Pompei. Alla Biblioteca “Fiorelli” del parco archeologico presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli (università del Molise) con Stefano de Caro promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS
Doppio appuntamento a fine maggio con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Si comincia giovedì 22 maggio 2025, alle 17, alla Biblioteca del parco archeologico di Pompei “G. Fiorelli”, in via Plinio, con la presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli dell’università del Molise da parte di Stefano de Caro, con una introduzione di Antonio Varone, presidente degli Amici di Pompei. Sarà presente l’autrice.

Copertina del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli
Donne e Grand Tour (Arbor Sapientiae editore). Il testo è un percorso alla scoperta di alcune delle tante donne viaggiatrici che hanno scritto nel periodo del Grand Tour. Sul Grand Tour è stato detto e scritto moltissimo, tuttavia è un argomento che può ancora riservare risvolti interessanti se lo si guarda da una prospettiva diversa, quella del viaggio al femminile. Negli ultimi anni si è aperto un filone di studi su questo argomento che ha toccato periodi, modalità e fini diversi, ma ancora molto resta da fare. Basti pensare che mentre gran parte dei resoconti di viaggio maschili sono facilmente accessibili, pubblicati e anche tradotti in varie lingue, i resoconti di viaggio delle donne sono spesso di difficile reperimento o mai dati alle stampe. Da un recente studio è stato calcolato che tra il 1770 e il 1870 il 20% della letteratura odeporica è scritta da donne, ma solo il 6% è pubblicato. Questo libro non ha la pretesa di colmare tali lacune, né di affrontare il complesso mondo dei viaggi al femminile, ma solo di contribuire a divulgare una tematica ancora poco nota ad un pubblico più vasto di quello degli addetti ai lavori e di restituire visibilità ad opere che avrebbero meritato una maggiore fortuna.
Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “Un Asklepieion a Pompei” dell’archeologa Carmela Capaldi (università di Napoli “Federico II”) promossa dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”
“Un Asklepieion a Pompei” è il titolo della conferenza dell’archeologa Carmela Capaldi, ordinario di Archeologia classica dell’università di Napoli “Federico II”, promossa dall’associazione internazionale “Amici di Pompei” ETS. Appuntamento venerdì 21 febbraio 2025, alle 17, nell’Auditorium degli Scavi di Pompei. L’incontro sarà l’occasione per dare una lettura precisa su un monumento dell’antica Pompei la cui identità è oggetto di discussione da tempo. Si tratta del piccolo tempio che si trova nel Quartiere dei Teatri, all’incrocio tra via di Stabia e la cosiddetta via del Tempio di Iside che la tradizione degli studi attribuisce ora al culto di Asclepio, ora a quello di Giove Meilichio. La professoressa Capaldi, che con l’università di Napoli “Federico II” ha condotto uno scavo in questo tempio a partire dal 2018, proporrà i risultati delle indagini realizzate, grazie ai quali si può definire la fisionomia del complesso sacro e la sua datazione. Inoltre verranno esaminati gli elementi utili per l’identificazione della statua di culto con l’immagine di Asclepio.
San Marzano del Sarno (Sa). In sala consiliare la “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino del ciclo di incontri promossi dal Comune con l’associazione internazionale Amici di Pompei


Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino
Venerdì 24 gennaio 2025, alle 18, nell’aula consiliare di San Marzano sul Sarno (Sa), in piazza Umberto I 2, la conferenza “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, secondo incontro del ciclo di conferenze, voluto dal Comune di San Marzano sul Sarno (Sa), con la collaborazione dell’associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, per approfondire la storia e l’archeologia della valle del Sarno e, in particolare, del territorio di San Marzano. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di San Marzano sul Sarno Andrea Annunziata, introduce il professore Luca Cerchiai dell’università di Salerno.

Carretto miniaturistico in bronzo (seconda metà del IX secolo a.C.) proveniente dalla tomba 232, maschile di alto rango, rinvenuta a San Marzano sul Sarno (Sa) conservato al museo della Valle del Sarno (foto drm-cam)
L’importanza dell’archeologia della Valle del Sarno, tra Età del Ferro e Orientalizzante, è stata messa in luce da Patrizia Gastaldi in una serie di contributi degli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, che hanno sistematizzato interventi di scavo archeologico effettuati nei territori di San Marzano e San Valentino Torio nel decennio precedente. Da questi si comprende l’assetto dei territori interni della piana campana, in un momento storico particolarmente critico durante il quale le spinte da Nord degli Etruschi e l’insediamento dei Greci lungo le coste imponevano una ristrutturazione complessiva delle dinamiche di relazione tra le differenti componenti. Dopo la sistemazione della documentazione archeologica, elaborata nel 2001 da Marisa De Spagnolis, sono mancati studi organici che tenessero conto dell’aumento delle conoscenze derivante dalle indagini archeologiche che, benché limitate a interventi di piccole dimensioni, hanno continuato ad essere condotte nel territorio. L’incremento delle attività edilizie in relazione con le successive fasi di approvazione dei piani urbanistici dei due comuni negli ultimi anni hanno portato alla luce nuovi contesti archeologici che contribuiscono a chiarire e arricchire il quadro il quadro già delineato da Patrizia Gastaldi per l’ideologia funeraria di queste comunità.

Una delle sale al primo piano del museo delal Valle del Sarno, in cui sono esposti e ricostruiti i corredi tombali delle necropoli Valle del Sarno (foto drm-cam)
La relazione di Raffaella Bonaudo proverà a mettere a fuoco quanto è stato possibile recuperare grazie ai nuovi interventi di scavo in termini di quantità della documentazione, chiarendo la distribuzione delle evidenze, laddove possibile per fasi cronologiche, e in termini di qualità delle attestazioni rispetto a produzioni e tipologie. Nel corso dell’intervento, una parte sarà dedicata anche alle modalità con cui la Soprintendenza effettua la propria tutela su questi territori, in attesa di acquisire nuovi elementi dal prossimo restauro dei materiali.
Roma. All’École française de Rome presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Giovedì 23 gennaio, alle 17, nella sala conferenza dell’École française de Rome, in piazza Navona 62 a Roma, presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’associazione internazionale Amici di Pompei (https://www.amicidipompei.com/quaderni-studi-pompeiani.html). Dopo i saluti di Audrey Bertrand dell’École française de Rome e di Antonio Varone dell’associazione internazionale Amici di Pompei, I professori Filippo Coarelli, Valérie Huet e Marc Mayer dialogheranno con i curatori della pubblicazione dei bronzi triclinari rinvenuti nel 1978 nella casa di Giulio Polibio a Pompei. Modera Audrey Bertrand. Prospiciente sulla via dell’Abbondanza, l’edificio fu messo in luce nel contesto dell’esplorazione dell’asse stradale principale della città campana condotta da Vittorio Spinazzola. Tra gli anni 60’ e 70’, Alfonso De Franciscis fece scavare l’insieme della casa, offrendo alla comunità scientifica e al pubblico un considerevole esempio di casa a due piani dell’ultimo periodo sannitico. Se diversi resoconti furono pubblicati, così come una breve sintesi nel 1988, mancava fino ad oggi una presentazione più completa e ampia del contesto storico e della realtà culturale in cui si colloca l’eccezionale servizio dei bronzi tricliniari. Questi furono scoperti nell’ultima fase dello scavo degli anni settanta, quando De Franciscis e Stefano De Caro decisero di rimuovere l’ultima rampa di terra ancora presente nel triclinio.

Copertina del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, curato da Fausto Zevi e Elsa Nuzzo
La casa di C. Giulio Polibio e i bronzi del triclinio. Gli studi qui raccolti sono rivolti ad illustrare lo straordinario complesso di oggetti di bronzo che componevano il servizio da banchetto della sala tricliniare (EE) della Casa di C. Giulio Polibio. La storia dello scavo e dei rinvenimenti della casa comprende tre momenti principali. Dapprima venne effettuato lo scavo della fronte dell’edificio prospiciente Via dell’Abbondanza, nel quadro del grande progetto di Vittorio Spinazzola di riportare in luce l’intero tracciato della via principale di Pompei, con la varietà delle sue facciate, prospetti e insegne di case e botteghe, magnificamente illustrata nella monumentale opera Pompei alla luce degli Scavi Nuovi di Via dell’Abbondanza, uscita postuma nel 1953. Questo volume offre un’edizione definitiva dell’insieme di oggetti di bronzo allora scoperti. Curata da F. Zevi, E. Nuzzo, K. De Decker e S. Minichino, l’indagine accurata dei reperti stessi, dall’analisi degli oggetti ai confronti pompeiani, si estende a uno studio più ampio sulla casa, i suoi proprietari e le sue pitture, grazie ai contributi di D. Esposito e A. Varone, oltre a quelli dei curatori del volume. Un’ultima parte è dedicata alle operazioni di restauro condotte presso l’Istituto Centrale del Restauro a Roma e l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze (E. Pucci et al.) e al lungo percorso di questi straordinari bronzi attraverso numerose mostre che li hanno fatti viaggiare da Pompei e Napoli a Roma, Washington, Parigi, San Pietroburgo, Londra, Los Angeles e altre città del mondo (G. Stefani).
Pompei. Gennaio apre con un doppio incontro dell’associazione internazionale Amici di Pompei su “Il mistero del cranio ritrovato di Plinio il Vecchio” e “La villa della Caccia al cinghiale dell’ager stabianus”
Doppio appuntamento nel primo mese del 2025 per l’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS. Il primo giovedì 16 gennaio 2025: alle 17, nella Biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del parco archeologico di Pompei, in via Plinio 4, aperta recentemente, presentazione del libro del giornalista e scrittore Carlo Avvisati “Plinio il Vecchio: il mistero del cranio ritrovato”, Artem edizioni. A presentare il testo saranno l’archeologo Salvatore Ciro Nappo insieme con Angelandrea Casale, ispettore onorario del Parco Archeologico di Pompei.

Copertina del libro “Plinio il Vecchio: il mistero del cranio ritrovato” di Carlo Avvisati (Artem)
Il libro “Plinio il Vecchio: il mistero del cranio ritrovato” racconta la storia fantastica e noir di un teschio che da 124 anni a questa parte, per una serie di ipotesi bizzarre, viene ritenuto quanto resta dell’ammiraglio e scienziato romano che perse la vita durante l’eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo. Una storia che nasce alla fine del 1800, in uno scavo archeologico condotto dall’ingegnere di Boscotrecase Gennaro Matrone, in terreni di sua proprietà situati a “Bottaro”, allora quartiere di Torre Annunziata. Sarà presente l’autore. Lo scavo restituì, ancora: collane, armille d’oro, anelli impreziositi da gemme e perle, e suppellettili interessanti. Tra queste ultime, una lanterna di bronzo a forma di testa di cavallo e quanto restava di una portantina… È sempre un merito se un autore sceglie di affrontare un rinvenimento di questo genere sottraendolo a quella forma di mummificazione e di oblio che spesso è il risultato del suo essere “scomodo”. Con la consueta perizia narrativa che unisce cronaca e scienza, Carlo Avvisati ci accompagna in un singolare viaggio nella storia dell’archeologia vesuviana così come alla fine dell’Ottocento e nei primissimi anni del Novecento veniva manifestandosi.

Affresco della Caccia al Cinghiale staccato dalla parete sud del triclinio dell’omonima villa di Gragnano e conservato al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” a Castellammare (foto parco archeologico pompei)
Il secondo venerdì 17 gennaio 2025: alle 17, nell’Auditorium degli Scavi di Pompei la conferenza “La villa stabiana della Caccia al Cinghiale. Riflessioni sul contesto topografico e tematico” a cura delle archeologhe Paola Miniero e Maria Cristina Napolitano. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto su una storia iniziata nel 1984, durante i lavori per la realizzazione del tracciato della S.S. 145: si scavarono i resti di una villa rustica romana in territorio di Gragnano, ricadente in antico nell’ager Stabianus, da cui emerse un dipinto di particolare interesse raffigurante una scena di caccia al cinghiale. A distanza di 40 anni il recente allestimento topografico e tematico del museo Archeologico di Stabia e dei suoi depositi, ha invogliato a riprendere lo studio dell’edificio, della sua decorazione e dei materiali, di cui, nella conferenza, si espongono in anteprima i risultati.
San Marzano del Sarno (Sa). In sala consiliare la conferenza “Il Fiume Sarno. Tra storia e archeologia” con l’archeologo Salvatore Ciro Nappo che apre il ciclo di incontri promossi dal Comune con l’associazione internazionale Amici di Pompei

Personificazione del fiume Sarno, affresco dalla Casa del Larario di Pompei conservato nell’Antiquarium di Boscoreale (foto parco archeologico pompei)
Mercoledì 18 dicembre 2024, si inaugura un ciclo di conferenze, voluto dal Comune di San Marzano sul Sarno (Sa), con la collaborazione dell’associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, per approfondire la storia e l’archeologia della valle del Sarno e, in particolare, del territorio di San Marzano. In sala Consiliare del Comune di San Marzano, alle 19, apre la serie di incontri l’intervento dell’archeologo Salvatore Ciro Nappo “Il Fiume Sarno. Tra storia e archeologia”. Interverrà il sindaco di San Marzano sul Sarno, Andrea Annunziata. Il fiume Sarno rappresenta un palinsesto che conserva le tracce della storia millenaria della Valle che si distende tra il Vesuvio e i monti Lattari, tra l’Appennino Campano e il mare. Lungo le sponde si conservano cospicue tracce dell’Età del Bronzo, come la necropoli di Sant’Abbondio a Pompei e dell’Età del Ferro con il villaggio di località Longola a Poggiomarino e le necropoli di San Marzano, Striano e San Valentino, così come sono numerose le testimonianze dell’età romana con le ville, gli apprestamenti produttivi e i campi coltivati. Per la natura del fiume e la sua importanza per l’economia e la storia della Valle del Sarno, sono conservate importanti fonti scritte che ci rimandano al mitico popolo dei Sarrasti e non mancano sue testimonianze nella pittura e nella scultura antica. Gli altri incontri, previsti nel 2025, vedranno come protagonisti il professore Luca Cerchiai, che racconterà della necropoli dell’età del Ferro di San Marzano sul Sarno, e il professore Ferdinando De Simone, che tratterà delle produzioni agricole della valle del Sarno in età romana.
Pompei. All’auditorium l’incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico, su “Scoperte e ricerche a Pompei e nel territorio”, ultimo incontri dell’anno promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”


Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, con una delle statuette trovate durante lo scavo nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Veduta d’insieme dall’alto dell’ambiente A, la seconda stanza abitata da schiavi, nella villa suburbana di Civita Giuliana, scoperta dagli scavi del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Un’occasione per fare un bilancio su temi e discorsi che i recenti scavi e scoperte permettono di approfondire. Per l’ultimo incontro dell’anno, l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS, venerdì 13 dicembre 2024, alle 17, all’auditorium degli scavi di Pompei ospita la conferenza del direttore generale del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel su “Scoperte e ricerche a Pompei e nel territorio”. Al centro dell’incontro l’analisi del direttore delle ultime scoperte realizzate attraverso cui costruire un’immagine del mondo degli “ultimi” quanto più vicina al reale. Quando, tra il 1776 e il 1789, Edward Gibbon pubblicò la Storia della decadenza e caduta dell’impero romano, si scavava già a Pompei. La sua opera esprime lo spirito di un’epoca che voleva vedere nel mondo classico soprattutto un modello positivo, da opporre al presente, segnato, nella percezione di molti, dall’assenza di democrazia, bellezza e libertà. Il secolo di Gibbon aveva però un problema: la schiavitù. Per spiegare come il mondo classico potesse tollerare una prassi così disumana, si cercava di marginalizzare e abbellire la realtà. Gli schiavi c’erano, ma vivevano in condizioni abbastanza “umane”. Le nuove scoperte dentro e fuori Pompei ci mostrano però più palesemente che mai come tale idea fosse il risultato di una distorsione. Lo scavo di una villa schiavistica a Civita Giuliana e di un panificio dove lavoravano servi vincti, ovvero schiavi rinchiusi, ci porta nelle dimensioni meno “classiche” del mondo “classico”.







L’inizio della primavera viene celebrato dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS con un doppio appuntamento. Si inizia giovedì 20 marzo 2025, alle 17, nella biblioteca del parco archeologico di Pompei “Giuseppe Fiorelli” (via Plinio, 4): le archeologhe Ria Berg e Paola Miniero presentano il libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Ed. ESPERA 2024). All’incontro sarà presente l’autrice, archeologa, già soprintendente in vari siti italiani e direttore del parco archeologico di Ostia, che ha al suo attivo altre tre monografie sulla dimensione femminile nel mondo antico.
Si prosegue venerdì 21 marzo 2025, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei l’archeologo Antonio De Simone, docente dell’università Suor Orsola Benincasa, terrà la conferenza “La cosiddetta villa di Augusto a Somma Vesuviana”. Il professore renderà noti gli ultimi risultati degli scavi di Somma Vesuviana, da lui effettuati, che hanno portato alla luce una grande villa romana, nota come “Villa di Augusto”. Emersa in località Starza della Regina, è stata scavata a partire dal 2002 grazie all’impegno dell’università di Tokyo in collaborazione con l’università Suor Orsola Benincasa. La Villa nasce tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C. e viene seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 472, nota con il nome di eruzione di Pollena. Le ricerche svolte negli ultimi anni mostrano che la Villa sorge sui resti di una precedente struttura sepolta dall’eruzione del 79.

Commenti recenti