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Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “Somma-Vesuvio e Campi Flegrei: due aree di vulcanismo attivo a confronto” del professore Giuseppe Rolandi, già ordinario di Vulcanologia dell’università di Napoli Federico II, promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 10 aprile 2026, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza “Somma-Vesuvio e Campi Flegrei: due aree di vulcanismo attivo a confronto” del professore Giuseppe Rolandi, già ordinario di Vulcanologia dell’università di Napoli Federico II, promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. La conferenza è incentrata sulla ricostruzione delle storie eruttive delle due aree di vulcanismo attivo campane, la cui evoluzione si è protratta fino ai giorni nostri, interagendo con le rispettive popolazioni esposte in una condizione di alto rischio vulcanico. L’iter evolutivo dei processi vulcanici ha mostrato una sostanziale diversità in queste due aree, con il Somma-Vesuvio a comportamento eruttivo da apparato centrale, ed i Campi Flegrei, il più famoso al mondo, con la struttura del campo vulcanico. Nel corso dell’intervento verrà mostrato come, pur in presenza di differenze sostanziali nell’iter delle due storie eruttive, si possono, per entrambe, modellare scenari futuri, fondamentali per la mitigazione del rischio, nella localizzazione, frequenza e tipologia del rischio vulcanico.

 

Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano” con l’archeologo Girolamo Ferdinando De Simone, secondo dei due incontri di marzo promossi dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Secondo incontro di marzo a Pompei con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Venerdì 27 marzo 2026, alle 17, all’auditorium degli scavi del parco archeologico di Pompei, la conferenza “L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano” con l’archeologo Girolamo Ferdinando De Simone. Organizzata dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS, racconterà il territorio vesuviano condizionato dall’eruzione del Vesuvio del 472 d.C., evento che offre, al pari di quella del 79 d.C., un orizzonte stratigrafico eccezionalmente “chiuso” che consente di leggere con alta risoluzione società, economia e paesaggi nel momento immediatamente precedente alla catastrofe.

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

L’intervento propone una ricostruzione integrata dell’area vesuviana nel V secolo d.C., combinando dati di scavo, distribuzione degli insediamenti e indicatori economici e ambientali. Partendo dai siti sepolti o sigillati dai depositi del 472 (con casi-studio chiave sul versante settentrionale, come Pollena Trocchia e Somma Vesuviana), verranno discussi: la geografia della presenza umana e delle funzioni insediative; le dinamiche di abbandono, riuso e resilienza; la riorganizzazione del paesaggio agrario e delle risorse (incluso lo sfruttamento del bosco, leggibile attraverso l’evidenza antracologica); e la posizione della regione nelle reti di circolazione di beni tra costa e interno, dal Golfo di Napoli fino alle aree appenniniche. Il risultato è un quadro articolato che, sfruttando la “potenza cronologica” del 472 d.C., restituisce la complessità della tarda antichità vesuviana con un livello di dettaglio comparabile a quello reso celebre dal 79 d.C., ma applicato a un mondo in piena riconfigurazione. Se il 79 d.C. restituisce l’istantanea di un mondo imperiale relativamente stabile, il 472 d.C. fotografa invece una Campania attraversata da trasformazioni politiche, demografiche e produttive, a pochi decenni dalla fine dell’Impero Romano d’Occidente: un contesto più complesso, ma proprio per questo particolarmente rivelatore.

 

Pompei. Alla biblioteca Fiorelli del parco archeologico presentazione del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio, primo dei due incontri di marzo promossi dall’associazione internazionale Amici di Pompei

A marzo a Pompei due incontri con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Il primo mercoledì 18 marzo 2026: alle 17, nella biblioteca del parco archeologico di Pompei “Giuseppe Fiorelli” in via Plinio 4, presentazione del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio. Sarà presente l’autore con Carmen Pennacchio docente di Diritto Romano all’università di Napoli ‘Federico II’, che ha al suo attivo ricerche sulla medicina e sulla figura del ‘medicus’ di epoca romana, e Renato Jungano, medico chirurgo, da tempo interessato allo studio della storia della chirurgia, membro del ‘Collegio degli Storici della Chirurgia’

Copertina del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio

Nella primavera del 1771, a Pompei, durante lo scavo di una ignota domus, vennero rinvenuti numerosi strumenti chirurgici. Pertanto, l’abitazione fu denominata “Casa del Chirurgo”. Il saggio è costituito dallo studio degli strumenti chirurgici recuperati e di altri che, forse, appartenevano all’abitazione, nonché da alcuni argomenti di natura diversa ma inerenti alle tematiche del libro. Per la realizzazione del saggio è stato necessario consultare: due inventari di Francesco La Vega del 1771, un inventario e un resoconto riportati nell’opera Pompeianarum Antiquitatum Historia e datati anch’essi 1771, produzioni di autori classici, monografie dei secoli XVI, XVII, XVIII, XIX, sino a quelle più recenti, e ricerche di studiosi contemporanei.

Il secondo appuntamento sarà venerdì 27, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei con la conferenza “L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano” tenuta dall’archeologo Girolamo Ferdinando De Simone.

 

Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola (Sabap-met Na), ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Appuntamento di febbraio con l’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS: venerdì 20 febbraio 2026, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola, funzionario per la soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli.

L’affresco del cerbero all’interno della Tomba del Cerbero a Napoli (foto sabap-met-na)

L’interno della Tomba del Cerbero ricostruita nello stand della Sabap di Napoli al Salone internazionale del Restauro a Ferrara (foto sabap-met-na)

Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)

L’incontro racconterà i dettagli della scoperta, avvenuta nell’ottobre 2023, a Giugliano, in un’area mai indagata in precedenza, durante interventi di archeologia preventiva ad opere pubbliche: nel comprensorio dell’antica Liternum, viene portata alla luce una tomba a camera ipogea, interamente affrescata, con l’ingresso ancora inviolato e sigillata.  Si tratta di una camera ad ambiente unico, alla quale si accede attraverso un breve corridoio scavato nella terra, che conserva anche due letti tricliniari, un sarcofago ed una mensa su cui è collocato vasellame ceramico per gli aspetti cultuali del rito funerario. Si propone una descrizione delle deposizioni e del corredo deposto con i defunti, nonché del ricco apparato decorativo con interpretazione iconografica preliminare dei soggetti rappresentati: due Ittiocentauri clipeofori sulla parete frontale della camera e la dodicesima fatica di Ercole contro il Cerbero, alla presenza di Hermes, sulla parete d’ingresso. Viene infine esaminato il contesto storico e topografico di riferimento, connesso all’istituzione della colonia di Liternum nel 194 a.C., e significativamente in un punto nevralgico dell’Ager Campanus, nei pressi di assi centuriali noti e di nodi stradali di maggiore rilevanza, la Consularis Campana, la via Cumis-Capuam e la via per Liternum. Vengono analizzati i dati preliminari del rinvenimento, suscettibili certamente di diverse altre interpretazioni, soprattutto alla luce dei dati che potranno emergere dall’imminente prosieguo delle indagini, e riportati brevemente i risultati delle indagini polliniche ed archeobotaniche realizzate su campioni.

Pompei. Il nuovo anno dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS inizia con un doppio appuntamento: in biblioteca il libro “Pompei” di Avvisati, e all’auditorium la conferenza “Licurgo e Ambrosia” con Raffaella Federico

Il nuovo anno dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS inizia con un doppio appuntamento: giovedì 22 gennaio 2026, alle 17, alla Biblioteca “G. Fiorelli” del parco archeologico di Pompei, viene presentato il libro “Pompei. Guida turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” (Le guide Marlin) di Carlo Avvisati a cura dell’archeologo Salvatore Ciro Nappo. Il secondo appuntamento, venerdì 23 gennaio 2025, alle 17, all’Auditorium del parco archeologico di Pompei, la conferenza “Licurgo e Ambrosia. Un mito poco conosciuto della tradizione iconografica pompeiana” dell’archeologa e docente Raffaella Federico. Si parte giovedì 22 gennaio 2026 con la presentazione dell’ultimo libro del giornalista e saggista Carlo Avvisati “Pompei “guida” turistica di un viaggiatore di 2000 anni fa”. Il testo, scritto in tono narrativo, racconta con consapevolezza scientifica la vita quotidiana del primo secolo della città romana in un ideale viaggio nell’antica Pompei realizzato in compagnia di quattro liberti. Le strade, i luoghi, le abitudini vengono raccontate anche in incontri con personaggi realmente vissuti all’epoca come Pinario Ceriale, la prostituta Attica, il lenone Victore, il guardiano delle terme Januarius, Asellina e le sue compagne, Telefo il gladiatore, Agatho il profumiere. A presentare il libro l’archeologo Salvatore Ciro Nappo. Sarà presente l’autore.

Copertina del libro “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” di Carlo Avvisati

Pompei. Guida turistica di un viaggiatore di duemila anni fa. La visita alla città romana di Pompei si apre con un antefatto datato agosto del 79 d.C., allorché quattro liberti romani, sfruttando un incidente avuto in un termopolio della Suburra, si fanno inviare, tutto spesato, nella cittadina campana prima dell’eruzione, quali legati dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. I quattro arrivano a Pompei con l’incarico di raccogliere notizie sui continui terremoti e relazionarne al Senato. La vacanza, che poi è il loro fine ultimo, la vita in città, i danni e gli accadimenti sono il filo conduttore della visita guidata tra vicoli e grandi arterie, monumenti pubblici, case patrizie, bottegucce e opifici, postriboli e bettole, cibi e bevande, panettieri e vinai, produttori di garum, case di cura e associazioni di lavoratori, spettacoli, gladiatori, artisti, artigiani, scuole pittoriche. Insomma una sorta di guida turistica ante litteram, realizzata attraverso il reportage dei protagonisti del racconto. Forte della sua esperienza e conoscenza del sito archeologico, Avvisati tesse un itinerario scientificamente corretto della Pompei di duemila anni fa, utile al lettore di oggi per immergersi in essa, come se la visitasse allora. Un vero e proprio viaggio nel tempo, per conoscere al meglio, e in maniera piacevole, la vita quotidiana della cittadina romana nel I secolo d.C.

Venerdì 23 gennaio 2026, alle 17, all’Auditorium del parco archeologico di Pompei si terrà la conferenza “Licurgo e Ambrosia: un mito poco conosciuto della tradizione iconografica pompeiana” dell’archeologa Raffaella Federico. Diversi miti della cultura greca sono stati raffigurati sui muri delle domus dell’antica Pompei, città commerciale e cosmopolita nel I sec. d.C. Ma qual era il loro senso? Il mito per i Romani era forse qualcosa di più che decorare con colori sgargianti le pareti delle loro case, dei templi o edifici pubblici? Era solo un riflesso della pittura greca o piuttosto una reinterpretazione di questa osservando la propria realtà, il proprio mondo interiore? Uno stesso mito, spesso, ha avuto elaborazioni grafiche diverse e varianti sul tema, a secondo del committente, del gusto dell’epoca, delle botteghe circolanti. Caso a parte, invece, è quello del mito di Licurgo e Ambrosia che è poco ricorrente nella pittura pompeiana: non venne neppure identificato allo stesso modo dagli scavatori e da quelli che lo studiarono per la prima volta. Esso può collocarsi nel repertorio raffinato ed esoterico della cultura ellenistico-alessandrina, pervenuta a Roma dall’Egitto, durante l’età augustea, ma ancora presente in età neroniana, grazie all’interesse di Nerone per questa terra. Questo mito avrà poi larghe attestazioni nei mosaici del mondo mediterraneo a partire dal II secolo della nostra era.

Pompei. All’auditorium la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 19 dicembre 2025, alle 17, all’auditorium Scavi di Pompei, la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei ETS: il direttore generale del parco archeologico di Pompei renderà noti i dettagli degli scavi della domus dell’insula 10 della Regio IX di Pompei, che, con le sue appassionanti scoperte, ha accompagnato il 2025.

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: il fregio col corteo di Dioniso a megalografie si sviluppa lungo le pareti (foto parco archeologico pompei)

La casa del Tiaso (IX,10, 3) di Pompei ha fornito nuovi elementi per il racconto della vita dell’antica città distrutta dalla violenta eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ha entusiasmato con i suoi straordinari ambienti, le sue grandi terme, una insolita grande scalinata interna, i suoi affreschi, ma di particolare valore e bellezza si è rivelata la scoperta della decorazione di un salone da banchetto caratterizzato da una megalografia in II stile pompeiano: una sequenza di figure legate al mondo dionisiaco. Un unicum ritrovato in una domus interna alle mura della città antica che rimanda alla megalografia dionisiaca, trovata circa cento anni prima, nella villa dei Misteri, dimora sita fuori le mura. Preziosa in tutti i suoi aspetti questa domus permette di raccontare un mondo di cui il direttore Zuchtriegel traccerà i contorni.

Pompei. All’auditorium degli Scavi l’incontro “Seneca tragico nel triclinio di Villa Arianna” con l’archeologa Maria Rispoli, direttore del museo Archeologico di Stabia, promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Seneca tragico nel triclinio di Villa Arianna” è il titolo dell’incontro proposto dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS con l’archeologa Maria Rispoli, direttore del museo Archeologico di Stabia. La conferenza verrà arricchita da un commento del professor Gennaro Carillo, ordinario di Storia del Pensiero politico nel dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appuntamento venerdì 21 novembre 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei. Durante l’incontro verrà presentata una rilettura del noto ciclo pittorico del triclinio di Villa Arianna dell’antica Stabia, dimora romana il cui nome deriva dalla riscoperta, sulla parete di fondo del triclinio, della raffigurazione del mito di Dioniso che incontra Arianna abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso. Il ciclo pittorico, risalente all’epoca neroniana, si ispira, secondo Maria Rispoli, integralmente alle tragedie di Seneca e alla sua poetica. La scelta di un programma figurativo di così alto spessore culturale e iconografico denota una committenza di altissimo rango. Così dietro la raffigurazione delle immagini che tappezzavano l’intero salone c’è da parte del proprietario un’adesione alla poetica e al pensiero filosofico di Seneca, che fu precettore di Nerone. Nello stesso tempo è possibile cogliere il riferimento a storie e aneddoti che rimandano al vissuto dello stesso Imperatore.

Pompei. All’auditorium degli Scavi l’incontro “Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze) promosso dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei

Gli archeologi Albert Ribera i Lacomba e Christoph Baier nell’insula 4 della Regio VII a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” è il titolo dell’incontro proposto dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze). Appuntamento giovedì 16 ottobre 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei. Durante l’incontro verranno presentati i risultati dei recenti scavi e ricerche realizzati nella Regio VII dell’antica città sotterrata dal Vesuvio. Nel tessuto urbano di Pompei, l’area a nord della cosiddetta Altstadt svolge una funzione di cerniera tra il centro mercantile e sacro della città e il vecchio quartiere residenziale della cosiddetta Regio VI. Lo studio sistematico di questa zona fornisce informazioni essenziali per una comprensione più approfondita dello sviluppo urbano, tanto più che il suo utilizzo nel corso dei secoli sembra essere stato caratterizzato da alcune peculiarità. In particolare, i dati a disposizione suggeriscono che l’area era votata ad un utilizzo residenziale non prima della seconda metà del II secolo a.C., mentre per il periodo antecedente sono numerose le evidenze di celebrazioni di banchetti. La conferenza presenta una panoramica delle nuove scoperte emerse dalle ricerche in corso e propone alcune riflessioni sulle dinamiche di sviluppo e sull’utilizzo dell’area in età sannitica.

Pompei. Alla biblioteca “G. Fiorelli” del parco archeologico presentazione del libro “Pompei I 7. La casa dell’Efebo ed il suo prestigioso arredo” dell’archeologo Alessandro Gallo promossa dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei

Con l’autunno tornano gli incontri promossi dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento martedì 23 settembre 2025, alle 17, alla biblioteca del parco archeologico di Pompei “G. Fiorelli”, in via Plinio a Pompei, per la presentazione del libro “Pompei I 7. La casa dell’Efebo ed il suo prestigioso arredo” dell’archeologo Alessandro Gallo (2025, L’Erma di Bretschneider). A discutere dell’opera con l’autore l’archeologo Antonio Varone e l’archeologo Salvatore Ciro Nappo.

Il libro aggiunge un tassello importante nella storia delle domus: offre un quadro globale, dal punto di vista architettonico, decorativo e delle suppellettili della casa dell’Efebo, una delle più note e anche particolarmente articolate dell’antica Pompei. L’archeologo Alessandro Gallo, che già nel 2023 ha pubblicato un lavoro sul nucleo originario della casa, aggiunge tasselli a completare il racconto di questa dimora. Si evidenziano, in un’attenta analisi, le varie fasi edilizie che hanno visto l’accorparsi di diverse dimore, fino a formare, nella sua fase finale, un vero e proprio complesso abitativo dove nell’articolazione elegante dei vari spazi si realizza una residenza di lusso. Le decorazioni raffinate a cui si aggiungono suppellettili, marmi, statue rendono magnifica una domus che ha un triclinio estivo con un naiskos, un tempietto, con ninfeo, e dove i giochi d’acqua, fornita dal castellum aquae presente dentro casa, rispondono al desiderio di trasformare la dimora in un luogo di esibita ricchezza. Con dovizia di dettagli quindi viene ricostruito un quadro di questo complesso edilizio che esprime il desiderio di ostentazione del suo probabile ultimo proprietario: Publio Cornelio Tagete a cui Alessandro Gallo dedica un capitolo del libro, dando una lettura del personaggio e del senso profondo di questa sua operazione edilizia quanto sociale.

Pompei. All’auditorium del parco archeologico la conferenza “Camillo Paderni e la documentazione delle pitture antiche. A proposito di un acquerello nella Getty Research Library” di Agnes Allroggen-Bedel promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS

Il mese di giugno 2025 si apre a Pompei con un incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Venerdì 6 giugno 2025 alle 17, all’’Auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza dell’archeologa Agnes Allroggen-Bedel “Camillo Paderni e la documentazione delle pitture antiche. A proposito di un acquerello nella Getty Research Library”. La conferenza tratta di un acquerello, conservato alla Getty Library, che illustra una tipica decorazione parietale romana. Due incisioni senza alcun riferimento all’oggetto raffigurato, pubblicate nel 1808, ritraggono due pareti della stessa stanza della Villa San Marco a Stabia, di cui una è raffigurata nell’acquarello. L’acquerello e le incisioni documentano il contesto originale prima dello stacco di singoli motivi e permettono di identificare le pitture oggi conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli. Gli studi sulle procedure di commissione dei disegni per la pubblicazione delle “Antichità di Ercolano” e sull’uso di monogrammi da parte degli incisori e dei disegnatori della “Scuola di Portici” permettono di identificare Camillo Paderni come autore dei disegni per le due incisioni e l’acquerello. Ciò completa il profilo della personalità di Paderni, disegnatore di pitture antiche prima a Roma e poi a Napoli, dove divenne il direttore del Museo Borbonico, uno dei più prestigiosi dell’epoca.