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Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Ferrara. Apertura straordinaria della Delizia di Belfiore con visite guidate agli scavi aperti a cura del gruppo archeologico ferrarese nell’ambito del progetto triennale di archeologia partecipata e pubblica ideata dalla Sabap

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Visite guidate alla Delizia di Belfiore sabato 30 novembre 2024, dalle 10 alle 17. Per le visite sono previsti i seguenti turni: 10, 11, 12, 14, 15, 16. Evento gratuito senza necessità di prenotazione. Punto di ritrovo: via Orlando Furioso a Ferrara. Che Delizia Belfiore! è un progetto triennale di archeologia partecipata e pubblica ideato e diretto dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara nella persona di Chiara Guarnieri, finanziato dal Comune di Ferrara, realizzato a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese, con l’apporto degli studenti del liceo scientifico “A. Roiti” e del liceo classico “L. Ariosto” di Ferrara e con il supporto della Provincia di Ferrara e del Consorzio di Bonifica di Ferrara. In occasione dell’apertura straordinaria della Delizia di Belfiore, grazie al Gruppo Archeologico Ferrarese sarà possibile visitare gli scavi ancora in corso e scoprire i risultati del progetto.

Bologna. In Sabap l’incontro “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale. Un patrimonio e un percorso da condividere tra tutela e fruizione” per presentare il sito seriale UNESCO EKCNA

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Ingresso grotta dei gessi (foto Francesco Grazioli)

bologna_sabap_carsismo-e-grotte-appennino-settentrionale_patrimonio-unesco_locandinaL’UNESCO World Heritage Committee, riunito per la sua 45ma sessione a Riyad in Arabia Saudita, il 19 settembre 2023 ha iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale il Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale (Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines) come sito naturale. Martedì 21 novembre 2023, dalle 15 alle 18, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede Sabap, in via IV Novembre 5 a Bologna, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e la Regione Emilia Romagna promuove l’incontro “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale. Un patrimonio e un percorso da condividere tra tutela e fruizione” per presentare il sito seriale UNESCO EKCNA (Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines) in territorio emiliano. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Si tratta di un sito seriale, ovvero articolato in più componenti separate fisicamente, che interessa la regione Emilia Romagna, estendendosi sulle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna. In questo incontro si intendono illustrare i principali valori, naturali, ambientali, paesaggisti e storico-archeologici presenti nei territori di competenza della Soprintendenza ABAP di Bologna e porre l’attenzione sull’importanza di un percorso condiviso per la tutela e la fruizione di questo patrimonio. Introduce Francesca Tomba, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le Province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Intervengono: Barbara Lori, assessore alla Programmazione territoriale e paesaggistica, parchi, forestazione e UNESCO – Regione Emilia Romagna; Piero Lucci, Massimo Ercolani (Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna) “Soprintendenza e Federazione Speleologica Regionale: una collaborazione molto proficua”. PRIMA PARTE: I valori naturali. Stefano Lugli (università di Modena e Reggio Emilia) “Gli intonaci rosa di Cologno (RE), un patrimonio da conservare”; Massimiliano Costa (Ente di Gestione per i Parchi e la Bioversità – Delta del Po) “I valori biologici dei Gessi dell’Emilia-Romagna”. SECONDA PARTE: I valori paesaggistici. Loredana Ponticelli (A²studio) “Il riconoscimento UNESCO: la protezione di un bene naturale attraverso i vincoli paesaggistici”; Barbara Marangoni (soprintendenza ABAP Bologna) “Riconoscimento dei valori e opportunità delle tutele paesaggistiche ex art. 136 del D. Lgs. 42/2004) “I gessi e l’uomo”; Chiara Guarnieri, Monica Miari (soprintendenza ABAP Bologna) “Gessi e archeologia. Dalla frequentazione delle grotte in età preistorica al Lapis specularis”; Stefano Piastra (università di Bologna) “I gessi emiliani tra natura e cultura”. Modera Annalisa Capurso (soprintendenza ABAP Bologna).

Argenta (Fe). Open day del cantiere di scavo archeologico con visite guidate alla villa romana (forse una mansio) scoperta nel 2019 col ritrovamento di materiale ceramico di età imperiale

Passeggiata nella storia. Sabato 11 Dicembre 2021, dalle 10 alle 15​ ad Argenta (FE), open day del cantiere di scavo archeologico con visite guidate allo scavo della villa romana di Argenta: una occasione davvero da non perdere per chi desidera saperne di più di Argenta in età romana. Per raggiungere l’area della villa romana, seguire le indicazioni per il Gap War Cemetery (cimitero inglese), via Piangipane. In base alle disposizioni anti-COVID è necessario indossare la mascherina anche all’aperto. Per info: Benedetta Bolognesi +39 339 535 5279. Si tratta di un edificio ricco e frequentato, di notevolissima importanza, riconducibile all’età romana imperiale tra il II e il III secolo dopo Cristo: lo aveva intuito subito nel 2019 Chiara Guarnieri della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dopo il ritrovamento di alcuni frammenti in ceramica (e non solo) in aperta campagna alle porte di Argenta. Sono quindi state avviate delle ricerche sistematiche dirette dall’archeologa Flavia Amato con la collaborazione del Gruppo Archeologico Ferrarese, il coinvolgimento di volontari argentani e il sostegno economico del Comune, che hanno permesso di conoscere la reale estensione del sito archeologico: i materiali rinvenuti, in particolare le monete, che coprono un arco temporale dal II secolo avanti Cristo al VII secolo dopo Cristo, e le ceramiche di piena età imperiale attestano la continuità di frequentazione di quella che forse fu una struttura legata al commercio e ai trasporti dall’età repubblicana fino all’epoca in cui fiorirono ad Argenta l’abitato di Palmanova e la Pieve di San Giorgio.  A fine ottobre 2021, dopo lo stop imposto dalla pandemia, sono riprese le ricerche archeologiche con l’apertura di due saggi di scavo grazie ai quali sono state portate alla luce alcune sottofondazioni di murature, oltre ad una vasca con pavimentazione a mattoni a spina di pesce di cui ancora non si conosce la funzione.

Fiscaglia (Fe). “La Massa di Fiscaglia: la storia, il territorio, nuove prospettive di ricerca”: giornata di studi in occasione degli 800 anni dalla concessione degli Statuti Comunali. Ingresso a teatro con Green Pass

“La Massa di Fiscaglia: la storia il territorio nuove prospettive di ricerca”: giornata di studi in occasione degli 800 anni dalla concessione degli Statuti Comunali. Appuntamento venerdì 26 novembre 2021 al teatro Vittoria in via Castello 16, località Massa Fiscaglia, Comune di Fiscaglia (Fe). L’ingresso sarà soggetto al controllo del Green Pass. La registrazione della giornata di studi sarà visibile sulla pagina Facebook dell’associazione Culturale “L. Franzon”. Info: associazione Culturale “L. Franzon” (ass.culturale.lorenzofranzon@gmail.com), tel. 3711380343. Sarà un’occasione per riscoprire le origini della comunità di Fiscaglia dall’antichità alle soglie dell’epoca moderna. È una data importante che merita di essere ricordata e celebrata, soprattutto quale occasione per riscoprire una storia antica e poco conosciuta, quella delle origini di una comunità definita dalle fonti antiche come “massa” e “arimannia”, di un territorio direttamente dipendente dal Papa, ma conteso tra Ravenna, Pomposa e Ferrara, che oggi coincide a grandi linee con il Comune di Fiscaglia, a sua volta frutto della fusione di Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino. Programma. Allo 9.30, saluti istituzionali. Seguono gli interventi di Rolando Dondarini (Motivazioni e significati degli Statuti); Patrizia Luciani (Le fonti documentali dell’antica Massa di Fiscaglia e della Diocesi di Cervia in Massafiscaglia); Alberto Andreoli (Toponomastica e topografia storica fiscagliese e massese). Pausa: 12 – 13.30. Nel pomeriggio, interventi di Claudio Balista (L’aspetto geomorfologico del territorio di Fiscaglia); Chiara Guarnieri (Inquadramento archeologico del territorio); Giovanna Bucci (Nuovi studi per la ricostruzione della storia della chiesa di San Pietro a Massafiscaglia); Cornelius Mayr (Le prospezioni magnetometriche: metodologia); Marco Bruni (Nuove ricerche nel territorio di Fiscaglia: S. Lorenzo e tracce del popolamento in età romana); Flavia Amato (Il territorio di Fiscaglia tra Medioevo e Rinascimento: i casi di S. Vitale, Corba e Torre Thieni). Conclusioni.

Bologna. Presentazione del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche” che illustra la scoperta della salina romana, al momento l’unica in tutto il Mediterraneo con una documentazione archeologica completa

Ricostruzione della salina romana di Cervia (foto sabap-bo)

È il 2015 quando, in occasione della realizzazione di una rotatoria stradale, viene scoperta la salina romana di Cervia. Lo scavo ha infatti confermato che la coltivazione del sale a Cervia si può fare risalire all’età romana, retrodatandone quindi l’esistenza visto che il primo documento che ne fa menzione risale al 965. L’indagine archeologica ha portato in luce una serie di canali, vasche e strutture in legno dotate di paratie, oltre ad alcuni piani pavimentali in battuto. Lo scavo è stato affiancato da analisi geopedologiche, paleozoologiche e paleobotaniche (pollini, macroresti, taxa) che hanno consentito di determinare le caratteristiche naturali dell’area e di meglio inquadrarne l’evoluzione nel tempo, permettendo l’identificazione delle specie arboree e vegetali presenti nell’area ai fini della definizione dell’aspetto paesaggistico del territorio all’epoca (vedi A Cervia si presenta il libro di Chiara Guarnieri “La salina romana e il territorio di Cervia” scoperta nel 2015, uno dei pochissimi impianti documentati archeologicamente nel bacino del Mediterraneo | archeologiavocidalpassato).

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Copertina del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche”

Venerdì 8 ottobre 2021, alle 15.30, nella sede della Sabap-Bo, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, in via IV Novembre 5 a Bologna, presentazione del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche” a cura di Chiara Guarnieri, Bologna 2019. Il volume, curato da Chiara Guarnieri, archeologa della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara,  illustra la scoperta della salina di età romana rinvenuta a Cervia, poco lontano gli attuali impianti di coltivazione del sale. Il rinvenimento è il frutto di un atto di tutela legato all’applicazione dell’archeologia preventiva nell’ambito della realizzazione di opere pubbliche, in questo caso una nuova rotatoria sulla statale Adriatica. Sebbene in antichità gli impianti salinari fossero molto diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo, sono peraltro pochissimi quelli attestati archeologicamente; Cervia è al momento l’unico che possa presentare una documentazione archeologica completa. Si tratta in particolare di strutture realizzate in legno, dotate di paratie che permettevano all’acqua salata di fluire entro i bacini di essiccazione. Di notevole interesse l’esistenza di molti frammenti di legno reimpiegato nelle strutture, provenienti per la maggior parte da imbarcazioni, sia del tipo a mortase e tenoni sia del tipo “cucito”: una vera e propria “scoperta nella scoperta”. Su una parte di legni, resti animali e suoli si sono compiute analisi del carbonio 14 che, accanto a considerazioni di tipo stratigrafico, hanno consentito di inquadrare la vita della salina tra la fine del III sec. a.C. e la metà del I d.C. In seguito l’area è stata occupata da alcune sepolture. Il meticoloso lavoro di registrazione dei dati svolto durante lo scavo ha dunque consentito di ipotizzare il funzionamento della salina e di delinearne le fasi d’uso sino al suo abbandono e alla successiva occupazione di quest’area. La presenza sullo scavo di diverse professionalità (geopedologo, archeobotanico, archeozoologo, antropologo) ha contribuito a delineare gli aspetti ambientali, faunistici e vegetazionali dell’area in età romana.

L’allestimento del museo del Sale a Cervia (foto musa)

La seconda parte del volume illustra la sezione dedicata alla storia del territorio, con particolare attenzione all’aspetto archeologico, che è stata recentemente inaugurata al museo del Sale di Cervia, tra cui i resti di una nave bizantina. È stato possibile portare alla pubblica fruizione materiali archeologici che diversamente erano conservati in disparati magazzini, ricostruendone i contesti di provenienza, e restituendo in questo modo alla comunità cervese, e non solo, aspetti inediti della storia del territorio.

Giornate europee dell’Archeologia 2021. Gli eventi promossi a Bologna, Comacchio, Imola, Modena, Ferrara dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

La soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara quest’anno ha organizzato in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia 2021 (18-20 giugno 2021) vari eventi accomunati dal tema “Dialoghi col territorio”. Gli eventi della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara si trovano alla pagina: https://journees-archeologie.fr/c-2021/lg-it/Italia/le-giornate-dell-archeologia-in-Europa; http://www.archeobologna.beniculturali.it/agenda.htm​.

Bologna. Venerdì 18 giugno 2021, alle 10.30, nel salone d’Onore di Palazzo Dall’Armi Marescalchi, via IV Novembre 5. Presentazione del libro “Un arcipelago di storia. Archeologia e isole ecologiche interrate a Bologna”, pubblicato nel 2020 da AnteQuem con il contributo del Gruppo Hera. La pubblicazione, a cura di Renata Curina, Valentina Di Stefano e Cristian Tassinari, propone la sintesi dei dati archeologici raccolti durante la realizzazione delle mini isole ecologiche interrate nel centro urbano di Bologna, un’area che ha visto la crescita e lo sviluppo diacronico di una città a partire dall’VIII secolo a.C. fino ai giorni nostri. Il volume inaugura la nuova collana Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna, che rappresenta un importante momento di aggiornamento e di approfondimento dell’esito delle più importanti ricerche archeologiche condotte in Emilia-Romagna e a cui collaborano congiuntamente le tre soprintendenze ABAP della regione (Comitato di Redazione: Annalisa Capurso, Marco Podini, Annalisa Pozzi, Rossana Gabusi). Interverranno: Lisa Lambusier, soprintendente ABAP della Città metropolitana di Bologna e le province di MO-RE-FE e soprintendente ad interim della SABAP per le province di RA-FC-RN; Corrado Azzollini, direttore Segretariato regionale del ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna e soprintendente ad interim della SABAP per le province di PC-PR; Cristina Ambrosini, responsabile servizio Patrimonio culturale Regione Emilia-Romagna; Alberto Aitini, assessore Comune di Bologna per Sicurezza urbana integrata, commercio, polizia locale, protezione civile, manutenzione del patrimonio e del verde pubblico; Raffaella Zanfini, responsabile Operations Servizi Ambientali Hera Group; Monica Miari, responsabile Area Funzionale Patrimonio archeologico soprintendenza ABAP Bologna; Renata Curina – Valentina Di Stefano – Cristian Tassinari, curatori del volume. Evento gratuito, posti limitati. Per prenotazioni: sabap-bo.stampa@beniculturali.it

Lo scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume a Comacchio (foto sapab-bo)

Comacchio (Fe). Venerdì 18 giugno 2021, alle 16, nella sala polivalente di Palazzo Bellini, via Agatopisto 5. Incontro “Dialoghi con il territorio. Lo scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume. Presentazione dei dati preliminari”. Presentazione pubblica dello scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume a Comacchio (Fe). Programma: saluti istituzionali del Comune di Comacchio; interventi di Sara Campagnari, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Claudio Negrelli, Roberto Rizzo, Marco Palmieri, Phoenix Archeologia. Per prenotarsi: ufficio IAT di Comacchio 0533314154.

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Il rasoio con manico in bronzo che ha dato il nome alla Domus scoperta a Imola (foto sabap-bo)

Imola (Bo). Venerdì 18 giugno 2021, alle 17, a Palazzo Tozzoni, via Garibaldi 18. Incontro “Lo scavo della Domus del Rasoio”. Presentazione dei primi risultati scientifici e del progetto di allestimento e valorizzazione dell’area archeologica all’interno del Complesso del S. Domenico a Imola. Interverranno: Diego Galizzi e Laura Mazzini, Musei Civici di Imola; Valentina Manzelli, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Daniele Mazzitelli, Phoenix Archeologia; Roberta Michelini, archeologa libera professionista. L’ingresso è gratuito con posti limitati previa prenotazione, telefonando al 0542602609 dal lunedì al venerdì 9-13 o inviando una mail a musei@comune.imola.bo.it, scrivendo nome e numero di telefono per ricevere conferma. L’incontro sarà registrato e sarà visibile sui canali YouTube dei Musei Civici di Imola.

Locandina dell’incontro a Modena “Da San Geminiano alla Cattedrale romanica” (foto sabap-bo)

Modena. Venerdì 18 giugno 2021, alle 18, nella sala Ex-Oratorio, Palazzo dei Musei, largo Porta S. Agostino 337. Incontro “Da San Geminiano alla cattedrale romanica”. Presentazione del progetto di ricerca sulla topografia tardo antica e alto medievale di Mutina-città e del territorio di riferimento. Frutto dell’accordo quadro stilato tra SABAP-BO, Museo Civico di Modena, UNIMORE e UNIBO, Laboratorio di Antropologia fisica e DNA antico-sede di Ravenna. Interverranno: Cinzia Cavallari, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Francesca Piccinini e Silvia Pellegrini, Museo Civico di Modena; Giovanna Bosi e Stefano Lugli, UNIMORE – dipartimento di Scienze della Vita e dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche; Stefano Benazzi e Antonino Vazzana, UNIBO – Laboratorio di Antropologia fisica e DNA antico-sede di Ravenna. Posti limitati. Per prenotarsi: tel. 0592033125 – palazzo.musei@comune.modena.it

Ferrara. Sabato 19 giugno 2021, alle 10.30, al museo Archeologico nazionale, via XX Settembre 122. Giornata d’incontro “Tra terre ed acqua: prospettive di ricerca e ultimi rinvenimenti nel territorio ferrarese”. La giornata sarà dedicata all’illustrazione delle recenti scoperte archeologiche nel territorio ferrarese. Interverranno: Chiara Guarnieri, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Paola Desantis, direzione regionale Musei, museo Archeologico di Ferrara; Letizia Bassi, presidente GAF; Marco Bruni, Flavia Amato, Francesca Acqui, Simone Bergamini, Giulia Guidorzi, archeologi liberi professionisti. Per info tel. museo nazionale: 053266299. Programma: 10.30, Paola Desantis: presentazione; 10.45, Chiara Guarnieri: Tra terre ed acqua: prospettive di ricerca e ultimi rinvenimenti nel territorio ferrarese; 11, Letizia Bassi: L’attività del gruppo archeologico ferrarese; 11.15, Marco Bruni: Una pieve sepolta tra le centuriazioni affioranti. San Venanzio e l’Alto Copparese; 11.30, Flavia Amato: L’ultima mansio? Un edificio posto ai limiti tra terra ed acqua nel territorio argentano; 11.45, Francesca Acqui: Ritrovamenti monetali romani rinvenuti presso un sito dell’argentano: catalogazione e analisi; 12, Simone Bergamini: Dalla Terramara di Pilastri ai “pilastri della Terramara“ dallo scavo alla pubblicazione; 12.15, Giulia Guidorzi: Lungo i fiumi e per le strade. Sondaggi archeologici nell’alto bondenese.

giornate-europee-archeologia_2021_logo18-19-20 Giugno, canale YouTube Sabap-BO MO-RE-FE. Proiezione del video “Dialoghi col territorio. Il progetto di archeologia pubblica ad Argenta (Fe)”. Proiezione del video realizzato sul progetto di archeologia pubblica di Argenta (Fe), relativa alla villa/mutatio rinvenuta in località Frittelline. Le indagini sono state realizzate in collaborazione con il Comune di Argenta, il locale Gruppo Archeologico e l’istituto superiore Montalcini di Argenta nelle modalità scuola/lavoro. Sulla base della L.R. 18, Piano 2020 è stato presentato all’IBC il progetto Argenta romana, che ha trovato finanziamento. A cura di Chiara Guarnieri, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Flavia Amato, Marco Bruni, Gruppo Archeologico Ferrarese; Classi IV A e IV B, Istituto Superiore Rita Levi Montalcini Argenta; Servizio Patrimonio culturale ER.

Ferrara. Incontro a Palazzo Naselli-Crispi (con visita guidata del palazzo cinquecentesco) su “Le scoperte lungo il canale Naviglio. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti per la riscoperta del territorio” con i protagonisti delle ricerche archeologiche

Nel letto del canale Naviglio nei pressi di Coccanile, frazione di Copparo (Fe), sono venuti alla luce – era il 2019 – i resti di una delle più antiche pievi testimoniate nel territorio di Ferrara, databile al VI-VII secolo, intitolata a San Venanzio, e della necropoli ad essa associata. Quest’anno nuova campagna di scavi archeologici in via Ariosto a Coccanile. Dopo l’interventi di messa in sicurezza di un tubo dell’acqua da parte di Cadf, nella mattinata di martedì 27 aprile 2021 ha preso il via l’indagine per individuare l’estensione totale dell’antica pieve rinvenuta nel 2019 nel Canale Naviglio. La campagna di scavo, sostenuta dall’Amministrazione comunale di Copparo, è affidata all’archeologa Flavia Amato, affiancata dagli infaticabili e appassionati volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese, a cui ha fatto visita il sindaco Fabrizio Pagnoni. Le operazioni hanno subito riservato un primo inatteso ritrovamento: a una profondità di soli 50 centimetri è emerso un cippo che poggia su uno strato di interesse storico. Il cippo non è in relazione con l’edificio di culto, ma è più tardo: si ipotizza rinascimentale. Per determinarne la datazione si è provveduto alla pulizia del livello per individuare eventuali resti ceramici che ne attestino l’epoca di appartenenza. Si procederà quindi con le stratificazioni successive alla ricerca l’angolo del fronte dell’antica pieve di V – VII secolo, di cui erano già stati rinvenuti i resti dell’abside, con un plinto di colonna della navata centrale, e dodici sepolture a inumazione, i cui corredi hanno consentito di definire la pieve come una delle più antiche della Provincia di Ferrara.

La locandina dell’incontro “Le scoperte lungo il canale Naviglio” a Ferrara

Anche di questo si parlerà nell’incontro “Le scoperte lungo il canale Naviglio. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti per la riscoperta del territorio”, mercoledì 9 giugno 2021, alle 17, a Palazzo Naselli-Crespi in via Borgo dei Leoni 28 a Ferrara. Dopo i saluti di Riccardo Mantovani, amministratore del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara; Fabrizio Pagnoni, sindaco del Comune di Copparo; Letizia Bassi, direttrice del Gruppo Archeologico Ferrarese; Paola Desantis, direttrice del museo Archeologico nazionale di Ferrara; gli interventi: Chiara Guarnieri (soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) su “San Venanzio: una pieve in cammino”; Flavia Amato e Marco Bruni (archeologi) su “Le prime attestazioni cristiane del ferrarese a Coccanile di Copparo​”. Per partecipare: prenotazioni obbligatorie, max 50 posti: segreteria.gaf@libero.it​.

L’affresco della Madonna con Bambino, opera di Girolamo da Carpi, l’unico originario del palazzo Naselli Crispi giunto fino ai nostri giorni (foto consorzio bonifica pianura ferrara)
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Il cortile interno di Palazzo Naselli-Crispi di Ferrara (foto consorzio bonifica pianura ferrara)

Segue la visita guidata del Palazzo Naselli-Crispi, palazzo cinquecentesco nel cuore rinascimentale di Ferrara. Palazzo Naselli Crispi fu progettato intorno al 1531 da Girolamo da Carpi (1501-1556), architetto e pittore ferrarese allievo del Garofalo. Questa “nobile abitazione alla Romanesca”, commissionata dal Canonico Giuliano Naselli, protonotario apostolico presso il Duca Ercole II d’Este, venne ultimata presumibilmente nel 1536. Nella seconda metà del secolo sedicesimo il fabbricato divenne di proprietà del Conte Giovanni Maria Crispi. Oggi il palazzo ospita la sede legale del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. Il cortile, di forma rettangolare, presenta cinque arcate nei lati lunghi e tre nei lati corti, disposte su due ordini, ad imitazione del Teatro Marcello in Roma. Nel portico di ingresso si può ammirare l’affresco della Madonna con Bambino, pure opera del Carpi: è l’unico affresco originario del palazzo Naselli Crispi giunto fino ai nostri giorni.

A Cervia si presenta il libro di Chiara Guarnieri “La salina romana e il territorio di Cervia” scoperta nel 2015, uno dei pochissimi impianti documentati archeologicamente nel bacino del Mediterraneo

Le famose saline di Cervia

È il 2015 quando, in occasione della realizzazione di una rotatoria stradale, viene scoperta la salina di Cervia. Lo scavo ha confermato che la coltivazione del sale a Cervia si può fare risalire all’età romana, retrodatandone quindi l’esistenza visto che il primo documento che ne fa menzione risale al 965. L’indagine archeologica ha portato in luce una serie di canali, vasche e strutture in legno dotate di paratie, oltre ad alcuni piani pavimentali in battuto. Lo scavo è stato affiancato da analisi geopedologiche, paleozoologiche e paleobotaniche (pollini, macroresti, taxa) che hanno consentito di determinare le caratteristiche naturali dell’area e di meglio inquadrarne l’evoluzione nel tempo.

L’impianto della salina romana scoperta nel 2015 a Cervia

Venerdì 22 novembre, alle 17.30, alle Officine del Sale di Cervia, viene presentato il libro “La salina romana e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche” per iniziativa di Comune di Cervia, MUSA museo del Sale, soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Alla presentazione del volume interverranno Massimo Medri, sindaco di Cervia; Michele Fiumi, assessore alla Cultura del Comune di Cervia; Annalisa Canali, direttore di MUSA, museo del Sale di Cervia; Giorgio Cozzolino, soprintendente della SABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Massimo Sericola, funzionario archeologo della SABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Chiara Guarnieri, funzionario archeologo della SABAP per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Il volume curato da Chiara Guarnieri, archeologa della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, presenta la recente scoperta di un impianto per l’estrazione del sale databile all’età romana, uno dei pochissimi documentati archeologicamente nel bacino del Mediterraneo. Si tratta in particolare di strutture realizzate in legno, dotate di paratie che permettevano all’acqua salata di fluire entro i bacini di essicazione. L’analisi geomorfologica del sito, unitamente allo studio ambientale (pollini, resti botanici e zoologici) ha permesso di ricostruire l’ambiente della salina e quello circostante. Il libro illustra inoltre alcuni importanti reperti rinvenuti nel territorio cervese, ora esposti nella sezione archeologica del museo del Sale (MUSA) della cittadina, tra cui i resti di una nave bizantina. Di notevole interesse l’esistenza di molti frammenti di legno reimpiegato nelle strutture, provenienti per la maggior parte da imbarcazioni, sia del tipo a mortase e tenoni sia del tipo “cucito”. Su una parte di legni, resti animali e suoli si sono compiute analisi del carbonio 14 che, accanto a considerazioni di tipo stratigrafico, hanno consentito di inquadrare la vita della salina tra la fine del III sec. a.C. e la metà del I d.C. In seguito l’area è stata occupata da alcune sepolture.

A Ferrara gli archeologi raccontano “La lunga storia di Palazzo Paradiso: vecchi scavi e nuovi rinvenimenti” attraverso gli scavi del 1984 e del 2019

Palazzo Paradiso a Ferrara, oggi sede della biblioteca civica Ariostea

Più di seicento anni di storia concentrati in un pomeriggio con il contributo delle ricerche e delle scoperte archeologiche passate e recenti. Succede a Ferrara. Appuntamento giovedì 10 ottobre 2019, alle 17, nella biblioteca civica Ariostea, in via Scienze n. 17 a Ferrara, cioè in quel Palazzo Paradiso che è anche l’oggetto dell’incontro: “La lunga storia di Palazzo Paradiso: vecchi scavi e nuovi rinvenimenti”. L’archeologa della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Chiara Guarnieri, e Nicol Tiburzi, della Coop. Archeologia, illustreranno la storia di Palazzo Paradiso attraverso i dati venuti in luce nel corso degli scavi che si sono svolti nell’area dell’edificio, nel 1984, e nella zona del giardino, nel 2019. Il primo intervento ha permesso di recuperare l’assetto originario del palazzo, costruito nel 1388 per volontà di Alberto V d’Este. Gli scavi del 1984 hanno portato alla luce l’entrata lungo l’attuale via Gioco del Pallone e alcune “camere da butto” contenenti ceramiche e vetri. Gli interventi più recenti, realizzati per conto di Hera e diretti dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, hanno intercettato possenti murature precedenti la costruzione dell’edificio, a testimonianza del fatto che l’area fosse già occupata da un quartiere in parte abbattuto per edificare il palazzo estense.