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Il parco archeologico dei Campi Flegrei ripropone allo stadio di Antonino Pio di Pozzuoli gli “Eusebeia. Giochi in memoria di Adriano”, gli antichi agoni “alla greca” istituiti dall’imperatore Antonino Pio: week end di teatro, letteratura, musica, sport e rievocazione storica

Lo stadio dell’imperatore Antonino Pio a Pozzuoli (foto pafleg)

Li aveva istituiti l’imperatore Antonino Pio nello stadio omonimo, in onore del suo predecessore Adriano. Sono gli Eusébeia, gli antichi agoni “alla greca”, che si svolgevano con cadenza quinquennale. Al pari dei Capitolia e dei Sebastà, gli Eusébeia facevano parte dei grandi agoni di età imperiale che, in Italia, si svolgevano unicamente a Roma, a Napoli e a Pozzuoli, sole tappe occidentali di quei giochi atletici alla greca che si svolgevano in Grecia e in Asia Minore. Il concorso comprendeva gare atletiche (corsa, lotta, pugilato, pancrazio) e gare artistiche (poesia e musica): a sfidarsi atleti ed artisti provenienti da vari luoghi del Mediterraneo, di cui nomi e vittorie sono ricordati dalle fonti epigrafiche e letterarie. I giochi puteolani furono istituiti appunto da Antonino Pio per celebrare la memoria del padre adottivo, l’imperatore Adriano, che, morto a Baia nel 138 d.C., venne provvisoriamente seppellito, come ci raccontano le fonti, nella villa di Cicerone, sui cui giardini Antonino fece costruire lo Stadio, un grande monumento alla greca, per onorare quell’amore per la grecità di cui Adriano era pervaso.  

Locandina di “Eusebeia. Giochi in memoria di Adriano” allo stadio di Antonino Pio di Pozzuoli

Dopo diciotto secoli al parco archeologico dei Campi Flegrei tornano gli “Eusebeia. Giochi in memoria di Adriano”.  Dal 23 al 25 luglio 2021 lo stadio di Antonino Pio di Pozzuoli sarà protagonista di un week end di teatro, letteratura, musica, sport e rievocazione storica grazie all’associazione Amartea che ha organizzato l’evento insieme al Parco. Per la prima Edizione della rassegna, che avrà cadenza annuale, la tre giorni prevede un programma che volutamente gioca sul filo della memoria e della risonanza evocativa. Il week end inizia con una trasposizione teatrale di “Memorie di Adriano” di Maurizio Scaparro, già interpretata da Giorgio Albertazzi alla inaugurazione dello scavo. La pièce, che dà corpo alla famosa opera di Marguerite Yourcenar, torna il 23 e 24 luglio 2021, alle 21.30, nel nuovo allestimento voluto dal regista, coadiuvato da Ferdinando Ceriani, che rilegge anche da angolazioni nuove e diverse la storia dell’Imperatore a cui darà voce e corpo, in una sua personalissima interpretazione, uno dei più grandi attori italiani, Pino Micol. Sabato 24 luglio 2021, alle 18.30, avrà luogo una suggestiva rievocazione storica in costume. Gli spettatori potranno rivivere gli Eusebeia immedesimandosi nel pubblico dell’epoca che assisteva ai giochi atletici e artistici. La rievocazione, sul filo della narrazione, sarà messa in scena dalle associazioni Romanitas, Legio Secunda Parthica Severiana, Simmachìa Ellenon e Lvdi Scaenici. Domenica 25 luglio 2021, alle 19, la rassegna prosegue con un incontro letterario con Giorgio Manacorda, che converserà con Luciano Scateni, Mario Rovinello, Bruna D’Ettorre, delle sue più recenti opere di poesia e prosa e dei suoi rapporti con Pier Paolo Pasolini. La serata si concluderà alle 21.30 nel nome dello sport e della musica, essenza stessa degli Eusebeia, con il concerto Marathon Movie Concert, eseguito dal Brother’s Quartet del Collegium Philarmonicum. Una vera e propria “maratona” di colonne sonore della filmografia sportiva e non, con arrangiamenti musicali del maestro Carlo Mormile al pianoforte, Francesco Salime al sax, Mario dell’Angelo al violino ed Enrico Mormile voce. Precederà il concerto un omaggio alle Olimpiadi di Tokyo e al valore dello sport, con ospiti testimonial campani dello sport nazionale, quali Franco Porzio (pallanuoto), Gianni Maddaloni (judo), Pasquale Marigliano (canottaggio), Massimo Antonelli (basket), Sergio Roncelli (presidente CONI Campania).

Lo stadio di Antonino Pio a Pozzuoli (foto pafleg)

“Lo stadio di Antonino Pio di Pozzuoli è uno dei luoghi simbolo del nostro territorio”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, “un’eccezionale testimonianza archeologica, uno dei pochissimi stadi antichi conservati al mondo. È anche luogo della memoria dove cercare e trovare il ricordo di vicende antiche legate a nomi importanti della storia romana come l’imperatore Antonino Pio e il suo predecessore Adriano. Il Parco ha voluto recuperare quella memoria proponendo la prima edizione degli Eusebeia, un’occasione per vivere e comprendere quel luogo con la mente protesa verso l’antico e lo sguardo rivolto all’espressione artistica contemporanea. È l’inizio di una nuova avventura che ci accompagnerà per i prossimi anni e che porterà il nostro territorio a essere sempre più inserito in circuiti di valorizzazione internazionali”. E Fiammetta Miele, responsabile di Amartea: “Con gli Eusebeia la nostra associazione porta a termine il proprio impegno per la valorizzazione della Cultural Heritage campana, che è partito dal recupero degli Isolympia – Giochi Isolimpici Partenopei istituiti da Augusto, è proseguito con la Lampadedromia, la corsa con le fiaccole in onore di Partenope e si completa con i Giochi in onore di Adriano, in vista di un più ambizioso programma che coinvolgerà altre città greche e magnogreche, in un Circuito degli Antichi Agoni della Magna Grecia”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre il nuovo percorso “La Piana Campana, una terra senza confini” che è anche un laboratorio di ricerca sulla Campania antica. Anticipazioni sull’allestimento. Prima della presentazione, tavola rotonda in diretta on line sul progetto espositivo

Anteprima delle fasi di allestimento del nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Archeologi e restauratori al lavoro, vetrine che riprendono vita, sguardi di pietra emersi da scaffali pieni di tesori: al museo Archeologico nazionale di Napoli prosegue il work in progress per l’allestimento delle sale dedicate a “La Piana Campana, una terra senza confini”. Ottocento reperti, nella maggior parte provenienti dai depositi e sottoposti ad interventi di restauro, saranno presentati venerdì 16 luglio 2021 alle 12: l’esposizione, che si collega al percorso di ricerca della mostra “Gli Etruschi e il MANN”, abbraccia un arco temporale tra l’Età del Bronzo ed il III sec. a.C. Il percorso espositivo “La Piana Campana. Una terra senza confini” sarà visitabile dal 16 luglio 2021. Si articola in due sale: la prima dedicata al territorio, la seconda incentrata sulle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Uno dei reperti recuperati dai depositi, studiati e restaurati per il nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Non solo un nuovo itinerario di visita per l’offerta culturale del nostro istituto, ma anche un progetto inteso come laboratorio di ricerca permanente sulla Campania antica: il Mann si pone al centro di un itinerario condiviso con altre istituzioni, tra cui la direzione regionale musei della Campania, la Regione Campania, la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio- SABAP del Comune di Napoli, la SABAP per l’area Metropolitana di Napoli, la SABAP di Caserta e Benevento, con cui sono stati sottoscritti due protocolli d’intesa, il parco archeologico dei Campi Flegrei; stabilita anche una rete scientifica con la Saint Mary’s University (Canada). Focus, dunque, su storia e cultura dell’area compresa tra la città di Napoli ed i confini con il Lazio: Carinaro, Gricignano, l’antica Cales, Capua e Cuma sono soltanto alcuni dei centri raccontati dal nuovo allestimento del Mann.

Anteprima delle fasi di allestimento del nuovo percorso “La Piana Campana” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto livia pacera)

Prima della presentazione venerdì 16 luglio 2021, dalle 9.45 in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Museo, sarà in programma una tavola rotonda con i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, per approfondire le caratteristiche del progetto allestitivo, curato da Paolo Giulierini, Emanuela Santaniello e Mariateresa Operetto, con una prospettiva rivolta agli sviluppi futuri. Parteciperanno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Rosanna Romano (direttore generale Politiche culturali e turismo della Regione Campania), Marta Ragozzino (direttore regionale Musei Campania), Luigi La Rocca (soprintendente SABAP per il Comune di Napoli), Teresa Elena Cinquantaquattro (soprintendente SABAP per l’Area Metropolitana di Napoli), Mario Pagano (soprintendente SABAP Caserta e Benevento) e Fabio Pagano (direttore parco archeologico dei Campi Flegrei). Prevista una lectio del prof. Stefano De Caro. L’organizzazione è di Electa. 

Pozzuoli. All’Anfiteatro Flavio al via la rassegna di incontri “Anfiteatri Contemporanei. Dialoghi dentro e intorno al monumento”: il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano dialoga con i responsabili di musei e parchi archeologici

Nell’ambito del nuovo percorso espositivo “Proiezioni”, inaugurato all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli il 20 maggio scorso e visitabile fino al 26 settembre prossimo, parte la rassegna di incontri “Anfiteatri Contemporanei. Dialoghi dentro e intorno al monumento”. Il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano dialogherà con i direttori e le direttrici di musei e parchi archeologici che tutelano alcune delle arene romane più belle e importanti al mondo. “Proiezioni” è un percorso espositivo e multimediale organizzato in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli, in stretta connessione con la mostra “Gladiatori”. L’esibizione propone un racconto dei luoghi fondato sulla fusione delle suggestioni e delle informazioni veicolate da media diversi e complementari: forme scolpite del marmo, riproduzioni digitali, evocazioni sonore. (vedi Pozzuoli. All’Anfiteatro flavio il parco archeologico dei Campi Flegrei ha aperto il nuovo percorso espositivo “Proiezioni”, in stretta connessione con la mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: tra le arcate tornano le sculture originarie, nei sotterranei i gladiatori diventano suggestioni sonore e visive | archeologiavocidalpassato). Questo il calendario degli eventi: 15 luglio 2021, ore 18: Fabio Pagano dialoga con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; 22 luglio 2021, ore 18: Fabio Pagano dialoga con Federica Rinaldi, archeologa del parco archeologico del Colosseo; 29 luglio 2021, ore 18: Fabio Pagano dialoga con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; 9 settembre 2021, ore 18: Fabio Pagano dialoga con Marta Ragozzino, direttrice regionale Musei Campania e Ida Gennarelli, direttrice del museo Archeologico dell’antica Capua, del Mitreo e dell’anfiteatro Campano. Gli incontri si terranno alle 18 nei sotterranei dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli a cui, tenendo conto dell’emergenza epidemiologica in corso, si accederà con ingresso contingentato. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il parco archeologico dei Campi Flegrei per la Notte europea dei Musei apre l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (proiezioni sui gladiatori) e il museo Archeologico al castello di Baia (con presentazione della Rivista del Parco). Al mattino visita con speleologi alla Terme Ipogee di Baia. Orario prolungato al Macellum di Pozzuoli

Anche il parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce alla Notte europea dei Musei. Sarà possibile, nella serata del 3 luglio 2021, accedere straordinariamente al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. I siti resteranno aperti al costo simbolico di 1 euro. Tutte le info sui percorsi e le modalità di prenotazione su www.pafleg,it

Proiezioni all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli per la Notte dei Musei (foto pa-fleg)

Chi intende visitare l’Anfiteatro puteolano, potrà godere di un suggestivo percorso “al buio” nei sotterranei della nota arena romana. I visitatori saranno muniti di torcia e potranno passeggiare negli spazi ipogei dove i gladiatori attendevano prima di entrare in azione nell’arena. E a proposito di gladiatori qui è allestita una parte del nuovo percorso espositivo Proiezioni. I gladiatori armati diventano una viva presenza attraverso le immagini visualizzate da monitor a tutta altezza, mentre un tappeto sonoro evoca ciò che verosimilmente doveva percepire chi all’epoca si fosse addentrato in quegli ambienti: versi di animali che nelle gabbie attendevano di essere issati nell’arena per i combattimenti, rumore di spade che venivano affilate nelle fasi preparatorie degli scontri, il clamore della folla che era sugli spalti e, infine, il sottofondo musicale che accompagnava  con i suoi ritmi cadenzati lo svolgimento dei giochi. I visitatori potranno ammirare anche due plastici dell’Anfiteatro, oggetto di un recente intervento di recupero e sistemazione. Sono previsti 8 ingressi da 20 visitatori, uno ogni 20 minuti con primo ingresso alle 21 e ultimo ingresso alle 23.20. Il costo d’ingresso è di 1 euro (restano valide le gratuità in essere). Prenotazione obbligatoria sul sito di Coopculture.

La piazza d’Armi del Castello di Baia illuminata per la Notte dei musei (foto pa-fleg)

Coloro che invece sceglieranno il Castello di Baia potranno vedere illuminata, oltre che la terrazza, la sala dedicata al Rione Terra. Sarà una anteprima del nuovo sistema di illuminazione che riguarderà tutto il percorso museale che verrà portato a termine entro l’anno. Sarà presentato contemporaneamente il primo volume di “Puteoli Cumae Misenum. Rivista di Studi e Notiziario del Parco archeologico dei Campi Flegrei” edita da Valtrend e disponibile in tutte le librerie e store online dal 27 giugno 2021. La presentazione avverrà alle 21 sulla piazza d’armi del Castello alla presenza del direttore Fabio Pagano e del prof. Giuseppe Camodeca, condirettore scientifico insieme a Pagano della rivista. L’ingresso sarà consentito a partire dalle 20 per un massimo di 30 persone ogni 15 minuti. Ultimo ingresso alle 22.15. Il costo d’ingresso è di 1 euro (restano valide le gratuità in essere). Prenotazione obbligatoria sul sito di Coopculture.

La Notte dei Musei sarà anticipata da un’opportunità eccezionale. Sabato 3 luglio 2021, alle 10 e alle 15, sarà possibile visitare le Terme Ipogee all’interno della Sezione della Sosandra nel parco archeologico delle Terme di Baia. L’edificio rappresenta un bagno romano scavato all’interno della collina, per captare il massimo calore del naturale vapore curativo per cui era famosa Baia. Un gruppo di speleologi dell’associazione Cocceius, che da anni collabora con il Parco, accompagnerà i visitatori alla scoperta di questo nuovo ambiente sotterraneo. Sarà inoltre prolungato l’orario di apertura del Macellum di Pozzuoli, di recente riaperto al pubblico grazie all’attivazione del partenariato pubblico-privato sottoscritto dal Parco con l’ATI Macellum, che chiuderà alle 21.

Parco sommerso di Baia. Apre un nuovo percorso di visita subacquea: “Il percorso delle Colonne” che attraversa l’antico Portus Iulius, voluto da Augusto, con edifici costruiti in 400 anni di storia

La mappa del “Percorso delle Colonne” nella zona B del parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

Da mercoledì 30 giugno 2021 è aperto al pubblico, attraverso i diving e gli operatori autorizzati, il nuovo percorso per subacquei, snorkelisti e canoisti che attraverserà l’antico Porto Giulio, ossia il grande complesso voluto da Augusto per lanciare Roma alla conquista del Mediterraneo. Le strutture, oggi sommerse tra i due e i cinque metri, a causa del bradisismo tipico dei Campi Flegrei, facevano parte del grande quartiere industriale e commerciale dell’antica Pozzuoli, la famosa “ripa puteolana”. Si tratta della sezione più vicina al collegamento creato tra il mare e il lago Lucrino per l’accesso alle imbarcazioni che, provenienti soprattutto all’Egitto e dall’Oriente, scaricavano qui le loro merci destinate al mercato di Roma. Nel porto avrebbero trovato decine di magazzini, che da oggi saranno visibili nelle loro infinite sequenze.

Colonne e reperti si possono ammirare nel nuovo “Percorso delle Colonne” nel parco sommerso di Baia (foto pasquale vassallo / pa-fleg)

Ma il percorso di visita mostrerà molto di più: è stato chiamato infatti Il Percorso delle Colonne, per i moltissimi resti di fusti, sia in marmo che in stucco, che dominano il percorso. Questo inizia con una selva di murature tra cui è facile perdersi. La motivazione è semplice: ciò che oggi si può osservare è il frutto della sovrapposizione di più edifici costruiti in almeno 400 anni di storia. Tali sovrapposizioni hanno modificando completamente funzione e orientamenti degli edifici. Oltre a nuove necessità, è probabile che ciò sia accaduto, come visto a Baia, per il bradisismo, attivo allora come oggi: l’abbassamento della superficie asciutta deve aver costretto ad alzare il livello dei pavimenti, per bloccare l’accesso dell’acqua, in particolare in questi tratti racchiusi allora tra mare e lago. Tra questi resti spiccano subito alla vista una sequenza di grandi colonne crollate in marmi colorati, facenti probabilmente parte della decorazione dell’ultimo edificio qui costruito: un grande vano semicircolare affacciato verso il canale, di cui non conosciamo la funzione, ma di cui riconosciamo l’imponenza, che poteva essere ammirata dalle navi che entravano dal canale.

Mosaici preziosi affiorano dal fondo del mare nel “Percorso delle Colonne” nel parco di Baia sommersa (foto pasquale vassallo / pa-fleg)

“Dopo mesi di ricerca, studio e preparazione tecnica”, dichiara il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, “siamo in grado di offrire una nuova esperienza di visita nella storia e nell’archeologia flegrea nella sua dimensione più tipica: quella subacquea. Il nuovo percorso di visita dedicato al Portus Iulius consente un tuffo, nello spazio e nel tempo, verso i luoghi dove si è animata quella vitalità economica, sociale e umana che ha reso Pozzuoli il grande porto di Roma e la sua porta spalancata verso il mondo”. Tutto il percorso, della durata di circa 50 minuti, è adatto sia ai sub più esperti, ma anche a giovanissimi snorkelisti. Tutte le info sul nuovo percorso, la sua storia e sulle modalità di prenotazione sono sul nuovissimo sito del Parco sommerso: www.baiasommersa.beniculturali.it e sul sito del Parco archeologico dei Campi Flegrei www.pafleg.it.

Lo specchio d’acqua sopra l’antico Portus Iulius nella zona B del parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

L’attività messa in atto dal parco archeologico dei Campi Flegrei intende continuare il percorso di ricerca avviato già dallo scorso anno su tutta questa importantissima area, ossia la zona B del Parco sommerso di Baia. Oltre alla più nota e frequentata zona A, il quartiere di ricche residenze attorno a Punta dell’Epitaffio, la continuità dei resti sommersi dal bradisismo prosegue ininterrotta verso il porto di Pozzuoli, con questo grande nucleo appena riaperto presso il canale d’ingresso del Portus Julius.

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Aperto il nuovo sito web del parco sommerso di Baia di divulgazione, promozione e gestione delle prenotazioni per la visita a una delle aree marina protette più importanti al mondo

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Gli straordinari resti dei palazzi romani nel parco archeologico sommerso di Baia, come appaiono da una visione aerea (foto Marcello Adamo)

Il parco sommerso di Baia ha attivato ieri, 24 maggio 2021, un nuovo sito web (www.parcosommersobaia.beniculturali.itcampi-flegrei_giornata-europea-dei-parchi_logo), un portale innovativo di divulgazione, promozione e gestione delle prenotazioni per la visita a una delle aree marine protette più importanti al mondo. Sono proprio il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano e l’archeologo Enrico Gallocchio a presentare con un video il nuovo sito web. “Nella giornata Europea dei Parchi abbiamo voluto inaugurare una nuova vetrina virtuale per il nostro Parco sommerso di Baia”, dichiara il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano. “Un nuovo sito web dove navigare per conoscere meglio l’archeologia di Baia sommersa, le attività di ricerca e valorizzazione del Parco e dove trovare tutte le informazioni per programmare la propria personale esperienza di visita”. Ed Enrico Gallocchio, archeologo del Parco sommerso: “A Baia abbiamo iniziato un percorso ambizioso, e con questo sito web diamo la possibilità a tutti di conoscere meglio il Parco sommerso. Per una visita virtuale che speriamo diventi per tutti reale”. Il sito è stato realizzato dall’agenzia napoletana KOI Strategie Digitali srl, leader nella realizzazione di prodotti digitali per le istituzioni culturali e con la collaborazione di Naumacos Underwater Archaeology and Technology per i contenuti e la presentazione.

Mappa dell’area archeologica del parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

Il sito ha una interfaccia molto intuitiva ed è diviso in sezioni che ne facilitano la navigazione. La sezione informativa contiene notizie sulla storia del Parco, sui percorsi archeologici disponibili per le visite e sulla biologia dell’area che sottolinea l’unicità del connubio tra murature antiche e ambiente sottomarino. La sezione più attiva del sito sarà quella dedicata alle  news  che consentirà agli utenti di rimanere sempre aggiornati sullo stato del Parco sommerso dopo le immersioni fatte dal personale specializzato. Importante sezione è quella relativa alla mappa interattiva dei punti di immersione con relativa  infografica che consente, per ogni punto, di visualizzare la scheda tecnico/informativa a cui sarà presto affiancato il relativo filmato in ripresa subacquea. La sezione chiave è sicuramente quella dedicata all’organizzazione delle visite. Qui sono illustrati i percorsi disponibili e gli operatori turistici operanti nel Parco (diving per le immersioni, barche col fondo trasparente, canoe e kayak), presentati con apposita e approfondita schede informativa.  Selezionando uno degli operatori è possibile avere tutti i contatti necessari per organizzare al meglio la visita in base alle proprie esigenze e capacità.

Il portale contiene poi una sezione multimediale che comprende, al momento, un video con una vista spettacolare sulla città sommersa attraverso le riprese del drone e una visita virtuale a 360° realizzata nelle sale del museo Archeologico dei Campi Flegrei all’interno del Castello aragonese di Baia dove è stato ricostruito il Ninfeo Sommerso dell’imperatore Claudio con le statue e i reperti che vi appartenevano.  A breve, nella stessa modalità, sarà realizzato il video subacqueo  a 360° per la visita in versione sottomarina.

Pozzuoli. All’Anfiteatro flavio il parco archeologico dei Campi Flegrei ha aperto il nuovo percorso espositivo “Proiezioni”, in stretta connessione con la mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: tra le arcate tornano le sculture originarie, nei sotterranei i gladiatori diventano suggestioni sonore e visive

Il percorso della mostra “Proiezioni” nei sotterranei dell’anfiteatro flavio di Pozzuoli (foto pafleg)
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Locandina della mostra “Proiezioni” aperta all’anfiteatro flavio di Pozzuoli fino al 26 settembre 2021

L’hanno chiamato “Proiezioni”. È il nuovo percorso espositivo all’Anfiteatro di Pozzuoli: PROIEZIONI di statue che lasciano i loro abituali spazi di conservazione per sporgersi verso la città e ristabilire un contatto con nuovi spettatori; PROIEZIONI di gladiatori, immagini antiche e modernissime al tempo stesso, che ripopolano i loro luoghi e che scandiscono il nostro percorso; PROIEZIONI di voci, eco di frasi antiche, che dalle gradinate dell’anfiteatro giungono nell’intimità dei sotterranei ripristinando un contatto tra spazi e tempi diversi; PROIEZIONI di memorie che dall’antico si protendono verso il contemporaneo. Inaugurato il 20 maggio 2021, il nuovo percorso espositivo “Proiezioni”, organizzato in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli, in stretta connessione con la mostra “Gladiatori”, sarà visitabile fino al prossimo 26 settembre 2021. Il percorso sarà visitabile negli orari di apertura dell’Anfiteatro di Pozzuoli. Tutte le informazioni su www.pafleg.it

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto pafleg)

“Abbiamo voluto offrire questo nuovo percorso espositivo per dare energia alla riapertura dei nostri luoghi e vitalità alla ripartenza delle attività che ruotano intorno ad essi”, dichiara il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. “L’iniziativa è anche una splendida occasione per rinsaldare la nostra collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli. L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei più evocativi esempi di questa tipologia di edifici, si mette in mostra per contenere e accompagnare virtualmente gli oggetti esposti e le storie raccontate nella bella mostra del Mann”.

Le statue originarie dell’anfiteatro di Pozzuoli in mostra nelle arcate del monumento flavio (foto pafleg)

Il percorso di visita ha una doppia dimensione: espositiva e multimediale.  Le pregevoli sculture che erano parte della decorazione originaria dell’anfiteatro tornano a disvelarsi allo sguardo dei visitatori e della città, nel contesto di un allestimento temporaneo realizzato all’interno delle arcate strutturali dell’edificio. Sarà inoltre visibile al pubblico una delle epigrafi dedicatorie che in antico erano apposte sugli ingressi dell’anfiteatro e che ricordavano come la sua costruzione fosse avvenuta totalmente a spese della colonia romana.

Fabio Pagano e Paolo Giulierini nell’anfiteatro flavio di Pozzuoli dove rivivono i gladiatori (foto pafleg)

I sotterranei, invece, ospitano un percorso fatto di suggestioni visive e sonore. I gladiatori armati diventano una viva presenza attraverso le immagini visualizzate da monitor a tutta altezza, mentre un tappeto sonoro evoca ciò che verosimilmente doveva percepire chi all’epoca si fosse addentrato in quegli spazi ipogei: versi di animali che nelle gabbie attendevano di essere issati nell’arena per i combattimenti, rumore di spade che venivano affilate nelle fasi preparatorie degli scontri, il fragore della folla che era sugli spalti e, infine, il sottofondo musicale che accompagnava  con i suoi ritmi cadenzati lo svolgimento dei giochi. Nell’ambito del percorso saranno esposti anche due plastici dell’Anfiteatro, oggetto di un recente intervento di recupero e sistemazione; il primo raffigura l’effettivo stato di conservazione in cui l’edificio è giunto fino a noi, mentre il secondo propone una ricostruzione dell’aspetto monumentale che l’anfiteatro doveva avere in origine, con i due livelli di arcate esterne e l’attico superiore di coronamento.

Il parco archeologico dei Campi Flegrei lancia il progetto ImmaginAzione, una nuova strategia di rete per l’educazione al patrimonio culturale del Parco di scuole e famiglie

Ragazzi e bambini nell’anfiteatro flavio di Pozzuoli (foto pafleg)

campi-flegrei_ImmaginAzione_logo_foto-paflegCostruire un ampio programma di iniziative educative e didattiche, sviluppate mediante molteplici forme e linguaggi, orientate a promuovere la conoscenza, la consapevolezza e la condivisione del patrimonio flegreo. ImmaginAzione, il progetto del parco archeologico dei Campi Flegrei vuole rilanciare la propria strategia partecipativa per la valorizzazione del territorio flegreo. Un nuovo avviso pubblico (fino al 21 giugno 2021) apre uno scenario, innovativo nel panorama italiano, per la progettazione condivisa dell’offerta educativa che il Parco vuole indirizzare verso due target specifici di pubblico: le scuole e le famiglie. Undici gli ambiti di attività: archeologia sperimentale; arti creative; comunicazione e mediazione linguistica; danza e movimento espressivo; innovazione digitale; letteratura, memoria e filosofia; musica; living history; scienza e natura; sport; teatro. “Un ulteriore importante passo in avanti è stato compiuto con questo avviso verso l’attuazione della nostra strategia”, dichiara il direttore del Parco Fabio Pagano. “Il parco archeologico dei Campi Flegrei vuole rafforzare la sua capacità di interpretare l’educazione al patrimonio culturale nello spirito della Convenzione di Faro.  Lo faremo costruendo una nuova rete, fondata su una visione comune, legata da nodi partenariali con enti del terzo settore, con lo scopo di costruire una nuova e articolata offerta educativa per imparare e divertirsi all’interno dei luoghi del Parco”.

Le Terme Romane nel parco archeologico di Baia (foto Pafleg)

Gli spazi che accoglieranno le attività sono il museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, il parco archeologico delle Terme di Baia, il parco archeologico di Cuma, l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli. L’avviso è rivolto esclusivamente a enti del terzo settore attivi in ambito culturale, per rafforzare la dimensione di relazione tra il pubblico e il non-profit nell’ottica della comune missione di utilità sociale, e rappresenta la prima esperienza di Partenariato pubblico privato su beni culturali statali ideato in ambito educativo costruito sulla base delle nuove norme contenute nel Codice del Terzo Settore. In attuazione del principio di sussidiarietà è infatti riconosciuta agli enti del terzo settore una specifica attitudine a partecipare, insieme ai soggetti pubblici, alla realizzazione dell’interesse generale. In linea con tale principio nell’implementazione del partenariato pubblico privato il Parco ritiene prevalente il perseguimento di obiettivi legati all’inclusione sociale, alla partecipazione attiva dei cittadini all’eredità culturale del patrimonio pubblico, alla promozione della diversità culturale e alla lotta alle diverse forme di povertà educativa. Nelle prossime settimane il Parco organizzerà degli eventi di presentazione dell’iniziativa per illustrarne i dettagli, motivarne lo spirito e incontrare le realtà interessate alla partecipazione per fornire tutti i chiarimenti necessari. Tutte le informazioni sono visionabili sul sito ufficiale del Parco www.pafleg.it

“Baia – I restauri del Parco Archeologico Sommerso”: stasera su Rai 5 il film documentario di Marcello Adamo, uno straordinario viaggio alla scoperta di Baia, centro della “dolce vita” del mondo antico – oggi sommerso nel golfo di Pozzuoli – attraverso un esclusivo accesso alla campagna di restauri subacquei

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Gli straordinari resti dei palazzi romani nel parco archeologico sommerso di Baia, come appaiono da una visione aerea (foto Marcello Adamo)

A tu per tu con i tesori del parco archeologico sommerso di Baia. Appuntamento venerdì 23 aprile 2021, alle 21.15, su Rai 5 (canale 23 DDT), con “Baia – I restauri del Parco Archeologico Sommerso”. Uno straordinario viaggio alla scoperta di Baia, centro della “dolce vita” del mondo antico – oggi sommerso nel golfo di Pozzuoli – attraverso un esclusivo accesso alla campagna di restauri subacquei. Il film documentario “Baia – I restauri del Parco Archeologico sommerso”, scritto e diretto da Marcello Adamo con la collaborazione ai testi di Andrea Branchi, della durata di 52 minuti, prodotto da GA&A Productions e Filmare Entertainment in collaborazione con RAI CULTURA, è realizzato grazie alla sinergia con l’Istituto Centrale per il Restauro, il Parco archeologico dei Campi Flegrei e il CNR. Dalla cooperazione tra enti e istituti nasce l’ambizioso progetto della campagna di restauro permanente, della quale il documentario racconta alcune fasi. Le straordinarie ed emozionanti riprese subacquee documentano l’intervento del team multidisciplinare di tecnici, scienziati e ricercatori ai quali è affidato l’arduo compito di preservare attraverso tecniche pionieristiche i reperti custoditi in fondo al mare. Si tratta di un lavoro unico al mondo, al quale sono rivolte le attenzioni della comunità scientifica internazionale oltre a quelle di milioni di appassionati.

Un momento del restauro subacqueo di un mosaico nel parco archeologico sommerso di Baia (foto Marcello Adamo)

La delicatissima campagna di restauro a Baia rappresenta il cuore del film, che mira a mostrare la complessità di un intervento di risanamento di un’area archeologica sommersa ma anche a ipotizzare, partendo da alcuni rilievi topografici subacquei, come doveva presentarsi Baia nel momento del suo massimo splendore. Attraverso l’uso della computer grafica, dopo un lungo lavoro di ricostruzione che si è avvalso della consulenza di Gennaro di Fraia, il documentario offre un’immagine viva e vitale di Baia, della quale scopriamo le ville e l’affaccio sul mare che ne facevano un rifugio dall’austera e frenetica vita della capitale per gli imperatori e i romani facoltosi.

Sulla realizzazione del progetto “Baia – I restauri del Parco Archeologico Sommerso”, intervengono i produttori del documentario Gioia Avvantaggiato e Marcello Adamo. “Questo lavoro – sottolinea Avvantaggiato – si inserisce perfettamente nel percorso della GA&A Productions, che da 30 anni è impegnata nel raccontare con orgoglio e rigore in Italia e all’estero le eccellenze italiane”. E il regista Marcello Adamo: “Per anni siamo stati spettatori di numerose produzioni estere dedicate all’area di Pompei e dei Campi Flegrei. Riuscire a realizzare un documentario tutto italiano, rigoroso che racconti l’unicità di un territorio a me caro e l’impegno appassionante nella realizzazione dei restauri, rappresenta per me e per la Filmare Entertainment un sogno che si realizza”.

Ipotesi ricostruttiva del Portus Iulius come doveva apparire nel I sec. d.C. (foto Marcello Adamo)
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La soprintendente Barbara Davidde con l’archeologo subacqueo Roberto Petriaggi sulla barca appoggio a Baia (foto Marcello Adamo)

“Il documentario restituisce per la prima volta il vero volto di Baia sommersa”, spiega l’archeologo Gennaro Di Fraia. “Le immagini realizzate compongono un superbo affresco di come fosse Baia all’apice del proprio splendore, offrendo un quadro memorabile della città termale prediletta dagli imperatori romani”. E Fabio Pagano, direttore del Parco archeologico dei Campi Fregrei: “Il Parco archeologico dei Campi Flegrei si conferma, in questo documentario, come il Parco della Ricerca, in primis archeologica, ma anche in tecnologie, nel restauro, nella geologia. Il contesto dei Campi Flegrei è certamente un attrattore per studiosi che, relazionandosi fra loro, ci permettono di sviscerare infiniti aspetti del mondo antico, ma anche i riflessi che di esso si riverberano sul paesaggio contemporaneo”. Soddisfatti anche Barbara Davidde, neo soprintendente nazionale del Patrimonio subacqueo, e l’archeologo subacqueo Roberto Petriaggi: “I contenuti scientifici sono resi con un linguaggio accessibile e comprensibile anche ai non addetti ai lavori, pur rimanendo ancorato al necessario rigore tecnico-scientifico”.

Dettaglio di un bellissimo mosaico policromo nel parco archeologico sommerso di Baia (foto Marcello Adamo)

Le continue scoperte effettuate dagli archeologi testimoniano che sono ancora molti i tesori archeologici da trovare e tutelare, anche in considerazione del fatto che solo una piccola parte dell’area archeologica è stata studiata. Si tratta di un passo cruciale per trasferire questo immenso patrimonio alle generazioni future, che saranno presto chiamate a preservare questo straordinario Parco Archeologico. Baia, una delle eccellenze dell’archeologia italiana, si prepara dunque a un nuovo splendore.

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei allarga la sua squadra e si prepara alla riapertura con un’offerta culturale ampliata. Firmato l’accordo sul partenariato pubblico-privato per la nuova gestione e valorizzazione dei siti di Piscina Mirabilis (Bacoli) e Macellum (Pozzuoli)

La firma sul partenariato pubblico-privato tra il parco archeologico dei Campi Flegrei e ATI Macellum e ATS StraMirabilis (foto pa-fleg)

Firmato l’accordo sul partenariato pubblico-privato per la nuova gestione e valorizzazione dei siti di Piscina Mirabilis (Bacoli) e Macellum (Pozzuoli). L’accordo consentirà di avviare una più efficace attività di valorizzazione dei due siti del Parco dei Campi Flegrei, attraverso la collaborazione dei due partner selezionati: L’ATI Macellum (composta da La Terra dei Miti srl, Associazione Amartea, Graficamente srl e Aporema onlus)  e l’ATS StraMirabilis (composta da Associazione Culturale Misenum, Cooperativa sociale Tre Foglie, Coop4Art Consorzio di Cooperative Sociali). “Con questa iniziativa il Parco conferma la capacità di sperimentare approcci innovativi”, ha dichiarato il direttore del Parco dei Campi Flegrei, Fabio Pagano: “È l’inizio di un nuovo percorso per rilanciare con più forza, convinzione e partecipazione il nostro straordinario patrimonio. Appena possibile il Parco riaprirà i suoi luoghi con un’offerta ampliata e con una famiglia allargata. Ringrazio le amministrazioni comunali di Pozzuoli e di Bacoli che hanno costantemente supportato e sostenuto questo progetto. Un ringraziamento particolare a Marco D’Isanto e Stefano Consiglio per averci accompagnato in quest’avventura e per proseguire il cammino intrapreso insieme a noi”.

campi-flegrei_parco-archeologico_logoL’iter ha preso il via nel mese di ottobre del 2019, quando è stato pubblicato un Avviso pubblico finalizzato ad acquisire manifestazioni di interesse per la valorizzazione dei due siti non aperti regolarmente al pubblico, invitando operatori economici ed enti senza scopo di lucro a candidarsi per la sottoscrizione di un accordo di partenariato ai sensi di quanto previsto dall’ art. 151, c.3 del D.Lgs n. 50/2016. Attraverso l’Avviso pubblico il Parco, nell’ambito della costruzione del piano strategico, ha inteso intraprendere in via sperimentale “un programma di apertura alla pubblica fruizione, valorizzazione e promozione dei due siti” mediante il concorso di soggetti privati, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza e l’accessibilità del patrimonio e di accrescere la consapevolezza dell’eredità culturale, stimolando la partecipazione della comunità e il coinvolgimento degli operatori culturali. Il modello di gestione proposto, aperto e flessibile, è concepito come un processo di collaborazione tra il Parco e i partner, impegnati nella definizione di strategie condivise e nella costruzione di un ampio programma di attività, che sarà pienamente realizzato con la riapertura dei luoghi della cultura. Il piano prevede l’apertura dei siti in alcuni giorni definiti della settimana, visite guidate, laboratori e iniziative rivolte a diversi pubblici, che avranno l’opportunità di vivere all’interno dei due siti archeologici momenti di approfondimento culturale e molteplici esperienze.

Il Macellum, noto anche come il cosiddetto Tempio di Serapide, a Pozzuoli (foto pa-fleg)

“L’accordo di partenariato appena firmato”, commenta Mariù Caputi, capofila de La Terra dei Miti, “rappresenta per l’Ati Macellum l’inizio di una serie di attività di valorizzazione che abbiamo in programma da un anno, ma che la pandemia ha purtroppo rallentato. Non vediamo l’ora di partire per rendere concreta la visione di futuro che ha avuto il Parco Archeologico dei Campi Flegrei nell’intraprendere un nuovo percorso per la gestione di questo sito archeologico, il c.d. Tempio di Serapide, un monumento che ha affascinato studiosi, antiquari, eruditi e scienziati all’epoca degli scavi e che ancora oggi stupisce i suoi visitatori. L’obiettivo comune è di comunicare il valore culturale che ci trasmette ad un più vasto pubblico possibile, soprattutto in collaborazione con la comunità locale, accogliendo in pieno i principi della Convezione di Faro recentemente ratificata dalla Camera di Deputati”.

La Piscina Mirabilis a Bacoli (foto pa-fleg)

Vincenzo Porzio, responsabile comunicazione di StraMirabilis: “In questo momento così difficile, la firma dell’accordo partenariale tra l’ATS StraMirabilis ed il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ci riempie di speranza e voglia di ripartire. Siamo sicuri che il nostro impegno si tramuterà in opportunità per l’intera comunità di Bacoli. La Piscina Mirabilis è un sito archeologico straordinario e speriamo che le nostre iniziative possano renderlo un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Ringraziamo il direttore Fabio Pagano per questa opportunità e auguriamo un buon lavoro a tutto il suo staff che ci accompagnerà durante il progetto di valorizzazione. Non vediamo l’ora di iniziare!”.