzione di accadimenti, contatti commerciali e relazioni politiche che hanno segnato il Mediterraneo in età Repubblicana”. “Scaviamo ormai da venticinque anni a San Marco”, spiega l’archeologo Thomas Schäfer, “è un sito meraviglioso, fortunatamente intatto, non è stato mai toccato nei secoli. È il luogo che ci ha restituito il Comizio dove si incontravano i decurioni: sono soltanto cinque in tutta Italia e questo è quello in condizioni migliori”. Schäfer ipotizza che questo piccolo tesoro sia stato nascosto durante uno dei frequenti attacchi dei pirati del periodo: in quegli anni era infatti in corso nel Mediterraneo la campagna di Gneo Pompeo Magno che, su incarico del Senato romano, combatté e distrusse le imponenti flotte piratesche. C’erano frequenti scorribande contro i villaggi lungo la costa ed è facile immaginare che qualcuno abbia nascosto il gruzzolo all’arrivo delle navi, senza riuscire più a recuperarlo.
Taormina. A Palazzo Ciampoli apre la mostra archeologica e multimediale “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenuti durante gli scavi antichi e recenti (come la Sacerdotessa di Iside) e la ricostruzione animata degli edifici

Locandina della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Palazzo Ciampoli di Taormina dal 7 agosto al 30 novembre 2024
Avete mai immaginato di passeggiare fra le vie e le piazze della Taormina greca? E di entrare in una domus d’epoca romana? Come erano decorate le sue pareti? E i pavimenti? Ma soprattutto: com’era la vita a Taormina duemila-2500 anni fa? A queste e ad altre domande prova a rispondere la mostra archeologica e multimediale “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” in programma a Palazzo Ciampoli di Taormina (Me) dal 7 agosto al 30 novembre 2024, tutti i giorni dalle 10 alle 19. Protagonista la città adagiata sui fianchi del monte Tauro e dall’imponente impianto scenografico, dove ogni monumento era stato concepito dai greci per guardare il mare – e dal mare essere ammirato – colta nell’arco temporale del suo massimo splendore – dal III secolo a.C. e fino II d.C.

Palazzo Ciampoli a Taormina sede della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” (foto regione siciliana)
Un progetto corale del parco archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, che da circa due anni coordina diversi gruppi di lavoro – scientifici e tecnici – formati da archeologi e funzionari del Parco, della Soprintendenza di Messina e delle università di Messina, Palermo e Catania, e da un team interdisciplinare di architetti, informatici, film maker ed esperti di ricostruzioni 3D, che hanno lavorato per ricomporre, rileggere e raccontare il Dna di una città dalla storia antichissima e, per la sua posizione privilegiata, abitata da sempre. Quello che gli archeologi definiscono infatti “sito a continuità di vita”, proprio per indicare l’ininterrotta presenza umana nel corso dei millenni. Con tutto ciò che ne deriva in termini di stratificazioni e modifiche di monumenti, case private ed edifici pubblici che, come nel caso del Teatro Antico, diventarono un vero e proprio giacimento di elementi architettonici da “riciclare” per nuove costruzioni: interi – come le colonne della scena, oggi visibili anche lungo il corso principale a decorare facciate di palazzi d’epoca – o ridotti in polvere per essere utilizzati come malta/cemento per nuove costruzioni.

Mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Taormina: da sinistra il sindaco di Taormina Cateno De Luca, la direttrice del parco di Naxos Taormina Gabriella Tigano, e la soprintendente BBCCAA di Messina Mirella Vinci (foto regione siciliana)
“Con questa mostra”, dichiara Gabriella Tigano, direttrice parco archeologico Naxos Taormina, all’inaugurazione martedì 6 agosto 2024, “saldo il mio debito con la città di Taormina e con due persone che, quando mi sono insediata cinque anni fa, mi proposero di fare una mostra sulla storia antica della città. Sono l’archeologa Cettina Rizzo e la professoressa Francesca Gullotta che purtroppo non è più con noi. A lei e alla sua memoria dedico questa mostra Da Tauromenion a Tauromenium”. E l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato: “Questa mostra è la testimonianza di come la narrazione di un museo archeologico possa e debba adeguarsi ai linguaggi contemporanei per poter parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni, nate e cresciute con le tecnologie più avanzate. La digitalizzazione dei contenuti museali, insieme alle ricostruzioni in 3D che ci restituiscono la Taormina greca e romana, vanno in questa direzione”.
Due i piani di lettura della mostra: da un lato quello materiale con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenuti durante gli scavi antichi e recenti, realizzati con finanziamenti pubblici e privati; dall’altro il piano di lettura virtuale con la ricostruzione animata di edifici che, come slabbrature del tessuto urbano contemporaneo, affiorano dagli scavi a vista di vicoli e piazzette di Taormina. Ovvero la “città invisibile”. “Taormina – commenta Gabriella Tigano – è un sito a continuità di vita, quindi la sua storia urbana, in un lasso di tempo di circa 2500 anni, diventa per noi studiosi un complesso mosaico da ricostruire, operazione da condurre con il necessario rigore scientifico. Abbiamo provato a ricomporlo, incrociando fonti documentali, reperti mobili e strutture antiche e, con il supporto delle moderne tecnologie digitali, abbiamo realizzato una serie di video con animazioni 3D per restituire ai visitatori, di tutto il mondo e di tutte le età, la fascinazione della monumentale e scenografica città fondata dai greci e che visse secoli di pace e fortuna anche in epoca romana”.

Una fase dell’allestimento della mostra “Da Tauromenion a Tauromenium” a Palazzo Ciampoli di Taormina (foto regione siciliana)
Sei le sezioni tematiche del percorso espositivo, che si snoda sui due piani di Palazzo Ciampoli. Si parte dalle tracce delle popolazioni sicule documentate dalla necropoli di Cocolonazzo: le origini, vivere e abitare a Tauromenion/ium: le case degli uomini; gli edifici pubblici, i luoghi del sacro, le necropoli, dal teatro all’anfiteatro, il collezionismo. Mentre una carta archeologica, ricostruzioni 3D e un apparato multimediale e immersivo (video e video mapping) faranno rivivere ai visitatori l’esperienza di aggirarsi tra vicoli attuali e dentro la città antica. In mostra a Palazzo Ciampoli sono reperti sinora custoditi nei magazzini del Parco (capitelli, epigrafi, statue) e altri frutto di ritrovamenti più recenti, conosciuti dagli studiosi ma mai esposti (come alcune tanagrine rinvenute nella cisterna dell’hotel Timeo e reperti da scavi a Villa San Pancrazio, all’ex Convento San Domenico e in altre proprietà private). E ancora teste, bassorilievi e iscrizioni, reperti già noti e normalmente esposti nell’Antiquarium del Teatro qui inquadrati nel contesto tematico e storico.

Mostra “Da Tauromenion a Tauromenium”: la Sacerdotessa di Iside osservata dagli archeologi Gabriella Tigano, Dario Barbera e Maria Grazia Vanaria (foto regione siciliana)
Per l’occasione, vivamente attesa dalla comunità locale, è tornata a Taormina la famosa “Sacerdotessa di Iside”, statua in marmo rinvenuta nel 1867 vicino alla chiesa di San Pancrazio – anticamente luogo di culto di Iside e Serapide – e dal 1868 trasferita al museo Salinas di Palermo, primo museo archeologico della Sicilia. La statua è assente da Taormina dal 2001, quando fu esposta nella mostra organizzata dalla soprintendenza di Messina con il Comune di Taormina e allestita negli spazi di Badia Vecchia. Altri prestiti giungono dalla soprintendenza di Palermo e dal Seminario arcivescovile di Palermo (ex collezione Alliata di Villafranca).
Gela (Cl). Al via le operazioni di recupero del Gela II, il relitto di epoca greca (V sec. a.C.), scoperto nel 1990 nei fondali di contrada Bufala. Nove mesi di lavori. Primo trattamento nel museo Archeologico del Bosco Littorio

Elmi corinzi recuperati nei fondali di contrada Bufala e conservati nel museo Archeologico di Gela (foto salvo emma / soprintendenza del mare)
Hanno preso il via le operazioni di recupero del Gela II, il relitto di epoca greca, databile al V secolo a.C., rinvenuto nei fondali di contrada Bulala, nei pressi del porto di Gela (Cl). Lo comunica la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il progetto di scavo e recupero del relitto denominato “Gela II”, realizzato e diretto dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, sarà effettuato dal raggruppamento di imprese “Atlantis” di Monreale (Pa) e “Cosiam” di Gela che si sono aggiudicati i lavori per un importo di circa 500mila euro a valere sul “Patto per il Sud 2014-2020”. Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori è di 270 giorni. Le operazioni, che si attestano alla Soprintendenza del Mare in qualità di stazione appaltante, si svolgeranno con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Gela e di Eni Rewind; il direttore dei lavori è Roberto La Rocca mentre il responsabile unico del procedimento è Pietro Selvaggio. Grazie a una fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del Mare, la Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta e il Parco archeologico di Gela, sarà possibile realizzare le attività di primo trattamento conservativo, consolidamento e restauro definitivo nei locali appositamente allestiti nel museo che ha ospitato lo scorso anno la mostra sul relitto “Gela I”, all’interno del Bosco Littorio (vedi Gela. Al parco archeologico di Bosco Littorio apre la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, che con oltre 80 pezzi racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Fulcro è la “Nave di Gela” del V sec. a.C. per la prima volta ricomposta dopo Forlì. Regione Siciliana: “Occasione di rilancio per Gela e il turismo archeologico siciliano” | archeologiavocidalpassato).

Il suggestivo allestimento della Nave di Gela per la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)
“Il mare di Gela ha restituito in questi decenni tracce del passato di estrema importanza, che contribuiscono alla ricostruzione della sua storia”, afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Il recupero di questo secondo relitto costituisce l’ulteriore occasione per il territorio gelese per continuare quel processo di sviluppo culturale e turistico che questa parte di Sicilia merita. Le due navi greche e i numerosi reperti recuperati in questi anni, potranno costituire un polo di attrazione culturale legato all’archeologia subacquea che Gela attende da troppi anni e che consentirà di coniugare le esigenze di tipo scientifico con quelle di tipo culturale”.

Reperti lignei recuperati nei fondali di contrada Bufala e conservati nel museo Archeologico di Gela (foto salvo emma / soprintendenza del mare)
Il relitto “Gela II” fu individuato a circa un chilometro dal primo relitto “Gela I” da un subacqueo locale nel lontano 1990; lo stesso consegnò alcuni frammenti ceramici, individuati a pochi metri di profondità tra un cumulo di pietre (che si rivelerà essere la zavorra dell’imbarcazione), alla Soprintendenza di Caltanissetta. Nel 1995 una prima indagine subacquea sistematica individuò sul fondale la presenza di reperti lignei pertinenti lo scafo e furono recuperati numerosi reperti ceramici del carico che consentirono di datare l’età del relitto. Negli anni successivi, dai fondali di Gela sono stati recuperati numerosi reperti come gli elmi corinzi, individuati a contrada Bulala, o i numerosi lingotti di oricalco, attualmente in esposizione al Museo archeologico di Gela oltre a molte anfore e ancore pertinenti relitti affondati nello specchio acqueo di fronte Bulala, a pochi metri di profondità.
Sambuca di Sicilia (Ag). A Palazzo Panitteri si inaugura il nuovo percorso espositivo con Il corredo funerario della Tomba della Regina di Monte Adranone, scoperto nel 1886 e rimasto per 136 nei depositi del museo Salinas di Palermo. Visite guidate speciali

Parte del corredo della Tomba della Regina di Monte Adranone esposti a Palazzo Panitteri di Sambuca di Licata (Ag) (foto regione siciliana)
Il corredo funerario della Tomba della Regina di Monte Adranone ritorna a casa dopo 136 anni: sedici pezzi, infatti, entreranno a fare parte del percorso museale di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino. Sarà inaugurato giovedì 21 marzo 2024, alle 11, a Palazzo Panitteri, a Sambuca di Sicilia, il nuovo percorso espositivo che comprende i 16 reperti del corredo funerario della Tomba della Regina, rinvenuti nella zona archeologica di Monte Adranone nel 1886 e fino a qualche giorno fa custoditi nel museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. Interverranno l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato; il direttore del parco archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta; il sindaco di Sambuca, Giuseppe Cacioppo; la direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, Caterina Greco; e le archeologhe che hanno curato il progetto. I reperti sono stati rinvenuti nei depositi del museo “Antonino Salinas”, dove il grande archeologo e docente universitario a cui la struttura è intitolata volle trasferirli, intuendone il valore dopo i primi scavi del 1886. L’integrazione nel percorso espositivo è stata resa possibile dalla collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, responsabile della valorizzazione dell’area di Monte Adranone, il museo palermitano e l’amministrazione comunale della città agrigentina. Un’occasione unica dunque per immergersi nella storia e ammirare da vicino reperti unici che tornano a splendere nella loro terra d’origine. Inoltre, dal 21 al 26 marzo 2024, si può vivere un’esperienza esclusiva con le visite guidate curate dall’archeologa del parco archeologico, Valentina Caminneci. Per informazioni e prenotazioni vcaminneci@parcovalledeitempli.it.
Palermo. Al Complesso Monumentale dello Steri la Fondazione Sebastiano Tusa presenta l’ultimo numero di Sicilia Archeologica (114/23) edito da L’Erma di Bretschneider nella Giornata dei Beni culturali siciliani

Fabio Martini, Valeria Li Vigni Tusa, Massimo Cultraro e Assia Kysnu Ingoglia alla presentazione della rivista Sicilia Archeologica a Spazio Libri di TourismA 2024 (foto graziano tavan)
Dopo l’anteprima a Firenze a Tourisma 2024, nella sezione Spazio Libri a cura di Massimo Cultraro (vedi Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il numero 114 della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa | archeologiavocidalpassato), è arrivato il momento di presentare il nuovo numero della rivista Sicilia Archeologica, il 114/2023, in casa, a Palermo. E la fondazione Sebastiano Tusa che cura la rivista, portata avanti e sviluppata proprio da Sebastiano Tusa, edita da L’Erma di Bretschneider, ha scelto ancora una volta per la presentazione ufficiale il 10 marzo, cioè l’anniversario della tragica scomparsa dell’archeologo e assessore regionale ai Beni culturali, giorno nel quale la Regione Siciliana ha deciso di commemorare Sebastiano Tusa istituendo la Giornata dei Beni culturali siciliani (vedi 10 marzo, giornata dei Beni culturali siciliani: ingresso gratuito a tutti i luoghi regionali della cultura per onorare il ricordo di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore ai Beni culturali, nell’anniversario della sua tragica scomparsa. Ecco qualche idea da non perdere | archeologiavocidalpassato).

Copertina del numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa
Appuntamento dunque domenica 10 marzo 2024, alle 17, nell’aula magna del Complesso Monumentale dello Steri a Palermo, in piazza Marina 61. Aprono i saluti di Massimo Midiri, rettore dell’università di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Mario La Rocca, dirigente generale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; p. Sergio M. Catalano op, priore del convento di San Domenico di Palermo. Introduce Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa e direttore di Sicilia Archeologica. Modera Massimo Cultraro, Ispc-Cnr, comitato scientifico Sicilia Archeologica. Intervengono Oscar Belvedere, università di Palermo, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Vito Zarzana, ispettore onorario per i Beni culturali, vice direttore Sicilia Archeologica; Assia Kysnu Ingoglia, università di Roma Tor Vergata, redazione Sicilia Archeologica; Roberto Marcucci, editore L’Erma di Bretschneider.
10 marzo, giornata dei Beni culturali siciliani: ingresso gratuito a tutti i luoghi regionali della cultura per onorare il ricordo di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore ai Beni culturali, nell’anniversario della sua tragica scomparsa. Ecco qualche idea da non perdere
A cinque anni dalla prematura scomparsa di Sebastiano Tusa, la Regione Siciliana si prepara a onorare il ricordo del grande archeologo e assessore ai Beni culturali attraverso un’intera giornata dedicata al suo straordinario contributo al patrimonio archeologico e artistico. In occasione della commemorazione, che avrà luogo domenica 10 marzo 2024, tutti i luoghi della cultura apriranno gratuitamente le loro porte e offriranno varie iniziative per celebrare la memoria di questo illustre studioso siciliano, tragicamente scomparso in un incidente aereo in Etiopia il 10 marzo 2019 (vedi Archeologia in lutto. Nel disastro aereo del Boing 737 precipitato in Etiopia è morto l’archeologo Sebastiano Tusa: siciliano doc, docente di paletnologia e archeologia marina, ha creato la soprintendenza del Mare. A Malindi con l’Unesco doveva promuovere ricerche subacquee nell’oceano Indiano | archeologiavocidalpassato). Le attività programmate includono visite guidate, conferenze, mostre e altre iniziative finalizzate a promuovere la cultura e la storia, ideali a cui Sebastiano Tusa ha dedicato la sua vita e la sua carriera. Per conoscere le iniziative e i luoghi che aderiscono, è possibile consultare la sezione Eventi e News del portale regionale Sicilia Archeologica (https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/) oppure le pagine web delle singole istituzioni culturali.

Sebastiano Tusa, 66 anni, archeologo subacqueo di fama internazionale, soprintendente del Mare, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, morto nel disastro aereo dell’Ethiopian Air LInes il 10 marzo 2019 (foto regione siciliana)
Il presidente della Regione, Renato Schifani, afferma: “Per la Sicilia è un dovere morale celebrare la figura di Sebastiano Tusa. Altrettanto doveroso è dare l’opportunità a quanti più cittadini possibile di poter ammirare, con giornate come quella del 10 marzo, l’inestimabile tesoro culturale che lui stesso ha contribuito a riportare alla luce e a valorizzare. Invitiamo tutti quanti a cogliere quest’occasione per apprezzare un patrimonio storico-artistico che appartiene alla Sicilia e al mondo intero”. L’assessore ai Beni Culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, sottolinea l’importanza dell’evento: “Questo evento speciale offre a tutti l’opportunità di riflettere sull’importanza della conservazione del patrimonio culturale e di onorare la memoria di una figura così influente nel campo dell’archeologia e della valorizzazione dei beni culturali”.
PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VALLE DEI TEMPLI. Nella Valle dei Templi, alle 10 e alle 11.15, sono previste visite didattiche ai percorsi sotterranei e alle catacombe dei primi cristiani. Alle 12.15, all’agorà del Giardino sensoriale, è in programma “Itinerari Siciliani”, concerto di Eleonora Tabbì (voce) e Mauro Cottone (violoncello) su musiche originali e di autori siciliani. Al museo archeologico regionale “Pietro Griffo” del capoluogo, alle 19, è prevista una visita didattica a cura degli archeologi di CoopCulture. Successivamente, alle 20, si terrà in sala Cavallari il concerto “Prima dei greci” con composizioni originali e standard jazz del pianista Roberto Macrì. Necessaria la prenotazione. Nell’area archeologica di Eraclea Minoa alle 10.30 i bambini tra i 4 e i 10 anni saranno protagonisti di “FacciaNatura”, laboratorio dedicato a come realizzare un mini orto fai da te.
PARCO ARCHEOLOGICO DI GELA. Al parco archeologico di Gela, dalle 9 alle 17, ingresso gratuito al sito di Molino a Vento e alle mura timoleontee. Stessa iniziativa, dalle 9 alle 14, nel complesso minerario di Trabia Tallarita.
PARCO ARCHEOLOGICO DI TINDARI. Al parco archeologico di Tindari, dalle 9 alle 15, l’iniziativa “Alla scoperta dei siti archeologici di Tindari e di Patti Marina” proporrà visite guidate con personale specializzato.
PARCO ARCHEOLOGICO DI NAXOS E TAORMINA. Dalle 9 alle 17 ingresso gratuito al Teatro Antico di Taormina e al Museo e area archeologica di Naxos. Alle 17 al museo di Naxos Il parco archeologico Naxos di Taormina organizza l’incontro pubblico “Il Castello di Schisò: da roccaforte a museo, mille storie da scoprire” per illustrare i lavori di recupero, restauro e rifunzionalizzazione della fortezza diventerà il futuro polo museale di Giardini Naxos. Interverranno la direttrice Gabriella Tigano (archeologa) e l’architetto Arturo Alberti. Gabriella Tigano, inquadrerà il complesso architettonico sotto il profilo storico e archeologico sulle tracce dei documenti d’archivio e dei recenti rinvenimenti della campagna di scavo avviata nella primavera del 2021 insieme al primo intervento di restauro dei tetti e messa in sicurezza. A seguire il direttore dei lavori, Arturo Alberti, architetto con una lunga esperienza nel restauro di monumenti architettonici, riferirà al pubblico sui primi risultati dei lavori di questi due anni che partivano dalla necessaria conoscenza dei luoghi: un’operazione di indagine e recupero della memoria di uno spazio che fino alla metà del secolo scorso, insieme all’edificio storico e alla cappella annessa, include anche uno storico stabilimento per la lavorazione e il commercio degli agrumi e che adesso si configura come un esempio di archeologia industriale. Il Castello di Schisò è stato acquistato dal Parco Naxos Taormina nel 2018 e da allora fa parte dei beni della Regione Siciliana.
PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE. A Selinunte visite guidate tematiche, alle 11.45 e alle 12. Previsto alle 10.30 anche un laboratorio per bambini che, partendo dal racconto di Demetra e Kore, celebrerà l’arrivo della primavera con la realizzazione di tanti coloratissimi fiori di carta.
PARCO ARCHEOLOGICO DI SEGESTA. Anche al parco archeologico di Segesta sono previste visite guidate: alle 11 partirà un percorso tematico che si snoderà attraverso il teatro, l’agorà, il tempio dorico e la zona della moschea. Per i bambini, alle 10.30, oltre a una visita delle installazioni della mostra “Elyma” di Gandolfo Gabriele David, è previsto un laboratorio sui pani votivi di San Giuseppe. Dopo il devastante incendio del luglio 2023, la Natura sta facendo il suo corso e l’erba e le piante sono rinate. Salendo verso il Tempio si entra in simbiosi con la mostra e la Natura che rinasce. Una scultura-altare a gradoni, quasi un’ara votiva di grande impatto, che accompagna l’ascesa verso l’ultimo livello, all’interno del Tempio, dove sta spuntando il grano antico seminato dai bambini della 2B dell’I.C. Vivona di Calatafimi-Segesta. Un’azione performativa e rito collettivo, condiviso con la comunità locale, che ha visto nel ciclo del grano la resilienza della vita di fronte alle avversità, la natura che supera le fiamme.
PARCO ARCHEOLOGICO DI LILIBEO – MARSALA. Al parco archeologico Lilibeo di Marsala l’iniziativa “Alla scoperta dei tesori” proporrà dalle 10.30 alle 12.30 visite guidate per conoscere il patrimonio meno conosciuto, ma non per questo meno importante, custodito nei ricchi depositi del museo: “Il Museo Segreto”, visite ai giacimenti culturali nei depositi del Parco archeologico di Lilibeo- Marsala. Presentazione a cura di Maria Grazia Griffo, archeologa del Parco; visite guidate a cura di Giovanni Polizzi, ricercatore UNIPA – “S.A.M.O.T.H.R.A.C.E.” SiciliAnMicroNanOTech Research And innovationCEnter. Gli apparati decorativi delle case di Lilibeo (atrio depositi): Maria Elena Barbera, Mauro Gandolfo, archeologi. Il lavoro di inventariazione dei giacimenti culturali: materiali inediti dalle necropoli e l’abitato di Lilibeo (deposito n.7). Le visite saranno riservate a gruppi di 30 persone, suddivise in sottogruppi di 15 per ciascuno degli spazi dedicati, ad intervalli di 20 minuti.
MUSEO REGIONALE “AGOSTINO PEPOLI” DI TRAPANI. Alle 10.30 l’evento “Venus Erycina” con la presentazione e l’esposizione della moneta raffigurante il tempio di Venere a cura di Paolo Barrese.
PALERMO. Il museo Archeologico regionale “Antonino Solinas” e il museo d’Arte contemporanea RISO avviano un dialogo comune a partire dalle rispettive collezioni con una doppia esposizione unica “Inserimenti a confronto. Accardi / Antiche pietre inscritte”. Si tratterà di uno scambio temporaneo: un’iscrizione funeraria della metà del V secolo a.C. lascerà le teche del Salinas per il Riso e, viceversa, l’opera “Rosso Verde” del 1967 di Carla Accardi, della collezione contemporanea, arriverà al museo archeologico, creando un ponte culturale attraverso i millenni. Al Salinas, l’arte di Carla Accardi entra in dialogo con reperti storici, creando una fusione che supera i confini temporali. La pittura si fa dialogo, il segno diventa ponte tra le ere, in un’esposizione che riscopre il nostro patrimonio culturale. L’esposizione sarà aperta fino al 14 aprile 2024, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare l’evoluzione dell’espressione artistica – dal gesto pittorico primordiale di Accardi alla narrazione epigrafica dell’antica Selinunte.
Commenti recenti