Archivio tag | associazione internazionale Amici di Pompei

Pompei. Alla biblioteca Fiorelli del parco archeologico presentazione del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio, primo dei due incontri di marzo promossi dall’associazione internazionale Amici di Pompei

A marzo a Pompei due incontri con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Il primo mercoledì 18 marzo 2026: alle 17, nella biblioteca del parco archeologico di Pompei “Giuseppe Fiorelli” in via Plinio 4, presentazione del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio. Sarà presente l’autore con Carmen Pennacchio docente di Diritto Romano all’università di Napoli ‘Federico II’, che ha al suo attivo ricerche sulla medicina e sulla figura del ‘medicus’ di epoca romana, e Renato Jungano, medico chirurgo, da tempo interessato allo studio della storia della chirurgia, membro del ‘Collegio degli Storici della Chirurgia’

Copertina del libro “Pompei e gli strumenti chirurgici. La casa del Chirurgo” di Michele Di Gerio

Nella primavera del 1771, a Pompei, durante lo scavo di una ignota domus, vennero rinvenuti numerosi strumenti chirurgici. Pertanto, l’abitazione fu denominata “Casa del Chirurgo”. Il saggio è costituito dallo studio degli strumenti chirurgici recuperati e di altri che, forse, appartenevano all’abitazione, nonché da alcuni argomenti di natura diversa ma inerenti alle tematiche del libro. Per la realizzazione del saggio è stato necessario consultare: due inventari di Francesco La Vega del 1771, un inventario e un resoconto riportati nell’opera Pompeianarum Antiquitatum Historia e datati anch’essi 1771, produzioni di autori classici, monografie dei secoli XVI, XVII, XVIII, XIX, sino a quelle più recenti, e ricerche di studiosi contemporanei.

Il secondo appuntamento sarà venerdì 27, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei con la conferenza “L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano” tenuta dall’archeologo Girolamo Ferdinando De Simone.

 

Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola (Sabap-met Na), ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Appuntamento di febbraio con l’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS: venerdì 20 febbraio 2026, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola, funzionario per la soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli.

L’affresco del cerbero all’interno della Tomba del Cerbero a Napoli (foto sabap-met-na)

L’interno della Tomba del Cerbero ricostruita nello stand della Sabap di Napoli al Salone internazionale del Restauro a Ferrara (foto sabap-met-na)

Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)

L’incontro racconterà i dettagli della scoperta, avvenuta nell’ottobre 2023, a Giugliano, in un’area mai indagata in precedenza, durante interventi di archeologia preventiva ad opere pubbliche: nel comprensorio dell’antica Liternum, viene portata alla luce una tomba a camera ipogea, interamente affrescata, con l’ingresso ancora inviolato e sigillata.  Si tratta di una camera ad ambiente unico, alla quale si accede attraverso un breve corridoio scavato nella terra, che conserva anche due letti tricliniari, un sarcofago ed una mensa su cui è collocato vasellame ceramico per gli aspetti cultuali del rito funerario. Si propone una descrizione delle deposizioni e del corredo deposto con i defunti, nonché del ricco apparato decorativo con interpretazione iconografica preliminare dei soggetti rappresentati: due Ittiocentauri clipeofori sulla parete frontale della camera e la dodicesima fatica di Ercole contro il Cerbero, alla presenza di Hermes, sulla parete d’ingresso. Viene infine esaminato il contesto storico e topografico di riferimento, connesso all’istituzione della colonia di Liternum nel 194 a.C., e significativamente in un punto nevralgico dell’Ager Campanus, nei pressi di assi centuriali noti e di nodi stradali di maggiore rilevanza, la Consularis Campana, la via Cumis-Capuam e la via per Liternum. Vengono analizzati i dati preliminari del rinvenimento, suscettibili certamente di diverse altre interpretazioni, soprattutto alla luce dei dati che potranno emergere dall’imminente prosieguo delle indagini, e riportati brevemente i risultati delle indagini polliniche ed archeobotaniche realizzate su campioni.

Pompei. Il nuovo anno dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS inizia con un doppio appuntamento: in biblioteca il libro “Pompei” di Avvisati, e all’auditorium la conferenza “Licurgo e Ambrosia” con Raffaella Federico

Il nuovo anno dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS inizia con un doppio appuntamento: giovedì 22 gennaio 2026, alle 17, alla Biblioteca “G. Fiorelli” del parco archeologico di Pompei, viene presentato il libro “Pompei. Guida turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” (Le guide Marlin) di Carlo Avvisati a cura dell’archeologo Salvatore Ciro Nappo. Il secondo appuntamento, venerdì 23 gennaio 2025, alle 17, all’Auditorium del parco archeologico di Pompei, la conferenza “Licurgo e Ambrosia. Un mito poco conosciuto della tradizione iconografica pompeiana” dell’archeologa e docente Raffaella Federico. Si parte giovedì 22 gennaio 2026 con la presentazione dell’ultimo libro del giornalista e saggista Carlo Avvisati “Pompei “guida” turistica di un viaggiatore di 2000 anni fa”. Il testo, scritto in tono narrativo, racconta con consapevolezza scientifica la vita quotidiana del primo secolo della città romana in un ideale viaggio nell’antica Pompei realizzato in compagnia di quattro liberti. Le strade, i luoghi, le abitudini vengono raccontate anche in incontri con personaggi realmente vissuti all’epoca come Pinario Ceriale, la prostituta Attica, il lenone Victore, il guardiano delle terme Januarius, Asellina e le sue compagne, Telefo il gladiatore, Agatho il profumiere. A presentare il libro l’archeologo Salvatore Ciro Nappo. Sarà presente l’autore.

Copertina del libro “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” di Carlo Avvisati

Pompei. Guida turistica di un viaggiatore di duemila anni fa. La visita alla città romana di Pompei si apre con un antefatto datato agosto del 79 d.C., allorché quattro liberti romani, sfruttando un incidente avuto in un termopolio della Suburra, si fanno inviare, tutto spesato, nella cittadina campana prima dell’eruzione, quali legati dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. I quattro arrivano a Pompei con l’incarico di raccogliere notizie sui continui terremoti e relazionarne al Senato. La vacanza, che poi è il loro fine ultimo, la vita in città, i danni e gli accadimenti sono il filo conduttore della visita guidata tra vicoli e grandi arterie, monumenti pubblici, case patrizie, bottegucce e opifici, postriboli e bettole, cibi e bevande, panettieri e vinai, produttori di garum, case di cura e associazioni di lavoratori, spettacoli, gladiatori, artisti, artigiani, scuole pittoriche. Insomma una sorta di guida turistica ante litteram, realizzata attraverso il reportage dei protagonisti del racconto. Forte della sua esperienza e conoscenza del sito archeologico, Avvisati tesse un itinerario scientificamente corretto della Pompei di duemila anni fa, utile al lettore di oggi per immergersi in essa, come se la visitasse allora. Un vero e proprio viaggio nel tempo, per conoscere al meglio, e in maniera piacevole, la vita quotidiana della cittadina romana nel I secolo d.C.

Venerdì 23 gennaio 2026, alle 17, all’Auditorium del parco archeologico di Pompei si terrà la conferenza “Licurgo e Ambrosia: un mito poco conosciuto della tradizione iconografica pompeiana” dell’archeologa Raffaella Federico. Diversi miti della cultura greca sono stati raffigurati sui muri delle domus dell’antica Pompei, città commerciale e cosmopolita nel I sec. d.C. Ma qual era il loro senso? Il mito per i Romani era forse qualcosa di più che decorare con colori sgargianti le pareti delle loro case, dei templi o edifici pubblici? Era solo un riflesso della pittura greca o piuttosto una reinterpretazione di questa osservando la propria realtà, il proprio mondo interiore? Uno stesso mito, spesso, ha avuto elaborazioni grafiche diverse e varianti sul tema, a secondo del committente, del gusto dell’epoca, delle botteghe circolanti. Caso a parte, invece, è quello del mito di Licurgo e Ambrosia che è poco ricorrente nella pittura pompeiana: non venne neppure identificato allo stesso modo dagli scavatori e da quelli che lo studiarono per la prima volta. Esso può collocarsi nel repertorio raffinato ed esoterico della cultura ellenistico-alessandrina, pervenuta a Roma dall’Egitto, durante l’età augustea, ma ancora presente in età neroniana, grazie all’interesse di Nerone per questa terra. Questo mito avrà poi larghe attestazioni nei mosaici del mondo mediterraneo a partire dal II secolo della nostra era.

Pompei. All’auditorium la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 19 dicembre 2025, alle 17, all’auditorium Scavi di Pompei, la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei ETS: il direttore generale del parco archeologico di Pompei renderà noti i dettagli degli scavi della domus dell’insula 10 della Regio IX di Pompei, che, con le sue appassionanti scoperte, ha accompagnato il 2025.

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: il fregio col corteo di Dioniso a megalografie si sviluppa lungo le pareti (foto parco archeologico pompei)

La casa del Tiaso (IX,10, 3) di Pompei ha fornito nuovi elementi per il racconto della vita dell’antica città distrutta dalla violenta eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ha entusiasmato con i suoi straordinari ambienti, le sue grandi terme, una insolita grande scalinata interna, i suoi affreschi, ma di particolare valore e bellezza si è rivelata la scoperta della decorazione di un salone da banchetto caratterizzato da una megalografia in II stile pompeiano: una sequenza di figure legate al mondo dionisiaco. Un unicum ritrovato in una domus interna alle mura della città antica che rimanda alla megalografia dionisiaca, trovata circa cento anni prima, nella villa dei Misteri, dimora sita fuori le mura. Preziosa in tutti i suoi aspetti questa domus permette di raccontare un mondo di cui il direttore Zuchtriegel traccerà i contorni.

Pompei. All’auditorium degli Scavi l’incontro “Seneca tragico nel triclinio di Villa Arianna” con l’archeologa Maria Rispoli, direttore del museo Archeologico di Stabia, promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Seneca tragico nel triclinio di Villa Arianna” è il titolo dell’incontro proposto dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS con l’archeologa Maria Rispoli, direttore del museo Archeologico di Stabia. La conferenza verrà arricchita da un commento del professor Gennaro Carillo, ordinario di Storia del Pensiero politico nel dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appuntamento venerdì 21 novembre 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei. Durante l’incontro verrà presentata una rilettura del noto ciclo pittorico del triclinio di Villa Arianna dell’antica Stabia, dimora romana il cui nome deriva dalla riscoperta, sulla parete di fondo del triclinio, della raffigurazione del mito di Dioniso che incontra Arianna abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso. Il ciclo pittorico, risalente all’epoca neroniana, si ispira, secondo Maria Rispoli, integralmente alle tragedie di Seneca e alla sua poetica. La scelta di un programma figurativo di così alto spessore culturale e iconografico denota una committenza di altissimo rango. Così dietro la raffigurazione delle immagini che tappezzavano l’intero salone c’è da parte del proprietario un’adesione alla poetica e al pensiero filosofico di Seneca, che fu precettore di Nerone. Nello stesso tempo è possibile cogliere il riferimento a storie e aneddoti che rimandano al vissuto dello stesso Imperatore.

Pompei. All’auditorium degli Scavi l’incontro “Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze) promosso dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei

Gli archeologi Albert Ribera i Lacomba e Christoph Baier nell’insula 4 della Regio VII a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” è il titolo dell’incontro proposto dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze). Appuntamento giovedì 16 ottobre 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei. Durante l’incontro verranno presentati i risultati dei recenti scavi e ricerche realizzati nella Regio VII dell’antica città sotterrata dal Vesuvio. Nel tessuto urbano di Pompei, l’area a nord della cosiddetta Altstadt svolge una funzione di cerniera tra il centro mercantile e sacro della città e il vecchio quartiere residenziale della cosiddetta Regio VI. Lo studio sistematico di questa zona fornisce informazioni essenziali per una comprensione più approfondita dello sviluppo urbano, tanto più che il suo utilizzo nel corso dei secoli sembra essere stato caratterizzato da alcune peculiarità. In particolare, i dati a disposizione suggeriscono che l’area era votata ad un utilizzo residenziale non prima della seconda metà del II secolo a.C., mentre per il periodo antecedente sono numerose le evidenze di celebrazioni di banchetti. La conferenza presenta una panoramica delle nuove scoperte emerse dalle ricerche in corso e propone alcune riflessioni sulle dinamiche di sviluppo e sull’utilizzo dell’area in età sannitica.

Pompei. Alla biblioteca “G. Fiorelli” del parco archeologico presentazione del libro “Pompei I 7. La casa dell’Efebo ed il suo prestigioso arredo” dell’archeologo Alessandro Gallo promossa dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei

Con l’autunno tornano gli incontri promossi dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento martedì 23 settembre 2025, alle 17, alla biblioteca del parco archeologico di Pompei “G. Fiorelli”, in via Plinio a Pompei, per la presentazione del libro “Pompei I 7. La casa dell’Efebo ed il suo prestigioso arredo” dell’archeologo Alessandro Gallo (2025, L’Erma di Bretschneider). A discutere dell’opera con l’autore l’archeologo Antonio Varone e l’archeologo Salvatore Ciro Nappo.

Il libro aggiunge un tassello importante nella storia delle domus: offre un quadro globale, dal punto di vista architettonico, decorativo e delle suppellettili della casa dell’Efebo, una delle più note e anche particolarmente articolate dell’antica Pompei. L’archeologo Alessandro Gallo, che già nel 2023 ha pubblicato un lavoro sul nucleo originario della casa, aggiunge tasselli a completare il racconto di questa dimora. Si evidenziano, in un’attenta analisi, le varie fasi edilizie che hanno visto l’accorparsi di diverse dimore, fino a formare, nella sua fase finale, un vero e proprio complesso abitativo dove nell’articolazione elegante dei vari spazi si realizza una residenza di lusso. Le decorazioni raffinate a cui si aggiungono suppellettili, marmi, statue rendono magnifica una domus che ha un triclinio estivo con un naiskos, un tempietto, con ninfeo, e dove i giochi d’acqua, fornita dal castellum aquae presente dentro casa, rispondono al desiderio di trasformare la dimora in un luogo di esibita ricchezza. Con dovizia di dettagli quindi viene ricostruito un quadro di questo complesso edilizio che esprime il desiderio di ostentazione del suo probabile ultimo proprietario: Publio Cornelio Tagete a cui Alessandro Gallo dedica un capitolo del libro, dando una lettura del personaggio e del senso profondo di questa sua operazione edilizia quanto sociale.

Pompei. All’auditorium del parco archeologico la conferenza “Camillo Paderni e la documentazione delle pitture antiche. A proposito di un acquerello nella Getty Research Library” di Agnes Allroggen-Bedel promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS

Il mese di giugno 2025 si apre a Pompei con un incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Venerdì 6 giugno 2025 alle 17, all’’Auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza dell’archeologa Agnes Allroggen-Bedel “Camillo Paderni e la documentazione delle pitture antiche. A proposito di un acquerello nella Getty Research Library”. La conferenza tratta di un acquerello, conservato alla Getty Library, che illustra una tipica decorazione parietale romana. Due incisioni senza alcun riferimento all’oggetto raffigurato, pubblicate nel 1808, ritraggono due pareti della stessa stanza della Villa San Marco a Stabia, di cui una è raffigurata nell’acquarello. L’acquerello e le incisioni documentano il contesto originale prima dello stacco di singoli motivi e permettono di identificare le pitture oggi conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli. Gli studi sulle procedure di commissione dei disegni per la pubblicazione delle “Antichità di Ercolano” e sull’uso di monogrammi da parte degli incisori e dei disegnatori della “Scuola di Portici” permettono di identificare Camillo Paderni come autore dei disegni per le due incisioni e l’acquerello. Ciò completa il profilo della personalità di Paderni, disegnatore di pitture antiche prima a Roma e poi a Napoli, dove divenne il direttore del Museo Borbonico, uno dei più prestigiosi dell’epoca.

Pompei. Alla Biblioteca “Fiorelli” del parco archeologico presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli (università del Molise) con Stefano de Caro promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS

Doppio appuntamento a fine maggio con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Si comincia giovedì 22 maggio 2025, alle 17, alla Biblioteca del parco archeologico di Pompei “G. Fiorelli”, in via Plinio, con la presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli dell’università del Molise da parte di Stefano de Caro, con una introduzione di Antonio Varone, presidente degli Amici di Pompei. Sarà presente l’autrice.

Copertina del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli

Donne e Grand Tour (Arbor Sapientiae editore). Il testo è un percorso alla scoperta di alcune delle tante donne viaggiatrici che hanno scritto nel periodo del Grand Tour. Sul Grand Tour è stato detto e scritto moltissimo, tuttavia è un argomento che può ancora riservare risvolti interessanti se lo si guarda da una prospettiva diversa, quella del viaggio al femminile. Negli ultimi anni si è aperto un filone di studi su questo argomento che ha toccato periodi, modalità e fini diversi, ma ancora molto resta da fare. Basti pensare che mentre gran parte dei resoconti di viaggio maschili sono facilmente accessibili, pubblicati e anche tradotti in varie lingue, i resoconti di viaggio delle donne sono spesso di difficile reperimento o mai dati alle stampe. Da un recente studio è stato calcolato che tra il 1770 e il 1870 il 20% della letteratura odeporica è scritta da donne, ma solo il 6% è pubblicato. Questo libro non ha la pretesa di colmare tali lacune, né di affrontare il complesso mondo dei viaggi al femminile, ma solo di contribuire a divulgare una tematica ancora poco nota ad un pubblico più vasto di quello degli addetti ai lavori e di restituire visibilità ad opere che avrebbero meritato una maggiore fortuna.

Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “Archeologia e opere pubbliche: un dialogo possibile. Il metanodotto Snam Diramazione Nocera – Cava de’ Tirreni” promossa dall’Associazione Amici di Pompei con le archeologhe Sabap Raffaella Bonaudo e Simona Di Gregorio: emerso un patrimonio di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo sino alla tarda antichità

Durante i lavori di potenziamento del metanodotto Snam “Diramazione Nocera-Cava dei Tirreni”, condotti nei comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio, in provincia di Salerno, e conclusisi nel mese di novembre 2024, è venuto alla luce un patrimonio archeologico di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo alla tarda antichità (vedi Nocera (Sa). Il cantiere per la realizzazione del metanodotto Snam ha portato alla luce un patrimonio archeologico di eccezionale valore dall’età del Bronzo alla tarda antichità | archeologiavocidalpassato). Le indagini archeologiche, durate circa due anni, eseguite sul campo da Sogearch Srls sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino in un contesto di proficua sinergia tra Snam, Soprintendenza, Comis Srl e CEM Srl, al centro della conferenza “Archeologia e opere pubbliche: un dialogo possibile. Il metanodotto Snam Diramazione Nocera – Cava de’ Tirreni” promossa dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS all’auditorium degli Scavi di Pompei venerdì 11 aprile 2025, alle 17. A raccontare l’esito delle ultime indagini realizzate in questa zona saranno Raffaella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, e Simona Di Gregorio, funzionario archeologo della SABAP di Salerno e Avellino, responsabile del territorio dell’Agro Nocerino Sarnese. È emerso un patrimonio di eccezionale valore che va dall’età del Bronzo sino alla tarda antichità, che racconta le sorti e le connessioni di questo pezzo del territorio salernitano, e soprattutto, cosa di cui le relatrici sono ben fiere, la possibilità di coniugare lo sviluppo di infrastrutture moderne con la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico. Gli scavi archeologici condotti nell’area di Nocera hanno restituito un quadro ricco e complesso della storia di questo territorio. Le diverse fasi di occupazione, i resti di edifici monumentali, le tracce di vita quotidiana, le testimonianze di culti e rituali, compongono un mosaico affascinante che racconta l’evoluzione di una comunità nel corso dei secoli. I risultati di queste straordinarie scoperte saranno presto presentati al pubblico attraverso una mostra e una pubblicazione scientifica.

Impronte dell’età del Bronzo, di origine antropica e faunistica, rinvenute nei pressi del torrente Casarzano (foto sabap-sa-av)

In particolare, le impronte di origine antropica e faunistica risalenti all’età del Bronzo, impresse nei depositi piroclastici delle eruzioni del Somma-Vesuvio, offrono una testimonianza toccante della drammatica fuga degli abitanti di fronte alla furia del vulcano. Tra la fine dell’età del Bronzo e gli inizi dell’età del Ferro, (1200/1150-900 a.C. circa), poi, si è evidenziato un villaggio ben strutturato con capanne di forma absidata con fondazioni in terra cruda e larga presenza di materiale ceramico.

Santuario extraurbano di età ellenistica localizzato lungo un’importante arteria viaria in prossimità di Nuceria Alfaterna, scoperto durante i lavori per il metanodotto Snam Nocera – Cava dei Tirreni (foto sabap sa-av)

In età ellenistica, tra il III e il II sec. a.C. si è poi localizzato lungo un’importante arteria viaria in prossimità di Nuceria Alfaterna un santuario extraurbano, di cui sono in corso di studio innumerevoli ex voto miniaturistici e di cui saranno resi noti gli ultimi dati emersi. Per l’età romana sono state rinvenute due ville rustiche, dedicate alla produzione agricola, come testimoniano i solchi di aratro, individuati in diversi punti dell’area.

Tracce di strada antica dal cantiere del metanodotto Snam a Nocera (Sa) (foto sabap-sa-av)

Le ricerche hanno inoltre permesso di ricostruire la rete viaria che collegava Nuceria al territorio circostante con oltre 40 strade indagate – alcune realizzate semplicemente in terra battuta, altre più strutturate e spesso segnate dai solchi dei carri – che hanno plasmato la vita della città nel corso dei secoli.

Sepolture di età romana emerse nel cantiere del metanodotto Snam a Nocera (Sa) (foto sabap-sa-av)

Al periodo del passaggio tra l’età romana e la tarda antichità risale poi un gruppo di sepolture realizzate in fosse rivestite e coperte con lastroni di tufo, alcuni dei quali decorati con incisioni, appartenenti prevalentemente a bambini accompagnati da corredi essenziali. Un altro gruppo di tombe occupa gli spazi di una delle ville rustiche romane, a dimostrazione di come gli antichi edifici venissero riutilizzati con nuove funzioni. In quest’area si osserva una coesistenza di riti cristiani e pagani come testimonia un monumentale sepolcro con sarcofago, probabilmente appartenuto a un personaggio di alto rango. Ai suoi piedi, una piccola struttura interrata potrebbe essere un Martyrium, un luogo di culto dedicato ai martiri.

Longhouse tardoantica scoperta durante i lavori per il metanodotto Snam Nocera – Cava dei Tirreni (foto sabap sa-av)

La frequentazione del territorio prosegue nella tarda antichità, periodo al quale risalgono le “longhouse”, grandi capanne che, per forma e tecnica costruttiva, ricordano le abitazioni protostoriche. Questo ritorno a modelli abitativi del passato, probabilmente dovuto a cambiamenti socio-economici, testimonia la capacità di adattamento delle comunità umane di fronte alle trasformazioni.