Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante” per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana
Sabato 2 maggio 2026 il museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) ospita l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante”, co-organizzata dall’Anpi-sezione di Aquileia e dal Comune di Aquileia nel quadro delle iniziative in programma per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana. Spettacolo ideato e prodotto da Teatro della Sete. Sfiorire nemmeno un istante è uno spettacolo fatto di voci e suoni, un viaggio immersivo alla scoperta di frammenti di storia del Friuli-Venezia Giulia. Le attrici Caterina Di Fant, Lucia Linda e Valentina Rivelli ridanno voce a Cecilia Deganutti, Paola Del Din e Virginia Tonelli, tre donne della Resistenza. Tre protagoniste che, prima della fine della Seconda guerra mondiale, spiccarono il volo per diventarne memoria. Lo spazio del racconto saranno le suggestive gallerie del museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ai partecipanti saranno fornite cuffie wireless per l’ascolto dell’audio. Durata ca: 50’. Partecipazione gratuita su prenotazione: 0431 91016 / museoaquileiaeventi@cultura.gov.it
Aquileia. Seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia: tre giorni di incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie, negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise
Dal 17 al 19 aprile 2026 Aquileia accoglie la seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia, un evento diffuso che si intreccia con la vita quotidiana del territorio, uscendo dai luoghi convenzionali e portando incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise. Al centro del Festival c’è il cammino inteso non soltanto come movimento fisico, ma come esperienza profonda fatta di ascolto, scoperta e connessione con gli altri e con il paesaggio. L’evento è organizzato da Fondazione Aquileia; partner istituzionali il Comune di Aquileia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, la direzione regionale Musei del FVG-museo Archeologico nazionale di Aquileia, la Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, media partner Cammini d’Italia, e si svolge con il patrocinio di Sport e Salute SpA in collaborazione con Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Legio VI Ferrata. Tutti gli incontri e d esperienze sono gratuite con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. I luoghi del festival: Palazzo Brunner- Segrè e il suo giardino, museo Archeologico nazionale, domus di Tito Macro, domus e palazzo episcopale, porto fluviale, fondi Cal, Cocambo, le cantine Barone Ritter de Zahony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin, Tarlao.
“Il Festival dei Cammini di Aquileia – sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio, da sempre luogo di incontro, di passaggio e di dialogo tra popoli, culture e tradizioni. Nato lo scorso anno grazie a un progetto finanziato dalla legge 77/2006 per i siti Unesco, il Festival nasce proprio dalla riflessione sul ruolo di crocevia che Aquileia ha avuto nella storia e sulla considerazione che qui si intrecciano otto tra cammini e itinerari culturali europei – il Cammino Celeste, che quest’anno celebra i vent’anni , la Romea Strata, l’Iter Goritiense, la via Flavia, la via Postumia, il Cammino di San Martino, l’Itinerario dei Santi Cirillo e Metodio, la Rotta dei Fenici – ai quali si affianca per la sua rilevanza nelle connessioni la ciclovia Alpe Adria. Questa seconda edizione mette al centro la persona, il benessere e il tema del welfare culturale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha individuato la Fondazione Aquileia quale capofila di un progetto centrato sul riconoscimento del ruolo attivo della cultura nel benessere delle comunità. In questo contesto un evento come il Festival dei Cammini che favorisce l’incontro tra persone diverse e crea spazi di condivisione, può avere un impatto concreto. Il cammino intreccia movimento, relazione e scoperta e in un’epoca segnata da ritmi accelerati e da forme di isolamento diffuso, la possibilità di rallentare, di muoversi insieme diventa fondamentale”.
Il convegno di apertura. Lino Zani e Giulia Capocchi di Linea Verde Sentieri danno il via ufficiale alla seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia venerdì 17 aprile 2026, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segrè: il Festival vede protagonisti dal 17 al 19 aprile 34 relatori che si alterneranno in 21 incontri e animeranno 9 esperienze immersive, che spaziano dalle passeggiate archeologiche e naturalistiche, ai bagni di foresta e laboratori esperienziali, alle attività didattiche per bambini, ai workshop e alle proiezione di documentari. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione del programma a cura di Davide Nanna di Cammini d’Italia ed Erica Zanon, responsabile promozione della Fondazione Aquileia, i lavori entranano nel vivo con Anna Del Bianco, direttore centrale Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia e Francesca Velani, vicepresidente e direttrice Cultura e Sviluppo sostenibile di Fondazione PromoPA che introducono il tema del welfare culturale: una prospettiva sempre più centrale nelle politiche pubbliche, che riconosce alla cultura un ruolo attivo nella promozione del benessere individuale e collettivo. In questo contesto, il Festival dei Cammini si propone come un esempio concreto di come la partecipazione culturale possa generare valore sociale, favorendo l’incontro tra persone e creando spazi di condivisione autentica. A seguire Stefano Gobbi responsabile Progettazione Sociale sempre di Sport e Salute Spa, approfondisce il tema delle politiche pubbliche dedicate alla promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita, evidenziando il ruolo del cammino come pratica accessibile e inclusiva. Il contributo del Club Alpino Italiano è invece al centro degli interventi di Giovanni Duratti, presidente del Comitato direttivo del CAI Friuli Venezia Giulia e Giovanni Cozzarini, presidente della Commissione Giulio Carnica della Sentieri, che raccontano l’impegno quotidiano nella cura, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, fondamentale infrastruttura culturale e ambientale del Paese. Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’accessibilità, con l’intervento di Gabriele Favagrossa di FISH, che illustra l’importanza di progettare territori inclusivi secondo i principi dell’universal design, anche alla luce delle esperienze maturate in occasione delle Olimpiadi invernali.
La seconda parte della mattinata offre uno sguardo più ampio sull’impatto dei cammini: Miriam Giovanzana direttore editoriale di Terre di Mezzo presenta i dati del report 2026, mettendo in evidenza le ricadute economiche e sociali di questo fenomeno in costante crescita, mentre Viola Gaudiano, sviluppo progetti di Romea Strata presenterà un’indagine qualitativa realizzata in sinergia con Promoturismo FVG dedicata al Friuli Venezia Giulia. A chiudere il convegno è una riflessione sulla governance dei cammini, affidata a Gigi Bettin, segretario associazione Vie e Cammini di Francesco e Sara Zanni, archeologa e guida ambientale escursionistica, che portano l’esperienza delle Vie di San Francesco uno degli itinerari più amati d’Italia.
Talk, cammini, esperienze, film. Nel pomeriggio di venerdì il Festival entra nel vivo aprendo vari luoghi della città a momenti di incontro. Alle 15, nella domus di Tito Macro Andrea Bellavite, viandante e scrittore, modera una sessione con i referenti dei principali cammini che attraversano Aquileia, l’Iter Goritiense, il Cammino Celeste, la Romea Strata e la Via Flavia, offrendo al pubblico una visione concreta delle possibilità di viaggio lento tra storia, natura e confini. Parallelamente, altri incontri danno voce alle esperienze personali di cammino:
da Gioia in Cammino (ore 15.30 al Cocambo) che racconta i 2.200 chilometri percorsi lungo la Via Francigena, fino al viaggio intorno al mondo a piedi di Pieroad (ore 16.30 alla cantina Tarlao) durato cinque anni, passando per l’esperienza di Sara Zanni sul Cammino di Santiago (ore 16 alla Cantina Vini Puntin). La giornata si chiude alle 18 alla domus di Tito Macro con la presentazione da parte del team di Cammini d’Italia dell’Atlante dei Cammini d’Italia, tra itinerari, curiosità e territori.
La giornata di sabato 18 aprile si apre all’insegna dell’esperienza diretta e dell’immersione nel paesaggio. Dalle 9.30 alle 12.30 i bagni di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale propongono un’esperienza sensoriale e rigenerativa, mentre dalle 10 alle 12 il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi conduce una passeggiata archeologica tra vie d’acqua antiche e moderne di Aquileia. Parallelamente dalle 10 alle 12.30 l’archeologa Luciana Mandruzzato guida una passeggiata attraverso i primi grandi scavi archeologici di Aquileia. In parallelo, dalle 10.30 alle 12 alla domus di Tito Macro il seminario “Il cammino tra neuroscienze, psicologia e paesaggio” a cura di Sara Zanni, archeologa e guida ambientale e Lucia Botindari, psicologa e psicoterapeuta. Dalle 11.30 alle 13 alla cantina Vini Brojli il workshop L’attrezzatura in cammino dalla A alla Z! a cura di Tom Search.
Nel pomeriggio le attività laboratoriali invitano i partecipanti a vivere il cammino come spazio creativo: dalle 15 alle 17 ci si potrà mettere in gioco con il laboratorio “Semi in Movimento: l’eco della storia, il germoglio della vita”. Un laboratorio in cui il cammino diventa momento di ascolto profondo delle voci del passato e della natura con Sara Zanni e Lucia Botindari, dalle 15 alle 16.30 al Museo archeologico nazionale avrà luogo la proiezione del documentario “The Path of Light” e a seguire, la conferenza della prof. Slavia Barlieva (Accademia Bulgara delle Scienze, Sofia) e del prof. Krasimir Stanchev (Università Roma Tre) “La missione culturale dei santi Cirillo e Metodio e i luoghi della memoria a loro dedicati a Roma” . Sempre al Museo dalle 17 alle 19 il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni “Tutte le strade portano ad Aquileia a cura di Educa. In parallelo alle 15.30 nel giardino di palazzo Brunner-Segrè Workshop Guida al primo cammino a cura di Cammini d’Italia, a seguire alle 17 la presentazione del progetto I Cammini delle Città del Vino: Gli Itinerari dell’Identità Agricola Collettiva ad Aquileia a cura del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, del presidente delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini e di Iole Piscolla, responsabile Progetti speciali. Alle 17.30 nella sala conferenze di Palazzo Brunner la presentazione e proiezione del documentario “Cammino Grande di Celestino” con Luciano di Martino, direttore Ente Parco Nazionale della Maiella e John Forcone, Ufficio Promozione presso Ente Parco Nazionale della Maiella La giornata si arricchisce di testimonianze che mettono in luce il valore sociale del cammino, come strumento educativo e di inclusione per i giovani in condizione di vulnerabilità con il panel Storie di riscatto per i giovani che si terrà nella Cantina Ca’ Tullio dalle 17.30 alle 19 con Fabrizio Preo dell’Associazione Lunghi Cammini Odv e Andrea Bellavite. La giornata si conclude con il racconto della storia dell’Hospitale di San Giovanni e il Cammino di San Martino in FVG con Marino Del Piccolo, associazione amici dell’Hospitale.
Domenica 19 aprile rappresenta il momento conclusivo, interamente dedicato al cammino condiviso. I partecipanti (max 100) sono invitati a prendere parte a un itinerario ad anello che attraversa la pianura friulana, collegando due importanti percorsi regionali, il Cammino Celeste e il Cammino Via Flavia. Il tracciato si snoda tra paesaggi di bonifica, corsi d’acqua e scorci lagunari, offrendo un’esperienza immersiva che unisce natura, storia e osservazione del territorio.Parallelamente alle attività principali, il Festival propone una rassegna di docufilm dedicati ai cammini italiani, ospitata nella Domus e Palazzo Episcopale, che accompagna il pubblico in un viaggio visivo attraverso paesaggi, storie e comunità. A completare il programma, le attività di rievocazione storica la domenica mattina nell’area archeologica del fondo Cal offrono uno sguardo immersivo sulla vita antica.
Aquileia (Ud). Nei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni, quinta tappa (con qualche anteprima della campagna 2024) verso il realizzando museo Archeologico nazionale di San Casciano. Gli interventi di La Rocca, Osanna, Carletti, Montanari, Tabolli

4 dicembre 2025: taglio delnastro della mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” al Museo archeologico nazionale di Aquileia: da sinistra, Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Marta Novello, direttore Man-Aquileia; Massimo Osanna, dg Musei; Jacopo Tabolli, curatore e direttore scien. scavo; Marianna Bressan, direttore musei archeologici Venezia e laguna; Agnese Carletti, sindaco San Casciano dei Bagni (foto mic)
La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” arriva al Museo archeologico nazionale di Aquileia dopo le edizioni allestite nelle prestigiose sedi del Palazzo del Quirinale, del Museo archeologico nazionale di Napoli, del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e della James-Simon-Galerie di Berlino. Dal 4 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, al pubblico del museo Archeologico nazionale di Aquileia vengono presentati gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni: il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto in Italia. L’esposizione, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, permette di ammirare un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni. La mostra è stata promossa dal ministero della Cultura e realizzata dalla direzione generale Musei del MiC con il museo storico e parco del Castello di Miramare-direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia / museo Archeologico nazionale di Aquileia. Alla Fondazione Aquileia si deve la proiezione in videomapping che illuminerà la facciata del museo per tutto il periodo natalizio. Hanno inoltre contributo alla realizzazione della mostra il Comune di Aquileia, la Fondazione Friuli e Promoturismo FVG.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, esposte per la prima volta in Italia. Gli straordinari reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha significativamente mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio: donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche. Proprio il tema del contatto, dello scambio e delle contaminazioni tra culture è la chiave di lettura della edizione aquileiese della mostra, che si inserisce nel quadro delle iniziative programmate nell’ambito delle celebrazioni di GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, arricchendo il palinsesto degli eventi grazie all’alto profilo scientifico del progetto curatoriale e allo straordinario valore documentario dei reperti.

Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale, Luigi La Rocca, a Berlino (foto agnese sbaffi / mic)

Il Palazzo dell’Arcipretura a San Casciano dei Bagni (Si) futura sede del museo dei bronzi di San Casciano (foto mic)

Campagna 2024: panoramica dell’area di scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto SABAP-SI Comune di San Casciano dei Bagni Unistrasi)
Il capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale del Mic, Luigi La Rocca, sottolinea come “il rinvenimento dello straordinario contesto di Bagno Grande è il risultato di un lungo e altalenante percorso che affonda le sue radici nel Rinascimento, quando alcuni importanti rinvenimenti archeologici sono menzionati in occasione dei primi studi sulle proprietà terapeutiche e salutari delle abbondanti acque minerali che scaturiscono dal sottosuolo di San Casciano dei Bagni. Il rinnovato interesse per il sito si deve però alla attività di tutela e conoscenza condotta tra il 2016 e il 2017 dalla Soprintendenza che, sulla base di attente ricognizioni nell’area di Bagno Grande e della mappatura delle evidenze, allora quasi completamente nascoste dalla vegetazione, sollecitò più estese indagini affidandone poi la conduzione all’università per Stranieri di Siena. Così, dal 2019 un team coordinato dal prof. Jacopo Tabolli sta portando alla luce un contesto straordinario in cui ogni oggetto rinvenuto, di bronzo, di terracotta o di marmo, documenta la complessità delle pratiche rituali e votive legate alla guarigione e alla salute che si svolgevano nel santuario dedicato alla fonte calda, il “Flere Havens”, personificazione della sorgente termale, oggetto di venerazione e devozione accanto ad altre divinità, Esculapio, Igea, Apollo, Iside e Fortuna. Le scoperte del santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni hanno già trovato spazio in mostre prestigiose in Italia e all’estero; quella di Aquileia rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di diffusione della conoscenza di questa straordinaria avventura, con l’obiettivo di condividere con il pubblico l’eccezionalità dei reperti e del contesto archeologico, in attesa del completamento del museo Archeologico nazionale di San Casciano, che avrà sede nel Palazzo dell’Arcipretura acquistato dal ministero della Cultura, e del parco archeologico Termale nell’area dello scavo”.
“L’arrivo ad Aquileia dei bronzi di San Casciano”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna, “segna una nuova tappa in un percorso di ricerca e di valorizzazione che ha portato questa straordinaria scoperta a dialogare con alcuni dei più importanti musei e istituzioni italiane e internazionali: dal Quirinale ai musei nazionali di Napoli e Reggio Calabria, fino all’ultima tappa alla James-Simon-Galerie di Berlino. La nuova mostra permette ora di presentare al pubblico le acquisizioni più recenti delle campagne di scavo, mettendo in relazione il santuario del Bagno Grande con un territorio – quello di Aquileia – che condivide una lunga storia di incontri, scambi e connessioni culturali. Ciò che emerge da questo percorso non è soltanto l’eccezionalità del deposito votivo: è la capacità del patrimonio di generare conoscenza, di aprire prospettive, di costruire un racconto condiviso e partecipato. Ed è in questa direzione che si articola l’azione del Sistema Museale Nazionale, che fa della collaborazione tra i luoghi della cultura, in un’ottica di rete, uno strumento essenziale di valorizzazione. Mentre proseguono le attività per realizzare il nuovo museo a San Casciano dei Bagni per dare ai bronzi la loro casa, continuiamo così a promuovere e a condividere una scoperta che parla a tutti, rafforzando il ruolo dei musei come luoghi vivi: laboratori di ricerca e di partecipazione, capaci di interpretare le complessità del nostro passato e di renderle accessibili ai pubblici di oggi”.

Mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”: da sinistra, Agnse Carletti, Massino Osanna e Jacopo Tabolli alla presentazione ad Aquileia (foto mic)
“I nostri Bronzi cominciano il loro ritorno verso San Casciano dei Bagni”, afferma il sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, “facendo tappa ad Aquileia e accompagnarli in un luogo così importante per l’archeologia italiana e di tutto il mondo è un grande onore. Come sempre la mia presenza sta a rappresentare quella di una comunità intera, la comunità di San Casciano dei Bagni che ha fortemente voluto lo scavo del Santuario Ritrovato investendo il suo futuro in un progetto che mette al centro il suo passato. Mi piace ricordare come questo viaggio abbia trovato la sua prima tappa in mostra al Palazzo del Quirinale, fortemente voluta dal Presidente Mattarella, negli stessi giorni in cui il ministero della Cultura acquistava il palazzo destinato ad ospitare il museo di San Casciano. Siamo dunque felici ed onorati di essere oggi in questo luogo iconico che arricchisce il nostro progetto con un’occasione di valorizzazione straordinaria, ma sempre più impazienti di vedere i Bronzi tornare a casa”.

Allestimento della mostra “Gli dei ritornano. I brionzi di San Casciano” nei depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il rettore dell’università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, dichiara: “Il Bagno Grande con le sue acque calde ed accoglienti, dove si osservano tracce materiali di coesistenza tra Etruschi e Romani, è ormai entrato nell’immaginario internazionale e nazionale e anche nella quotidianità della comunità accademica dell’università per Stranieri di Siena, come un luogo caro, e familiare. Questa mostra ad Aquileia è prima di tutto il frutto di un lungo percorso di ricerca, vissuto da archeologhe e archeologi in ricerca assieme alla stessa comunità civica di San Casciano dei Bagni. La mediazione culturale tanto cara alla nostra piccola università non è, in questo caso, tra culture diverse di oggi, ma tra le comunità che ieri vivevano in quella terra e la comunità viva ai nostri giorni, che muove verso una profonda presa di coscienza della sua storia, e dunque di se stessa”.

Ad Aquileia esposta la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi, scoperta a San Casciano nel 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)
“Quest’ultima edizione della mostra”, sottolinea il direttore del CADMO dell’università per Stranieri di Siena Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico dello scavo e co-curatore della mostra, “aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza del santuario del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni e soprattutto al suo carattere eccezionale di spazio millenario di multiculturalismo e plurilinguismo. Per la prima volta, ad Aquileia, si presentano in Italia i reperti delle ultime campagne, recuperati nel 2024 nella stratificazione più profonda della vasca: tre nuovi nuclei di offerte votive, deposti insieme a numerose uova direttamente nel fango, tra cui un raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, una figura femminile di offerente e la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi. Quasi sul fondo del deposito votivo sono emersi anche cinque serpenti in bronzo, che potrebbero alludere allo spirito della sorgente o rimandare a rituali che presso gli Etruschi e i Romani erano connessi alla pratica della divinazione”.

Ad Aquilreia esposto il raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, scoperto a San Casciano nella campagna 2024 (foto massmedia di Stefano Bergomas)
Il progetto di allestimento è di Chiara Bonanni e Guglielmo Malizia, Decima Casa – studio di architettura, che ha reinterpretato gli spazi dei depositi museali recentemente rinnovati per inserirvi una mostra archeologica di respiro internazionale. I reperti della collezione aquileiese accolgono gli straordinari ritrovamenti di San Casciano dei Bagni entro un contesto di grande suggestione e potere evocativo, ideato per mettere il pubblico a stretto contatto con l’attività di ricerca che sta alla base di ogni esposizione museale. Il progetto della mostra inserisce il deposito votivo del Bagno Grande all’interno di un ampio contesto storico e territoriale: lungo il percorso il visitatore scopre una moltitudine di luoghi sacri che aiutano a comprendere la complessità di un vasto territorio collocato tra Toscana, Umbria e Lazio, spaziando dell’età del Bronzo Recente (fine del XIV secolo a.C.) al periodo tardoantico (IV sec. d.C.). Decine di statue e statuette raffiguranti le divinità venerate nel luogo sacro o i fedeli dedicanti, centinaia di monete in bronzo e gli ex-voto anatomici scoperti all’interno della vasca sacra, databili soprattutto tra il II e il I secolo a.C., narrano storie di devozione e di riti svolti per chiedere alle divinità la salute o per ringraziare di una guarigione. Di particolare interesse sono le lunghe iscrizioni in etrusco e latino presenti sulle statue, che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate, in un periodo storico di grandi trasformazioni che vide la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche.
Aquileia (Ud). In Basilica Patriarcale, e on line, la conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” con Franco Cardini e Angelo Floramo promossa dal Teatri Stabil Furlan con Comune di Aquileia e Fondazione Aquileia
Il 18 settembre 2025, alle 20.30, all’interno della Basilica Patriarcale di Aquileia (Ud) il professore Franco Cardini dialoga con il professore Angelo Floramo nella conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” voluta e proposta dal Teatri Stabil Furlan al Comune di Aquileia e alla Fondazione Aquileia come momento preparatorio a Lenghis – Festival del teatro delle lingue minoritarie, che si terrà il prossimo mese a Gorizia nell’ambito di GO!2025. Il tema della conferenza tenuta dal prof. Franco Cardini, in dialogo con Angelo Floramo, si inserisce pienamente nel percorso del Festival, poiché mette in luce le radici storiche e culturali dell’identità friulana, una delle principali lingue minoritarie protagoniste della rassegna. Ingresso libero. sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming dai canali social di Basilica Patriarcale di Aquileia.
L’atto ufficiale di nascita dello Stato Patriarcale Aquileiese è datato 3 aprile 1077, con la concessione da parte dell’Imperatore Enrico IV al suo fedelissimo Patriarca di Aquileia Sigeardo della giurisdizione con prerogative ducali su tutto il territorio friulano. Per circa 3 secoli e mezzo tale realtà comprendente il Friuli storico dalla Livenza al Timavo e saltuariamente il Cadore, la Slovenia e l’Istria, fu al centro delle più importanti vicende storiche in Europa a volte condizionandole non poco. Si trattava di una realtà simile ai grandi principati della Germania che seppe però sviluppare al suo interno nuove istituzioni che aprirono la via a una maggiore partecipazione nella gestione delle decisioni pubbliche. In particolare merita ricordare il Parlamento della Patria del Friuli la più antica assemblea legislativa d’Europa 1228 -1805 che continuò a operare anche dopo la fine dello Stato Patriarcale con la conquista del Friuli da parte della Repubblica di Venezia nel 1420. Questa straordinaria istituzione comprendeva le classi del Clero, dei Nobili e dei Comuni ed ebbe poteri sempre più importanti, la sua attività produsse nel tempo un insieme di leggi che formarono le Costituzioni della Patrie del Friuli. Alla morte dello Stato Patriarcale sopravvisse nel popolo la cultura che si era ormai formata durante quei secoli dando vita a una inconfondibile identità: quella friulana.
Aquileia (Ud). Al via la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm: sei serate con cinema, archeologia, esperti. Ecco il ricco programma. Tutti i film sottotitolati per le persone sorde e audiodescritti per ciechi e ipovedenti
Con la proiezione del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli martedì 29 luglio 2025, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival: cinema, archeologia, esperti si alterneranno per sei serate (29-30-31 luglio e 1-4-5 agosto 2025). Il tema scelto per quest’anno è “Strati di memoria”, un fil rouge che attraversa il Festival esplorando il patrimonio culturale e archeologico attraverso lo sguardo di autori, studiosi e testimoni che ne restituiscono la ricchezza e la fragilità. La rassegna internazionale di cinema archeologico è organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm; in collaborazione con ministero della Cultura, Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Basilica di Aquileia; con il sostegno di PromoTurismoFVG e Cassa Rurale FVG. L’ingresso è gratuito su prenotazione obbligatoria al link Eventi di Fondazione Aquileia – 6 attività e biglietti futuri | Eventbrite. Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che verrà consegnato la sera di venerdì 1° agosto 2025: i film in concorso sono scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale.
“Ogni civiltà lascia dietro di sé tracce, impronte sedimentate nel tempo, capaci di raccontare ciò che siamo stati e, in parte, ciò che siamo. In ogni film riaffiora un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che abbiamo il dovere di proteggere, condividere e tramandare”, sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. “È fondamentale che questa memoria, custodita nei luoghi e nei reperti del passato, sia restituita in forme comprensibili, inclusive e partecipate. Rendere la cultura accessibile a tutti significa aprire spazi di conoscenza condivisa, in cui ogni persona può riconoscersi e trovare strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. Per questo motivo – annuncia Corciulo – l’Aquileia Film Festival da quest’anno sarà interamente accessibile grazie alla collaborazione con Sub-T”. Spiega Federico Spoletti, ceo di Sub-Ti Access “tutti i film in programma saranno sottotitolati per le persone sorde e ipoacusiche e audiodescritti per le persone cieche e ipovedenti, mentre le conversazioni con gli ospiti avranno la trascrizione in tempo per renderle fruibili anche dalle persone con disabilità uditive. L’Aquileia Film Festival si conferma quest’anno un esempio autentico di inclusione. Sono davvero felice che l’edizione 2025 sia accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale – continua Spoletti – È uno dei primi festival cinematografici al mondo a rendere l’intero programma accessibile a tutti. La Fondazione Aquileia dà così un segnale concreto e importante di apertura e partecipazione culturale”. Aggiunge Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva: “L’Aquileia Film Festival, dopo ben sedici anni ininterrotti di programmazione, si conferma un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia e come uno degli eventi culturali più importanti e partecipati d’Italia. Credo che tutto questo si debba alla capacità degli organizzatori di attualizzare le trascorse vicende dell’umanità facendone uno strumento di dibattito per la comprensione della realtà storica che stiamo vivendo. Anche quest’anno lo dimostrano i film in calendario e gli ospiti di assoluto rilievo che interverranno ogni sera”. “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre”, aggiunge il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, “un’utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti e istituzioni italiane e non, con i quali di discute sulle prospettive di valorizzazione e i sistemi di gestione dei siti archeologici”.

Frame del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli
PROGRAMMA DI MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025. Serata di apertura. Alle 21, apre il film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2021, 60’). Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Dalle aree archeologiche della Basilicata allo scavo dell’antica città di Sibari. Dai templi di Paestum alla straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca. Il film ripercorre le storie esemplari dei conflitti, delle scoperte, e della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico.
Segue la conversazione con Francesca Cenerini, professoressa ordinaria di Storia romana all’università di Bologna. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling
PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling (Regno Unito 2024, 54’). Per tre anni lo Stato islamico ha terrorizzato Mosul, l’antica capitale degli Assiri, Ninive, e distrutto inestimabili reperti. Ora gli archeologi stanno portando alla luce nuove testimonianze, risolvendo alcuni enigmi di questa civiltà: come è stato forgiato il primo impero dell’umanità? Quali progressi hanno permesso loro di costruire una città di oltre 100.000 abitanti? Ninive potrebbe essere la sede di una delle sette meraviglie del mondo ovvero i Giardini Pensili di Babilonia?
Segue la conversazione con Luca Peyronel, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano “La Statale”. È direttore della Missione Archeologica Italiana nella Piana di Erbil (Kurdistan iracheno) e del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe, Turchia. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos” di Philippe Aractingi (Francia 2024, 52’). Sulla costa del Libano si trova una delle città più antiche del mondo: Byblos. Durante l’antichità, fu un importante centro di scambi commerciali e culturali con Egitto e Mesopotamia. Si credeva che le ricerche archeologiche, andate avanti per oltre un secolo, avessero rivelato tutti i suoi segreti… Ora, recenti scoperte svelano inediti e sorprendenti aspetti dell’antica Byblos.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
PROGRAMMA di GIOVEDÌ 31 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia.
Segue la conversazione con Jacopo Tabolli, docente di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e direttore scientifico dello scavo di San Casciano dei Bagni. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.
PROGRAMMA DI VENERDÌ 1° AGOSTO 2025. Alle 21, apre il film fuori concorso “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi (Italia 2023, 47’). Uno speciale realizzato da Rai Cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura, racconta la storia della più antica via pubblica del nostro Paese, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024. Segue la conversazione con Corrado Augias, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Aquileia” 2025 al film più votato dal pubblico.

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)
FUORI FESTIVAL. LUNEDÌ 4 AGOSTO. Alle 21, il film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro (Italia 2024, 60’). Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessillo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Segue la conversazione con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; Claudio Zorzenon, di Arte Video srl; Marco Fabbro, regista. A cura di Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli.
FUORI FESTIVAL. MARTEDÌ 5 AGOSTO 2025. Alle 21, “Omaggio ad Altan”, in occasione dei 50 anni della Pimpa. Conversazione con Francesco Tullio Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, e Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore. A cura di Elena Commessatti, giornalista e scrittrice. Segue il film “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio (Italia 2019, 75’). Un film sul grande disegnatore Francesco Tullio Altan. Un racconto sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un documentario con Altan e sul Paese che ha raccontato e che sta continuando a raccontare da oltre quarant’anni, con tutte le sue aspirazioni, le sue evoluzioni e involuzioni.











































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