Roma. Al Complesso monumentale di San Michele a Ripa, in presenza, e da remoto su Teams, l’incontro “I nuovi paradigmi nella ricerca archeologica – Riflessione sulla manualistica contemporanea”, primo appuntamento del ciclo “Archeologia in divenire: un percorso di riflessioni condivise sulle prospettive dell’archeologia contemporanea”. Ecco il programma

Come si costruisce oggi la conoscenza archeologica? Quali strumenti, metodi e competenze sono necessari per affrontare le trasformazioni della disciplina? L’Istituto centrale per l’archeologia inaugura “Archeologia in divenire: un percorso di riflessioni condivise sulle prospettive dell’archeologia contemporanea”, un ciclo di incontri concepito come laboratorio permanente di confronto metodologico e scientifico. Il primo appuntamento, “I nuovi paradigmi nella ricerca archeologica – Riflessione sulla manualistica contemporanea”, giovedì 22 ottobre 2026, dalle 15.30 alle 18.30, in Sala Molajoli nel Complesso monumentale di San Michele a Ripa a Roma, sarà dedicato alla manualistica contemporanea e alla formazione degli archeologi, due temi strettamente connessi attraverso cui interrogarsi sull’evoluzione dei metodi, degli strumenti e delle competenze della ricerca archeologica.
La riflessione partirà dal recente articolo di Enrico Giannichedda, Manuali vecchi e nuovi” fra shanghai e processi, “grammatiche e dizionari” pubblicato nel 2025 sulla rivista di Archeologia Medievale, in cui sono affrontate l’evoluzione dei contenuti, degli strumenti e delle competenze richiesti oggi dalla disciplina.
Nella prima tavola rotonda si discuterà della manualistica recente con gli autori delle ultime edizioni sul tema, un momento di confronto in cui interverranno: Martin Carver e Madeleine Hummler (università di York) con Archaeological Investigation, 2024, Marco Cavalieri (università Cattolica di Lovanio), con Histoire et theories de l’archéologie. De Platon a archeologia publique, 2026, Paolo Carafa (Sapienza università di Roma), con Storie dai contesti. metodologia e procedure della ricerca archeologica, 2021, Massimo Vidale, (università di Padova), con Archeologia. Teorie, metodi, strumenti, 2022, Giuliano Volpe, (università di Bari “Aldo Moro”) con Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone, 2026.
La formazione degli archeologi è il tema della seconda tavola rotonda. Parteciperanno: Gian Maria Di Nocera, università della Tuscia; Federica Gonzato, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini; Daniele Malfitana, università di Catania; Maria Chiara Monaco, università della Basilicata; Fabio Pagano, ministero della Cultura; Mirella Serlorenzi, Istituto Centrale per l’Archeologia. Modera Stefano Camporeale, università di Siena. L’incontro terminerà con un dibattito e interventi da parte del pubblico. Modera Alessia Fuscone, Istituto Centrale per l’Archeologia.
Sarà possibile partecipare all’evento anche da remoto collegandosi alla piattaforma Teams al link Partecipa alla conversazione.
Roma. Al Complesso monumentale di San Michele a Ripa, in presenza e on line, presentazione del libro di Elisabetta Montenegro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale” promossa dalla soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016
Giovedì 28 novembre 2024, a Roma, alle 11, al Complesso monumentale di San Michele a Ripa, per iniziativa della soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, viene presentato il libro di Elisabetta Montenegro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale”. L’incontro può essere seguito anche in streaming attraverso la piattaforma Teams utilizzando il link indicato sul sito della Soprintendenza speciale. Il libro mira a definire un metodo di indagine per la valutazione del rischio sismico del patrimonio archeologico, frutto di serrato dialogo tra meccanismi di collasso e considerazioni storico-morfologiche delle preesistenze archeologiche allo stato di rudere, finalizzate a stimarne la vulnerabilità sismica a scala territoriale. Il programma prevede il saluto di Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale, e gli interventi di Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei e di Cesare Tocci, professore in Restauro dell’architettura al Politecnico di Torino. A moderare gli interventi sarà Claudia Cenci, a capo della Soprintendenza speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Copertina del libro “Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale” di Elisabetta Montenegro
Vulnerabilità sismica e patrimonio archeologico. Una proposta di valutazione speditiva per la conservazione e la gestione dell’architettura allo stato ruderale (Quasar). Il libro – che raccoglie gli esiti di una ricerca di dottorato – mira a definire un metodo speditivo di indagine per la valutazione del rischio sismico del patrimonio archeologico, argomento di indubbio interesse e (per certi versi) ancora trascurato. In un percorso a metà tra metodo empirico e analisi quantitativa, dopo un’approfondita disamina della evoluzione normativa in materia, l’autrice tenta di stabilire un indispensabile e affidabile indice di vulnerabilità, che – opportunamente combinato con la pericolosità e l’esposizione dei beni – concorre alla definizione di una scala delle priorità del rischio, fondamentale in una programmazione (necessaria) degli interventi. Il risultato quantitativo è frutto di un continuo e argomentato dialogo tra meccanismi di collasso e considerazioni storico-morfologiche, a cui il calcolo deve sempre riferirsi per una sua validazione, in un rigoroso approccio analitico che inserisce la ricerca all’interno di un panorama consolidato per le costruzioni storiche, allargandone l’orizzonte ad un tema ancora poco esplorato, come le ‘rovine’.

Elisabetta Montenegro, architetto Sabap Le-Br
Elisabetta Montenegro, funzionario presso la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, partendo dagli esiti di una ricerca di dottorato, ha condotto uno studio che delinea un percorso a metà tra metodo empirico e analisi quantitativa: dopo una disamina della evoluzione normativa in materia, tenta di indicare un indice di vulnerabilità affidabile che, combinato con la pericolosità e l’esposizione dei beni, concorra alla definizione di una scala delle priorità del rischio e a una corretta programmazione degli interventi.
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