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#iorestoacasa. 21 aprile, 2773° Natale di Roma: il parco del Colosseo apre virtualmente i suoi cancelli con una speciale visita ad alcuni dei cantieri di restauro e manutenzione in programma nel corso del 2020. Diretta online chiusa dall’intervento del prof. Carandini

Suggestiva immagine dei fori da una prospettiva insolita, più in alto della statua di San Pietro posta sulla Colonna Traiana (foto parco archeologico del Colosseo))

L’archeologo Andrea Carandini, tra i massimi esperti di Roma antica, oggi presidente del Fai

21 aprile, 2773° Natale di Roma: il Parco archeologico del Colosseo apre virtualmente i suoi cancelli con una speciale visita ad alcuni dei cantieri di restauro e manutenzione in programma nel corso del 2020. Sulla scia delle altre iniziative di successo organizzate per le campagne #laculturanonsiferma e #iorestoacasa martedì 21 aprile 2020 con foto e video gli appassionati sono accompagnati virtualmente nell’Arco di Tito, camminano su mosaici e marmi antichi, scoprono il progetto di anastilosi degli anni Trenta al Tempio di Vesta, salgono a 40 metri dal suolo fino alla statua di S. Pietro sulla Colonna Traiana e visitano da vicino l’Arco di Settimio Severo. A partire dalle 11 e per tutta la giornata il pubblico da casa può seguire sui social @parcocolosseo l’evento online. Da non perdere alle 17 l’appuntamento con il prof. Andrea Carandini che si collegherà con il Parco del Colosseo per un approfondimento sulla storia di Roma e le sue origini.

Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo

“Il Parco archeologico del Colosseo comprende oltre all’Anfiteatro Flavio e la Domus Aurea, le aree del Foro Romano e del Palatino in cui si ritrovano le tracce delle origini di Roma”, afferma il direttore, Alfonsina Russo. “Nel corso dei secoli questi luoghi sono diventati la culla della civiltà occidentale, ospitando case, palazzi, templi e monumenti pubblici. Su questi luoghi si sono depositati i segni del tempo, ma nei secoli non si è mai cancellato il messaggio di cui essi sono portatori. È nostro dovere conservare questo messaggio per il futuro, è nostro dovere prenderci cura della Storia. In questo giorno in cui si celebra il Natale di Roma apriamo virtualmente i cancelli del Parco e vi invitiamo ad entrare e a partecipare delle nostre attività di cura e manutenzione di un patrimonio che è Vostro innanzitutto, conclude il direttore”.

Roma. Tra il parco archeologico del Colosseo e il Meis di Ferrara protocollo d’intesa per la storia dell’ebraismo dalla distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito nel 70 d.C. In occasione della firma lectio di Zevi sugli ebrei nell’antica Roma

I simboli sacri degli ebrei portati nel trionfo di Tito (rilievo dell’omonimo arco sul Palatino a Roma)

Parco archeologico del Colosseo a Roma

Tra gli obiettivi comuni ci sarà lo studio dell’Arco di Tito, il Templum Pacis e l’Anfiteatro Flavio, monumenti realizzati, secondo il racconto delle fonti, con il bottino ricavato dalla distruzione di Gerusalemme. È quanto contenuto nel protocollo di intesa tra il museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah (Meis) di Ferrara e il parco archeologico del Colosseo la cui firma è in programma lunedì 28 ottobre 2019, alle 17, nella monumentale Curia Iulia al Foro Romano alla presenza del ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. Interverranno il presidente della Fondazione, Dario Disegni, il direttore del Meis, Simonetta Della Seta, e l’architetto progettista dell’allestimento, Giovanni Tortelli. Concluderà l’importante incontro una lectio dedicata agli Ebrei nell’antica Roma del prof. Fausto Zevi. La sottoscrizione avvia una collaborazione tra le due istituzioni culturali per realizzare progetti di ricerca e di valorizzazione condivisi, scambio di professionalità, strategie di comunicazione digitali integrate finalizzate alla conoscenza della storia dell’ebraismo a partire dalla distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito nel 70 d.C.

Capodanno speciale a Roma: fori senza confini. Aperti gratuitamente i fori imperiali (del Comune) e il foro romano (dello Stato) in un’unica passeggiata grazie a un accordo tra sovrintendenza capitolina e soprintendenza ministeriale. Prova generale per il futuro?

Una panoramica dell'area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis "senza confini"

Panoramica dell’area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis per una passeggiata “senza confini”

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce all'ingresso dei Fori

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce ai Fori

È solo un piccolo cancello, ma riesce a dividere due mondi: di qua il Comune di Roma, di là lo Stato italiano; di qua la soprintendenza capitolina, di là la soprintendenza speciale; di qua i fori imperiali, di là il foro romano-palatino. Sì, avete letto bene: la più grande area archeologica del mondo nel cuore di Roma è divisa in due. Cioè due padroni, due gestioni, due biglietti. Ma non il 1° gennaio 2017: per la prima volta si potranno visitare i fori “senza confini”, con un percorso unico che collega il Foro Romano e i Fori Imperiali. E gratis. L’Area Archeologica Centrale aprirà dunque le sue porte per un unico grande percorso all’insegna dell’abbattimento di ogni tipo di cancello in grado di limitare e interrompere la continuità del racconto storico, in un percorso attrezzato senza barriere architettoniche. A presentare l’iniziativa, veramente “storica”, il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Luca Bergamo, il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce e il soprintendente per il Colosseo e l’area archeologica centrale Francesco Prosperetti, che si sono ritrovati proprio al famoso cancelletto.

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

“Tutti coloro che trascorreranno il Capodanno a Roma avranno l’occasione unica di attraversare 25 secoli di storia”, interviene soddisfatto Parisi Presicce. “È un fatto storico vedere finalmente il Foro Romano e i Fori Imperiali senza soluzione di continuità e senza preoccuparsi di divisioni di competenze tra Stato e Comune. Le normative esistono ed esiste lo strumento che consente una gestione unificata tra Roma Capitale e lo Stato e il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo davanti a un complesso monumentale che tutti ci invidiano, credo che la giornata del primo gennaio sarà ricordata da tutti coloro, turisti e romani, che saranno a Roma quel giorno. È anche una sorta di promessa alla città: un piccolo passo per l’archeologia di Roma ma anche una grande idea che rappresenta il progetto per il futuro di quest’area archeologica centrale”. E Bergamo: “C’è un accordo di valorizzazione tra Roma e lo Stato che ha subito rallentamenti ed è stato messo in discussione, ma fin dal nostro insediamento sono state riprese le fila di questo discorso e lo possono vedere tutti: siamo probabilmente in uno di posti più belli del mondo, un posto che a causa di una certa interpretazione burocratica dell’organizzazione dello Stato italiano non è ancora oggi possibile vivere come un corpo unitario. Il primo gennaio facciamo un passo importante, un passo che non risolve il problema ma penso e auspico che faccia capire a tutti il valore aggiunto della cooperazione istituzionale che rende visitabile quest’area a chiunque voglia vederla. Con questo atto mettiamo un tassello che costituisce una pedina importante in un progetto di proiezione di questa città nel mondo e nel futuro. Non solo si rompe una barriera ma la si rompe per ricostruire una crescita culturale di un patrimonio unico al mondo”.

Veduta generale dell'area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Veduta generale dell’area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Addio dunque a barriere e cancelli. Un esperimento che durerà solo per il primo giorno dell’anno ma che amministrazione capitolina e soprintendenza speciale contano di poter continuare a realizzare. Dai Fori Imperiali al Foro Romano e Palatino: si potrà passare liberamente e gratuitamente da un sito a un altro. L’accesso ai siti sarà consentito dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Il percorso che attraversa l’area archeologica dei Fori potrà essere compiuto indifferentemente partendo dall’area di competenza capitolina, da piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, o da uno degli ingressi della soprintendenza di Stato, a largo Corrado Ricci, all’Arco di Tito, o a via di San Gregorio, per una passeggiata archeologica unica. Partendo dalla Colonna Traiana seguendo la passerella presente nel sito, la visita toccherà una parte del Foro di Traiano, passerà sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino, attraverserà il Foro di Cesare e del Foro di Nerva per proseguire nell’area statale, senza la barriera divisoria che obbligava a uscire dai Fori imperiali per rientrare al Foro Romano. Il passaggio dall’area comunale a quella statale avverrà dietro la Curia Julia, antica sede del Senato romano, e permetterà di accedere nel fulcro della piazza del Foro, all’altezza della Basilica Æmilia, sulla Sacra Via. Di qui si articolano percorsi in diverse direzioni: Basilica Julia, Tempio del Divo Giulio, Casa delle Vestali, Lacus Iuturnæ, Tempio di Antonino e Faustina, per arrivare all’Arco di Tito e fino ai palazzi imperiali sul Palatino, dove per l’occasione resterà aperto il Museo.

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il soprintendente Francesco Prosperetti

Il soprintendente Francesco Prosperetti

“È un evento storico dal forte valore simbolico”, conferma Prosperetti. “Con questa iniziativa riusciamo a cogliere la possibilità di dare corpo a un progetto che avevamo in testa da anni, accompagnato da un accordo con il ministero ma che stentava a trovare attuazione: i Fori senza barriere architettoniche, visive ed economiche. Si apre il “confine” di Stato che separa il Foro Romano dai Fori Imperiali. Un risultato tangibile di una politica culturale portata avanti insieme verso l’obiettivo, che è di tutti noi romani, di ridare il senso di centro della città a questo luogo rimasto troppi anni separato e visto più dai turisti che dai romani, e che deve ritrovare la sua centralità rispetto alla città di Roma”. E nel 2017 quali sono le prospettive per il cuore antico di Roma? “Da luglio 2016 è in corso una situazione del tutto inedita che ci consente di intervenire sul patrimonio monumentale, almeno per le competenze di manutenzione, restauro e tutela che ricadono sullo Stato, su un patrimonio monumentale di Roma con risorse che questa città non ha mai più avuto dai tempi del grande Giubileo del 2000. Io quando ho preso in luglio la soprintendenza ai monumenti di Roma ho trovato le casse vuote, il programma di lavori azzerato e ritengo sia stato un mio preciso dovere di dare corso a una programmazione nuova per cui nel 2017 porto 10 milioni di euro sui monumenti di Roma, cosa che la città non aveva mai avuto negli ultimi 15 anni, e lo faccio grazie alle risorse della soprintendenza autonoma speciale del Colosseo e dell’area centrale di Roma. Mi auguro che questa possibilità mi sia confermata dalla riforma che ci sarà, perché sarebbe esiziale per la nostra città ritornare a una situazione come la precedente in cui i monumenti avevano risorse zero”.

“La luna al Foro Romano”: dal 21 aprile, Natale di Roma, nuova illuminazione del cuore antico dell’urbe, e dal 22, ogni venerdì, visite guidate in notturna dalla basilica Emilia all’arco di Settimio Severo

"La luna sul foro": da venerdì 22 aprile 2016 visite guidate in notturna al Foro Romano

“La luna sul foro”: da venerdì 22 aprile 2016 visite guidate in notturna al Foro Romano

Il cuore antico di Roma rivive di notte, tra scorci romantici e visioni inedite,  grazie al nuovo impianto di illuminazione a led di ultima generazione, promosso dalla soprintendenza e realizzato da Acea, che sarà inaugurato giovedì 21 aprile 2016, in occasione del Natale di Roma, e che metterà in risalto, con tonalità che vanno dal bianco oro al bianco morbido, gli straordinari monumenti che lambiscono la Via Sacra, dall’arco di Tito a quello di Settimio Severo, creando un legame percettivo fra di essi. Uno spettacolo unico che potrà essere ammirato e vissuto con “La Luna al Foro Romano”: un percorso che dal 22 aprile, e per tutti i venerdì fino al 28 ottobre prossimo,  offrirà al pubblico visite guidate notturne, organizzate dalla soprintendenza speciale per il Colosseo con Electa, che quest’anno, si aggiungeranno a “La luna sul Colosseo”, ciclo di visite già rodate all’Anfiteatro Flavio di lunedì, giovedì, sabato e domenica. Dalle 20 a  mezzanotte gruppi di massimo 25 partecipanti potranno ammirare  l’emergere delle antiche rovine illuminate lungo la via Sacra, guidati da archeologi e storici dell’arte.

Nuova illuminazione a led al Foro Romano: più potente e più economica

Nuova illuminazione a led al Foro Romano: più potente e più economica

“La luna al Foro Romano” (info e prenotazioni allo 06/39967700), il nuovo ciclo di visite, in italiano e in inglese, prevede un itinerario notturno di circa 75 minuti che costeggerà la Basilica Emilia, fondata nel 179 a.C., la cui funzione originaria consisteva nell’accogliere nella cattiva stagione, in uno spazio coperto, tutte le attività del Foro, e dove si amministrava la giustizia. Dalla basilica si prosegue a destra passando davanti il tempio del Divo Giulio e si arriva all’imponente edificio della Curia Iulia, sede del Senato romano; di qui al Vicus Iugarius, da cui si gode una spettacolare vista del tempio di Saturno, con le sue imponenti colonne e, sul fondo, il portico degli Dei consenti. Dal vicus si raggiungerà la chiesa di Santa Maria Antiqua, riaperta al pubblico dopo più di trent’anni e che conserva sulle sue pareti un patrimonio di pitture unico nel mondo cristiano del primo millennio, databile dal VI al IX secolo. Quindi, facendo ritorno sulla Via Sacra, da cui si gode la splendida prospettiva verso l’Arco di Tito, interrotta dall’elevarsi delle candide colonne del tempio dei Castori, si costeggia il tempio di Antonino e Faustina, eretto nel 141 d.C., il cui prezioso restauro ha rivelato tutta la magnificenza delle sei grandi colonne in cipollino alte 17 metri. Infine, guardando verso l’Arco di Settimio Severo, si staglia, isolata, al centro del Foro la colonna eretta dall’imperatore bizantino Foca nel 608 d.C.: l’ultimo monumento sorto nell’antica piazza romana, prima del definitivo declino dell’impero.

Le visite guidate in notturna al Foro Romano dalle 20 alle 24 del venerdì durano 75 minuti

Le visite guidate in notturna al Foro Romano dalle 20 alle 24 del venerdì durano 75 minuti

Uno spettacolo unico legato quasi esclusivamente all’illuminazione. “Speriamo che sia la volta buona”. È un auspicio ma anche una certezza, quella del soprintendente al Colosseo e all’area archeologica centrale di Roma, Francesco Prosperetti, nell’attesa che la luce naturale si spenga per lasciare il posto alla luce del nuovo impianto progettato e realizzato da Acea, che dal 21 aprile illumina i monumenti che lambiscono l’antica strada che attraversa il Foro Romano, dall’Arco di Tito all’Arco di Settimio Severo. “Illuminazioni del Foro in passato ne sono state tentate più volte”, spiega Prosperetti, “e tutti gli esperimenti hanno trovato il limite nella tecnologia del tempo che richiedeva corpi illuminanti di grande consumo e di grande ingombro. Adesso, grazie alla nuova tecnologia dei led riusciamo a fare un impianto che incredibilmente consuma la metà della metà di quelli precedenti con una quantità di monumenti illuminati molto superiore. L’auspicio è quindi che la nuova illuminazione si riveli durevole e soprattutto uno strumento per avvicinare il Foro Romano alla città, nel senso di renderlo godibile nella buona stagione anche di notte”.

La diversa temperatura delle luci permette una lettura storica dei monumenti

La diversa temperatura delle luci permette una lettura storica dei monumenti

“Sarà una novità per i romani”, prosegue Prosperetti, “perché consentirà di visitare una parte dei Fori che, salvo qualche tentativo di alcuni anni fa, non è mai stata aperta al pubblico. Ci auguriamo ovviamente di avere una buona risposta di pubblico, necessaria per aiutarci a pagare i costi dell’illuminazione”. L’impianto è stato progettato anche per aiutare nella “lettura” delle diverse epoche e delle differenti fasi di utilizzo dei monumenti. “Abbiamo adottato due temperature di colore diverse”, spiega il soprintendente: “per i marmi e per i muri di laterizio. Ad esempio, i due tipi di illuminazione nel tempio di Antonino e Faustina, che come è noto contiene al suo interno la chiesa di San Lorenzo in Miranda realizzata nel ‘600, rendono tangibile la differenza tra queste due fasi di utilizzo del monumento. L’illuminazione quindi anche come criterio di lettura e comprensione di un contesto monumentale che ha una storia che può essere illustrata meglio attraverso la luce”. Non solo temperature di colore diverse, ma anche diversi tipi di illuminazione: “D’accento sui monumenti più importanti e diffusa anche sui percorsi pedonali in modo da rendere sicura la passeggiata. Ora finalmente”, conclude Prosperetti, “non ci sarà più quella differenza smaccata tra i Fori Imperiali, bene illuminati con il progetto di Storaro, e il Foro Romano buio, praticamente invisibile. Dal 21 aprile non sarà più così”.

“Per la redenzione di Sion, anno quattro” della rivolta antiromana: scoperto in Israele, vicino Gerusalemme, un tesoretto di monete coniate dai ribelli ebrei contro Roma poco prima della distruzione del tempio da parte di Tito

Le monete emesse dalla zecca dei ribelli ebrei anti-romani e ritrovate vicino a Gerusalemme

Le monete emesse dalla zecca dei ribelli ebrei anti-romani e ritrovate vicino a Gerusalemme

I simboli sacri degli ebrei portati nel trionfo di Tito (rilievo dell'omonimo arco sul Palatino a Roma)

I simboli sacri degli ebrei portati nel trionfo di Tito (rilievo sull’omonimo arco sul Palatino a Roma)

La Palestina fu per molto tempo una spina nel fianco per i romani. Gli ebrei opposero una strenua resistenza alle legioni romane anche con atti di eroismo patriottico, come il sacrificio di Masada, col suicidio collettivo nel 73 d.C. dell’ultima comunità di zeloti che preferirono la morte alla sottomissione alle aquile di Roma, ponendo fine alla prima guerra giudaica. Basta leggere le memorabili pagine che ci ha lasciato lo storico romano di origine ebrea Flavio Giuseppe nel “De bello iudaico” (pubblicata nel 75 d.C.) per capire le problematiche affrontate dai romani in terra di Israele fino alla conquista di Gerusalemme nel 70 d.C. da parte di Tito (allora generale e futuro imperatore) con la distruzione del secondo tempio, e la deportazione a Roma dei due capi della rivolta, Simone e Giovanni, insieme ad altri 700, scelti per statura e prestanza fisica, per essere trascinati in catene nel trionfo insieme ai simboli sacri degli ebrei portati dal generale vittorioso, davanti al padre – l’imperatore Vespasiano – e al fratello Domiziano, come ben descritto nei rilievi dell’arco di Tito, nel frattempo (79 d.C.) divenuto imperatore, innalzato dal Senato alla sua morte (81 d.C.) sulle pendici settentrionali del Palatino nella parte occidentale del Foro di Roma.

L'archeologo Pablo Betzer mostra una delle monete dei ribelli ebrei trovata ad Abu Ghosh vicino Gerusalemme

L’archeologo Pablo Betzer mostra una delle monete dei ribelli ebrei trovata in un tesoretto all’interno di una giara ad Abu Ghosh vicino Gerusalemme

Il piccolo villaggio ebraico di Abu Ghosh vicino Gerusalemme

Il piccolo villaggio ebraico di Abu Ghosh vicino Gerusalemme

Ma proprio alla vigilia della presa di Gerusalemme il movimento antiromano era ancora molto attivo tanto da permettersi una propria zecca per finanziare la resistenza bellica. Ne è la prova un piccolo tesoro di monete dei ribelli ebrei contro l’impero romano, coniate pochi mesi prima della caduta di Gerusalemme nel 70 d.C., scoperto durante i lavori per l’ampliamento dell’autostrada che collega Gerusalemme a Tel Aviv. Il team di archeologi della Israel Antiquities Authority, guidati da Pablo Betzer, ha esplorato i resti di un piccolo villaggio ebraico di epoca romana vicino alla moderna città di Abu Ghosh e fra le rovine ha trovato una piccola giara rotta contenente 114 monete di bronzo coperte di verderame. Le monete, scrive Israele.net, sono tutte della stessa grandezza ed età, probabilmente provenienti dalla stessa zecca. Sono tutte contrassegnate con la dicitura “Per la redenzione di Sion” e “Anno quattro”, il che indica che sono state forgiate durante il quarto anno della rivolta contro l’impero romano, ossia tra la primavera del 69 e la primavera del 70 d.C. Sono decorate con le quattro specie bibliche – palma, mirto, cedro e salice – e con un vaso che può simboleggiare i recipienti usati nel Tempio. Le monete saranno ora ripulite e studiate dagli specialisti della Israel Antiquities Authority.

Le monete dei ribelli ebrei appena riemerse dal terreno ancora coperte di verderame: ora dovranno essere restaurate

Le monete dei ribelli ebrei nel terreno ancora coperte di verderame: ora dovranno essere restaurate

L'archeologo Pablo Betzer in laboratorio con le monete ritrovate ad Abu Ghosh

L’archeologo Pablo Betzer in laboratorio con le monete ritrovate ad Abu Ghosh

È la prima volta che viene rinvenuta una collezione così grande di monete dei ribelli ebrei, spiega Betzer, sottolineando che la loro identica datazione è assai insolita. “Ci dice che la persona che teneva questo tesoro l’aveva ricevuto in un unico lotto. L’avrà ricevuto dalla dirigenza dei ribelli. Probabilmente lui stesso faceva parte della dirigenza. Forse – ipotizza l’archeologo – erano fondi destinati all’acquisto di armi e provviste per i combattenti ebrei contro le legioni romane. Si tratta di monete coniate pochi mesi prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme”. Infatti alla fine i ribelli non riuscirono a resistere e nell’estate del 70 a.C. i romani schiacciarono la ribellione distruggendo il Tempio di Gerusalemme e massacrando gli abitanti della città. Come molte città e villaggi che non si erano sottomessi all’autorità romana durante e dopo la rivolta, anche il piccolo villaggio di Hirbet Mazruk venne distrutto: il livello della distruzione è riconoscibile nel sito appena sopra quello dove sono state trovate le monete. La Israel Antiquities Authority continuerà a studiare il sito per saperne di più sui villaggi agricoli ebrei al tempo della rivolta antiromana.