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Civitavecchia. Al Porto la conferenza “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” di Mario Mazzoli, direttore di ASSO, nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi”

Ricerca archeologica nelle grotte sommerse (foto asso)

Martedì 3 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Molo Vespucci del Porto di Civitavecchia, la conferenza di Mario Mazzoli “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse”, quinto incontro del ciclo di conferenze scientifico divulgative dedicate all’Archeologia Subacquea, Navale e Portuale organizzato nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi” dal CASN-LANS (Centro Archeologico di Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Ingresso libero. La conferenza presenta un focus sulla speleologia subacquea, attività che presenta molteplici risvolti di tipo scientifico e tecnico. Nell’incontro si accennerà alle tecniche speleosubacquee e alla diversità con le immersioni in acque libere, per intraprendere un viaggio in cavità naturali, relitti e cavità artificiali sommerse. Un percorso dal quale “emergerà” come la speleosubacquea costituisca una specializzazione sempre più importante a supporto dei team multispecialistici che si occupano di archeologia e ricerca storica.

Mario Mazzoli (foto asso)

Mario Mazzoli è direttore generale A.S.S.O. ETS, istruttore alla Scuola nazionale di Speleologia Subacquea, coordinatore della Commissione nazionale Speleosubacquea della Società speleologica italiana, ispettore onorario per le aree sommerse e sotterranee della soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

 

Civitavecchia. Con la conferenza di Luca Mocchegiani Carpano al via al Porto il ciclo di incontri di archeologia subacquea “Oltre il Tevere: la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi”. Il programma

Con la conferenza “Oltre il Tevere, la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” di Luca Mocchegiani Carpano, direttore del Centro Ricerche Claudio Mocchegiani Carpano, martedì 3 febbraio 2026, alle 17, nella Sala Conferenze dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, apre il un ciclo di conferenze scientifico-divulgative dedicate all’Archeologia subacquea, navale e portuale, a ingresso libero, nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal CASN-LANS (Centro Archeologico Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

PROGRAMMA. Martedì 10 febbraio 2026, alle 17, “Le costruzioni marittime in cassaforma: l’esempio del porto romano di Aenari, l’antica Ischia” con Alessandra Benini, archeologa subacquea; martedì 17 febbraio 2026, alle 17, “Uomini e Dei, il Mare e il Sacro” documentario e dibattito con Massimo D’Alessandro, regista e media manager A.S.S.O ETS e Mario Mazzoli direttore generale A.S.S.O ETS.; martedì 24 febbraio 2026, alle 17, “Le navi imperiali di Nemi ed il palombaro civitavecchiese Pietro Pardi” con Sergio Anelli, storico locale, esperto subacqueo e scrittore; martedì 3 marzo 2026, alle 17, “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” con Mario Mazzoli, direttore generale A.S.S.O ETS e istruttore Scuola nazionale di Speleologia subacquea della Società Speleologica italiana; martedì 10 marzo 2026, alle 17, “Da Centumcellae a Civitavecchia. Lo scavo archeologico nel Forte Michelangelo” con Ida Caruso, responsabile dello scavo nella Fortezza Giulia di Civitavecchia, già funzionaria della soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale; martedì 17 marzo 2026, alle 17, “L’organizzazione logistica imperiale di Portus e di Centumcellae nuovi elementi, rinvenimenti ed ipotesi” con il Com.te Mario Palmieri, responsabile del Centro Archeologico Studi Navali e Laboratorio Sperimentale di Archeologia Navale; martedì 24 marzo 2026, alle 17, “L’archeologia subacquea in alto fondale” con Barbara Davidde, docente di Archeologia subacquea dell’università Roma Tre; martedì 31 marzo 2026, alle 17, “Tecnologia a bordo delle navi antiche” con Massimo Sonno, sommozzatore e autore di pubblicazioni dedicate all’ archeologia subacquea; martedì 7 aprile 2026, alle 17, “La Nave Arcaica di Gela” con Alessandra Benini, archeologa subacquea e responsabile dello scavo e recupero sottomarino della Nave arcaica di Gela; martedì 14 aprile 2026, alle 17, “Castrum Novum tra Pyrgi e Centumcellae: storia e archeologia di una colonia romana alla luce delle ultime scoperte” con Flavio Enei, direttore del Polo Museale Civico di Santa Marinella; martedì 5 maggio 2026, alle 17, “Le Flotte militari di Roma dalla Repubblica all’Impero” con l’ammiraglio Domenico Carro, autore di approfonditi studi e pubblicazioni sulla storia navale e marittima di Roma antica e sulla grande strategia delle flotte dell’alto Impero; martedì 12 maggio 2026, alle 17, “Seguire le tracce dei relitti: la ricostruzione della rotta commerciale della nave romana della Secca dei mattoni di Ponza” con Giuliana Galli, direttrice del museo della Navigazione delle acque interne di Capodimonte; martedì 19 maggio 2026, alle 17, “Tra Pisae e Centumcellae: navi ed approdi nel Tirreno settentrionale” con Andrea Camilli, già direttore del museo delle Navi antiche di Pisa, ora direttore del museo nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba.

L’ingresso della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

Fino al 31 luglio 2026 al porto di Civitavecchia (calata Principe Tommaso 20) la mostra su “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN) diretto da Mario Palmieri. Da gennaio a marzo 2026 l’esposizione è visitabile solo su prenotazione contattando il numero 3401604401 o scrivendo a casnlans@gmail.com. L’esposizione fa compiere un vero e proprio viaggio nel passato all’interno di antichi relitti navali e tra particolari reperti attraverso i quali vengono prospettate ipotesi filologiche ricostruttive di apparati e macchine funzionanti. Un percorso storico per comprendere le grandi capacità e le tecnologie di navigazione grazie alle quali i Romani hanno potuto solcare e “conquistare” mari e oceani. La mostra è incentrata sulla ricostruzione ed il racconto delle tecniche ingegneristiche e degli aspetti monumentali dell’antico porto romano di Centumcellae, da cui parte storicamente la vocazione portuale di Civitavecchia.

Allestimento della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

L’esposizione, infine, non è solo un approfondimento della tecnologia del passato in ambito di navigazione ma affronta anche il tema della costruzione artificiale dei porti mettendo in evidenza l’influenza dei grandi architetti dell’antichità sul porto di Civitavecchia. Tra questi, senza dubbio, Apollodoro di Damasco per la progettazione del porto di Centumcellae di Portus a Fiumicino ma anche Vitruvio e Leonardo Da Vinci per la conoscenza dei sistemi costruttivi nel passato. Sono previsti anche incontri e workshop di approfondimento archeologico navale-monumentale e di elementi di tecnologia imbarcata della flotta Romana Repubblicana ed Imperiale.

 

Bolsena (Vt). Completato l’intervento di restauro e valorizzazione dell’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena: ora è un parco archeologico attrezzato, concepito per accogliere sia il pubblico subacqueo sia i visitatori da terra

Rilievi dell’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (foto sabap-etr-mer)

Si è concluso l’intervento di restauro e valorizzazione dell’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena, realizzato grazie ai finanziamenti del ministero della Cultura e del Ministero del Turismo nell’ambito del PNRR – Caput Mundi. L’obiettivo raggiunto è la creazione di un vero e proprio parco archeologico attrezzato, concepito per accogliere sia il pubblico subacqueo sia i visitatori da terra, grazie anche a un nuovo polo ricettivo dotato di postazioni per la visione 3D del fondale in corrispondenza della palafitta e del tumulo sacro dell’Aiola.

Lo specchio d’acqua del lago di Bolsena dove si trova l’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (foto sabap-etr-mer)

Il sito, in ottimo stato di conservazione e accessibilità, si trova a una profondità compresa tra i 2 e i 4 metri e a brevissima distanza dalla riva, condizione questa che consente un’esperienza di visita unica anche a chi non pratica attività subacquee. Si tratta di un unicum archeologico e un modello di valorizzazione sostenibile del patrimonio sommerso.

I sub visitano l’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (foto sabap-etr-mer)

I lavori hanno interessato due ambiti: l’area di cantiere continuo dedicata alle attività di scavo subacqueo della Soprintendenza e l’area destinata alla fruizione del pubblico. Tra gli interventi realizzati figurano la messa in sicurezza e il restauro dei reperti lignei e ceramici visibili nel sito; un percorso subacqueo accessibile anche ai non vedenti; un percorso in snorkeling osservabile anche da imbarcazioni a fondo trasparente; l’illuminazione del complesso per le aperture notturne; un plastico in resina dell’intero sito; un rilievo fotogrammetrico completo per la restituzione 3D e un tour virtuale, accessibile da qualsiasi dispositivo digitale, che connette il pubblico con l’esposizione a terra e con il museo Territoriale del Lago di Bolsena.

Ustica (Pa). Al via l’Ustica Archeofilm 2025 – Festival internazionale del cinema di archeologia e ambiente nell’ambito della III Rassegna del Mare “Sebastiano Tusa”, promosso da Fondazione Sebastiano Tusa, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Ecco il programma

Nella piazza centrale dell’isola di Ustica (Pa) nell’ambito della III Rassegna del Mare “Sebastiano Tusa”, alle 20, dal 17 al 19 settembre 2025, è il programma l’Ustica Archeofilm 2025 – Festival internazionale del cinema di archeologia e ambiente con l’attribuzione del “Premio Ustica Archeofilm 2025” per il film più votato dal pubblico. Evento organizzato da Fondazione Sebastiano Tusa, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Selezione filmati e archivio cinematografico a cura di Firenze Archeofilm. Ingresso libero.

Frame del film “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling

MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE 2025. Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito, 54’). Venezia è minacciata dal cambiamento climatico. Il livello del mare sta aumentando rapidamente. Le inondazioni stanno diventando sempre più frequenti ed estreme. A ogni inondazione, è sempre di più il sale che impregna gli edifici storici della città erodendo i mattoni, la malta e la pietra. L’esistenza stessa di Venezia è in bilico. Riusciranno scienziati e ingegneri a trovare il modo di proteggere questo gioiello unico di architettura, bellezza e cultura prima che sia troppo tardi?

Frame del film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno

GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025. Il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 76’). Il documentario evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Attraverso un mosaico di suggestioni visive, storiche e mitologiche, lo spettatore viaggia con grandi maestri dell’esplorazione subacquea fino al grembo profondo di un capitolo dimenticato dell’Unità d’Italia. Un’immersione di grande importanza scientifica e archeologica, raccontata come una fiaba moderna.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un viaggio sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane

VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2025. Il film “Il relitto della Dieppoise. Nuova Caledonia” di Nicolas Job (Nuova Caledonia, 3’). Immersione sul relitto della Dieppoise, affondata a 26 metri di profondità nella splendida Laguna della Nuova Caledonia. A fare da guida in questo breve tour sottomarino la grande varietà di pesci e coralli che lentamente si sono riappropriati del loro ambiente, andando a riabitare un relitto trasformato in una formidabile scogliera artificiale. Segue il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane (Italia, 60’). Un viaggio alla scoperta dello straordinario patrimonio sommerso dei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Le pagine più importanti dell’archeologia subacquea italiana: dal lavoro pionieristico di Nino Lamboglia a quello dell’archeologo Sebastiano Tusa. Chiude la serata e il festival la Cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Ustica Archeofilm 2025” per il film più votato dal pubblico.

Bacoli (Na). Aperto al parco di Villa Ferretti, in un bene confiscato alla Camorra, il nuovo Ufficio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza: un presidio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio sommerso lungo le coste flegree e campane

Aperto a Bacoli il nuovo ufficio di Archeologia subacquea delal soprintendenza (foto sabap-na)

Dal 30 luglio 2025, nel parco di Villa Ferretti, in via Lucullo a Bacoli (Na), c’è il nuovo Ufficio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza per l’Area Metropolitana di Napoli. L’apertura di questa sede rappresenta un momento di grande rilevanza per il territorio dei Campi Flegrei e per l’intero panorama nazionale della tutela archeologica. La nascita di questa sede operativa, nel cuore dei Campi Flegrei, rappresenta un evento di straordinario rilievo culturale, scientifico e istituzionale, con implicazioni concrete per il futuro della tutela dei beni archeologici sommersi lungo le coste flegree e campane. Il nuovo ufficio, ospitato all’interno di un bene confiscato alla camorra e concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune di Bacoli, opererà in stretta connessione con amministrazioni locali, università, centri di ricerca e comunità, promuovendo azioni concrete di monitoraggio, conservazione e fruizione sostenibile dei contesti archeologici subacquei, e sarà un punto di riferimento per la ricerca, la conservazione e la valorizzazione dei siti archeologici sommersi, con particolare attenzione ai ricchissimi fondali dell’area flegrea, tra i più significativi del Mediterraneo.

Inaugurazione dell’ufficio di Archeologia subacquea a Bacoli: da sinistra, Simona Formola, Paola Ricciardi, Josi Gerardo Della Ragione e Mariano Nuzzo (foto sabap-na)

All’inaugurazione hanno preso parte Paola Ricciardi, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli e Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per le Province di Caserta e Benevento e già soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli; Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, e Simona Formola, funzionaria archeologa responsabile per il settore dell’archeologia subacquea.

L’ufficio di Archeologia subacquea nel parco di Villa Ferretti a Bacoli (foto sabap-na)

La sede operativa si colloca significativamente in un luogo d’eccellenza, il Parco di Villa Ferretti, e in un punto nevralgico del tessuto urbano antico, perché immediatamente prospiciente le rilevanti strutture archeologiche sommerse della Villa di P. Cornelio Dolabella, alle pendici del Castello Aragonese di Baia. L’istituzione dell’Ufficio di Archeologia Subacquea a Bacoli segna un punto di svolta: per la prima volta, la Soprintendenza istituisce una sede operativa stabile dedicata esclusivamente alla gestione del patrimonio subacqueo. Il nuovo ufficio avrà competenze specifiche su: pianificazione e direzione di campagne di scavo e documentazione subacquea; attività di tutela, vigilanza e monitoraggio; progetti di restauro in situ; promozione di percorsi di visita e fruizione controllata; formazione, didattica e collaborazione con enti scientifici, università e organismi internazionali.

Ufficio di Archeologia subacquea a Bacoli: da sinistra, Mariano Nuzzo, Josi Gerardo Della Ragione e Paola Ricciardi (foto sabap-na)

“L’inaugurazione di questa sede operativa, fortemente voluta e alla quale stiamo lavorando da oltre un anno e mezzo, rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più diretta, efficace e consapevole del patrimonio sommerso dell’area flegrea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo. “In un contesto unico al mondo per stratificazione storica e ricchezza archeologica, caratterizzata da contesti sommersi di eccezionale complessità e vulnerabilità, la presenza stabile della Soprintendenza sul territorio consentirà interventi più tempestivi ed efficaci in materia di conservazione, monitoraggio e valorizzazione. Questo presidio operativo garantirà inoltre una maggiore integrazione tra ricerca scientifica, governance territoriale e fruizione pubblica del patrimonio subacqueo. Il mare, da sempre confine e risorsa, torna oggi al centro della nostra attenzione culturale e identitaria”. “Accogliere a Bacoli la sede dell’Ufficio di Archeologia Subacquea è motivo di grande orgoglio per la nostra comunità”, dichiara il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione. “Questa inaugurazione rappresenta non solo un riconoscimento del valore storico e culturale del nostro territorio, ma anche una straordinaria opportunità di crescita. Il presidio stabile della Soprintendenza rafforza la rete di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico flegreo, in particolare quello sommerso, che costituisce una delle risorse più identitarie e distintive del nostro mare. Sarà anche un volano per la promozione di un turismo culturale sostenibile e per il coinvolgimento attivo dei cittadini nella salvaguardia della memoria storica”.

Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” (Sap libri) a cura di Alessandro Asta e Massimo Capulli

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Tourisma 2024: “Spazio Libri”, la nuova sezione curata da Massimo Cultraro (cnr-ispc) (foto AV

TourismA 2024 ha ospitato una nuova sezione, “Spazio libri”, dove sono state illustrate, alla presenza degli autori, le ultimissime novità editoriali riguardanti la comunicazione del passato e le grandi personalità che hanno fatto la storia, in un dialogo-confronto con il curatore della sezione, Massimo Cultraro, archeologo, dirigente di ricerca al Cnr-Ispc di Catania; docente di Archeologia egea e Preistoria del Mediterraneo nelle università di Palermo, Messina e Salerno; visiting professor alla Brown University di Providence (USA). Sabato 24 febbraio 2024, Massimo Cultraro con Massimo Capulli, docente di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Udine, co-autore insieme ad Alessandro Asta, funzionario archeologo della soprintendenza Abap di Venezia, il libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” (Sap libri).

Per aquam ad astra”, sintetizza Massimo Capulli per archeologiavocidalpassato.com, “si inserisce nella lunga tradizione di libri che vengono fatti in onore di grandi studiosi da parte degli allievi. Io e Alessandro Asta, che è funzionario della soprintendenza a Venezia, mentre io insegno a Udine, siamo forse tra i primi allievi di Luigi Fozzati. Io sono stato il suo primo laureato quando insegnava a contratto a Venezia, e Alessandro Asta ha preso il suo posto in soprintendenza.

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Copertina del libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” a cura di Alessandro Asta e Massimo Capulli (Sap libri)

“E così – continua – abbiamo deciso di dedicargli un volume andando a collezionare i contributi di colleghi e amici che hanno incrociato la sua lunghissima carriera all’interno del ministero. È stato un lavoro complesso perché significava andare a ritrovare persone con cui noi non abbiamo avuto a che fare direttamente, persone che hanno lavorato con lui in soprintendenza quando era in Piemonte, persone che hanno lavorato con lui quando ancora prima di entrare nel ministero era cultore della materia all’università di Roma, all’istituto Orientale di Preistoria. Molte persone sono andate in pensione, e quindi bisognava cercare le e-mail: cose anche un po’ pratiche. Però alla fine siamo riusciti a mettere insieme ben 61 contributi che si condensano in 540 pagine. Quindi un volume assolutamente corposo che riflette un po’ quelle che sono le anime di Luigi Fozzati. Quindi, al di là di una introduzione di tipo biografico curata dall’ex direttore generale Luigi Malnati e dal fratello di Fozzati, Giorgio Fozzati, c’è tutta una parte dove lui ha lavorato a lungo: quindi Venezia e laguna, dove è stato direttore di Nausicaa; la regione Friuli-Venezia Giulia, dove ha finito la sua carriera come soprintendente; e poi ci sono altre aree tematiche che sono l’archeologia costiera del Mediterraneo, l’archeologia umida e lacustre, studi di carattere generale, e ultimi ma non ultimi – conclude – anche i contributi di colleghi stranieri che hanno voluto scrivere in onore di Luigi: grandissimi studiosi come Xavier Nieto, Katerina Dalla Porta, Eric Rieth, insomma persone che hanno segnato pagine molto importanti dell’archeologia subacquea mondiale”.

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Luigi Fozzati uno dei curatori della mostra “Thalassa” al Mann (foto graziano tavan)

Luigi Fozzati (Ivrea, 21 giugno 1951) archeologo subacqueo, antropologo del mare e delle acque. Laureatosi nel 1973 all’università di Torino, dopo un breve periodo come assistente all’università La Sapienza di Roma (1976-‘79), nel 1979 entra a far parte della soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte, prima come ispettore archeologo e poi archeologo direttore, ruolo che ricoprirà successivamente anche alla soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto (1993-2008), dove darà vita al Nucleo Archeologia Umida Subacquea Italia Centro Alto Adriatico (NAUSICAA), e infine sarà soprintendente per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia (2008-2016). Parallelamente come archeologo subacqueo farà parte del Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea del ministero per i Beni e le Attività culturali (Roma, 1987-2016) e terrà anche l’insegnamento di Archeologia subacquea all’università Ca’ Foscari di Venezia (1994-2011). Già presidente nazionale dell’Associazione Italiana Archeologi Subacquei-AIASub (2003-2009) e socio fondatore dell’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale, è attualmente membro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e socio fondatore dell’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea.

Taranto. La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo inaugura il catamarano Amphitrite, la prima imbarcazione per la ricerca archeologica subacquea battente bandiera italiana

taranto_castello-aragonese_catamarano-amphitrite_presentazione_locandinaDopo quarantasette anni, finalmente una imbarcazione per la ricerca archeologica subacquea, battente bandiera italiana, torna a solcare i mari. Giovedì 11 gennaio 2024, alle 11, al Castello aragonese di Taranto, grazie all’ospitalità della Marina Militare, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo inaugura il catamarano Amphitrite che sarà laboratorio scientifico e base appoggio per le attività di tutela, monitoraggio, studio e ricerca archeologica in mare. Parteciperanno i rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose per la benedizione. Madrina di Amphitrite sarà la dirigente dell’UNESCO Krista Pikkat, director Culture and Emergencies and secretary of the 1954, 1970 and 2001 Conventions – Culture Sector UNESCO. Gli invitati, inoltre, potranno fare l’esperienza immersiva sul commercio marittimo del marmo grazie ai contenuti in 3D a 360 gradi visibili con l’uso di oculus (durata di 8 minuti circa).

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Il catamarano Amphitrite della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo destinata alla ricerca subacquea (foto patrimonio subacqueo)

La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, con sede a Taranto, si è dotata di un catamarano battezzato Amphitrite che sarà utilizzato come laboratorio scientifico e base appoggio per le attività di tutela, monitoraggio, studio e ricerca archeologica in mare. Il catamarano Amphitrite è stato acquistato con i fondi dell’omonimo progetto “Amphitrite. Archeologia Subacquea per tutti nei Parchi Marini digitali. Monitoraggio, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso delle Aree marine protette di Portofino, Capo Testa – Punta Falcone, Parco sommerso di Baia, delle Isole Tremiti, Capo Rizzuto”, finanziato dal ministero della Cultura. Motto dell’imbarcazione è Profunda speculamur aequora, che, tradotto in italiano significa Esploriamo le profondità del mare.

Per l’occasione, con l’autorizzazione della Regione Lazio proprietaria dell’Opera, sarà proiettato il docufilm “Mare Nostrum. Storie dal mare di Roma” regia di Guido Fuganti, soggetto e sceneggiatura di Roberto Petriaggi, prodotto da Syremont SpA e Agorasophia Edutainment SpA, con fondi del FESR POR 2014-2020. Il docufilm, dopo la presentazione in prima nazionale a Roma, il 4 febbraio 2020 ai Mercati Traianei, fu ritirato quasi subito, per il divampare dell’epidemia di Covid 19. Sarà la prima volta che viene reso nuovamente fruibile, dopo la fine dell’emergenza. Della durata di circa 20 minuti, presenta il mondo della marineria romana, con particolare riguardo al commercio dei beni alimentari (grano, olio, vino ecc.)  e generi di lusso, tra i quali spicca il marmo impiegato per le costruzioni, attraverso l’interazione tra attori, interpreti di una storia ambientata a Roma al tempo di Traiano, e il narratore della stessa, impersonato dall’archeologo subacqueo Michele Stefanile. L’opera ha partecipato alla Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea e alla XXIX Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto del 2020, dove è stata selezionata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per essere proiettata negli Istituti italiani di Cultura nel mondo.

 

Egnazia (Br). Al museo Archeologico nazionale inaugurato l’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”: percorso emozionale con focus sull’archeologia subacquea

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

Oltre 30mila litri di acqua salata in cui nuotano pesci che popolano i bassi fondali sabbiosi del mar Adriatico oggi come di ieri; al centro, un grande dolium romano, recuperato in mare al largo di Monopoli: un contenitore anche da trasporto, utilizzato nelle stive delle navi onerarie romane per il commercio dell’olio e del vino. È l’acquario del museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) è stato inaugurato giovedì 9 novembre 2023 al museo Archeologico alla presenza del direttore generale Musei Massimo Osanna, del delegato alla direzione regionale Musei Puglia Francesco Longobardi, e del direttore del sito Fabio Galeandro. L’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”, l’allestimento inaugurato un anno fa al piano interrato del museo, avrà una importante valenza didattica. Il percorso, anche emozionale, riserva particolare attenzione all’archeologia subacquea, formidabile strumento di conoscenza in grado di svelare, attraverso i naufragi e i carichi perduti, la storia di uomini e genti, e di ricostruire i paesaggi marini.

Levanzo (Tp). Nuovi ritrovamenti archeologici nei fondali, sito della Battaglia delle Egadi: recuperati altri due rostri in bronzo. Sono l’Egadi 26 e l’Egadi 27. E poi 15 elmi, 20 paragnatidi, una spada e, per la prima volta, 7 monete d’argento

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Egadi 27: è il 27° rostro in bronzo nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi del 241 a.C. (foto regione siciliana)

E sono 27! Parliamo dei rostri recuperati nei fondali di Levanzo (Trapani), sito della Battaglia delle Egadi. Sono passati quasi 20 anni, da quel lontano 2004, quando la “scoperta” del primo rostro delle Egadi nello studio di un dentista trapanese ad opera del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri confermò al compianto Sebastiano Tusa che il luogo di rinvenimento, a poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo, doveva essere proprio il teatro dello storico scontro navale delle Egadi tra la flotta cartaginese e quella romana che nel 241 a.C. segnò la fine alla prima guerra punica (vedi Recuperato nel mare di Levanzo il dodicesimo rostro che conferma l’ubicazione della battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra romani e cartaginesi, che pose fine alla prima guerra punica a favore dei romani | archeologiavocidalpassato).

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Area della battaglia delle isole Egadi tra romani e cartaginesi nel 241 a.C.
L’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo nel marzo 2018

“I fondali delle Egadi”, dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “si confermano ancora una volta uno scrigno prezioso di informazioni per comprendere lo scontro navale tra romani e cartaginesi. La scoperta di Sebastiano Tusa continua ancora oggi a ricevere conferme sempre più importanti, avvalorando l’intuizione dell’archeologo prematuramente scomparso nel 2019 che aveva consentito l’individuazione del teatro della battaglia che sancì il dominio dei Romani sul Mediterraneo”.

Egadi 26: è il 26° rostro in bronzo nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi del 241 a.C. (foto regione siciliana)

La campagna di ricerche che si sta svolgendo in questi giorni – come comunica la soprintendenza del Mare – ha consentito il recupero di due rostri in bronzo denominati “Egadi 26” e “Egadi 27”. Sono stati individuati su un fondale di circa 80 metri e recuperati con l’ausilio della nave da ricerca “Hercules” della fondazione statunitense RPM Nautical Foundation che negli anni ha permesso, grazie alle sofisticate strumentazioni presenti a bordo, l’individuazione e il recupero di numerosi reperti riguardanti l’importante battaglia svoltasi il 10 marzo del 241 a.C.

Due monete d’argento recuperate nella campagna di ricerche subacquee 2023 nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi (foto regione siciliana)
Paragnatide recuperato nella campagna di ricerche subacquee 2023 nei fondali di Levanzo (Tp) sito della battaglia delle Egadi (foto regione siciliana)

In particolare, in quest’ultima campagna, i subacquei hanno recuperato 15 elmi del tipo Montefortino, 20 paragnatidi (le protezioni per le guance e il viso dei soldati a corredo degli elmi), una spada, un centinaio di monete in bronzo e, per la prima volta in oltre vent’anni di ricerche, 7 monete in argento. Tutti i reperti sono stati trasferiti presso il laboratorio di primo intervento allestito presso l’ex Stabilimento Florio di Favignana e sono già al vaglio degli archeologi della soprintendenza del Mare. Le attività di ricerca nel tratto di mare tra Levanzo e Favignana sono condotte da un team formato dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dalla statunitense RPM Nautical Foundation e dalla SDSS The Society for Documentation of Submerged Sites.

Sala di controllo delle operazioni di ricerche subacquee nei fondali di Levanzo (Tp) (foto regione siciliana)

Sono 26 i rostri ritrovati con ricerche archeologiche subacquee a partire dai primi anni del Duemila. Micidiali armi di distruzione che, applicati sulla prua delle navi da guerra, consentivano lo speronamento delle navi nemiche e il conseguente affondamento. Negli ultimi 20 anni sono stati individuati anche 30 elmi del tipo Montefortino, appartenuti ai soldati romani, 2 spade, alcune monete e un considerevole numero di anfore. Da alcuni anni, alle ricerche puramente strumentali condotte in collaborazione con la RPM, sono state affiancate le ricerche con l’impiego dei subacquei altofondalisti della SDSS che hanno consentito, grazie alla specializzazione nelle ricerche in acque profonde, l’individuazione e il recupero di importanti reperti.

Tarquinia. Per il ciclo di conferenze di archeologia subacquea “Tra Terra e Mare” incontro con Luca Moccheggiani Carpano su “Dieci anni di ricerche nell’Anfiteatro Flavio, dalle fondazioni al piano attico. Claudio Moccheggiani Carpano dal 1974 al 1985”

tarquinia_parco-palombini_conferenze-tra-terra-e-mare_locandinaA Tarquinia secondo appuntamento del ciclo di conferenze sull’archeologia subacquea “Tra Terra e Mare”, organizzato dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (Stas), con il patrocinio del ministero della Cultura (MiC) e in collaborazione con l’Asd Assopaguro di Montalto di Castro e l’Assonautica provinciale Viterbo. Dedicati alle ricerche e archeologiche e alle ricognizioni subacquee lungo la costa tirrenica e nel mar MediTerraneo, gli incontri si tengono ogni giovedì, alle 21,30, dal 6 luglio al 10 agosto 2023.

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Indagine archeologica in acqua nel collettore EST (SUD), del sistema di smaltimento delle acque del Colosseo (foto giulio d’offizzi)

Appuntamento dunque giovedì 13 luglio 2023, alle 21.30, nella suggestiva cornice di Campo Cialdi, Parco Palombini, con ingresso via della Ripa 25, ingresso libero, con la conferenza “Dieci anni di ricerche nell’Anfiteatro Flavio, dalle fondazioni al piano attico. Claudio Moccheggiani Carpano dal 1974 al 1985” con Luca Mocchegiani Carpano, direttore del “Centro Ricerche Claudio Mocchegiani Carpano” che torna a parlare delle ricerche condotte da suo padre tra il 1974 e il 1985 all’Anfiteatro Flavio, il monumento di Roma più famoso al mondo. Claudio Mocchegiani Carpano inizia il suo lavoro di direzione dell’Anfiteatro Flavio nel 1974. Organizza un progetto di ricerca archeologica che lo porterà, anche in maniera avventurosa, ad indagare il monumento in tutta la sua interezza. I risultati di quelle ricerche, sono oggi, la base scientifica di tutti i nuovi approfondimenti e lavori.