Giardini Naxos (Me). Al Teatro della Nike il premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos. Ecco i premiati

Sabato 5 settembre 2026, alle 19, nel Teatro della Nike (parco archeologico di Naxos) a Giardini Naxos (Me), consegna del premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos – Taormina – Valle Alcantara (Me) nell’ambito della XVI edizione di Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro. Il riconoscimento celebra personalità e realtà che custodiscono, studiano e promuovono la cultura classica e il patrimonio del mondo antico. Dopo i saluti di Adriana Pizzino, direttrice del parco archeologico Naxos Taormina; Salvatore Agatino Bosco, sindaco di Giardini Naxos; Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxos Legge; la consegna dei premi. Conduce la serata la giornalista Francesca Russo. Interventi musicali del maestro Puccio Castrogiovanni. I premiati della IX edizione saranno: Theodoros Terzopoulos, regista teatrale, fondatore e direttore artistico dell’Attis Theatre Company, ispiratore delle Olimpiadi Teatrali e Presidente del relativo Comitato Internazionale; Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e direttrice delegata di importanti istituzioni museali nazionali; il Festival dei Popoli Italici, ideato da Federico Fioravanti e dall’Associazione culturale Arché. Ritirerà il premio Letizia Rosati, assessore alla Cultura del Comune di Rieti; Giorgio Ieranò, traduttore teatrale, saggista e docente di Letteratura greca all’università di Trento, dove dirige il laboratorio di ricerca sul teatro antico “Dionysos”; tourismA – Salone Internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale, manifestazione fiorentina dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico; Francesco Muscolino, archeologo taorminese e direttore dei musei nazionali di Cagliari; Fabrizio Sudano, archeologo e direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, sede dei celebri Bronzi di Riace.
Un libro al giorno. “Il kouros di Rhegion. Recupero, restauro, valorizzazione” a cura di Carmelo Malacrino. La prima monografia dedicata al celebre kouros, nata dal restauro del 2020

È uscito per i tipi de L’Erma di Bretschneider il libro “Il kouros di Rhegion. Recupero, restauro, valorizzazione” a cura di Carmelo Malacrino. La prima monografia dedicata al celebre kouros, nata dal restauro del 2020: un intervento non solo conservativo, ma anche conoscitivo, che ha riaperto il dibattito su origine, funzione e cronologia dell’opera. Un volume corale, con il contributo di numerosi studiosi, che rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per lo studio di uno dei reperti più importanti del MArRC, spesso accostato ai Bronzi di Riace. “Un volume monografico sul kouros di Rhegion – scrive Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nella presentazione – non era ancora mai stato dato alle stampe ed è grazie a Carmelo Malacrino, il curatore di questo lavoro, che la letteratura archeologica si arricchisce di un nuovo e doveroso contributo. Il tutto prende spunto dal suo restauro, effettuato nel 2020, con un cantiere aperto al pubblico, grazie al progetto Restituzioni finanziato dalla Fondazione Intesa San Paolo. Come si vedrà, un restauro non solo conservativo ma anche conoscitivo, che ha permesso di sviluppare nuovi studi e di consolidare vecchie ipotesi su provenienza e destinazione dell’opera. Un progetto editoriale che si distingue per aver coinvolto numerosi studiosi del settore che, con gran de impegno e straordinaria competenza, hanno arricchito il volume con contributi collaterali all’oggetto di studio principale e che risultano fondamentali per inquadrarlo dal punto di vista cronologico, tipologico e tecnologico. La giusta cornice, quindi, per dare spazio a teorie utili all’identificazione e all’interpretazione del reperto archeologico forse più prezioso, insieme alla lastra con danzatrici in terracotta da Griso-Laboccetta, tra i tanti esposti al MArRC e provenienti da Reggio Calabria. Probabilmente prezioso e importante quanto gli stessi Bronzi di Riace, con i quali, purtroppo, con divide l’amaro ma forse affascinante destino di essere avvolti dal mistero. Un giovane aristocratico o un dio (Apollo?) – realizzato per il segnacolo di una tomba o per il donario in un santuario, proveniente dal settore meridionale o settentrionale di Reggio, con l’arco e la faretra o con una phiale – il nostro kouros farà ancora discutere gli studiosi. Nel frattempo, questo volume analizza con rigore metodologico il dato scientifico e la documentazione archivistica e costituisce pertanto un punto fermo e imprescindibile per il suo studio. D’altra parte, mutuando le parole pronunciate da Vittorio Sgarbi a proposito dei Bronzi di Riace, la nostra statua “avrebbe” solo 35 anni, essendo stata “scoperta” nel 1990 dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, durante un controllo di carattere tributario. Concludiamo dunque con un plauso a tutte le Forze dell’Ordine che collaborano con gli organi del ministero della Cultura e grazie alle quali possiamo ammirare, in tutto il loro splendore, capolavori come il kouros di Rhegion, sottratti definitivamente al traffico illecito di opere d’arte, nell’ambito di una quotidiana lotta contro i delitti sul patrimonio culturale”.
Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale rivoluziona l’esperienza di visita: nuovi spazi dedicati alla sosta e contenuti multimediali e immersivi, percorsi e mappe tattili, quiet room, wayfinding e nuovi pannelli informativi. Grazie all’intervento di “Potenziamento dell’accessibilità senso-percettiva culturale e cognitiva” finanziato da PNRR

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria rivoluziona l’esperienza di visita: nuovi spazi dedicati alla sosta e contenuti multimediali e immersivi, percorsi e mappe tattili, quiet room, wayfinding e nuovi pannelli informativi. Presentato nei giorni scorsi al MArRC il nuovo volto, a seguito di una profonda trasformazione, non solo fisica ma culturale, grazie all’intervento di “Potenziamento dell’accessibilità senso-percettiva, culturale e cognitiva”.
“Grazie ai lavori del PNRR – spiega Fabrizio Sudano, direttore del MarRC -, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha avuto l’opportunità di rinnovarsi. Quindi un museo nuovo, plurale, accessibile a tutti i pubblici”. E Antonino Giordano, responsabile unico del procedimento: “L’intervento di potenziamento dell’accessibilità del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è un intervento che parte da lontano, dall’epoca post-pandemia, e che si sviluppa essenzialmente in due grandi fasi. Una prima fase di ascolto dei bisogni e delle esigenze di tutti i pubblici. E una fase progettuale che ha condotto poi agli interventi che oggi hanno trasformato il museo in maniera decisamente importante”. “Partendo da quelle che sono le maggiori criticità emerse durante la fase di analisi”, interviene Elena Nicolò, progettista e direttore per l’esecuzione, “abbiamo pensato a una serie di soluzioni integrate tra loro che incidono profondamente sull’intero percorso di visita”. “L’aspetto più rilevante dell’intero processo che abbiano messo in atto – continua Giordano – è stato quello di poter conoscere le reali necessità dei pubblici e così definire un modello di museo ritagliato esattamente sulle richieste che questi pubblici hanno manifestato”.
“Abbiamo rielaborato i pannelli informativi che risultavano difficilmente accessibili alla maggior parte dei pubblici”, interviene Nicolò, “articolandoli su più livelli e rielaborandoli con un linguaggio più semplice e arricchito anche di elementi grafici. Lungo il percorso abbiamo anche inserito anche diverse aree multimediali con videoproiezioni e anche una sala immersiva che non si sostituiscono ai pannelli informativi né tanto meno ai reperti, ma contribuiscono a consentire al visitatore di approfondire alcune tematiche e, come anche le aree di sosta, a rallentare il ritmo di visita a rallentare il ritmo di visita, invitandolo a fermarsi e a osservare i reperti.
“Una scelta sicuramente di forte impatto – continua Nicolò – è stata quella di aver dotato il museo di un percorso tattilo-plantare. Un percorso che si arricchisce anche di targhe e mappe tattili e che, pur essendo nato per un pubblico specifico che è quello dei non vedenti, in realtà aiuta qualsiasi tipo di pubblico a orientarsi e a comprendere meglio gli spazi e i contenuti del museo. Un altro importante elemento di novità è la Quiet Room, uno spazio tranquillo e isolato dedicato a chi ha bisogno di allontanarsi temporaneamente dagli stimoli dl museo, come ad esempio i soggetti neurodivergenti”.
“Siamo riusciti ad offrire un’accessibilità, un’accoglienza e una inclusione a tutti i tipi di pubblici”, assicura Giordano. E Sudano: “Questo progetto ci ha dato l’opportunità di ripensare al concetto di museo contemporaneo: un museo accessibile a tutti, aperto a tutti, dove il visitatore viene, fruisce degli spazi in modo libero, consapevole, e si crea un proprio percorso. Un museo dove si può sostare, dove si può tornare, dove si può vivere in modo diverso finalmente una collezione archeologica”.
“Il museo si sta trasformando in un luogo sempre più da vivere in maniera coinvolgente e condivisa”, assicura Nicolò. E Sudano conclude: “L’accessibilità in questa prospettiva non ha riguardato solamente l’eliminazione delle barriere ha restituito un museo migliore per tutti”.

Finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 1, Componente 3 “Cultura 4.0” (Investimento 1.2), l’intervento segna una nuova tappa nella storia del museo reggino e trae origine dalle indicazioni contenute nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) del Museo, a cui si è affiancato un articolato percorso di ascolto che ha coinvolto associazioni, visitatori e portatori di interesse in modo da individuare le principali criticità e trasformarle in occasioni di miglioramento. Alla base dell’intervento vi è, dunque, una nuova idea di museo, inteso non soltanto come luogo della conservazione e della conoscenza con percorsi prestabiliti, ma come uno spazio in cui ogni visitatore possa trovare il proprio modo di entrare in relazione con il patrimonio culturale. Un’idea di museo che invita a rallentare il ritmo della visita, a sostare, osservare, ascoltare, condividere il tempo con la propria famiglia o con gli altri, lasciando che ogni visitatore costruisca liberamente la propria esperienza.

Le innovazioni introdotte non alterano l’attuale allestimento museale, ma lo integrano con strumenti, tecnologie e servizi capaci di rendere più efficace la comunicazione del patrimonio e più agevole l’esperienza di visita. Percorsi tattilo-plantari, mappe e targhe tattili, nuovi contenuti multimediali e immersivi, pannelli informativi pensati secondo differenti livelli di approfondimento, una segnaletica più chiara e intuitiva, insieme ai nuovi spazi dedicati alla sosta, uno spazio calmo/quiet room, costituiscono strumenti integrati attraverso i quali ciascuno può scegliere come vivere il Museo, secondo i propri tempi, i propri interessi e le proprie esigenze.

Il progetto rappresenta un investimento strategico che guarda al futuro del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Non costituisce un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso di miglioramento costante, orientato a consolidare un modello di museo sempre più aperto, accogliente e capace di rispondere alle esigenze, in continua evoluzione, del pubblico. Con questa iniziativa il MArRC conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale come bene comune, promuovendo un’esperienza di visita in cui conoscenza, partecipazione e accessibilità diventano elementi fondamentali della propria missione istituzionale.
Reggio Calabria. Con il concerto all’alba sulla scogliera di Capo Bruzzano al via il progetto “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito” dove i Bronzi di Riace sono al centro di un network culturale diffuso tra arte, musica e archeologia promosso dalla Regione Calabria. Ecco il ricco programma che culminerà il 16 agosto 2026, nel 54mo anniversario del ritrovamento dei due capolavori assoluti della scultura greca

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria riscrive il mito: i Bronzi di Riace al centro di un network culturale diffuso tra arte, musica e archeologia promosso dalla Regione Calabria. Non più solo un museo, ma un’intera regione che racconta il proprio patrimonio artistico-culturale attraverso i Bronzi di Riace. Da martedì 4 agosto 2026 la Calabria celebra il “Mese dei Bronzi di Riace” attraverso una serie di eventi diffusi su tutto il territorio regionale che culmineranno domenica 16 agosto 2026, nel cinquantaquattresimo anniversario del ritrovamento dei due capolavori assoluti della scultura greca. Promosso dalla Regione Calabria ai sensi della L.R. n. 19/2023, il progetto denominato “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito” segna un cambio di passo nella valorizzazione del patrimonio culturale calabrese. L’obiettivo è chiaro: trasformare i due celebri guerrieri da simbolo cittadino a motore culturale e turistico per l’intera regione, costruendo un racconto contemporaneo della Magna Grecia attraverso linguaggi artistici innovativi.
“Vogliamo costruire un’offerta integrata che, partendo dall’eccezionale valore universale dei Bronzi di Riace, accompagni i visitatori alla scoperta dei borghi, dei siti archeologici, dei musei, delle tradizioni e delle eccellenze della nostra regione, attraverso la musica, la storia, l’arte”, afferma l’assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese. “Investire sui Bronzi significa investire sull’immagine della Calabria, rafforzando la destagionalizzazione dei flussi turistici e creando nuove opportunità di crescita per le comunità locali. È una sfida – prosegue Calabrese – che affrontiamo con una programmazione condivisa, nel rispetto dei principi di concertazione e sussidiarietà previsti dalla normativa regionale, valorizzando le risorse disponibili e mettendo al centro cultura, turismo e sviluppo sostenibile”. “I Bronzi di Riace rappresentano molto più di un capolavoro archeologico: sono il simbolo dell’identità culturale della Calabria e della sua straordinaria capacità di custodire e tramandare la propria storia”, dichiara il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano. “Grazie al programma regionale per la celebrazione del “Mese dei Bronzi di Riace”, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria promuove un progetto che, attraverso eventi performativi e concertistici diffusi sull’intero territorio calabrese, intende rafforzare il legame tra il patrimonio custodito nel Museo e le comunità che lo riconoscono come parte della propria memoria e del proprio futuro. Quest’iniziativa testimonia come i Bronzi continuino a essere una fonte di ispirazione, conoscenza e partecipazione capace di generare nuove occasioni di incontro tra cultura, arte e territorio”.

Il primo appuntamento è in programma martedì 4 agosto 2026 a Bianco (RC), sulla scogliera di Capo Bruzzano. L’evento avrà inizio alle 5.30 e proseguirà, alle prime luci dell’alba, con il concerto della pianista e cantante cubana Jany McPherson, al piano e voce: un formato acustico a posti limitati, ecosostenibile e rispettoso dei siti di nidificazione della tartaruga Caretta caretta.

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si conferma il fulcro scientifico e simbolico dell’intera manifestazione, diventando il punto di partenza di una rete capillare di eventi. Spettacoli performativi, concerti e installazioni artistiche animeranno infatti i principali poli culturali, i parchi archeologici e i luoghi simbolici di tutte e cinque le province calabresi. Si tratta di un percorso itinerante e integrato che mira a incrementare l’attrattività turistica della regione Calabria, diffondere la conoscenza dell’identità della Magna Grecia, creare un sistema culturale diffuso che generi indotto economico e sociale. Interamente finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attività di promozione “Calabria Straordinaria”, il programma della prima edizione del “Mese dei Bronzi di Riace” con “Un patrimonio che vive, un territorio che racconta” parte dall’idea di un modello unitario e policentrico che troverà la sua massima espressione nell’evento del 7 agosto, durante il quale cinque luoghi della cultura calabrese si illumineranno in contemporanea.

Venerdì 7 agosto 2026, alle 21, infatti cinque luoghi della cultura calabrese, ciascuno dedicato ai Bronzi di Riace e alle figure del mito, si illumineranno in contemporanea con un programma che prevede una visita guidata gratuita, musica dal vivo e una lettura scenica. Un format pensato per raccontare l’unità culturale della regione. A Reggio Calabria (MArRC) la Senocrito Festival Orchestra eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi, solista al violino Miriam Campobasso, con la voce recitante di Letizia Trunfio. A Cosenza (galleria nazionale di Palazzo Arnone) la violoncellista Martina Biondi proporrà Solo, voce recitante Marco Silani. A Catanzaro (parco archeologico di Scolacium), l’Orchestra da camera La Nuova Verdi si esibirà con il soprano e voce recitante Angela Stella Cimbalo, diretti da Andrea Francesco Calabrese. A Vibo Valentia (Castello normanno-svevo) sarà di scena la Philharmonia Leonardo Vinci, diretta da Gianfranco Russo e Francesco Fortunato, voce recitante Giuliana Pelaggi, mentre a Crotone (fortezza di Le Castella) si terrà il concerto del Quintetto Kotron, per fiati e pianoforte, con le voci recitanti di Erika Paone e Paola Iazzolino. Un viaggio corale tra musica e narrazione per raccontare, in cinque luoghi simbolo della Calabria, la storia più affascinante e ancora avvolta nel mistero dell’archeologia italiana.
Sabato 8 agosto 2026 il Polo Museale di Soriano Calabro ospiterà Alle Origini del Mito, con la rappresentazione teatrale della Medea di Euripide, ispirata ai miti, ai personaggi e alla cultura della Magna Grecia, per la regia di Carlo Emilio Lerici.
Lunedì 10 agosto 2026 tra il museo e il parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri si snoderà Tra Uomini e Dei, un percorso narrativo in cinque tappe, di circa 20 minuti ciascuna, guidato da quattro figure mitiche: Nosside, Persefone, Zaleuco, Senocrito. Un viaggio che intreccia archeologia, musica, performance e degustazioni di prodotti del territorio, accompagnando il visitatore dal mondo degli uomini a quello degli dèi. Chiusura con il concerto del cantautore e pianista Raphael Gualazzi.
A Riace, mercoledì 12 agosto 2026 in piazza Bronzi di Riace andrà in scena Tra arte e mito, un appuntamento che valorizza una delle aree più affascinanti della costa ionica calabrese, nota in tutto il mondo per il ritrovamento dei celebri Bronzi. Un’occasione per riscoprire Riace attraverso linguaggi culturali diversi, in un’atmosfera capace di coniugare storia, identità e creatività contemporanea.

Il momento più suggestivo della rassegna arriverà il 16 agosto 2026, giorno del 54° anniversario del ritrovamento dei Bronzi, avvenuto sulla costa jonica reggina proprio il 16 agosto del 1972. In piazza De Nava a Reggio Calabria, davanti al museo Archeologico nazionale, il Premio Oscar Nicola Piovani porterà in scena Note a margine, con la facciata di Palazzo Piacentini che si trasformerà in uno spazio scenico, grazie a un sapiente gioco di luci e la proiezione delle immagini di Milo Manara. Accompagnato da Marina Cesari (sax e clarinetto), Marco Loddo (contrabbasso) e Vittorino Naso (percussioni), il compositore e pianista romano intesserà un racconto musicale in cui si intrecciano parola e musica.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale entra nel vivo il programma “Estate al MarRC”: sulla terrazza il concerto jazz di Francesco Buzzurro “Solo Guitar” a cura della Fondazione Horcynus Orca. Il direttore Sudano: “Impegno per rendere il museo uno spazio sempre più aperto, dinamico e partecipato”. Ecco tutto il programma

Dopo il coinvolgente avvio con “Musica sotto le Stelle”, che si è tenuto il 3 luglio 2026 grazie alla rinnovata collaborazione con il Conservatorio F. Cilea, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria entra nel vivo il programma Estate al MarRC 2026 con il concerto jazz di Francesco Buzzurro “Solo Guitar” a cura della Fondazione Horcynus Orca. Appuntamento mercoledì 15 luglio 2026, alle 21, nella splendida terrazza del MarRC, appuntamento speciale che intreccia musica, parole ed emozioni, in una cornice unica, per vivere il Museo in una suggestiva atmosfera serale. L’evento rientra nella programmazione estiva del MArRC ed è incluso nel biglietto d’ingresso SLIM al costo ridotto di 5 euro. Apertura straordinaria del Museo: dalle 20 alle 24. Ingresso al concerto fino a esaurimento posti.

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presenta il calendario estivo 2026, un ricco programma di eventi che accompagnerà cittadini e visitatori da luglio a settembre con concerti, conferenze, spettacoli, osservazioni astronomiche, laboratori e aperture straordinarie. La suggestiva terrazza panoramica e gli spazi espositivi del MArRC diventeranno il palcoscenico di un’offerta culturale multidisciplinare pensata per valorizzare il patrimonio archeologico e promuovere il dialogo tra arte, musica, storia e territorio. L’iniziativa conferma la vocazione del MArRC come luogo di incontro e partecipazione, capace di accogliere pubblici diversi e di offrire nuove occasioni di fruizione del patrimonio culturale, anche nelle ore serali. Molti appuntamenti saranno infatti accompagnati da aperture straordinarie fino a tarda sera, consentendo ai visitatori di scoprire le collezioni del Museo e ammirare i Bronzi di Riace e gli altri tesori esposti in un’atmosfera unica. “Con questo programma estivo”, dichiara il direttore del Museo, Fabrizio Sudano, “il MArRC rinnova il proprio impegno nel rendere il museo uno spazio sempre più aperto, dinamico e partecipato, dove il patrimonio archeologico dialoga con la musica, la ricerca, le arti e le tradizioni del territorio”.

PROGRAMMA 2026. Prestigiosi gli appuntamenti musicali, come il concerto dello Shamal Trio di Enzo Rao il 5 agosto e l’esibizione di Luca Madonia Trio il 22 agosto, curati dalla Fondazione Horcynus Orca di Messina. Ampio spazio, come ogni anno, sarà dedicato all’approfondimento culturale e scientifico. Tra gli incontri in programma figurano la conferenza dedicata al Museo d’Arte Alfonso Frangipane (17 luglio) curata dall’Associazione culturale Anassilaos; Apollo e Artemide sulle sponde dello Stretto promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria (24 luglio); la conferenza sulla Coppa di Tresilico organizzata dal Touring Club Italiano sede di Reggio Calabria (31 luglio); l’approfondimento sui monasteri greci di Stilo proposto dall’Associazione Calabria-Spagna (14 agosto) e la serata organizzata dall’Osservatorio Astronomico, che il 21 agosto proporrà una serata di divulgazione e osservazione del cielo.
L’estate del Museo sarà inoltre impreziosita da eventi speciali dedicati ai Bronzi di Riace, con l’appuntamento del 7 agosto dedicato al tema “Bronzi di Riace e il mito” e con le celebrazioni del Compleanno dei Bronzi il 16 agosto, una data simbolica per il patrimonio culturale della Calabria.
Tra gli appuntamenti dell’estate non mancheranno le giornate a ingresso gratuito promosse nell’ambito dell’iniziativa #DomenicalMuseo, previste per il 2 agosto e il 6 settembre, che offriranno al pubblico ulteriori occasioni di accesso e partecipazione alla vita culturale del MArRC. Particolare attenzione sarà rivolta alle attività partecipative con i laboratori di arte contemporanea, previsti il 17 agosto, il 31 agosto e il 7 settembre, e con ulteriori iniziative che metteranno in dialogo archeologia e linguaggi contemporanei, come lo spettacolo del 3 settembre realizzato in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca. Il calendario si concluderà con gli eventi di settembre, tra cui l’iniziativa promossa da AIPARC nell’ambito del Festival “Settembre di Demetra” il 4 settembre e la giornata dedicata alle celebrazioni mariane del 14 settembre.
Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” l’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio” per ripercorrere l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Ecco il programma

Sono trascorsi 100 anni dalla pubblicazione dei risultati emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli”, nel territorio di Drapia. La ricorrenza viene commemorata con un incontro in programma lunedì 18 maggio 2026, alle 11, nel museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria che, per l’occasione, rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 13. Si consiglia la prenotazione.

L’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio”, attraverso un momento di approfondimento scientifico e di divulgazione aperto al pubblico, intende ripercorrere, a un secolo di distanza, l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Dallo scavo emersero oltre 300 tombe, in gran parte preelleniche. Il programma dell’evento promosso dal “Vito Capialbi” prevede gli interventi di studiosi, funzionari e professionisti che, a vario titolo, hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del sito e dei materiali provenienti dagli scavi. I lavori saranno aperti dal direttore delegato della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano. Subito dopo tra le mura del castello normanno-svevo di Vibo Valentia si alterneranno: il direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, Michele Mazza; il direttore degli scavi di Torre Galli, Marco Pacciarelli; la restauratrice dei reperti provenienti dallo scavo, Marianna Musella; il funzionario archeologo della soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Francesco Parrotta; il direttore responsabile de “LaCNews24” Franco Laratta. Nel corso dell’incontro sarà tra l’altro illustrato dall’autore e proiettato in sala il documentario del fotoreporter Saverio Caracciolo, dedicato alla storia dello scavo, ai reperti e al paesaggio archeologico di Torre Galli. L’appuntamento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla necessità di costruire nuove forme di narrazione del patrimonio, capaci di coniugare rigore scientifico, tutela e divulgazione.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”
Visto il grande successo di pubblico, la mostra “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute” a cura di Sabina Albano e Fabrizio Sudano, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è stata prorogata fino al 3 maggio 2026. Con quasi 50mila visitatori, si conferma tra gli eventi di maggior richiamo nel panorama culturale degli ultimi mesi. Un’esperienza immersiva che mette in dialogo l’immaginario creativo di Versace con le radici della Magna Grecia. Un viaggio nell’estetica inconfondibile di uno dei miti della moda internazionale, che continua a conquistare il pubblico giorno dopo giorno. C’è quindi ancora l’occasione per visitarla con l’apertura straordinaria, a pagamento, del 1° maggio 2026 e dell’apertura gratuita del 3 maggio 2026 (prima domenica del mese). “Il grande riscontro di pubblico che la mostra sta registrando”, dichiara il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, “testimonia quanto il dialogo tra patrimonio archeologico e creatività contemporanea sia capace di coinvolgere e appassionare un pubblico ampio e diversificato. La proroga rappresenta un’opportunità significativa per consentire a un numero ancora maggiore di visitatori di conoscere e approfondire il legame profondo tra Gianni Versace e la sua terra d’origine, in un percorso che unisce memoria, identità e innovazione”. La giornata conclusiva della mostra, domenica 3 maggio 2026, coinciderà con l’iniziativa ministeriale di ingresso gratuito, offrendo così un’ulteriore occasione di visita e partecipazione al pubblico. La mostra continua così il suo percorso, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che mette in relazione l’immaginario creativo di Versace con le radici della Magna Grecia, valorizzando il ruolo del Museo come luogo di dialogo tra antico e contemporaneo.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, la tavola rotonda “Fondare il futuro: cultura tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria” promossa da Associazione Civita
Martedì 31 marzo 2026, alle 10, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, la tavola rotonda “Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria”, promossa da Associazione Civita, occasione per approfondire il ruolo strategico della cultura come leva di sviluppo territoriale, in dialogo con innovazione tecnologica e sistema produttivo, con un focus sulle prospettive di crescita della Calabria e del Mezzogiorno. Dopo i saluti di Domenico Battaglia, f. f. sindaco di Reggio Calabria; introduce e modera la tavola rotonda Simonetta Giordani, segretario generale Associazione Civita; intervengono Roberto Occhiuto, presidente Regione Calabria; Fabrizio Sudano, direttore museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Mario Nobile, direttore generale AgID (in collegamento da remoto); Giuseppe Zimbalatti, rettore università Mediterranea; Andrea Guglielmo, direttore relazioni esterne e comunicazione Philip Morris Italia; Elvira Brunelli, prorettrice università della Calabria; Aldo Ferrara, presidente Unindustria Calabria. Per partecipare è necessario registrarsi al seguente link:
https://www.eventbrite.com/e/fondare-il-futuro-cultura-tecnologia-e-impresa-in-calabria-tickets-1984632793109.






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