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Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Federico Cantini (Università di Pisa) su “Aristocrazie e potere pubblico nella Toscana settentrionale tra tarda Antichità e Alto Medioevo” introdotta da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale. In giugno a Vetulonia la mostra “Taras e Vatl. Dèi del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”

Locandina dell’incontro dei “Mercoledì del MArTA” con Federico Cantini sulle aristocrazie nella Toscana settentrionale tra tarda antichità e alto medioevo
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Il prof. Federico Cantini dell’università di Pisa

In vista dell’importante mostra che nel prossimo giugno metterà in correlazione Taranto con il mondo degli Etruschi e in particolare con il sito di Vetulonia, il MArTA crea un ponte ideale verso la Toscana settentrionale e le aristocrazie del luogo. Domenica 20 giugno 2021, infatti, apre a Vetulonia la mostra “Taras e Vatl. Dèi del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, già programmata per il 2020, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze, e in tandem con il museo Archeologico nazionale di Taranto, che nel medesimo periodo ospiterà un prestigioso corredo di Vetulonia. Sarà questo il tema della conferenza che nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, il prof. Federico Cantini, professore ordinario di Archeologia medievale all’università di Pisa, tiene il 28 aprile 2021, alle 18, in diretta live sulle pagine Facebook e YouTube del museo Archeologico nazionale di Taranto. Titolo dell’appuntamento sarà “Aristocrazie e potere pubblico nella Toscana settentrionale tra tarda Antichità e Alto Medioevo”.

Mosaico pavimentale della villa dei Vetti a Capraia e Limite (Fi), metà IV secolo d.C. (foto unipi)

Nella conferenza, introdotta dalla direttrice del museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti, saranno illustrati alcuni scavi archeologici che stanno permettendo di ricostruire il ruolo delle aristocrazie e dei rappresentanti del potere pubblico nella definizione dei nuovi paesaggi urbani e rurali tra IV e IX secolo d.C. Un focus particolare sarà acceso sulle città di Pisa, Lucca e Firenze e sui siti rurali di Villa dei Vetti e San Genesio, posti nella parte Nord della Toscana: area che l’università di Pisa sta investigando attraverso nuove indagini, integrate con la rilettura di vecchi scavi rimasti inediti.

Firenze. Trovata a Limite sull’Arno la villa romana dell’aristocratico Vettio Agorio Pretestato (IV sec. d.C.) paragonabile solo alle lussuose dimore di Costantinopoli, capitale dell’impero romano

Il grandioso mosaico con la caccia al cinghiale scoperto nella villa romana di Vettio Agorio Pretestato (IV sec. d.C.)

Il grandioso mosaico con la caccia al cinghiale scoperto nella villa romana di Vettio Agorio Pretestato (IV sec. d.C.)

A guardare l’articolazione della sua pianta, o la ricchezza dei pavimenti musivi, o la sontuosità del complesso del IV sec. d.C., la prima cosa che ti viene in mente è che non puoi che essere a Costantinopoli, l’allora capitale dell’impero romano d’Oriente. E invece sei a Limite sull’Arno, un puntino (non me ne vogliano i suoi abitanti) in provincia di Firenze. È qui che appunto nel IV sec. d.C. l’aristocratico romano Vettio Agorio Pretestato, governatore della Tuscia e dell’Umbria prima del 362, e prefetto dell’Urbe fino al 384, anno della sua morte, si fece costruire la sua villa, un complesso che – a detta degli archeologi che l’hanno ritrovata dopo 16 secoli – nulla aveva da invidiare ai complessi della capitale sul Bosforo.

La grande sala centrale ottagonale della villa romana scavata a Limite sull'Arno

La grande sala centrale ottagonale della villa romana scavata a Limite sull’Arno

L’occasione per parlare della villa romana di Pretestato è venuta con la presentazione dei nuovi eccezionali ritrovamenti al sito Oratorio-Le Muriccia di Limite dell’Arno (Firenze) durante l’ultima campagna di scavo diretta dal prof. Federico Cantini, docente di Archeologia medievale all’università di Pisa. La villa aveva una struttura esagonale centrale, alta 15 metri e del diametro di 30, circondata da numerose sale. Qui il padrone di casa sedeva e riceveva gli ospiti su un tavolo semicircolare rivolto verso un pavimento a mosaico, con una grande scena di caccia al cinghiale portata alla luce durante gli scavi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/10/28/toscana-nella-villa-romana-delloratorio-nel-comune-di-capraia-e-limite-scoperti-pavimenti-a-mosaico-con-caccia-al-cinghiale-figure-di-animali-e-motivi-geometrici-e-vegetali/). E nelle ultime settimane è venuta alla luce anche l’area termale della villa, con le sospensioni in mattoncini che reggevano la vasca posizionata accanto al forno che riscaldava l’ambiente.

Gli scavi diretti dal prof. Federico Cantini al sito Oratorio - Le Muriccia di Limite sull'Arno

Gli scavi diretti dal prof. Federico Cantini al sito Oratorio – Le Muriccia di Limite sull’Arno

“Possiamo senza dubbio paragonare questa villa ad altre che si trovano soltanto a Costantinopoli”, conferma Cantini, “viste anche le dimensioni eccezionali del complesso e il suo stato di conservazione”. E precisa: “Gli scavi di quest’anno stanno confermando l’ipotesi che siamo di fronte a una struttura importante sul piano internazionale, come altre presenti nelle città  capitali dell’Impero tardo-antico. D’altronde, bisogna pensare anche al prestigio del proprietario, che  volle una villa proporzionata al suo rango in cui trascorrere le  giornate nell’Otium, rimproveratogli da Simmaco in un passaggio del  suo Epistolario”. E conclude: “Ci sono buone prospettive per il sito, perché è un  unicum nel territorio ed anche a livello sovranazionale; è  fondamentale la conoscenza approfondita come prerequisito per una  futura valorizzazione”.

Toscana. Nella villa romana dell’Oratorio nel Comune di Capraia e Limite scoperti pavimenti a mosaico con caccia al cinghiale, figure di animali e motivi geometrici e vegetali

Il grande pavimento musivo con la caccia al cinghiale trovato nella villa romana dell'Oratorio

Il grande pavimento musivo con la caccia al cinghiale trovato nella villa romana dell’Oratorio in provincia di Firenze

Il progetto prevedeva il restauro e la musealizzazione del sito della villa romana dell’Oratorio, nel Comune di Capraia e Limite in provincia di Firenze, ma il risultato ha superato le aspettative dell’èquipe dell’università di Pisa, diretta dal professore Federico Cantini del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia della Toscana: scoperto un nuovo pavimento musivo caratterizzata da diversi tipi di decorazioni, tra le quali spiccano ottagoni con al centro figure animali e un busto umano, e cornici composte da motivi geometrici e vegetali.

Ottagono musivo con figure animali dalla villa romana dell'Oratorio

Ottagono musivo con figure animali dalla villa romana dell’Oratorio

“La grande villa romana dell’Oratorio è un sito di eccezionale importanza che getta nuova luce sulle residenze delle ultime aristocrazie senatorie vissute tra il IV e il V secolo”, spiega Cantini. “Il complesso ha avuto una importante fase di monumentalizzazione in età tardo antica, quando, come testimonia il frammento di un’iscrizione, doveva appartenere alla famiglia dei Vetti e probabilmente allo stesso Vettio Agorio Pretestato, che fu corrector Tusciae et Umbriae prima del 362 e praefectus urbi nel 384, anno della sua morte”. Durante le precedenti campagne di scavo condotte dal 2010 al 2014, i ricercatori avevano scoperto una grande aula absidata con pavimento musivo policromo, al centro del quale è collocato un pannello con una scena di “venatio apri”, cioè una caccia al cinghiale. Quest’ultimo ritrovamento, avvenuto a fine agosto, consente di ricostruire la pianta di una nuova parte della villa, che doveva essere costituita da una struttura esagonale con sale che si affacciavano su un ambiente centrale.

Il busto umano raffigurato all'interno di una cornice ottagona sul pavimento musivo della villa dell'Oratorio

Il busto umano raffigurato all’interno di una cornice ottagona sul pavimento musivo della villa dell’Oratorio

“Questa nuova scoperta”, sottolinea Lorella Alderighi della soprintendenza, “rafforza la valenza culturale ed economica in età romana, come già in età etrusca, di un’area considerata fino a poco tempo fa di limitata importanza per tutto il periodo imperiale, ma che, a seguito di una recente e intensa attività di ricerca sul campo e degli studi sul commercio e sui trasporti di merci e suppellettili nel medio Valdarno, sta dimostrando la propria centralità soprattutto nel periodo del tardo impero, considerato a torto un’epoca di decadenza commerciale e culturale”. “Siamo orgogliosi di queste nuove scoperte seguite alla campagna di scavi sul sito Le Muriccia di Limite sull’Arno”, conclude Alessandro Giunti sindaco del Comune Capraia e Limite. “Già il ritrovamento del mosaico policromo intatto di alcuni anni fa, ci aveva dato numerose soddisfazioni. Adesso lavoreremo nel tempo per tutelare, valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza il sito, che è un patrimonio storico, artistico e culturale di prim’ordine”.