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Roma. Al Collegio Romano (e in diretta su YouTube) il convegno “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”: in due giornate illustrati e discussi circa 40 progetti con oltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi

roma_mic_convegno-allestire-l-archeologia_locandinaOltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi si riuniscono il 26 e il 27 febbraio 2024 a Roma, al ministero della Cultura, al Collegio Romano, per il convegno organizzato dalla direzione generale Musei “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”. Nel corso delle due giornate verranno illustrati e discussi circa 40 progetti, studiati per realizzare ex novo o per rinnovare gli allestimenti di altrettanti musei e parchi archeologici nazionali di tutta Italia. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda, coordinata da alcune tra le personalità attualmente più competenti per animare il dibattito intorno all’intreccio tra ricerca, comunicazione e musei. Diretta sul canale YouTube del Ministero della Cultura ai seguenti link: 26 febbraio https://www.youtube.com/watch?v=tXYIwEtPCUo ; 27 febbraio https://youtube.com/live/MT5Q9kEkrkY. Finanziati con gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M1C3 Cultura 4.0), talora messi a sistema con altri finanziamenti del ministero della Cultura, i nuovi allestimenti dovranno saper rispondere a molteplici esigenze: la chiarezza, per veicolare nitidamente informazioni selezionate, con il ricorso, secondo opportunità, anche a supporti digitali; l’accessibilità, per includere ogni persona che intraprenda la visita; la sostenibilità, per inserirsi nel ciclo di conservazione e rigenerazione delle risorse del pianeta; la flessibilità e la praticità, per agevolare la rotazione delle collezioni esposte e la continuità della ricerca; l’estetica, per contribuire al benessere durante la permanenza; l’originalità, per permettere a ciascun contesto di emergere nella sua specificità e diversità. I contenuti scientifici e storici relativi al patrimonio archeologico trovano un decisivo canale di espressione negli allestimenti permanenti dei musei e dei parchi archeologici, attraverso i quali in pochi anni cambieranno l’impatto, l’attrattività e l’efficacia della comunicazione archeologica in Italia.

LUNEDÌ 26 FEBBRAIO 2024. Sala Spadolini: alle 9.30, saluti istituzionali. SESSIONE MATTUTINA “Paradigmi per il cambiamento”, presiede Alfonsina Russo. Alle 10, Andrea Viliani, “Museo delle Civiltà, il museo antropologico contemporaneo come ecosistema: nuovi allestimenti per esperienze accessibili e plurali, multidisciplinari e interspecie”; 10.15, Filippo Demma, Serena Guidone, Camilla Brivio, “#sibarinprogress: per una museologia del provvisorio”; 10.30, Andrea Bruciati, “Variae, Multiplices et Multiformes: le VILLÆ”; 10.45, Lorenza Campanella, Santino Alessandro Cugno, “MUVI Appia: il museo virtuale del Parco archeologico dell’Appia Antica. Opportunità e prospettive attraverso l’esempio offerto dal contesto delle tombe della via Latina”; 11, pausa.

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Nuovo allestimento del museo nazionale del Paleolitico di Isernia (foto mic)

“Nuovi allestimenti per la Preistoria”: alle 11.30, Pierangelo Izzo, Annarosa Di Nucci, Carlo Peretto, “Il riallestimento del Museo nazionale del Paleolitico di Isernia: tra archeologia, architettura, arte e design”; 11.45, Mari Hirose, Verena Frignani, Alessandro Sartori, “Un nuovo progetto di allestimento per il Museo archeologico nazionale di Mantova”. “Magna Grecia accessibile”: alle 12, Tiziana D’Angelo, Antonella Manzo, Teresa Marino, “Musei per tutti: nuovi progetti di allestimento, fruizione e accessibilità a Paestum”; 12.15, Fabrizio Sudano, Giuseppina Cassalia, Antonino Giordano, Elena Nicolò, Claudia Ventura, “Spazi inclusivi al MArRC: percorsi e strumenti narrativi per l’eliminazione delle barriere all’accessibilità culturale del patrimonio archeologico”; 12.30, dibattito; 13, pausa. SESSIONE POMERIDIANA “Terre etrusche”, presiede Simone Verde. Alle 14, Denise Tamborrino, Patrizia Cirino, Federica Timossi, Fabio Fornasari, “Patrimonio vivo: contemporaneità ed inclusione. Il nuovo riallestimento del Museo nazionale etrusco di Marzabotto”; 14.15, Giorgio Rocca, Alessandro Nocentini, “Verso la valorizzazione del patrimonio etrusco a Orvieto: dalla Necropoli al Museo”; 14.30, Alessandra Gobbi, Gabriella Musto, Daniela Borgese, “Percorsi veienti”; 14.45, Maria Cristina Tomassetti, Vincenzo Bellelli, Agostino Caterina, Melania Bisegna, “Il Museo archeologico nazionale di Tarquinia: work in progress”; 15, Lara Anniboletti, Giorgio Pala, Paolo Monesi, “Il progetto di riqualificazione e riallestimento del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia”; 15.15, Mario Iozzo, Barbara Arbeid, “Il progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Firenze: 67 anni dopo l’alluvione del 1966”; 15.30, pausa.

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L’edificio che ospita il museo delle Navi romane di Nemi (foto mic)

“Emersi dall’acqua”: alle 16, Daniela De Angelis, Andrea Mandara, “Il nuovo allestimento del Museo delle Navi Romane di Nemi. Passato, presente e futuro”; 16.15, Andreina Contessa, Marta Novello, Francesca Condò, “Il nuovo Museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado (GO)”; 16.30, Daniele Ferrara, Maria Letizia Pulcini, Giulia Passante, Annunziata Genchi, “Da Hospitale a Museo. La nascita del nuovo Museo archeologico nazionale della Laguna di Venezia”; “Oltre l’Antico”: alle 16.45, Angela Borzacconi, “Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli: nuove forme per consolidate identità. Rigenerazione di uno spazio espositivo che racconta le radici dell’Europa altomedievale”; 17, Alessandra Mongelli, Claudia Lucchese, “Alla corte del tempo. Costruire nuovi percorsi di visita al Castello Svevo di Bari fra esperienze immersive e allestimenti archeologici”; 17.15, dibattito.

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Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2024. Sala della Crociera: SESSIONE MATTUTINA “Sinergie moltiplicatrici”, presiede Francesca Cappelletti. Alle 9.30, Gabriele Nannetti, Ada Salvi, Federico Salvini, Jacopo Tabolli, Guglielmo Malizia, Roberto Vannata, “Dall’acqua al Museo: oltre la scoperta del santuario di Bagno Grande. Progetti e prospettive per il futuro Museo archeologico nazionale di San Casciano dei Bagni”; 9.45, Valeria Acconcia, Lara Anniboletti, Claudio Borgognoni, Alessandra Gobbi, Daniela Quadrino, Ursula Piccone, “Antichi popoli italici: dalla mostra temporanea al Museo archeologico nazionale di Veroli”; 10, Pietro Copani, Vincenzo Corrado, Anita Rocco, “Il nuovo Museo archeologico nazionale di Canosa di Puglia nell’edificio scolastico Mazzini”; 10.15, Massimo Osanna, Luigi La Rocca, Paolo Desideri, “Il Museo pompeiano al Real Albergo dei Poveri a Napoli”; 10.30, pausa. “Allestire l’archeologia in situ”: alle 11, Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Paola Quaranta, “Sotto un’altra luce. Progetti di accessibilità e innovazione tecnologica nel Parco archeologico del Colosseo”; 11.15, Alessandro D’Alessio, Cristina Genovese, “Spazi da esporre, spazi per esporre: i nuovi progetti di allestimento del Parco archeologico di Ostia antica”; 11.30, Enrico Rinaldi, Pierangelo Izzo, Michele Laurenzana, Lorenzo Romacciato, “Strategie innovative per i vari livelli di accessibilità nel Parco archeologico di Sepino”; 11.45, Marianna Bressan, Elisabetta Baldan, Francesca Farroni Gallo, “Allestire per aggregare. I progetti in corso ad Altino (Venezia)”; 12, Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Massimo Molinelli, Antonella Traverso, “Museo nazionale e zona archeologica di Luni. L’accessibilità fisica e cognitiva: i progetti in corso”; 12.15, dibattito; 13, pausa.

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Depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia: Massimo Osanna, direttore generale musei; Andreina Contessa, direttrice regionale Musei del Friuli Venezia Giulia; Marta Novello, direttrice Man Aquileia (foto drm-fvg)

SESSIONE POMERIDIANA “Allestire l’archeologia nei musei”, presiede Luigi La Rocca. Alle 14, Stéphane Verger, “Presentazione del progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana” e il nuovo percorso espositivo del Museo Nazionale Romano”; 14.15, Marta Novello, Elena Braidotti, Annalisa de Franzoni, Ilaria Fedele, “I nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia: strategie per una nuova narrazione museale”; 14.30, Daniele Ferrara, Annunziata Genchi, Marcella De Paoli, “Museo archeologico nazionale di Venezia. Il volto classico della Serenissima”; 14.45, Massimo Osanna, Francesco Sirano, Marialucia Giacco, Laura Forte, “Il progetto di riallestimento della Villa dei Papiri di Ercolano”; 15, Luigi Gallo, Diego Voltolini, “Restaurare, rifunzionalizzare, innovare. Il masterplan di intervento sul Museo archeologico nazionale delle Marche”; 15.15, Silvia Casciarri, Francesco Di Lorenzo, Silvia Dainese, Stefano Gris, “Nuovi percorsi espositivi al Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto”; 15.30, pausa.

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Rendering dei nuovi allestimenti del museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” (foto parco archeologico di pompei)

“Allestire l’archeologia nei musei”: alle 16, Addolorata Bilardi, Antonio Salerno, Marco Magni, Valeria Parisi, “Il Museo archeologico di Calatia a Maddaloni (CE): nuove opportunità espressive del sistema spazio-collezione-tecnologia”; 16.15, Maria Rispoli, “Il progetto di ampliamento del Museo archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”: il museo che indaga e interpreta”; 16.30, Annamaria Mauro, “La rete museale statale della Basilicata. Nuovi orizzonti: accessibilità, inclusione e fruizione dei luoghi e delle collezioni”; 16.45, Francesco Muscolino, Luana Toniolo, Luciano Cannas, “Spazi ripensati: il nuovo allestimento del Museo nazionale archeologico ed etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari”; 17, Tavola rotonda conclusiva: interverranno prof. Nadia Barrella, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; prof. Maria Luisa Catoni, IMT Scuola Alti Studi Lucca; prof. Paolo Coen, università di Teramo; arch. Mario Cucinella. Mario Cucinella Architects; prof. Christian Greco, Museo Egizio di Torino; prof. Carlo Rescigno, università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Modera prof. Massimo Osanna, direttore generale Musei.

Roma. Al secondo ordine del Colosseo aperta la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” a 1910 anni dalla sua inaugurazione: il capolavoro di Apollodoro di Damasco è divenuto nei secoli simbolo universale a cui si ispirarono imperatori, Papi e sovrani

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Il suggestivo allestimento della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

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Il busto dell’imperatore Traiano nella mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” (foto simona murrone)

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Locandina della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo dal 22 dicembre 2023 al 30 aprile 2024

Sono passati 1910 anni dalla sua costruzione e non finisce ancora di stupire. La Colonna di Traiano veniva infatti inaugurata il 12 maggio 113 d.C. Sin dalla sua progettazione e costruzione la Colonna rappresentò una sfida per l’ingegno umano: l’estrazione del marmo dalla cava di Carrara, il trasporto via terra, via mare e via fiume, e infine la lavorazione e posa in opera nel cantiere del Foro di Traiano rappresentarono le tappe di un ardito processo ingegneristico e tecnologico ancora oggi fonte di stupore e meraviglia. Nei secoli a seguire, grazie alla sua fortuna e ai numerosi tentativi di replicarla, disegnarla, riprodurla, essa divenne nei secoli simbolo universale a cui si ispirarono imperatori, Papi e sovrani. Dal 22 dicembre 2023 al 30 aprile 2024 al secondo ordine del Colosseo la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo”, a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Angelica Pujia e Giovanni Di Pasquale, organizzata e promossa dal Parco archeologico del Colosseo e dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza, narra e spiega questa funzione simbolica con due registri narrativi: quello più propriamente storico e artistico, con l’ardita ricostruzione del fregio in scala 1:1 le cui spire si avvolgono sui pilastri del Colosseo e quello invece più specificamente tecnico, con le tappe del trasporto e lavorazione del marmo, fino ad arrivare alla idolatria e all’uso politico dei sovrani d’Europa che ne pretesero la riproduzione attraverso le riproduzioni e i calchi.

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Il busto dell’architetto Apollodoro di Damasco apre la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” (foto simona murrone)

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Ruota da cantiere esposta nella mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

La mostra si apre con l’architetto Apollodoro di Damasco, il geniale e innovativo architetto e ingegnere di origine siriana, e il suo illustre committente Traiano, di nuovo l’uno di fronte all’altro a distanza di quasi duemila anni. Per comprendere appieno il processo di costruzione della Colonna e con esso la fatica e la potenza muscolare di centinaia di uomini che contribuirono a realizzare questo indiscusso capolavoro, in un Colosseo fasciato di blu, sono esposti i principali strumenti antichi utilizzati per l’estrazione dei blocchi di marmo, per il trasporto su imbarcazione e per la messa in opera, assieme ai modelli ricostruttivi delle macchine da cantiere dell’epoca (gru, torri, ruote), realizzati da Claudio Capotondi, novello “Maestro delle Imprese di Traiano”.

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L’ingresso della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

Video e proiezioni su schermo realizzati dal Museo Galileo assieme ad una grafica coinvolgente e a testi che superano le dimensioni dei pannelli didascalici per divenire narrazione anche visiva di un’unica Storia, offrono un racconto più didattico oltre che una maggior comprensione degli oggetti esposti in mostra. A contribuire al racconto permanente della Colonna è stata anche realizzata una webAPP in lingua italiana e inglese e, grazie al prezioso coinvolgimento e alla collaborazione dell’Ambasciata di Romania, anche in lingua romena.

Roma. In Curia Iulia in presenza, e on line su FB, la conferenza “Gli edifici da spettacolo del mondo romano con sotterranei” a cura di Heinz Beste, primo incontro del ciclo sui temi della mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” al Colosseo

roma_colosseo_mostra-gladiatori-nell-arena_locandinaParte in Curia Iulia a Roma, promosso dal parco archeologico del Colosseo, un ciclo di otto incontri e conferenze che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, percorso espositivo ideato e realizzato dal parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini, visitabile fino al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo: partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court (vedi Roma. Al Colosseo la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, installazione multimediale permanente ed esposizione temporanea. Ricreato virtualmente il collegamento tra il Ludus Magnus e l’anfiteatro flavio | archeologiavocidalpassato).

roma_curia-iulia_gli-edifici-da-spettacolo-del-mondo-romano-con-sotterranei_locandinaGiovedì 14 settembre 2023, alle 16.30, in Curia Iulia apre il ciclo la conferenza “Gli edifici da spettacolo del mondo romano con sotterranei” a cura di Heinz Beste. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Heinz Beste dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Si accede da largo della Salara Vecchia, 5. La conferenza può essere seguita anche in streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

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L’archeologo Heinz Beste dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma (foto woll.magazine)

Heinz-Jürgen Beste, nato nel 1957 in Germania, ha conseguito i suoi titoli di studio in università prestigiose, quali quella di Dortmund e Berlino per poi conseguire il dottorato al Politecnico di Monaco di Baviera. Specialista in architettura romana e in topografia, è membro scientifico dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Dal 1995, ha partecipato attivamente a numerosi studi e pubblicazioni, sempre in stretta collaborazione con istituzioni italiane. Ha lavorato su siti archeologici di rilievo internazionale come Pompei, Teano, Capua, Agrigento ma i suoi contributi più importanti si collocano a Roma nei siti del Colosseo, Domus Aurea e  Campo Marzio. Qui non si possono non ricordare le indagini compiute sugli ipogei del Colosseo, soprattutto nel contesto dei grandi lavori di restauro realizzati prima in occasione del Giubileo del 2000 e poi negli anni 2019-2021 con i fondi Tod’s; attualissima infine è la collaborazione per lo studio e rilievo della Domus Aurea.

Roma. Al Colosseo la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, installazione multimediale permanente ed esposizione temporanea. Ricreato virtualmente il collegamento tra il Ludus Magnus e l’anfiteatro flavio

roma_colosseo_mostra-gladiatori-nell-arena_locandinaI gladiatori sono tornati al Colosseo. E ci resteranno, alcuni almeno fino a fine anno. Il parco archeologico del Colosseo propone infatti la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, ideata e realizzata dal parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini. L’evento si compone di una installazione multimediale permanente (GLADIATORI NELL’ARENA. TRA COLOSSEO E LUDUS MAGNUS – Parco archeologico del Colosseo) e di una esposizione temporanea visitabile dal 21 luglio 2023 al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo. L’esposizione e l’installazione multimediale sono stati possibili grazie alla partnership tra il parco archeologico del Colosseo e la Hornblower Group, primaria azienda statunitense attiva nei trasporti e nel turismo, fondata nel 1926 a Boston. La mostra è visitabile tutti i giorni, sia in orario diurno con il biglietto Full Experience Arena e Sotterranei, sia in orario notturno nell’ambito de La Luna sul Colosseo (da martedì a sabato).

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Rilievo in marmo da un sepolcro dall’antica città di Nersae, raffigurante una scena di lotta tra due gladiatori. Sulla destra compare l’arbitro (Summa Rudis) della contesa con un bastone per separare i due contendenti. Da Pescorocchiano (Rieti), conservata al Colosseo nell’esposizione permanente “Il Colosseo si racconta” (foto PArCo)

L’idea nasce innanzitutto dal recupero e valorizzazione del criptoportico orientale del Colosseo che in età romana collegava l’Arena con il quartiere delle palestre realizzate dall’imperatore Domiziano, di cui quella più famosa è il Ludus Magnus, la più grande, ma anche l’unica di cui si conserva parte delle strutture antiche. Qui i gladiatori si allenavano e si preparavano alle esibizioni.

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Il criptoportico di collegamento tra il Colosseo e il Ludus Magnus. Planimetria (elaborazione RTI CFR-JANUS-ETS-Geogrà; Parco archeologico del Colosseo)

Nel XIX secolo la costruzione di un collettore fognario a servizio del popoloso quartiere Esquilino ha interrotto questa antica connessione, che oggi finalmente torna ad essere ripristinata: grazie ad una sofisticata presentazione multimediale con proiezione olografica, perfettamente orientata sull’asse Colosseo-Ludus Magnus, sarà virtualmente “demolito” il muro che interrompe il collegamento, restituendo così al pubblico una visione unitaria dell’area archeologica contemporanea, mentre i gladiatori torneranno a solcare l’originario pavimento in opus spicatum del criptoportico, avanzando verso l’Arena vestiti delle loro pesanti armature.

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Mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: Elmo di gladiatore Thraex (Hoplomachus) con raffigurazione di palma (prima metà del I secolo d.C.) da Pompei conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto PArCo)

Per rendere ancora più completa questa esperienza di conoscenza e valorizzazione, la riapertura del Criptoportico dei Gladiatori viene raccontata assieme a una esposizione temporanea che intende illustrare una selezione delle principali tipologie di coppie di gladiatori che si esibivano in combattimento sul piano dell’Arena e che con ogni probabilità proprio dal Ludus Magnus e dalle limitrofe caserme arrivavano al Colosseo. La mostra raccoglie 12 opere di età romana provenienti dal museo Archeologico nazionale di Napoli, dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e dalle collezioni del parco archeologico del Colosseo, a cui si aggiungono le armature facenti parte della Collezione privata di Silvano Mattesini.

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Allestimento della mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: armatura completa di Murmillo, stele funeraria, armatura competa di Thraex (foto PArCo)

L’allestimento, che si snoda in alcuni degli ambienti sotterranei degli ipogei, abbina reperti originali di età romana, che riproducono immagini di gladiatori colti nelle tipiche posizioni da combattimento, con ricostruzioni, al vero, delle loro armature, realizzate secondo la tecnica antica dello sbalzo e della fusione dal maestro Silvano Mattesini.

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Statuina di gladiatore Hoplomachus in lega metallica da Aquileia (età imperiale) conservata al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) (foto PArCo)

È così possibile ammirare le armature complete del Murmillo e del Thraex, accanto agli elmi originari di Pompei provenienti dal museo Archeologico nazionale di Napoli, ai preziosi elmi miniaturistici in ambra provenienti dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e alla stele funeraria del Murmillo Quintus Sossius Albus, ugualmente da Aquileia. Sono inoltre esposti al pubblico i graffiti dei gradini della cavea del Colosseo in cui il pubblico dell’epoca aveva rappresentato i propri beniamini in combattimento, accanto alle armature complete di un Retiarius e di un Secutor. Quella dell’Hoplomachus con il suo tipico scudo rotondo, avversario del Murmillo, è esposta accanto a due statuine da Aquileia, una anche in lega metallica. Infine un video illustra le fasi delle riproduzioni delle armature, forgiate con il ricorso alle tecniche antiche, nell’ambito di un progetto di archeologia sperimentale.

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Mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: elmo di gladiatore murmillo, riproduzione dell’originale di età imperiale conservato al British Museum (Collezione Mattesini) (foto PArCo)

Le attività correlate in programma. I numerosi temi affrontati nell’evento espositivo sono stati raccolti in un agile booklet in italiano e inglese, oltre che nella nuova sezione “Mostre digitali” del sito web www.colosseo.it, dove saranno disponibili in lingua italiana, inglese e spagnola e scaricabili da un qrcode collocato all’inizio del percorso di visita. In autunno inoltre è in programma un ciclo di otto incontri e conferenze, che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court.

Roma. In Curia Iulia presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti. In presenza e on line. A seguire il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae 

roma_curia-iulia_libro-aedes-vestae_russo-rinaldi-giovannetti_presentazione_locandinaVenerdì 9 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” (Gangemi editore) che riunisce gli atti della giornata di studio dedicata al monumento, tenutasi presso il parco archeologico del Colosseo il 9 giugno 2021. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza università di Roma. Saranno presenti le curatrici Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti (parco archeologico del Colosseo). Conclude Pierre Gros, Académie des Inscriptions et Belles-lettres, Institut de France, Paris. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Al termine della presentazione sarà illustrato il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae e dei reperti architettonici a cura di Roberta Altieri, Francesca Caprioli e Federica Rinaldi.

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Smontaggio dei ponteggi del cantiere di restauro del Tempio di Vesta (foto PArCo)

Libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro”. L’intervento conservativo dell’aedes vestae nel foro romano, a quasi cent’anni dalla sua anastilosi, ha rappresentato un’occasione di ricerca, tutela e valorizzazione del monumento in un’ottica multidisciplinare. il coinvolgimento di differenti specialisti – archeologi, architetti, restauratori, rilevatori, ingegneri, strutturisti e archivisti – ha permesso l’acquisizione di una base di dati imprescindibile sia per la progettazione e l’esecuzione dell’intervento sia per un nuovo esame del bene. a due anni dal completamento del cantiere, questi atti rappresentano il raggiungimento di un duplice obiettivo, quello conservativo e quello della conoscenza, entrambi necessari per traghettare pienamente il passato nel futuro, nell’ottica della tutela e della valorizzazione.

“La villa dei Mosaici di Negrar (Vr): vecchi ritrovamenti e nuove scoperte”: è il poster presentato da Tinè, De Zuccato, Rinaldi e Basso al XXIX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM) al parco archeologico di Ostia antica

ostia-antica_parco_XXIX-colloquio-aiscom_locandinaTre giorni per confrontarsi sulle problematiche del mosaico antico, tra nuove scoperte, conservazione dell’esistente, e valorizzazione dei siti. Si è tenuto a ostia antica, dal 15 al 18 marzo 2023, il XXIX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM), con il patrocinio del Ministero della cultura e la partecipazione del parco archeologico di Ostia antica. I lavori, al Salone Riario nel complesso della Cattedrale di Santa Aurea, si sono articolati in tre giornate (15-17 marzo 2023), con nove sessioni (Ostia, Roma, Lazio e Italia centrale, Italia settentrionale, Italia meridionale, temi iconografici e tipologie decorative parte I e parte II, metodologia restauro e innovazioni tecnologiche parte I e parte II) e con una sessione poster in modalità online. Proprio in quest’ultima sessione è stato presentato il poster “La villa dei Mosaici di Negrar (Vr): vecchi ritrovamenti e nuove scoperte” a cura di Vincenzo Tinè, soprintendenza ABAP Ve Met; Gianni De Zuccato, soprintendenza ABAP Vr; Federica Rinaldi, parco archeologico del Colosseo; Patrizia Basso, università di Verona. Ecco il poster.

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La foto originale del 1922 rappresentante il mosaico della Sala A della villa romana di Negrar (foto archivio sabap-vr)

La villa dei mosaici vecchi ritrovamenti e nuove scoperte. Il contesto territoriale e lo scavo. Nel Comune di Negrar di Valpolicella in provincia di Verona, scavi condotti dalla soprintendenza Archeologia Beni culturali e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza stanno riportando in luce i resti di una villa tardoantica, che era già stata parzialmente individuata a fine Ottocento e negli anni ’20 del Novecento, ma poi interrata sotto i rigogliosi vigneti di questo territorio. Sin dai primi rinvenimenti erano emersi straordinari pavimenti musivi che per la complessità dei disegni e la presenza di soggetti figurati poco diffusi nel territorio avevano suscitato grande interesse sia tra il pubblico, sia tra gli studiosi. La ripresa dello scavo si inserisce in un ampio e virtuoso progetto di ricerca e valorizzazione che ha previsto un accordo di programma con il Dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona, che ha già realizzato i primi importanti interventi conservativi, il Politecnico di Milano e il Comune di Negrar; l’intervento è stato realizzato grazie agli accordi di partenariato pubblico-privato con i proprietari dei terreni, l’Azienda Agricola “La Villa” dei fratelli Matteo e Simone Benedetti e la “Società Agricola Franchini” di Giuliano Franchini e grazie al supporto operativo e logistico sul campo della Società Archeologica (SAP).

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Veduta aerea dell’area occupata dalla Villa dei Mosaici di Negrar tra i vigneti della Valpolicella (foto sabap-vr)

La villa si estende su una superficie di almeno 3000 mq ed è disposta scenograficamente su più terrazzamenti, collegati fra loro da scale, secondo il declivio naturale del terreno (figg. 1-2). Il settore residenziale era organizzato attorno a un ampio giardino centrale dotato di fontana, delimitato da un portico, di cui si conservano in situ alcune basi di colonne. Tale portico era pavimentato su tre lati in mosaico e su un quarto in lastre di pietra locale. Anche il vasto vano absidato che costituiva la sala di rappresentanza sull’asse principale dell’edificio, affacciata su uno dei lati del porticato, presentava un ricco pavimento musivo. Sempre in mosaico era infine decorato l’ambiente centrale del settore termale della villa, dove si sono riconosciuti un calidarium e tepidarium alimentati da un praefurnium, un frigidarium dotato di una vasca rivestita in lastre di pietra locale, oltre a una latrina e a un possibile apodyterium. Di grande rilevanza è anche il vasto settore produttivo lastricato che faceva parte integrante del complesso: vi si sono riconosciuti vani dedicati alla lavorazione del vino (come confermano le prime analisi chimiche condotte) e probabilmente anche alla sua conservazione, per cui sembra si debba pensare – in continuità con la tradizione preromana – a botti lignee, data la totale assenza di dolia defossa. I vinaccioli rinvenuti nella canaletta in uscita dalla latrina, i macroresti di legno di vite raccolti nel prefurnio e i pollini di vite recuperati in più livelli pertinenti alla fase di vita del complesso contribuiscono ad attestare che l’economia della villa si basava sulla produzione vinicola, con una straordinaria continuità fino al presente.

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Fotorilievo della Villa dei Mosaici di Negrar (Vr) con indicazione della funzione dei diversi settori (foto sabap-vr)

I pavimenti musivi. L’ampliamento dello scavo della villa, come descritto, ha rappresentato un’occasione unica per arricchire la conoscenza del panorama musivo di questo contesto, già di per sé straordinario. Al nucleo di pavimentazioni musive, geometriche e figurate rinvenute durante le prime campagne di indagini, si sono aggiunte nuove superfici musive che assieme ai dati di scavo, in fase di studio, permettono di perfezionare il periodo di utilizzo della villa al primo quarto del IV secolo d.C. inserendo di diritto il territorio di Negrar nel più ampio contesto storico-culturale-economico della X Regio. Grazie allo scavo estensivo è stato definito il perimetro del settore di rappresentanza, un nucleo compatto di ambienti gravitanti sulla sala principale A con composizione ortogonale di meandri risparmianti riquadri (Décor, 192d) con soggetti legati al mondo del mito e dei ludi, in asse con il carré de triclinium del braccio di portico meridionale (vano ES); ai lati si dispongono, a Est, due vani “di servizio” decorati da seriali composizioni di croci e ottagoni formanti quadrati (Décor, 179a) o di cerchi tangenti formanti quadrati concavi (Décor, 231h) (vani B e C), a Ovest due ambienti inediti, il vano D con composizione ortogonale di ottagoni irregolari adiacenti con quattro lati concavi (formanti cerchi) (Décor, 168c), perimetrato da un bordo ad ogive, e il vano F con ottagoni irregolari (Décor, 172). Stile, cromia e riempitivi si ripetono in tutti i vani prediligendo le tonalità del rosso, rosa e grigio, nodi di Salomone, stuoie e fioroni.

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La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

Sia il settore di rappresentanza che il quartiere termale (vani T ed S) affacciano sui portici del giardino: le terme, di cui si conservano solo lembi della originaria pavimentazione con cerchi secanti con effetto di quadrifogli (Décor, 237) e ottagoni irregolari allungati (Décor, 172) gravitano sul braccio EE la cui pavimentazione presenta un disegno geometrico con composizione di ottagoni e rettangoli, più corsiva e meno vivace delle altre, caratterizzata anche da una minore attenzione al disegno preparatorio. Dalla parte opposta verso l’area lastricata si allunga il braccio EO che si distingue per l’originalità della composizione che non ha confronti in area italica: si tratta di una composizione ortogonale di quadrilobi eccedenti intorno ad un quadrato sulla diagonale con gli spazi di risulta caricati da un cerchio iscritto (Décor, 225b); nei cerchi compaiono due busti, uno femminile con ricco abbigliamento e uno maschile con folta barba, inseriti in un tappeto di soggetti di genere quali cantharoi, caproni, uccelli, cesti con grappoli d’uva, tutti orientati verso il giardino della villa. La lettura integrata dei mosaici della villa di Negrar consente di riconoscere quel nuovo corso stilistico, caratterizzato dalla complessità degli schemi, dall’ampliamento delle figure geometriche di base e dalla ridondanza decorativa, in cui convivono repertorio vegetale e animale. Tale nuovo corso ben si allinea alle mode presenti nei contesti tardo antichi dell’Italia settentrionale (Desenzano e Aquileia, ad esempio) oltre che del Mediterraneo, evocanti un contesto di benessere e ricchezza, conseguito anche tramite il richiamo al mondo della cultura e dei ludi.

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Panoramica del sito archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar (foto graziano tavan)

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Il gruppo di lavoro per il parco archeologico in sopralluogo alla villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella: da sinistra, il sindaco Roberto Grison, il soprintendente Vincenzo Tinè, l’architetto Luca Dolmetta, l’archeologo Gianni De Zuccato, l’archeologo Alberto Manicardi, l’architetto Giovanna Battista, e i rappresentanti delle aziende agricole Benedetti e Franchini (foto sabap-vr)

Le prospettive di valorizzazione. L’importanza del sito ha favorito lo stanziamento di un primo, consistente, contributo di 1,5 milioni di Euro da parte del ministero della Cultura con il quale si è dato avvio al progetto di valorizzazione, finalizzato alla piena fruizione pubblica dell’area archeologica della Villa dei Mosaici. Un primo step, in corso di realizzazione con previsione di apertura al pubblico a metà aprile 2023, prevede il completamento delle coperture provvisorie atte a mettere in sicurezza i mosaici e consentire il loro restauro, nonché l’allestimento di un percorso provvisorio di visita con pannellistica informativa. Le coperture sono già state acquistate e poste in opera grazie alla generosa disponibilità delle cantine proprietarie dei fondi e partners dell’iniziativa, Soc. Agr. Benedetti e Soc. Agricola Franchini (quest’ultima attraverso lo strumento fiscale dell’Art Bonus), mentre il percorso pedonale di visita con ausili didattici è in corso di realizzazione in queste settimane. Seguirà il complessivo resetting idrogeomorfologico dell’area, il restauro sistematico dei resti murari e musivi e il concorso di progettazione internazionale per la realizzazione del sistema definitivo di copertura e musealizzazione del sito sulla base di un articolato documento preliminare di progettazione, che ne orienti le modalità esecutive.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, “L’idraulica del Colosseo. Nuovi dati dalle ricerche archeologiche nei collettori fognari”, giornata di archeologia pubblica con i contributi di archeologi, architetti e speleologi corredati da videoracconti delle ispezioni e delle attività di ricerca

L’acqua e il fango, il collettore e il fognone, i pozzi e le ispezioni a 6 metri di profondità, la rete idraulica così perfetta e poi i reperti che raccontano degli spettatori di allora. Questo e molto altro sarà raccontato il 24 novembre 2022, dopo un lungo lavoro collettivo e di squadra. Appuntamento in Curia Iulia, dalle 14.30 alle 18.30, per “L’idraulica del Colosseo. Nuovi dati dalle ricerche archeologiche nei collettori fognari”, giornata di archeologia pubblica, promossa dal parco archeologico del Colosseo, in cui saranno presentati i nuovi dati provenienti dalle recenti ricerche condotte nei collettori fognari del Colosseo con i contributi di archeologi, architetti e speleologi corredati da videoracconti delle ispezioni e delle attività di ricerca. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 100) su https://www.eventbrite.it/e/467558057737. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.

roma_curia-iulia_giornata-archeologia-pubblica_l-idraulica-del-colosseo_locandinaPROGRAMMA. Alle 14.30, introduzione e saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Modera Silvia Lambertucci (ANSA). Sezione “Studi e ricerche: lo status quo”, dalle 14.45 alle 15.25. Intervengono Barbara Nazzaro (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli (architetto, dottore di Ricerca) su “Stato dell’arte e delle conoscenze”; Luca Mocchegiani Carpano (direttore CMC-Centro Ricerche) su “Le ricerche archeologiche di Claudio Mocchegiani Carpano nelle infrastrutture idrauliche dell’Anfiteatro Flavio. Appunti dal 1974 al 1985”. Sezione “Le ricerche”, dalle 15.25 alle 17. Intervengono Martina Almonte, Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo), Michele Concas (Roma Sotterranea), Maria Rosaria Borzetti (archeologa), Edoardo Santini (archeologo) su “Le indagini nel collettore sud”; Jacopo De Grossi Mazzorin, Claudia Minniti (università del Salento) su “Cibo e arena nella Roma antica. I resti animali provenienti dal collettore sud del Colosseo”; Alessandra Celant (Sapienza università di Roma) su “Cibo e arena nella Roma antica. I resti vegetali provenienti dal collettore sud del Colosseo”; Elisa Cella, Fulvio Coletti (parco archeologico del Colosseo) su “I materiali dal collettore sud del Colosseo. Note preliminari su attività e contesti”; Francesca Ceci (sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) su “Dalla folla alla fogna. La possibile vicenda di un sesterzio in oricalco di Marco Aurelio”. Sezione “Le ispezioni nei collettori sotto la Piazza”, dalle 17 alle 17.45. Intervengono Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli (architetto, dottore di Ricerca), Michele Concas (Roma Sotterranea) su “Nuovi dati dai collettori del Colosseo e della Piazza”; Barbara Nazzaro, Nicola Saraceno (parco archeologico del Colosseo) su “Il sistema di gestione delle acque del Colosseo”. Sezione “Uno sguardo fuori dal Colosseo”, dalle 17.45 alle 18. Interviene Heinz Beste (Istituto Archeologico Germanico di Roma) su “Il sistema idraulico dell’anfiteatro di Capua”. Conclusioni e discussione finale, dalle 18.15 alle 18.30, con Martina Almonte, Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo).

Verona. “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca, tutela e valorizzazione”: giornata di studi – in presenza e on line – sugli edifici di spettacolo degli antichi romani, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni

verona_gran-guardia_l-arena-e-gli-altri_convegno_locandinaUna giornata di studi sugli edifici di spettacolo degli antichi romani. Appuntamento giovedì 27 ottobre 2022, dalle 9 alle 17.30, al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona, con “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”. L’evento, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, è aperto alla partecipazione in presenza senza prenotazione o si può seguire in streaming sul canale YouTube de I MUV – I Musei di Verona https://youtube.com/channel/UCYpt_CWPo09yEH1Y5KlqnPQ. Alle 9, registrazione partecipanti; 9.30, saluti istituzionali: Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Cecilia Gasdia, sovrintendente Arena di Verona; Alessandro Mazzucco, presidente Fondazione Cariverona; Davide Croff, presidente Cattolica Assicurazioni; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP VR-RO-VI. Dalle 10, primo blocco delle relazioni, modera Patrizia Basso (UniVR): “Verona, Arena” (Vincenzo Tiné, Giovanna Battista, Brunella Bruno, Marco Cofani – SABAP VR-RO-VI); “Roma, Colosseo” (Alfonsina Russo, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Federica Rinaldi – Parco Archeologico del Colosseo); “Pola, Anfiteatro” (D. Komso, G. Gobic-Bravar, N. Nefat, A. Sardoz – Museo Nazionale dell’Istria); 11, pausa caffè; 11.50, secondo blocco delle relazioni, modera Jacopo Bonetto (UniPD): “Milano, Anfiteatro” (Antonella Ranaldi, Anna Maria Fedeli, Francesco Roncoroni, Attilio Stocchi – SABAP MI); “Brescia, Teatro” (Luca Rinaldi, Serena Solano; Stefano Karadjov, Francesca Bazoli – SABAP BS-BG e Fondazione Brescia Musei); “Trieste, Teatro” (Simonetta Bonomi, Paola Ventura – SABAP FVG); “Libarna, Anfiteatro e Teatro” (Simone Lerma, Alessandro Quercia; Valentina Barberis – SABAP AL-AT-CN e DRM Piemonte); 13, pausa pranzo; 14.30, terzo blocco di relazioni, modera Francesca Ghedini (UniPD): “Ventimiglia, Teatro” (Roberto Leone, Luigi Gambaro, Simona Lanza – SABAP SV-IM); “Luni, Anfiteatro e Teatro” (Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Antonella Traverso – DRM Liguria); 15.10, presentazione del volume “Arena di Verona. Rinascita di un monumento” di Giovanni Castiglioni e Marco Cofani a cura di Alberto Grimoldi (Politenico di Milano) e Francesca Ghedini (Università di Padova); 15.40, dibattito “Scavare restaurare e riqualificare i teatri antichi oggi” moderato da Massimo Mamoli (direttore de “L’Arena”) con Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio-MiC; Massimo Osanna, direttore generale Musei-MiC; Antonio Calbi, sovrintendente Istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa; Stefano Trespidi, vicedirettore artistico Arena di Verona; Gianmarco Mazzi, A.D. Società Arena di Verona. Interventi programmati di Barbara Bissoli (vicesindaca Comune di Verona), Marta Ugolini (assessore Cultura Comune di Verona), Raffaella Gianello (Conservatrice Arena di Verona), Francesca Rossi (direttrice Musei Civici Verona), Matteo Faustini (Presidente Ordine Architetti Verona).

Roma. Il Colosseo 3D: avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo dell’Anfiteatro Flavio. Sarà disponibile per la primavera 2023

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Colosseo 3D: vista assonometrica del modello tridimensionale fotogrammetrico dello sperone Valadier. Esterno (foto PArCo)

Colosseo 3D. Avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo dell’Anfiteatro Flavio con documentazione digitale e modellazione HBIM. Entro la primavera del 2023 sarà per la prima volta disponibile un rilievo geometrico 3D globale, con metodologie geomatiche integrate. Si tratta di un progetto di straordinaria importanza per la tutela del monumento e che costituirà un riferimento fondamentale per qualsiasi intervento di studio, manutenzione e restauro, valorizzazione. Il progetto elaborato dal parco archeologico del Colosseo (Rup, Federica Rinaldi) vede da alcuni mesi impegnate imprese leader, ciascuna con specifiche competenze, nel settore (raggruppamento temporaneo aggiudicatario di una gara pubblica bandita da Invitalia e costituito da Consorzio Futuro in Ricerca CFR di Ferrara – mandataria – che ha il coordinamento scientifico delle attività, Geogrà srl di Sermide, ETS srl e Janus srl di Roma). Sono stati, inoltre, coinvolti esperti nelle diverse discipline, studiosi e professionisti, a supportare un’attività di documentazione di particolare complessità. Per il rilievo digitale tridimensionale integrato del Colosseo, infatti, vengono impiegate contemporaneamente tecnologie topografiche, laser scanner, terrestri e da drone, acquisizioni fotogrammetriche e rilievi diretti che consentiranno di descrivere nel dettaglio lo stato di fatto del monumento, con la georeferenziazione di ogni singolo punto.

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Colosseo 3D: vista assonometrica del modello parziale tridimensionale interno di coordinate a nuvola di punti acquisito tramite laser scanner 3D (foto PArCo)

Questa unica e completa banca dati, riferita al Colosseo e raccolta in più modelli tridimensionali multidisciplinari, renderà disponibile a storici, archeologi, architetti, restauratori, diagnosti ed esperti di diverse discipline una base conoscitiva inedita per lo studio e la verifica delle diverse fasi storiche ed evolutive, nonché la conoscenza dello stato di conservazione delle superfici e delle strutture del monumento, anche in previsione delle ulteriori e già programmate verifiche del rischio sismico.

Il rilievo 3D a nuvola di punti costituirà anche la base geometrico-morfologica in ambiente HBIM (Historical/Heritage Building Information Modeling), il cui sviluppo informativo arricchirà il modello geometrico con informazioni relative a materiali, tecniche costruttive, superfetazioni, stati di degrado e appunto condizione strutturale del monumento. Non da ultimo il rilievo potrà costituire il supporto digitale per future restituzioni a scopo scientifico e didattico dell’originaria decorazione architettonica grazie alla previsione inserita nel Capitolato di gara del rilievo di 50 reperti notevoli, tra capitelli, colonne, transenne, gradini della cavea, tripodi.

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Colosseo 3D: sperone Valadier, vista assonometrica del modello tridimensionale di coordinate a nuvola di punti acquisito tramite laser scanner 3d (foto PArCo)

L’attività è coordinata dallo staff del parco archeologico del Colosseo e vede coinvolti archeologi, architetti e restauratori, con l’obiettivo di realizzare un caso scuola sia per le metodologie di rilievo, sia per l’uso del BIM in ambito gestionale e manutentivo dei beni storico-archeologici. “Per il Parco archeologico del Colosseo la cura dei monumenti rappresenta l’aspetto centrale e fondante della propria attività e, tra i numerosi interventi realizzati allo scopo, questo progetto si rivela di fondamentale importanza, in quanto consentirà, attraverso un rilievo per la prima volta integrale e tridimensionale dell’Anfiteatro Flavio, di ottenere risultati ancora più incisivi per la conoscenza e la tutela di un monumento, noto in tutto il mondo e patrimonio dell’umanità. Per il raggiungimento di questo risultato ringrazio i funzionari e i collaboratori del PArCo, di cui ancora una volta ho potuto apprezzare una dedizione e una professionalità non comuni”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Sarà così possibile, tra l’altro, rispettare in pieno le innovazioni normative in tema di appalti di restauro e manutenzione, che prevedono a partire dal 2025 – conclude – l’obbligo di progettazione in modalità BIM per interventi superiori ad un milione di euro”.

Roma. In presenza all’anfiteatro flavio e in diretta streaming evento in ricordo di Fabrizio Bisconti e presentazione del libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi (Electa Editore)

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L’arco di fondo della Porta Triumphalis verso il Foro Romano, dove si trova il dipinto murale raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme (foto PArCo)

A un anno e mezzo dalla fine dei lavori di restauro a febbraio 2022 è uscito il libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi (Electa Editore) (vedi A 18 mesi dalla conclusione del restauro del dipinto di fine XVI secolo della veduta di Gerusalemme sull’arco di fondo della Porta Trumphalis esce per Electa il volume “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi | archeologiavocidalpassato).

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La copertina del libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” (Electa)

Un volume che documenta i risultati e le ricerche scaturite dal complesso lavoro di restauro (estate 2020) di uno straordinario dipinto murale del XVII secolo, pressoché illeggibile in precedenza, si trova a 7 m di altezza sulla Porta Triumphalis del Colosseo, in corrispondenza dell’accesso occidentale al monumento, e riassume tutta la storia di Gerusalemme: una storia che si dipana nei secoli attorno alle mura della città e, dunque, con i numerosi assedi e l’avvento di eserciti che si sono avvicendati fuori e dentro le sue mura (compresi gli accampamenti dei romani), raffigurati in parallelo alla crocifissione e alla resurrezione di Gesù.

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Dettaglio della veduta ideale di Gerusalemme: si vede bene il Golgota (foto PArCo)

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Il professor Fabrizio Bisconti del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e dell’università Roma Tre (foto piac)

I saggi sono corredati da una selezione di scatti ravvicinati che rivelano i colori, i contorni delle figure, gli effetti di ombreggiature, l’articolazione del disegno, consentendo al lettore di ammirare dettagli dell’affresco impossibili da cogliere a occhio nudo. Di grande interesse è l’approfondimento introduttivo dedicato al tema della cristianizzazione del Colosseo e alle origini dell’iconografia di Gerusalemme come modello urbanistico della città ideale: Fabrizio Bisconti su “Alle origini dell’iconografia di Gerusalemme: la civitas e l’ecclesia” e Barbara Nazzaro su “Gerusalemme modello urbanistico di città ideale”. Purtroppo Fabrizio Bisconti, uno dei massimi esperti di Archeologia cristiana, si è spento improvvisamente martedì 22 marzo 2022, a 66 anni (vedi Archeologia in lutto. Si è spento improvvisamente, a 66 anni, il prof. Fabrizio Bisconti, uno dei massimi esperti di Archeologia cristiana. Il ricordo del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e del Dipartimento di Studi umanistici dell’università Roma Tre | archeologiavocidalpassato).

roma_colosseo_gerusalemme-al-colosseo_presentazione-libro_locandinaLunedì 6 giugno 2022, alle 18.30, il parco archeologico del Colosseo ha promosso un evento per presentare il libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” (Electa) e al contempo ricordare il prof. Fabrizio Bisconti. Appuntamento in presenza all’anfiteatro flavio con prenotazione obbligatoria (40 posti fino ad esaurimento disponibilità.Si ricorda che all’interno del PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina chirurgica) e in diretta streaming sulla pagina YouTube del PArCo: www.youtube.com/parcocolosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Presentano: Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani; Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e professore ordinario di Storia dell’Arte moderna (Sapienza Università di Roma); Marcello Fagiolo, accademico dei Lincei e già professore ordinario di Storia dell’Architettura.