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Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Cultura, cittadinanza, partecipazione”, con Ledo Pato, Fabio Pagano e Benedetto Valentino, terzo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”

Giovedì 12 giugno 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontri “Cultura, cittadinanza, partecipazione”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dibattito a più voci dedicato al tema del rapporto tra cultura e cittadinanza, ed alla promozione di strategie culturali in grado di coinvolgere le comunità, rendendole partecipi della valorizzazione del patrimonio culturale e della sua fruizione, con Ledo Pato, esperto di politiche per i Beni culturali; Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei; Benedetto Valentino, giornalista. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra il dibattito sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. L’obiettivo è stimolare una riflessione sul concetto di cultura come fattore di coesione sociale in grado di invogliare i giovani, i cittadini e le associazioni culturali nella costruzione di comunità generative, operose. Il confronto partirà dalle tematiche presentate nel libro di Ledo Prato, “Cultura è cittadinanza. Esperienze, pratiche e futuri possibili” e si animerà con gli interventi del direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, e del giornalista ischitano Benedetto Valentino. Si affronterà il tema del rapporto fra cultura e politica, facendo riferimento a esperienze realizzate, all’esercizio del diritto alla formazione e alla cultura per tutti, ai processi culturali che generano cambiamenti attraverso la collaborazione, l’innovazione e la creatività. Una riflessione particolarmente necessaria in una realtà come Ischia, la cui ricca tradizione locale subisce il rischia di essere smarrita, perdendo la sua identità culturale e disperdendo le capacità creative delle nuove generazioni, fra l’overtourism e la “fuga dei cervelli”.

 

Parco sommerso di Baia. A due anni dall’inserimento nella lista delle buone pratiche mondiali dell’UNESCO una tre giorni della missione di tecnici UNESCO chiusa dal convegno sul patrimonio culturale sommerso e costiero dei Campi Flegrei. Ecco il programma

Dopo circa due anni dall’importante riconoscimento che ha visto il Parco sommerso di Baia essere inserito nella lista delle buone pratiche mondiali dell’UNESCO per la conservazione del patrimonio culturale subacqueo, tra il 12 e il 14 maggio 2025 si svolge a Baia una missione di tecnici UNESCO per la condivisione di momenti di valutazione e riflessione. Esperti di archeologia subacquea provenienti da diversi paesi si confrontano con i tecnici del parco archeologico dei Campi Flegrei su tematiche legate alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo. Verranno condotti sopralluoghi in diverse aree del sito sommerso dove sono in corso indagini archeologiche e interventi di manutenzione programmata. Il programma si completa nella giornata del 14 maggio 2025 con un convegno scientifico internazionale nella sala conferenze del Castello di Baia dove esperti italiani e stranieri presenteranno i risultati delle proprie ricerche e attività. Interverranno, tra gli altri, Jon Henderson dell’università di Edimburgo e Robert Domzal del museo nazionale marittimo di Danzica. Partecipazione gratuita.

Mosaici antichi nel parco archeologico sommerso di Baia (foto pa-fleg)

Il modello di gestione del parco sommerso di Baia traguarda da anni importanti obiettivi di sviluppo turistico-culturale che hanno consentito di raggiungere importanti risultati in termini di numero di presenze e di qualità dei servizi offerti. La crescita del Parco si fonda su una profonda attenzione alla ricerca e alla conservazione, requisiti essenziali per garantire una duratura sostenibilità dello sviluppo. Il programma prevede anche un momento di incontro dei rappresentanti dell’UNESCO con le realtà locali che hanno compiti istituzionali e interessi imprenditoriali che si intrecciano con il destino del Parco sommerso. Nel dialogo con i rappresentanti delle istituzioni locali e degli operatori che contribuiscono alla valorizzazione del Parco si cercherà di calibrare e rafforzare quelle convergenze che appaiono essenziali per l’ulteriore crescita di un sito archeologico che ha, negli ultimi anni, assunto i connotati di un grande attrattore turistico.

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto regione siciliana)

“Il parco sommerso di Baia è un luogo unico al mondo, eccezionale da tanti punti di vista”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. “L’inserimento del Parco nella lista delle buone pratiche mondiali, unico in Italia tra i quattordici siti distribuiti in tutto il mondo, rappresenta il coronamento di decenni di attività di ricerca in acqua. Oggi il Parco sommerso di Baia è una splendida eccellenza nella conservazione sott’acqua del patrimonio archeologico e nella valorizzazione integrata riversando nel territorio flegreo importanti ricadute sociali ed economiche. È molto importante che tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, concorrano in sintonia al perseguimento dell’unico obiettivo possibile: quello dello sviluppo sostenibile del Parco”.

Convegno sul patrimonio culturale sommerso e costiero dei Campi Flegrei. Ore 9.30, osservazioni di apertura: Stefano Musco; Krista Pikkat, Director Culture and Emergency, UNESCO (online). SESSIONE 1 – CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO, modera Alessandro Asta: alle 10, Fabio Pagano (direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei) “Il patrimonio dei Campi Flegrei: un insieme di siti e sfide”; Ulrike Guerin (UNESCO) “Le migliori pratiche UNESCO sul patrimonio culturale subacqueo e i siti dei Campi Flegrei: primi risultati per il dibattito”; Enrico Gallocchio (parco archeologico dei Campi Flegrei) “Il Parco Archeologico Sommerso di Baia – Stato attuale e ricerche archeologiche”; Marida Salvatori (parco archeologico dei Campi Flegrei) e Riccardo Mancinelli (CSR Restauri) “Conservazione e monitoraggio del Parco archeologico sommerso di Baia”; Francesca Romana Paolillo (soprintendente nazionale Patrimonio culturale subacqueo) e Barbara Davidde (Istituto centrale per il Restauro) “Il parco sommerso di Baia, un luogo unico per sperimentare la conservazione in situ e le nuove tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo”. Alle 12, tavola rotonda, domande e risposte. Alle 13, pranzo. SESSIONE 2 – ACCESSO AL PATRIMONIO, modera Barbara Davidde: alle 15, Fabio Pagano, Filippo Russo, Enrico Gallocchio, Maria Pia Cibelli, Silvana Carannante (parco archeologico dei Campi Flegrei) e Raffaele Carlani (Katatexilux srl) “Nuovi approcci narrativi al patrimonio archeologico sommerso nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei”; Robert Domzal (presidente UNESCO STAB) “Osservazioni STAB dell’UNESCO sulle sfide e le migliori pratiche della museologia oggi”; Maurizio Simeone, Martina Delfina (parco sommerso di Gaiola) “Parco Sommerso di Gaiola: tutela e fruizione sostenibile del patrimonio naturalistico e archeologico”; Crescenzo Violante (CNR – ISPC) “Il Parco Sommerso di Baia come laboratorio naturale per unire archeologia, biologia e geoscienze in un ambiente digitale. Un’iniziativa congiunta ISPC_CNR – PAFLEG, inserita nel Decennio ONU dell’Oceano”; prof. Jon Henderson (Edinburgh University) “Un’occasione per il rilancio della “florentis Baiae”: sviluppo infrastrutturale, patrimonio culturale e opportunità”. Alle 17.30, tavola rotonda, domande e risposte.

Bacoli (Na). Riaprirà a marzo la Piscina Mirabilis, chiusa al pubblico per restauri a cura del parco archeologico dei Campi Flegrei dal luglio scorso. Lo annuncia il sindaco Josi Gerardo Della Ragione

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La Piscina Mirabilis a Bacoli (foto pa-fleg)

Entro marzo 2025 la Piscina Mirabilis di Bacoli, nell’area dei Campi Glegrei (Na), parola di sindaco Josi Gerardo Della Ragione. La seconda più grande cisterna nota mai costruita dagli antichi romani dopo la Cisterna Basiloca di Istanbul, realizzata per approvvigionare di acqua le numerose navi appartenenti alla Classis Misenensis della marina militare romana, poi divenuta Classis Praetoria Misenensis Pia Vindex, che trovava ormeggio e ricovero nel porto di Miseno, oggi parte del parco archeologico dei Campi Flegeri, era stata chiusa al pubblico il 15 luglio 2024 per consentire al parco archeologico dei Campi Flegrei di avviare dei lavori di restauro, senza fissarne al momento la durata. Ma ora sembra proprio che ci siamo.

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Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli (Na) (foto FB)

Ecco l’annuncio del sindaco di fine gennaio 2025. “È quasi pronta! La Piscina Mirabilis riaprirà presto ai turisti”, scrive sul suo profilo FB il sindaco Josi Gerardo Della Ragione. “Ed è una notizia che ci riempie di gioia. La Cattedrale dell’Acqua. Simbolo tra i più iconici di Bacoli nel mondo. La più grande cisterna d’acqua potabile dell’Impero Romano d’Occidente. Più antica anche di quella rinvenuta ad Instabul. Un’immersione nella storia, nell’antichità, nella monumentale capacità ingegneristica romana. Di età Augustea. Alta 15 metri. Larga 24. Lunga 75 metri. Poteva ospitare 12.600 metri cubi d’acqua. Maestosa. Fu scavata nel tufo. La Piscina Mirabilis costituiva il serbatoio terminale di uno dei principali acquedotti romani, l’acquedotto augusteo, che portava l’acqua dalle sorgenti di Serino, a 100 chilometri di distanza, fino a Napoli e ai Campi Flegrei. Manca poco alla fine dei lavori che consentiranno a tutti di poterla scoprire. A partire dai diversamente abili. Sono stati realizzati nuovi accessi per garantire la sicurezza di tutti. Ringrazio il direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. Ci ha assicurato che entro marzo vedremo riaperto il nostro gioiello. Patrimonio di tutti. Tesoro dell’umanità. Insieme, per rendere i siti archeologici sempre più accessibili. Un passo alla volta”.

Napoli. Alla Scuola Superiore Meridionale il convegno “Puteoli – Portus Porti di Roma”: a confronto i due sistemi portuali più importanti per la Capitale dell’Impero. Ecco il programma

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Lunedì 27 gennaio 2025, alla Scuola Superiore Meridionale di Napoli, si terrà il convegno “Puteoli – Portus Porti di Roma”, con l’obiettivo di mettere a confronto i due sistemi portuali più importanti per la Capitale dell’Impero. Organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, dall’università Vanvitelli, dalla Scuola Superiore Meridionale e dal Gruppo Archeologico dei Campi flegrei, il convegno è realizzato grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituto culturali del Mic.

PROGRAMMA. Scuola Superiore Meridionale di Napoli, largo San Marcellino 10 a Napoli (centro storico). Aula 3, apertura dei lavori alle 9.30 con i saluti istituzionali: Mariano Nuzzo, soprintendente Sabap-Na-Met; Carlo Rescigno, università della Campania “Vanvitelli” – Ssm. Gli interventi: 9.50, Simona Formola, “Le attività dell’ufficio Archeologia subacquea della Sabap-Na-Met”; 10, Raffaella Iovine, “Il contributo del Gruppo Archeologico dei Campi Flegrei”; 10.10, keynote speech, Pascal Arnaud, “Navigare tra Pozzuoli e Portus: condizioni, stagioni, barche”. SESSIONE 1: OSTIA-PORTUS (chair: P. Arnaud. 10.40, Evelyne Bukowiecky, “La pianificazione architettonica e logistica del più grande complesso di stoccaggio dell’antichità”; 11, Stéphanie Mailleur, “L’immagine del porto: segni e significati”; 11.20, Marina Lo Blundo, Claudia Tempesta, Alessandro D’Alessio, “Il sistema Ostia-Portus: infrastrutture portuali e di stoccaggio alla foce del Tevere”. SESSIONE 2: PUTEOLI (chair: A. D’Alessio). 12.10, Maria Luisa Tardugno, “La colonia marittima di Puteoli: l’area urbana e il porto”; 12.30, Fabio Pagano, Enrico Gallocchio, “Strutture e servizi al servizio del porto: nuove ricerche 2024-2025 nell’area del Portus Iulius”; 13, pausa pranzo. Aula 5, 14, Michele Silani, “La ripa puteolana: il vicus Lartidianus”; 14.20, Michele Stefanile, Michele Silani, “Il tempio sommerso dei Nabatei. Le nuove ricerche”; 14.40, Michele Stefanile, “La ripa puteolana: il vicus Annianus e la Penisola Mediana”; 15, dibattito (chair: P. Arnaud): C. Rescigno, E. Bukowiecky, S. Mailleur, M. Lo Blundo, C. Tempesta, A. D’Alessio, F. Pagano, E. Gallocchio, M.L. Tardugno, M. Stefanile, M. Silani.

Roma. Al Complesso monumentale di San Michele a Ripa, in presenza e on line, presentazione del libro di Elisabetta Montenegro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale” promossa dalla soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016

roma_san.michele-a-ripa_libro-vulnerabilità-sismica-e-patrimonio-archeologico_presentazione_locandinaGiovedì 28 novembre 2024, a Roma, alle 11, al Complesso monumentale di San Michele a Ripa, per iniziativa della soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, viene presentato il libro di Elisabetta Montenegro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale”. L’incontro può essere seguito anche in streaming attraverso la piattaforma Teams utilizzando il link indicato sul sito della Soprintendenza speciale. Il libro mira a definire un metodo di indagine per la valutazione del rischio sismico del patrimonio archeologico, frutto di serrato dialogo tra meccanismi di collasso e considerazioni storico-morfologiche delle preesistenze archeologiche allo stato di rudere, finalizzate a stimarne la vulnerabilità sismica a scala territoriale. Il programma prevede il saluto di Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale, e gli interventi di Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei e di Cesare Tocci, professore in Restauro dell’architettura al Politecnico di Torino. A moderare gli interventi sarà Claudia Cenci, a capo della Soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

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Copertina del libro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale” di Elisabetta Montenegro

Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale (Quasar). Il libro – che raccoglie gli esiti di una ricerca di dottorato – mira a definire un metodo speditivo di indagine per la valutazione del rischio sismico del patrimonio archeologico, argomento di indubbio interesse e (per certi versi) ancora trascurato. In un percorso a metà tra metodo empirico e analisi quantitativa, dopo un’approfondita disamina della evoluzione normativa in materia, l’autrice tenta di stabilire un indispensabile e affidabile indice di vulnerabilità, che – opportunamente combinato con la pericolosità e l’esposizione dei beni – concorre alla definizione di una scala delle priorità del rischio, fondamentale in una programmazione (necessaria) degli interventi. Il risultato quantitativo è frutto di un continuo e argomentato dialogo tra meccanismi di collasso e considerazioni storico-morfologiche, a cui il calcolo deve sempre riferirsi per una sua validazione, in un rigoroso approccio analitico che inserisce la ricerca all’interno di un panorama consolidato per le costruzioni storiche, allargandone l’orizzonte ad un tema ancora poco esplorato, come le ‘rovine’.

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Elisabetta Montenegro, architetto Sabap Le-Br

Elisabetta Montenegro, funzionario presso la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, partendo dagli esiti di una ricerca di dottorato, ha condotto uno studio che delinea un percorso a metà tra metodo empirico e analisi quantitativa: dopo una disamina della evoluzione normativa in materia, tenta di indicare un indice di vulnerabilità affidabile che, combinato con la pericolosità e l’esposizione dei beni, concorra alla definizione di una scala delle priorità del rischio e a una corretta programmazione degli interventi.

Giardini Naxos (Me). Al teatro della Nike la cerimonia di consegna del 7. Premio Comunicare l’Antico 2024 promosso dal parco archeologico di Naxos Taormina. Ecco i premiati. E presentazione della “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore)

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Il mondo del teatro in Italia e in Grecia e quello universitario, con gli archeologi impegnati nella ricerca e nella divulgazione scientifica, saranno i protagonisti del Premio Comunicare l’Antico 2024in programma domenica 1° settembre 2024, alle 19, al Teatro della Nike nel parco archeologico di Naxos a Giardini Naxos (Me). La manifestazione, giunta alla sua settima edizione, è organizzata dal parco archeologico Naxos Taormina della Regione Siciliana, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, in collaborazione con il festival Naxoslegge (la cui direzione artistica è affidata a Fulvia Toscano) e con l’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. Il Premio Comunicare l’antico, assegnato dal parco archeologico Naxos Taormina, nasce nel 2017 da un’idea di Fulvia Toscano, direttore artistico del festival letterario, ed è assegnato a studiosi e personalità italiane e straniere impegnate nella divulgazione della ricerca archeologica, storica e filologica, ma anche a enti e musei che hanno attuato strategie importanti di valorizzazione e comunicazione al grande pubblico.

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Francesco La Torre: premio Comunicare l’Antico alla memoria (foto regione siciliana)

Daniele Salvo, regista e attore (ph. Centaro)

Il regista e attore Daniele Salvo (foto centaro)

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L’associazione culturale di Viterbo “Ludi Scaenici” (foto regione siciliana)

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La grecista di Ca’ Foscari Monica Centanni (foto regione siciliana)

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Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto regione siciliana)

Ecco i premiati 2024: il regista e attore Daniele Salvo, autore, fra l’altro, di apprezzatissime regie di testi di Eschilo, Sofocle e Euripide; il greco Teodoro Angelopoulos, per il festival internazionale dei Giovani Dramma antico di Corinto che propone una rassegna di teatro classico realizzata da studenti; l’associazione culturale di Viterbo “Ludi Scaenici”, che da 25 anni promuove e diffonde al conoscenza di musica e danza dell’antichità; Monica Centanni (università di Venezia), grecista, studiosa di tragedia greca e fondatrice della rivista “Engramma” dedicata alla tradizione classica nella memoria occidentale; infine gli archeologi Fabio Pagano, dal 2019 direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei e docente dell’università di Udine; Massimo Frasca (università di Catania) ed ex direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia e in Beni archeologici dell’università di Catania (di recente autore di una Guida al parco archeologico di Leontinoi che sarà presentata sabato 31 agosto 2024, alle 19, al museo di Naxos). Premio alla memoria all’archeologo Francesco La Torre (università di Messina), scomparso prematuramente due anni fa e apprezzato dalla comunità scientifica internazionale per lo studio delle interazioni culturali tra i Greci e le popolazioni indigene della Magna Grecia e della Sicilia. A consegnare i premi, tra gli altri, saranno: Giovanna Spatari (rettrice UniMe), Massimo Cultraro (archeologo), Massimo Raffa (musicologo), Gigi Spedale (Rete Latitudini). Fra gli interventi: il sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, la storica dell’arte Silvia Mazza e l’archeologo Alessio Toscano Raffa. Ai premiati verrà donata una scultura opera del maestro Turi Azzolina ispirata alla maschera del satiro, figura ricorrente fra i reperti della collezione del Museo di Naxos. Nel corso della serata, presentata dalla conduttrice televisiva Francesca Russo, sono previsti degli interventi musicali del gruppo Klostès, formazione al femminile che propone musica tradizionale con strumenti popolari. L’ingresso alla cerimonia è libero.

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Copertina del libro “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore).

“Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore international). Leontinoi rappresenta una realtà unica e per molti aspetti anomala in confronto alle altre città fondate dai Greci in Occidente. La particolare conformazione geomorfologica e topografica della polis, ubicata sulle due aspre colline di San Mauro e Metapiccola e nella valle intermedia, ha attirato l’attenzione dello storico greco Polibio che ne ha dato una vivida descrizione e, in seguito, di studiosi moderni, anche stranieri, che hanno fornito descrizioni, fotografie e schizzi dei luoghi e dei manufatti lentinesi. Nonostante i numerosi rinvenimenti di oggetti di pregio, molti dei quali confluiti in musei italiani e stranieri, bisognerà attendere l’arrivo di Paolo Orsi in Sicilia per l’inizio degli scavi sistematici a Leontinoi, ripresi con continuità e profitto dopo il Secondo Dopoguerra dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa e dall’Università di Catania. Con quest’opera l’A. ha inteso realizzare un libro-guida che accompagni, anche fisicamente, il lettore interessato a conoscere la storia e i monumenti archeologici della città fondata dai Calcidesi nel 728 a.C. e, al contempo, ricordare le figure di coloro che, con la loro passione e le loro competenze anche in campi diversi dall’archeologia, hanno contribuito a far progredire gli studi e le ricerche su Leontinoi. Da ciò deriva l’articolazione del libro in quattro capitoli, il primo dedicato ai protagonisti dell’archeologica lentinese, il secondo ai principali monumenti archeologici illustrati e inquadrati storicamente, il terzo ai percorsi di visita dei monumenti e il quarto al museo archeologico di Lentini, fortemente voluto dalla comunità civile locale.

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L’archeologo Massimo Frasca dell’università di Catania (foto regione siciliana)

Massimo Frasca è direttore della rivista scientifica Cronache di Archeologia dell’università di Catania. È stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene, professore associato di Archeologia Classica e direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania. Ha insegnato Archeologia della Magna Grecia all’università della Calabria e Metodologia della ricerca archeologica all’università di Palermo (sede di Agrigento). Ha diretto numerosi scavi archeologici in Sicilia e in Italia meridionale e ha fatto parte delle missioni archeologiche italiane di Prinias (Grecia), Iasos e Kyme Eolica (Turchia). Tra i principali temi di ricerca sono lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche della Sicilia e dell’Asia Minore e le relazioni tra i Greci e le popolazioni indigene della Sicilia. È autore di numerosi articoli a stampa e di pubblicazioni monografiche, tra cui: La necropoli di Monte Finocchito (Palermo 1981), Scavi nelle necropoli di Leontini (Palermo 1991), Leontinoi. Archeologia di una colonia greca (Roma 2009), Archeologia degli Iblei (Ragusa 2015), Città dei Greci in Sicilia (Ragusa 2017), Civiltà egee alla scoperta dell’Occidente (Ragusa 2019), Monte San Mauro di Caltagirone e la Calcidese Euboia (Roma 2020).

Baia (Na). In piazza d’Armi del Castello aragonese al via Antro 2024, IV edizione del festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, sul tema “Mens agitat molem / La mente muove la materia” (preso in prestito da Virgilio). Due settimane di appuntamenti con l’arte, la musica e la danza. Ecco il programma

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Sarà il concerto di Gio Cristiano Mediterranean Quartet con la special guest Dean Bowman ad aprire, venerdì 30 agosto 2024, alle 21, Antro 2024, il festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, giunto alla quarta edizione, in programma dal 30 agosto al 15 settembre 2024 nella piazza d’Armi del Castello aragonese di Baia: due settimane di appuntamenti con l’arte, la musica e la danza, e un tema “Mens agitat molem / La mente muove la materia” preso a prestito dal libro VI dell’Eneide di Virgilio. Finanziato dal parco archeologico dei Campi Flegrei e realizzato grazie al contributo del ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, il festival Antro 2024 è caratterizzato da un calendario di spettacoli proposti soprattutto da associazioni che hanno partecipato a un bando pubblico. Partecipazione agli eventi con biglietto di ingresso al Castello: 5 euro. Gli spettacoli avranno inizio alle 21. Per agevolare l’ingresso al castello sono previsti 4 slot di entrata (da scegliere al momento dell’acquisto del biglietto): ore 20; 20.15; 20.30; 20.45: ACQUISTA I BIGLIETTI QUI.

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Fabio Pagano, direttore parco archeologico dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

“Abbiamo scelto di tradurre il tema di Antro 2024 Mens agitat molem in La mente muove la materia. Forse Virgilio non sarebbe stato d’accordo, probabilmente aveva in mente altro quando ha composto il celebre discorso di Anchise nel libro VI dell’Eneide (Aen. 6, 724-731)”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Molte interpretazioni sono state avanzate su questo passo, leggendovi la vittoria dello spirito sulla materia, della mente sulla forza bruta, collegandolo a concezioni panteistiche o influenze legate alla filosofia stoica. Noi prendiamo in prestito questo passo per sole due settimane, il tempo di montare, animare e smontare il palco del nostro Festival nella cornice sospesa della piazza d’Armi del Castello aragonese di Baia. La mente a cui pensiamo, trascendente e singolare, è quella dei nostri visitatori/spettatori che fa muovere la materia di cui è fatto il Parco: le pietre, i mattoni, la roccia, il marmo”.

baia_castello_Antro-2024_30-agosto_locandinaIn apertura, venerdì 30 agosto 2024, alle 21, è in programma il concerto di Gio Cristiano Mediterranean Quartet con la special guest Dean Bowman. Sul palco montato nella piazza D’Armi del Castello aragonese di Baia, arriva una tappa del tour Del blue (ed altre essenze) che propone l’esecuzione delle composizioni originali contenute nell’omonimo album, DDoje parole, Blues, Sirena, Miraggio, Terra!, con suoni che vanno dalle sofisticate armonie jazz alla grande tradizione melodica partenopea, dalla canzone blues in lingua napoletana alle composizioni strumentali di matrice ethno/funk. Insieme a Gio Cristiano, chitarra e voce, ci saranno Marco Ciardiello, piano elettrico; Emanuele De Luca, basso elettrico; Angelo Calabrese, batteria e percussione e, ovviamente, l’ospite d’onore Dean Bowman (voce). L’evento è a cura dell’associazione Aspro Cuore.

baia_castello_Antro-2024_31-agosto_locandinaIl programma di Antro 2024 prosegue, sabato 31 agosto 2024, alle 21, con “Moby Dick l’incantatrice. Monologo per sette voci intorno alla balena bianca” di Rosalba Di Girolamo, liberamente tratto dal capolavoro di Herman Melville. Prodotto da Baba Yaga Teatro, lo spettacolo porta in scena, insieme a Rosalba Di Girolamo (voci narranti), Marco Messina (colonna sonora originale), Rocco Zaccagnino (fisarmonica) e Stefano Cammarota (tecnico del suono).

baia_castello_Antro-2024_1-settembre_locandinaDomenica 1° settembre 2024, alle 21, il Castello di Baia ospiterà una tappa del tour Ra di Spina, un progetto di Laura Cuomo, cantante e ricercatrice vocale (voce, loopstation, synth), in scena con Alexsandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra) e Francesco Paolo Manna (percussioni). Una performance in cui radici sonore profondamente legate al cuore sacro della musica popolare del sud Italia si incrociano con i suoni della contemporaneità.

baia_castello_Antro-2024_6-settembre_locandinaAd aprire il secondo week end, venerdì 6 settembre 2024, alle 21, sarà Corto Maltese e Irene di Boston, un progetto di lettura, musica e disegno dal vivo con i testi di Marco Steiner (in scena con le letture). Sul palco, insieme a Steiner, ci sono Stefano Meli (chitarra elettrica Stratocaster) e Giovanni Robustelli (performance pittorica dal vivo). L’evento è a cura di Lib Associazione sociale.

baia_castello_Antro-2024_7-settembre_locandinaSabato 7 settembre 2024, alle 21, spazio a “Gaius Plinius Secundus. L’ultimo viaggio di Plinio il Vecchio” a cura del Teatro di Tato Russo, che propone un viaggio immaginario, attraverso le allucinazioni, le speranze, le proiezioni e gli ultimi respiri di Plinio il Vecchio, interpretato da Rino Di Martino, in scena con le danzatrici Elisa Carta Carosi e Lucia Cinquegrana su coreografie di Aurelio Gatti. La regia è curata da Diego Sommaripa, che firma la drammaturgia insieme a Noemi Giulia Fabiano. Le musiche sono di Marco Schiavoni.

baia_castello_Antro-2024_8-settembre_locandinaDomenica 8 settembre 2024, alle 21, in programma c’è De Rerum Natura, a cura dell’associazione MDA Danza.

baia_castello_Antro-2024_11-settembre_locandinaNell’ultima settimana il programma diventa più intenso. Mercoledì 11 settembre 2024, alle 21, c’è Commedia&Arte. Teatro, improvvisazione e coinvolgimento con Markus Kupferblum e le sue maschere, a cura della Fondazione Canto di Virgilio in collaborazione con Domus Ars e Pluriverso Accademia del fuoco.

baia_castello_Antro-2024_12-settembre_locandinaGiovedì 12 settembre 2024, alle 18.30, si terrà la conferenza Immagini e segni fonetici nella “più antica scrittura d’Europa” di Matilde Civitillo – università della Campania “Luigi Vanvitelli” (ingresso gratuito).

baia_castello_Antro-2024_13-settembre_locandinaVenerdì 13 settembre 2024, alle 21, in palcoscenico arriva Sibille: oracoli e divinazioni in forma moderna di Marina Rippa, con diciannove donne in scena e la musica dal vivo di Roberta Giannattasio, a cura dell’associazione Femminile plurale.

baia_castello_Antro-2024_14-settembre_locandinaSabato 14 settembre 2024, alle 21, l’associazione ArtGarage propone Il mare che ci unisce con la coreografia di Emma Cianchi e le musiche di Lino Cannavacciulo. Performer/interpreti Maria Anzivino, Pearl Hubert, Tonia Laterza e Gaia Mentoglio. I costumi sono di Leandro Fabbri e il set design di Alessandro Sodano.

baia_castello_Antro-2024_15-settembre_locandinaGran finale per il Festival Antro 2024 con Francesco Montanari, uno degli attori più conosciuti e amati del panorama televisivo e cinematografico italiano, che seduce anche sulle tavole del palcoscenico. Domenica 15 settembre 2024, alle 21, Montanari sarà con in “Menecmi” da Plauto, con la traduzione di Sacha Piersanti, l’adattamento di Arianna Mattioli e la regia di Enrico Zaccheo. Spettacolo prodotto da Savà Produzioni Creative.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella la conferenza “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici” con Filippo Demma (parco di Sibari) e Fabio Pagano (parco dei Campi Flegrei) terzo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_giardini-la-mortella_progetto-kepos-2024_incontro-gestione-e-valorizzazione-parchi-archeologici_demma-pagano_locandinaSabato 13 luglio 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini la Mortella a Ischia (Na), terzo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverranno il direttore del parco archeologico di Sibari Filippo Demma e il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, su “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, la conferenza di Filippo Demma e Fabio Pagano. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

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Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

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Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)

La gestione e la valorizzazione di un parco archeologico rappresenta una sfida complessa poiché strettamente correlata a caratteristiche intrinseche del sito, come la sua morfologia, che tengano conto della compatibilità con la conservazione del patrimonio culturale e a fattori estrinseci come la qualità dei progetti, la disponibilità economica oltre che il desiderio di un cambiamento culturale e rivoluzionario da parte delle comunità che vivono i territori in cui insistono i parchi archeologici. Diventa necessaria una visione attualizzante che proponga soluzioni innovative per alimentare l’attrattività dei siti facendo sì che l’iter del visitatore si traduca in una esperienza di apprendimento e diletto, che incominci ben prima del suo effettivo inizio e possa eternarsi sul piano mnemonico integrandosi alla sua cornice culturale.

Castello di Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei aperta la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che utilizza i reperti per disegnare il racconto di una delle più rivoluzionarie e incisive invenzioni culturali della storia dell’umanità. A giugno in un convegno una riflessione sull’alfabeto e i suoi aspetti antropologici

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Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Fkegrei, all’inaugurazione della mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (foto pa-fleg)

Se “la scrittura è la pittura della voce”, come ci spronava a immaginare Voltaire, la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (6 maggio – 30 giugno 2024), inaugurata nel suggestivo scenario della terrazza del Castello di Baia che sovrasta il museo Archeologico dei Campi Flegrei, trae ispirazione da questa affermazione. Se le lettere di un alfabeto possono essere immaginate come i colori nella tavolozza di un pittore, capaci di comporsi e armonizzarsi in una figurazione prima di tutto mentale e poi fonetica, l’esposizione utilizza i reperti per disegnare il racconto di una delle più rivoluzionarie e incisive invenzioni culturali della storia dell’umanità. “La mostra”, dichiara Fabio Pagano, direttore del Parco, “nasce da un progetto condiviso con Carlo Rescigno e Matilde Civitillo dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani”.

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La terrazza del Castello di Baia sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

La mostra invita il pubblico a immergersi nell’epoca in cui l’alfabeto giunse sulle rive cumane, circa 2700 anni fa, portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia. Il “compito” di narrare attraverso questo racconto è stato affidato a 35 reperti, provenienti dai maggiori musei archeologici italiani, la rivoluzione dell’introduzione dell’alfabeto greco a Cuma e le conseguenze sulle culture dell’Italia antica.

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Uno dei reperti esposti nella mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (foto pa-fleg)

A corollario della mostra, il 13 e 14 giugno 2024, il convegno “La voce, il segno e il mezzo. Percorsi e trasformazioni della comunicazione tra oralità, scrittura e media differenti”, con la partecipazione di studiosi italiani e stranieri, approfondirà quanto proposto a livello divulgativo attraverso una riflessione sull’alfabeto, i suoi aspetti antropologici e le testimonianze delle trasformazioni imposte dal mutamento dei media e della comunicazione sia scritta che verbale.

Castello di Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei apre la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma”: 35 reperti da tutta Italia esplorano il mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico

baia_castello_mostra-la-pittura-della-voce-l-alfabeto-prima-e-dopo-cuma_locandinaDa dove arrivava quell’alfabeto giunto circa 2700 anni fa sulle rive cumane e portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia? Quali conseguenze culturali, sociali e politiche ebbe questo approdo sulle comunità locali? Cosa successe dopo? Verso quali strade e forme si diressero i caratteri portati dall’Eubea? Queste domande, affascinanti e cruciali per comprendere l’evoluzione della cultura e della società dell’Italia antica trovano risposta in una serie di oggetti, provenienti dai più importanti musei archeologici italiani, recanti iscrizioni di varia natura, redatte con alfabeti diversi ma strettamente interconnessi, esposti nella mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che apre lunedì 6 maggio 2024, alle 16, al Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, e resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024. Interverranno Massimo Osanna (direttore generale Musei) e Rosanna Romano (direttore generale per le politiche culturali e il turismo, Regione Campania). La mostra nasce da un progetto condiviso tra il parco archeologico dei Campi Flegrei e l’università della Campania “Luigi Vanvitelli” di un progetto coordinato dal direttore del Parco, Fabio Pagano, e da Matilde Civitillo e Carlo Rescigno, docenti dell’Università “Vanvitelli”. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani.

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L’acropoli di Cuma nell’area archeologica del parco (foto parco campi flegrei)

Il museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia sarà il palcoscenico di un’affascinante esplorazione nel mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico. “Abbiamo voluto raccontare l’introduzione dell’alfabeto greco a Cuma e ricordare la centralità dei Campi Flegrei come ponte di contatto tra mondi e vettore di innovazione culturale”, spiegano al Parco. “Per farlo ci siamo affidati a 35 splendidi reperti, provenienti da importanti musei Archeologici italiani, per la prima volta in mostra insieme nel museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia. Un viaggio tra le righe nelle culture dell’Italia antica”.