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Aquileia (Ud). Al via in piazza Capitolo il 17mo Aquileia Film Festival intitolato “Raccontare l‘invisibile” otto serate tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Aprono l’incontro con Giada Messetti e il film “Orcolat” sul 50mo del terremoto del Friuli

Piazza Capitolo ad Aquileia animata per l’Aquileia Film Festival 2026 – AFF (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Al via domani martedì 28 luglio 2026, alle 21, la diciasettesima edizione dell’Aquileia Film Festival intitolata “Raccontare l‘invisibile”: in piazza Capitolo otto serate – dal 28 luglio al 4 agosto 2026 – tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo. Tutte le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Inoltre tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Aquileia Film Festival 2026 – AFF: tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”.

Copertina del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti (Mondadori)

Il festival si apre martedì 28 luglio 2026 con una serata speciale, presentata da Giulia Pruneti, giornalista di Archeologia Viva, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. In programma la presentazione del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti, giornalista e sinologa che verrà intervistata dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti. Giada Messetti, nata a Gemona del Friuli, dopo la laurea in Lingue orientali a Ca’ Foscari, ha vissuto a Pechino dal 2005 al 2011 lavorando per Rai e Corriere della Sera. Rientrata in Italia è diventata autrice televisiva per Rai3, dove collabora a CartaBianca, e cura una rubrica sulla Cina per Rai Radio1. Ha pubblicato con Mondadori “Nella testa del Dragone” (2020) e “La Cina è già qui” (2022).

A seguire la proiezione del film “Orcolat” di Federico Savonitto (Italia 2025, 92’), prodotto da Kublai Film e RAI Cinema. Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Nelle serate successive, presentate da Giulia Pruneti, giornalista e responsabile PR di Archeologia Viva, il pubblico entrerà nel vivo del Festival e intraprenderà un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea: dalla missione dell’UNESCO nella difesa del patrimonio culturale alle sorprendenti scoperte nel sottosuolo di Roma durante i lavori di costruzione della metro C  attraverso i documentari che verranno proiettati mercoledì 29 luglio 2026 il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, e il film “Roma sotterranea, una metro nella storia”di Laurent Portes.Dagli enigmatici “aquiloni del deserto” tra Arabia Saudita e Giordania ai preziosi vetri romani recuperati nei fondali del Mediterraneo che scopriremo giovedì 30 luglio 2026 attraverso il film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville e il film “Vitrum – il vetro dei Romani”  di Marcello Adamo; fino alla prima mondiale di venerdì 31 luglio 2026 del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda che racconta il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del nostro territorio, la missione italiana dell’Università degli Studi di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. Il legame tra Aquileia e il suo territorio trova espressione anche nella proiezione del documentario “Aquileia e i cristianesimi perduti” di Massimo Garlatti Costa (lunedì 3 agosto 2026) e nella serata conclusiva (martedì 4 agosto 2026) con il documentario “Quello che resta” di Marco D’Agostini, dedicato alle ritualità ancora vive del Friuli Venezia Giulia.

Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione dell’università di Udine, davanti al rilievo 4 scoperto a Faida, nel Kurdistan iracheno (foto Alberto Savioli / LoNAP)

Accanto alle proiezioni, il festival ospiterà autorevoli ospiti del mondo della cultura e della ricerca, che verranno intervistatida Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, su temi che attraversano la conservazione del patrimonio, la memoria, il paesaggio e il ruolo dell’archeologia nella società contemporanea. Mercoledì 29 luglio 2026 saranno ospiti Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura e Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; giovedì 30 luglio 2026 interverrà Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie e venerdì 31 luglio 2026 saranno protagonisti Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi, rispettivamente professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine. In qualità di direttore e vicedirettrice, guidano la missione archeologica italiana Land of Niniveh Archaeological Project in Kurdistan iracheno. La serata finale di martedì 4 agosto 2026 sarà moderata da Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto che intervisterà Elena Commessatti autrice del romanzo “Il tempo delle viole” edito da Newton Compton in cui narra le vite di tre ragazze che si intrecciano in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. 

Il programma si arricchisce inoltre della collaborazione con INCinema – Festival del Cinema Inclusivo, che sabato 1° e domenica 2 agosto porterà sul palco di Aquileia due grandi classici della storia del cinema, Rear Window (La finestra sul cortile) di Alfred Hitchcock e The Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza) di Billy Wilder, in versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e completamente accessibili, a ingresso libero.

Aquileia (Ud). Aperte le prenotazioni all’Aquileia Film Festival 2026 – Raccontare l’invisibile: otto serate accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere

Al via martedì 14 luglio 2026 su www.fondazioneaquileia.it le prenotazioni all’Aquileia Film Festival 2026 – Raccontare l’invisibile che dal 28 luglio al 4 agosto 2026 porta ad Aquileia il grande cinema dell’archeologia, della storia e del patrimonio culturale. Otto serate accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo.

Piazza Capitolo, ad Aquileia, che ospita l’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”. Le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (a partire dal 14 luglio 2026 su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio 2026 verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Aquileia (Ud). Con Tempora in Aquileia 2026 si rievocano le origini della città tra centro storico e aree archeologiche: 500 rievocatori, teatro del fuoco, falconeria, acrobazia aerea e tre giorni di storia vivente tra Celti e Romani

Aquileia si prepara a rivivere lo spirito delle origini della città con Tempora in Aquileia, la grande rievocazione storica organizzata dal Comune di Aquileia con il sostegno di ministero della Cultura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Aquileia. Da venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026, il centro storico e le aree archeologiche della città patrimonio UNESCO si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per rivivere le origini di Aquileia, ai tempi della sua fondazione nel 181 a.C. Il tema di questa edizione è “La Fondazione della Città: il Sulcus Primigenius“: il solco primordiale che, secondo la tradizione romana, tracciava i confini sacri della città al momento della sua istituzione. Sullo sfondo storico dell’incursione del console Gaio Cassio Longino nei territori dei Galli Carni, oltre 500 rievocatori in costume daranno vita a battaglie, riti, cerimonie e spettacoli che coinvolgeranno il pubblico in un autentico viaggio nel tempo tra legionari romani e guerrieri celti.

Cerimonia di apertura di Tempora in Aquileia (foto n.oleotto)

La Cerimonia di Apertura: venerdì 19 giugno 2026. Il cuore delle novità di questa edizione è la cerimonia di apertura di venerdì 19 giugno, un evento spettacolare che darà il via ai festeggiamenti con una sequenza di momenti ad alto impatto scenico. Dopo l’apertura degli stand enogastronomici e delle tabernae alle 18, alle 21 si terrà la Cerimonia di Apertura ufficiale, seguita alle 21.45 dal Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate. La notte si accenderà poi con lo spettacolo del fuoco di Opera Fiammae (ore 22.30): una performance rarefatta e visionaria di teatro del fuoco, performance visive e scenografie oniriche, diretta da Anton Lumi Bonura, professionista con vent’anni di esperienza nel teatro di strada. La cerimonia si chiuderà con la Festa Celtica, musiche e celebrazioni notturne.

La Battaglia a Tempora in Aquileia (foto n.oleotto)

Sabato 20 giugno 2026: dalla vita quotidiana al fragore della battaglia. Sabato 20 giugno è la giornata più ricca e articolata dell’intera manifestazione. Dalle 10.00 si apriranno i Campi Storici con le attività didattiche nei castra, dove legionari e guerrieri celti accoglieranno i visitatori per raccontare la vita quotidiana, le tecniche di combattimento e gli usi dell’epoca. Alle 10.30 prende il via la prima sessione di Arte Gladiatoria Techné, la dimostrazione didattica sull’evoluzione e il funzionamento degli armamenti, seguita alle 11.50 dalle Danze Antiche e, a mezzogiorno, dal primo spettacolo dei Joculatores, gli antichi intrattenitori di strada che animavano la vita pubblica e privata della Roma repubblicana. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con la presentazione del fumetto “Torc spezzato”, alle 15.30 con il Captio Virginis, il solenne rito di iniziazione di una Vestale, e alle 16 con la Commedia Plautina, tra teatro e satira classica. Il momento rituale più atteso arriva alle 16.45 con il Rito del Sulcus Primigenius: la cerimonia che rievoca il tracciamento del solco sacro con cui i Romani fondavano le loro città, cuore narrativo di questa edizione. Alle 18 spazio alla falconeria con le popolazioni galliche e germaniche, seguita dal Simposio delle 18.30 e, alle 19.15, dall’Arena Gladiatoria con il Munus “Gli Inferi in Arena”, lo spettacolo di combattimento che porta in scena l’epica dei duelli tra gladiatori.

Con il calar della notte la tensione narrativa sale: alle 20.30 si terrà l’Assemblea dei Capi Gallici, il consiglio di guerra in cui i capi delle tribù decidono di resistere ai soprusi del Console Longino, seguita dal rito propiziatorio del Druido. Alle 21 tornano le Danze Antiche, poi alle 21.10 il momento più drammatico: l’In Mortem Vestalis, la cerimonia funebre della Vestale. La serata culminerà con lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni. La battaglia sarà preceduta dall’apparizione nei cieli del campo di battaglia da figure divine che scruteranno il tempo di Aquileia raccontandone il passato, moderando il presente e vaticinando il futuro: La scena sarà resa grazie una novità in assoluto di questa edizione 2026 grazie la performance di  Nico Gattullo, danzatore acrobatico aereo di fama internazionale: sospeso a decine di metri di altezza su tessuti e corde, fonderà forza, eleganza e teatralità in un numero unico arricchito da effetti speciali. Alle 22.30 si scatena infine “L’Attacco dei Galli Carni”: lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni.

Il Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate (foto n-oleotto)

Domenica 21 giugno 2026: la diplomazia, il Senato e l’epilogo. La domenica, nel segno del Solstizio d’Estate, si apre con lo stesso ritmo della giornata precedente: dalle 10.00 i Campi Storici accolgono nuovamente il pubblico per le attività didattiche, mentre in contemporanea debutta “Aquileia tra storia e leggenda”, la presentazione del fumetto ispirato alle vicende della città antica. Seguono, nelle prime ore del mattino, una nuova sessione di Arte Gladiatoria Techné alle 10.30, le Danze Antiche alle 11.50 e, a mezzogiorno, lo spettacolo dei Joculatores. Il pomeriggio porta in scena il cuore politico della narrazione: alle 15 si apre il Senato Romano vs Galli, la seduta in cui i delegati gallici perorano davanti al Senato la loro causa contro le violenze di Longino, in un confronto serrato tra due mondi e due visioni del diritto. Alle 15.30 tornano le Danze Antiche, alle 15.40 una nuova replica della Commedia Plautina. Alle 16 si ripete il Rito del Sulcus Primigenius, seguito alle 17.15 dal secondo Munus “Gli Inferi in Arena” e alle 18.30 dalle dimostrazioni di falconeria. L’epilogo della manifestazione arriva alle 19.00 con “La Battaglia Finale”: i Galli Carni affrontano per l’ultima volta le truppe di Longino in uno scontro epico dal finale inaspettato, che scioglierà la tensione narrativa costruita nel corso dei tre giorni. A chiudere la domenica, e l’intera edizione 2026, saranno le Danze Antiche delle 19.45 e l’ultimo spettacolo dei Joculatores alle 20, un congedo festoso e leggero che restituisce al pubblico il sorriso dopo le emozioni della battaglia.

Aquileia (Ud). In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, gli Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 13), aperture straordinarie, passeggiate, visite guidate, archeologia sperimentale e musica. Ecco il ricco programma della tre giorni GEA

Dal 12 al 14 giugno 2026, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Aquileia si anima con gli Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 13), aperture straordinarie, passeggiate, visite guidate, archeologia sperimentale e musica. Il programma è frutto della sinergia tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale Musei FVG – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, le università di Padova, Trieste, Udine e Verona, la Pro Loco Aquileia e l’Associazione Nazionale per Aquileia. Durante tutto il weekend delle Giornate Europee dell’Archeologia sarà possibile usufruire gratuitamente del servizio di audioguida “Aquileia, i tesori di un’antica metropoli romana: walking tour con audioguida”, messo a disposizione da PromoTurismoFVG, per passeggiare in completa libertà e scoprire uno dei siti archeologici più importanti d’Italia. L’audioguida potrà essere ritirata presso l’Infopoint PromoTurismoFVG (via Giulia Augusta 11) dalle 9 alle 16. Per maggiori informazioni: info.aquileia@promoturismo.fvg.it  – 0431 919491.

PROGRAMMA VENERDÌ 12 GIUGNO 2026. Presentazione “Il progetto XRculture e le sue applicazioni: digitalizzazione 3D per i musei”, dalle 10 alle 13, al museo Archeologico nazionale. Giornata di presentazione dei risultati del progetto europeo XRCulture. XRculture è il progetto europeo che grazie alle nuove tecnologie come intelligenza artificiale e realtà estesa (XR) mira a creare modelli 3D ad alta qualità, esperienze immersive e strumenti innovativi per la conoscenza del patrimonio culturale nei musei e nelle istituzioni culturali di tutta Europa. Il progetto vede la collaborazione del ministero della Cultura e dell’ICCD (Istituto Centrale per la Catalogazione e la Documentazione) e vanta la partecipazione di numerosi partner italiani e stranieri, che nella giornata odierna dialogheranno e presenteranno al pubblico i risultati del lavoro svolto. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD. Inaugurazione “Restituire forma alle cose perdute. La coppa diatreta di Aquileia”, alle 15.15, al museo Archeologico nazionale. Inaugurazione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Concerto inaugurale della stagione 2026 dei concerti in basilica, alle 20.45, nella basilica patriarcale di Aquileia. La Basilica Patriarcale di Aquileia organizza annualmente, da trentotto edizioni, la sua personale stagione dei Concerti in Basilica. Quest’anno l’inaugurazione sarà il 12 giugno 2026. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite. Tutte le informazioni sul sito www.basilicadiaquileia.it. A cura della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia.

PROGRAMMA SABATO 13 GIUGNO 2026. Shinrin Yoku “Bagno di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia”, alle 10, con ritrovo in piazza Capitolo alle 9.50. Il termine Shirin- yoku (森林浴, “Forest bathing” o “Bagni di foresta”) nasce nel 1982 e promuove il risveglio dei sensi attraverso lentezza, suoni, textures, profumi e respirazione nella natura. Dal 2025, la Stazione di Terapia Forestale FVG insieme ad alcuni dei massimi esperti giapponesi sul tema e alla International Society of Forest Therapy, propongono i Bagni di foresta non solo come attività episodica, ma anche come ‘percorso’ di riavvicinamento graduale alla natura, ossia come ‘Via’. Lo ShinrinYoku-Dō 森林浴道 consente di aumentare l’apporto individuale alla difesa della natura e di generare benefici psicologici e fisiologici che durano più a lungo nel tempo, creando così un circuito virtuoso che può portare a una vera e propria partnership tra uomo e natura e un riequilibrio generale. Abbigliamento consigliato: tipico per camminate in natura con scarpe da ginnastica o scarponcini, pantaloni lunghi, camicia/t-shirt manica lunga, felpa/pile, giacca, k-way o mantellina, facoltativo un tappettino-stuoino o una copertina. Animali non ammessi. Età minima: 16 anni (se minorenne, accompagnato da un adulto, parimenti iscritto all’attività). Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 20 persone) su Eventbrite @FondazioneAquileia. Per informazioni: www.fondazioneaquileia.it. A cura della Fondazione Aquileia e Stazione di Terapia Forestale FVG-ITALIA, Eco&Salute Soc. Coop. – servizi ecosistemici per la salute umana.

Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche con il forno ‘romano’ (foto fondazione aquileia)

Lavorazione sperimentale di vetro con un forno “romano”, dalle 10.30 alle 13, dalle 15 alle 19, nell’area archeologica dei mercati tardo-antichi (fondo Pasqualis). Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche (soffiatura libera e dentro stampo, lavorazione a mosaico, ecc.) con il forno ‘romano’ a legna e con la partecipazione di maestri vetrai di scuola muranese. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it. A cura della Fondazione Aquileia e Associazione Nazionale per Aquileia APS

Passeggiata guidata “Caccia al reimpiego”, dalle 10.30 alle 12.30, alla Casa Bertoli in via Popone 6. Passeggiata guidata nel centro di Aquileia per imparare a leggere le murature degli edifici e a riconoscere i frammenti dei materiali antichi recuperati e utilizzati nella loro costruzione. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 30 posti) a assaquileia@libero.it. A cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS

Open day all’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Archeo open day: visite con l’archeologo ai cantieri di scavo dalle 10.30 alle 13, dalle 16.30 alle 19. Gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle Università accolgono i visitatori per raccontare le nuove scoperte, i reperti emersi nelle ultime campagne di scavo, le storie e i costumi dell’Aquileia antica. 
Aree archeologiche: Foro – Decumano e Mura a zig-zag – Grandi Terme – Teatro romano – Antico Porto Fluviale – Antichi Mercati (Fondo Pasqualis) – Domus romane (Fondo CAL) – Domus dei Putti Danzanti.
Ingresso libero senza prenotazione. A cura della Fondazione Aquileia, Università di Padova, Università di Verona, Università di Trieste, Università di Udine, Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il FVG.

Conferenza “Il colore della meraviglia: la coppa diatreta dalla domus dei Putti danzanti tra realtà e digitale”, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia. Conferenza a cura di Emanuela Murgia sul frammento di vetro diatreta rinvenuto dall’equipe dell’Università di Trieste nello scavo in concessione ministeriale della Domus dei Putti Danzanti di Aquileia e per la prima volta esposto al museo in occasione delle GEA 2026. Al termine dell’evento e per tutto il fine settimana sarà possibile inoltre visionare la vetrina olografica realizzata nell’ambito del progetto XRculture in collaborazione con ICCD. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia in collaborazione con Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Studi Umanistici e Fondazione Aquileia.

Esposizione “XRCulture: una vetrina olografica al servizio delle collezioni museali”, dalle 12 alle 17, al museo Archeologico nazionale. Esposizione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Saranno presenti i tecnici e gli archeologi che hanno collaborato al progetto. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Visita guidata “Sotto la superficie”, alle 12, al museo Archeologico nazionale di Aquileia. Visita guidata ai depositi museali aperti al pubblico. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia. Visita guidata “Riscoprire Casa Bertoli nei suoi aspetti architettonici e decorativi”, dalle 15.30 alle 19. Visite guidate ogni 30 minuti. Ultima entrata alle 18.30, alla Casa Bertoli, via Patriarca Popone 6. Visita guidata alla casa del canonico Giandomenico Bertoli, padre della ricerca archeologica di Aquileia, tra aspetti architettonici, affreschi medievali e “pietre iscritte”. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it A cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS e Soprintendenza ABAP per il FVG.

Shinrin Yoku “Bagno di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia”, alle 16, con ritrovo in piazza Capitolo alle 15.50. Il termine Shirin- yoku (森林浴, “Forest bathing” o “Bagni di foresta”) nasce nel 1982 e promuove il risveglio dei sensi attraverso lentezza, suoni, textures, profumi e respirazione nella natura. Dal 2025, la Stazione di Terapia Forestale FVG insieme ad alcuni dei massimi esperti giapponesi sul tema e alla International Society of Forest Therapy, propongono i Bagni di foresta non solo come attività episodica, ma anche come ‘percorso’ di riavvicinamento graduale alla natura, ossia come ‘Via’. Lo ShinrinYoku-Dō 森林浴道 consente di aumentare l’apporto individuale alla difesa della natura e di generare benefici psicologici e fisiologici che durano più a lungo nel tempo, creando così un circuito virtuoso che può portare a una vera e propria partnership tra uomo e natura e un riequilibrio generale. Abbigliamento consigliato: tipico per camminate in natura con scarpe da ginnastica o scarponcini, pantaloni lunghi, camicia/t-shirt manica lunga, felpa/pile, giacca, k-way o mantellina, facoltativo un tappettino-stuoino o una copertina. Animali non ammessi. Età minima: 16 anni (se minorenne, accompagnato da un adulto, parimenti iscritto all’attività). Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 20 persone) su Eventbrite @FondazioneAquileia. Per informazioni: www.fondazioneaquileia.it. A cura della Fondazione Aquileia e Stazione di Terapia Forestale FVG-ITALIA, Eco&Salute Soc. Coop. – servizi ecosistemici per la salute umana.

Convegno “La domus romana di Tito Macro ad Aquileia: il restauro, la protezione e valorizzazione”, alle 17, alla Domus di Tito Macro. Saluti istituzionali: Emanuele Zorino, sindaco del Comune di Aquileia
Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla cultura e allo sport della Regione FVG. Intervengono:
Cristiano Tiussi direttore di Fondazione Aquileia; Eugenio Vassallo, architetto; Pierluigi Grandinetti, architetto; Paola Ventura, soprintendente SABAP per il FVG; ​Gabriele Botti, funzionario architetto SABAP per il FVG; Jacopo Bonetto, professore ordinario dell’università di Padova. Ingresso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti

Passeggiata “La salvezza viene dal riuso: storia di un monastero che diventa museo”, alle 20.30, con ritrovo in piazza Pirano, Aquileia. Gli edifici spesso vivono molte vite e raccontano molte storie, è così anche per l’antico monastero benedettino di Aquileia diventato oggi il Museo paleocristiano. Partecipazione gratuita su prenotazione consigliata a prolocoaquileia@libero.it. A cura della Pro Loco Aquileia aps.

PROGRAMMA DOMENICA 14 GIUGNO 2026. Esposizione “XRCulture: una vetrina olografica al servizio delle collezioni museali”, dalle 10 alle 17, al museo Archeologico nazionale. Esposizione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Saranno presenti i tecnici e gli archeologi che hanno collaborato al progetto. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Lavorazione sperimentale di vetro con un forno “romano”, dalle 10.30 alle 13, dalle 15 alle 19, nell’area archeologica dei mercati tardo-antichi (fondo Pasqualis). Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche (soffiatura libera e dentro stampo, lavorazione a mosaico, ecc.) con il forno ‘romano’ a legna e con la partecipazione di maestri vetrai di scuola muranese. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it. A cura della Fondazione Aquileia e Associazione Nazionale per Aquileia APS.

“Le voci dell’arte”: LETTURE TRATTE DAL LIBRO “Il Milite Ignoto e il Cimitero degli Eroi di Aquileia”, Treviso, ZeL Edizioni, 2024, alle 20.15, con ritrovo in piazza Capitolo (poi svolgimento all’interno del Cimitero degli Eroi). Si leggono a più voci brani di lettere o provvedimenti ufficiali risalenti al tempo della Prima guerra mondiale aventi riferimento alla nascita e allo sviluppo del Cimitero degli Eroi. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a storia.aquileia@gmail.com (massimo 40 partecipanti per ciascun turno). A cura della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia e del Fogolar Furlan di Aquileia.

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante” per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana

Sabato 2 maggio 2026 il museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) ospita l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante”, co-organizzata dall’Anpi-sezione di Aquileia e dal Comune di Aquileia nel quadro delle iniziative in programma per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana. Spettacolo ideato e prodotto da Teatro della Sete. Sfiorire nemmeno un istante è uno spettacolo fatto di voci e suoni, un viaggio immersivo alla scoperta di frammenti di storia del Friuli-Venezia Giulia. Le attrici Caterina Di Fant, Lucia Linda e Valentina Rivelli ridanno voce a Cecilia Deganutti, Paola Del Din e Virginia Tonelli, tre donne della Resistenza. Tre protagoniste che, prima della fine della Seconda guerra mondiale, spiccarono il volo per diventarne memoria. Lo spazio del racconto saranno le suggestive gallerie del museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ai partecipanti saranno fornite cuffie wireless per l’ascolto dell’audio. Durata ca: 50’. Partecipazione gratuita su prenotazione: 0431 91016 / museoaquileiaeventi@cultura.gov.it

Aquileia. Seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia: tre giorni di incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie, negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise

Dal 17 al 19 aprile 2026 Aquileia accoglie la seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia, un evento diffuso che si intreccia con la vita quotidiana del territorio, uscendo dai luoghi convenzionali e portando incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise. Al centro del Festival c’è il cammino inteso non soltanto come movimento fisico, ma come esperienza profonda fatta di ascolto, scoperta e connessione con gli altri e con il paesaggio. L’evento è organizzato da Fondazione Aquileia; partner istituzionali il Comune di Aquileia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, la direzione regionale Musei del FVG-museo Archeologico nazionale di Aquileia, la Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, media partner Cammini d’Italia, e si svolge con il patrocinio di Sport e Salute SpA in collaborazione con Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Legio VI Ferrata. Tutti gli incontri e d esperienze sono gratuite con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. I luoghi del festival: Palazzo Brunner- Segrè e il suo giardino, museo Archeologico nazionale, domus di Tito Macro, domus e palazzo episcopale, porto fluviale, fondi Cal, Cocambo, le cantine Barone Ritter de Zahony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin, Tarlao.

Presentazione del Festival dei Cammini ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Il Festival dei Cammini di Aquileia – sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio, da sempre luogo di incontro, di passaggio e di dialogo tra popoli, culture e tradizioni. Nato lo scorso anno grazie a un progetto finanziato dalla legge 77/2006 per i siti Unesco, il Festival nasce proprio dalla riflessione sul ruolo di crocevia che Aquileia ha avuto nella storia e sulla considerazione che qui si intrecciano otto tra cammini e itinerari culturali europei – il Cammino Celeste, che quest’anno celebra i vent’anni , la Romea Strata, l’Iter Goritiense, la via Flavia, la via Postumia, il Cammino di San Martino, l’Itinerario dei Santi Cirillo e Metodio, la Rotta dei Fenici –  ai quali si affianca per la sua rilevanza nelle connessioni la ciclovia Alpe Adria. Questa seconda edizione mette al centro la persona, il benessere e il tema del welfare culturale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha individuato la Fondazione Aquileia quale capofila di un progetto centrato sul riconoscimento del ruolo attivo della cultura nel benessere delle comunità. In questo contesto un evento come il Festival dei Cammini che favorisce l’incontro tra persone diverse e crea spazi di condivisione, può avere un impatto concreto. Il cammino intreccia movimento, relazione e scoperta e in un’epoca segnata da ritmi accelerati e da forme di isolamento diffuso, la possibilità di rallentare, di muoversi insieme diventa fondamentale”.

Il convegno di apertura. Lino Zani e Giulia Capocchi di Linea Verde Sentieri danno il via ufficiale alla seconda edizione del  Festival dei Cammini di Aquileia venerdì 17 aprile 2026, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segrè: il Festival vede protagonisti dal 17 al 19 aprile 34 relatori che si alterneranno in 21 incontri e animeranno 9 esperienze immersive, che spaziano dalle passeggiate archeologiche e naturalistiche, ai bagni di foresta e laboratori esperienziali, alle attività didattiche per bambini, ai workshop e alle proiezione di documentari. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione del programma a cura di Davide Nanna di Cammini d’Italia ed Erica Zanon, responsabile promozione della Fondazione Aquileia, i lavori entranano nel vivo  con Anna Del Bianco, direttore centrale Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia e Francesca Velani, vicepresidente e direttrice Cultura e Sviluppo sostenibile di Fondazione PromoPA che introducono il tema del welfare culturale: una prospettiva sempre più centrale nelle politiche pubbliche, che riconosce alla cultura un ruolo attivo nella promozione del benessere individuale e collettivo. In questo contesto, il Festival dei Cammini si propone come un esempio concreto di come la partecipazione culturale possa generare valore sociale, favorendo l’incontro tra persone e creando spazi di condivisione autentica. A seguire Stefano Gobbi responsabile Progettazione Sociale sempre di Sport e Salute Spa, approfondisce il tema delle politiche pubbliche dedicate alla promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita, evidenziando il ruolo del cammino come pratica accessibile e inclusiva. Il contributo del Club Alpino Italiano è invece al centro degli interventi di Giovanni Duratti, presidente del Comitato direttivo del CAI Friuli Venezia Giulia e Giovanni Cozzarini, presidente della Commissione Giulio Carnica della Sentieri, che raccontano l’impegno quotidiano nella cura, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, fondamentale infrastruttura culturale e ambientale del Paese. Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’accessibilità, con l’intervento di Gabriele Favagrossa di FISH, che illustra l’importanza di progettare territori inclusivi secondo i principi dell’universal design, anche alla luce delle esperienze maturate in occasione delle Olimpiadi invernali.

La seconda parte della mattinata offre uno sguardo più ampio sull’impatto dei cammini: Miriam Giovanzana direttore editoriale di Terre di Mezzo presenta i dati del report 2026, mettendo in evidenza le ricadute economiche e sociali di questo fenomeno in costante crescita, mentre Viola Gaudiano, sviluppo progetti di Romea Strata presenterà un’indagine qualitativa realizzata in sinergia con Promoturismo FVG dedicata al Friuli Venezia Giulia. A chiudere il convegno è una riflessione sulla governance dei cammini, affidata a Gigi Bettin, segretario associazione Vie e Cammini di Francesco e Sara Zanni, archeologa e guida ambientale escursionistica, che portano l’esperienza delle Vie di San Francesco uno degli itinerari più amati d’Italia.

Talk, cammini, esperienze, film. Nel pomeriggio di venerdì il Festival entra nel vivo aprendo vari luoghi della città a momenti di incontro. Alle 15, nella domus di Tito Macro Andrea Bellavite, viandante e scrittore, modera una sessione con i referenti dei principali cammini che attraversano Aquileia, l’Iter Goritiense, il Cammino Celeste, la Romea Strata e la Via Flavia, offrendo al pubblico una visione concreta delle possibilità di viaggio lento tra storia, natura e confini. Parallelamente, altri incontri danno voce alle esperienze personali di cammino: da Gioia in Cammino (ore 15.30 al Cocambo) che racconta i 2.200 chilometri percorsi lungo la Via Francigena, fino al viaggio intorno al mondo a piedi di Pieroad (ore 16.30 alla cantina Tarlao) durato cinque anni, passando per l’esperienza di Sara Zanni sul Cammino di Santiago (ore 16 alla Cantina Vini Puntin). La giornata si chiude alle 18 alla domus di Tito Macro con la presentazione da parte del team di Cammini d’Italia dell’Atlante dei Cammini d’Italia, tra itinerari, curiosità e territori.

La giornata di sabato 18 aprile si apre all’insegna dell’esperienza diretta e dell’immersione nel paesaggio. Dalle 9.30 alle 12.30 i bagni di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale propongono un’esperienza sensoriale e rigenerativa, mentre dalle 10 alle 12 il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi conduce una passeggiata archeologica tra vie d’acqua antiche e moderne di Aquileia. Parallelamente dalle 10 alle 12.30 l’archeologa Luciana Mandruzzato guida una passeggiata attraverso i primi grandi scavi archeologici di Aquileia. In parallelo, dalle 10.30 alle 12 alla domus di Tito Macro il seminario “Il cammino tra neuroscienze, psicologia e paesaggio” a cura di Sara Zanni, archeologa e guida ambientale e Lucia Botindari, psicologa e psicoterapeuta. Dalle 11.30 alle 13 alla cantina Vini Brojli il workshop L’attrezzatura in cammino dalla A alla Z!​ a cura di Tom Search.

Nel pomeriggio le attività laboratoriali invitano i partecipanti a vivere il cammino come spazio creativo: dalle 15 alle 17 ci si potrà mettere in gioco con il laboratorio “Semi in Movimento: l’eco della storia, il germoglio della vita”. Un laboratorio in cui il cammino diventa momento di ascolto profondo delle voci del passato e della natura con Sara Zanni e Lucia Botindari,  dalle 15 alle 16.30 al  Museo archeologico nazionale avrà luogo la proiezione del documentario “The Path of Light” e a seguire, la conferenza della prof. Slavia Barlieva (Accademia Bulgara delle Scienze, Sofia) e del prof. Krasimir Stanchev (Università Roma Tre) “La missione culturale dei santi Cirillo e Metodio e i luoghi della memoria a loro dedicati a Roma” . Sempre al Museo dalle 17 alle 19 il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni “Tutte le strade portano ad Aquileia a cura di Educa. In parallelo alle 15.30 nel giardino di palazzo Brunner-Segrè Workshop Guida al primo cammino a cura di Cammini d’Italia, a seguire alle 17 la presentazione del progetto I Cammini delle Città del Vino: Gli Itinerari dell’Identità Agricola Collettiva ad Aquileia a cura del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, del presidente delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini e di Iole Piscolla, responsabile Progetti speciali. Alle 17.30 nella sala conferenze di Palazzo Brunner la presentazione e proiezione del documentario “Cammino Grande di Celestino” con Luciano di Martino, direttore Ente Parco Nazionale della Maiella e John Forcone, Ufficio Promozione presso Ente Parco Nazionale della Maiella La giornata si arricchisce di testimonianze che mettono in luce il valore sociale del cammino, come strumento educativo e di inclusione per i giovani in condizione di vulnerabilità con il panel Storie di riscatto per i giovani che si terrà nella Cantina Ca’ Tullio dalle 17.30 alle 19 con Fabrizio Preo dell’Associazione Lunghi Cammini Odv e Andrea Bellavite. La giornata si conclude con il racconto della storia dell’Hospitale di San Giovanni e il Cammino di San Martino in FVG con Marino Del Piccolo, associazione amici dell’Hospitale.

Festival dei Cammini di Aquileia: cammino diffuso (foto fondazione aquileia)

Domenica 19 aprile rappresenta il momento conclusivo, interamente dedicato al cammino condiviso. I partecipanti (max 100) sono invitati a prendere parte a un itinerario ad anello che attraversa la pianura friulana, collegando due importanti percorsi regionali, il Cammino Celeste e il Cammino Via Flavia. Il tracciato si snoda tra paesaggi di bonifica, corsi d’acqua e scorci lagunari, offrendo un’esperienza immersiva che unisce natura, storia e osservazione del territorio.Parallelamente alle attività principali, il Festival propone una rassegna di docufilm dedicati ai cammini italiani, ospitata nella Domus e Palazzo Episcopale, che accompagna il pubblico in un viaggio visivo attraverso paesaggi, storie e comunità. A completare il programma, le attività di rievocazione storica la domenica mattina nell’area archeologica del fondo Cal offrono uno sguardo immersivo sulla vita antica.

 

Aquileia (Ud). A Palazzo Brunner-Segré l’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto”, prima iniziativa del progetto “Dal Salento ad Aquileia”

Pizzica e furlana, al via ad Aquileia il laboratorio di ricerca. Martedì 24 marzo 2026, alle 15.30, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segré ad Aquileia (Ud), il primo appuntamento pubblico del progetto “Dal Salento ad Aquileia”, promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia e Unione Gruppi Folcloristici FVG. L’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto” rappresenta la prima iniziativa pubblica del progetto ed è concepito come un laboratorio di idee volto ad avviare un confronto critico tra studiosi e operatori su temi metodologici e interpretativi. Il pomeriggio di studi delinea il perimetro di ricerca entro cui si colloca l’iniziativa, proponendosi di interrogare le condizioni attraverso cui patrimoni culturali differenti – come la pizzica-pizzica e la furlana – possano essere messi in relazione in modo scientificamente fondato. Il laboratorio si concentra quindi sul rapporto tra fonti storiche e patrimoni immateriali, sulla pluralità dei piani di analisi (tra rito, pratica coreutica, tradizione folklorica e processi contemporanei di trasmissione) e sul confronto tra contesti territoriali diversi, come il Salento e il Friuli, caratterizzati da differenti disponibilità documentarie, pratiche culturali e modelli di tutela.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Aquileia, Emanuele Zorino; del presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo; dell’assessore alle Finanze Regione Friuli Venezia, Giulia Barbara Zilli; del vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura, Mario Anzil; del componente del CdA della Fondazione La Notte della Taranta, Simone Silvi; del presidente Unione Gruppi Folcloristici FVG Claudio Degano. L’introduzione del progetto è affidata dalla Fondazione La Notte della Taranta a Fanny Bortone, dottoranda in governance dello sviluppo locale all’università del Salento.

La prima sessione, coordinata dalla professoressa Daniela Castaldo, ordinaria di Storia della Musica dell’università del Salento e presidente del Comitato scientifico della Fondazione La Notte della Taranta, è dedicata a una tavola rotonda sulle ipotesi e le prospettive di ricerca e vede gli interventi di studiosi ed esperti provenienti da ambiti disciplinari differenti. Intervengono Gabriele Pelizzari, filologo e teologo (università di Milano) su “Le origini del cristianesimo nell’Adriatico antico, nuove prospettive di ricerca tra innovazione storiografica e dibattito metodologico”; Alessio Screm, dottore di ricerca in musicologia (università di Udine) su “Breve storia della furlana: forma o maniera?”; Valter Colle, antropologo visuale su “Prospettive furlane”; Luisa Cossio, danzerina del Gruppo Folcloristico “Danzerini Udinesi” su “I gruppi folcloristici e le associazioni culturali come mediatori tra ricerca accademica e giovani generazioni”; Placida Staro, etnomusicologa ed etnocoreologa su “L’aggraziata danza. Elementi iconici e simbologie delle ‘Furlane’ dal ballo in strada alla rappresentazione di danza”; Fredy Franzutti, coreografo della Fondazione La Notte della Taranta, su “Danze, riti ed evoluzioni: trasformazioni e trasmissione delle pratiche coreutiche popolari”.

La seconda sessione, moderata dall’etnomusicologa ed etnocoreologa Placida Staro, è dedicata al dibattito e alla discussione delle questioni emerse, con l’obiettivo di avviare un percorso di ricerca condiviso e di individuare possibili linee di sviluppo future, tra attività laboratoriali e ricerca applicata.

 

 

Aquileia (Ud). Nei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni, quinta tappa (con qualche anteprima della campagna 2024) verso il realizzando museo Archeologico nazionale di San Casciano. Gli interventi di La Rocca, Osanna, Carletti, Montanari, Tabolli

4 dicembre 2025: taglio delnastro della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” al Museo archeologico nazionale di Aquileia: da sinistra, Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Marta Novello, direttore Man-Aquileia; Massimo Osanna, dg Musei; Jacopo Tabolli, curatore e direttore scien. scavo; Marianna Bressan, direttore musei archeologici Venezia e laguna; Agnese Carletti, sindaco San Casciano dei Bagni (foto mic)

La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” arriva al Museo archeologico nazionale di Aquileia dopo le edizioni allestite nelle prestigiose sedi del Palazzo del Quirinale, del Museo archeologico nazionale di Napoli, del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e della James-Simon-Galerie di Berlino. Dal 4 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, al pubblico del museo Archeologico nazionale di Aquileia vengono presentati gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni: il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto in Italia. L’esposizione, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, permette di ammirare un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni. La mostra è stata promossa dal ministero della Cultura e realizzata dalla direzione generale Musei del MiC con il museo storico e parco del Castello di Miramare-direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia / museo Archeologico nazionale di Aquileia. Alla Fondazione Aquileia si deve la proiezione in videomapping che illuminerà la facciata del museo per tutto il periodo natalizio. Hanno inoltre contributo alla realizzazione della mostra il Comune di Aquileia, la Fondazione Friuli e Promoturismo FVG.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)

Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, esposte per la prima volta in Italia. Gli straordinari reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha significativamente mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio: donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche. Proprio il tema del contatto, dello scambio e delle contaminazioni tra culture è la chiave di lettura della edizione aquileiese della mostra, che si inserisce nel quadro delle iniziative programmate nell’ambito delle celebrazioni di GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, arricchendo il palinsesto degli eventi grazie all’alto profilo scientifico del progetto curatoriale e allo straordinario valore documentario dei reperti.

Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale, Luigi La Rocca, a Berlino (foto agnese sbaffi / mic)

Il Palazzo dell’Arcipretura a San Casciano dei Bagni (Si) futura sede del museo dei bronzi di San Casciano (foto mic)

Campagna 2024: panoramica dell’area di scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto SABAP-SI Comune di San Casciano dei Bagni Unistrasi)

Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale del Mic, Luigi La Rocca, sottolinea come “il rinvenimento dello straordinario contesto di Bagno Grande è il risultato di un lungo e altalenante percorso che affonda le sue radici nel Rinascimento, quando alcuni importanti rinvenimenti archeologici sono menzionati in occasione dei primi studi sulle proprietà terapeutiche e salutari delle abbondanti acque minerali che scaturiscono dal sottosuolo di San Casciano dei Bagni. Il rinnovato interesse per il sito si deve però alla attività di tutela e conoscenza condotta tra il 2016 e il 2017 dalla Soprintendenza che, sulla base di attente ricognizioni nell’area di Bagno Grande e della mappatura delle evidenze, allora quasi completamente nascoste dalla vegetazione, sollecitò più estese indagini affidandone poi la conduzione all’università per Stranieri di Siena. Così, dal 2019 un team coordinato dal prof. Jacopo Tabolli sta portando alla luce un contesto straordinario in cui ogni oggetto rinvenuto, di bronzo, di terracotta o di marmo, documenta la complessità delle pratiche rituali e votive legate alla guarigione e alla salute che si svolgevano nel santuario dedicato alla fonte calda, il “Flere Havens”, personificazione della sorgente termale, oggetto di venerazione e devozione accanto ad altre divinità, Esculapio, Igea, Apollo, Iside e Fortuna. Le scoperte del santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni hanno già trovato spazio in mostre prestigiose in Italia e all’estero; quella di Aquileia rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di diffusione della conoscenza di questa straordinaria avventura, con l’obiettivo di condividere con il pubblico l’eccezionalità dei reperti e del contesto archeologico, in attesa del completamento del museo Archeologico nazionale di San Casciano, che avrà sede nel Palazzo dell’Arcipretura acquistato dal ministero della Cultura, e del parco archeologico Termale nell’area dello scavo”.

Il sindaco Agnese Carletti con il dg Massimo Osanna a Berlino (foto mic)

“L’arrivo ad Aquileia dei bronzi di San Casciano”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna, “segna una nuova tappa in un percorso di ricerca e di valorizzazione che ha portato questa straordinaria scoperta a dialogare con alcuni dei più importanti musei e istituzioni italiane e internazionali: dal Quirinale ai musei nazionali di Napoli e Reggio Calabria, fino all’ultima tappa alla James-Simon-Galerie di Berlino. La nuova mostra permette ora di presentare al pubblico le acquisizioni più recenti delle campagne di scavo, mettendo in relazione il santuario del Bagno Grande con un territorio – quello di Aquileia – che condivide una lunga storia di incontri, scambi e connessioni culturali. Ciò che emerge da questo percorso non è soltanto l’eccezionalità del deposito votivo: è la capacità del patrimonio di generare conoscenza, di aprire prospettive, di costruire un racconto condiviso e partecipato. Ed è in questa direzione che si articola l’azione del Sistema Museale Nazionale, che fa della collaborazione tra i luoghi della cultura, in un’ottica di rete, uno strumento essenziale di valorizzazione. Mentre proseguono le attività per realizzare il nuovo museo a San Casciano dei Bagni per dare ai bronzi la loro casa, continuiamo così a promuovere e a condividere una scoperta che parla a tutti, rafforzando il ruolo dei musei come luoghi vivi: laboratori di ricerca e di partecipazione, capaci di interpretare le complessità del nostro passato e di renderle accessibili ai pubblici di oggi”.

Mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”: da sinistra, Agnse Carletti, Massino Osanna e Jacopo Tabolli alla presentazione ad Aquileia (foto mic)

“I nostri Bronzi cominciano il loro ritorno verso San Casciano dei Bagni”, afferma il sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, “facendo tappa ad Aquileia e accompagnarli in un luogo così importante per l’archeologia italiana e di tutto il mondo è un grande onore. Come sempre la mia presenza sta a rappresentare quella di una comunità intera, la comunità di San Casciano dei Bagni che ha fortemente voluto lo scavo del Santuario Ritrovato investendo il suo futuro in un progetto che mette al centro il suo passato. Mi piace ricordare come questo viaggio abbia trovato la sua prima tappa in mostra al Palazzo del Quirinale, fortemente voluta dal Presidente Mattarella, negli stessi giorni in cui il ministero della Cultura acquistava il palazzo destinato ad ospitare il museo di San Casciano. Siamo dunque felici ed onorati di essere oggi in questo luogo iconico che arricchisce il nostro progetto con un’occasione di valorizzazione straordinaria, ma sempre più impazienti di vedere i Bronzi tornare a casa”.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)

Il rettore dell’università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, dichiara: “Il Bagno Grande con le sue acque calde ed accoglienti, dove si osservano tracce materiali di coesistenza tra Etruschi e Romani, è ormai entrato nell’immaginario internazionale e nazionale e anche nella quotidianità della comunità accademica dell’università per Stranieri di Siena, come un luogo caro, e familiare. Questa mostra ad Aquileia è prima di tutto il frutto di un lungo percorso di ricerca, vissuto da archeologhe e archeologi in ricerca assieme alla stessa comunità civica di San Casciano dei Bagni. La mediazione culturale tanto cara alla nostra piccola università non è, in questo caso, tra culture diverse di oggi, ma tra le comunità che ieri vivevano in quella terra e la comunità viva ai nostri giorni, che muove verso una profonda presa di coscienza della sua storia, e dunque di se stessa”.

Ad Aquileia esposta la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi, scoperta a San Casciano nel 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)

“Quest’ultima edizione della mostra”, sottolinea il direttore del CADMO dell’università per Stranieri di Siena Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico dello scavo e co-curatore della mostra, “aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza del santuario del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni e soprattutto al suo carattere eccezionale di spazio millenario di multiculturalismo e plurilinguismo. Per la prima volta, ad Aquileia, si presentano in Italia i reperti delle ultime campagne, recuperati nel 2024 nella stratificazione più profonda della vasca: tre nuovi nuclei di offerte votive, deposti insieme a numerose uova direttamente nel fango, tra cui un raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, una figura femminile di offerente e la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi. Quasi sul fondo del deposito votivo sono emersi anche cinque serpenti in bronzo, che potrebbero alludere allo spirito della sorgente o rimandare a rituali che presso gli Etruschi e i Romani erano connessi alla pratica della divinazione”.

Ad Aquilreia esposto il raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, scoperto a San Casciano nella campagna 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)

Il progetto di allestimento è di Chiara Bonanni e Guglielmo Malizia, Decima Casa – studio di architettura, che ha reinterpretato gli spazi dei depositi museali recentemente rinnovati per inserirvi una mostra archeologica di respiro internazionale. I reperti della collezione aquileiese accolgono gli straordinari ritrovamenti di San Casciano dei Bagni entro un contesto di grande suggestione e potere evocativo, ideato per mettere il pubblico a stretto contatto con l’attività di ricerca che sta alla base di ogni esposizione museale. Il progetto della mostra inserisce il deposito votivo del Bagno Grande all’interno di un ampio contesto storico e territoriale: lungo il percorso il visitatore scopre una moltitudine di luoghi sacri che aiutano a comprendere la complessità di un vasto territorio collocato tra Toscana, Umbria e Lazio, spaziando dell’età del Bronzo Recente (fine del XIV secolo a.C.) al periodo tardoantico (IV sec. d.C.). Decine di statue e statuette raffiguranti le divinità venerate nel luogo sacro o i fedeli dedicanti, centinaia di monete in bronzo e gli ex-voto anatomici scoperti all’interno della vasca sacra, databili soprattutto tra il II e il I secolo a.C., narrano storie di devozione e di riti svolti per chiedere alle divinità la salute o per ringraziare di una guarigione. Di particolare interesse sono le lunghe iscrizioni in etrusco e latino presenti sulle statue, che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate, in un periodo storico di grandi trasformazioni che vide la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche.

Aquileia. Con il concerto al Terminal Unesco parte il progetto “Dal Salento ad Aquileia” di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia per ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana

Con il concerto dell’Orchestra popolare La Notte della Taranta prendono il via ad Aquileia (Ud) le attività del progetto di ricerca e studio di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia. Ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana, danza dei Furlani: è l’obiettivo del progetto di ricerca “Dal Salento ad Aquileia”, a cura della Fondazione La Notte della Taranta, in collaborazione con la Fondazione Aquileia. Le attività prendono il via sabato 18 ottobre 2025, alle 18.30, ad Aquileia, in provincia di Udine, con un concerto gratuito dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta nello spazio coperto del Terminal Unesco in via Giulia Augusta. Il concerto, organizzato dalle due Fondazioni in collaborazione con il Comune di Aquileia, sarà preceduto da un tavolo delle delegazioni Palazzo Brunner-Segré che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni partner – Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia, Unione dei Gruppi Folcloristici del Friuli-Venezia Giulia, studiosi ed esperti del patrimonio coreutico e musicale. L’incontro sarà un’occasione di confronto e approfondimento con gli interventi dei membri del comitato scientifico, delle due Regioni promotrici, delle due Fondazioni e dei ricercatori coinvolti. La furlana è una danza vivace di origine friulana, attestata sin dal Cinquecento, nata nella tradizione popolare e poi entrata anche nella musica colta barocca, diffondendosi in tutta Europa. Ancora oggi accompagna momenti di festa e rievocazione. La pizzica, danza popolare salentina dalle radici antiche, originariamente legata a riti terapeutici e comunitari, si è trasformata nel tempo in una delle più forti espressioni identitarie del Salento.

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Ringrazio la Regione Puglia, l’assessore Fabiano Amati, la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Fondazione Aquileia per il sostegno che ha reso possibile l’avvio di questo progetto”, dichiara il presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray. “La nostra Fondazione ha il compito di promuovere la ricerca, lo studio e la valorizzazione della musica popolare, costruendo collaborazioni con istituzioni che condividono la stessa missione di tutela del patrimonio culturale. Dal Salento ad Aquileia interpreta pienamente questa visione, mettendo in dialogo due danze antiche e vitali come la pizzica pizzica e la furlana, che pur nascendo in contesti diversi raccontano entrambe storie di comunità, identità e memoria condivisa. Un ringraziamento speciale va al Comitato scientifico della Fondazione, presieduto da Daniela Castaldo con il contributo del consulente artistico Sandro Cappelletto: un organo di altissimo profilo che garantisce rigore e qualità alle nostre attività di ricerca e valorizzazione”.

Formata da musicisti di musica tradizionale del Salento, l’Orchestra popolare La Notte della Taranta proporrà ad Aquileia i brani della tradizione salentina, con gli arrangiamenti dei Maestri concertatori che negli anni hanno diretto il Concertone La Notte della Taranta, che da ventotto anni si tiene ad agosto a Melpignano, nel Salento. Dal repertorio firmato da Ludovico Einaudi sarà interpretata Mamma la rondinella, in cui la tradizione incontra le atmosfere minimali del compositore torinese; dalla direzione di Carmen Consoli, Fimmine fimmine e Su picculina, autentici manifesti di forza e identità femminile; dalla direzione di Dardust, gli stornelli Rirollalà e L’acqua de la funtana nel particolare arrangiamento elettronico composto dal Maestro concertatore dell’edizione 2022. Non mancheranno i ritmi travolgenti delle pizziche di Ostuni, Aradeo e San Vito, che rappresentano l’anima corale dell’Orchestra Popolare. In programma anche il classico Pizzicarella, nell’arrangiamento tratto dall’ultima edizione del Concertone diretto da David Krakauer che ha riletto un chiave klezmer i brani della tradizione salentina.  Chiuderà il concerto Kalìnifta, nella versione del 2021, che riunisce in un unico canto comunità, memoria e festa. L’Orchestra Popolare La Notte della Taranta è formata da musicisti di musica tradizionale provenienti da tutto il Salento è diretta ad ogni edizione da un diverso Maestro concertatore scelto tra i più autorevoli compositori e musicisti del panorama mondiale, chiamato a reinterpretare il repertorio della pizzica facendolo dialogare con le sonorità della musica contemporanea. Il lavoro del Maestro concertatore culmina con l’esibizione sul palco del Concertone di Melpignano, tappa principale del Festival che in estate anima le piazze dei paesi del Salento con concerti, danze e iniziative culturali legate alla tradizione musicale. Sul palcoscenico del Terminal Unesco saliranno i musicisti Alessandro Monteduro (percussioni), Giuseppe Astore (violino), Nico Berardi (fiati), Carlo De Pascali (tamburello), Mario Esposito (basso), Roberto Gemma (fisarmonica), Giuseppe Grassi (mandola, mandolino), Gianluca Longo (mandola), Antonio Marra (batteria), Gioele Nuzzo (tamburello e didgeridoo), Attilio Turrisi (chitarra battente), Consuelo Alfieri, Salvatore Galeanda, Ninfa Giannuzzi, Stefania Morciano (voci e tamburello).  E ancora i danzatori Fabrizio Nigro, Serena Pellegrino Eliana Bologna, Emilia Lo Gaglio, Giorgia Monaco, Arianna Sicuso.

Il progetto Dal Salento ad Aquileia si concentra sui punti di contatto tra le due danze non solo per mettere in dialogo due patrimoni coreutico-musicali, ma anche per interrogare le loro funzioni sociali, il loro ruolo identitario e la capacità di entrambe di trasformarsi nel tempo senza perdere vitalità. In questo senso, la ricerca non è un semplice esercizio comparativo, ma un modo per rafforzare la memoria collettiva, costruire ponti culturali tra comunità e sviluppare modelli innovativi di tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale nei luoghi in cui è nato e continua a vivere. Il progetto si articola in diverse fasi: l’istituzione di un Comitato scientifico; l’attivazione di iniziative destinate a giovani ricercatori, una borsa di studio finanziata dalla Fondazione La Notte della Taranta e altre iniziative in Friuli Venezia Giulia; l’organizzazione di due convegni di studi: il primo in Puglia e il secondo in Friuli Venezia Giulia; la pubblicazione di una monografia scientifica, a cura della Fondazione Aquileia, che raccoglierà gli esiti della ricerca. Le attività di studio e ricerca – che uniranno storia, musicologia ed etnografia – saranno accompagnate da attività partecipative e momenti pubblici di condivisione, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per la tutela e la trasmissione del patrimonio culturale immateriale nei territori in cui nasce e si rinnova. Il progetto beneficia del sostegno della Regione Puglia e della Regione Friuli Venezia Giulia ed è realizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta in collaborazione con la Fondazione Aquileia e l’Unione dei gruppi folcloristici del Friuli Venezia Giulia. 

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Tutto nasce da incontri o inciampi”, dichiara l’assessore al Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della Regione Puglia, Fabiano Amati. “E per me questa storia è nata dall’incontro con Gabriele Pelizzari, con l’opera di Gilberto Pressacco e le sue indagini sulla notte della Chiesa di Aquileia e i terapeuti. Risultato? Una grande sorpresa, un’ipotesi con tanti indizi da valere una prova: la pizzica pizzica e la furlana potrebbero essere strettamente legate, almeno nelle origini. E allora, l’idea di mettere assieme Puglia e Friuli, fecondata con un finanziamento del Consiglio regionale e un patto sottoscritto attorno alla meraviglia del pavimento musivo della Basilica patriarcale di Aquileia. La Puglia si presenta all’appuntamento con la Fondazione La Notte della Taranta, la sua storia, la sua esperienza e quel pizzico di glamour conquistato negli anni e oggi rinnovato dalla gestione di Massimo Bray e dei suoi collaboratori. È il massimo degli ingredienti che potevamo mettere — non ne disponiamo di più — e li abbiamo messi; lo abbiamo fatto per stringere un’alleanza che sa di ricerca con una regione, il Friuli, così lontana sulla geografia, ma così vicina nella storia”. “Il progetto Dal Salento ad Aquileia rappresenta un’importante opportunità per approfondire le radici comuni e le specificità di due danze che, pur nate in territori lontani, condividono una vitalità e un ruolo identitario fondamentali per le comunità che le custodiscono”, dichiara il Vicepresidente della regione Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil. “Attraverso la collaborazione tra istituzioni, studiosi e comunità locali, il progetto si configura come un modello di tutela e trasmissione del patrimonio immateriale che mette in luce le funzioni sociali, il ruolo identitario e la capacità di rinnovamento di queste espressioni tradizionali e che guarda al futuro, rafforzando la memoria collettiva e promuovendo il dialogo tra territori e culture diverse. La Regione conferma con questo impegno la propria attenzione verso la conservazione e la promozione delle tradizioni culturali come elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e culturale del nostro territorio”.

“Siamo onorati di ospitare ad Aquileia questo concerto che rappresenta l’avvio ufficiale di un progetto culturale ambizioso. Con questa serata”, dichiara il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, “prende infatti il via un percorso di ricerca e confronto che parte da Aquileia – luogo simbolo da sempre di incontro tra culture e popoli – e che mette in dialogo patrimoni immateriali, comunità e territori, indagando le radici comuni tra la pizzica e la furlana”. “L’obiettivo di questo progetto condiviso è di esplorare le comuni matrici cristiane delle nostre comunità, che proprio da Aquileia si sono estese sul territorio fino a giungere al Salento, creando di fatto un ponte tra identità coreutiche affini, pur nelle loro differenze”, dichiara l’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli. “Riteniamo che valorizzare una tradizione antichissima, come quella che ha portato allo sviluppo della furlana e della taranta, radicata profondamente nella nostra storia, abbia un forte valore educativo e sia veicolo essenziale per rafforzare il nostro comune senso di appartenenza e di identità. Coniugare le profonde radici culturali che ci contraddistinguono, alla memoria e al tempo stesso all’innovazione e alla coesione sociale significa investire nel domani e proporre ai giovani modelli virtuosi da analizzare, comprendere e sviluppare: la furlana e la taranta assieme diventano così espressioni di quel profondo senso di tradizione e cultura antica trasformato in elemento vitale e moderno. Il connubio della Taranta sia un motore per promuovere e diffondere esperienze ed espressioni artistiche e della tradizione, rispetto e identità, concetti fondamentali per la crescita sana delle nostre comunità”.

Aquileia (Ud). In Basilica Patriarcale, e on line, la conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” con Franco Cardini e Angelo Floramo promossa dal Teatri Stabil Furlan con Comune di Aquileia e Fondazione Aquileia

La Basilica patriarcale di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Il 18 settembre 2025, alle 20.30, all’interno della Basilica Patriarcale di Aquileia (Ud) il professore Franco Cardini dialoga con il professore Angelo Floramo nella conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” voluta e proposta dal Teatri Stabil Furlan al Comune di Aquileia e alla Fondazione Aquileia come momento preparatorio a Lenghis – Festival del teatro delle lingue minoritarie, che si terrà il prossimo mese a Gorizia nell’ambito di GO!2025. Il tema della conferenza tenuta dal prof. Franco Cardini, in dialogo con Angelo Floramo, si inserisce pienamente nel percorso del Festival, poiché mette in luce le radici storiche e culturali dell’identità friulana, una delle principali lingue minoritarie protagoniste della rassegna. Ingresso libero. sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming dai canali social di Basilica Patriarcale di Aquileia.

Franco Cardini (foto fondazione aquileia)

Angelo Floramo (foto fondazione aquileia)

L’atto ufficiale di nascita dello Stato Patriarcale Aquileiese è datato 3 aprile 1077, con la concessione da parte dell’Imperatore Enrico IV al suo fedelissimo Patriarca di Aquileia Sigeardo della giurisdizione con prerogative ducali su tutto il territorio friulano. Per circa 3 secoli e mezzo tale realtà comprendente il Friuli storico dalla Livenza al Timavo e saltuariamente il Cadore, la Slovenia e l’Istria, fu al centro delle più importanti vicende storiche in Europa a volte condizionandole non poco. Si trattava di una realtà simile ai grandi principati della Germania che seppe però sviluppare al suo interno nuove istituzioni che aprirono la via a una maggiore partecipazione nella gestione delle decisioni pubbliche. In particolare merita ricordare il Parlamento della Patria del Friuli la più antica assemblea legislativa d’Europa 1228 -1805 che continuò a operare anche dopo la fine dello Stato Patriarcale con la conquista del Friuli da parte della Repubblica di Venezia nel 1420. Questa straordinaria istituzione comprendeva le classi del Clero, dei Nobili e dei Comuni ed ebbe poteri sempre più importanti, la sua attività produsse nel tempo un insieme di leggi che formarono le Costituzioni della Patrie del Friuli. Alla morte dello Stato Patriarcale sopravvisse nel popolo la cultura che si era ormai formata durante quei secoli dando vita a una inconfondibile identità: quella friulana.