Archivio tag | Donata Luiselli

San Lorenzo Bellizzi (Cs). Convegno “Da Ötzi all’Uomo della Pietra Sant’Angelo. La preistoria dell’Italia scritta nel nostro DNA” a margine della sesta campagna di scavi 2023 nella Grotta di Pietra Sant’Angelo, eccezionale giacimento archeologico con evidenze dal Paleolitico all’Eneolitico

san-lorenzo-bellizzi_grotta-sant-angelo-conferenza-da-oetzi-all-uomo-della-pietra-sant-angelo_locandinaSesta campagna di scavi 2023 di tre settimane nella Grotta di Pietra Sant’Angelo, a San Lorenzo Bellizzi (Cs), condotta in collaborazione tra l’università del Molise e l’università di Bari Aldo Moro, con il supporto del Comune di San Lorenzo Bellizzi. La Missione di ricerca universitaria che opera nel sito e il Comune di San Lorenzo Bellizzi hanno organizzato per l’occasione una conferenza pubblica sui risultati delle indagini condotte sul DNA di un individuo seppellito nella cavità 7000 anni fa nonché sulla popolazione moderna di San Lorenzo Bellizzi. Relazioneranno i ricercatori del Laboratorio del DNA antico dell’università di Bologna e sarà presente la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza. Modererà la conferenza il giornalista Andrea Mazzotta. Appuntamento martedì 19 settembre 2023, alle 17.30, al Centro Polifunzionale di San Lorenzo Bellizzi (Rione Sgrotto) per l’evento “Da Ötzi all’Uomo della Pietra Sant’Angelo. La preistoria dell’Italia scritta nel nostro DNA”. Dopo i saluti del sindaco Antonio Cersosimo e della soprintendente Paola Aurino, intervengono Mariangela Barbato (Sabap Cosenza) su “La ricerca speleo-archeologica nella Calabria settentrionale”; Felice Larocca (centro di ricerca “Enzo de Medici”, università di Bari) su “La Pietra Sant’Angelo. Introduzione al contesto speleo-archeologico”; Antonella Minelli (università del Molise) su “La scoperta e lo scavo dell’Uomo della Pietra Sant’Angelo”; Donata Luiselli (università di Bologna) su “I nostri geni raccontano…”; Francesco Fontani (università di Bologna, laboratorio del Dna antico) su “Lo studio bio-archeologico dell’Uomo della Pietra Sant’Angelo”. Conclusioni affidate alla soprintendente Paola Aurino.

san-lorenzo-bellizzi_grotta-pietra-sant-angelo_ingresso-prima-degli-scavi_foto-centro-enzo-dei-medici

L’ingresso della Grotta di Pietra Sant’Angelo prima che iniziassero gli scavi archeologici (foto dagli archivi del C.R.S. “Enzo dei Medici”)

La Grotta di Pietra Sant’Angelo, nota e censita sin dalla fine degli anni Settanta – si legge sul sito del centro regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” -, ha palesato la presenza di un eccezionale giacimento archeologico con evidenze riferibili ad un ampio arco di tempo, esteso dal Paleolitico all’Eneolitico, con sporadiche attestazioni di frequentazioni più recenti. La scoperta di una sepoltura datata col radiocarbonio a 7000 anni da oggi, in piena età neolitica, ha connotato il sito per le sue valenze funerarie anche se molti altri elementi, in un’ottica diacronica, lo contraddistinguono soprattutto come luogo di bivacco temporaneo. I livelli più antichi toccati finora dall’indagine archeologica sono riferiti al Paleolitico superiore (focolare datato a 14500 anni da oggi, associato a resti di fauna e abbondanti manufatti e schegge in selce). Sopra i livelli paleolitici compare l’intera sequenza neolitica, contraddistinta da tutte le sue fasi (antica, media e recente), cui si sovrappongono elementi di età eneolitica.

san-lorenzo-bellizzi_grotta-pietra-sant-angelo_scavi-antegrotta_foto-centro-enzo-dei-medici

Grotta di Pietra Sant’Angelo: scavi nell’ampia antegrotta, a ridosso dell’ingresso della cavità (foto dagli archivi del C.R.S. “Enzo dei Medici”)

La campagna di ricerche del 2023 si concentra in tre aree distinte: 1) nella più avanzata antegrotta, ad immediato contatto con la superficie; 2) nell’antegrotta più profonda, caratterizzata da una marcata penombra; 3) in una camera terminale, completamente oscura. Gli obiettivi sono fondamentalmente due: 1) definire meglio la natura delle frequentazioni umane neo-eneolitiche; 2) proseguire l’esplorazione del deposito pleistocenico che alcune considerazioni fanno ritenere ancora molto profondo. Parallelamente ai lavori sul terreno saranno effettuate attività laboratoriali sui reperti acquisiti (all’interno del locale Centro di ricerca speleo-archeologica e Laboratorio di Paletnologia). Sono previste anche, a margine degli scavi, ricognizioni nel territorio circostante la Grotta di Pietra Sant’Angelo, alla ricerca di nuovi siti d’interesse archeologico, nonché interventi di documentazione in grotta (a fini topografici, fotografici, ma anche in funzione della georeferenziazione degli stessi siti).

san-lorenzo-bellizzi_grotta-pietra-sant-angelo_scavi-settore-più-interno_foto-centro-enzo-dei-medici

Grotta di Pietra Sant’Angelo: scavi nel settore più interno della cavità (foto dagli archivi del C.R.S. “Enzo dei Medici”)

La direzione scientifica della campagna di scavi 2023 è affidata alla prof.ssa Antonella Minelli (università del Molise, dipartimento di Scienze umanistiche, Sociali e della Formazione) e dr. Felice Larocca (università di Bari Aldo Moro, Gruppo di ricerca speleo-archeologica). Con la Missione di ricerca collaborano altre Università per lo studio di aspetti specialistici: Alma Mater Studiorum – università di Bologna, dipartimento di Beni culturali, Laboratorio del DNA antico (referente: prof.ssa Donata Luiselli); università di Torino, dip. di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, laboratorio di Antropologia morfologica (referente: prof.ssa Rosa Boano); university of Coimbra, centre of Studies in Geography and Spatial planning, department of Geography and Tourism, Portugal (referente: prof. Luca Antonio Dimuccio).

Forlimpopoli (Forlì-Cesena), al museo Archeologico incontro sul cibo dalla preistoria all’età moderna. Tutto il calendario delle “Conversazioni al Maf”. Ultimi giorni della mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”

Al museo Archeologico di Forlimpopoli (Forlì-Cesena) ciclo di incontri sul cibo dalla preistoria all’età moderna

Tutto quello che avreste voluto sapere sul cibo, dalla Preistoria al XIX secolo: dall’archeologia culinaria alla simbologia della preparazione, rituali e curiosità sull’uso e l’evoluzione del cibo, elemento di condivisione per eccellenza. È l’obiettivo del ciclo di incontri “Conversazioni al MAF”, a cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari, dedicati ai temi del cibo e dell’alimentazione nel mondo antico con l’intento di offrire diversi punti di vista e nuovi spunti di riflessione. Primo appuntamento al museo Archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli (Forlì-Cesena) venerdì 10 maggio 2019, alle 20.15, con “Il cibo tra necessità, condivisione e ostentazione dalla Preistoria all’età moderna”, promossa dal MAF Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, in concomitanza con gli ultimi giorni della mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”, ospitata nelle sale del MAF fino al 19 maggio 2019.

Locandina della mostra “uniCIBO. Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”

La mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”, a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari, è stata promossa nell’ambito dell’Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC nel 2018. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna. “Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello”, spiegano i curatori. “Dalla necessità alla sublimazione – la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche. Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!….anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…”.

L’archeologa Cinzia Cavallari

Venerdì 10 maggio 2019, al Maf, l’archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell’arte Anna Stanzani, entrambe funzionarie della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, propongono un percorso per immagini commentate sul tema dell’alimentazione e della “liturgia” dei pasti. Nel corso della Preistoria, da un’economia basata sulla caccia e la raccolta dei frutti spontanei si passa, a seguito della scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento, a un cambiamento radicale: di fatto il focolare domestico diventa simbolo di famiglia e di comunità. L’alimentazione accompagna la storia dell’uomo in tutte le sue sfaccettature, tra necessità di sostentamento a strumento di ostentazione di stato sociale. Pasti frugali, banchetti sontuosi in età romana e medievale, mutazioni del gusto, mode, sfruttamento delle risorse naturali, cucine, vasellame da mensa e contenitori per la cottura e la conservazione dei cibi costituiranno un’originale chiave di lettura per comprendere l’evoluzione delle società antiche, medievali e post-medievali. Per l’età moderna, si aprirà una finestra particolare: quali sono i cibi e le suppellettili messi in tavola dai pittori? E quali sono le occasioni principali per rappresentare il cibo e i temi conviviali? Banchetti sacri e profani, cucine e osterie, nature morte e mercati saranno il filo conduttore di un viaggio nella civiltà della tavola.

La locandina del ciclo di incontri “Conversazioni al Maf”

Il ciclo “Conversazioni al Maf” continua fino al 24 maggio 2019. Prossimi incontri: venerdì 17 maggio, alle 20.30, con Massimo Montanari, storico, università di Bologna, presidente Comitato scientifico Casa Artusi, su “Crudo, cotto, cucinato. Pratiche alimentari fra natura e cultura”; venerdì 24 maggio, alle 20.30, con Donata Luiselli, antropologa, università di Bologna – Campus di Ravenna, su “Dieta, clima e infezioni nel passato: che eredità nel presente degli Italiani?”. Tutte le conferenze si tengono nella sala delle Anfore del MAF e sono a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Info 0543 748071 (venerdì 9-13, sabato e domenica 10-13 e 15.30-18.30); info@maforlimpopoli.ithttp://www.maforlimpopoli.it