Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale incontro con Red Canzian per la presentazione del suo libro “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer) in dialogo con Stefania Mancuso (Unical)

Ultimi posti disponibili per l’incontro con Red Canzian, una leggenda della musica, al MArRC. Sabato 1° febbraio 2025, alle 17.30, in Piazza Paolo Orsi, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita la presentazione del libro di Red Canzian “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer). Un’occasione per approfondire il racconto personale di uno degli artisti più amati e per avvicinarsi alla sua esperienza artistica e umana. Al termine dell’evento, l’autore sarà disponibile per il firmacopie e per degli scatti ricordo. L’incontro sarà introdotto dal direttore Fabrizio Sudano e vedrà la partecipazione di Stefania Mancuso, professoressa di Archeologia classica e Didattica del parco e del museo dell’Unical, che dialogherà con l’autore. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata contattando il call center CoopCulture al numero 06 39967600, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Copertina del libro “Centoparole per raccontare una vita” di Red Canzian (Sperling & Kupfer)
Centoparole per raccontare una vita. Le parole hanno il potere di emozionare, aiutarci a crescere, farci soffrire o placare i dolori dell’anima. In ognuna di esse si nasconde un mondo affascinante e complesso, che cambia e si trasforma a seconda del momento e del sentimento che viviamo. Red Canzian ha scelto cento parole, quelle che sente più sue, dando a ognuna un’interpretazione del tutto personale e raccontando quali ricordi rievocano, quanto hanno influito sulla sua crescita, sul suo modo di essere e di intendere la vita stessa. Un’occasione per fare un bilancio personale e professionale, in cui lo storico bassista dei Pooh allarga lo sguardo agli eventi che ha vissuto sul palco e fuori, ai valori che lo ispirano, agli affetti nei quali trova rifugio e riparo e ai progetti che coltiva incessantemente con instancabile entusiasmo. Ma il suo desiderio, con questo libro, è soprattutto quello di arrivare al cuore oltre che alla testa del lettore, per coinvolgerlo in riflessioni ed emozioni profonde, attraverso suggestioni che inducono a sognare, credere e osare, sempre con passione, per provare a trovare un nuovo significato alla parola domani.
Locri (RC). Oltre 20mila visitatori al parco archeologico. La direttrice Elena Trunfio fa il bilancio del 2024: “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: e il 2025 porterà la rifunzionalizzazione delle contrade Marasà e Parapezza

“Grazie alle oltre 20.500 persone che quest’anno hanno visitato Locri Epizefiri! Chiudiamo l’anno con un +20% di presenze rispetto al 2023 e un bilancio certamente positivo”. La fine e l’inizio di un nuovo anno impongono una riflessione sul lavoro svolto e sulle prospettive future e a Locri Epizefiri, parlando di bilancio, l’esito del 2024 non può che essere positivo. Intanto per numero di presenze: si contano oltre 20.500 visitatori con un aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno, un dato importante per il Parco più grande della Locride e della provincia di Reggio Calabria che, grazie a un’offerta di valorizzazione variegata, è riuscito anche quest’anno ad attrarre diversi target di pubblico, confermandosi uno dei luoghi della cultura più visitati nella Regione. Un successo che passa da importanti collaborazioni e da un approccio gestionale che vede nella partecipazione della comunità la strategia per aumentare il senso di appartenenza e incidere nella crescita del territorio. “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: non solo la valorizzazione ma anche i servizi educativi nonché l’impulso fondamentale dato alla ricerca e al miglioramento infrastrutturale del Parco e dei nostri Musei”, spiega la direttrice Elena Trunfio. “Ognuno di questi ambiti è stato portato avanti con importanti collaborazioni che ci hanno permesso di alzare il livello di qualità delle nostre attività oltre che contribuire in maniera più efficace al soddisfacimento dei bisogni del nostro pubblico”. In tema di valorizzazione, anche quest’anno si è offerto un programma variegato costruito insieme agli attori locali, prima di tutto con le Amministrazioni. Oltre all’ormai consueta sinergia con i Comuni di Locri e Portigliola che, ogni anno, forniscono supporto alle attività di valorizzazione del Parco, si è rafforzato il legame con la Regione Calabria: “Vorrei ringraziare i sindaci Fontana e Luglio, nonché l’assessore Bumbaca del Comune di Locri e il vicesindaco di Portigliola Macrì per la presenza costante, siamo un esempio di condivisione virtuosa di intenti e di lavoro di squadra per il raggiungimento di obiettivi comuni”.
Un ulteriore ringraziamento va alla Regione Calabria, in particolare all’assessorato al Lavoro e al Turismo, con l’assessore Giovanni Calabrese, col quale la direzione del Parco ha stretto rapporti di collaborazione fattiva, mirata alla costituzione di un tavolo di lavoro per la definizione delle strategie utili ad una migliore valorizzazione turistica dell’area e della Regione tutta. Locri Epizefiri ha infatti ospitato diversi progetti di marketing territoriale, anche a carattere nazionale, come ad esempio l’iniziativa “Aromi d’Italia”, promossa dalla Regione Calabria, che ha visto la partecipazione di influencer ed esperti del mondo della gastronomia in un’attività di comunicazione funzionale alla promozione del territorio.
Un altro importante risultato è quello legato ai servizi educativi: i laboratori del Museo dei ragazzi sono ormai un appuntamento mensile che coinvolge ragazzi e bambini di tutte le età alla scoperta della polis e non solo. Oltre 15 laboratori, promossi dal Museo e dalle associazioni che con esso collaborano, per portare avanti la missione di educare le giovani generazioni al patrimonio. Diverse poi le occasioni di approfondimento culturale con visite guidate, in particolare quelle animate dell’Archeoclub Locri, eventi di promozione territoriale, come quelli realizzati con il Gal Terre Locridee ma anche incontri tematici. Particolare successo nel 2024 ha avuto il ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” promosso insieme al Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” e curato dalla direttrice Trunfio e dalla presidente del Circolo Marilisa Morrone. “L’iniziativa ha avuto un esito molto positivo, sia in termini di partecipazione che di promozione della ricerca scientifica verso un pubblico non specialista. Devo ringraziare la presidente Morrone e tutti i soci per questa collaborazione talmente tanto proficua che abbiamo scelto di promuovere una seconda edizione nel 2025”, prosegue Trunfio.


Ma il 2024 è stato anche l’anno di importanti accordi con Università: oltre all’ormai consolidato rapporto con il dipartimento di Studi storici dell’ateneo di Torino, si è stipulato un’intesa con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, in particolare con la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici. Da tale collaborazione è nata una prima campagna di scavi archeologici nelle contrade di Marasà e Parapezza, dirette da Filippo Demma, che hanno permesso di dare alla luce importanti e rilevanti risultati, in particolare per la comprensione dell’area sacra del Thesmophorion. In termini di accordi, degno di nota è certamente il protocollo di intesa stipulato con l’ordine degli Architetti e dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Reggio Calabria, finalizzato alla redazione delle linee guida per la gestione e manutenzione delle componenti verdi del Parco: “Credo che questo genere di accordo sia il primo in Italia tra ministero della Cultura e Ordini professionali. Un rapporto di lavoro in cui credo molto e che ci permetterà di affrontare le tematiche del paesaggio in un’ottica di sperimentazione e formazione”.

Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
Tanti dunque i progetti avviati che nel 2025 troveranno piena realizzazione, come ad esempio la rifunzionalizzazione del Parco, nei settori in contrada Parapezza e Marasà che si prospetta innovativo. “Ci aspetta un altro anno impegnativo ma il lavoro non ci spaventa. Abbiamo immaginato un futuro diverso per questo luogo e a piccoli passi stiamo andando avanti in un percorso che permetterà a Locri Epizefiri di raggiungere standard elevati di fruizione. Vorrei ringraziare per questo i dipendenti del Museo e tutti i colleghi della direzione regionale Musei, per il loro costante lavoro, nonché i direttori Demma e Sudano per avere sempre creduto e sposato l’idea di un Parco diverso, prodotto della contemporaneità”, conclude la direttrice Trunfio.
Reggio Calabria. La notte di San Silvestro in concomitanza con la diretta RAI dal lungomare, il museo Archeologico nazionale rimane aperto con la possibilità di ammirare i bronzi di Riace. Ecco gli orari fino alla Befana
La presentazione de “L’anno che verrà” della RAI al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
A Reggio Calabria è tutto pronto sul lungomare “Italo Falcomatà” per festeggiare il nuovo anno in diretta nazionale con lo spettacolo “L’anno che verrà” proposto dalla RAI, presentato proprio al MArRC. Una festa condivisa anche dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che il 31 dicembre 2024 sarà aperto anche la sera. Oltre l’ordinaria apertura dell’ultimo giorno dell’anno, orario non stop dalle 9 alle 20, grazie infatti a Regione Calabria e Fondazione Film Commission che hanno sostenuto questa iniziativa, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria prolungherà l’apertura fino all’una di notte, con ultimo ingresso alle 00:30. Nel dettaglio, durante il giorno sarà visitabile tutto il Museo, i quattro livelli di esposizione compresa la mostra temporanea “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, con tariffazione ordinaria. Mentre dalle 20 p.m. all’una a.m. il costo del biglietto sarà di 3 euro e sarà visitabile solo il livello D, il piano dei magnifici Bronzi di Riace e di Porticello.
La facciata di Palazzo Piacentini sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Una opportunità di visita che si ripeterà anche ad inizio anno, ed in particolare: mercoledì 1° gennaio 2025, apertura speciale in due fasce orarie, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 200. Tariffazione ordinaria. Domenica 5 gennaio 2025: #domenicalmuseo. Giornata con ingresso gratuito e orario continuato, dalle 9 alle 20. Lunedì 6 gennaio 2025: apertura straordinaria non-stop dalle 9 alle 20, con bigliettazione ordinaria. Orari di apertura e tariffe consultabili online sul sito ufficiale del Museo www.museoarcheologicoreggiocalabria.it, con possibilità di prenotazione per singoli e gruppi. Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore didattica/scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it
Bova Marina (RC). Al museo Archeologico si tiene la Chanukkà, la “festa delle luci”, che celebra il rinnovamento dei popoli, prevede l’accensione del candelabro rituale ebraico, la Hanukkiót
Nella splendida cornice del museo e parco archeologico di Bova Marina (RC), sede di una delle più antiche sinagoghe del mondo occidentale, il 29 dicembre 2024, dalle 16, si tiene la Chanukkà, la “festa delle luci”, manifestazione che celebra il rinnovamento dei popoli, e prevede (alle 17.30) l’accensione del candelabro rituale ebraico, la Hanukkiót. L’evento, gratuito e senza prenotazione, è promosso dalla direzione del parco e dalla sezione calabrese della Comunità ebraica, con la collaborazione del Comune di Bova Marina e della soprintendenza ABAP per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Introduce e coordina Elena Trunfio, direttrice del parco e museo di Bova Marina. Insieme al dirigente delegato della direzione regionale Musei Calabria Fabrizio Sudano, e all’archeologo Andrea Maria Gennaro della soprintendenza ABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, alla cerimonia prenderanno parte i rappresentanti delle tre principali religioni monoteiste: oltre Roque Pugliese, referente per la Comunità Ebraica, saranno inoltre presenti l’Imam Ahmed Berraou, referente Ucoli in Calabria, e l’Arcivescovo della Diocesi Reggio Calabria-Bova Fortunato Morrone. Tale partecipazione è significativa per lanciare un messaggio di fratellanza, pace e di ripudio della guerra. “Il museo di Bova Marina è la testimonianza più significativa del sincretismo religioso della Calabria, un luogo che dimostra la felice convivenza di popoli con culture differenti nei nostri territori”, ha commentato la direttrice del museo Elena Trunfio. “Alla luce del contesto internazionale è fondamentale continuare a promuovere la tolleranza e i Musei devono farsi carico di creare occasioni di condivisione e conoscenza tra le diverse culture”.
Reggio Calabria. Per le festività natalizie al museo Archeologico nazionale l’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise”: un’opera per la Pace

L’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise” degli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Per le festività natalizie il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria propone “un’opera per la pace”. Parliamo di “Blooming Skin of Brain Paradise”, un’installazione unica nel suo genere, creata a quattro mani dagli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa. Questa opera, frutto di un progetto visionario promosso da un docente d’arte e un imprenditore culturale, rappresenta un potente messaggio universale: la possibilità di creare bellezza attraverso il dialogo e la comprensione reciproca, anche in tempi di divisione e conflitti. L’iniziativa è stata realizzata a Reggio Calabria grazie alla disponibilità di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; alla volontà di Luca Perna, direttore creativo di Artshares; Ghislain Mayoud, curatore della mostra; Michele Geria, produttore della società cinematografica Baobei; e Gianluca Gargano, regista del documentario che verrà realizzato sull’opera. “Blooming Skin of Brain Paradise” unisce due mondi apparentemente distanti, fondendo tradizione e innovazione, natura e mente, per raccontare la complessità della vita e la forza dell’umanesimo.

L’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise” degli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
La Scala Monumentale Piacentini del museo Archeologico nazionale, è lo spazio perfetto per accogliere questa straordinaria opera. L’installazione, che si intreccia con i temi della pace, della diversità e dell’armonia, offre un’esperienza emozionale unica, arricchita da un accompagnamento musicale dal vivo e da un gioco di luci che valorizza sia l’opera che la bellezza del luogo. Un dialogo tra arte e territorio che trova una perfetta sintesi negli spazi del MArRC, in linea con un proficuo dialogo fra antico e contemporaneo promosso dal Museo con impegno sempre crescente. L’evento si inserisce in un più ampio progetto di promozione del patrimonio culturale e artistico della Calabria, mostrando come l’arte contemporanea possa dialogare con luoghi di grande valore storico e artistico. “Blooming Skin of Brain Paradise” diventa così non solo un simbolo di speranza globale, ma anche un’opportunità per raccontare l’identità di un territorio ricco di storia, cultura e innovazione.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale il concerto di Sergio Cammariere apre “MuseoinFest – Festival delle Arti” nell’ambito delle iniziative di “Natale al MArRC”. Il direttore Sudano: “L’obiettivo è rendere il Museo un luogo accogliente, vivace e capace di dialogare con tutti”

Sergio Cammariere, al centro tra la violoncellista Giovanna Famulari e Daniele Tittarelli alla tromba, protagonista al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Il concerto di Sergio Cammariere, sabato 21 dicembre 2024, ha aperto “MuseoinFest – Festival delle Arti”, la rassegna musicale che arricchisce il già ampio calendario di “Natale al MArRC” organizzato dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Dopo l’inaugurazione del programma natalizio con lo spettacolo di luci e le voci bianche del coro Mater Dei l’8 dicembre 2024, il museo ha offerto il primo grande appuntamento musicale della rassegna: Sergio Cammariere protagonista di una serata all’insegna della musica. L’artista – affiancato da Giovanna Famulari al violoncello e Daniele Tittarelli alla tromba – dà vita a un concerto che fonde jazz, ritmi latini e sudamericani con la sua intensa e raffinata espressività. Una performance pensata per esaltare l’armonia tra le diverse forme d’arte e per avvicinare il grande pubblico al Museo come luogo di incontro e scoperta. Il “MuseoinFest – Festival delle Arti” è un progetto che punta a consolidare la vocazione del MArRC come luogo vivo e aperto alla comunità, capace di abbracciare le molteplici sfaccettature dell’arte e creare dialoghi significativi tra le varie discipline. “Il nostro obiettivo”, dichiara il direttore Fabrizio Sudano, “è rendere il Museo un luogo accogliente, vivace e capace di dialogare con tutti, dove il patrimonio storico e archeologico possa incontrare la contemporaneità e parlare a un pubblico sempre più ampio. Eventi come questo sono fondamentali per rafforzare il legame con il territorio, trasformando il Museo in un punto di riferimento culturale e in uno spazio vivo per la comunità. Allo stesso tempo, l’obiettivo è quello di trasmettere una visione più internazionale del MArRC, come dimostra la presenza di artisti di grande rilievo, da Sergio Cammariere al gruppo gospel Vincent Bohanan & The Sound of Victory, che quest’anno arricchiscono la nostra proposta con la loro arte”.
La rassegna prosegue con il concerto del celebre gruppo Gospel americano Vincent Bohanan & The Sound of Victory – vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali – che darà seguito anche al ricco calendario natalizio e che si terrà il 26 dicembre 2024 alle 18 sempre in Piazza Orsi, offrendo al pubblico un’esperienza unica grazie alle travolgenti sonorità della musica gospel, soul e blues. E ancora, il 27 dicembre 2024 la rassegna si arricchisce con un evento che unisce letteratura e musica, tappa della VI edizione del Balenando in Burrasca Festival: il reading di Matteo Tarasco tratto dal libro La Fame, accompagnato dalle musiche dal vivo di Antonio Aprile, porterà il pubblico in un viaggio emozionante tra parole e suoni, alle ore 17:30, sempre all’interno degli spazi del Museo. Domenica 5 gennaio 2025 sarà invece la volta di “Zoé, il principio della vita”, un evento spettacolare del “Piccolo Nuovo Teatro” di Bastia Umbra, a cura del Teatro Urbano: testi suggestivi, artisti di strada, danza aerea e su trampoli, giocoleria, macchine sceniche e molto altro rappresenteranno la chiusura ufficiale di MuseoinFest – versione invernale – nella suggestiva cornice di Piazza De Nava. “Grazie all’impegno di Claudia Ventura, funzionario responsabile dell’Ufficio Valorizzazione e la collaborazione di Ruggero Pegna, per la Show Net srl, “MuseoinFest – Festival delle Arti” è un omaggio alla bellezza della musica, del teatro e delle arti performative, ma anche un’occasione per scoprire il Museo in una veste inedita e accogliente. l’obiettivo è quello di rendere il MArRC sempre più vicino al territorio e al tempo stesso proiettato in una dimensione internazionale, capace di attrarre e appassionare un pubblico sempre più vasto”.
Reggio Calabria. Al via domenica 8 dicembre “Natale al MArRC”, il programma natalizio di eventi ed iniziative del museo Archeologico nazionale
Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria promuove il programma “Natale 2024 al MArRC”, nato dalla volontà del direttore Fabrizio Sudano e dall’impegno di Claudia Ventura, responsabile dell’Ufficio Valorizzazione. Si inizia domenica 8 dicembre 2024, giornata in cui il museo sarà aperto eccezionalmente fino alla mezzanotte, per inaugurare all’insegna della cultura le festività natalizie. Alle 17, la piazza Polo Orsi del museo ospiterà il coro di voci bianche “Note Celesti” e il coro giovanile Blue Harmony dell’associazione corale polifonica “Mater Dei”, in contemporanea con l’accensione delle luci che coloreranno la facciata del museo fino al 6 gennaio. A seguire, dalle 18.30, il Babbo Natale della Giocolereggio incontrerà i bambini di tutte le età fino alle 20.30. Al contempo in terrazza, dalle 17, si terrà l’evento “Burraco Solidale” organizzato dall’associazione Ashafatima – organizzazione no profit nata nel 2012 ed impegnata nel miglioramento reale della vita delle popolazioni dell’Africa – i cui proventi verranno impiegati per attività di didattica museale solidale. L’accesso alle attività in piazza Paolo Orsi sarà gratuito; il biglietto per la visita del museo dalle 9 alle 20 avrà un costo ordinario, mentre dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23.30) avrà un costo di 3 euro. Un calendario ricco di eventi che, a partire dall’8 dicembre, coinvolgerà grandi e piccini, con attività, approfondimenti e spettacoli che accompagneranno le famiglie fino alla prima settimana di gennaio. Come ogni anno, grazie alla sinergia e la collaborazione con le realtà attive sul territorio, il museo offre a visitatori, turisti e cittadini tanti appuntamenti per vivere insieme il clima festivo e per conoscere e apprezzare le collezioni del museo. La sorpresa di quest’anno, è la collaborazione con il noto direttore artistico Ruggero Pegna con il quale il MArRC lancerà nei prossimi giorni il format “Museo in fest”, musica, animazione e spettacolo per tutte le età
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza di Carlo Rota “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia. Quale convivenza?” in collaborazione con il Laboratorio degli Annali di Storia
Mercoledì 27 novembre 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il Laboratorio degli Annali di Storia, nell’ambito dell’accordo di collaborazione scientifica sottoscritto con il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, propone la conferenza “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia. Quale convivenza?” col prof. Carlo Ruta. L’ingresso è gratuito e i posti limitati. Introduce il direttore del MArRC Fabrizio Sudano. Lo storico Carlo Ruta, direttore scientifico degli Annali di Storia, interviene su un tema complesso, quello del travaglio interetnico e interculturale nel Regnum normanno e svevo, dai due Ruggeri a Federico, nell’orizzonte di un medioevo che usciva dagli schemi. Non pochi, gli aspetti da mettere a fuoco.
Reggio Calabria. Presentato al museo Archeologico nazionale il libro “Le tre vite di Lisa” di Margherita Eichberg e Maurizio Federico che racconta la storia della figlia Elisabetta detta Lisa, adottata a 5 anni in Ucraina, morta per un trapianto di midollo sbagliato
Il dramma familiare vissuto dalla soprintendente Margherita Eichberg e dal marito Maurizio Federico al centro dell’incontro di sabato pomeriggio, 23 novembre 2024, per la presentazione del libro “Le tre vite di Lisa” (Armando editore) scritto da Margherita Eichberg, soprintendente Abap per l’Etruria meridionale, già soprintendente Abap per la Calabria, e dal marito Maurizio Federico per raccontare la storia della figlia Elisabetta detta Lisa, adottata a 5 anni in Ucraina, che per una malattia ematologica benigna, improvvisamente individuatale per un banale incidente in monopattino, è deceduta a novembre 2020 per un trapianto di midollo avventatissimo. I genitori ripercorrono nel libro la storia della loro travagliata adozione, ed affrontano a più voci gli ultimi mesi di vita della ragazza. La presentazione è stata l’occasione per parlare di volontariato, sanità, giustizia, informazione con ospiti autorevoli. Ai saluti del direttore Fabrizio Sudano sono seguiti gli interventi di Adriana Comi, associazione AGEDI odv, Giacomo Saccomanno, avvocato e giornalista e Giorgio Neri, giornalista. Alla presentazione, organizzata in collaborazione con l’associazione AGEDI e Accademia Calabra, e l’associazione L I.S.A. (Lottiamo insieme per la sanità degli adolescenti) costituita in memoria di Elisabetta, erano presenti gli autori Margherita Eichberg e Maurizio Federico.

Copertina del libro “Le tre vite di Lisa” di Margherita Eichberg e Maurizio Federico
“Le tre vite di Lisa”. Lisa, adottata in Ucraina da bambina, è morta a 17 anni a seguito di una infusione di globuli rossi AB0 incompatibili nel quadro di un trapianto di midollo osseo identificato come cura per una patologia ematologica non oncologica. In questo libro vengono raccontati i percorsi, spesso dolorosi, che i genitori hanno dovuto affrontare per esercitare un atto di altruismo, l’adozione. Generosità che la società ha poi ripagato nel più crudele dei modi, strappando loro la figlia all’epilogo di un incubo sanitario. I suoi ultimi giorni vengono rivissuti da tre punti di osservazione che nel loro insieme chiudono il cerchio di una storia che, se inserita nel contesto dei nostri giorni e di una supposta “eccellenza” sanitaria italiana, potrebbe sembrare solo frutto di fantasia.
Reggio Calabria. La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival: il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo vince il premio “Città di Reggio Calabria”
La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival che con un punteggio di 9.0 ha assegnato il premio “Città di Reggio Calabria” della prima edizione del RIFF al film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo. La proclamazione in chiusura della cerimonia di premiazione domenica 27 ottobre 2024 in Piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. A fare gli onori di casa i direttori artistici del RIFF, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, con il direttore del MArRC, che hanno tracciato il bilancio, più che positivo, di questa prima edizione, ringraziando quanti hanno reso possibile la sua realizzazione, dalle istituzioni agli sponsor, dallo staff di ArcheoVisiva al personale del museo.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà consegna il premio “Cittò di Reggio Calabria” alla regista Alessandra Cataleta, per il film “Semidei” (foto riff)

Frame del film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo
Lorenzo Daniele ha proclamato i titoli dei primi tre film che hanno riscosso il maggior consenso del pubblico: “Al terzo posto con il punteggio di 8,6, un punteggio abbastanza alto, il film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63’). Al secondo posto con un punteggio di 8,7 (quindi i decimali contano moltissimo in questi casi) il film “One big family” di Vassilis Loules (Grecia, 2022, 69’). Vince il premio del pubblico “Città di Reggio Calabria”, con il punteggio di 9.0, il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo (Italia, 2023, 94’). Il premio, realizzato dall’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria che raffigura il leprotto della monetazione greca di Rhegion, lo stesso che è stato scelto per il logo del RIFF, è stato consegnato dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, alla co-regista Alessandra Cataleta che ha commentato: “ll film Semidei ha avuto vari riconoscimenti, ma questo è il primo premio che il film Semidei vince realmente e lo vince in presenza dei protagonisti: i Bronzi di Riace. E questo mi emoziona tantissimo. Lo vince qui al museo che è la casa dei Bronzi ed è stata la casa che ha ospitato le riprese. Quindi – ha continuato – rinnovo i ringraziamenti allo staff del Museo che ci ha accompagnati durante le riprese supportandoci, sopportandoci, soprattutto cercando ovviamente di tamponare qualsiasi cosa. Perché noi eravamo attentissimi però voi siete i custodi di un tesoro, fate un lavoro di un’importanza fondante perché custodite la memoria, la memoria della possibilità che l’essere umano possa voltare le spalle a guerre e dedicarsi all’arte, a qualcosa di sublime che ci unisce tutti. Luoghi come questo sono un avamposto – volendo usare un termine in realtà belligerante – ma un avamposto di pace e di dialogo tra esseri umani. Quindi il vostro lavoro è importantissimo. E quello che voleva dimostrare, raccontare il film è anche questo attraverso la storia dei Bronzi, la storia di questo splendido territorio che abbiamo cercato di raccontare attraverso lo sguardo dei Bronzi. Porto i ringraziamenti di un reggino doc, Fabio Mollo, che mi ha trascinato in questa sua avventura, in questo viaggio così intimo nella sua terra”.
Semidei, il documentario diretto da Alessandra Cataleta e Fabio Mollo, racconta una storia straordinaria, iniziata duemila anni fa e riaffiorata nell’estate del 1972. Due misteriose statue in bronzo che rappresentano due guerrieri, riemergono dal mare che costeggia Riace Marina in provincia di Reggio Calabria. Ribattezzati i Bronzi di Riace, i due guerrieri sono riconducibili alla Grecia Antica e sono rimasti sommerse per oltre due millenni. Il documentario ripercorre, attraverso testimonianze e materiale inedito, le tappe della straordinaria vicenda ancora oggi intrisa di mistero. Le due statue si trovano nel museo Archeologico di Reggio, ad oggi gli studiosi si interrogano sull’esistenza di altri bronzi non ancora ritrovati e su diverse incongruenze che mantengono vivo l’enigma attorno ai due guerrieri a cui mancano le lance e gli scudi.

Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria (foto FB)
La prima edizione del Rhegion Film Festival è stata chiusa dall’intervento del sindaco Falcomatà. Falcomatà: Complimenti a voi per aver organizzato questa prima edizione del festival che è stato un successo di pubblico e di critica, che è andato ad arricchire un ottobre già ricco di iniziative nella nostra città. Questo testimonia quanto l’offerta culturale e turistica possa e debba essere sempre più destagionalizzata nel corso dell’anno nella nostra città. Perché la città si presta ad accogliere più iniziative durante l’anno, si presta per il suo clima per la sua voglia di vivere e respirare cultura. E questa iniziativa va esattamente in questa direzione. Naturalmente complimenti a Semidei, noi l’abbiamo apprezzato nei mesi scorsi e siamo molto orgogliosi di questo prodotto che in qualche modo racconta quella che è stata la storia dei Bronzi e raccontando la storia dei Bronzi racconta anche la storia della nostra città. Fa sempre bene recuperare la memoria di quello che è stato e soprattutto in prospettiva di quello che la nostra città può essere e può diventare. E in questo un ruolo importantissimo lo gioca il nostro museo. Io ho finito i termini per ringraziare Fabrizio Sudano per la sua attività, per quello che sta facendo non solo per il museo ma anche per la nostra città. Si dice che non basti l’esilio per definirsi poeta, mutuando un po’ questa frase noi potremmo dire non bastano le opere d’arte per definirsi museo, ed è quello che in qualche modo sta facendo il direttore insieme a tutto il suo staff: organizzare cioè delle iniziative, degli incontri che consentano ancora di più di apprezzare le opere d’arte all’interno del museo e di apprezzare la nostra città. Naturalmente noi non ci accontentiamo, sappiamo benissimo che si può fare sempre meglio, si può fare sempre di più. Proprio per questo noi sia come Comune sia come Città metropolitana siamo disponibili e contenti di poter dare una mano per la prossima edizione affinché possa essere una conferma di quanto questo tipo di iniziative possano aiutare la città a crescere e a promuovere se stessa. Perché noi abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico, culturale, archeologico e lo dobbiamo promuovere in ottica futura, in ottica di quello che davvero la città potrà diventare nei prossimi anni sfruttando tutte quelle che sono le sue unicità, le sue bellezze naturali”.

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