Archivio tag | associazione Acme

Torino. Al museo Egizio l’archeologo Massimo Cultraro (Cnr- Ispc Catania) parla di “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-da-micene-al-nilo_cultraro_locandinaHeinrich Schliemann (1822-1890), imprenditore tedesco diventato famoso per la scoperta di Troia e per l’esplorazione della civiltà micenea, fin dalle sue indagini in area egea ha sempre guardato con attenzione all’Egitto. Giovedì 11 gennaio 2024, alle18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, conferenza “Da Micene al Nilo. Le ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto (1886-1888)” con Massimo Cultraro: nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, dove Massimo Cultraro ci parlerà delle ricerche di Heinrich Schliemann in Egitto. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: : https://www.eventbrite.it/…/biglietti-da-micene-al-nilo…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La scoperta a Micene di un gruppo di manufatti di produzione egizia risalenti al Nuovo Regno lo spinge a riflettere sull’origine della civiltà elladico-micenea, per la quale non escludeva un contributo dall’area nilotica. Nei continui viaggi compiuti in Italia entra in contatto con la grande scultura greco-romana nelle collezioni di Roma, mostrando uno spiccato interesse per la figura di Cleopatra. Solo a partire dal 1886, oramai celebre ma con una salute assai cagionevole, può avviare il sogno di esplorare l’Egitto, avviando le indagini ad Alessandria alla ricerca del palazzo di Cleopatra. I taccuini di viaggio permettono di ricostruire una pagina inedita e affascinante del lungo soggiorno di Schliemann in Egitto, facendo luce sulle scoperte archeologiche, pressoché sconosciute, e sulle preziose descrizioni di luoghi e costumi dell’Egitto nella seconda metà dell’Ottocento.

naxos-taormina_parco_premio-comunicare-l-antico_massimo-cultraro_foto-parco-naxos

Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

Massimo Cultraro è archeologo, dirigente di ricerca al Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto delle scienze del Patrimonio Culturale, Catania. Insegna Archeologia egea e Preistoria del Mediterraneo nelle università di Palermo, Messina e Salerno. Visiting professor alla Brown University di Providence (USA), tiene corsi di archeologia egea nell’Università di Göttingen. Nel 2006-2011 ha diretto il progetto di ricostruzione del museo nazionale di Baghdad, promosso dal ministero degli Affari Esteri e CNR, progetto premiato al G8 degli Enti di Ricerca a Venezia nel 2008. Insignito del premio nazionale “Sabatino Moscati” per la divulgazione scientifica in campo archeologico, si occupa di mondo egeo-miceneo e di Preistoria euro-asiatica, dirigendo dal 2014 una missione di ricerca nel Caucaso. Autore di sei saggi scientifici, alcuni dei quali dedicati alla figura di H. Schliemann.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Nozomu Kawai parla di “Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-tutankhamun-s-reign-what-new-evidence-reveals_Nozomu-Kawai_locandina“Tutankhamun’s reign: what new evidence reveals”: appuntamento lunedì 18 dicembre 2023, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino per la nuova, importante, conferenza scientifica del prof. Nozomu Kawai che sulla base delle più recenti ricerche può affermare che, diversamente da quanto ritenuto per molto tempo, Tutankhamun va considerato un faraone importante. La conferenza, organizzata in collaborazione con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-nozomu-kawai…. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nonostante la tomba di Tutankhamon, scavata 101 anni fa, sia considerata la tomba reale più ricca scoperta in Egitto, il suo regno è stato oscurato a causa della cancellazione della sua memoria da parte dei faraoni successivi e della mancanza di testimonianze concrete. Per lungo tempo è stato considerato un re poco importante e la sua sovranità largamente trascurata a causa della sua breve durata, inferiore ai dieci anni. Tuttavia, attualmente sono disponibili considerevoli documentazioni che dimostrano il contrario grazie ai recenti scavi archeologici, agli studi epigrafici nei templi e nelle tombe e alla meticolosa ricerca nei musei di tutto il mondo. La conferenza aggiornerà la nostra comprensione di Tutankhamon e del suo periodo utilizzando nuove testimonianze sul faraone e sui suoi funzionari di corte.

nozomu-kawai_egittologo

Nozomu Kawai, egittologo all’università di Kanazawa

Nozomu Kawai è un professore di Egittologia e direttore dell’Istituto per lo Studio delle Civiltà antiche e delle Risorse culturali all’università di Kanazawa in Giappone, nonché direttore della missione giapponese-egiziana nel nord di Saqqara. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Archeologia all’università di Waseda e ha completato il dottorato in egittologia alla Johns Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, nel 2006. La sua tesi di dottorato si intitola “Studi sul Regno di Tutankhamon” ed è stata supervisionata dalla dott.ssa Betsy M. Bryan. Ha anche insegnato presso l’Università di Waseda ed è stato Professore Visitante di Egittologia presso l’American University in Cairo con la borsa di studio William Kelly Simpson. Si specializza nella storia, nell’arte e nell’archeologia del Nuovo Regno in Egitto, con particolare enfasi sul periodo che va dalla fine della XVIII dinastia alla XIX dinastia.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Sébastien Biston-Moulin parlerà di “Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak: recent work and future prospects”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak_Biston-Moulin_locandinaIl Tempio di Amon-Ra a Karnak è il più grande tempio conservato dell’Egitto e si estende su un vasto recinto di 25 ettari. Sebbene questo monumento abbia subito numerose aggiunte successive, l’essenza stessa del tempio può essere in gran parte attribuita agli sforzi di Hatshepsut e Thutmosis III. Del Tempio di Amon-Ra a Karnak parlerà Sébastien Biston-Moulin (Université Paul Valéry, Ministère de la Culture, Paris) nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Giovedì 16 novembre 2023, alle 18, nella sala conferenze del Museo, si parla di “Hatshepsut and Thutmosis III in the Temple of Amun-Ra at Karnak: recent work and future prospects”. Introduce Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio. L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-hatshepsut-and-thutmosis-iii-in-the-temple-of-amun-ra-at-karnak-754601512437?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*4t1422*_up*MQ..*_ga*MTE0MTM0MDAzMy4xNjk5NDU1OTk4*_ga_TQVES5V6SH*MTY5OTQ1NTk5Ny4xLjAuMTY5OTQ1NTk5Ny4wLjAuMA. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

Il periodo, segnato dall’emergere della regina Hatshepsut come secondo sovrano accanto a quello legittimo, ha lasciato una ricchezza di testimonianze architettoniche, iconografiche e testuali all’interno del recinto sacro di Karnak. Dopo la scomparsa della regina, Thutmosis III assunse la sovranità esclusiva e si interessò molto al tempio, che era dedicato al dio che sovrintendeva alla legittima trasmissione della regalità: una scelta facilmente comprensibile alla luce dei tempi turbolenti in cui visse. Questa presentazione si concentrerà sugli ultimi progressi nel campo dei monumenti relativi ai regni di Hatshepsut e Thutmosis III a Karnak, fatti oggetto di ricerche approfondite nell’ultimo decennio, fornendo nuovi spunti di riflessione su questo intrigante periodo.

Sébastien Biston-Moulin_cnrs

L’egittologo Sébastien Biston-Moulin (cnrs)

Sébastien Biston-Moulin è il direttore dell’Egyptology research center, ENiM (Egypt Nilotique et Méditerranéenne), affiliato congiuntamente all’università di Montpellier e al CNRS. Le sue ricerche ruotano principalmente attorno alle indagini storiche sui regni della regina Hatshepsut e del faraone Thutmosis III. Inoltre, approfondisce la cronologia della caduta della XVII dinastia e conduce analisi storiche approfondite sulla costruzione di due templi significativi: il Grande Tempio di Amun-Ra a Karnak e il Tempio di Montu-Ra ad Armant. Per otto anni ha fatto parte dell’unità permanente del CNRS a Karnak. Ha guidato, e continua a farlo come membro associato, numerosi progetti epigrafici dedicati allo studio dei monumenti dei regni della regina Hatshepsut e di Thutmosis III.

Torino. Al museo Egizio al via il programma di conferenze scientifiche per la stagione 2023/2024: inizia, in presenza e on line, Xavier Droux ((Fondation Gandur pour l’Art, Ginevra) sulla cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico. In collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenze-scientifiche-2023-2024_locandinaCon la conferenza di Xavier Droux (Fondation Gandur pour l’Art, Ginevra) sulla cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico, il 19 ottobre 2023, si apre il programma di conferenze scientifiche per la stagione 2023/2024 del museo Egizio di Torino: un ricco calendario di incontri che vede alternarsi ricercatori internazionali, curatori del museo e direttori delle più prestigiose istituzioni museali mondiali: 25 incontri dal 19 ottobre 2023 al 3 dicembre 2024, dei quali 6 rientrano nel ciclo “What is a museum?” con direttori di musei internazionali; 7 con curatori del museo Egizio; 12 in collaborazione con Acme. Un’occasione preziosa per scoprire le ricerche in corso sulla collezione direttamente dal racconto di chi le sta conducendo, per approfondire scoperte, ultimi scavi e i più importanti studi archeologici internazionali e per riflettere sul presente e sul futuro dei musei con direttrici e direttori da tutto il mondo. Grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione ACME (Amici e Collaboratori del Museo Egizio) il pubblico potrà conoscere le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce di studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Gli appuntamenti si terranno in Sala Conferenze e l’accesso è gratuito, con prenotazione su Eventbrite. Tutti gli appuntamenti verranno anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Durante gli incontri in lingua inglese, sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea per il pubblico in sala.

torino_egizio_conferenza-predynastic-material-culture-and-iconografy_xavier-droux_locandinaGiovedì 19 ottobre 2023, alle 18, appuntamento dunque con “Predynastic material culture and iconography: challenges and modern solutions” la prima conferenza del ciclo 2023/2024 organizzato con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, dove Xavier Droux parlerà della cultura materiale e dell’iconografia del Predinastico. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-predynastic… La conferenza è in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte) e sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. La conferenza offre una panoramica ampia del periodo predinastico e dell’abbondante cultura materiale risalente al quarto millennio a.C. Si concentrerà sulla iconografia sviluppata in quel periodo e esaminerà le sfide che gli studiosi moderni affrontano nello studio di questi vasti corpi di manufatti. Descriverà, inoltre, una soluzione proposta: la piattaforma digitale online www.ponda.org sviluppata in Svizzera, che mira a mettere insieme informazioni rilevanti sugli artefatti predinastici.

xavier-droux_ginevra

L’egittologo Xavier Droux

Xavier Droux è curatore della collezione di Archeologia egiziana alla Fondation Gandur pour l’Art di Ginevra nonché un collaboratore esterno presso il Laboratorio di Archeologia dell’Africa e Antropologia (ARCAN) dell’Università di Ginevra.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Isabelle Régen parlerà di “Recent Work in the Monumental Tomb of Padiamenope (TT 33)”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Recent-Work-in-the-Monumental-Tomb-of-Padiamenope_Isabelle-Régen_locandinaLa tomba del sacerdote Padiamenope è una delle circa quindici “biblioteche in pietra” monumentali appartenenti a un’élite tebana sepolta durante i periodi Kushite e Saite nella necropoli di Asasif (floruit di Padiamenope: ca. 680-660 a.C.). All’interno di questa piccola comunità elitaria, la tomba TT 33 è spesso considerata la più massiccia e ostentata illustrazione della costruzione dell’identità commemorativa del defunto. Della tomba TT33 parla l’egittologa Isabelle Régen nella conferenza “Recent Work in the Monumental Tomb of Padiamenope (TT 33)”, martedì 16 maggio 2023, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Creata nel 2004, la Missione Francese nella Tomba di Padiamenope (TT 33) ha come obiettivo iniziale la copiatura, la redazione e lo studio dei testi di questo gigantesco monumento, che comprende oltre 2600 m2 di pareti decorate. La missione epigrafica è stata avviata nel 2006, in seguito all’inventario, alla fotografia e alla rimozione nel 2004-2005 delle antichità conservate nel “Magazzino” 33. Dal 2017, alla missione di studio dei testi si è aggiunta una missione di conservazione e restauro.

Isabelle Régen_egittologa_montpellier

L’egittologa Isabelle Régen

Isabelle Régen (Ph.D., Montpellier 2002) è egittologa ed ex membro scientifico dell’IFAO del Cairo (Istituto francese di archeologia orientale, 2003-2007). I suoi interessi di ricerca comprendono in particolare l’antica religione funeraria egizia (lessicografia, rituali e testi). È co-direttrice della missione epigrafica francese nella tomba di Padiamenope (Petamenophis, TT 33, Din. XXV-XXVI), dove lavora dalla creazione della missione nel 2004 (équipe congiunta dell’IFAO, delle università di Strasburgo e Montpellier (UMR 5140-ASM), con il sostegno del Fonds Khéops pour l’Archéologie, Parigi). È responsabile dell’editio princeps di due libri del mondo sotterraneo TT 33 (Amduat e Book of the Gates).

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Silvia Zago (università di Liverpool) parlerà di “Storie dell’altro mondo: la morte e l’aldilà nell’antico Egitto”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-storie-dell-altro-mondo_la-mortre-e-l-aldilà-nell-antico-egitto_silvia-zago_locandinaLa credenza nell’esistenza di una vita dopo la morte è uno degli aspetti più caratteristici della cultura egizia, che conosciamo grazie a numerosissime fonti scritte e archeologiche. Se ne parla martedì 4 aprile 2023 nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: alle 18, in sala conferenze, interviene Silvia Zago (università di Liverpool) su “Storie dell’altro mondo: la morte e l’aldilà nell’antico Egitto”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in italiano. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Introduce Paolo Marini, curatore del museo Egizio. Le fonti scritte e archeologiche, tuttavia, offrono una visione tutt’altro che unitaria del mondo che gli egiziani credevano li aspettasse nell’aldilà, la Duat. Essa poteva essere dipinta come un accogliente grembo celestiale o come un ambiente sotterraneo irto di ostacoli, o con caratteristiche miste, a seconda dei contesti e delle funzioni che si trovava ad avere all’interno del complesso quadro di nozioni cosmologiche relative all’esistenza oltremondana. La conferenza esplorerà i vari aspetti della concettualizzazione della Duat nel corso dei secoli basandosi sui testi funerari, che erano iscritti sulle pareti delle tombe e su oggetti del corredo funerario, e che erano finalizzati ad accompagnare i defunti nel loro viaggio eterno e a permetterne la rinascita.

silvia-zago_libro-a-journey-through-the-beyond

L’egittologa Silvia Zago con il libro “A Journey through the Beyond”

Silvia Zago è docente di Egittologia al dipartimento di Archeologia, Civiltà Classiche ed Egittologia dell’università di Liverpool e visiting professor al dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Civiltà del Vicino e Medio Oriente (Egittologia) all’università di Toronto, dove ha anche insegnato la storia e la lingua egiziana per diversi anni. Ha inoltre conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Culture del Vicino e Medio Oriente (Egittologia) all’università di Pisa e la Laurea Triennale in Conservazione dei Beni Culturali (Archeologia del Vicino Oriente Antico) all’università Ca’ Foscari di Venezia.  Silvia è specializzata nella religione e testi funerari dell’antico Egitto, e in particolare l’evoluzione nel tempo dei concetti dell’aldilà, argomento su cui ha recentemente pubblicato la monografia A Journey through the Beyond: The Development of the Concept of Duat and Related Cosmological Notions in Egyptian Funerary Literature (Columbus, GA: Lockwood Press, 2022). La sua ricerca include anche le pratiche magiche e rituali, la concettualizzazione e l’uso dei paesaggi sacri nell’antico Egitto, e i contatti interculturali e la trasmissione del sapere nell’Egitto Greco-Romano. Dal 2021 è membra della Royal Historical Society di Londra.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Dietrich Raue parlerà di “The sun temple of Heliopolis. Egyptian-German Excavations 117 years after Ernesto Schiaparelli”.  Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-the-sun-temple-of-heliopolis_dietrich-raue_locandinaEliopoli è un’icona della religione e della cultura dell’antico Egitto. Il culto di Eliopoli spiega l’ordine politico dell’Egitto attraverso il mito della creazione. Pochi altri luoghi al mondo vantano una tradizione di culto ininterrotta, sponsorizzata dai governanti per un periodo di almeno 2400 anni. La sua reputazione come fonte di saggezza dell’antico Egitto avrebbe portato i progenitori della scienza e della filosofia europea (ad esempio Platone) in questo tempio e nella sua biblioteca. Se ne parla martedì 28 febbraio nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, incontro con Dietrich Raue su “The sun temple of Heliopolis. Egyptian-German Excavations 117 years after Ernesto Schiaparelli”. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

egitto_eliopoli_scavi-schiaparelli_1906_foto-archivio-museo-egizio

Lo scavo archeologico nel sito di Eliopolis nel 1906 a cura della missione archeologica italiana in Egitto diretta da Ernesto Schiaparelli (foto archivio museo egizio)

In epoca moderna il sito urbano del temenos era ampiamente considerato privo di monumenti. I primi scavi sistematici intrapresi dalla Missione Egizio-Tedesca (2012-2021) hanno tuttavia rivelato le prime prove del paleo-paesaggio e della topografia del sito nel tempo, oltre a importanti monumenti e caratteristiche individuali del IV-I millennio a.C. Il progetto affronta l’architettura e l’epigrafia del temenos nella sua ultima fase, che rappresenta l’ultimo periodo in cui ebbe fama internazionale. Gli strati superiori del IV secolo a.C. possono ancora essere documentati quasi ovunque nel sito da indagini geofisiche e da scavi. Soprattutto la coesistenza di strutture e monumenti di vari periodi non è ancora ben compresa. Il progetto intende inoltre ricontestualizzare il considerevole numero di monumenti eliopolitani che sono stati spediti da Alessandria a Roma e in altre località, al fine di generare un’idea più precisa sulla natura visiva del santuario eliopolitano in Egitto. Una seconda componente del progetto proposto indaga le ragioni dell’abbandono storico di Eliopoli. Il tempio perse improvvisamente il patrocinio reale alla fine del IV secolo a.C., con il conseguente riutilizzo e spostamento di oggetti durante il periodo greco-romano, mentre Eliopoli continuò a vivere nella cultura testuale. Quindi, Eliopoli fu l’unico grande santuario in Egitto a essere smantellato durante il periodo romano, mentre la maggior parte degli altri santuari del Paese rimase attiva.

Dietrich-Raue_egittologo

L’egittologo Dietrich Raue

Dietrich Raue ha studiato Egittologia, Archeologia del Vicino Oriente e Archeologia classica alle università di Heidelberg e di Berlino. Nel 1996 ha conseguito il dottorato di ricerca all’università di Heidelberg (tesi: Heliopolis und das Haus des Re. Eine Prosopographie und ein Toponym im Alten Reich). Dal 1987 al 2017 ha partecipato a scavi a Elefantina, Dra Abu el-Naga, Tomba Theben 95, Hierakonpolis, Dahschur, Saqqara, Giza, Heliopolis/Matariya. Dal 2010 al 2022, custode del museo Egizio Georg Steindorff dell’università di Lipsia, Germania; dal 2022, professore onorario di Egittologia all’università di Lipsia; dall’ottobre 2022, primo direttore dell’Istituto Archeologico Germanico – Sezione del Cairo.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Elizabeth Frood parlerà di “Imaging and reimagining Statue Bodies in the Late New Kingdom”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-statue-bodies_elizabeth-frood_locandinaA partire dall’inizio del Nuovo Regno (ca. 1500-1350 a.C.), i templi egizi divennero sempre più un’arena di esibizione monumentale “non regale”. Se ne parla martedì 14 febbraio 2023 nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: alle 18, in sala conferenze, interviene Elizabeth Frood su “Imaging and reimagining Statue Bodies in the Late New Kingdom”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Molte migliaia di statue e stele furono collocate nelle aree esterne, materializzando la presenza e la partecipazione individuale e di gruppo attraverso le loro forme e i testi, a volte molto estesi, che vi erano iscritti. Nel tardo Nuovo Regno, a differenza del precedente, le innovazioni non si concentrarono sulla creazione di nuove tipologie, ma su ampliamenti ed elaborazioni di quelle esistenti. Questi cambiamenti piuttosto sottili avrebbero avuto un significato intenso per le comunità di dedicatari. Questa conferenza esplora le implicazioni di alcuni di questi sviluppi, concentrandosi in particolare sulle figure bidimensionali e sulle scene di divinità che iniziano ad apparire sui corpi delle statue nel regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.), soprattutto sulle aree delle superfici delle statue che convenzionalmente erano state iscritte con testi. Lo studio dettagliato di alcuni esempi selezionati, così come la re-immaginazione dei loro contesti espositivi, può rivelare come gli antichi egizi concepissero i corpi delle statue, le loro superfici e, di fatto, i loro sé animati.

elizabeth-frood_università-oxford

L’egittologa Elizabeth Frood (università di Oxford)

Elizabet Frood è professore associato di Egittologia alla facoltà di Studi asiatici e mediorientali dell’università di Oxford. Nata in Aotearoa Nuova Zelanda, ha conseguito la laurea all’università di Auckland e il dottorato a Oxford. Scrive su aspetti dell’autopresentazione e dell’esposizione non regali, in particolare per il tardo Nuovo Regno e il Terzo Periodo Intermedio. Elizabeth co-dirige il Karnak Graffiti Project in collaborazione con il Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak. È autrice dei Biographical texts from Ramessid Egypt (2007) e di articoli su argomenti che vanno dai vasai alla religione.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Aaron De Souza parlerà di “Egyptian or Nubian? Towards a more nuanced view of ancient cultural diversity”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-egyptian-or-nubian_aaron-de-souza_locandinaI faraoni amavano tracciare confini netti attorno a ciò che consideravano “egiziano”, e queste antiche prospettive persistono nell’Egittologia moderna. La prima cateratta del Nilo è generalmente considerata come il confine tra antico Egitto e l’antica Nubia, ma la divisione è più che geografica. Tombe, oggetti e persino persone sono etichettati come “nubiani” anche se provenienti dai confini dell’Egitto faraonico. Ma perché facciamo queste distinzioni? E quanto sono accurate? Martedì 7 febbraio 2023, alle 18, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino: nella sala Conferenze del museo Egizio di Torino Aaron De Souza parlerà di “Egyptian or Nubian? Towards a more nuanced view of ancient cultural diversity”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Questa conferenza illustra i problemi che derivano da questo genere di divisioni e mette in luce le sfide che provengono dal porsi nuove domande sulle prove storiche, artistiche e archeologiche. I confini tradizionali saranno sfumati, e prospettive meno nette verranno incoraggiate.

aaron_de-souza_egittologo

L’egittologo Aaron de Souza

Aaron de Souza (PhD Macquarie 2017) è archeologo specializzato in cultura materiale della Nubia del Secondo millennio A.C., e la sua ricerca si basa su un approccio oggettuale ai complessi contatti interculturali e intra-culturali che ebbero luogo nell’intera Valle del Nilo. Attualmente è borsista post-dottorato Lise Meitner presso l’Istituto archeologico austriaco di Vienna, finanziato dal Fondo austriaco per la scienza (FWF), e in precedenza è stato borsista di ricerca Marie Skłodowska-Curie, sempre presso l’Accademia austriaca delle scienze, finanziato dalla Commissione europea (2019-2020). Aaron ha collaborato a numerosi progetti di scavo in Egitto, in particolare a Tell Edfu, Hierakonpolis, Elefantina, Assuan, Dendara e Helwan, oltre a progetti di ricerca museale finanziati da borse di studio in Svezia, Regno Unito, Stati Uniti e Italia. È anche editore fondatore della rivista online Interdisciplinary Egyptology, ospitata dall’università di Vienna.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Renaud Pietri (università di Liegi) su “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Sic parvis magna_renaud-pietri_locandinaNel museo Egizio di Torino sono conservati circa 12.000 frammenti di papiri, probabilmente scoperti nel villaggio di Deir el-Medina, vicino all’antica città di Tebe, e risalenti all’epoca Ramesside (ca. 1295-1069 a.C.). Giovedì 10 novembre 2022, alle 18, nella conferenza “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”, primo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio, Renaud Pietri (università di Liegi) parlerà del lavoro di ricostruzione dei papiri di Deir el-Medina conservati al museo Egizio. Introduce: Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’evento di terrà nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo: https://www.youtube.com/watch?v=WsnHEiBArC4. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. “Questi frammenti di papiro”, spiegano al museo Egizio, “appartengono a documenti più ampi, spesso parzialmente perduti e quindi definibili come puzzle frammentari, per i quali è necessario un lungo e paziente lavoro di ricostruzione. Nell’ambito del progetto internazionale “Crossing Boundaries: Understanding Complex Scribal Practices in Ancient Egypt”, è stato possibile trovare nuove connessioni tra questi frammenti, e quindi migliorare la ricostruzione di diversi documenti già noti, o identificarne di nuovi”. La conferenza presenta alcuni risultati di questo lavoro di ricostruzione attraverso diversi casi studio.

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri si è prima formato in Storia dell’Arte e Filologia all’ Ecole du Louvre (Parigi), e dopo ha conseguito il suo dottorato “Chariot in Egyptian mind” all’università Paul Valéry Montpellier 3 nel 2017. Nel 2019, ha preso parte al progetto ‘Transforming the Egyptian Museum in Cairo’ come “project curator” e “Coordinator” per il Musée du Louvre, prima di unirsi al team di “Crossing Boundaries” nel gennaio 2020 come ricercatore post-doc all’università di Liegi. Vanta anche diverse esperienze sul campo in Egitto come apprendista nel Centro franco-egiziano per lo Studio dei Templi di Karnak, e come membro del team “Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” e, più recentemente, a Deir el-Medina. Nell’ambito del progetto “Crossing Boundaries”, lavora sulla descrizione e sull’identificazione del contenuto dei diversi e frammentari papiri della collezione torinese focalizzandosi sui testi letterari, magici e religiosi. Nello specifico, mira a trovare, ricostruire e infine pubblicare le diverse versioni del famoso testo letterario Ramesside conosciuto come “Lettera Satirica di Hori”.