Roma. Al Drugstore Museum l’incontro “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” con l’egittologa Valentina Santini, promossa da CAMNES e Mensa Italia
Dopo l’evento fiorentino di giugno 2025, CAMNES e Mensa Italia, con la collaborazione del Drugstore Museum, dell’Unitre Arvalia e della soprintendenza speciale di Roma, ripropongono “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” per parlare delle bufale più curiose e significative legate all’epoca faraonica. L’appuntamento è sabato 21 febbraio 2026, alle 16.30, al Drugstore Museum, via Portuense 317, Roma. Valentina Santini, egittologa di CAMNES e socia Mensa Italia, presenterà alcuni dei più curiosi e significativi falsi miti sull’antico Egitto, mettendoli a paragone con le evidenze archeologiche in nostro possesso. Un incontro per smontare i falsi miti che riguardano l’antico Egitto. Introdurrà l’incontro Francesco Lioce (Unitre Arvalia). Ingresso libero.
Firenze. Apre alla Galleria LdM la mostra fotografica “Born of Light: The Amarna Vision” curata da Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES)
Dal 19 novembre al 3 dicembre 2025 apre a Firenze, alla LdM Gallery, in via de’ Pucci 4, la mostra fotografica “Born of Light: The Amarna Vision” curata da Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES) e realizzata da CAMNES in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery. Vernice mercoledì 19 novembre 2025, alle 17, e alle 18 sarà possibile visitare le sale con i curatori. Apertura (ingresso libero): lunedì e mercoledì, dalle 10 alle 14; martedì, giovedì e venerdì, dalle 16 alle 19. Una nuova capitale, costruita da zero in tempo record; un’arte rivoluzionaria, basata su un estremo (talvolta perfino esagerato) naturalismo; un dio, un tempo poco più che marginale, elevato a sovrano dell’intero pantheon; e una divinità, fino a quel momento la principale di tutta la religione egizia, letteralmente cancellata da ogni superficie visibile, per eliminare il suo ricordo dalla Storia. Questi sono gli ingredienti di uno dei più straordinari periodi dell’antico Egitto: l’Epoca Amarniana. Questa era così rivoluzionaria, che abbraccia gli anni di regno del faraone Akhenaton e dei suoi immediati successori e che ha una durata di circa 20 anni (1350-1330 a.C.), rappresenta il cuore di questa mostra, che punta a guidare il visitatore attraverso le radicali trasformazioni che hanno definito l’Epoca Amarniana e a mostrare i motivi alla base dell’unicità di questo periodo storico. Un viaggio indietro nel tempo, fino al XIV secolo a.C., per dare uno sguardo alla società egizia durante questa era così radicale e sovversiva e per incontrare il faraone che abbandonò la secolare ortodossia, ridefinendo la tradizione stessa: Akhenaton.
Tuscania. Gli archeologi di CAMNES e università di Napoli “Federico II” presentano “Scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania” con i risultati della campagna 2025: le ricerche nell’oikos. Trovata teca con uno strano oggetto che potrebbe essere un poppatoio
Giovedì 24 luglio 2025, alle 17.30, all’agriturismo Casa Caponetti, in località Quarticciolo 1 a Tuscania (Vt), l’incontro “Scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania”, conferenza di fine scavo campagna 2025, nell’ambito del Tuscania Archaeological Project, con il quale, su concessione ministeriale, Il CAMNES – Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies e l’università di Napoli “Federico II” conducono dal 2022 campagne di scavo nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania.

Campagna di scavo 2025 alla necropoli etrusca di Sasso Pinzuto di Tuscania (Vt) (foto tuscania archaeological project)
Nella necropoli, esplorata in parte dall’Ottocento, sono documentate oltre 130 tombe a camera scavate nel vivo della roccia tufacea, risalenti al VII-VI sec. a.C. Le tombe di maggior rilievo sono contenute in tumuli in parte ricavati nella roccia e in parte costruiti in opera quadrata con blocchi di tufo, che dominano la sottostante via Clodia. Nel 2024 è stata individuata la fondazione di una struttura quadrangolare in opera quadrata di tufo di poco più di 6 m di lato (oikos), situata a ridosso dei tumuli e di una piccola platea tufacea con cavità di varie forme, deputate a ospitare sia sepolture sia resti di azioni cultuali.

Campagna di scavo 2025 alla necropoli etrusca di Sasso Pinzuto di Tuscania (Vt): la teca con vari oggetti tra cui il “poppatoio” scoperta nell’oikos (foto tuscania archaeological project)
Nella campagna del 2025 viene esplorato l’edificio (oikos) di Sasso Pinzuto, con particolare attenzione per la cronologia dell’edificio che le terrecotte architettoniche rinvenute in precedenza nei pressi datano al secondo quarto del VI sec. a.C. Inoltre, nella trincea di fondazione del muro meridionale della struttura, ricavata nel vivo dello strato tufaceo naturale, è stata individuata una teca inviolata. La teca, lunga ca. 80 cm, era coperta da una lastra di tufo conteneva un gruppo di cinque vasi di bucchero, che sono attualmente in corso di microscavo, per definirne il riempimento originario. Tra il vasellame spicca un attingitoio, dotato di una protrusione laterale forata in senso longitudinale, che ne chiarisce la funzione di poppatoio e permette di attribuire la sepoltura a un individuo neonatale, in via preliminare ancora nella prima metà del VI sec. a.C.

Campagna di scavo 2025 alla necropoli etrusca di Sasso Pinzuto di Tuscania (Vt) (foto tuscania archaeological project)
L’esplorazione completa dell’oikos di Sasso Pinzuto consentirà di acquisire dettagli strutturali sull’edificio e informazioni sull’uso, nonché sulla categoria di strutture simili come nelle necropoli etrusche di Vulci e Cortona. L’interesse di questo nucleo di edifici, ancora necessari di studi dedicati non solo alla costruzione, ma anche alle modalità di abbandono e distruzione, forse intenzionale, induce a esaminarli in una specifica giornata di studi programmata nel 2026.
Firenze. All’ex-Chiesa di S. Jacopo conferenza di Alessandro Naso (Unina e Camnes) e Martina Zinni (Unina) “Tre anni di ricerche nella necropoli di Saso Pinzuto a Tuscania” nel progetto TAP (Tuscania Archaeological Project)
Appuntamento giovedì 10 aprile 2025, alle 17, all’ex-Chiesa di S. Jacopo in via Faenza 43 a Firenze, per parlare del progetto TAP e degli scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt). Il TAP (Tuscania Archaeological Project) è un progetto in collaborazione con l’università di Napoli Federico II, dipartimento Studi umanistici. Nella conferenza proposta dal prof. Alessandro Naso (UNINA, CAMNES) e la dott.ssa Martina Zinni (UNINA) saranno presentati i risultati delle prime tre campagne di scavo CAMNES effettuate nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt).
Firenze. Alla LdM Gallery la mostra fotografica “Hidden Statues: The Luxor Cache Discovery” sullo straordinario ritrovamento della cachette di Luxor nel 1989


Mostra “Hidden Statues”: i curatori Valentina Santini, Špela Zidar e Massimiliano Franci (foto camnes)
Il 22 gennaio 1989, nel cortile della corte colonnata voluta da Amenhotep III nel tempio di Luxor, viene casualmente alla luce una grossa lastra di pietra, che si rivela poi essere la base di una statua. Perimetrata l’area, si viene a scoprire che la fossa contenente la base, in realtà, ospita 26 capolavori della statuaria egizia: un vero e proprio nascondiglio, creato in chissà quale occasione, che ora una mostra presenta attraverso le foto provenienti dall’archivio personale di Mohammad Al-Saghir – sotto la cui direzione viene fatta la scoperta. Questo ritrovamento, tra i più importanti del XX secolo, è dunque raccontato nella mostra fotografica “Hidden Statues: The Luxor Cache Discovery” (“Statue celate: la scoperta del nascondiglio di Luxor”), curata da Mostafa Al-Saghir (MoTA), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES) e coordinata da Špela Zidar (LdM), aperta alla LdM Gallery, in via de’ Pucci 4 a Firenze dal 18 al 28 novembre 2024. L’ingresso è libero. La mostra “Hidden Statues”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, è pensata per tutti i tipi di pubblico e intende mettere in luce lo straordinario ritrovamento della cachette di Luxor, offrendo anche approfondimenti sulla religione e la cultura egizia nel suo insieme.
Firenze. Alla LdM Gallery apre la mostra Cracking the Code. The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” (“Decrittare il codice. La decifrazione dei geroglifici egizi”) dedicata alla lingua egizia e alle sue scritture
Una mostra dedicata alla lingua egizia e alle sue scritture. Mercoledì 27 settembre 2023, alle 17, alla LdM Gallery in via de’ Pucci a Firenze, inaugurazione della mostra “Cracking the Code: The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” a cura di Massimiliano Franci, Irene Morfini, Valentina Santini (CAMNES) con i quali dalle 18 sarà possibile visitare l’esposizione. La mostra “Cracking the Code. The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” (“Decrittare il codice. La decifrazione dei geroglifici egizi”) si propone di mettere in luce l’importanza della scoperta della decodificazione dei geroglifici, attraverso l’esposizione di una serie di immagini strettamente legate a questa scrittura antica, diventata ormai iconica, che è stata in uso per almeno 3600 anni. La mostra si compone di diciannove foto e di una postazione multimediale. Ogni immagine è associata a un codice QR, pensato per accrescere l’esperienza di visita grazie a foto e informazioni aggiuntive che saranno rese disponibili scansionando il codice stesso. Pannelli esplicativi saranno, poi, dedicati ad aspetti diversi della scrittura nell’antico Egitto e completeranno l’esperienza. La mostra “Cracking the Code”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, è pensata per tutti i tipi di pubblico e intende fornire gli strumenti necessari per una migliore comprensione della lingua egizia e della scrittura geroglifica, intrattenendo e offrendo nuovi punti di vista su un argomento tanto rilevante quanto affascinante.
Tuscania. Nell’ambito del TAP – Tuscania Archaeological Project “Nuove scoperte dalla necropoli di Sasso Pinzuto”: presentazione dei risultati della campagna di scavo 2023
Sabato 22 luglio 2023, alle 16, all’Istituto Lorenzo de’ Medici (largo della Rocca 7) di Tuscania, “Nuove scoperte dalla necropoli di Sasso Pinzuto, Tuscania”: durante l’incontro si parlerà dei traguardi raggiunti in questa stagione di scavi del TAP – Tuscania Archaeological Project e si presenteranno i risultati della campagna di scavo dell’università di Napoli Federico II nella necropoli di Sasso Pinzuto. Si tratta di una campagna di scavo condotta da CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) e università di Napoli Federico II, su concessione ministeriale in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria, scrivendo a info@camnes.org o compilando il seguente form: http://bitly.ws/LAoy. A introdurre sarà la funzionaria della Soprintendenza, archeologa competente per zona, Simona Carosi. Saranno il prof. Alessandro Naso e la dott. ssa Martina Zinni (università Federico II) a illustrare la rilevanza della tomba indagata e del contesto di scavo.

Ingresso tomba a tumulo nella necropoli di Sasso Pinzuto a Tuscania (foto sabap-vt-em)
In questo 2023 è stata esplorata, nella necropoli di Sasso Pinzuto, una tomba a tumulo. Quest’ultima, con atrio trasversale e due camere, è compresa in un tumulo soprastante un tratto di via tagliata nel tufo, inglobato in epoca romana nel percorso della via Clodia. La particolarità del tumulo risiede nella crepidine rafforzata da filari di blocchi tufacei in opera quadrata, che completavano il monumento e il corridoio di accesso al sepolcro: una tecnica dettata dalle condizioni dello strato tufaceo naturale e impiegata a Tuscania anche nelle necropoli di Ara del Tufo e Guadocinto; e nella facciata della tomba a dado dei Maiali Neri, nella stessa necropoli di Sasso Pinzuto. L’esplorazione della tomba ha consentito di rinvenire resti dei corredi funerari che fanno risalire la sua datazione d’uso almeno all’inizio del VI sec. a.C.
San Giovanni Valdarno (Ar). Le “Piazze del sapere”, a margine della mostra “ReDiscovering Tutankhamon, portano nell’Antico Egitto: Schincaglia “intervista” Cleopatra e Valentina Santini presenta i libri su Butehamon e Tutankhamon
Questa settimana a San Giovanni Valdarno (AR) si parla di Antico Egitto. Grande novità delle “Piazze del sapere” di febbraio 2023 è l’approfondimento sui misteri e le bellezze della gloriosa terra sviluppatasi lungo il fiume Nilo e del suo grande popolo. La rassegna per la promozione della lettura “Le piazze del sapere”, a Palomar, la Casa della cultura di San Giovanni Valdarno in piazza della Libertà, è organizzata dal Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con Unicoop Firenze – Bibliocoop di San Giovanni Valdarno, associazione culturale Pandora e, per questa edizione, con la preziosa partecipazione di Anpi Valdarno, Accademia Valdarnese del Poggio, Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies), Istituto Lorenzo de’Medici, Reporter Live e Pro loco di San Giovanni Valdarno.

Locandina della mostra fotografica “Re-discovering Tutankhamon” alla Casa della Cultura di San Giovanni Valdarno (Ar)
Le “Piazze del sapere” sono all’interno del periodo di apertura della mostra fotografica “ReDiscovering Tutankhamon”, a cura di Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies) in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’Medici, alla Casa della Cultura fino al 4 marzo 2023 (vedi 4 novembre 1922 – 4 novembre 2022: nell’anniversario della scoperta- cento anni fa – della tomba di Tutankhamon, a Firenze presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” e la mostra “Re-discovering Tutankhamon” | archeologiavocidalpassato). Tutankhamon, faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia, è uno dei personaggi storici tra i più conosciuti. Nacque ad Amarna nel 1341 a.C. e morì a Memfi nel 1323 a.C. prima di aver compiuto 20 anni. Governò tra 1333-1323 a.C., anni durante i quali spostò la capitale d’Egitto da Amarna a Tebe e ristabilì il culto del dio Amon. Deve la sua fama alla scoperta della sua tomba, rimasta inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera di Howard Carter e George Herbert, V conte di Carnarvon e alla maledizione che avrebbe dovuto colpire chiunque avesse disturbato il sonno del faraone. Ma la vita di una persona è fatta anche di quotidianità, di momenti particolari, di impressioni e di sogni. Per questo motivo i tre curatori della mostra, Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini, hanno scelto personalmente una serie di immagini per andare ancora più nel profondo del mondo di Tutankhamon. Finestre che accompagneranno i visitatori ad approfondire particolari che spesso sfuggono o sui quali non ci soffermiamo abbastanza. Le didascalie, volutamente escluse dalla visione diretta e inserite in un booklet, hanno la funzione di guidare ad una riflessione personale, prima e dopo di quella stimolata dall’osservazione di un’immagine.

L’egittologa Valentina Santini, la vice sindaco di San Giovanni Valdarno Paola Romei, e Andrea Schincaglia di Reporter Live, alla presentazione delle Piazze del sapere dedicate all’Antico Egitto (foto comune-sgv)
Giovedì 23 febbraio 2023, alle 21, “I misteri dell’antico Egitto”: Andrea Schincaglia di Reporter Live riuscirà a intervistare Cleopatra, interpretata dall’attrice Luisa Masini, come nella versione scritta per Radio Rai nel 1975 da Luigi Santucci. Special guest l’egittologa Valentina Santini. Dottoranda al dipartimento di Studi classici, Storia antica e Archeologia dell’università di Birmingham, dopo aver lavorato a Torino al museo Egizio, è ora egittologa e addetta alla comunicazione al centro studi Camnes di Firenze. Le sue ricerche si concentrano sull’antico Egitto, in particolare sul periodo amarniano e sulle credenze funerarie di epoca faraonica. L’iniziativa del 23 febbraio è organizzata in collaborazione con la Pro Loco di San Giovanni Valdarno.

Copertina del libro “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe)
Sabato 25 febbraio 2023, alle 11, sarà raccontato il libro per ragazzi “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe) con letture dell’attore Bruno Santini e un laboratorio di scrittura in geroglifici condotto dall’autrice con l’illustratore Saimon Toncelli. Attività per ragazzi dagli 8 ai 12 anni su prenotazione. Questa è la storia di Butehamon, un piccolo egiziano alle prese con il suo sogno: diventare uno scriba! Il libro è una favola ricostruita dall’esperienza di una archeologa esperta come Valentina Santini che in modo originale, ma educativo illustra la vita di questa importante figura nell’antichità. La scrittura non era per tutti e il piccolo protagonista del volume ci accompagna nel suo percorso per diventare lo scriba del faraone. Il libro si conclude con una curiosa sezione dove poter cimentarsi nei geroglifici e scoprire tante altre curiosità del mondo antico e su questo affascinante mestiere, come il Mini corso di geroglifico e I bambini nell’antico Egitto.

La copertina del libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” (Longanesi) di Valentina Santini
Sempre sabato 25 febbraio 2023, ma alle 17.30, sarà invece presentato il libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” di Valentina Santini (edizioni Longanesi). Interverrà Stefano Valentini, archeologo e co-direttore di Camnes (vedi Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” di Valentina Santini in dialogo con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti | archeologiavocidalpassato). Santini racconta in questo libro quello che è stato scoperto su Tutankhamon e i tanti aneddoti su uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali di sempre. Chi era Howard Carter? Quali sono state le motivazioni storiche che hanno portato alla nascita della “maledizione del faraone”? Tutankhamon era davvero il suo nome? Un viaggio avvincente attraverso il passato e le sabbie della Valle dei Re per conoscere da vicino i segreti del faraone bambino.
Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” di Valentina Santini in dialogo con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti
Grazie al ritrovamento degli splendidi oggetti che erano parte del corredo funerario del giovane faraone, nel XX secolo esplose una vera e propria Tut-mania, che influenzò architettura, musica, letteratura e ogni altra forma d’arte. Tutankhamon iniziò a dettare moda più di qualsiasi altro stilista al mondo, divenne fonte di ispirazione più di qualsiasi altra musa, e affascinò l’immaginario collettivo più di qualsiasi altro personaggio. Ancora oggi, quando si pensa a un faraone, il rimando è quasi automatico: chi, se non Tutankhamon? Per “Incontro con gli autori” al museo Egizio di Torino, Valentina Santini, autrice del libro “I segreti di Tutankhamon”, in dialogo con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti, presenterà il volume edito da Longanesi giovedì 24 novembre 2022 alle 18 nella sala Conferenze del museo Egizio. L’evento è in lingua italiana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio

La copertina del libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” (Longanesi) di Valentina Santini
“I Segreti di Tutankhamon” (Longanesi). A cento anni dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, un saggio che svela fatti e curiosità su uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali di tutti i tempi. Un viaggio avvincente attraverso il passato e le sabbie della Valle dei Re per conoscere più da vicino i segreti del faraone bambino. Il 4 novembre 1922 il piccone di un operaio colpì il primo gradino di una scala davanti alla tomba già nota di Ramses VI. L’egittologo inglese Howard Carter, ormai sfinito e prossimo a interrompere gli scavi, seguì quegli scalini uno dopo l’altro con il cuore che gli martellava nel petto finché non si trovò di fronte all’accesso di una porta in pietra. Quello che scoprì entrando da quel passaggio avrebbe cambiato le sorti dell’archeologia: la prima tomba di un faraone praticamente intatta. La casa che avrebbe dovuto ospitare la vita ultraterrena di Tutankhamon era stipata di migliaia di oggetti preziosi, statue divine e umane, letti, un trono, armi e gioielli e di alcuni dei reperti più incredibili, famosi e misteriosi di tutta la Storia come i feti mummificati delle figlie del faraone, la maschera in oro e lapislazzuli che copriva il suo volto e il pugnale forgiato con ferro e nichel di origine meteoritica: tutti gli ingredienti del mito e della Tut-mania che a partire dagli anni Venti si sarebbe diffusa in tutto il mondo. A distanza di cento anni, il fascino che Tutankhamon esercita su di noi e sulla cultura pop è ancora profondo.

L’egittologa Valentina Santini
Valentina Santini è dottoranda in Egittologia al dipartimento di Studi classici, Storia antica e Archeologia dell’università di Birmingham e, dopo aver lavorato al museo Egizio di Torino, è ora egittologa e addetta alla comunicazione al centro studi CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) di Firenze. Le sue ricerche si concentrano sull’antico Egitto e in particolare sugli aspetti della vita spirituale del popolo del Nilo.
Firenze. Chi era davvero Tutankhamon? Rispondono Massimiliano Franci e Valentina Santini nell’incontro “Tutankhamon oltre il mito” promosso da CAMNES
Chi era davvero Tutankhamon? La cultura moderna quanto è ancora influenzata dalla sua leggenda? Nel mese del centenario della scoperta della sua tomba, CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) di Firenze continua a celebrare Tutankhamon, stavolta con un incontro dedicato a “sfatare i miti” che ruotano attorno alla figura del giovane faraone. L’appuntamento – a ingresso libero – è venerdì 18 novembre 2022, alle 16, alla ex-chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini, in via Faenza 43 a Firenze con “Tutankhamon oltre il mito”. Cosa sappiamo davvero di Tutankhamon? Quanto è sottile il filo che divide la leggenda dalla realtà? Cosa si intende per Tut-mania? Com’è nata la “maledizione” della sua mummia? Un incontro a cura di Massimiliano Franci e Valentina Santini per parlare del faraone, ma anche e soprattutto del ragazzo Tutankhamon, a cento anni da una delle scoperte archeologiche più celebrate di tutti i tempi.




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