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Torino. Al museo Egizio l’egittologa Jade Bajeot (Polska Akademia Nauk Varsavia) in “Oltre la forma: tradizioni artigianali e società predinastica”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-oltre-la-forma-tradizioni-artigianali-e-società-predinastica_locandinaUno degli approcci più innovativi e promettenti per lo studio dei reperti ceramici è quello tecnologico, che si propone di ricostruire tutte le fasi della lavorazione dei vasi, con l’obiettivo di indagare l’identità dei ceramisti e di conseguenza l’organizzazione sociale dei gruppi umani. Le tradizioni tecniche vengono infatti tramandate di generazione in generazione e la loro identificazione nel contesto dell’Egitto predinastico permette di approfondire la nostra conoscenza dei gruppi che abitavano il Delta e la Valle del Nilo e di seguirne le evoluzioni e le interazioni nel tempo, fino alla formazione dello Stato faraonico. Giovedì 18 aprile 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio, ne parla Jade Bajeot (Polska Akademia Nauk Varsavia) nella conferenza “Oltre la forma: tradizioni artigianali e società predinastica”, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce la curatrice Federica Ugliano. L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/oltre-la-forma-tradizioni…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nel corso di questa presentazione delineeremo i tratti generali delle società predinastiche e vedremo quali nuove informazioni sono state ottenute grazie allo studio tecnologico, come ad esempio, quelle sulla possibile presenza di gruppi seminomadi presenti ai margini del Delta occidentale e finora mai documentati.

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L’egittologa Jade Bajeot a tell el-Iswid

Dopo la laurea magistrale in Egittologia, Jade Bajeot ha conseguito un dottorato di Ricerca in Archeologia alla Sapienza università di Roma, con una tesi dedicata agli scavi italiani del sito predinastico di Maadi, fino a quel momento inediti. Ha partecipato a diversi scavi in Italia, Turchia ed Egitto e a partire dal 2017 si specializza nello studio tecnologico della ceramica che applica al materiale di vari siti (Tell el-Iswid, Tell el-Samara, Tell el-Fara’in/Buto e Aswan). Nel 2022, con il progetto TECHNOPREGYPT – Ceramic technology and the socio-political environment of Predynastic Egypt, ottiene un contratto post-dottorale Polonez-Bis 1 presso l’istituto IKSIO PAN di Varsavia.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Dimitri Laboury (università di Liegi) in “Who were the 18th-dynasty painters of Theban Tombs?”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-who-were-the-18th-dynasty-painters-of-theban-tombs_dimitri-laboury_locandinaIl museo Egizio di Torino è oggi famoso in tutto il mondo per la sua eccezionale collezione di reperti provenienti dal sito di Deir el-Medina, insediamento degli artisti e degli artigiani che realizzarono le tombe reali nella Valle dei Re durante il Nuovo Regno (ca. 1550-1080 a.C.). A causa della contiguità del loro insediamento coevo alla necropoli dell’élite tebana, spesso si è ipotizzato che questi dipendenti reali fossero anche responsabili della decorazione di tali tombe private altamente lodate. Mettendo in discussione questa ipotesi, la conferenza mira ad affrontare la questione dell’identità dei pittori di queste tombe durante la XVIII dinastia. Giovedì 4 aprile 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio, ne parla Dimitri Laboury (università di Liegi) nella conferenza “Who were the 18th-dynasty painters of Theban Tombs?”, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. l’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/who-were-the-18th-dinasty…. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

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L’egittologo Dimitri Laboury (università di Liegi)

Formatosi come storico dell’arte oltre che come egittologo, Dimitri Laboury si è specializzato nello studio della storia dell’arte dell’antico Egitto. È professore di storia dell’arte e archeologia dell’antico Egitto presso l’università di Liegi, in Belgio, dove insegna anche storia dell’antico Egitto e storia delle religioni egiziane. Grazie a una sovvenzione per incentivi alla ricerca del F.R.S.-FNRS, il suo principale progetto di ricerca attuale è dedicato allo studio dei pittori e delle pratiche pittoriche nella necropoli tebana e, più ampiamente, degli artisti nella società dell’antico Egitto.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Pascal Vernus parla di “Egyptian hieroglyphs and the issue of figurativity in the most ancient scripts”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-egyptian-hieroglyphs-and-issue-of-figurativity-in-the-most-ancient-script_locandinaLa caratteristica più sorprendente dei geroglifici dell’antico Egitto è che si tratta di rappresentazioni figurative che possono essere più o meno identificate, anche da chi è completamente estraneo alla civiltà egiziana. Per designare questa caratteristica, il termine “iconicità”, comunemente usato, appare troppo generico e sarebbe preferibile l’uso del termine “figuratività” derivato dalla Storia dell’Arte (cfr. “arti figurative”). Se ne parla giovedì 21 marzo 2024, alle 18, al museo Egitto di Torino nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, con un incontro a cura di Pascal Vernus su “Egyptian hieroglyphs and the issue of figurativity in the most ancient scripts”. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/egyptian-hieroglyphs-and…. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La figuratività non è limitata agli antichi geroglifici egiziani, era originariamente presente anche nei più antichi sistemi di scrittura provenienti dalla Cina, dalla Valle degli Indi, da Elam, dalla Mesopotamia, dall’impero ittita, da Creta e dal Mesoamerica. La figuratività originale della scrittura è soggetta a evoluzione e può svanire nel tempo; una bella illustrazione è fornita dal nostro alfabeto latino. Molte lettere risalgono ai geroglifici egiziani attraverso gli alfabeti proto-sinaitico, fenicio ed ebraico, per esempio, la lettera “a” trae la sua origine in un geroglifico egiziano completamente figurativo a forma di testa di bue.

Pascal Vernus, “agrégé de lettres classiques”, “Docteur d’État” dalla Sorbona, è stato membro scientifico dell’Institut Français d’Archéologie du Caire (1973-1976). È stato nominato Professore («Directeur d’études») presso l’École Pratique des Hautes Études, IVe Sezione, alla Cattedra “Egittologia” nel 1976, fino al suo pensionamento diventando “Professore emerito”. Ha tenuto lezioni presso l’Università Ain Shams al Cairo, presso l’Università di Yale (USA), presso la Nova Universitad (Lisbona), presso l’Autonoma Universitad (Barcellona). È stato membro scientifico della Spedizione Archeologica Spagnola ad Heracleopoli. Ha pubblicato circa duecento contributi riguardanti la storia, la religione, la letteratura, la lingua e la scrittura degli antichi Egizi. Alcune delle sue pubblicazioni includono: Dictionnaire des Pharaons; Affaires et scandales sous les Ramsès; Chants d’amour de l’Égypte antique; Sagesses de l’Égypte pharaonique; Dictionnaire amoureux de l’Égypte pharaonique; Le bestiaire des pharaons (in collaborazione con J. Yoyotte).

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Leire Olabarria (University of Birmingham) in “Making memories in Middle Kingdom Egypt”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-making-memories-in-middle-kingdom-egypt_leire-olabarria_locandinaSpesso considerati testimoni materiali di un desiderio di commemorazione, i reperti epigrafici devono essere considerati all’interno di una più ampia rete di relazioni che include le persone che li hanno posseduti e fatti, il contesto ambientale e paesaggistico e altri oggetti. Giovedì 22 febbraio 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, ne parla Leire Olabarria (University of Birmingham) nella conferenza “Making memories in Middle Kingdom Egypt” (Creare ricordi nel Medio Regno d’Egitto), nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. l’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.co.uk/…/making-memories-in… Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. L’Egitto, spesso definito come una cultura della monumentalità, fornisce un esempio significativo per esplorare questa dimensione materiale della memoria. In questa conferenza Leire Olabarria prenderà Abydos nel Medio Regno come caso studio per esplorare il potenziale dei reperti iscritti per creare, favorire e tramandare memoria. Un repertorio di tecniche potrebbe essere utilizzato per suscitare il ricordo in questo contesto, e la relatrice si concentrerà su idee di incarnazione per caratterizzare la memoria come una pratica esecutiva.

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L’egittologa Leire Olabarria (University of Birmingham)

Leire Olabarria ha un dottorato in Egittologia all’università di Oxford. Attualmente è docente di Egittologia all’università di Birmingham, dove ricopre anche il ruolo di coordinatrice accademica della Collezione Eton Myers. Le sue principali aree di ricerca includono parentela e matrimonio, paesaggi rituali, monumentalità, memoria, archeologia funeraria del Medio Regno e costruzione della conoscenza egittologica. È interessata anche alle ricezioni dell’antico Egitto nella cultura popolare, avendo pubblicato su argomenti come musica heavy metal e letteratura controfattuale.

Torino. Al museo Egizio l’archeologo Massimo Cultraro (Cnr- Ispc Catania) parla di “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-da-micene-al-nilo_cultraro_locandinaHeinrich Schliemann (1822-1890), imprenditore tedesco diventato famoso per la scoperta di Troia e per l’esplorazione della civiltà micenea, fin dalle sue indagini in area egea ha sempre guardato con attenzione all’Egitto. Giovedì 11 gennaio 2024, alle18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, conferenza “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)” con Massimo Cultraro: nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, dove Massimo Cultraro ci parlerà delle ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: : https://www.eventbrite.it/…/biglietti-da-micene-al-nilo…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La scoperta a Micene di un gruppo di manufatti di produzione egizia risalenti al Nuovo Regno lo spinge a riflettere sull’origine della civiltà elladico-micenea, per la quale non escludeva un contributo dall’area nilotica. Nei continui viaggi compiuti in Italia entra in contatto con la grande scultura greco-romana nelle collezioni di Roma, mostrando uno spiccato interesse per la figura di Cleopatra. Solo a partire dal 1886, oramai celebre ma con una salute assai cagionevole, può avviare il sogno di esplorare l’Egitto, avviando le indagini ad Alessandria alla ricerca del palazzo di Cleopatra. I taccuini di viaggio permettono di ricostruire una pagina inedita e affascinante del lungo soggiorno di Schliemann in Egitto, facendo luce sulle scoperte archeologiche, pressoché sconosciute, e sulle preziose descrizioni di luoghi e costumi dell’Egitto nella seconda metà dell’Ottocento.

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Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

Massimo Cultraro è archeologo, dirigente di ricerca al Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto delle scienze del Patrimonio Culturale, Catania. Insegna Archeologia egea e Preistoria del Mediterraneo nelle università di Palermo, Messina e Salerno. Visiting professor alla Brown University di Providence (USA), tiene corsi di archeologia egea nell’Università di Göttingen. Nel 2006-2011 ha diretto il progetto di ricostruzione del museo nazionale di Baghdad, promosso dal ministero degli Affari Esteri e CNR, progetto premiato al G8 degli Enti di Ricerca a Venezia nel 2008. Insignito del premio nazionale “Sabatino Moscati” per la divulgazione scientifica in campo archeologico, si occupa di mondo egeo-miceneo e di Preistoria euro-asiatica, dirigendo dal 2014 una missione di ricerca nel Caucaso. Autore di sei saggi scientifici, alcuni dei quali dedicati alla figura di H. Schliemann.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Nozomu Kawai parla di “Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-tutankhamun-s-reign-what-new-evidence-reveals_Nozomu-Kawai_locandina“Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”: appuntamento lunedì 18 dicembre 2023, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino per la nuova, importante, conferenza scientifica del prof. Nozomu Kawai che sulla base delle più recenti ricerche può affermare che, diversamente da quanto ritenuto per molto tempo, Tutankhamun va considerato un faraone importante. La conferenza, organizzata in collaborazione con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-nozomu-kawai…. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nonostante la tomba di Tutankhamon, scavata 101 anni fa, sia considerata la tomba reale più ricca scoperta in Egitto, il suo regno è stato oscurato a causa della cancellazione della sua memoria da parte dei faraoni successivi e della mancanza di testimonianze concrete. Per lungo tempo è stato considerato un re poco importante e la sua sovranità largamente trascurata a causa della sua breve durata, inferiore ai dieci anni. Tuttavia, attualmente sono disponibili considerevoli documentazioni che dimostrano il contrario grazie ai recenti scavi archeologici, agli studi epigrafici nei templi e nelle tombe e alla meticolosa ricerca nei musei di tutto il mondo. La conferenza aggiornerà la nostra comprensione di Tutankhamon e del suo periodo utilizzando nuove testimonianze sul faraone e sui suoi funzionari di corte.

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Nozomu Kawai, egittologo all’università di Kanazawa

Nozomu Kawai è un professore di Egittologia e direttore dell’Istituto per lo Studio delle Civiltà antiche e delle Risorse culturali all’università di Kanazawa in Giappone, nonché direttore della missione giapponese-egiziana nel nord di Saqqara. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Archeologia all’università di Waseda e ha completato il dottorato in egittologia alla Johns Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, nel 2006. La sua tesi di dottorato si intitola “Studi sul Regno di Tutankhamon” ed è stata supervisionata dalla dott.ssa Betsy M. Bryan. Ha anche insegnato presso l’Università di Waseda ed è stato Professore Visitante di Egittologia presso l’American University in Cairo con la borsa di studio William Kelly Simpson. Si specializza nella storia, nell’arte e nell’archeologia del Nuovo Regno in Egitto, con particolare enfasi sul periodo che va dalla fine della XVIII dinastia alla XIX dinastia.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Sébastien Biston-Moulin parlerà di “Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak: recent work and future prospects”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak_Biston-Moulin_locandinaIl Tempio di Amon-Ra a Karnak è il più grande tempio conservato dell’Egitto e si estende su un vasto recinto di 25 ettari. Sebbene questo monumento abbia subito numerose aggiunte successive, l’essenza stessa del tempio può essere in gran parte attribuita agli sforzi di Hatshepsut e Thutmosis III. Del Tempio di Amon-Ra a Karnak parlerà Sébastien Biston-Moulin (Université Paul Valéry, Ministère de la Culture, Paris) nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Giovedì 16 novembre 2023, alle 18, nella sala conferenze del Museo, si parla di “Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak: recent work and future prospects”. Introduce Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio. L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-hatshepsut-and-thutmosis-iii-in-the-temple-of-amun-ra-at-karnak-754601512437?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*4t1422*_up*MQ..*_ga*MTE0MTM0MDAzMy4xNjk5NDU1OTk4*_ga_TQVES5V6SH*MTY5OTQ1NTk5Ny4xLjAuMTY5OTQ1NTk5Ny4wLjAuMA. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

Il periodo, segnato dall’emergere della regina Hatshepsut come secondo sovrano accanto a quello legittimo, ha lasciato una ricchezza di testimonianze architettoniche, iconografiche e testuali all’interno del recinto sacro di Karnak. Dopo la scomparsa della regina, Thutmosis III assunse la sovranità esclusiva e si interessò molto al tempio, che era dedicato al dio che sovrintendeva alla legittima trasmissione della regalità: una scelta facilmente comprensibile alla luce dei tempi turbolenti in cui visse. Questa presentazione si concentrerà sugli ultimi progressi nel campo dei monumenti relativi ai regni di Hatshepsut e Thutmosis III a Karnak, fatti oggetto di ricerche approfondite nell’ultimo decennio, fornendo nuovi spunti di riflessione su questo intrigante periodo.

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L’egittologo Sébastien Biston-Moulin (cnrs)

Sébastien Biston-Moulin è il direttore dell’Egyptology research center, ENiM (Egypt Nilotique et Méditerranéenne), affiliato congiuntamente all’università di Montpellier e al CNRS. Le sue ricerche ruotano principalmente attorno alle indagini storiche sui regni della regina Hatshepsut e del faraone Thutmosis III. Inoltre, approfondisce la cronologia della caduta della XVII dinastia e conduce analisi storiche approfondite sulla costruzione di due templi significativi: il Grande Tempio di Amun-Ra a Karnak e il Tempio di Montu-Ra ad Armant. Per otto anni ha fatto parte dell’unità permanente del CNRS a Karnak. Ha guidato, e continua a farlo come membro associato, numerosi progetti epigrafici dedicati allo studio dei monumenti dei regni della regina Hatshepsut e di Thutmosis III.

Torino. Al museo Egizio al via il programma di conferenze scientifiche per la stagione 2023/2024: inizia, in presenza e on line, Xavier Droux ((Fondation Gandur pour l’Art, Ginevra) sulla cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico. In collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenze-scientifiche-2023-2024_locandinaCon la conferenza di Xavier Droux (Fondation Gandur pour l’Art, Ginevra) sulla cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico, il 19 ottobre 2023, si apre il programma di conferenze scientifiche per la stagione 2023/2024 del museo Egizio di Torino: un ricco calendario di incontri che vede alternarsi ricercatori internazionali, curatori del museo e direttori delle più prestigiose istituzioni museali mondiali: 25 incontri dal 19 ottobre 2023 al 3 dicembre 2024, dei quali 6 rientrano nel ciclo “What is a museum?” con direttori di musei internazionali; 7 con curatori del museo Egizio; 12 in collaborazione con Acme. Un’occasione preziosa per scoprire le ricerche in corso sulla collezione direttamente dal racconto di chi le sta conducendo, per approfondire scoperte, ultimi scavi e i più importanti studi archeologici internazionali e per riflettere sul presente e sul futuro dei musei con direttrici e direttori da tutto il mondo. Grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione ACME (Amici e Collaboratori del Museo Egizio) il pubblico potrà conoscere le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce di studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Gli appuntamenti si terranno in Sala Conferenze e l’accesso è gratuito, con prenotazione su Eventbrite. Tutti gli appuntamenti verranno anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Durante gli incontri in lingua inglese, sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea per il pubblico in sala.

torino_egizio_conferenza-predynastic-material-culture-and-iconografy_xavier-droux_locandinaGiovedì 19 ottobre 2023, alle 18, appuntamento dunque con “Predynastic material culture and iconography: challenges and modern solutions” la prima conferenza del ciclo 2023/2024 organizzato con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, dove Xavier Droux parlerà della cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-predynastic… La conferenza è in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte) e sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. La conferenza offre una panoramica ampia del periodo predinastico e dell’abbondante cultura materiale risalente al quarto millennio a.C. Si concentrerà sulla iconografia sviluppata in quel periodo e esaminerà le sfide che gli studiosi moderni affrontano nello studio di questi vasti corpi di manufatti. Descriverà, inoltre, una soluzione proposta: la piattaforma digitale online www.ponda.org sviluppata in Svizzera, che mira a mettere insieme informazioni rilevanti sugli artefatti predinastici.

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L’egittologo Xavier Droux

Xavier Droux è curatore della collezione di Archeologia egiziana alla Fondation Gandur pour l’Art di Ginevra nonché un collaboratore esterno presso il Laboratorio di Archeologia dell’Africa e Antropologia (ARCAN) dell’Università di Ginevra.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Isabelle Régen parlerà di “Recent Work in the Monumental Tomb of Padiamenope (TT 33)”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Recent-Work-in-the-Monumental-Tomb-of-Padiamenope_Isabelle-Régen_locandinaLa tomba del sacerdote Padiamenope è una delle circa quindici “biblioteche in pietra” monumentali appartenenti a un’élite tebana sepolta durante i periodi Kushite e Saite nella necropoli di Asasif (floruit di Padiamenope: ca. 680-660 a.C.). All’interno di questa piccola comunità elitaria, la tomba TT 33 è spesso considerata la più massiccia e ostentata illustrazione della costruzione dell’identità commemorativa del defunto. Della tomba TT33 parla l’egittologa Isabelle Régen nella conferenza “Recent Work in the Monumental Tomb of Padiamenope (TT 33)”, martedì 16 maggio 2023, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Creata nel 2004, la Missione Francese nella Tomba di Padiamenope (TT 33) ha come obiettivo iniziale la copiatura, la redazione e lo studio dei testi di questo gigantesco monumento, che comprende oltre 2600 m2 di pareti decorate. La missione epigrafica è stata avviata nel 2006, in seguito all’inventario, alla fotografia e alla rimozione nel 2004-2005 delle antichità conservate nel “Magazzino” 33. Dal 2017, alla missione di studio dei testi si è aggiunta una missione di conservazione e restauro.

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L’egittologa Isabelle Régen

Isabelle Régen (Ph.D., Montpellier 2002) è egittologa ed ex membro scientifico dell’IFAO del Cairo (Istituto francese di archeologia orientale, 2003-2007). I suoi interessi di ricerca comprendono in particolare l’antica religione funeraria egizia (lessicografia, rituali e testi). È co-direttrice della missione epigrafica francese nella tomba di Padiamenope (Petamenophis, TT 33, Din. XXV-XXVI), dove lavora dalla creazione della missione nel 2004 (équipe congiunta dell’IFAO, delle università di Strasburgo e Montpellier (UMR 5140-ASM), con il sostegno del Fonds Khéops pour l’Archéologie, Parigi). È responsabile dell’editio princeps di due libri del mondo sotterraneo TT 33 (Amduat e Book of the Gates).

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Silvia Zago (università di Liverpool) parlerà di “Storie dell’altro mondo: la morte e l’aldilà nell’antico Egitto”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-storie-dell-altro-mondo_la-mortre-e-l-aldilà-nell-antico-egitto_silvia-zago_locandinaLa credenza nell’esistenza di una vita dopo la morte è uno degli aspetti più caratteristici della cultura egizia, che conosciamo grazie a numerosissime fonti scritte e archeologiche. Se ne parla martedì 4 aprile 2023 nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: alle 18, in sala conferenze, interviene Silvia Zago (università di Liverpool) su “Storie dell’altro mondo: la morte e l’aldilà nell’antico Egitto”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in italiano. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Introduce Paolo Marini, curatore del museo Egizio. Le fonti scritte e archeologiche, tuttavia, offrono una visione tutt’altro che unitaria del mondo che gli egiziani credevano li aspettasse nell’aldilà, la Duat. Essa poteva essere dipinta come un accogliente grembo celestiale o come un ambiente sotterraneo irto di ostacoli, o con caratteristiche miste, a seconda dei contesti e delle funzioni che si trovava ad avere all’interno del complesso quadro di nozioni cosmologiche relative all’esistenza oltremondana. La conferenza esplorerà i vari aspetti della concettualizzazione della Duat nel corso dei secoli basandosi sui testi funerari, che erano iscritti sulle pareti delle tombe e su oggetti del corredo funerario, e che erano finalizzati ad accompagnare i defunti nel loro viaggio eterno e a permetterne la rinascita.

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L’egittologa Silvia Zago con il libro “A Journey through the Beyond”

Silvia Zago è docente di Egittologia al dipartimento di Archeologia, Civiltà Classiche ed Egittologia dell’università di Liverpool e visiting professor al dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Civiltà del Vicino e Medio Oriente (Egittologia) all’università di Toronto, dove ha anche insegnato la storia e la lingua egiziana per diversi anni. Ha inoltre conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Culture del Vicino e Medio Oriente (Egittologia) all’università di Pisa e la Laurea Triennale in Conservazione dei Beni Culturali (Archeologia del Vicino Oriente Antico) all’università Ca’ Foscari di Venezia.  Silvia è specializzata nella religione e testi funerari dell’antico Egitto, e in particolare l’evoluzione nel tempo dei concetti dell’aldilà, argomento su cui ha recentemente pubblicato la monografia A Journey through the Beyond: The Development of the Concept of Duat and Related Cosmological Notions in Egyptian Funerary Literature (Columbus, GA: Lockwood Press, 2022). La sua ricerca include anche le pratiche magiche e rituali, la concettualizzazione e l’uso dei paesaggi sacri nell’antico Egitto, e i contatti interculturali e la trasmissione del sapere nell’Egitto Greco-Romano. Dal 2021 è membra della Royal Historical Society di Londra.