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Archeologia in lutto. È morto, a 63 anni, dopo una breve malattia, Gioacchino Francesco La Torre, uno dei più grandi archeologi italiani: prima funzionario del ministero, poi docente dell’ateneo di Messina, dove ha ricoperto vari ruoli fino a Pro Rettore

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Il prof. Gioacchino Francesco La Torre morto a 63 anni, dopo una breve malattia (foto dal profilo FB del prof. Fabrizio Mollo)

Lutto nel mondo dell’archeologia. È morto all’età di 63 anni, domenica 12 giugno 2022, Gioacchino Francesco La Torre, uno dei più grandi archeologi italiani. Si è spento dopo una breve malattia. Romano di nascita, ma adottato da Messina. Laureatosi e specializzatosi a Roma La Sapienza, si è perfezionato alla Scuola Archeologica Italiana di Atene. Dal 1989 al 2001 nei ruoli del ministero della Cultura come funzionario archeologo, ha lavorato dapprima in Abruzzo (1988) e poi per lunghi anni in Calabria (1989-2001). Nell’ateneo di Messina dal 2001 come professore associato, e poi dal 2014 come professore ordinario di archeologia classica, ha ricoperto vari ed importanti incarichi didattici, operando dal 2018 anche come prorettore alla didattica. È il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, a esprimere il cordoglio di tutta la Comunità Accademica per la scomparsa del Pro Rettore alla Didattica e Ordinario di Archeologia Classica, prof. Gioacchino Francesco La Torre. “È una grave perdita per il nostro Ateneo – ha dichiarato il Rettore – non soltanto perché perdo uno dei miei più validi collaboratori, ma perché viene a mancare uno studioso attento, rigoroso, straordinariamente bravo che lascia traccia indelebile dei suoi tanti anni di lavoro in Italia e nel mondo. Una morte che non lascia nello sgomento soltanto la famiglia, i suoi più stretti collaboratori, ma anche tutti noi che quotidianamente apprezzavamo le sue doti umane e professionali. Il suo percorso accademico, le sue ricerche, i suoi scavi, la sua perseveranza devono essere da esempio per tutti i giovani ricercatori di archeologia. Lascia un grande vuoto la sua scomparsa, ho avvertito e avverto in tutta la Comunità Accademica il grande affetto e la grande stima che meritava”.

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Il prof. Gioacchino Francesco La Torre, docente di Archeologia classica e Pro Rettore per la Didattica all’università di Messina (foto dal profilo FB del prof. Fabrizio Mollo)

Toccante il ricordo del prof. Fabrizio Mollo, docente di Archeologia classica all’università di Messina. “Trovare la forza di scrivere è davvero complicato in questo momento. Ho sofferto in silenzio per giorni, sperando e pregando con tutte le mie forze. Adesso prevale il dolore ed un forte senso di smarrimento. Ti ho conosciuto nel 1993, ancora studente: in questi 29 anni mi hai letteralmente preso per mano, insegnandomi tutto. Sei stato un grande maestro: mi hai insegnato il mestiere dell’archeologo, a fare ricerca, ad essere speculativo, ad andare in profondità, a vedere le cose in prospettiva. Sei stato un modello per me, da ogni punto di vista. Mi sono nutrito del tuo esempio, ho osservato i tuoi comportamenti e ne ho fatto tesoro. Abbiamo condiviso tantissime esperienze lavorative: gli anni calabresi (1989-2001) sono stati esaltanti. Hai trasformato il Tirreno cosentino in un modello di studio e di ricerca, lavorando in lungo e largo ed effettuando ricerche straordinarie. Ricordo gli anni di Temesa (Imbelli, Campora, Serra Aiello, Principessa), un ventennio di scoperte strabilianti a Tortora (l’abitato del Palecastro, le necropoli, il Mausoleo), sensazionali e memorabili imprese di scavo, nottate a fare da ‘guardiani’ alle tombe ricchissime in corso di scavo, parlando per ore e ore di archeologia, di politica, di calcio di cui eravamo grandi appassionati (io juventino sfegatato e tu antijuventino). E poi la passione condivisa per il tennis che ci portava a giocare partite lunghissime a Tortora, a Cetraro, a Serra Aiello, a Porto Empedocle. Dappertutto, purché ci fosse un campo: tanto vincevi sempre tu, eri il più bravo, come in tutto il resto. Abbiamo scavato a Cirella, a Laos, a Belvedere, a Cetraro, ad Acquappesa. E poi ancora musei allestiti (Tortora, Cetraro, Licata), parchi archeologici realizzati, convegni organizzati. Io ero sempre lì a seguirti, ad imparare, ad aiutarti, a nutrirmi del tuo sapere. Dal 2001 sono arrivati gli anni all’università di Messina; ho iniziato a collaborare con te dal 2003, lavorando a Tripi e a Licata, per anni. Dal 2011 siamo diventati colleghi e abbiamo continuato a collaborare, iniziando nel 2014 le ricerche a Skotoussa, in Grecia (il tuo sogno si era realizzato). Sono stati trent’anni di condivisione, di gioie, di fatica e di sudore, di grandi sacrifici e di grandi soddisfazioni e di grandi risultati. Sei stato un grande maestro, un grande ricercatore. Sereno, pacato, autorevole, ironico, risoluto, votato naturalmente ad insegnare agli altri, coinvolgente quando parlavi, hai costituito un esempio per tutti, allievi, colleghi, amici, dall’alto della tua specchiata moralità. Un esempio per la tua onestà, per la tua correttezza, per la tua disponibilità. Una guida, una bussola. Sei stato uno dei più grandi archeologi In Italia e non solo, un grande maestro per generazioni di studiosi, per chi come me ha avuto il privilegio di condividere con te tante ricerche. Per me sei stato soprattutto un grande amico e in questi anni ho condiviso con te tantissimi momenti belli. A casa nostra sei stato sempre di famiglia, i miei figli ti chiamavano sin da piccolissimi affettuosamente ‘Zio Francesco’ e tu, tenerissimo, eri sempre gentile e premuroso con loro. Tante volte ti ho ripetuto che una vita non sarebbe bastata per manifestarti la mia gratitudine per tutto quello che mi avevi dato; purtroppo sono ancora tuo debitore e non potrò onorare sino in fondo la mia promessa. Io proverò a proseguire nel solco del tuo insegnamento. Mi mancherai tanto, davvero tanto. Non sarà facile ripartire. Ma io continuerò a pregare per Te, senza sosta. Chi rimane all’ombra di uomini di tale levatura non può che indegnamente provare a portare avanti il testimone per onorarne e perpetrarne il magistero scientifico e morale”.

Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale quarto appuntamento in sinergia col Touring Club Italiano. Fabrizio Mollo sull’importanza dell’area dello Stretto tra l’età ellenistica e la prima età imperiale. Accesso alla terrazza con il Green Pass

Per le Notti d’estate al MArRC, locandina dell’incontro con Fabrizio Mollo sulla storia dello Stretto

“Mobilità sociale e relazioni commerciali tra le due sponde dello Stretto tra età ellenistica e prima età imperiale” è il tema del quarto appuntamento di “Notti d’Estate al MArRC” giovedì 29 luglio 2021, alle 21: la conferenza del professor Fabrizio Mollo, organizzata in sinergia con il Club di Territorio del Touring Club Italiano, rientra tra le iniziative promosse dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la programmazione estiva con le aperture serali del MArRC. Il Mare nostrum torna dunque con la conferenza di Mollo, volta a far conoscere al pubblico l’importanza dell’area dello Stretto tra l’età ellenistica e la prima età imperiale. La conferenza sarà introdotta da Francesco Zuccarello Cimino, console per Reggio Calabria del Touring Club Italiano. “Ogni serata sulla terrazza del Museo è una festa della cultura”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Arte, musica, scienza e letteratura vengono declinate ogni volta in eventi sempre diversi, ricchi di mille suggestioni. Con il Touring Club Italiano di Reggio Calabria sono attive da molti anni iniziative volte a favorire la cultura e il dibattito su temi del territorio e del paesaggio – continua Malacrino -. E, dopo mesi di chiusura, in queste settimane si è registrato grande interesse da parte del pubblico e degli appassionati di arte e archeologia per gli eventi estivi, ma anche per le ricche collezioni esposte al Museo. Alle quali si aggiunge ora la suggestiva mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”, allestita nello spazio di piazza Paolo Orsi. Pur mantenendo alta l’attenzione verso i rigidi protocolli di sicurezza, siamo fiduciosi di poter tornare presto alla normalità – conclude il direttore -. Reggio e la Calabria hanno sete di socializzazione, serenità e cultura. E noi, per le celebrazioni del prossimo anno, siamo già pronti a promuovere i Bronzi di Riace come simboli del Mediterraneo”. Il Museo sarà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30) e a partire dalle 20 il costo del biglietto sarà di soli 3 euro. A partire dalle 20.30 si potrà accedere anche in terrazza. I protocolli di sicurezza impongono ai visitatori il distanziamento e l’uso del gel disinfettante e della mascherina negli spazi chiusi, nonché il possesso del Green Pass per la partecipazione agli eventi serali all’aperto sulla terrazza. Tutte le info sul sito www.museoarcheologicoreggiocalabria.it.

“Timeless – Attualià dell’antico”: ciclo di incontri al museo Archeologico di Crotone e a quello di Capo Colonna per comprendere la contemporaneità dell’antico

La locandina della rassegna “R…estate al Museo 2019. Timeless – attualità dell’antico”

“Timeless – Attualità dell’antico” è il titolo delle conversazioni estive organizzate dal Polo museale della Calabria al museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone) e al museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone) dal 16 luglio al 27 agosto 2019 per la rassegna “R…estate al museo 2019” che coinvolgeranno il pubblico su varie dimensioni dell’antico. Gli incontri ci aiuteranno a riflettere, a partire dal primo che si tiene il 16 luglio 2019 con il prof. Francesco Cuteri, che illustrerà aspetti della Grecità ancora connaturati alla Calabria: “Tra Calabria e Monte Athos. Storie di monaci ed eremiti”. Nel secondo incontro (il 23 luglio) con Francesco Scarpino di Blu Ocean e Gregorio Aversa archeologo, saranno giustapposti argilla e plastica nelle loro differenti ma non difformi funzioni e nei risvolti pratici, dall’antichità ad oggi: “Clay vs plastic: terracotta e plastica a confronto”. E grazie alle fotografie del contest a Capo Lacinio (“Le storie del Lacinio”) i diversi scatti costituiranno nuove visioni delle vestigia greche, ma soprattutto del suo contesto legato a natura, paesaggio, antropologia. In calendario il 10 agosto, con “Il Lacinio sotto le stelle”, è l’osservazione dei cieli guidata da due esperti planetaristi, Alberto Vega e Piero Devono, prima al planetario presso l’Istituto Tecnico Nautico poco fuori città e poi a Capo Colonna, mentre martedì 20 ci sarà una gustosa sorpresa presso il museo di via Risorgimento: il prof. Fabrizio Mollo e lo chef Antonio Montesanti su “Dal mare alla tavola. Metodi di pesca e consumo del pesce ieri e oggi”; e, infine, il 27 agosto con l’archeologa Anna Rotella un’importante riflessione sul passaggio dal collezionismo all’istituzione museo: “Dal collezionismo alla storia. L’archeologia, Vito Capialbi e gli altri”.

“Il Polo museale della Calabria, che ha come mission la valorizzazione dei beni culturali attraverso l’interscambio con il territorio”, spiega il direttore Antonella Cucciniello, “in questo periodo estivo propone così di vivere le sedi museali come luogo di approfondimento per capirne meglio il patrimonio materiale, iconografico, archeologico e, soprattutto, culturale che essi custodiscono. Si cercherà di evidenziare l’attualità di alcuni aspetti peculiari che caratterizzano la nostra regione e di attualizzare quel che appare lontano nel tempo, ma è invece vicino nel quotidiano e sempre vero perché, appunto, timeless. Confrontarsi con l’antico significa, infatti, anzitutto fermarci a riflettere sui nostri fondamentali, per arrivare a comprendere che tutto è contemporaneo: ciò che è stato, che era, è ancora oggi. Vi aspettiamo quindi numerosi in questo percorso attraverso l’antico per capire meglio il contemporaneo, nello spazio del territorio crotoniate ma non solo, in una dimensione senza tempo”.

“Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, ciclo di incontri a Capo Colonna

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Gregorio Aversa, direttore del museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna

Agosto dedicato alla scoperta dei musei e dei parchi archeologici calabresi. Dal 1° al 22 agosto 2017 al museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, che per l’occasione rimarrà aperto al pubblico fino alle 23, si terrà il ciclo di incontri “Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, promossi dal museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna in collaborazione con il comune di Crotone. L’iniziativa nasce dalla volontà di presentare e valorizzare alcuni tra i vari presidi archeologici della Calabria che conservano resti di grande valore forse non ancora abbastanza conosciuti. Parteciperanno a questa importante proposta mirata alla conoscenza e alla promozione dei tanti tesori che contraddistinguono la Calabria alcuni esperti del settore. Ecco il ricco programma. 1° agosto 2017, ore 18.30: incontro con Adele Bonofiglio, direttore del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, del museo Archeologico nazionale di Amendolara e del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia. 8 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Maria Cerzoso, direttore del museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. 18 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Fabrizio Mollo, curatore scientifico e allestimento del museo di Blanda di Tortora e curatore allestimento del museo dei Brettii e del Mare di Cetraro. 22 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, del  Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, del museo e parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina e del museo Archeologico di Metauros di Gioia Tauro.