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Agrigento. “Alba alla Valle dei Templi” con due eventi imperdibili: “Il risveglio dell’umanità” e “L’Iliade di Omero”. Un’esperienza di visita che al percorso guidato da archeologi esperti in didattica museale coniuga teatro, musica e danza

Un’esperienza straordinaria che al percorso guidato da archeologi esperti, coniuga i “quadri teatrali” curati da Gaetano Aronica e Giovanni Volpe che tra musica e danza muoveranno una compagine di circa 15 attori e musicisti. È lo spettacolo dell’Alba alla Valle dei Templi articolato in due eventi imperdibili: “Il risveglio dell’umanità” il 14, 16 e 23 agosto 2020, dalle 4.30 (durata 1 ora e mezzo); e “ILIADE di Omero” il 18, 19 e 30 agosto 2020, alle 5. Avvertenze: lo spettacolo dell’alba alla Valle dei Templi si svolge nel rispetto di tutte le misure di sicurezza per la gestione sanitaria da Covid-19. Si consiglia di prenotare  i biglietti on line e presentarsi al controllo accessi almeno 15 minuti prima dell’orario stabilito per l’ingresso in valle. Per coloro che acquisteranno al botteghino presentarsi con largo anticipo per agevolare le operazioni di acquisto biglietti e di assegnazione gruppo di visita, previa disponibilità. La biglietteria del Tempio di Giunone sarà aperta già dalle 4.30 per “Il Risveglio dell’Umanità” e dalle 3.45 per “L’Iliade di Omero”. Gli spettacoli non prevedono posti a sedere assegnati. La prenotazione va annullata, nel caso si fosse impossibilitati a venire, per dare ad altri la possibilità di assistere agli spettacoli. Durante l’evento per garantire la sicurezza di tutti: compilare il modulo di registrazione spettatori e lascialo nell’apposito box all’uscita; indossare la mascherina per tutto il percorso di visita e lo spettacolo finale; mantenere dagli altri visitatori una distanza di sicurezza di almeno 1 metro.

Alla alla Valle dei Templi di Agrigento: locandina dell’evento “Il risveglio dell’umanità”

Il risveglio dell’umanità. Tornano le visite spettacolo all’alba alla Valle dei Templi, un’esperienza di visita che al percorso guidato da archeologi esperti in didattica museale coniuga teatro, musica e danza. Le visite all’alba curate da CoopCulture e le straordinarie rappresentazioni teatrali, vedranno la regia e la partecipazione di Gaetano Aronica e di Giovanni Volpe che tra musica, danza e quadri teatrali muoveranno una compagine di circa 15 attori e musicisti che incontreremo tra i Templi, le loro colonne e gli angoli incantati della Valle dei Templi che proprio alle prime luci del sole si riveste di un fascino unico e raro nel Mediterraneo. Una tribù di donne e uomini liberi che scende dal Tempio ad accogliere gli ospiti al sorgere del sole, una comunità itinerante che si pone con lo stupore dell’oggi di fronte alle vestigia dei Templi attraverso le voci degli scrittori “eretici” del ‘900, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Marguerite Yourcenar, Albert Camus, ma anche Vitaliano Brancati e le nostre stesse parole, a raccontare questa storia disperatamente attuale che è ancora metafora della nostra società. L’Arte ha il dovere del coraggio, il compito di indicare strade che l’uomo, ottenebrato dal potere, non riesce più a scorgere: è questo il senso del nuovo percorso di visita de “Il Risveglio dell’Umanità”, un nuovo modello di visite che parte proprio dall’antico per leggere il moderno e il contemporaneo. Un nuovo modello di visite all’Alba, quello alla Valle dei Templi che parte proprio dall’antico per leggere il moderno e il contemporaneo. Modalità di partecipazione: biglietto, 20 euro; ridotto 18 euro per abbonati Parco e Under 25. Biglietti on line (https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=FEED5728-F7E6-325B-26C8-0173C344B042&catalogid=A2E97BAE-7A28-71CA-51F3-0173C921D2B3&lang=it) e in biglietteria fino ad esaurimento posti disponibili.

Alba alla Valle dei Templi di Agrigento con l’evento “L’Iliade di Omero”

L’Iliade di Omero. Sebastiano Lo Monaco, uno dei più versatili interpreti della tradizione teatrale italiana accetta la sfida di tradurre in scena il poema epico fondante della cultura occidentale e diventa il cantore che cuce in una nuova rapsodia i brani degli antichi racconti dell’Iliade di Omero. Il montaggio testuale, operato dalla grecista Monica Centanni, è supportato da un tessuto musicale che a volte si fa personaggio. Rivivranno il prode Ettore e il saggio Priamo, la tenace Andromaca e la bella Elena, e Paride, principe irruente che provoca una guerra per un’infatuazione. Tutta l’Iliade condensata in poco più di un’ora, senza perdere alcun quadro, alcuna scena, alcun personaggio, ma offrendo una visione di insieme attenta ai caratteri. Durante lo spettacolo gli spettatori assisteranno allo spuntare del sole fra le colonne del Tempio della Concordia, ascoltando l’appassionante racconto dell’Iliade da Sebastiano Lo Monaco, con le musiche di Dario Arcidiacono suonate dal vivo dal Quartetto Aretuseo che, fra gli altri bravissimi musicisti, annovera il Maestro Corrado Genovese al primo Violino. Al termine dello spettacolo verrà offerta una speciale colazione a tutti i presenti. Si potranno degustare alcuni dei prodotti a marchio Diodoros prodotti all’interno del Parco archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi come il miele, le mandorle, l’olio. La degustazione avverrà a Casa Barbadoro, casa colonica sotto il Tempio della Concordia. Un’esperienza di gusto che mira a rendere indimenticabile l’alba alla Valle dei Templi. Lo spettacolo è organizzato dal Parco Archeologico della Valle dei Templi con SiciliaTeatro e CastellinAria. Modalità di partecipazione: biglietto 13 euro  (+ 2 euro prevendita), ridotto 11 euro (+ 2 euro prevendita) per Abbonati Parco. Biglietti on line (https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=event&id=BFC8BA9D-9C67-B26B-1CD5-0173DE1065AE&catalogid=465C1288-0CC7-53B2-4D95-0173DEAC5A9B&lang=it) e in biglietteria fino ad esaurimento posti disponibili.

Pubblico e Privato nei beni culturali: rivedere le regole per il futuro dopo il lockdown. Convegno on line della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali

Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali

Quale collaborazione può esserci tra pubblico e privato nel settore dei beni culturali? In che modo rendere conciliabili le necessità di valorizzazione e tutela del nostro patrimonio con le aspettative dell’impresa che se ne assume oneri e rischi? Alla luce del contesto emergenziale che ha contraddistinto questo periodo storico, il controverso rapporto tra pubblico e privato nella gestione del patrimonio culturale richiede una nuova prospettiva, insieme all’approfondimento delle norme che disciplinano i rapporti di partenariato. Se ne discute il 25 giugno 2020, con un convegno online organizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, nel corso del quale sarà presentato il volume curato da Alfredo Moliterni “Patrimonio culturale e soggetti privati. Criticità e prospettive del rapporto pubblico-privato” (Editoriale Scientifica, 2019). L’incontro si terrà il 25 giugno 2020, alle 15.30, sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione, all’indirizzo fad.fondazionescuolapatrimonio.it. Al termine del convegno, dalle 17.15 alle 17.45, spazio alle domande e ai commenti. L’iscrizione è gratuita e fino a esaurimento posti disponibili. Insieme all’autore partecipano all’evento Marco D’Alberti, presidente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici; Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino; il Consigliere di Stato Paolo Carpentieri; il responsabile dipartimento Cultura e turismo dell’ANCI, Vincenzo Santoro; e Giovanna Barni, presidente CoopCulture e Co-presidente della Alleanza delle cooperative italiane cultura. Dopo i saluti di Carla Di Francesco, commissario straordinario della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, introdurrà l’incontro Carla Barbati, del consiglio scientifico Fondazione. Le conclusioni saranno invece affidate a Lorenzo Casini, capo di Gabinetto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Partecipanti dalle sensibilità e visioni diverse, insieme ai quali si tenterà di trovare i punti di equilibrio di un sistema che deve reagire all’indomani dell’emergenza pandemica. “Ci sono opinioni molto diverse sul ruolo del privato nella gestione dei beni culturali. Ma non v’è dubbio che di fronte alle difficoltà attuali è quanto mai necessario un nuovo patto pubblico-privato che possa aiutare a recuperare tutte le energie di cui il sistema ha bisogno, in un quadro chiaro di responsabilità e ruoli”, interviene Carla di Francesco. “La complessità non sta solo nel trovare una sintesi tra posizioni diverse, ma risiede nella normativa stessa, stratificata e frammentata, anche in ragione della pluralità delle fonti di disciplina, non riducibili al solo Codice dei beni culturali” aggiunge Carla Barbati. “Serve una riflessione anche per le future scelte del legislatore, che sarà chiamato a fare la sua parte”.

Roma, le Terme di Caracalla sono il primo sito archeologico italiano interamente visitabile in 3D con il progetto “Caracalla IV dimensione”. Con speciali visori il complesso severiano riacquista tutta la magnificenza degli ambienti, con le immagini reali di colonne, statue, fontane disperse nelle piazze e nei palazzi nobiliari di tutta Italia. A cominciare dal Toro Farnese oggi al Mann

Il complesso monumentale delle Terme di Caracalla realizzate a Roma nel 216 d.C.

Se dico “Toro Farnese”, la risposta è facile: “Museo Archeologico nazionale di Napoli”.  Il gruppo scultoreo ellenistico in marmo, la più grande scultura dell’antichità mai ritrovata, è infatti uno dei simboli del Mann. Ma l’opera colossale non proviene dall’area vesuviana, come molti capolavori lì esposti, ma da Roma. Anzi, per la precisione dalle Terme di Caracalla. E c’è anche un’ipotesi formulata dagli archeologi che “Il supplizio di Dirce”, più noto come “Toro Farnese”, non sia un capolavoro ellenistico ma di epoca imperiale, realizzato appositamente per le terme. Il gruppo fu rinvenuto nelle terme di Caracalla nel 1545 durante gli scavi commissionati da papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, per recuperare antiche sculture per abbellire la sua residenza di Palazzo Farnese. Il gruppo scultoreo, insieme al resto della collezione di antichità Farnese, fu prima ereditato da Carlo Borbone, figlio di Elisabetta, ultima discendente dei Farnese, e poi trasferita a Napoli per volontà di Ferdinando IV di Borbone nel 1788, quando si ultimò il trasferimento della raccolta nella capitale del Regno. E nel 1826,  il Toro Farnese passò dalla villa reale al museo archeologico, dove si trova tuttora. Ma le centinaia di migliaia di visitatori che in questi anni hanno ammirato le imponenti vestigia romane, non solo non hanno trovato nella Palestra grande il Toro Farnese, ma si sono trovati di fronte un monumento che nei secoli ha subito saccheggi e spoliazioni, tanto da rendere talora difficile la lettura delle rovine ai meno esperti. Ora non più.

Marmi preziosi, colonne, capitelli nella ricostruzione virtuale 3D delle Terme di Caracalla a Roma

Francesco Antinucci del Consiglio nazionale delle Ricerche

Dal 20 dicembre 2017 è possibile il tour in 3D delle terme di Caracalla con il progetto “Caracalla IV Dimensione”, promosso dalla soprintendenza Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e da CoopCulture, che lo ha finanziato con un investimento di 100 mila euro, e a cui ha collaborato per l’ideazione tecnologica Francesco Antinucci del Consiglio nazionale delle Ricerche. Il complesso, inaugurato dall’imperatore Caracalla della dinastia dei Severi nel 216 d.C., è il primo sito archeologico italiano interamente visitabile in 3D, con la possibilità di leggere e interpretare le grandiose vestigia delle Terme degli imperatori della dinastia dei Severi, in un continuo confronto tra realtà fisica e quella virtuale, tra presente e passato, attraverso un visore che riproduce i luoghi dove si trova il visitatore con una prospettiva immersiva. Dopo la riapertura di Santa Maria Antiqua nel 2015, i nuovi allestimenti della Domus Aurea nel 2016, l’illuminazione della tomba di Giulio II a San Pietro in Vincoli e il progetto dei luoghi segreti del Palatino e del Foro Romano nel 2017, per la soprintendenza speciale di Roma le terme di Caracalla rappresentano una nuova tappa nella promozione delle nuove tecnologie per la più ampia valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico romano. Il costo delle visite con la video guida virtuale è di 7 euro che si aggiungono al prezzo del biglietto (intero 8 euro). La prenotazione (consigliata) è di 2 euro.

Il famoso gruppo scultoreo del Toro Farnese “ricollocato” virtualmente nella Palestra grande delle Terme di Caracalla

Turisti con gli speciali visori alle Terme di Caracalla

Il soprintendente Francesco Prosperetti

Le Terme di Caracalla tornano a vivere e a raccontarsi ai turisti, grazie a un visore di ultimissima generazione che permette di visitarle vedendole ricostruite in tutta la magnificenza degli ambienti, con le immagini reali di colonne, statue, fontane che soprattutto nel Rinascimento sono state disperse nelle piazze e nei palazzi nobiliari di tutta Italia: le acque dell’immensa Natatio tornano a muoversi, cristalline, tra marmi preziosi, colonne, capitelli; lo splendore dell’immensa sala del Frigidarium ritrova le magnifiche volte alte più di cinquanta metri, i lucidi pavimenti intarsiati e la grande fontana rossa; la superba palestra con la grande statua del Toro Farnese, dopo secoli sembra magicamente tornata al suo posto. E presto il progetto verrà esteso al Mann di Napoli, il museo che oggi ospita nelle sue sale il gruppo scultoreo del Toro Farnese e altri elementi decorativi provenienti dal complesso termale romano. “Così anche al Mann”, spiega la presidente Coopculture Giovanna Barni, “i visitatori potranno vedere i capolavori dell’arte antica ricollocati nel luogo per il quale erano nati”. “Abbiamo realizzato qualcosa di meglio di una audio guida. In pratica la possibilità per tutti di fare un viaggio a ritroso nel tempo”, sottolinea il soprintendente Francesco Prosperetti. “Grazie alla tecnologia dotiamo le Terme di Caracalla di un indispensabile supporto per consentire al visitatore di vedere non solo gli spazi, ma anche gli strabilianti apparati e gruppi scultorei che decoravano gli ambienti antichi. Ma per Caracalla abbiamo voluto di più, abbiamo ibridato la realtà virtuale aggiungendo cioè immagini vere, riprodotte in tre dimensioni, di statue, oggetti e particolari architettonici che oggi non sono più in situ, e che tornano a Caracalla grazie a questo progetto innovativo”. Si parte in via quasi sperimentale con 30 visori, sottolinea la presidente di Coopculture, ma l’idea è di arrivare ai mesi più caldi e quindi più frequentati, con una dotazione molto più ampia, alla quale si potrebbero aggiungere nel tempo anche game e mappe digitali. “Caracalla IV Dimensione” è il frutto di un meticoloso lavoro storico e scientifico fatto in collaborazione da soprintendenza speciale di Roma e Cnr che hanno ripercorso gli studi degli ultimi trent’anni.  Entusiasta Marina Piranomonte, direttrice delle Terme di Caracalla, archeologa, da trent’anni alle prese con tutti i misteri del sito: “La biblioteca l’ho scavata nel 1987. Allora una tecnologia così non era nemmeno pensabile, l’unica cosa erano i disegni. Oggi con questo lavoro, trent’anni di studio e di ricerca diventano patrimonio di tutti”.

La magnificenza delle terme di Caracalla ricostruite in 3D grazie alle informazioni degli archeologi

Sei delle dieci tappe previste dal tour sono virtuali

La nuova visita delle terme di Caracalla è articolata in dieci tappe di cui sei con la realtà virtuale. Ci si muove tra i diversi ambienti, confrontando lo stato attuale con la ricostruzione storicamente meticolosa dell’aspetto originale, e scoprendo via via particolari che in una visita normale, guida cartacea alla mano, sono certamente più difficili da cogliere, compresi i pavimenti a mosaico che in larghi frammenti si sono conservati, alcuni con colori ancora incredibili. E se certo è impossibile tornare ad ammirare per esempio tutte le 156 statue che nel III secolo d.C. adornavano le altrettante nicchie ricavate sulle pareti di palestre, biblioteca, frigidarium e calidarium, così come non si sono potute ricostruire virtualmente le opere perdute, la sensazione di entrare all’interno di ambienti oggi scoperchiati dal tempo e scarnificati da intemperie e saccheggi è davvero molto coinvolgente. “La cosa più importante che pensiamo di avere ottenuto è l’effetto di comprensione delle strutture antiche”, conclude Antinucci: “Il progetto ha reso portabile la realtà virtuale e si avvale di una tecnologia sostenibile, facile da gestire e facile da usare per ogni tipo di turista”.