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Ferragosto 2016: giornata di festa della cultura con i musei statali aperti tutto il giorno. Il ministro Franceschini: un’occasione per scoprire il “museo diffuso Italia”. Particolarmente ricca l’offerta culturale di Pompei e dei siti vesuviani

Gli scavi di Pompei aperti a Ferragosto con una ampia offerta culturale

Gli scavi di Pompei aperti a Ferragosto con una ampia offerta culturale

Ferragosto speciale a Pompei e nei siti vesuviani. Nonostante la superfestività dell’estate quest’anno cada di lunedì, giorno notoriamente riservato alle chiusure e alle manutenzioni dei siti archeologici e dei musei italiani, il 15 agosto 2016 è pronto a offrire ai visitatori e agli ospiti stranieri proposte particolarmente interessanti a cominciare proprio dai siti archeologici vesuviani di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e il museo di Boscoreale che resteranno aperti anche il 15 agosto dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18) con le tariffe ordinarie. Anche a Pompei, per venire incontro agli alti flussi turistici, la soprintendenza speciale di Pompei annuncia che gli Scavi apriranno alle 8.30 come già avviene il sabato e la domenica. E proprio a Pompei, oltre alla mostra “Egitto Pompei” e all’esposizione permanente degli affreschi di Moregine nell’altro porticato della Palestra di recente arricchitosi con l’esposizione di reperti organici provenienti dall’area vesuviana, i turisti potranno ammirare i progetti di musealizzazione diffusa, con il riallestimento della cucina della Fullonica di Stephanus con reperti originali, e quello degli ambienti domestici della Villa Imperiale. E ancora la mostra “Live at Pompei, Underground” dedicata al video girato nel 1971 dai Pink Floyd “Live at Pompeii” allestita nelle gallerie dell’Anfiteatro. E visto che questo agosto 2016 è il mese delle olimpiadi di Rio, in una delle sale dell’Antiquarium di Pompei è stata allestita una vetrina con alcuni strumenti originali utilizzati dagli atleti per la cura del corpo. E sempre nell’Antiquarium sono visitabili sale di proiezione multimediale sulla vita degli antichi abitanti e sull’eruzione del 79 d. C. oltre a sezioni dedicate alle mostre “Per grazia Ricevuta” e “Sacra Pompeiana”.

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a Pompei

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a Pompei

“Quella di Ferragosto sarà una giornata di festa della cultura con i musei statali aperti tutto il giorno. Un’altra importante occasione per cittadini, famiglie e turisti di conoscere e visitare quello straordinario museo diffuso che è l’Italia”, sottolinea soddisfatto il ministro per i Beni culturali e il Turismo, Dario Franceschini. Coinvolti tutti i principali luoghi della cultura, dal Colosseo a Pompei agli Uffizi ma anche, solo per citarne alcuni, i resti dell’antica città italica nell’area archeologica di Alba Fucens a Massa d’Albe in Abruzzo, le opere di Carlo Levi al museo nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata a Matera, i Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, le tante domus riaperte agli Scavi di Pompei, gli affreschi apocalittici dell’Abbazia di Pomposa a Codigoro lungo l’antica strada Romea che conduceva i pellegrini dall’Europa centrale e orientale, la residenza asburgica del Castello di Miramare a Trieste, la più grande area archeologica d’Europa tra il Foro Romano e il Palatino, i capolavori di Van Dyck, Guercino e Tintoretto esposti nelle fastose sale del museo di Palazzo Reale a Genova. E poi la residenza rinascimentale dei Gonzaga a Palazzo Ducale a Mantova, quella di Federico di Montefeltro a Urbino dove oggi ha sede il Museo Nazionale delle Marche, le rovine della capitale dei Sanniti a Pietrabbondante in Molise, i Musei Reali di Torino, il rinnovato allestimento del museo Archeologico nazionale di Taranto, le vestigia della colonia fenicia di Tharros nei pressi di Cabras, la straordinaria collezione degli Uffizi di Firenze, il sito longobardo riconosciuto dall’Unesco del Tempietto sul Clitunno in provincia di Perugia fino ai tesori della Galleria dell’Accademia di Venezia. L’elenco completo dei musei aperti, gli orari e il costo dei biglietti sono consultabili sul sito www.beniculturali.it.

I Longobardi conquistano Rovereto

Il manifesto della 24. Rassegna di Rovereto

Il manifesto della 24. Rassegna di Rovereto

La premiazione del film "L'Italia dei Longobardi"

La premiazione del film “L’Italia dei Longobardi”

Al film di Farioli Vecchioli il premio del pubblico della Rassegna del cinema archeologico

I Longobardi hanno conquistato l’attento e appassionato pubblico della 24. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto diretta da Dario Di Blasi. Dopo cinque giorni di proiezioni di film giunti da tutto il mondo, prodotti di una qualità che migliora di anno in anno con registi che girano documentari con tutti i registri della cinematografia, il pubblico dell’auditorium Melotti ha attribuito il premio “Città di Rovereto – Archeologia Viva” al film di Eugenio Farioli Vecchioli “L’Italia dei Longobardi” (2013, 70’), prodotto dall’associazione Italia Longobardorum di Cividale. E proprio da Cividale, prima capitale dei Longobardi al loro arrivo in Italia nel VI sec., oggi patrimonio dell’Umanità, è partita l’idea di raccontare per la prima volta in un film la storia dei Longobardi in Italia. Perciò non è stato un caso che a ricevere il premio, nella serata finale della Rassegna, dalle mani del sindaco di Rovereto Andrea Miorandi e del direttore di Archeologia Viva Piero Pruneti, ci fosse il sindaco di Cividale  Stefano Balloch con il regista Farioli Vecchioli.

Il film preferito

“Il film – racconta il regista – presenta le massime espressioni artistiche e architettoniche del periodo longobardo, alla luce delle più recenti letture critiche, dalla voce stessa di studiosi, ricercatori, operatori e testimonial d’eccezione: e questa è la vera novità ed è stata anche la difficoltà del film. Un’esperienza bellissima: voglio ringraziare tutti per la grande disponibilità e sensibilità dimostrate”. I testimonial che ci accompagnano per mano lungo il cammino percorso dai Longobardi lungo la penisola italica da Cividale a Benevento, sono volti molto noti che si sono fatti portavoce dei monumenti Unesco tramite le loro esperienze, i ricordi e l’attività artistica o lavorativa, legati in senso anche ampio al luogo in cui si trova il monumento longobardo.

Testimonial “longobardi”

Il giornalista Toni Capuozzo a Cividale, noto inviato sui fronti caldi del mondo, torna nella “sua” Cividale, famosa per il Tempietto Longobardo-monastero di S. Maria in Valle; il cantante Omar Pedrini, il leader dei Timoria e ora solista affermato, parla di Brescia, dal monastero di Santa Giulia alla chiesa di S. Salvatore; il critico d’arte Philippe Daverio, popolare volto della tv, a Castelseprio nel Varesotto con la basilica di S. Giovanni evangelista e i vicini monastero di Torba e chiesa di S. Maria foris portas. Lo scrittore Vincenzo Cerami, indimenticato sceneggiatore, scrittore e drammaturgo, ci conduce in Umbria alla scoperta di Spoleto e della sua chiesa di San Salvatore mentre il pianista Maurizio Mastrini, uno dei maggiori compositori italiani, a Campello ricorda il Tempietto del Clitunno. Infine nel sud d’Italia l’ingegner Giuseppe D’Avino, amministratore delegato della Strega Alberti Spa a Benevento ci invita a visitare il complesso di Santa  Sofia e il musicista Peppino Principe, fisarmonicista internazionale, a Monte Sant’Angelo sul Gargano scende nel santuario di San Michele arcangelo.