GEA 2026. Visite guidate al museo Archeologico di Parma e all’area archeologica di Veleia

Dal 12 al 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia (GEA). Per l’occasione, il Complesso monumentale della Pilotta propone una serie di visite guidate al museo Archeologico e all’area archeologica di Veleia. Le visite guidate sono comprese nel costo del biglietto di accesso.
Museo Archeologico nazionale di Parma: venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, alle 11, visita guidata alle sale dei ritrovamenti veleiati conservati nel museo Archeologico nazionale di Parma.
Area Archeologica di Veleia (Pc): venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, alle 16.30, visita guidata al parco archeologico e all’antiquarium di Veleia.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” con Antonia Cozzi, sesto e ultimo appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 7 maggio 2026, sesto e ultimo appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, la conferenza “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” di Antonia Cozzi L’incontro sarà una passeggiata attraverso le varie epoche, dai primi insediamenti umani alle città del periodo barocco, per ricostruire e decodificare le tracce dei vari sistemi insediativi che si sono succeduti e che lasciano segni ancora visibili nelle nostre città; questa ricerca è alla base dell’archeologia del paesaggio, che studia i paesaggi pluristratificati ed il rapporto tra le persone e l’ambiente. L’architetta Antonia Cozzi mostrerà come l’uomo ha iniziato a scegliere i percorsi mediante i quali spostarsi e dove creare i primi insediamenti e come la geomorfologia dei luoghi ha influenzato la tipologia dei centri abitati. Cominciando da quelle che sono ritenute la prime città della storia, passerà ad analizzare l’urbanistica romana e gli importanti segni che ha lasciato anche nel territorio esterno ai centri abitati; illustrerà come poter leggere le tracce delle grandi infrastrutture dell’epoca in città e le testimonianze lasciate da acquedotti e centuriazioni. Parlerà poi di un’altra epoca fondamentale per lo sviluppo dell’urbanistica, che ha lasciato numerosissimi centri urbani: il medioevo. Illustrerà la differenza tra gli aspetti urbani dell’alto e del basso medioevo e le regole presenti negli statuti cittadini per il decoro e la sostenibilità ambientale, che mostrano come ciò che è stato spesso presentato come “disordine” medievale, sia invece un diverso ordine rispetto a quello delle epoche successive, ma non meno studiato e pensato per il bene comune. Passando attraverso le caratteristiche dell’urbanistica del periodo rinascimentale, l’incontro terminerà esaminando le innovazioni del periodo barocco, che espressero al massimo le ricerche spaziali e le esigenze di rappresentatività già iniziate con il rinascimento e continuate nel 1500 con il potere signorile e papale. Ingresso gratuito.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti” con Francesco Francesconi, quinto appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 16 aprile 2026, quinto appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, la conferenza “Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti” di Francesco Francesconi. L’incontro permetterà di conoscere Parma attraverso la ricostruzione della sua evoluzione, con particolare attenzione ai monumenti perduti e alle trasformazioni che hanno ridefinito nel tempo il volto urbano. Attraverso l’analisi delle principali fasi storiche, verranno messi in luce i processi di stratificazione, demolizione e riconfigurazione degli spazi, evidenziando come la città attuale sia il risultato di continui interventi di adattamento alle esigenze politiche, sociali e culturali. Approfondimento specifico dedicato ad edifici e complessi architettonici oggi scomparsi o profondamente modificati. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Parma. All’auditorium dei Voltoni la conferenza “L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens” con Davide Delpiano (UniFe), quarto appuntamento con le conferenze di Arkheoparma
Giovedì 26 marzo 2026, alle 17, all’Auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta a Parma, la conferenza “L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens” con il paleontologo Davide Delpiano dell’università di Ferrara, quarto appuntamento con le conferenze di Arkheoparma dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti (100 persone).
Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Iside. Una dea vicino a noi” con Florio Lami, terzo appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 5 marzo 2026, terzo appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Appuntamento alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, con la conferenza “Iside. Una dea vicino a noi” di Florio Lami che porterà i partecipanti in un viaggio dedicato alla conoscenza del patrimonio archeologico ci conduce in Egitto, ma non solo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Parlare della dea Iside significa parlare di una dea che ha condizionato non solo il pensiero religioso degli antichi Egizi ma anche quello di altre religioni come la greca, la romana e, forse, la cristiana. Iside è stata la Grande Madre dell’Egitto antico. Considerata la parte femminile della natura e la sua parte creativa, Iside è, oggi, nelle sue numerose sfaccettature, l’archetipo della donna moderna.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Annibale Bentivoglio in fuga dal Castello di Varano” con Ubaldo Delsante, secondo appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 12 febbraio 2026, alle 17, all’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma, la conferenza “Annibale Bentivoglio in fuga dal Castello di Varano” con Ubaldo Delsante, secondo appuntamento con le conferenze di Arkheoparma, in collaborazione con gli Amici della Pilotta, dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio – in sette incontri dal 22 gennaio al 7 maggio 2026 – tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti (100 persone).
Parma. Al via all’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta le “Conferenze di Arkheoparma”: sette incontri. Inizia Matteo Riccò con “L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano”
Tornano le conferenze di Arkheoparma dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Dal 22 gennaio al 7 maggio 2026, sette incontri, alle 17, all’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma. Tutti gli incontri sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti (100 persone). Per informazioni arkheoparma@gmail.com.
Si inizia giovedì 22 gennaio 2026, L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano, con Matteo Riccò. Quindi giovedì 12 febbraio 2026, Annibale Bentivoglio in fuga dal Castello di Varano, con Ubaldo Delsante; giovedì 5 marzo 2026, Iside. Una dea vicino a noi, con Florio Lami; giovedì 26 marzo 2026, L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens, con Davide Delpiano; giovedì 16 aprile 2026, Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti, con Francesco Francesconi; giovedì 7 maggio 2026, Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia, Antonia Cozzi.
Bologna. La soprintendenza lancia la mostra on line “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” che ripercorre un viaggio nell’archeologia del territorio ed evidenzia le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico
È un viaggio virtuale alla scoperta di cento anni di ricerche, scavi e scoperte archeologiche di un’intera regione, l’Emilia-Romagna. E per farlo basta un clic. Si accede così alla mostra online “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” presentata ufficialmente giovedì 18 dicembre 2025, a Palazzo Marescalchi, sede Sabap-BO, in via IV Novembre 5 a Bologna. La mostra, con Comitato scientifico composto Sara Campagnari, Monica Miari, Silvia Bernardi e Rossana Gabusi (SABAP MET Bologna) è stata ideata e sviluppata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, in collaborazione con soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, Complesso monumentale della Pilotta, musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, musei nazionali di Ferrara, musei nazionali di Ravenna.

La pagina iniziale della mostra on line “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” (foto artsteps)
Realizzata su piattaforma virtuale da Dario Ferrari, archeologo libero professionista e sviluppatore della mostra su piattaforma ArtSteps, e liberamente fruibile (CLICCA QUI per accedere alle stanze virtuali), la mostra intende celebrare i cento anni di presenza della soprintendenza nella sede bolognese di Palazzo Ancarano in via Belle Arti, nei cui spazi, proprio nel 1925, vennero trasferiti gli uffici dell’allora soprintendenza alle Antichità dell’Emilia e della Romagna ospitati fino a quel momento presso il regio museo Archeologico di Bologna. Il centenario è l’occasione per ripercorrere un viaggio nell’archeologia del territorio e per evidenziare gli esiti più importanti dell’attività della Soprintendenza e degli Istituti che ad essa si sono affiancati nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico. Il percorso espositivo -articolato in 5 sezioni e 17 sottosezioni- ripercorre la storia dell’Istituzione e della sua sede, l’evoluzione della metodologia dalle prime grandi scoperte all’archeologia professionale e le più rilevanti mostre e iniziative svolte nel territorio.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta per il ciclo di incontri “Pigorini. Cent’anni dopo 1925 – 2025” la conferenza “Città d’Umbria e i cosiddetti castellieri liguri dell’Appennino Parmense” con Angelo Ghiretti, archeologo e presidente deputazione Storia Patria per le province parmensi
Giovedì 13 novembre 2025, alle 17, all’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta, la conferenza “Città d’Umbria e i cosiddetti castellieri liguri dell’Appennino Parmense” con Angelo Ghiretti, archeologo e presidente deputazione Storia Patria per le Province parmensi, terzo incontro – dopo la pausa estiva – del ciclo di conferenze “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025” dedicato al grande archeologo Luigi Pigorini, padre dell’archeologia preistorica italiana. L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’associazione Arkheoparma e Amici della Pilotta con il patrocinio dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Nel 1865 Pigorini, giovanissimo, contraddice un noto studioso dell’epoca e dichiara che le strutture note come “città d’Umbria” non sono i resti di una città italica, bensì di una fortificazione medievale. La datazione di questo sito (e di altri analoghi tra Parmense e Piacentino) è stata oggetto di infiniti dibattiti. Solo dalla fine del XX secolo, oltre cent’anni dopo le prime controversie, l’accurato esame delle fonti storiche e le ricerche sul campo, non limitate a questo solo sito, hanno consentito finalmente di fare chiarezza: i cosiddetti “castellieri liguri” dell’Appennino parmense, tra cui naturalmente Città d’Umbria, sono il risultato dell’incastellamento, ossia della ricerca e della fortificazione di luoghi già naturalmente protetti, che caratterizza l’Alto Medioevo, in particolare tra X e XIII secolo.





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