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Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”

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L’allestimento della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Nell’ambito della manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” martedì 5 marzo 2024 nuova tappa che racconta l’impegno del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la tutela e la valorizzazione del territorio in sinergia con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Sinergia suggellata dalla recente firma del protocollo d’intesa per la condivisione di attività, iniziative, programmi di ricerca, conservazione, tutela, promozione e valorizzazione dei contesti archeologici provenienti dal Territorio di Reggio e custoditi presso i depositi di entrambi gli Istituti. Dopo l’inaugurazione del 23 gennaio 2024 della mostra temporanea sulle terrecotte architettoniche provenienti dagli scavi urbani di Reggio Calabria con annesso il laboratorio didattico di rilievo 3D a cura della Scuola Superiore Meridionale di Napoli e l’inaugurazione della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” curata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (vedi Reggio Calabria. In piazza Paolo Orsi del museo Archeologico nazionale l’evento “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza”: laboratorio sperimentale aperto al pubblico con attività scientifiche, solitamente riservate agli studiosi, in diretta. Apertura della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio”, e lancio del progetto Farm | archeologiavocidalpassato), è l’ora di un altro appuntamento molto importante.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_locandinaMartedì 5 marzo 2024, alle 10, in sala conferenze del MArRC, la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”. Nell’ambito della proficua collaborazione tra il MArRC e la SABAP RC-VV, è nato il progetto di restauro di un pithos (vaso contenitore di grandi dimensioni), ritrovato fortuitamente nel territorio di Polistena nel 2019, che si concluderà con l’esposizione dello stesso nelle sale museali del Museo. Si tratta di un pithos di tipo reticolato che, per genere e forma, risale alla media età del Bronzo. Esso rappresenta un unicum archeologico in quanto è il ritrovamento della facies Thapsos/Milazzese più settentrionale che attualmente si conosce.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_programma_locandinaAlla conferenza interverranno Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e Filippo Demma, direttore ad interim della direzione regionale Musei Calabria, seguiti da Salvatore Fida, presidente del gruppo archeologico Altano di Polistena che ha collaborato con la SABAP RC-VV agli scavi, e Aldo Nasso, scopritore del pithos stesso. Il funzionario archeologo Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni del MArRC e il funzionario restauratore Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro del Museo, illustreranno il progetto di restauro e gli approfondimenti scientifici di settore. In particolare, è in corso uno studio grafico ricostruttivo del pithos con osservazioni sulla tecnologia di fabbricazione a cura dell’archeologo esperto dell’età del Bronzo Carlo Veca, ed un approfondimento diagnostico sui resti organici per la classificazione funzionale del manufatto da parte di Enrico Greco, ricercatore del dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche dell’università di Trieste. È prevista anche la caratterizzazione minero-petrografica dell’impasto per lo studio di provenienza curata da Mauro La Russa, professore del dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’università della Calabria. Seguirà l’intervento del funzionario archeologo della SABAP RC-VV Andrea Maria Gennaro che affronterà i temi del recupero del manufatto e della sua contestualizzazione archeologica. Infine Giuseppe Mantella, restauratore responsabile della ditta esecutrice dei lavori, parlerà degli interventi conservativi a oggi realizzati, preliminari alle operazioni di ricomposizione e integrazione plastica.

reggio-calabria_archeologico_dietro-le-quinte_locandinaAlla conferenza verrà presentato un calendario di visite guidate al cantiere di restauro per dare al pubblico l’inedita possibilità di assistere al restauro del pithos, in continuità con il progetto di grande successo avviato a gennaio “Dietro le quinte: visita al laboratorio di restauro del Museo”. La manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” si arricchirà nei prossimi mesi con altri due appuntamenti da non perdere: la presentazione alla città degli affreschi provenienti dalle Terme Romane di Reggio Calabria restaurati dagli studenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’università della Calabria e del Busto Trapani Lombardo restaurato dai collaboratori esterni della SABAP Anna Arcudi e Francesco Lia.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia apre la mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” che vuole riscoprire il tema del ruolo della donna in antico per attualizzarlo e confrontarlo con quanto avviene ai nostri giorni. A corollario ciclo di conferenze sul coraggio femminile

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_mostra_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia è tutto pronto per l’inaugurazione della mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” che inizierà mercoledì 28 febbraio 2024, alle 11. Introdurrà e coordinerà i lavori Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia. Previsti gli interventi di Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia; Paolo Giovanni Grieco, prefetto della Provincia di Vibo Valentia; Rosario Varì, assessore allo Sviluppo economico e Attrattori culturali della Regione Calabria; Cristiano Tatarelli, questore della Provincia di Vibo Valentia; Luca Toti, comandante provinciale Carabinieri Vibo Valentia; Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Michele Mazza, funzionario archeologo soprintendenza Reggio Calabria-Vibo Valentia; Fortunato Cozzupoli, presidente Polo Innovazione Cultura Turismo “Cassiodoro”; Antonio Alvaro, presidente del Flag dello Stretto; Giuseppe Bartucca, unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Vibo Valentia; Silvestro Grillo, ente nazionale Sordi Vibo Valentia. A concludere i lavori sarà Filippo Demma, direttore regionale Musei Calabria. La mostra, che durerà un anno, dal 28 febbraio 2024 al 28 febbraio 2025, è ospitata negli ambienti della torre nord (XIV secolo) del castello medievale della città, sede del museo, ed è curata dal direttore del museo Maurizio Cannatà e dal funzionario della soprintendenza Michele Mazza, racconterà proprio le storie di celebri figure femminili legate al passato dell’antica Hipponion, città della Magna Grecia fondata dai Locresi agli inizi del VI secolo a.C., poi divenuta Vibo Valentia in età romana.

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L’allestimento della mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia (foto drm-calabria)

La mostra nasce da una riflessione sul contesto storico-culturale e sulla volontà di riscoprire il tema del ruolo della donna per attualizzarlo e confrontarlo con quanto avviene ai nostri giorni. La Storia infatti ci racconta che quella greca antica fu una società patriarcale. Ai soli uomini della città (polis) era riservata la partecipazione alla vita politica, mentre alle donne, custodi della casa (oikos), era affidato il ruolo di generare i cittadini del futuro. A questa “subordinazione” della donna all’uomo nella vita politica, tuttavia, corrisponde la complessità e la nobiltà dell’universo femminile ritratto nel mito greco, ovvero all’interno di quel sistema narrativo creato dai Greci (e insuperato da ogni altra cultura) volto a spiegare l’origine e il significato più profondo dei fenomeni universali. Tanti sono i personaggi femminili indimenticabili della letteratura greca, che hanno dato volto alle mille sfaccettature del pensiero e dell’agire umano. Antigone ad esempio, che esprime il primato della legge morale su quella dello Stato, o le divinità femminili, come Persefone e Artemide, senza le quali non avremmo saputo poi cosa definire i contorni dei concetti di amore, dolore, purezza, sacrificio, colpa e tanti altri sentimenti umani.

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Filippo Demma. direttore regionale Musei Calabria, e direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Con la mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi”, il museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia si conferma come polo culturale attivo di un vasto territorio di riferimento; non a caso l’Istituto ha nell’ultimo anno appena trascorso quasi raddoppiato il suo numero di visitatori rispetto al 2022. “Il passato”, sottolinea il direttore Filippo Demma, “ci mostra la forza dell’identità delle donne. Nel loro sangue scorrono secoli di indignazione ma soprattutto di speranza di un mondo e di un futuro migliore. L’obiettivo dei I Prati di Kore, attività che vedrà impegnati esperti e professionisti in incontri aperti a tutti, è quello di condividere e mostrare, soprattutto con i ragazzi, informazioni, storie ed esempi di donne che hanno avuto coraggio di scardinare la cultura imperante nelle società patriarcali e maschiliste diventando esempi indelebili nella storia dell’umanità”. L’esposizione si inserisce in un più ampio progetto culturale, frutto di un accordo di collaborazione tra la direzione regionale Musei, guidata da Filippo Demma, e il Polo per l’Innovazione, la Cultura e il Turismo “Cassiodoro”.

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_conferenze-28-febbraio_locandinaIl programma prevede anche lo svolgimento di un ciclo di conferenze a tema sul coraggio femminile, con ospiti illustri del calibro dell’antropologo Vito Teti e del magistrato Annamaria Frustaci e di incontri con gli allievi delle scuole del territorio, curati dai carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, dagli agenti della Questura e dai ragazzi dell’associazione “Libera contro le mafie” e una serie di workshop con le scuole. La prima conferenza “Donna. Il coraggio di una scelta”, coordinata da Emanuela Bambara, giornalista, funzionario per la comunicazione, mercoledì 28 febbraio 2024. Al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia, alle 16, il prof. Vito Teti, antropologo dell’università della Calabria, su “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”; alle 17, la dott.ssa Annamaria Frustaci, magistrato, sostituto procuratore DDA di Catanzaro, “La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia”.

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_conferenze-29-febbraio_locandinaGiovedì 29 febbraio 2024, il workshop “Semplicemente dee. Storie di donne coraggiose, antiche moderne”, coordinata da Emanuela Bambara, giornalista, funzionario per la comunicazione. Alle 9.30, “Medea. Il coraggio delle idee”: il capitano Veronica Pastori e i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia dialogano con gli allievi del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dalla Medea di Euripide a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia. Alle 11, “Elena. La forza della verità”: Vincenzo Chindamo, Sabrina Garofoli e l’associazione “Libera contro le mafie” dialogano con il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dall’Elena di Euripide a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia. Alle 12.30, “Antigone. La legge del cuore”: il vice questore aggiunto Erica Lavecchia e gli agenti della questura di Vibo Valentia dialogano con gli allievi del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dall’Antigone di Sofocle a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia.

Reggio Calabria. Il dg musei Massimo Osanna in tour nella Calabria Meridionale tra Il MArRC, Locri Epizefiri e Vibo Valentia: “Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile”

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Il direttore generale Musei Massimo Osanna con il direttore del MArRC Fabrizio Sudano e tutto il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sulla terrazza sullo Stretto (foto marrc)

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Il direttore generale Musei Massimo Osanna nella sala dei Bronzi di Riace con il direttore Fabrizio Sudano e il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Due giorni a tu per tu con le realtà museali della Calabria meridionale. È stato questo l’obiettivo della visita del direttore generale Musei Massimo Osanna agli istituti e ai luoghi della cultura statali della Calabria meridionale il 1° e 2 febbraio 2024. Il tour è iniziato dal MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ad accompagnare Osanna il neodirettore del Museo Fabrizio Sudano, in carica dal 15 gennaio 2024, che dopo una prima presentazione del personale e degli uffici, ha guidato il direttore generale tra le diverse sale del museo e nei depositi. Un’occasione per discutere anche dei vari progetti di miglioramento dell’accessibilità, del legame con il contesto territoriale e della possibilità di avviare nuove ricerche scientifiche e collaborazioni, sulla base di un programma di gestione e valorizzazione del Museo, condiviso in un’ottica di rilancio dell’immagine dell’istituto e della città. “Abbiamo ascoltato con interesse le proposte del direttore generale sull’allestimento”, dichiara Sudano, “e ne faremo tesoro per la futura programmazione”. Un’ulteriore tappa reggina è stata la visita allo scavo archeologico di Piazza Garibaldi, dove stanno emergendo importanti novità con la scoperta di un tempio su podio di età romana.

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Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri la direttrice Elena Trunfio, il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore regionale Musei Filippo Demma (foto drm-calabria)

Il viaggio è proseguito venerdì 2 febbraio 2024 con il museo e il parco archeologico di Medma-Rosarno, il piccolo polo museale che ruota intorno all’importante sito di Locri Epizefiri: accompagnato dal direttore della direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma e dalla direttrice Elena Trunfio ha visitato le tre sedi espositive, il parco archeologico e il teatro. Durante l’incontro sono stati condivisi i progetti in corso e quelli futuri, ricevendo spunti e suggerimenti concreti. Il tour si è chiuso al castello di Vibo Valentia, dove ha sede il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”. “La visita del Direttore Generale dei Musei in Calabria”, commenta Demma, “è solo l’ultima di una lunga serie e testimonia l’attenzione delle strutture centrali del Ministero nei confronti dei temi e dei problemi della nostra regione cui si aggiunge il deciso sostegno della Direzione Generale Musei all’azione di tutti gli istituti periferici calabresi. Grazie a questo ed all’impegno corale della nostra squadra sul territorio abbiamo raggiunto in questi anni importanti risultati che, d’accordo con il professor Osanna, concepiamo come un punto di partenza”. E Osanna, a margine del tour, chiude: “I musei della Calabria, in particolare quelli che ho visitato in questi due giorni contengono l’essenza stessa delle nostre radici culturali. Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile. Il lavoro del Ministero della Cultura in Calabria punta e deve puntare sempre più decisamente in questa direzione”.

Locri (RC). Al via la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie. Apre la presentazione del libro “La Calabria e il Mediterraneo nel Seicento. Economia, società, istituzioni, cultura”

locri-epizefiri_archeologico_un-caffè-storicamente-corretto_libro-la-calabria-e-il-mediterraneo-nel-seicento_locandinaPresentazioni di volumi, conferenze, seminari, incontri con esperti: sarà un 2024 intenso al museo nazionale e parco archeologico di Locri Epizefiri che con l’iniziativa “Un caffè… storicamente corretto – I giovedì del Circolo di Studi Storici Le Calabrie” presenta una programmazione annuale all’insegna della cultura e della condivisione di saperi. Si parte il 27 gennaio 2024, alle 17, al museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri, con la presentazione del libro “La Calabria e il Mediterraneo nel Seicento. Economia, società, istituzioni, cultura” che contiene gli atti dell’omonimo convegno promosso dal Circolo a cura di Sebastiano Marco Cicciò (università LUMSA di Palermo) e Vincenzo Naymo (università di Messina). Intervengono Filippo Demma, direttore regionale Musei della Calabria; Elena Trunfio, direttore del museo nazionale e del parco di Locri Epizefiri; Domenica Bumbaca, assessore alla Cultura del Comune di Locri; Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi Storici Le Calabrie; Luigi Franco, direttore editoriale di Rubettino editore. Nella stessa giornata sarà presentato l’intero programma della rassegna che prevede circa un incontro al mese. Il progetto, promosso dalla direzione del Museo e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie con il patrocinio del Comune di Locri, offrirà al pubblico diversi spunti di approfondimento su temi ampi legati al mondo della storia, dell’arte e dell’archeologia, con il coinvolgimento di studiosi autorevoli, afferenti tra l’altro ai più importanti atenei italiani. Il programma è stato concepito di concerto dalla direzione del Museo e dalla presidenza del Circolo che si è avvalsa della collaborazione del comitato scientifico del sodalizio nello specifico da Marco Cicciò, Alfredo Fulco, Filippo Racco, Gianfrancesco Solferino, Vincenzo Tavernese. Gli incontri si svolgono di giovedì (escluso il primo) e l’ingresso è gratuito. Non è necessaria la prenotazione.

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Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri

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Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi Storici Le Calabrie

“Questa iniziativa è frutto del lavoro sinergico e della condivisione di intenti con il Circolo Le Calabrie”, commenta la direttrice di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, “che è un’istituzione strutturata e riconoscibile sul territorio e annovera tra i propri soci studiosi qualificati. Insieme con la Presidente, la dott.ssa Marilisa Morrone che ringrazio, abbiamo costruito un programma variegato dal punto di vista dei contenuti, per abbracciare interessi diversi e dare risalto a temi culturali afferenti a svariati ambiti”. E il presidente del Circolo “Le Calabrie”, Marilisa Morrone: “La collaborazione con il museo nazionale di Locri Epizefiri, la cui direttrice Elena Trunfio abbiamo l’onore di annoverare tra i soci del Circolo, è il prosieguo di un percorso avviato lo scorso anno nel Museo che riconosciamo come un presidio di cultura prima ancora che un’Istituzione. È doveroso, perciò, ringraziare per la disponibilità la direttrice Trunfio e il direttore regionale Filippo Demma. La rassegna è una miscellanea di temi che rispecchiano le tre anime del Circolo, ovvero la Storia, l’Arte, l’Archeologia, declinate attraverso varie forme di divulgazione di studi e ricerche. I protagonisti degli eventi saranno studiosi e docenti di fama, molti dei quali soci del Circolo, che si alterneranno in una formula già sperimentata dal Circolo e accolta favorevolmente dagli addetti ai lavori. La Calabria sarà protagonista delle tematiche degli incontri ma inserita in un più ampio contesto del Regno di Napoli e del mondo mediterraneo, in un percorso tra generale e particolare”. “Sarà certamente un anno intenso”, concludono le curatrici Trunfio e Morrone, “con la consapevolezza che il museo Archeologico di Locri Epizefiri è sempre più un luogo in cui la comunità, del territorio e scientifica, può sentirsi rappresentata e costruire direttamente un percorso di crescita e sviluppo culturale e sociale”.

locri-epizefiri_archeologico_un-caffè-storicamente-corretto_i-giovedì-del-circolo_programma_locandinaIL PROGRAMMA. Nel mese di febbraio infatti si parlerà de  “Il Monastero delle Cappuccinelle di Cosenza e l’Ordine della Beata Maria Lorenza Longo nel Regno di Napoli” con Vincenzo Naymo dell’università di Messina e socio cultore del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” mentre a marzo, Filippo Racco, deputato di Storia Patria per la Calabria e socio cultore del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, relazionerà su “Le disposizioni in favore dell’anima nei testamenti pubblici calabresi del XVIII secolo. Aspetti sociali, giuridici ed economici”. Un doppio appuntamento è invece programmato per il mese di aprile: la presentazione del volume “Uccialì. Dalla Croce alla Mezzaluna. Un grande ammiraglio ottomano nel Mediterraneo del Cinquecento (Rubbettino Editore, 2021) di Mirella Mafrici (università di Salerno) e la tavola rotonda dal titolo “Dal commercio al contrabbando. Il traffico di beni archeologici e artistici nel XIX secolo” che coinvolgerà esponenti del mondo scientifico e degli enti di tutela. Nel mese di maggio spazio al periodo medievale con la presentazione del volume “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni in età Normanna” curato da Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) e dalla direttrice Elena Trunfio. Il tema della “via della seta” sarà invece trattato a giugno con la conferenza da Bianca Stranieri dell’università della Campania “L. Vanvitelli” dal titolo “Un fil di seta tra la Calabria e Napoli”. L’età moderna sarà invece protagonista a luglio della conferenza del prof. Giulio Sodano, Ordinario di Storia Moderna e direttore del dipartimento di Lettere e Beni culturali della “L. Vanvitelli”, nonché direttore della rivista Studi Calabresi, con il suo “Corti e cerimoniali nell’Europa dell’età moderna” mentre il legame tra la Calabria e la capitale del Regno farà da sfondo in agosto ancora una volta alla presentazione del volume su “Marco Aurelio Severino e il suo tempo” di Aurelio Musi già ordinario di Storia moderna dell’università di Salerno e Gennaro Rispoli direttore del museo delle Arti Sanitarie di Napoli, che tratta del celebre medico e scienziato calabrese vissuto nella Napoli del Seicento. Nel mese di settembre un appuntamento di approfondimento sui temi dell’archeologia del territorio di Locri Epizefiri con la conferenza del prof. Antonino Facella dell’università di Genova che relazionerà su “Pretoriate Survey: indagini topografiche nella vallata del Torbido”. Ad ottobre sarà la volta del prof. Giuseppe Caridi già ordinario di Storia moderna dell’università di Messina e presidente della deputazione di Storia patria per la Calabria con il volume “Il Cardinale Fabrizio Ruffo e la straordinaria avventura del 1799”, una lettura inedita del famoso condottiero della Santa Fede, mentre a novembre, la conferenza dello storico dell’arte socio cultore del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” Gianfrancesco Solferino i “Capolavori della cartapesta leccese in Calabria, tra serialità e libere interpretazioni” precederà la presentazione del volume “Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia” di Lorenzo Riccardi della soprintendenza ABAP per le province di Frosinone, Latina e Rieti e socio cultore del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”. Il fitto programma si concluderà a dicembre con l’intervento dell’archeologo medievista e socio cultore del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” Giuseppe Hyeraci “Da Locri a Gerace. Percorso diacronico attraverso la cultura materiale di età post classica”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Sicurezza e legalità. Come salvare il nostro patrimonio culturale a rischio”. Sudano: “Un’opportunità di confronto, riflessione e dibattito con i massimi esperti regionali sul tema della sicurezza e legalità”

reggio-calabria_archeologico_conferenza-sicurezza-e-legalità_locandinaNel segno dell’apertura al territorio e della divulgazione al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria giovedì 25 gennaio 2024, alle 16, la conferenza “Sicurezza e legalità. Come salvare il nostro patrimonio culturale a rischio” promossa dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con il supporto del Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38. “Un’opportunità di confronto, riflessione e dibattito con i massimi esperti regionali sul tema della sicurezza e legalità”, dichiara il direttore Fabrizio Sudano, “per l’approfondimento dei fenomeni di rischio per il nostro patrimonio culturale e il coinvolgimento della comunità e del tessuto imprenditoriale locale per il restauro e la fruizione dei beni recuperati. Un evento che valorizza la sinergia tra diversi enti istituzionali e pone l’accento sul ruolo essenziale e vitale della partecipazione di associazioni e imprese nella valorizzazione del patrimonio culturale”. L’incontro affronterà questo importante tema con i massimi esperti regionali del settore. Introdurrà l’incontro Fabrizio Sudano, direttore museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria a cui seguiranno i saluti istituzionali di Clara Vaccaro, prefetto di Reggio Calabria e Filippo Demma, direttore regionale Musei Calabria. Con la moderazione di Enrico Paratore del Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38, si alterneranno gli interventi di Gianfranco Zurzolo, Unità di Crisi per la Calabria per il ministero della Cultura, “Il ruolo dell’Unità di Crisi del ministero della Cultura. La gestione dell’emergenza”; del capitano Giacomo Geloso, comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, “Il ruolo del Comando TPC tra legalità e tutela del patrimonio culturale”; Sebastiano Rotta, della direzione regionale Vigili del Fuoco Calabria, “La salvaguardia dei beni culturali. Il contributo dei Vigili del Fuoco – Attività di prevenzione incendi – Azioni tecniche in emergenza”; Michele Folino Gallo, del dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria, “Il volontariato per la salvaguardia del patrimonio culturale. Progetti in atto e nuove opportunità”; Paolo Martino, incaricato regionale Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale calabra, “Il patrimonio culturale religioso in Calabria: formazione degli inventari informatizzati: strumenti per l’identificazione e il recupero delle opere in caso di calamità”; Antonino Tramontana, presidente Camera di commercio Reggio Calabria, “Il patrimonio culturale: risorsa per lo sviluppo dei territori e dell’economia locale”; e Daniela Costanzo, responsabile Ufficio Collezioni del MArRC, “Sostenere le istituzioni culturali con il fundraising: l’esempio dell’art bonus per il MArRC”.

Roma. Al Teatro Argentina la decina edizione di “Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà”: sette incontri con approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente

roma_teatro-argentina_luce-sull-archeologia-2024_locandina“Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà” torna per la decima edizione sul palcoscenico del Teatro Argentina che, dopo i successi delle passate edizioni, continua ad alimentare la sete di conoscenza e la grande passione per la millenaria storia di Roma. Sette appuntamenti, dal 14 gennaio al 14 aprile 2024, alle 11, per approfondire il rapporto dei romani con la terra e la natura, quando alla fine dell’età repubblicana ragioni storico-politiche e culturali determinarono la trasformazione della mentalità e del costume dell’élite sociale romana, che prediligeva sempre più una vita lontano dalla città e dal centro del potere. Si desiderava vivere una vita agiata e i piaceri del paesaggio in contesti extra urbani: otium cum dignitatem tempo libero da poter dedicare, con tranquillità, alle proprie attività intellettuali, ma anche al disbrigo degli affari politici e degli interessi economici. Residenze che nel tempo si sono arricchite di nuovi spazi, destinati non solo al piacere del corpo, come gli impianti termali, ma anche dello spirito, come i giardini per passeggiare, conversare, leggere.

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Massimo Osanna direttore generale Musei, protagonista del primo incontro di “Luci sull’Archeologia”  (foto graziano tavan)

Come per le precedenti edizioni, ogni incontro si comporrà come un viaggio di testimonianze, ricerche, riflessioni e immagini con il contributo esclusivo di storici, archeologi e studiosi d’arte, che guideranno il pubblico. “Luce sull’Archeologia” è un progetto del Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con la direzione generale Musei del ministero della Cultura e con il contributo dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, del periodico mensile Archeo e di Dialogues Raccontare L’arte. La decima edizione arricchisce i sette incontri di un nuovo contributo per una prospettiva multifocale, dal titolo La parola oltre il sipario, un momento di riflessione e approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente. Introduce Massimiliano Ghilardi con le anteprime del passato di Andreas M. Steiner e con i contributi di storia dell’arte di Claudio Strinati.

GLI INCONTRI. 14 gennaio 2024: Maurizio Bettini, università di Siena, su “Villa rustica: il paesaggio sonoro di un otium campestre”; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC, su “Tiberio a Capri. Nuovi progetti”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il fondale è un paesaggio”. 21 gennaio 2024: Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, su “La sublime bellezza di Baia, tra memorie emerse e patrimoni sommersi”; Francesca Rohr, università di Venezia, su “Tra villeggiatura e politica: soggiornare in campagna nella tarda repubblica”; Fabio Pierangeli, università di Roma Tor Vergata, su “Le vacanze di Palomar – Itinerari d’otium di Italo Calvino”; 11 febbraio 2024: Ivano Dionigi, università di Bologna, su “Lucrezio: un rivoluzionario a Roma”; Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “Elogio del tempo perso: la Villa dei Papiri di Ercolano”; Dacia Maraini, scrittrice, su “L’ozio della lettura con lo sguardo contemporaneo”. 25 febbraio 2024, Alberta Campitelli, storica dell’arte e dei giardini, su “L’eredità del passato nelle ville romane tra Rinascimento e Barocco: modelli e stili di vita”; Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, su “Dal piacere al potere: l’evoluzione dei giardini alla Reggia di Caserta”; Lina Bolzoni, Scuola Normale Superiore di Pisa, su “L’ozio creativo della lettura e della conversazione”. 3 marzo 2024: Francesca Romana Berno, università di Roma La Sapienza, su “Le smanie per la villeggiatura. Seneca in vacanza, tra ville al mare e riflessione filosofica”; Filippo Demma, direttore della direzione regionale Musei Calabria e del parco archeologico di Sibari, su “Eno/oìno. E dove non è vino non è amore, né alcun altro diletto hanno i mortali”; Ritanna Armeni, scrittrice, su “La rivoluzione dell’ozio femminile”. 10 marzo 2024: Francesca Ceci, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, su “Bellezza e otium attraverso i capolavori dei Musei Capitolini”; Emanuele Papi, università di Siena e direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, su “Erode Attico e le ville di un milionario in Grecia”; Matteo Nucci, scrittore, su “Perdere tempo per vivere il tempo: la scholè che vince la morte”. 14 aprile 2024: Giuliana Calcani, università di Roma Tre, su “Immagini dell’otium. Tra realtà e ricerca della perfezione”; Monica Salvadori, università di Padova, su “L’otium e l’arte di vivere nelle case romane”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il tempo pieno e vuoto del teatro”.

Rovereto (Tn). Prende forma il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”: due giorni di confronto, coordinati dall’archeologo Maurizio Battisti, per creare una rete di enti – dal Trentino a Calabria e Sicilia – interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi (foto fmcr)

Due giorni per mettere le basi del progetto “Le eredità di Paolo Orsi”, promosso dalla Fondazione Museo Civico, sotto l’egida del Comune di Rovereto e nella cornice di progetti culturali supportati da Fondazione Caritro. Con un obiettivo: creare una rete di enti interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano. L’appuntamento è al museo della Città di Rovereto il 17 e il 18 novembre 2023 dove si ritroveranno alcuni degli enti che hanno già dato adesione tra cui l’Accademia degli Agiati, la Biblioteca civica “G. Tartarotti”, la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, l’università di Trento, il museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC), la direzione regionale dei Musei della Calabria, il parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi, il Comune di Santa Severina (Kr), del Comune di Locri (RC), la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, il parco archeologico e paesaggistico di Siracusa e museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. Inoltre la rete ha già l’adesione informale di altri soggetti nazionali e internazionali, come ad esempio la Scuola Archeologica Italiana di Atene, e l’obiettivo comune è quello di continuare ad ampliarla.

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Frame del film “Paolo Orsi. La meravigliosa avventura” di Andrea Andreotti

Paolo Orsi, archeologo che ha visto l’inizio della sua straordinaria carriera a Rovereto e in particolare al Museo Civico, è stato uno studioso eccezionale e instancabile, capace di tessere legami che vivono ancora oggi tra la sua terra d’origine e le regioni dove maggiormente ha operato, in Sicilia e in Calabria. Ma la sua influenza è sentita in tutta Italia e all’estero grazie alla capacità di intrattenere relazioni scientifiche e a un metodo di lavoro che è diventato uno dei cardini della ricerca archeologica. La Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, non ha mai smesso di lavorare alla valorizzazione di uno dei suoi personaggi più illustri, e ha realizzato eventi, pubblicazioni e mostre in suo onore. Negli ultimi anni, di particolare rilievo è l’acquisizione dagli eredi del suo epistolario privato, il cui studio e messa in rete nell’ambito di alcuni progetti sostenuti dalla fondazione Caritro hanno permesso di gettare una luce del tutto unica sul grande archeologo.

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Ritratto dell’archeologo Paolo Orsi, nato a Rovereto nel 1859 (foto fmcr)

L’incontro, coordinato dall’archeologo del museo civico Maurizio Battisti, prevede la presentazione del progetto e dei soggetti presenti, e una giornata “operativa”, dove verranno concordati da parte degli esperti aggiornamenti alla pagina di Wikipedia relativa all’archeologo, grazie anche alla presenza di un rappresentante di Wikimedia Italia. Sarà inoltre presentato un progetto di realizzazione di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line dei ragazzi (classe III C, SSPG “Degasperi”, I.C. Isera-Rovereto).

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L’archeologo Paolo Orsi raccoglie appunti seduto su un capitello del tempio di Apollo Aleo, appena scoperto a Punta Alice nel Crotonese (foto fmcr)

Il programma. Venerdì 17 novembre 2023, museo della Città. Alle 15.30, accoglienza; 15.45, saluti istituzionali: Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Cultura del Comune di Rovereto; 16, Maurizio Battisti, responsabile sezione Archeologia della Fmcr, presenta il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”; 16.30, presentazione degli enti invitati a collaborare; 18, Maurizio Battisti presenta il programma della giornata successiva con intervento di Matteo Ruffoni di Wikimedia Italia. Sabato 18 novembre 2023. Sala conferenza della Fondazione Caritro. Alle 9, Maurizio Battisti descrizione della pagina web di Wikipedia dedicata a Paolo Orsi; 9.30, tavola rotonda: proposte e registrazione correzioni, modifiche e implementazioni alla pagina (da mettere in opera nei giorni successivi). La discussione continua anche dopo la pausa caffè; 12, presentazione del progetto di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line per i ragazzi, a cura della III C dell’istituto “Alcide Degasperi” di Rovereto.

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della giornata di studi al museo della Città di Rovereto

“Il museo sta lavorando da molto tempo sugli archivi di Paolo Orsi”, dichiara Giovanni Laezza, “e questo nuovo progetto permetterà di rinnovare legami con istituzioni di tutta Italia per favorire gli scambi, promuovere occasioni di approfondimento, verificare anche la correttezza delle informazioni sul web. Con la creazione di una rete, sebbene informale, auspichiamo il fiorire di tante altre iniziative nel tempo”. E Micol Cossali: “Paolo Orsi è l’incarnazione di una città che ha saputo affiancare la vocazione commerciale con quella per la cultura e dove l’archeologo roveretano ha potuto trovare terreno fertile per coltivare la propria passione fino a diventare lo straordinario archeologo che tante pagine della nostra storia ha riscoperto. La rete che attorno alla sua figura si è venuta a creare grazie alla Fondazione Museo Civico e a tutti gli attori coinvolti, rappresenta una occasione di crescita nel solco da lui tracciato”.

Crotone. I carabinieri del TPC, dopo lunghe indagini, restituiscono all’Italia (e al Perù e all’Equador) decine di reperti archeologici di 2500 anni fa, frutto di saccheggio. La cerimonia al museo di Pitagora

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Il comandante del Nucleo Carabinieri Tpc di Cosenza, tenente Giacomo Geloso, e il direttore regionale Musei della Calabria, Filippo Demma, davanti ai reperti archeologici restituiti all’Italia (foto drm-calabria)

In antico erano chiamati i “Nostoi”, i ritorni, ovvero il racconto del ritorno in patria di singoli eroi della guerra di Troia. Un qualcosa del genere è avvenuto giovedì 4 maggio 2023, a Crotone. Ma non si tratta del ritorno in patria di eroi del terzo millennio, ma di testimoni dei popoli e della cultura della Magna Grecia di 2500 anni fa. Al museo di Pitagora, centro di riferimento delle attività culturali della città di Crotone, si è svolta infatti la cerimonia di restituzione di reperti archeologici all’Italia (ma anche al Perù e all’Ecuador). Preziose testimonianze recuperate in Italia e nel Regno Unito nel corso delle attività dell’indagine convenzionalmente denominata “Achei”. Ne dà notizia direttamente la Direzione regionale Musei della Calabria. Presenti alla cerimonia di restituzione il direttore regionale Musei della Calabria, Filippo Demma; il comandante del Nucleo Carabinieri Tpc di Cosenza, tenente Giacomo Geloso; l’ambasciatore peruviano Eduardo Martinetti e il ministro dell’Ambasciata dell’Ecuador, Patricio Troya Suarez.

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La grande lekythos attica a figure nere su fondo bianco, attribuibile al Pittore di Edimburgo del 500 a.C., recuperata sul mercato clandestino dai Carabinieri del TPC (foto drm-calabria)

Le indagini condotte dal 2017 al 2018 hanno consentito di accertare sistematici saccheggi che garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di beni archeologici di ingente valore ed erano inseriti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all’estero. Tra i numerosi reperti uno specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata (kore) del V sec. a.C., una grande lekythos attica a figure nere su fondo bianco, attribuibile al Pittore di Edimburgo del 500 a.C., 52 esemplari di monete in oro, rame, bronzo argento che vanno dal V al III sec. a.C.

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Alcuni reperti archeologici recuperati dai Carabinieri del TPC di Cosenza tra cui, al centro, uno specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata (kore) del V sec. a.C. (foto drm-calabria)

“Significativo il lavoro svolto dagli Istituti del ministero della Cultura per contribuire alla conoscenza e allo studio dei reperti rubati e poi restituiti alla comunità e spesso le sale espositive sono occasione per scoprire opere recuperate grazie complesse attività di indagine”, è stato detto alla conferenza di presentazione. “Tappe queste che costruiscono la storia della tutela del patrimonio italiano. Ed è sempre più forte anche nella coscienza collettiva l’importanza della lotta al traffico illecito di reperti archeologici che ha il duplice scopo di recuperare materialmente i beni ed essere un deterrente per lo scavo clandestino, soprattutto per le disastrose conseguenze della distruzione dei depositi stratigrafici superstiti. Il recupero di questi reperti è quindi una riaffermazione della legalità e del diritto di ciascun popolo alla propria eredità culturale. E le diverse istituzioni che lavorano insieme per interporre efficaci barriere contro le aggressioni del crimine organizzato, consentono questi significativi ritorni”.

Firenze. A tourismA 2023 stand del Mic con focus su Altino, Metaponto, Sepino, Scolacium, e Ostia antica. Poi visite immersive, tavola rotonda sui bronzi dei musei delle Marche e filmato Rai sulla Regina viarum

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Lo stand del ministero della Cultura a tourismA 2023 (foto graziano tavan)

Il ministero della Cultura a “TourismA”, il Salone dell’archeologia e del turismo culturale al Palazzo dei Congressi, a Firenze, dal 24 al 26 marzo 2023. Il MiC, con il coordinamento del Servizio VI del Segretariato generale, è presente con uno spazio espositivo incentrato sulle iniziative di promozione del patrimonio archeologico, sulle strategie di valorizzazione e sulla conoscenza del mondo antico. Nello stand istituzionale vengono raccontati 5 luoghi della cultura, individuati in collaborazione con la Direzione generale Musei: il museo nazionale e area archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto); il parco archeologico Area urbana di Metaponto e Tempio delle Tavole Palatine (Direzione regionale Musei Basilicata); il parco archeologico di Sepino, in Molise; il museo e parco archeologico nazionale di Scolacium (Direzione regionale Musei Calabria) e, infine, il parco archeologico di Ostia antica che viene mostrato dall’alto grazie alle riprese effettuate con un drone. Quest’ultimo è stato premiato con il Marchio del patrimonio europeo dalla Commissione europea, nel 2019.

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Frame del film di RaiCultura “Regina Viarum. La via Appia nella storia”

Nelle tre giornate del Salone ci sono anche momenti di alto confronto scientifico che danno poi ampio risalto alle iniziative del MiC, i cui progetti saranno oggetto di dibattito tra i maggiori esperti del settore. Tra queste, in particolare, si segnala (sabato 25, dalle 12 alle 17 nello stand del MiC) una visita immersiva, con visori oculus, del ‘Tempio del Belvedere’ e degli affreschi delle ‘Tombe Golini’ (museo Archeologico nazionale di Orvieto). Prevista poi una tavola rotonda, a cura dell’Istituto Centrale per il Restauro, dal titolo “Sulle vie dei bronzi. Sculture in bronzo e bronzo dorato dai Musei delle Marche” e la presentazione di “Regina Viarum. La via Appia nella storia”, realizzato da Rai Cultura in convenzione con MiC-Ufficio UNESCO e presentato in occasione dell’iter di candidatura della Via Appia Antica nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (link Regina Viarum. Via Appia nella storia – RaiPlay). “Il turismo culturale rappresenta un segmento importante  dell’intero settore in Italia”, interviene il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Per questo motivo il Ministero ha deciso di partecipare con convinzione a TourismA, portando una accurata selezione dei tesori meno conosciuti ma non per questo meno preziosi del nostro patrimonio archeologico”.

Locri. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Nostos. Tesori locresi tornano a casa”: due opere dal museo Archeologico nazionale di Napoli

locri_archeologico_mostra-nostos-tesori-locresi-tornano-a-casa_locandinaQuasi un anno fa, all’inaugurazione del museo Archeologico nazionale di Locri, il direttore della direzione regionale Musei della Calabria, Filippo Demma, annunciava l’avvio dell’iter per il rientro di alcuni reperti locresi, diffusi nelle collezioni dei musei italiani. La promessa è mantenuta. Il primo passo venerdì 10 febbraio 2023, alle 17.30, si inaugura la mostra “Nostos. Tesori locresi tornano a casa” che rimarrà aperta al museo Archeologico nazionale di Locri fino al 10 aprile 2023. Dopo i saluti di Filippo Demma, direttore ad interim della direzione regionale Musei Calabria, interverranno i curatori Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico di Locri, e Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Quindi l’archeologa Daniela Costanzo, del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, parlerà di “Tante sublimi cose che ritrovai a Locri: studi e scoperte prima dell’Unità”. Posti limitati. La mostra riaccende la memoria sulla stagione di ricerche nell’Italia preunitaria con la formazione del Real Museo Borbonico di Napoli, nel quale confluivano le principali scoperte archeologiche di tutto il Meridione. Grazie alla sinergia attuata tra la direzione regionale Musei Calabria e il museo Archeologico nazionale di Napoli, erede del museo borbonico, nell’ambito della mostra “Bizantini. Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario”, due tesori locresi appartenenti alla collezione “Magna Grecia” del museo partenopeo potranno essere visti nello stesso luogo in cui furono rinvenuti. “È una grande gioia annunciare questa esposizione, piccola ma molto significativa per Locri Epizefiri”, scrive la direttrice Elena Trunfio. “Grazie al direttore Filippo Demma per avere avviato l’iter che ci porterà a rivedere a Locri reperti che sono custoditi nei depositi di altri musei italiani. Grazie a Maurizio Cannatà per avere contribuito in maniera determinante al ritorno a Locri dei pezzi che vi presenteremo venerdì e per la co-curatela dell’esposizione. Grazie a Daniela Costanzo per avere accettato il nostro invito a raccontarci di un’interessante stagione dell’archeologia dell’Italia preunitaria e di Locri Epizefiri. Grazie sempre a tutti i miei super colleghi del museo e parco archeologico nazionale di Locri”.