Cortona (Ar). Al centro convegni Sant’Agostino “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe: occasione per riscoprire il mito di Dardano con Virgilio e riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana
Lo sapevate che il viaggio di Enea è anche un ritorno a Cortona? Giovedì 23 aprile 2026, alle 10, al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa 40 a Cortona, “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe, organizzata dal Comune di Cortona e dall’associazione la Rotta di Enea: occasione per approfondire i valori contenuti nell’opera di Virgilio, poeta europeo per eccellenza, per valorizzare il patrimonio culturale condiviso, per riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana.
La giornata dedicata ad Enea non solo ospita interventi di archeologi, storici, esperti, ma anche momenti di spettacolo, fotografie e documentari, grazie ai contributi del curatore artistico Andrea Cocchi, con la partecipazione degli studenti di Cortona impegnati nella riscoperta del mito di Dardano. “Con Enea a Cortona”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovnni Cafiero, “si celebra un aspetto importante del patrimonio culturale europeo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo Antico. Enea ritorna là dove era partito Dardano in un percorso circolare che restituisce con il mito il concreto avanzare della civiltà europea attraverso l’incontro, lo scambio, la mescolanza; ed è importantissimo che tutto questo avvenga con il coinvolgimento delle istituzioni, delle comunità e dei giovani europei”. La Rotta di Enea è itinerario culturale europeo dal 2021. Il “gemellaggio” Cortona- Enea è legato a Dardano. Virgilio narra infatti che Dardano, figlio di Zeus e della Pleiade Elettra. era nato nella etrusca città di Corythum, individuata come Cortona, e da qui emigrò in Samotracia e poi nella Troade, dove i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio Enea dovrà cercare l’Antica Madre, percorrendo a ritroso la rotta dell’antenato Dardano. La struttura dell’Eneide si fonda su una certezza: Enea ripercorre a ritroso, da Troia all’Italia, il viaggio compiuto dall’avo Dardano. Il viaggio di Enea è un ritorno, un nòstos simbolico dell’eroe nella terra degli antenati, guidato dai sacri Penati.
La giornata dedicata a Enea a Cortona si apre alle 10 con i saluti del sindaco Luciano Meoni e altri interventi istituzionali. Intervengono tra gli altri Giovanni Cafiero presidente dell’Associazione Rotta di Enea, gli archeologi Filippo Coarelli su Il Mito di Enea a Roma e Sandra Gatti su Etruschi e Troiani. La manifestazione è arricchita dal reading teatrale a cura del Liceo artistico Luca Signorelli, da un documentario su Dardano e un video su Enea ritratto da Pietro da Cortona negli affreschi di Palazzo Pamphili a Roma. Le conclusioni sono affidate a Paolo Giulierini, dirigente area amministrativa e cultura del Comune di Cortona, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “L‘adesione alla rotta di Enea da parte del Comune di Cortona”, secondo Paolo Giulierini, “è un naturale ritorno all’idea della città come crocevia delle rotte di personaggi mitici come lo stesso Enea, Ulisse, il re pelasgo Nanas”. Nel pomeriggio la visita alla mostra fotografica di Mattia Crocetti “Diario di Enea” e un casting su “Volti Eterni” per cercare volti antichi tra i contemporanei.
Ostia antica (Roma). In Sala Cébeillac-Gervasoni, “Una giornata per Ida Baldassarre” promossa dal parco archeologico a poche settimane dalla scomparsa dell’archeologa che, tra gli altri, diede grande contributo allo studio e alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra
Il parco archeologico di Ostia antica organizza una giornata in ricordo di Ida Baldassarre, a poche settimane dalla scomparsa dell’archeologa che, tra gli altri, diede grande contributo allo studio e alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra (vedi Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni Ida Baldassarre, figura di primo piano dell’archeologia italiana, allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Impegnata in Egitto e Libia, e sull’Isola sacra di Ostia antica. La sua monumentale edizione “Pompei. Pitture e Mosaici” resta un punto di riferimento | archeologiavocidalpassato). Lunedì 1° dicembre 2025, in Sala Cébeillac-Gervasoni, all’interno degli Scavi di Ostia, “Una giornata per Ida Baldassarre”, a cura di Irene Bragantini, Alessandro D’Alessio e Cristina Genovese. Il programma. Alle 10, Alessandro D’Alessio, Cristina Genovese, Introduzione alla Giornata; 10.20, Amneris Roselli, Ida nel Dipartimento del Mondo classico; 10.40, Matteo D’Acunto, Ida e l’insegnamento universitario: formazione, ricerca, spirito critico; 11, Bruno d’Agostino, Ida, dall’Alpi alle Piramidi: la misura del mondo, la profondità della storia; 11.20, Coffee break; 11.40, Emanuele Greco, Ida interprete ineguagliabile del “De Amicitia”; 12, Angela Pontrandolfo, Sulle esperienze pittoriche del primo ellenismo; 12.20, Agnés Rouveret, Costruire e decostruire la pittura romana: ricordi di conversazioni con Ida; 12.40, Anna Santucci, Ida e/a Cirene; 13, discussione; 13.30, pausa pranzo; 15, Franca Taglietti, Uno sguardo limpido che accoglie il dubbio: Ida e la necropoli dell’Isola Sacra; 15.20, Irene Bragantini, Ida ‘per iscritto’: sulla decorazione a Porto; 15.40, Filippo Coarelli, Intervento di chiusura.
Roma. In Curia Iulia giornata di studi “Nuovi dati dal complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino” per la presentazione dei primi risultati delle ricerche condotte tra il 2023 e il 2025 dal parco archeologico del Colosseo
Martedì 16 Settembre 2025, in Curia Iulia, giornata di studi “Nuovi dati dal complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino” per la presentazione dei primi risultati delle ricerche condotte tra il 2023 e il 2025 dal parco archeologico del Colosseo lungo le pendici nord-occidentali del Palatino, nella zona occupata dagli Horrea Agrippiana, lungo il vicus Tuscus, che hanno consentito l’eccezionale scoperta di un edificio monumentale con diverse fasi costruttive, finora inedito. La giornata sarà l’occasione per presentare anche il progetto di valorizzazione e apertura al pubblico per una migliore fruibilità e accessibilità da parte dei visitatori. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili su https://vicustuscus25.eventbrite.it. Programma: alle 9.30, saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; e di Massimo Osanna, direttore generale Musei. Alle 9.45, Alfonsina Russo, “Presentazione del Progetto sul Complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino”; 10, Roberta Alteri, “Il Complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino: nuovi dati e prospettive di ricerca”; 10.45, Tavola rotonda: Salvatore Settis (presiede), Irene Bragantini, Filippo Coarelli, Ulf R. Hansson, Paolo Liverani, Eugenio Polito, Monica Salvadori. A seguire visita al complesso edilizio alle pendici occidentali del Palatino.
Roma. All’École française de Rome presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Giovedì 23 gennaio, alle 17, nella sala conferenza dell’École française de Rome, in piazza Navona 62 a Roma, presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’associazione internazionale Amici di Pompei (https://www.amicidipompei.com/quaderni-studi-pompeiani.html). Dopo i saluti di Audrey Bertrand dell’École française de Rome e di Antonio Varone dell’associazione internazionale Amici di Pompei, I professori Filippo Coarelli, Valérie Huet e Marc Mayer dialogheranno con i curatori della pubblicazione dei bronzi triclinari rinvenuti nel 1978 nella casa di Giulio Polibio a Pompei. Modera Audrey Bertrand. Prospiciente sulla via dell’Abbondanza, l’edificio fu messo in luce nel contesto dell’esplorazione dell’asse stradale principale della città campana condotta da Vittorio Spinazzola. Tra gli anni 60’ e 70’, Alfonso De Franciscis fece scavare l’insieme della casa, offrendo alla comunità scientifica e al pubblico un considerevole esempio di casa a due piani dell’ultimo periodo sannitico. Se diversi resoconti furono pubblicati, così come una breve sintesi nel 1988, mancava fino ad oggi una presentazione più completa e ampia del contesto storico e della realtà culturale in cui si colloca l’eccezionale servizio dei bronzi tricliniari. Questi furono scoperti nell’ultima fase dello scavo degli anni settanta, quando De Franciscis e Stefano De Caro decisero di rimuovere l’ultima rampa di terra ancora presente nel triclinio.

Copertina del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo
La casa di C. Giulio Polibio e i bronzi del triclinio. Gli studi qui raccolti sono rivolti ad illustrare lo straordinario complesso di oggetti di bronzo che componevano il servizio da banchetto della sala tricliniare (EE) della Casa di C. Giulio Polibio. La storia dello scavo e dei rinvenimenti della casa comprende tre momenti principali. Dapprima venne effettuato lo scavo della fronte dell’edificio prospiciente Via dell’Abbondanza, nel quadro del grande progetto di Vittorio Spinazzola di riportare in luce l’intero tracciato della via principale di Pompei, con la varietà delle sue facciate, prospetti e insegne di case e botteghe, magnificamente illustrata nella monumentale opera Pompei alla luce degli Scavi Nuovi di Via dell’Abbondanza, uscita postuma nel 1953. Questo volume offre un’edizione definitiva dell’insieme di oggetti di bronzo allora scoperti. Curata da F. Zevi, E. Nuzzo, K. De Decker e S. Minichino, l’indagine accurata dei reperti stessi, dall’analisi degli oggetti ai confronti pompeiani, si estende a uno studio più ampio sulla casa, i suoi proprietari e le sue pitture, grazie ai contributi di D. Esposito e A. Varone, oltre a quelli dei curatori del volume. Un’ultima parte è dedicata alle operazioni di restauro condotte presso l’Istituto Centrale del Restauro a Roma e l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze (E. Pucci et al.) e al lungo percorso di questi straordinari bronzi attraverso numerose mostre che li hanno fatti viaggiare da Pompei e Napoli a Roma, Washington, Parigi, San Pietroburgo, Londra, Los Angeles e altre città del mondo (G. Stefani).
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Villa San Silvestro di Cascia. Archeologia e storia di un abitato nella Sabina montana dalla conquista romana al Medioevo” a cura di Francesca Diosono sugli scavi condotti dall’università di Perugia negli anni dal 2006 al 2012
Giovedì 19 dicembre 2024, alle 16.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Villa San Silvestro di Cascia. Archeologia e storia di un abitato nella Sabina montana dalla conquista romana al Medioevo” a cura di Francesca Diosono. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Introduce Luana Toniolo, direttrice del Museo. Dialogano con la curatrice Luigi Capogrossi Colognesi, Sapienza università di Roma; Filippo Coarelli, università di Perugia; Fulvio Coletti, parco archeologico del Colosseo; Alessandra Molinari, università di Roma Tor Vergata; Simonetta Stopponi, università di Perugia.
Il libro illustra i risultati degli scavi condotti dall’università di Perugia negli anni dal 2006 al 2012 a Villa San Silvestro, frazione montana del Comune di Cascia (Pg). Le sette campagne di scavo hanno portato alla luce vaste e complesse strutture antiche, per un’estensione di circa 3 ettari, che attestano l’importanza di un sito unico nel suo genere. Si tratta un insediamento che ha avuto vita ininterrotta dall’età sabina e romana fino al medioevo e che fornisce perciò nuove determinanti conoscenze sui processi insediativi di questa regione dell’Italia interna. Tra le strutture portate alla luce figurano il castelliere sabino, un santuario/forum romano con contemporaneo vicus di coloni romani di III-II sec. trasformato nel I sec. in area commerciale. Infine è da ricordare un villaggio tardoantico con una fase alto-medievale longobarda con necropoli che rappresenta un unicum nel suo genere, in quanto testimonianza di un periodo davvero poco conosciuto.
Roma. In Curia Iulia il convegno internazionale tematico “Horrea. Luoghi economia e società nel mondo romano” in occasione del restauro e del progetto di valorizzazione degli Horrea Piperataria lungo il vicus ad Carinas al Foro Romano. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
In occasione del restauro e del progetto di valorizzazione degli Horrea Piperataria situati lungo il vicus ad Carinas al Foro Romano, il parco archeologico del Colosseo organizza il convegno internazionale tematico “Horrea. Luoghi, economia e società nel mondo romano”, a cura di Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Domenico Palombi. Comitato scientifico: Evelyne Bukowiecki, Maria Letizia Caldelli, Elio Lo Cascio, Filippo Coarelli, Cyrill Courier, Federico De Romanis, Julien Dubouloz, Andrea Giardina, Gian Luca Gregori, Nicolas Laubry, Emanuele Papi, Françoise Van Haeperen, Catherine Virlouvet, Fausto Zevi. Appuntamento in Curia Iulia nei giorni 10-11-12 dicembre 2024. Ingresso gratuito con prenotazione: martedì 10 dicembre, prima giornata, PRENOTA QUI: https://convegnohorrea_10dic.eventbrite.it; mercoledì 11 dicembre, seconda giornata, PRENOTA QUI: https://convegnohorrea_11dic.eventbrite.it; giovedì 12 dicembre, terza giornata, PRENOTA QUI: https://convegnohorrea_12dic.eventbrite.it.
Nella letteratura archeologica sono abitualmente definiti come horrea tutti quegli spazi architettonici, pubblici o privati, funzionali allo stoccaggio, alla conservazione e alla gestione di merci e beni mobili. Il termine, di incerta etimologia, è talvolta impiegato anche per identificare edifici che con gli horrea propriamente detti condividono, solo o in parte, il generale assetto plano-volumetrico, pur essendo destinati ad altre funzioni (produttive, burocratiche). Gli horrea, come modernamente intesi, rappresentano una categoria di testimonianze monumentali di rilevante importanza per la storia politica, economica e sociale del mondo romano, e un osservatorio privilegiato per analisi architettoniche, storico-topografiche e di cultura materiale di singoli contesti o aree di Roma e delle Province dell’Impero.

Horrea piperataria situati lungo il vicus ad Carinas al Foro Romano: disegno (foto PArCo)
Il Convegno si pone l’obiettivo di affrontare il tema degli horrea in contesti urbani e in modo comparativo, secondo punti di osservazione e prospettive metodologiche diverse, al fine di coordinare e correlare le più recenti e innovative ricerche sull’argomento in un quadro organico che possa costituire un proficuo spazio di condivisione e discussione di dati e opinioni. Lo scopo è quello di fare il punto su uno dei temi della cultura romana di età repubblicana e imperiale meno considerati dalla letteratura scientifica più recente, in un’ottica di archeologia globale. Particolare attenzione sarà riservata alle analisi archeologiche, architettoniche e topografiche finalizzate alla nuova e migliore conoscenza di contesti noti o inediti; alle ricerche filologiche o storico-antiquarie volte all’indagine etimologica del termine horreum, alla sua applicazione da parte dei Moderni e alla semiotica di questi spazi.
Le giornate del Convegno si concentreranno inoltre sul funzionamento, l’organizzazione e la gestione dei magazzini con particolare riguardo al funzionamento tecnico, alle capacità di stoccaggio e all’organizzazione a volte molto sofisticata, dallo scarico delle merci nelle aree di arrivo (a volte remote) all’organizzazione dello stoccaggio stesso, compresa la movimentazione all’interno dell’edificio. Tenendo conto della tipologia di merci e delle derrate immagazzinate, l’attenzione sarà rivolta al peso degli horrea nell’economia romana e al loro inserimento nelle reti commerciali. Allo stesso modo, particolare attenzione sarà dedicata ai mestieri dei magazzini, la “società degli horrea”, generalmente evidenziate nelle iscrizioni, con l’obiettivo di determinare il ruolo di queste figure professionali, di ricostruire le catene operative e commerciali, di evidenziare le gerarchie sociali e gli elementi di identità e coesione, anche religiosa.
Un’ultima serie di interventi potrebbe considerare gli horrea dal punto di vista giuridico: carattere privato o pubblico sia degli edifici che del loro sfruttamento; regolamentazione pubblica in materia di costruzione e uso delle strutture (risoluzione dei conflitti inerenti all’immagazzinamento e allo sfruttamento; stoccaggio e distribuzioni pubbliche). Non da ultimo l’attenzione del Convegno sarà rivolta alle ricerche sulla percezione emica di questi spazi nel mondo antico e sulla loro ricezione e reinterpretazione nella cultura europea di età moderna; ad analisi di casi studio inerenti interventi di restauro, conservazione e valorizzazione.

Le indagini archeologiche agli Horrea Agrippiana nell’angolo nord-occidentale del Palatino (foto PArCo)
PROGRAMMA 10 DICEMBRE 2024. Alle 9.30, saluti istituzionali; introduzione generale del Convegno: Alfonsina Russo (capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, direttore parco archeologico del Colosseo). TEMI GENERALI presidente Andrea Carandini (professore emerito Sapienza Università di Roma): 9:50, Catherine Virlouvet (Aix-Marseille Université/Centre Camille Jullian) “Da Geoffrey Rickman agli horrea piperataria: mezzo secolo di ricerca sullo stoccaggio”; 10.10, Federico De Romanis (università di Roma Tor Vergata) “Horrea granari in modalità dinamica”; 10.30, Françoise van Haeperen (Université catholique de Louvain) “Dèi, culti e horrea”; 10.50, Giovanna Di Giacomo (università di Roma Tor Vergata) “Epigrafia degli horrea in Roma. Proprietari, operatori, negozianti, merci”; 11.10, Mattia Pietro Balbo (università di Torino) “Assistenzialismo o incentivo economico? I prezzi del grano e la politica frumentaria nella repubblica romana secondo Dureau de la Malle”; 11.30, coffee break. ROMA presidente: Carlo Pavolini (socio corrispondente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia): 12, Urbano Cristini (ricercatore indipendente) “Horrea a Roma e Costantinopoli in età tardo antica”; 12.20, Fabiana Battistin (università della Tuscia) “Tornando a cercare “horrea” sui frammenti della Forma Urbis marmorea”; 12.40, Gian Luca Gregori (Sapienza Università di Roma), Francesco Di Bartolomeo (Sapienza Università di Roma) “La dedica al Genius degli horrea Agrippiana e il paesaggio del sacro negli horrea urbani”; discussione; 13, pausa pranzo. ROMA presidente: Carlo Pavolini (socio corrispondente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia): 14.30, Alessia Palladino (ricercatore indipendente) “I sacra degli Horrea Seiana. Alcune osservazioni sul rapporto tra magazzini e religione romana”; 14.50, Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo) “Il paesaggio orreario tra Velia, Foro Romano e Palatino”; 15.10, Dora Cirone (Paideia), Alessio De Cristofaro (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “Gli Horrea Agrippiana rivisitati. I nuovi dati dalle indagini del Signum Vortumni Project”; 15.30, Mattia Ippoliti (Sapienza Università di Roma) “Horrea Vespasiani. La pendice settentrionale del Palatino tra l’incendio del 64 d.C. e l’Alto Medioevo”; 15.50, Domenico Palombi (Sapienza Università di Roma) “Horrea Piperataria”; 16.10, Rita Volpe (già Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) “Lungo il Tevere: questioni di approdi, commerci e magazzini”; 16.30, coffee break; 16.50, Fulvio Coletti (parco archeologico del Colosseo), Alessia Contino (Segretariato regionale per il Lazio), Renato Sebastiani (già soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma), Lucilla D’Alessandro (Istituto Villa Adriana e Villa d’Este), Barbara Rossi (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “La piana sub aventina a Roma: il quartiere commerciale e logistico dell’Urbs, le attività manifatturiere e lo stoccaggio delle merci. Il caso emblematico degli Horrea del Nuovo Mercato Testaccio”; 17.10, Linda Stoeßel (Johannes Gutenberg-Universität Mainz) “A unique type of horrea for the urbs. Architecture, Decor and Topography of the horrea for the retail trade in Rome in the early Imperial Period”; 17.30, Daniel P. Diffendale (Scuola Superiore Meridionale di Napoli), Pauline Ducret (École française de Rome) “Et iacentia permaneant in locis patentibus: lo stoccaggio dei materiali di costruzione nella Roma repubblicana e augustea”; discussione.

Disegno ricostruttivo degli Horrea di Ostia antica visti da nord (I. Gismondi) (foto parco archeologico ostia antica)
PROGRAMMA 11 DICEMBRE 2024. I PORTI DI ROMA: OSTIA, PORTUS, PUTEOLI presidente: Nicolas Laubry (Université Paris-Est Créteil/CRHEC): 9.30, Alessandro D’Alessio (parco archeologico di Ostia antica), Claudia Tempesta (parco archeologico di Ostia antica) “Per una topografia del grano ad Ostia: i luoghi di stoccaggio, misurazione e distribuzione”; 9.50, Evelyne Bukowiecki (École française de Rome) “La pianificazione tecnica e logistica degli horrea del sistema portuario Ostia-Portus”; 10.10, Maria Letizia Caldelli (Sapienza Università di Roma) “Organizzazione degli horrea a Portus in età tardo antica: status quaestionis”; 10.30, Giuseppe Camodeca (università di Napoli Orientale) “Gli horrea di Puteoli nei documenti dell’archivio dei Sulpicii”; 10.50, Enrico Gallocchio (parco archeologico dei Campi Flegrei) “Il Portus Julius di Puteoli: dai lussi agli horrea e ritorno”; 11.10, Michele Stefanile (Scuola Superiore Meridionale), Michele Silani (università della Campania Luigi Vanvitelli), Maria Luisa Tardugno (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli) “Horrea e granai nel porto di Puteoli”; 11.30, coffee break. ITALIA presidente: Antonio Pizzo (Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma – EEHAR-CSIC): 11.50, Marina Pizzi (università di Regensburg) “Immagazzinamento e rifornimenti nella Tarda Antichità: le strutture di stoccaggio dell’Italia suburbicaria”; 12.10, Davide Gorla (università Cattolica di Milano), Luca Polidoro (direzione regionale Musei nazionali Lombardia) “Dalla campagna alla città: Horrea rurali tardo antichi dell’Italia nord-occidentale”; 12.30, Bruno Brunella (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo Vicenza), Giuliana Cavalieri Manasse (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo Vicenza) “Gli horrea di Verona”; discussione; 13, pausa pranzo. ITALIA presidente: Antonio Pizzo (Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma – EEHAR-CSIC): 14.30, Daniela Cottica (università Ca’ Foscari Venezia), Cristiano Tiussi (direttore Fondazione Aquileia), Andrea Cipolato (università Ca’ Foscari Venezia) “Gli spazi di stoccaggio ad Aquileia: nuovi dati e riflessioni”; 14.50, Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Immagazzinamento e distribuzione del cibo ad Ercolano, piccola città dell’Impero”; 15.10, Ivo van der Graaff (University of New Hampshire), John R. Clarke (University of Texas at Austin), Michael Thomas (Edith O’Donnell Institute of Art History, University of Texas at Dallas), Jennifer Muslin (Loyola University Chicago), Zoe Schofield (Touchstone Archaeology, Essex, UK), Nayla Muntasser (University of Texas at Austin) “Daily Operations and Development of a Commercial Warehouse at Oplontis Villa B”; 15.30, Gabriel Zuchtriegel (parco archeologico di Pompei), Serena Guidone (parco archeologico di Pompei), Alessandro Russo (parco archeologico di Pompei), Giuseppe Scarpati (parco archeologico di Pompei) “L’economia di Pompei attraverso i suoi spazi: gli horrea dell’Insula Meridionalis”; 15.50, coffee break; 16.10, Maximilian F. Rönnberg (Albert-Ludwigs-Universität Freiburg) “New Research in the Horreum of Cosa”; 16.30, Giovanni Di Stefano (università della Calabria) “Camarina. Granai e misure di aridi”; discussione.

Gli horrea romani di Narbonne in Francia (foto wp)
PROGRAMMA 12 DICEMBRE 2024. IMPERO presidente: Maria Letizia Caldelli (Sapienza Università di Roma): 9.30, Javier Salido Domínguez (Universidad Autónoma de Madrid) “Sulla capacità degli horrea nell’Occidente romano: una prospettiva archeologica del rapporto città-campagna”; 9.50, Olivier Ginouvez (Inrap, UMR5140 ASM), Julien Ollivier (DRAC Occitanie, UMR5608 Traces), Corinne Sanchez (CNRS, UMR5140 ASM), Grégory Vacassy (Inrap, UMR5140 ASM), Maria Luisa Bonsangue (Université de Picardie Jules Verne, UR4284 TrAme) “Les horrea de Narbonne”; 10.10, Marine Lépée (École française de Rome) “Édifices de stockage et construction du tissu urbain : regards croisés sur les entrepôts de la vallée du Rhône et de la vallée du Pô (Ier-IVe s. apr. J.-C.)”; 10.30, Emanuele Papi (Scuola Archeologica Italiana di Atene, Università di Siena) “Magazzini per il grano degli Ateniesi”; 10.50, Marcello Spanu (università Roma Tre) “Aspetti topografici e sociali dei depositi ellenistici e romani in Asia Minore”; 11.10, Fatma Keshk (The American University in Cairo) “Houses’ open spaces as functional activity areas in ancient and modern Egypt”; 11.30, coffee break; 11.50, Mohamed-Riadh Hamrouni (Université de Kairouan, Université de Sousse, Tunisie) “Les horrea de l’Afrique romaine : état et bilan de la recherche sur la documentation épigraphique et archéologique découverte en Tunisie”; 12.10, Francesco Martorella (università della Basilicata) “Magazzini dell’Africa romana in contesti mauretani e numidici”; discussione; 13, pausa pranzo. SEZIONE POSTER presidente Sessione Poster: Filippo Coarelli (professore emerito): 14.30, ROMA: Casi studio. Discute: Paolo Liverani (Università degli Studi di Firenze); Luca Masciale (Sapienza Università di Roma) “Merci e funzionamento degli horrea di Roma: una ricognizione delle fonti scritte”; Federica Michela Rossi (Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Carla Termini (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), Rita Volpe (già Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) “Una struttura al servizio delle Terme di Traiano: l’horreum delle Sette Sale”; Fulvio Coletti (parco archeologico del Colosseo), Alessia Contino (Segretariato regionale per il Lazio) “Un horreum per lo stoccaggio, la trasformazione e la vendita delle anfore da destinare al mercato edilizio nella valle Sub-aventina, a sud del monte Testaccio”; Marzia Di Mento (ricercatore indipendente), Filippo Salamone (ricercatore indipendente) “L’horreum dall’hotel Ambasciatori Palace di Via Vittorio Veneto (Roma). Nuove prospettive di ricerca per il settore di servizio degli Horti Sallustiani”; Franco Tella (ricercatore indipendente) “Edifici a cellae nel sottosuolo di via Giovanni Branca a Testaccio: nuove considerazioni”. OSTIA E PORTUS: Casi studio. Discute Fausto Zevi (Accademia dei Lincei); Dario Daffara (parco archeologico di Ostia antica), Davide I. Pellandra (ricercatore indipendente) “Il “grande e robusto edificio” presso Tor Boacciana a Ostia: un probabile horreum e la sua trasformazione in età tardo-antica”; Cristian D’Ammassa (università di Huelva), Renato Sebastiani (già soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “Portus. Strutture utilitarie e di magazzino tardo-antiche e alto-medievali presso la Fossa Traiana”; Mariangela Maura (ricercatore indipendente) “Gli horrea sotto il cd. “Casalone”: riesame del contesto archeologico per una definizione del paesaggio suburbano di Ostia”. L’ITALIA E L’IMPERO: Casi studio. Discute: Carlo Pavolini (socio corrispondente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia), Anna Maria Fedeli (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano), Furio Sacchi (università Cattolica del Sacro Cuore Milano), Leonardo Santarelli (università Cattolica del Sacro Cuore Milano) “L’horreum tardoantico di via dei Bossi a Milano: riesame di una scoperta della seconda metà del Novecento”; Gloria Bolzoni (museo Archeologico Val Tidone), Antonino Crisà (Prince Mohammad Bin Fahd University, Saudi Arabia), Enrico Croce (università di Milano), Federica Grossi (università di Milano), Stefano Nava (università di Milano), Lorenzo Zamboni (università di Milano) “A subterranean warehouse in Bedriacum (CR). Storage and resilience in a rural small town in Cisalpine Gaul”; Jacopo Bonetto (università di Padova), Giovanna Falezza (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza), Simonetta Bonomi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza), Wieke de Neef (Universität Bamberg), Caterina Previato (università di Padova) “L’horreum della Mansio Hadriani: indagini multidisciplinari su un grande edificio per il commercio antico nel Delta del Po”; Simonetta Menchelli (università di Pisa), Paolo Sangriso (università di Pisa) “Gli horrea dei Vada Volaterrana in loc. San Gaetano: gestione e funzionamento”; Francesca Letizia Rizzo (CNR-ISPC) “Magazzini, infrastrutture e retroterra produttivo nella media valle del Tevere: la villa romana di Campo La Noce (Graffignano – Vt)”; Maria Diletta Colombo (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Molise), Chiara Casale (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Molise) “Horrea, celle doliarie e produzioni artigianali nel territorio di Pozzilli (IS): dati di scavo e proposte per la valorizzazione”; Marc Bouzas Sabater (Universitat de Girona), Josep Burch i Rius (Universitat de Girona), Elisabet Moner Coll (Universitat de Girona), Javier Salido Domínguez (Universidad Autónoma de Madrid), David Vivó Codina (Universitat de Girona) “Forms of grain storage in the Republican rural settlement of Collet”; Carmelo Malacrino (università Mediterranea di Reggio Calabria) “Gli horrea in Asia Minore. I complessi di Andriake e Patara tra conservazione e musealizzazione”; Cyrille Ducourthial (Service archéologique de la Ville de Lyon) “Le réseau de galeries en « arêtes de poisson » : des horrea subterranea liés au sanctuaire des Trois Gaules?”.
Roma. Per il ciclo di conferenze “The Clash. Libri e discussioni sul Patrimonio Culturale” dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (INASA) presentazione del libro “Archeologia e potere. L’altra faccia della propaganda. Dialoghi intorno alla catastrofe pompeiana (2014-2020 d.C.)” a cura di Helga Di Giuseppe
All’Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’arte (INASA) di Roma nuovo incontro del ciclo “The Clash 2024”, discussioni sul Patrimonio culturale. Appuntamento martedì 21 maggio 2024, alle 16.30, nella sede dell’INASA, in piazza San Marco 49 a Roma, per la presentazione del libro “Archeologia e potere. L’altra faccia della propaganda. Dialoghi intorno alla catastrofe pompeiana (2014-2020 d.C.)” a cura di Helga Di Giuseppe. Gino Famiglietti e Maria Luisa Nava dialogano con gli autori Margherita Corrado, Manlio Lilli, Carlo Pavolini, Luigi Malnati, Rita Paris, Carmelina Ariosto, Alessio De Cristofaro, Mariella Vitale, Gemma Guerrini, Marco Di Branco, Filippo Coarelli, Marina De Franceschini, Helga Di Giuseppe. Modera Massimo Pomponi. L’incontro può essere seguito in streaming sulla piattaforma Zoom al link https://us02web.zoom.us/j/82005228436… ID riunione: 820 0522 8436 Codice d’accesso: 729513.

Copertina del libro “Archeologia e potere” a cura di Helga Di Giuseppe
Archeologia e potere. “Un’immersione perigliosa nella Grande Bellezza tra commedia dell’arte, cavalieri sanza armatura, sanza paura, sanza calzari, sanza denari, resistenze, sconfitte, messe al bando, codici bavaglio, estorsioni, cacciate dal paradiso, pizze e altre prossimità, propaganda mediatica e politica, albizucche e zucocche, sonni che generano mostre. Vi condurremo in un vero e proprio girone dantesco dei beni culturali, ricco di sorprese e colpi di scena. Il pianto e il riso sono assicurati … ancora una volta!”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia è già sold out il ciclo di conferenze su “Roma etrusca” con Filippo Coarelli: tre incontri (“Il Tempo all’epoca dei Tarquini”; “Servio Tullio e la Tomba François di Vulci”; “Le origini del culto di Ercole a Roma”) disponibili su YouTube on-demand a fine ciclo
Neppure il tempo di annunciare al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il nuovo ciclo di conferenze con Filippo Coarelli sulla “Roma etrusca”, curato e introdotto da Maria Paola Guidobaldi, che i posti a sedere in sala Fortuna sono andati esauriti. A sei anni di distanza dalle memorabili conferenze su “I colli di Roma nel Rinascimento”, Filippo Coarelli torna a Villa Giulia ed è subito sold-out. Per fortuna per quanti non hanno trovato posto e per tutti gli interessati tutte le registrazioni delle conferenze saranno disponibili on-demand sul canale YouTube MuseoETRUtv a conclusione del ciclo di incontri. Tre gli appuntamenti in programma i giovedì del mese di maggio, sempre alle 17: 16 maggio 2024, “Il Tempo all’epoca dei Tarquini”; 23 maggio 2024, “Servio Tullio e la Tomba François di Vulci”; 30 maggio 2024, “Le origini del culto di Ercole a Roma”.
Nella prima conferenza del 16 maggio 2024 Filippo Coarelli ci condurrà indietro nel tempo, per rintracciare nel calendario romano, conservato in numerosi esemplari epigrafici, un calendario festivo più antico, indicato con lettere più grandi e identificato già da Mommsen nel 1863: 45 festività che compongono un insieme coerente che, attraverso l’esame dei singoli culti, si può datare intorno al 600 a.C. Si tratta dunque del calendario dei Tarquini, realizzato al momento del definitivo consolidamento della città, per sostituire quello “romuleo” di dieci mesi.
Con la seconda conferenza del ciclo “Roma etrusca”, il 23 maggio 2024, Filippo Coarelli si sofferma sugli affreschi della tomba François, scoperti a Vulci nel 1857 e conservati, invisibili al pubblico, nella Villa Albani a Roma. Oltre a costituire il più importante esempio della pittura etrusca del IV secolo a.C., gli affreschi sono particolarmente rilevanti soprattutto per i soggetti rappresentati che illustrano la storia dei fratelli vulcenti Aulo e Celio Vibenna i quali, alleati con Mastarna (il futuro sesto re di Roma, Servio Tullio), sconfiggono un Gneo Tarquinio Romano, che dovrebbe quindi identificarsi con Tarquinio Prisco. In occasione della conferenza viene esposto nella vetrina della Sala della Fortuna il piede di calice in bucchero proveniente dal Santuario di Portonaccio a Veio con dedica di Avile Vipiennas (Aulo Vibenna), appartenete alle collezioni del Museo di Villa Giulia.
Il ciclo di conferenze di Filippo Coarelli a Villa Giulia sulla “Roma etrusca” si conclude il 30 maggio 2024 con l’introduzione del culto di Ercole a Roma, che dovette aver luogo tramite la mediazione dell’Etruria. Dati linguistici, non disgiunti da elementi del mito, fanno supporre che la divinità venne introdotta a Roma dai Tarquini, discendenti di un Demarato corinzio, appartenente al genos degli Eraclidi, la cui divinità tutelare era lo stesso Eracle.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Alessandro Magno e l’Oriente” chiusa con 200mila visitatori. E a ottobre si presentano due libri su Alessandro

Testa di Alessandro dal museo di Salonicco all’ingresso della mostra “Alessandro e l’Oriente” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Chiusa la grande mostra “Alessandro Magno e l’Oriente”, al museo Archeologico nazionale di Napoli è tempo di bilanci e di annunciare le iniziative a corollario dell’evento espositivo. Di prossima pubblicazione, infatti, editi da Electa, “Alessandro Magno”, volume di saggi a cura di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, e il fumetto “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” di Blasco Pisapia. Il primo titolo sarà presentato al Mann il 9 ottobre e il secondo il 26 ottobre 2023.

Il salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli che ha ospitato la sezione principale della mostra “Alessandro e l’Oriente” (foto graziano tavan)
Circa duecentomila visitatori hanno ammirato la mostra che ha accompagnato l’avvio della fase esecutiva del restauro del grande mosaico della battaglia tra Alessandro e Dario, proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei, uno dei capolavori iconici del Mann. Promossa dal ministero della Cultura, l’esposizione organizzata dal Mann in collaborazione con Electa, con la curatela scientifica di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, ha proposto con 170 opere il percorso di conquista di Alessandro. La mostra ha avuto il sostegno della Regione Campania, del parco archeologico del Colosseo e Intesa Sanpaolo, e si è avvalsa della collaborazione del museo delle Civiltà di Roma e del ministero ellenico della Cultura e dello Sport. Catalogo Electa.

Mostra “Alessandro Magno e l’Oriente”: da sinistra, i due curatori Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il direttore del Mann Paolo Giulierini (foto graziano tavan)
“Un grande successo per un museo che vuole essere luogo di confronto tra culture, identità e storie”, sottolinea il direttore Paolo Giulierini. “Siamo felici non solo per il numero degli ingressi, ma per il gradimento espresso dai visitatori e il riscontro eccellente della critica, anche internazionale. Il nostro racconto di Alessandro continua. Ad ottobre si parte con due presentazioni del vasto programma di iniziative editoriali che accompagneranno gli approfondimenti su Alessandro. Altri appuntamenti arricchiranno il programma degli incontri settimanali di Archeologia, da novembre, anche in collaborazione con l’università L’Orientale”.

Copertina del libro “Alessandro Magno” a cura di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo (Electa)
Lunedì 9 ottobre 2023 sarà presentato al Mann il volume edito da Electa “Alessandro Magno” con testi di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, che ne sono anche i curatori, e una preziosa raccolta di saggi di Stefano De Caro, Anna Trofimova, Emanuele Greco, Calogero Ivan Tornese, Paola Piacentini, Luca Attenni, Fausto Zevi, Theodoros Mavrojannis, Elena Calandra, Michaelis Lefantzìs, Laura Giuliano, Lara Anniboletti, Paolo Giulierini, Laura Forte. I testi raccolti in questo volume – che si aggiunge al catalogo pubblicato in occasione della mostra – raccontano, da vari punti di vista, questo irripetibile momento della storia umana, a partire dalle fonti e dalla ricca iconografia che da sempre accompagna Alessandro Magno.

Copertina del libro “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” di Blasco Pisapia (Electa)
Giovedì 26 ottobre 2023 sarà presentato al Mann il volume destinato al pubblico dei più giovani e degli appassionati di fumetti “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (ed. Electa) firmato da Blasco Pisapia, da venticinque anni uno dei più apprezzati disegnatori Disney e Panini comics. Si tratta del quarto fumetto di Pisapia per il Mann, nell’ambito del progetto universitario Obvia, referente Daniela Savy (università di Napoli Federico II).

















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