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Roma. Prorogata la mostra “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani” tra Basilica Emilia, Foro Romano e Basilica Giulia: le sculture entrano in dialogo con le monumentali architetture romane, creando un fil rouge tra archeologia e arte

Lacerti di travertino affiorano dai resti della Basilica Emilia; nella piazza del Foro Romano sono ancora visibili i lastroni in lapis Tiburtinus – estratto dalle cave di Tivoli – della pavimentazione antica; della stessa pietra sono i gradini della Basilica Giulia. Le forme morbide e fluttuanti delle sculture entrano in dialogo con le monumentali architetture romane, creando un fil rouge tra archeologia e arte. Sono le “Armonie di pietra” di Giuliano Giuliani: la mostra, allestita appunto tra la Basilica Emilia e la Basilica Iulia nel Foro Romano in collaborazione con la Regione Marche e il Comune di Ascoli Piceno, che doveva chiudere l’8 gennaio 2023, è stata prorogata fino al 29 gennaio. Compresa nel biglietto di ingresso al parco archeologico del Colosseo, è visitabile durante il normale orario di apertura del PArCo. La mostra “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani”, curata da Daniele Fortuna, dopo la tappa nel cuore pulsante dell’Antica Roma, passerà ad Ascoli Piceno dal 7 aprile al 28 giugno 2023 nel Chiostro di Sant’Agostino con la curatela di Carlo Bachetti.

roma_foro-romano_Armonie-di-Pietra_Giuliani_Parco-Colosseo_locandinaIl percorso espositivo all’interno del Parco archeologico del Colosseo, composto da 20 opere in travertino, si snoda dalla Basilica Emilia alla Basilica Giulia passando per la piazza del Foro Romano e attraversando alcuni tra gli edifici più importanti di quello che era il centro politico, amministrativo, religioso, giudiziario e commerciale della città. Giuliano Giuliani, scultore del bianco, lavora il travertino, ovvero la roccia sedimentaria calcarea che, per le sue caratteristiche di resistenza e durata nel tempo, è stata la pietra elettiva dell’architettura romana. Lo scultore estrae direttamente dal grembo delle Marche la pietra e la lavora nella cava di famiglia a Colle San Marco, oggi trasformata nel suo studio a cielo aperto.

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Un’opera di Giuliano Giuliani esposta nel Foro Romano per la mostra “Armonie di pietra” (foto PArCo)

Quelle stesse opere che sembrano dialogare con l’essenza del paesaggio marchigiano sono ora chiamate a confrontarsi con la storia della civiltà nell’area centrale del Foro Romano. Ma allo stesso tempo le sculture di Giuliani rappresentano veri e propri luoghi della sua terra: esprimono tratti formali e teorici che corrispondono al paesaggio e alle caratteristiche immateriali della regione Marche, all’interiorità che si esprime nel rigore del suo lavoro. Quello che ne viene fuori sono corpi pieni e compatti ma anche depressioni d’ombra che diventano parte integrante dell’espressività dell’opera: le armonie di pietra sono come rovine che l’artista – guidato dalla materia della sua terra e dal flusso del tempo – riporta alla luce ricercando le radici della civiltà e del nostro essere.

Marchio del patrimonio europeo. Aquileia, col progetto “terra di dialogo”, tra i 13 siti italiani in gara. L’ultimo a esserselo aggiudicato è stato il Comune di Ventotene nel 2021

marchio-patrimoio-europeo_logoAnche Aquileia tra i 13 siti italiani in gara per il Marchio del patrimonio europeo: il ministero della Cultura ha comunicato che sono 13 le candidature presentate per il “Marchio del patrimonio europeo” (edizione 2023), riconoscimento Ue, noto anche con la denominazione “European Heritage Label”, finalizzato a valorizzare, a cadenza biennale, il patrimonio culturale comune, tramite il quale rafforzare il senso di appartenenza all’Unione. L’ultimo sito italiano a essere insignito del titolo, nell’ambito della selezione 2021, è stato il Comune di Ventotene lo scorso aprile, che si è aggiunto agli altri tre luoghi già selezionati: il Museo Casa De Gasperi (Marchio nella selezione 2014), Forte Cadine (Marchio nella selezione 2017) e l’Area archeologica di Ostia antica (Marchio nella selezione 2019).

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Il foro romano di Aquileia: il sito candidato al Marchio del patrimonio europeo (foto fondazione aquileia)

Una Commissione ministeriale, che sarà appositamente costituita con decreto del Segretariato generale, valuterà entro l’8 febbraio 2023 i siti migliori dal punto di vista della rilevanza europea, della qualità progettuale e della capacità operativo-gestionale. Le candidature, fino a un massimo di due, dovranno essere presentate alla Commissione europea entro il 1° marzo 2023. Solo un sito potrà poi essere insignito del riconoscimento per ciascuno Stato membro tra i partecipanti all’iniziativa, così come previsto dalla decisione istitutiva del “Marchio del patrimonio europeo” (UE 1194/2011). I progetti relativi alla selezione del 2023 sono: 1. Aquileia, terra di dialogo proposto dalla Fondazione Aquileia di Aquileia (Udine); 2. Archivio di Stato di Palermo proposto dalla soprintendenza Archivistica della Sicilia-Archivio di Stato di Palermo; 3. Area archeologica Foro Romano e Palatino proposto dal parco archeologico del Colosseo; 4. Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno proposto dalla direzione regionale Musei Molise; 5. Galleria del Grano Pasta Museum proposto dall’associazione Galleria del Grano di Gragnano (Napoli); 6. I luoghi dell’Operazione Avalanche proposto amministrazione comunale Città di Battipaglia (Salerno); 7. Il patrimonio immateriale arbereshe di Piana degli Albanesi – Hora e Arbëreshëvet proposto dal comune di Piana degli Albanesi (Palermo); 8. Il telescopio di Galileo: una storia europea proposto dal Museo Galileo – istituto e museo di Storia della Scienza di Firenze; 9. Museo dei Bozzetti “Pierluigi Gherardi” proposto dal Comune di Pietrasanta (Lucca); 10. Ponte San Leonardo di Termini Imerese proposto dall’associazione Rodoarte onlus di Palermo; 11. Roma, Campidoglio, Musei Capitolini – Sala degli Orazi e Curiazi proposto da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; 12. Sant’Anna di Stazzema proposto dal parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema (Lucca); 13. Tempio Voltiano proposto dai musei civici del Comune di Como.

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Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia (foto fondazione aquileia)

Ogni candidato ha depositato un dossier, redatto sulla base dei format allegati al bando, elaborati dalla Commissione europea che gestisce l’iniziativa. “Abbiamo presentato la candidatura”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “con un progetto corale chiamato “Aquileia, terra di dialogo” che esplicita i valori europei che la storia di Aquileia incarna fin dall’antichità e la sua capacità di relazionarsi: da sempre Aquileia è luogo di convivenza pacifica e fruttuosa, grazie al suo porto fluviale fu luogo d’incontro di idee, religioni e genti di ogni provenienza e poi fu sede di un Patriarcato che unì tre popoli comprendendo territori che andavano dal Lago di Como all’Ungheria. La predisposizione del dossier è stata un’occasione di riflessione interessante – continua Corciulo – e sicuramente potrà essere la base anche per sviluppare ulteriori progetti in futuro”.

Roma. Nella notte di San Silvestro la direzione del parco archeologico del Colosseo fa il bilancio delle attività del 2022 e augura Buon 2023 a tutti

roma_PArCo_buon-2023_foto-parcoLe immagini scorrono dal Foro Romano al Palatino al Colosseo: è la formula scelta dalla direzione del parco archeologico del Colosseo per ricordare, nella notte di San Silvestro, quanto realizzato nel 2022. “Al termine dell’anno – si legge – si fanno i bilanci e in queste ore di silenzio prima della apertura straordinaria del 1° Gennaio 2023 tocca anche a noi. Nel 2022 abbiamo curato restauri, avviato importanti cantieri, realizzato mostre e attività didattiche, esteso le collaborazioni scientifiche e con le comunità di riferimento, concluso la manutenzione di siti e monumenti per riaprirli al pubblico e molto molto altro ancora. Tra opere compiute e ancora in corso, che vedranno la luce nel prossimo anno, ne abbiamo scelta qualcuna per chiudere idealmente un ciclo e prepararci al nuovo, pronti a iniziare a scrivere nuove pagine fin da domattina. Buona fine e buon principio d’anno a tutti e tutte!”.

Cosa è successo nel 2022 al parco archeologico del Colosseo? “Nel 2022 – ricordano al PArCo – riapre il percorso Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali (vedi Roma. Forum Pass SUPER, riapre il percorso di visita unitario per Foro Romano/Palatino e Fori Imperiali: dal 1° marzo di nuovo attivo il biglietto unico per la visita integrata all’area archeologica centrale di Roma | archeologiavocidalpassato); apre la Caffetteria del Foro Romano; nuova installazione multimediale del dipinto di Gerusalemme al Colosseo; il video racconto animato del Gabbiano Emilio; sul Palatino parte il progetto di coltivazione dell’uva “pantastica” (vedi Giornata nazionale del Paesaggio. Il parco archeologico del Colosseo presenta il “Parco Green”, il lato verde del Parco, per far rivivere lo spirito dei giardini imperiali e dei rinascimentali Horti Farnesiani. Sul Palatino piantata l’uva pantastica, un antico vitigno confermato dalle fonti | archeologiavocidalpassato); il restauro della colonna di Foca nel Foro Romano; il progetto europeo TRAME porta cento ragazzi e ragazze a studiare nel Foro Romano; festival musicale “Venere in musica” nella cella di Venere del tempio di Venere e Roma (vedi Roma. Al Tempio di Venere e Roma quattro serate musicali con “Venere in musica” dal forte timbro cosmopolita, ispirato alla realtà multietnica che caratterizzava già in antico questo luogo, cuore dell’Urbe | archeologiavocidalpassato); festival cinematografico “Quo vadis” nella cella di Venere del tempio di Venere e Roma (vedi Roma. Nel tempio di Venere e Roma, cuore della Roma antica, al via “Quo vadis?”, rassegna cinematografica del parco archeologico del Colosseo. Dieci giorni per 10 grandi film sulla classicità romana da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti | archeologiavocidalpassato); pit stop Unicef; un nuovo spazio dedicato a bambini e famiglie al Colosseo; Colosseo 3D. Avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo del monumento con documentazione digitale e modellazione HBIM (vedi Roma. Il Colosseo 3D: avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo dell’Anfiteatro Flavio. Sarà disponibile per la primavera 2023 | archeologiavocidalpassato); “Moisai 2022”, festival di arti contemporanee in Domus Aurea (vedi Roma. Al via “Moisai 2022. Voci contemporanee in Domus Aurea”: nove visite guidate che culminano nell’esperienza dell’arte performativa nel segno del contemporaneo nella Sala Ottagona. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato); alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum; esplorazione dei condotti fognari del Colosseo; lo scavo del fronte meridionale del Colosseo; la mostra “Frammenti”. Il teorema di Pasolini nelle immagini di Laurent Fiévet; la mostra “Armonie di pietra”. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani; la mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” (vedi Roma. Al Tempio di Romolo nel Foro Romano apre la mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” per promuovere e diffondere la conoscenza del mito di Enea e dell’itinerario culturale “Rotta di Enea”, raccontato attraverso 24 opere, databili fra il VII secolo a.C. e la piena età imperiale | archeologiavocidalpassato); il convegno internazionale “Depositi invisibili. Dalla catalogazione alla fruizione”; nuovo codice etico per il fundraising. E concludono con un auspicio: ci vediamo nel 2023”.

Roma. Per le festività 2022 il parco archeologico del Colosseo sarà sempre aperto (eccetto Natale): si possono visitare Colosseo, Palatino, Foro Romano e Domus Aurea

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Panorama del Foro Romano e, in fondo, c’è il Colosseo (foto PArCo)

Durante le festività natalizie 2022 il parco archeologico del Colosseo sarà aperto dalle 9 alle 16.30 (ultimo ingresso alle 15.30) tutti i giorni ad eccezione del 25 dicembre 2022, con la possibilità di visitare i siti Colosseo, Palatino, Foro Romano e Domus Aurea oltre al sistema museale composto dal museo del Foro romano, museo del Colosseo e museo del Palatino, quest’ultimo riaperto lo scorso 12 dicembre con un nuovo allestimento che prevede l’esposizione di due straordinari soffitti, uno dipinto e uno in stucco, del I secolo d.C. provenienti dal colle Palatino e prima conservati nei depositi, oltre che una nuova mappa tattile per non vedenti.

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Il percorso illuminato degli ipogei per le visite notturne nei sotterranei del Colosseo nell’ambito de “La luna sul Colosseo” (foto PArCo)

Ancora. Fino a sabato 7 gennaio 2023 saranno disponibili le suggestive visite serali “La Luna sul Colosseo”, che ogni giovedì, venerdì e sabato (a partire dalle 18 e fino alle 22, ad eccezione di sabato 24 dicembre 2022 e sabato 31 dicembre) guideranno i partecipanti in un itinerario lungo i sotterranei del Colosseo, appositamente illuminati per rendere ancora più emozionante il percorso nel cuore della macchina dello spettacolo dei gladiatori. Nel percorso di visita è prevista la lettura multimediale del dipinto che raffigura una veduta ideale – a volo d’uccello – della città di Gerusalemme, posto sull’arco di fondo del fornice occidentale, la cosiddetta Porta Trionfale: la stessa dalla quale entravano i gladiatori e le belve che si affrontavano sull’arena.

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Locandina della mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano dal 15 dicembre 2022 al 10 aprile 2023

Numerose sono anche le mostre in corso: “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani”, allestita nella Basilica Emilia nel Foro Romano; “Frammenti: il Teorema di Pasolini nelle immagini di Laurent Fiévet”, allestita nelle Uccelliere Farnesiane sul Palatino; e “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma”, appena inaugurata, aperta al pubblico nel Tempio di Romolo fino al 10 aprile 2023. Il 1° gennaio 2023, in occasione delle domeniche gratuite, il PArCo prevede apertura straordinaria con ingresso gratuito. I biglietti potranno essere ritirati, in ordine di arrivo, presso la biglietteria in piazza del Colosseo, situata nelle vicinanze del Tempio di Venere e Roma. In questa giornata rimarrà aperta eccezionalmente la Curia Iulia. Durante le domeniche gratuite anche i possessori di Membership Card e di Roma Pass potranno ritirare i biglietti gratuiti presso la biglietteria, in ordine di arrivo.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” passeggiata nel Foro Romano con Francesco Rutelli e la direttrice del PArCo Alfonsina Russo in occasione dell’uscita deli libro “Roma, camminando” (edizioni Laterza)

roma_dialoghi-in-curia_camminando-nel-foro-romano-con-francesco-rutelli_locandinaSpeciale appuntamento con una guida d’eccezione per “Dialoghi in Curia”, il ciclo di incontri promossi dal parco archeologico del Colosseo. Martedì 4 ottobre 2022, per quanti sono riusciti a prenotare un posto appuntamento alle 18 all’Arco di Tito con ingresso dalla via Sacra. L’incontro avrà la durata di un’ora circa. Si consiglia di indossare scarpe adatte a un percorso di camminata. in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Roma, camminando” (edizioni Laterza), Francesco Rutelli condurrà una passeggiata lungo la via Sacra aperta a tutti e tutte. Un itinerario sul far della sera alla scoperta dei luoghi della politica della Roma antica che terminerà in Curia Iulia, antica sede del Senato Romano, con un incontro con la direttrice del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo. L’evento è tutto esaurito. Sarà l’occasione per presentare il volume che attraversa 28 secoli di Storia dell’Urbe con 18 itinerari sorprendenti a partire dal fiume Tevere: uno di essi, “Quattro passi nella politica dell’antica Roma”, transita lungo i Fori Imperiali per toccare il Foro Romano e il Palatino fino a giungere al Colosseo.

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Copertina del libro “Roma, camminando” di Francesco Rutelli

“Roma, camminando”. Esplorare Roma camminando, per conoscerla sul serio. Ad accompagnarci una guida speciale con cui risaliremo 28 secoli attraverso 18 itinerari sorprendenti. Scopriremo così la città che non illude, né delude mai. Allora partiamo da dove tutto è cominciato. Dal Tevere. E iniziamo a camminare. Ecco che quegli stessi luoghi che percorriamo distrattamente ci mostreranno un volto diverso e nuovo. Ci accorgeremo delle infinite stratificazioni di questa città; dei millenni di cultura, potere e bellezza che si sono succeduti sovrapponendosi e mai elidendosi. Per non perderci, la nostra guida ha organizzato 18 itinerari a tema che ci permetteranno ogni volta di scoprire un aspetto diverso magari proprio là dove non saremmo mai andati. Così percorreremo la via Tuscolana per conoscere gli acquedotti che la attraversano e le scenografie romane negli Studi di Cinecittà, oppure risaliremo gli ultimi chilometri della via Francigena per ritrovare i panorami che per secoli i pellegrini ammiravano al termine del loro viaggio o, ancora, visiteremo i Fori per scoprire i luoghi della politica della Roma antica. Riusciremo perfino ad arrivare al mare sulle nostre gambe! Attraversare Roma sarà una magnifica esperienza, perché nessuna come lei accoglie chi vuole conoscerla davvero.

Roma. Con gli esperti del parco archeologico del Colosseo alla scoperta dei mosaici presenti tra Foro Romano e Palatino: con la dodicesima e ultima tappa si va alla scoperta dei lussuosi pavimenti in marmo di un’altra residenza imperiale sul Palatino, la Domus Flavia

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Il corridoio settentrionale della Domus Flavia sul Palatino: corridoio settentrionale, pavimento a lastre di marmi policromi su cui insistono i fusti frammentati di colonne in giallo antico (foto Archivi PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo propone un nuovo itinerario on line tra Foro Romano e Palatino, a cura di Federica Rinaldi, Alessandro Lugari e Francesca Sposito, per scoprire che cosa state si sta calpestando in una visita, per capire in quale edificio e ambiente vi state muovendo, per riconoscere i pavimenti antichi in marmi policromi e in mosaico che decoravano gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto le case private e i palazzi. In questo dodicesimo e ultimo appuntamento, la passeggiata virtuale, che ha raggiunto il Palatino, dopo aver conosciuto i pavimenti degli Horrea Agrippiana, del Paedagogium, e della Schola Praeconum, e i lussuosi pavimenti in marmo della Domus Aurea e della Domus Augustana, si conclude alla Domus Flavia, la parte pubblica della residenza imperiale voluta dall’imperatore Domiziano, su progetto dell’architetto Rabirio. La domus era formata da tre serie di ambienti disposti su tre lati di un peristilio rettangolare, circondato da un quadriportico con colonne di marmo numidico e con al centro una fontana ottagonale. Al centro del lato settentrionale si apriva una enorme sala detta Aula Regia, dove l’imperatore, seduto sul trono situato nell’abside semicircolare al lato opposto rispetto all’ingresso, riceveva e dava udienza.

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La Coenatio Iovis della Domus Flavia sul Palatino: opus sectile marmoreo con schema complesso dell’abside (foto Archivi PArCo)

Lungo il lato meridionale del peristilio si apre al centro una vasta sala absidata pavimentata con lastre marmoree policrome e posta sopra un’intercapedine dove nei periodi più freddi dell’anno veniva fatta circolare aria calda, riconosciuta come il triclinio e citata nelle fonti col nome di Coenatio Jovis. Il pavimento è un opus sectile marmoreo policromo in marmi africano, pavonazzetto, giallo antico, portasanta, databile in età tardoantica. Il settore centrale presenta una sequenza di pannelli quadrangolari contenenti alternativamente rettangoli e dischi listellati. L’abside di fondo invece è decorata da uno opus sectile con schema complesso.

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La Coenatio Iovis della Domus Flavia sul Palatino: porzione marmorea orientale avvallata a causa del dissesto statico delle sottostanti suspensurae e continuamente oggetto di interventi di restauro (foto Archivi PArCo)

Del pavimento si segnala la porzione marmorea orientale, profondamente avvallata a causa del dissesto statico delle sottostanti suspensurae, ai lati dell’ambiente, e continuamente oggetto di interventi di restauro. A causa del continuo ristagno delle acque, dovuto ad un avvallamento nella zona dove insistono i fusti di colonne, si è proceduto alla copertura di una parte del pavimento con breccia cromaticamente abbinata alle superfici pavimentali. Ulteriore breccia è stata disposta attorno alle lastre superstiti del peristilio e del corridoio, a limitare la ricrescita della vegetazione infestante.

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Il peristilio centrale della Domus Flavia sul Palatino: pavimento a lastre di marmo proconnesio della fase originaria di età domizianea (foto Archivi PArCo)

Il vasto peristilio con al centro la fontana ottagonale, di cui ancora si vede la forma, è pavimentato da lastre marmoree rettangolari di marmo proconnesio, relative al primo impianto del palazzo, di età domizianea. Spostandoci verso nord, in direzione dell’Aula Regia, presso il corridoio della corte centrale si conservano porzioni del rivestimento a lastre di marmo rettangolari, di dimensioni e materiali eterogenei. Parte del lastricato è coperto da due fusti frammentati di colonne scanalate in marmo giallo antico.

Roma. Con gli esperti del parco archeologico del Colosseo alla scoperta dei mosaici presenti tra Foro Romano e Palatino: con l’undicesima tappa si va alla scoperta dei lussuosi pavimenti in marmo di un’altra residenza imperiale sul Palatino, la Domus Augustana

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Domus Augustana, sul Palatino: ambiente mistilineo, opus sectile marmoreo che sviluppa il motivo dei quadrati con quadrati inscritti diagonalmente (foto Archivi PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo propone un nuovo itinerario on line tra Foro Romano e Palatino, a cura di Federica Rinaldi, Alessandro Lugari e Francesca Sposito, per scoprire che cosa state si sta calpestando in una visita, per capire in quale edificio e ambiente vi state muovendo, per riconoscere i pavimenti antichi in marmi policromi e in mosaico che decoravano gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto le case private e i palazzi. In questo undicesimo appuntamento, la passeggiata virtuale, che ha raggiunto il Palatino, dopo aver conosciuto i pavimenti degli Horrea Agrippiana, del Paedagogium, e della Schola Praeconum, e i lussuosi pavimenti in marmo della Domus Aurea, va alla scoperta dei preziosi pavimenti di un secondo palazzo, la cosiddetta Domus Augustana, che costituiva la parte privata della residenza imperiale. Al contrario della parte pubblica (la Domus Flavia), composta da pochi ambienti di grandi dimensioni, la Domus Augustana era formata da vani piccoli alternati ad ambienti più ampi, tutti disposti intorno a giardini colonnati.

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Domus Augustana sul Palatino: il portico conserva in numerose porzioni un pavimento a lastre rettangolari di pavonazzetto (foto Archivi PArCo)

“I pavimenti meglio conservati”, spiegano gli archeologi del PArCo, “si collocano presso un ambiente molto particolare, la cosiddetta aula biabsidata, una sala preceduta da colonne e provvista di due absidi lungo i lati corti, con affaccio scenografico sul cosiddetto Stadio di Domiziano. Mentre si gode la vista mozzafiato sullo stadio, si attraversa l’area un tempo colonnata, e se si puntano gli occhi a terra si può notare una serie di “isole marmoree”: non sono altro che i resti del pavimento in marmo che doveva originariamente rivestire il portico, composto da lastre rettangolari di pavonazzetto”.

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Domus Augustana sul Palatino: l’aula biabsidata conserva un pavimento a lastre rettangolari di marmo africano (foto Archivi PArCo)

“Entrando nell’aula vera e propria si conservano grandi porzioni di un pavimento a lastre disposte su filari paralleli, tutte in marmo africano. In questo caso – ricordano gli archeologi del PArCo -, a causa di problemi legati al ristagno di acque, dal 2018 il pavimento è stato interessato da un esteso intervento di manutenzione straordinaria, che ha previsto il restauro dei lacerti marmorei, la ripavimentazione dell’area in cocciopesto e la disposizione di graniglia cromaticamente abbinata alle lastre lungo i bordi. L’aula biabsidata determina la formazione di ambienti di risulta, di forma mistilinea, meglio conservati lungo il lato meridionale, che conservano due eleganti pavimenti in opus sectile marmoreo policromo a schema geometrico (Q3), in cui si riconoscono il portasanta, il pavonazzetto, il giallo antico, il marmo bigio, la breccia e il marmo bianco”.

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Domus Augustana sul Palatino: uno dei pannelli del percorso il Parco per Tutti, pannelli tattili illustrativi di singoli monumenti o tematismi (foto PArCo)

“Un suggerimento in più per quanti avranno la possibilità di percorrere dal vivo questo itinerario: nell’area della Domus Augustana, precisamente sul lato verso lo Stadio di Domiziano – concludono gli archeologi del PArCo -, è presente uno dei numerosi pannelli tattili disseminati nel PArCo che aiutano la comprensione e la conoscenza dei monumenti. Questo pannello descrive la sala ellittica e il peristilio della Domus Augustana ed è del tutto eccezionale rispetto agli altri perché presenta anche due frammenti di marmo tutti da toccare!”.

Natale di Roma, per “Canti di pietra” il parco archeologico del Colosseo ospita l’attore e regista Abel Ferrara che legge le poesie di Gabriele Tinti ispirate ai riti della fondazione di Roma, dall’umbilicus urbis al Lacus Curtius

Giovedì 21 aprile 2022, in occasione della ricorrenza del Natale di Roma, alle 11.30, il parco archeologico del Colosseo per “Canti di Pietra”, ospita l’attore e regista Abel Ferrara per la lettura delle poesie di Gabriele Tinti ispirate ai riti della fondazione di Roma, ai luoghi sacri e misterici collegati con la fase originaria della città. L’evento è aperto a tutto il pubblico in possesso di biglietto di accesso al PArCo. La lettura poetica avrà luogo nei pressi dell’umbilicus urbis che – come dice il nome stesso (umbilicus dal greco omphalòs) – è il centro simbolico della città, per poi concludersi in prossimità del Lacus Curtius, un luogo enigmatico avvolto da molte leggende. L’umbilicus urbis è stato identificato con il centro ideale della città che celava il mundus, ossia la fenditura nel terreno dedicata agli Dei Mani che fungeva da contatto, da porta, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il passaggio veniva aperto tre volte all’anno con la formula di rito Mundus patet che consentiva alle anime dei morti di ricongiungersi a quelle dei vivi in giorni considerati nefasti.

Il Lacus Curtius, nel Foro Romano, un luogo enigmatico avvolto da molte leggende

Le poesie ispirate al Lacus Curtius si riferiscono invece alle varie narrazioni mitiche e in particolare al racconto di Tito Livio che parla di una profonda voragine che improvvisamente si aprì nel cuore del Foro Romano, forse all’inizio del periodo regio. Egli riporta che furono compiuti numerosi tentativi per riempirla con la terra, ma senza successo. Il responso degli àuguri fu, come sempre, di difficile interpretazione: l’abisso poteva essere chiuso soltanto con il sacrificio di “quo plurimum populus Romanus posset” (Livio, Ab Urbe condita libri, libro VII, cap. V), ovvero di ciò che il popolo romano aveva di più caro. Il cavaliere Marco Curzio pensò che la cosa più preziosa dei Romani fosse il valore dei suoi giovani soldati. Fu così che, vestito con l’armatura da battaglia, montò in sella al suo cavallo e si gettò nella voragine, sacrificando la propria vita.

Roma. Con gli esperti del parco archeologico del Colosseo alla scoperta dei mosaici presenti tra Foro Romano e Palatino: con la decima tappa si va alla scoperta dei lussuosi pavimenti in marmo delle residenze imperiali sul Palatino, a cominciare dalla Domus Aurea

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Veduta zenitale dei resti della Domus Aurea sul Palatino dove sono conservati tra i più bei esempi di pavimenti in opus sectile dell’antichità (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo propone un nuovo itinerario on line tra Foro Romano e Palatino, a cura di Federica Rinaldi, Alessandro Lugari e Francesca Sposito, per scoprire che cosa state si sta calpestando in una visita, per capire in quale edificio e ambiente vi state muovendo, per riconoscere i pavimenti antichi in marmi policromi e in mosaico che decoravano gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto le case private e i palazzi. In questo nono appuntamento, la passeggiata virtuale, che ha raggiunto il Palatino, dopo aver conosciuto i pavimenti degli Horrea Agrippiana, del Paedagogium, e della Schola Praeconum, ci porta ad ammirare – in più tappe – i lussuosi pavimenti in marmo delle residenze imperiali dove, non a caso, al più “povero” mosaico erano preferiti i preziosi pavimenti a lastre o in opus sectile.

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Pavimento in opus sectile policromo da ambienti della Domus Aurea sul Palatino (foto PArCo)

“Tra le imponenti rovine dei palazzi imperiali sul colle Palatino”, spiegano gli archeologi del PArCo, “troviamo ogni genere di marmi policromi, il più delle volte l’importazione. I marmi preferiti dagli imperatori erano quelli nord africani, come il marmo giallo antico, detto anche numidicum, o il prezioso porfido rosso d’Egitto, ma anche marmi greci come il proconnesio, il porfido verde ed il marmo cipollino, con le sue eleganti venature verdi”.

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Pavimento in opus sectile policromo da ambienti della Domus Aurea sul Palatino (foto PArCo)

“La prima tappa del percorso – continuano – ci porta alla scoperta di quello che dagli studiosi del settore è stato definito come il pavimento più bello dell’Antichità, il lussuoso e raffinato opus sectile che doveva rivestire una sala monumentale scandita da portici colonnati della Domus Aurea sul versante del Palatino, la dimora di uno degli imperatori più famosi di sempre, Nerone. Di certo a gusto Nerone non era secondo a nessuno, come ci testimoniano ancora le monumentali architetture della Domus Aurea e le sue decorazioni pittoriche e pavimentali”.

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Pavimento in opus sectile policromo da ambienti della Domus Aurea sul Palatino (foto PArCo)

“L’opus sectile, redatto con marmi policromi quali giallo antico, porfido rosso, serpentino e portasanta, sviluppa un disegno geometrico particolarmente sofisticato e mai più riproposto nell’antichità, con motivi floreali nella zona centrale e lastre listellate sulle fasce. Da notare – concludono – la raffinatezza dei dettagli in porfido verde e rosso, come le foglioline, i bottoncini al centro degli elementi floreali, i triangoli negli elementi vegetali”.

Roma. Con gli esperti del parco archeologico del Colosseo alla scoperta dei mosaici presenti tra Foro Romano e Palatino: con la nona tappa si va alla scoperta dei mosaici pavimentali della Schola Praeconum, da poco riaperta al pubblico in alcuni periodi dell’anno

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Pianta dell’edificio della Schola Praeconum sul Palatino (da Lugli G., Capitolium, 9, 1933, p. 442) (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo propone un nuovo itinerario on line tra Foro Romano e Palatino, a cura di Federica Rinaldi, Alessandro Lugari e Francesca Sposito, per scoprire che cosa state si sta calpestando in una visita, per capire in quale edificio e ambiente vi state muovendo, per riconoscere i pavimenti antichi in marmi policromi e in mosaico che decoravano gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto le case private e i palazzi. In questo nono appuntamento, la passeggiata virtuale, che ha raggiunto il Palatino, dopo aver conosciuto i pavimenti degli Horrea Agrippiana e del Paedagogium, si sposta dalla sommità del colle ai suoi piedi, verso il Circo Massimo. Si trova qui, infatti, la Schola Praeconum, un complesso che si apre lungo via dei Cerchi, a Est della chiesa di Sant’Anastasia, da poco riaperto al pubblico in alcuni periodi dell’anno. “L’edificio fu realizzato in tecnica laterizia in epoca severiana”, spiegano gli archeologi del PArCo, “contestualmente alla generale ristrutturazione del versante meridionale del Palatino. La struttura presenta tre grandi ambienti coperti a volta, il maggiore in posizione centrale, gli altri disposti simmetricamente ai lati, aperti con grandi soglie verso un cortile porticato a pilastri, che metteva in comunicazione la struttura con l’asse viario antistante”.

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Schola Praeconum sul Palatino: mosaico bianco-nero con raffigurazione di araldi in processione con vessilli, caducei e bastoni (foto Archivi PArCo)

“Il nome con cui viene convenzionalmente identificato – continuano gli esperti del PArCo – è dovuto all’iconografia del mosaico scoperto da Antonio Muñoz, e alle scene raffigurate sulle pitture dell’ambiente orientale. Il soggetto principale del mosaico è una processione di otto personaggi, divisi in due gruppi, che sfilano sulle pareti opposte dal fondo del vano verso la porta; si tratta di figure maschili vestite di corta tunica, con vessilli, caducei e bastoni, interpretate come araldi o aurighi (praecones) preposti a guidare le processioni circensi. Le tessere presentano dimensioni e taglio irregolare, che consentono di datare il mosaico in età tardo imperiale (III-IV secolo d.C.). Il soggetto e l’iconografia del mosaico non trovano confronti precisi tra le pavimentazioni musive, e potrebbero quindi essere stati creati appositamente per l’ambiente della schola, prendendo in parte spunto dalla decorazione pittorica che ugualmente raffigura una teoria di figure maschili e tenendo conto anche della funzione per il quale l’ambiente stesso veniva utilizzato”.

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Schola Praeconum sul Palatino: restauro in corso del mosaico bianco-nero con araldi in processione (foto Archivi PArCo)

“Dal 2020 il mosaico è stato interessato da un intervento di restauro che ha previsto la rimozione dell’interro protettivo e delle piante superiori, il trattamento biocida, il consolidamento dei cordoli di contenimento costituiti da mattoni di taglio, il fissaggio delle tessere mobili, la pulizia con impacchi di acqua e di sali solubili di bicarbonato di ammonio. Infine – concludono – le lacune sono state integrate con breccia bianca aurora per le parti in bianco e con breccia in basalto per quelle in nero”.