Archivio tag | Daniele Federico Maras

Firenze. Per “I pomeriggi dell’Archeologico” al museo Archeologico nazionale la conferenza “Archeologia e acque termali: nuove scoperte a San Casciano dei Bagni e a Poggetti Vecchi” con Biancamaria Aranguren e Jacopo Tabolli

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Per “Firenze e il suo Museo. I pomeriggi dell’Archeologico” martedì 17 dicembre 2024, alle 16, il museo Archeologico nazionale di Firenze ospita un pomeriggio di studi su “Archeologia e acque termali: nuove scoperte a San Casciano dei Bagni e a Poggetti Vecchi” in compagnia dei protagonisti delle più straordinarie scoperte archeologiche nei siti termali della Toscana. Intervengono Biancamaria Aranguren, su “Neanderthal e elefanti alle terme di Poggetti Vecchi (Grosseto)”, e Jacopo Tabolli, su “Acque termo-minerali e doni in bronzo. Il santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Siena)”. Modera: Daniele F. Maras (direttore del MAF). Ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it

Firenze. Il museo Archeologico nazionale propone “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, tre visite guidate a tema nell’ambito della kermesse L’Eredità delle Donne-OFF

firenze_archeologico_eredità-delle-donne-off_visiste-guidate_locandinaAnche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Firenze partecipa all’Eredità delle Donne-OFF, con tre visite guidate del direttore, etruscologo, e delle curatrici della sezione etrusca nei giorni 22-23 novembre 2024. “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, è questo il percorso che il museo propone, rivolto a tutte le tipologie di pubblici che vogliano approfondire il ruolo effettivo della donna etrusca all’interno della società, attraverso le controverse letture degli autori antichi e le incontrovertibili testimonianze dei sarcofagi e delle decorazioni dei vasi etruschi. L’intento è quello di offrire spunti di riflessione sulla condizione della donna etrusca, attraverso l’esplorazione delle opere principali del museo e il confronto con le immagini delle donne greche del tempo. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo e non necessitano di prenotazione. Info: claudia.noferi@cultura.gov.it

Venerdì 22 novembre 2024: alle 10, Claudia Noferi, “Ritratto di un’aristocratica donna chiusina: Il sarcofago di Larthia Seianthi”; 11.30 Barbara Arbeid, “Ceramica al femminile: insolite rappresentazioni di donne su vasi greci ed etruschi”.

Sabato 23 novembre 2024: alle 10, Daniele F. Maras, “La donna etrusca tra le maldicenze degli autori greci e la libertà delle immagini locali”.

Conferenza on line di Daniele F. Maras, direttore MAF, su “Firme invisibili etrusche (recentemente scoperte) e altre iscrizioni nascoste” per “I Seminari di Mnamon – Incontri SAET 2024” della Scuola Normale Superiore di Pisa

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Per “I Seminari di Mnamon – Incontri SAET 2024” (Antiche scritture del Mediterraneo Laboratorio di Storia, Archeologia, Epigrafia, Tradizione dell’antico) della Scuola Normale Superiore di Pisa, venerdì 8 novembre 2024, alle 16.30, Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, parlerà di “Firme invisibili etrusche e altre iscrizioni nascoste”. Il seminario si svolgerà esclusivamente online su MS TEAMS. Il direttore Maras presenta la scoperta recentissima di due firme “invisibili” di artista incise prima della cottura su terrecotte etrusche arcaiche, praticamente nascoste in piena vista nella decorazione di edifici sacri. La più antica è stata apposta sulla gamba di una delle figure divine sedute ad assemblea su una lastra a stampo ritrovata nel XVIII secolo nel santuario delle SS. Stimmate a Velletri: l’iscrizione è stata scoperta solo pochi anni fa, nonostante la terracotta, ben conservata, sia stata esposta per tre secoli alla vista di tutti. La seconda firma invece è incisa sopra la figura di un Sileno su una lastra dipinta da Cerveteri, ritrovata nel corso di uno scavo condotto dalla Soprintendenza nel 2018. Anche in questo caso l’iscrizione era sfuggita persino agli occhi dei restauratori, prima di essere finalmente riconosciuta. Con l’occasione si approfondiranno il significato e il funzionamento di queste iscrizioni “invisibili”, con alcuni insospettabili confronti nell’ambito dell’epigrafia greca e con l’aiuto di fonti letterarie, che svelano l’uso inatteso di metodi crittografici e steganografici nell’antichità.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale apre la sezione “Una tecnologia sostenibile” della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima”

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Locandina della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima” al museo Archeologico nazionale di Firenze dal 24 ottobre 2024 al 12 gennaio 2025

Mostra-evento per celebrare i “primi Toscani” e i 70 anni dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria a Firenze. Da giovedì 24 ottobre 2024 al 12 gennaio 2025 il museo Archeologico nazionale di Firenze ospita la sezione “Una tecnologia sostenibile” della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima”, compresa nel costo del biglietto d’ingresso al museo. L’inaugurazione alle 18 al museo di Antropologia e Etnologia, che ospita l’altra sezione della mostra dal titolo “Ambiente e risorse”. La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, che celebra così il suo 70° anniversario, in collaborazione con il Sistema Museale di Ateneo, università di Firenze e con il museo Archeologico nazionale di Firenze, in accordo con la direzione regionale Musei nazionali Toscana, e con il contributo di Regione Toscana e Fondazione CR Firenze.

firenze_archeologico_mostra-tecnologia-sostenibile_170000-anni-fa-a-poggetti-vecchi_disegno_foto-mafL’esposizione, curata da Bianca Maria Aranguren, Silvia Florindi, Daniele Federico Maras, Daniela Puzio e Anna Revedin, è dedicata al sito preistorico di Poggetti Vecchi (Gr), che costituisce un laboratorio eccezionale per lo studio dei cambiamenti ambientali e per l’adattamento delle comunità umane in periodi di crisi climatica. Fra i reperti eccezionali restituiti dal sito si ricordano i resti ossei riferibili a un’intera famiglia di elefanti antichi e soprattutto un gruppo di straordinari reperti di legno appartenuti a un gruppo di Neanderthal, miracolosamente conservati per oltre 170.000 anni, grazie a condizioni ambientali stabili e in assenza di ossigeno, ed esposti per la prima volta al MAF in anteprima mondiale.

Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte, riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”: VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

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Dal 17 al 19 ottobre 2024 Palazzo Vitelleschi, sede del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, ospiterà “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”, la VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia, promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e patrocinata dal ministero della Cultura e dalla direzione generale Musei. Negli anni trascorsi tra l’ultima edizione dei convegni del Parco e la successiva pubblicazione degli atti (2018, 2019), la ricerca archeologica, ordinata o frutto di casuali interventi sul territorio, ha prodotto nuove testimonianze, scoperte minime o significative che hanno ampliato il corpus e le conoscenze sulle terrecotte architettoniche dell’Italia antica. Riprendendo una soluzione consueta per le prime edizioni dei convegni, la nuova edizione è organizzata su base topografica ed integralmente incentrata su scoperte e riletture. L’incontro si svolge in due giorni: alle relazioni oggetto di discussione si accompagna l’edizione di notizie online, suddivise per temi topografici. Il terzo giorno è dedicato, come di consueto, a un sopralluogo al sito archeologico di Gravisca. Durante la giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di discutere e analizzare gruppi selezionati di materiali provenienti da Gravisca e dalla Civita, esposti per l’occasione all’interno dei depositi Bruschi. A fine lavori, tutte le comunicazioni saranno pubblicate senza distinzione di spazio editoriale in un volume sottoposto a referaggio che si inserirà nella collana degli Atti.

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Operazione Symes: alcuni dei reperti recuoerati dai carabinieri del TPC (foto emanuele antonio minerva / mic)

Si spazia dagli inediti vulcenti, presentati giovedì 17 da Simona Carosi, funzionaria archeologa referente di zona per la soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e da Carlo Regoli di Fondazione Vulci, databili dall’età etrusca a quella romana; al frammento di acroterio con amazzone a cavallo del tempio di Vigna Marini Vitalini a Cerveteri, di cui nello stesso pomeriggio del 17 parla la funzionaria archeologa territorialmente competente, Rossella Zaccagnini, insieme a Leonardo Bochicchio, già funzionario della Soprintendenza e oggi direttore dei parchi archeologici della Maremma. Zaccagnini e Bochicchio relazioneranno poi anche su altri frammenti di terrecotte architettoniche, parte dei materiali recuperati grazie all’operazione di sequestro del 2026, denominata Symes. Ciò offre spunto anche per ragionare in tema di tutela del patrimonio culturale e archeologico e di contrasto al traffico illecito e di danni al patrimonio stesso ad opera dei cosiddetti tombaroli. Beni trafugati e recuperati, restituiti al luogo di provenienza. E proprio l’operazione Symes ne è un esempio. Prende il nome dal noto trafficante internazionale d’arte Robert Symes e ha permesso di riportare in Italia ben 600 reperti provenienti da furti o prede dei tombaroli e localizzati molti anni dopo in musei, gallerie e collezioni private. E questi reperti sono vere e proprie deliciae: opere d’arte che richiamano tanto il significato intrinseco nella parola latina di vizi, gioie, piaceri. Capolavori per la loro bellezza, anche nel senso del termine di raffinatezze di stile e dei motivi ornamentali e iconografici. Un vocabolo che racchiude in sé la plurima anima di queste terrecotte; per la valenza artistica, architettonica, funzionale, estetica, ma anche storica e archeologica di fonte di memoria e cultura. Da qui il loro fascino.

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Antefissa a testa femminile nimbata (fine VI secolo a.C.) dal santuario di Fondo Patturelli di Curti (Ce) (foto mic)

Il convegno tarquiniese, inoltre, è anche l’occasione per Daniele Federico Maras, già funzionario della soprintendenza dell’Etruria meridionale e oggi direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, per presentare nuove riflessioni su un gruppo di lastrine architettoniche dipinte di provenienza ceretana, appartenenti al cospicuo nucleo di materiali recuperati nel 2016 dai Carabinieri TPC e dalla diplomazia culturale, a suo tempo oggetto di una sezione della grande mostra del 2019 alla Centrale Montemartini. L’attività di tutela della Soprintendenza non si esaurisce con la protezione e conservazione, ma continua con studi e approfondimenti e con la diffusione dei risultati della ricerca.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale al via la ristrutturazione con chiusura parziale delle collezioni. Riapre il vecchio ingresso, e prestiti per mostre del territorio

firenze_archeologico_chiuso-per-lavori_locandina“Il Museo si addormenta”. Con questo slogan il museo Archeologico nazionale di Firenze segnala l’apertura del cantiere che obbliga il ritorno al vecchio ingresso al museo da via della Colonna 38. Iniziano infatti in questi giorni i lavori di rinnovamento del Maf, che inevitabilmente comportano l’inaccessibilità di alcune sezioni. “Ma il Museo non chiuderà mai interamente al pubblico”, assicura il direttore Daniele Federico Maras che ha preso un impegno con i fiorentini e con i visitatori. “Anzi, per compensare la parziale chiusura, il calendario delle attività del Museo sarà più ricco e intenso, per offrire al nostro pubblico esposizioni temporanee, occasioni ed eventi culturali”.

firenze_archeologico_mostra-170000-anni-fa-a-Poggetti-Vecchi-I-Neanderthal-e-la-sfida-del-climaLa prima di queste iniziative è già in cantiere: infatti dal 24 ottobre 2024 una sala del secondo piano ospiterà la sezione “Una tecnologia sostenibile” della mostra “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. I Neanderthal e la sfida del clima”, organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e con l’università di Firenze, nonché in accordo con la direzione regionale Musei nazionali Toscana. Per l’occasione saranno esposti in anteprima mondiale alcuni straordinari reperti di legno appartenuti a un gruppo di Neanderthal, mai esposti prima al pubblico a causa della loro fragilità. Sono il documento del primo utilizzo del fuoco come strumento per la lavorazione del legno: una tecnologia primordiale che colpì l’immaginazione umana fino a ritrovarsi nel mito e nei simboli di popolazioni assai più vicine a noi, come viene raccontato nel percorso espositivo.

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Locandina della mostra “Il ritorno del condottiero. Principi etruschi nella Tomba del Duce di Vetulonia” al museo civico Archeologico di Vetulonia dall’11 agosto 2024 al 2 febbraio 2025

Inoltre, approfittando del disallestimento parziale delle collezioni, il Museo si apre al territorio, esponendo una parte degli oggetti nei musei vicini ai luoghi da cui provengono, come a Vetulonia con la mostra “Il ritorno del condottiero” e a Bibbona con la mostra “Bronzi etruschi”, e come accadrà a breve per la Chimera, che parteciperà alle celebrazioni vasariane ad Arezzo. Al suo ritorno, la celeberrima statua etrusca troverà ad attenderla la sua sala completamente rinnovata per dare il giusto posto d’onore al simbolo stesso del MAF, contrassegnata con il numero 1 nell’inventario generale delle collezioni.

Campagnano di Roma. Per GEP 2024 al museo Archeologico del Pellegrino presentazione del libro “Le vie cave in Etruria meridionale” (Antiqua Res Edizioni, 2024) curato da Francesca Ceci, Elena Foddai, Stefano Francocci e Stephan Steingräber

campagnano_archeologico_gep-2024_libro-le-vie-cave-in-etruria-meridionale_presentazione_locandinaIn occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2024, con il tema “Patrimonio in cammino”, il museo Archeologico del Pellegrino di Campagnano di Roma presenta la prima opera interamente dedicata alle antiche vie scavate nel tufo della Tuscia. Domenica 29 settembre 2024, alle 17, al MAP, dopo gli interventi Alessio Nisi, sindaco di Campagnano di Roma; Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant’Elia; e Gianfranco Piergentili, sindaco di Corchiano, presentazione del libro “Le vie cave in Etruria meridionale” (Antiqua Res Edizioni, 2024) curato da Francesca Ceci, Elena Foddai, Stefano Francocci e Stephan Steingräber. Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, dialoga con gli autori. Modera Michele Damiani, museo Archeologico del Pellegrino. Il libro raccoglie contributi di studiosi sul paesaggio e la viabilità rupestre della Tuscia, ed è la pubblicazione degli atti del convegno internazionale tenutosi a Castel Sant’Elia e Corchiano nel 2022. L’evento si tiene al museo Archeologico del Pellegrino (MAP), il museo civico di Campagnano dedicato al tema del viaggio nell’antichità, in perfetta sintonia con il tema proposto dalle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, coordinate in Italia dal ministero della Cultura. I presenti potranno acquistare il volume a prezzo speciale fino a esaurimento copie o su prenotazione. L’evento sarà arricchito da una rievocazione storica della figura del Viaggiatore Etrusco, a cura di Suodales APS.

 

Firenze. Per le GEP 2024 al museo Archeologico nazionale visite guidate al giardino monumentale, e tematiche alle collezioni. Apertura straordinaria serale a 1 euro

firenze_archeologico_gep-2024_locandinaPer le Giornate europee del patrimonio 2024 sabato 28 settembre 2024 apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze dalle 15 alle 22; ultimo ingresso ore 21.15. Il giardino monumentale aprirà al pubblico solo su prenotazione con la visita guidata Il giardino del MAF: un viaggio tra Firenze e l’Etruria a cura di Claudia Noferi e dei Servizi Educativi, per tutti alle 15.15, e per piccoli esploratori e famiglie alle 17. Dalle 15 alle 19 si effettua regolare bigliettazione, con riduzioni e gratuità previste per i musei statali; dalle 19 in poi il biglietto sarà al costo simbolico di 1 euro. Per le prenotazioni delle visite al giardino scrivere a claudia.noferi@cultura.gov.it. In aggiunta, le seguenti visite tematiche saranno comprese nel costo del biglietto: Dall’Egitto a Firenze. Viaggi e scoperte che hanno costruito una collezione (Anna Consonni), ore 16.30 e 18; Devoti e divinità dai santuari dell’Etruria alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Barbara Arbeid), ore 19.10 e 20.10; Il potente dio Eros: dalla creazione del mondo alla salvezza delle anime… con gioie e dolori del sesso – V.M.16 (Mario Iozzo), ore 21. Infine, per la rassegna “Al Museo con il direttore”, si aggiungeranno altri due incontri con Daniele F. Maras: Le strade degli Etruschi: viaggi di persone, di cose, di idee, ore 17.30; Togliamo un po’ di mistero dalla lingua degli Etruschi, ore 20.

Roma. Al museo nazionale di Villa Giulia “Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione di due libri: “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)” di Manuela Bonadies, e “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)” di Alessandro Conti

roma_villa-giulia_incontro-falerii-veteres-e-vulci_locandina“Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: venerdì 27 settembre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita un pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione dei libri: Manuela Bonadies, “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)”, Roma, Edizioni Quasar 2023; e Alessandro Conti, “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)”, Acquapendente, Ed. AntiquaRes 2024. Ingresso gratuito in sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Introducono Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Rossella Zaccagnini, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Dialogano con gli autori Simona Carosi, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; Daniele F. Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze. Interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC. Seguirà visita guidata alle sezioni di Vulci e Falerii.

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Copertina del libro “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna”

Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna. Se si escludono brevi commenti ai corredi funerari all’interno di alcuni importanti corpora, e accenni ad alcuni materiali esposti nelle sale del museo Archeologico dell’Agro Falisco e di Villa Giulia, i numerosi contesti provenienti dalle necropoli di Civita Castellana risultano privi di un’edizione sistematica e sono conosciuti, nel loro insieme, solo per l’edizione postuma della documentazione prodotta per l’edizione della Carta Archeologica, confluita nella Serie II della Forma Italiae edita del 1981. L’ingente materiale archeologico, attinente alla fase cronologica in esame, ha imposto la selezione di un primo campione di indagine costituito dai contesti funerari della necropoli della Penna, posta a sud-ovest del pianoro principale, integralmente presentati e commentati in questa sede. Per avere un quadro più omogeneo del record archeologico funerario della città, sono stati censiti e quantificati la maggior parte dei materiali provenienti dai restanti sepolcreti, aggiungendo al computo anche i materiali non acquisiti dallo Stato di cui si ha nota negli elenchi redatti contestualmente allo scavo dalla Guardia delle Antichità Giuseppe Magliulo. Sono noti, infatti, i limiti del record archeologico di Falerii, lontano dal costituire un campione di indagine ideale a causa dell’utilizzo prolungato delle camere funerarie nell’arco di più generazioni, delle numerose manomissioni avvenute fin dall’antico e dalle parziali acquisizioni del materiale archeologico effettuate contestualmente alle indagini. Il tentativo di “ricostruzione” dei contesti e della realtà funeraria di Falerii, proposto in questa sede, si avvale di un’importante base metodologica formalizzata da Giovanni Ligabue per l’edizione integrale della più antica necropoli di Montarano e di un’ampia e solida rassegna bibliografica, sia archeologica sia archivistica, che ha conosciuto negli ultimi anni un significativo incremento.

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Copertina del libro “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria”

Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria. Con questo volume si avvia, a distanza di oltre novant’anni, l’edizione sistematica delle ricerche condotte tra il 1929 e il 1931, nell’immediato suburbio settentrionale dell’antica città di Vulci, da Ugo Ferraguti, regio ispettore onorario e finanziatore degli scavi, sotto il controllo e la supervisione di Raniero Mengarelli, funzionario (diremmo oggi) dell’allora soprintendenza agli Scavi di Roma e Provincia, competente per territorio: una campagna di indagini che, nonostante i risultati notevoli – numerosi complessi funerari databili dall’età orientalizzante a quella ellenistica e i resti di un’area sacra –, non era mai giunta, per diverse ragioni, ad una compiuta edizione. Dopo un primo capitolo dedicato alla presentazione delle attività svolte a Vulci dai due protagonisti, vengono illustrate le complesse vicende che hanno determinato la mancata pubblicazione delle indagini e riassunti i punti salienti del lavoro di revisione che, in parte ancora in atto per ciò che concerne i complessi funerari, ha consentito di riordinare l’intera documentazione prodotta ai tempi degli scavi o negli anni immediatamente successivi; nel terzo capitolo viene affrontata la presentazione di uno dei contesti indagati dal “mecenate” e dall’“ingegnere”: l’area sacra di Carraccio dell’Osteria, già oggetto di fondamentali considerazioni da parte di Francesco Buranelli nel volume del 1994 dedicato alla presentazione delle fotografie del “Fondo Ferraguti”. Seguono alcune osservazioni conclusive che si spera possano costituire la base per ulteriori, auspicabili ricerche e approfondimenti.

Firenze. Per la Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale aperto anche la sera con laboratorio didattico e visite guidate. Il direttore Maras svela i segreti della Chimera e dell’Arringatore

firenze_archeologico_festa-della-rificolona_locandinaIn occasione della Festa della Rificolona, sabato 7 settembre 2024, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze sarà aperto eccezionalmente dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.15, con una serata ricca di eventi per grandi e piccini. Troverete un laboratorio didattico e visite guidate per tutti i gusti. Tutte le attività sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo ed è possibile farle anche tutte. Info e prenotazioni: claudia.noferi@cultura.gov.it.

“Sulle tracce di Maria Maddalena de’ Medici”, alle 18. Laboratorio didattico dedicato a tutti i bambini dai 5 agli 11 anni, a cura dei Servizi educativi del MAF. Non solo archeologia: nel laboratorio didattico della durata di 75 minuti circa, scopriremo insieme la storia di Maria Maddalena de’ Medici, un tempo vissuta nel Palazzo della Crocetta, ora sede del museo, e attraverseremo il suo passaggio segreto che la conduceva proprio sull’affaccio all’interno della Basilica della SS. Annunziata. E soprattutto costruiremo una Rificolona speciale da sfoggiare durante la processione, come gli storici contadini, e alla Festa che si terrà proprio su piazza SS. Annunziata, dove affaccia il museo. Il laboratorio è è compreso nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria. È opportuno che i genitori portino lo smartphone perché servirà.

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Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)

Visita guidata al “Corridore” di Maria Maddalena e al “Coretto”, della durata di 30 minuti circa, alle 18.30, 19.30 e 21.15, con la curatrice Claudia Noferi. Apertura straordinaria del Coretto di Maria Maddalena de’ Medici con l’affaccio sulla Basilica della SS. Annunziata. Il corridoio delle gemme porterà i partecipanti in uno degli angoli più intimi e suggestivi del Palazzo della Crocetta alla scoperta della vita di una dama seicentesca della famiglia de’ Medici. La visita è compresa nel biglietto d’ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria.

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Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, tra due capolavori del Maf, la Chimera e l’Arringatore (foto maf)

“Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore”, alle 18.15 e 20.45, con il direttore Daniele Federico Maras. Se qualcuno pensa di conoscere tutto sui due spettacolari grandi bronzi del MAF, si dovrà ricredere ascoltando il direttore che farà scoprire tutti gli intrighi e i segreti che si nascondono nei secoli successivi alla scoperta di questi grandi capolavori etruschi. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

Museo Archeologico di Firenze

I sarcofagi conservato al museo Egizio di Firenze (foto unifi / maf)

“I signori della vita. Alla scoperta dei sarcofagi del Museo Egizio”, alle 19 e 20.30, con la curatrice Anna Consonni. Nel programma non potevano mancare delle visite guidate alla sezione “Museo Egizio”, tanto amato. Viene proposto un viaggio alla scoperta degli straordinari sarcofagi che arricchiscono la sezione “Museo Egizio”, tra usi e costumi del rituale funerario di questo affascinante popolo. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.

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La Testa di cavallo Medici-Riccardi conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

“Il restauro dei grandi bronzi del Museo: il caso della Testa di cavallo Medici-Riccardi e della Minerva”, alle 19.30 e 20.45, con la restauratrice Giulia Basilissi. Una visita che condurrà i partecipanti nei secoli, attraverso la storia dei restauri di due grandi capolavori del MAF, per scoprire come questa sublime arte, possa ancora rivelare sorprese inaspettate. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al museo e non è necessaria la prenotazione.