Paestum. A 25 anni dal primo allestimento al museo Archeologico nazionale apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” intitolata a Mario Torelli. All’inaugurazione intervengono Osanna e Alfonsina Russo
Sabato 16 novembre 2024, a 25 anni dal primo allestimento, apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” del museo Archeologico nazionale di Paestum, intitolata all’archeologo Mario Torelli e dedicata al racconto della storia della città dalla fondazione romana del 273 a.C. al Medioevo. L’esposizione esplora religiosità, spazi pubblici e privati e la vita quotidiana attraverso reperti inediti. Prosegue con incisioni e acquerelli del Grand Tour dalla collezione della Fondazione Giambattista Vico, e conclude con documenti e foto del XX secolo che illustrano gli scavi e gli studi ancora in corso per la tutela del sito, rappresentando così il legame che connette romanità e contemporaneità con potenza e immediatezza.
Ma il taglio del nastro dell’importante traguardo per i parchi archeologici di Paestum e Velia è in programma venerdì 15 novembre 2024, alle 12. All’inaugurazione intervengono Massimo Osanna, direttore generale Musei; Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia; Teresa Marino, funzionario archeologo parchi archeologici di Paestum e Velia. Conclude Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale. Seguirà la visita alla domus del mosaico di Nettuno.
Roma. In Curia Iulia al via il ciclo di conferenze “Tre capitali cristiane. Rileggendo Richard Krautheimer” a trent’anni dalla morte dell’insigne storico dell’arte e storico dell’architettura autore del libro “Tre capitali cristiane. Topografia e politica”, pietra miliare degli studi di archeologia e topografia cristiana e tardoantica. Ecco il programma
Giovedì 31 ottobre 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la prima conferenza del ciclo “Tre capitali cristiane. Rileggendo Richard Krautheimer”. ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. A trent’anni dalla morte di Richard Krautheimer (Fürth, 6 luglio 1897 – Roma, 1° novembre 1994), insigne storico dell’arte e storico dell’architettura, il parco archeologico del Colosseo propone un ciclo di conferenze a partire dal libro “Tre capitali cristiane. Topografia e politica” (1983) pietra miliare degli studi di archeologia e topografia cristiana e tardoantica. Ciascun appuntamento approfondirà la trasformazione di una delle tre capitali dell’Impero – Roma, Costantinopoli e Milano – all’indomani dell’Editto di Milano, sulla spinta dell’impulso rinnovatore di Costantino che determinò profonde e susseguenti trasformazioni urbanistiche e topografiche. Sarà inoltre l’occasione, a trent’anni di distanza, per portare alla conoscenza del grande pubblico nuove scoperte e acquisizioni archeologiche. L’iniziativa gode del patrocinio del dicastero per l’Evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali per l’evangelizzazione nel mondo.

La testa colossale di Costantino conservata nel cortile del Palazzo dei Conservatori ai musei Capitolini di Roma (foto PArCo)
Giovedì 31 ottobre alle 16.30 il ciclo di conferenze si apre con “Quei giorni che cambiarono il mondo: Costantino tra novità religiose, topografia e politica”, intervento di monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la Cultura e l’Università della Diocesi di Roma, che offrirà un’ampia introduzione sulla figura di Costantino tra novità religiose, topografia e politica e il rapporto fra il potere temporale e quello religioso. Introduce Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. L’imperatore Costantino è figura estremamente controversa proprio perché è indubbia la sua grandezza, paragonabile forse solo a quella di Ottaviano Augusto. La sua intuizione di puntare su Costantinopoli e sull’oriente creò uno spazio in occidente che sarà decisivo nell’evoluzione di impero e chiesa. Sebbene il cristianesimo fosse ancora minoritario in occidente ed egli non avesse alcun interesse per questioni teologiche complesse – sulla scia dei suoi predecessori interessati soprattutto alla pax deorum -, nondimeno egli comprese la crisi del paganesimo e si appoggiò con evidenza al cristianesimo, mentre da parte della chiesa si guardò a lui come se fosse un catecumeno.

Ricostruzione dell’area presbiteriale della basilica lateranense a Roma all’epoca costantiniana (foto PArCo)
Sabato 9 novembre, alle 11.30, Lucrezia Spera in “Città degli imperatori e città degli apostoli. Roma tardoantica e la metamorfosi in capitale cristiana”. Nel giorno del millesettecentesimo anniversario della dedicazione della basilica lateranense, Lucrezia Spera, professoressa di Archeologia tardoantica all’università di Roma Tor Vergata e di Topografia cristiana di Roma al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, rileggerà il radicamento progressivo del Cristianesimo nel tessuto urbano di Roma attraverso gli apporti delle scoperte archeologiche più recenti, con la rilettura monumentale di alcuni contesti significativi e alcune riflessioni aggiornate sulla città tardoantica.

Mappa di Constantinopoli (1422) del cartografo fiorentino Cristoforo Buondelmonte, conservata alal biblioteca nazionale di Parigi (foto Wp)
Sabato 23 novembre, alle 11.30, Enrico Zanini in “Costantinopoli: una città, tre capitali (una delle quali cristiana)”. A pochi giorni dalla ricorrenza della cerimonia della limitatio della città, Enrico Zanini, professore di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Siena, illustra la fondazione della Nuova Roma e il conseguente spostamento della capitale dell’Impero da Roma a Costantinopoli, città multiforme e straordinariamente complessa che conosciamo ancora poco dal punto di vista archeologico, fornendo una chiave di interpretazione degli spazi, delle funzioni e dei monumenti di un organismo urbano al tempo stesso luogo di vita quotidiana e grandiosa macchina scenica.

La basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano (foto PArCo)
Sabato 7 dicembre, alle 11.30, Marco Sannazaro in “Milano paleocristiana: un bilancio delle ricerche degli ultimi decenni”. In occasione della festa di Sant’Ambrogio, Marco Sannazaro, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’università Cattolica del Sacro Cuore, concluderà la serie di incontri approfondendo le vicende di Milano / Mediolanum e proponendo un bilancio delle ricerche degli ultimi decenni sulla città paleocristiana.
Roma. In Curia Iulia “Dell’amare, del cucire” apre il ciclo di incontri “Esistere come Donna. Dialoghi e lezioni su donne, artiste, battaglie e archetipi femminili” a corollario della mostra “Penelope” aperta negli spazi delle Uccelliere Farnesiane e del Tempio di Romolo nel Foro Romano

La mostra “Penelope” nell’allestimento al Tempio di Romolo nel Foro Romano (foto PArCo)

Locandina della mostra “Penelope” al Foro Romano dal 19 settembre 2024 al 12 gennaio 2025
Il parco archeologico del Colosseo promuove la mostra “Penelope”, a cura di Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni, con l’organizzazione di Electa, aperta negli spazi delle Uccelliere Farnesiane e del Tempio di Romolo, dal 19 settembre 2024 al 19 gennaio 2025. L’esposizione ̶ attraverso circa cinquanta opere ̶ ripercorre il mito e la fortuna della figura di Penelope che giunge a noi, dalla remota età in cui affondano i poemi omerici, attraverso due tradizioni ugualmente potenti: quella letteraria e quella legata alla rappresentazione visiva.

Programma del ciclo di incontri “Esistere come Donna. Dialoghi e lezioni su donne, artiste, battaglie e archetipi femminili”
In occasione della mostra il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di incontri “Esistere come Donna. Dialoghi e lezioni su donne artiste battaglie e archetipi femminili” ideato e realizzato da Electa con Fondazione Fondamenta e con Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni. È una collana editoriale di Electa e della sua Fondazione culturale Fondamenta. È libri, lezioni, conversazioni, collaborazioni, amicizie, incontri, coincidenze mai casuali. È un racconto a più voci sulle pratiche di esistenza e sugli insegnamenti che grandi donne dell’arte e della letteratura ci hanno consegnato attraverso le loro vite, le loro scelte, le grandi ribellioni e i piccoli gesti e che risuonano ancora oggi potenti e appassionanti. È una frase sempre aperta che va ripetuta, interrogata, modificata È un contributo al grande racconto della storia delle donne. È nata celebrando Louise Bourgeois alla Galleria Borghese e ora accoglie “Penelope” al parco archeologico del Colosseo, con la mostra al Tempio di Romolo e alle Uccelliere Farnesiane e un programma di incontri che si svolgerà alla Curia Iulia dal 21 settembre al 14 dicembre 2024. Tutti gli incontri si svolgeranno alla Curia Iulia nel Foro Romano con ingresso da largo della Salara Vecchia, lungo via dei Fori Imperiali, altezza Largo Corrado Ricci L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria da effettuarsi su eventbrite.it.
“Dell’amare, del cucire”, sabato 21 settembre 2024, alle 11.30, apre in Curia Iulia il ciclo di incontri “Esistere come Donna. Dialoghi e lezioni su donne, artiste, battaglie e archetipi femminili”: Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Francesca Cappelletti, direttore della Galleria Borghese, introducono il reading di Isabella Ragonese, attrice e drammaturga, su ricerche a cura di Giulio Carlo Pantalei, scrittore e musicista. Il palinsesto è ideato e realizzato da Electa in collaborazione con Fondamenta, che organizza la mostra e pubblica il catalogo Penelope, e un saggio dedicato a Maria Lai nella collana Pesci Rossi. L’evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://penelope21settembre.eventbrite.it.

Teca di specchio etrusco in bronzo da Tarquinia (III secolo a.C.) con Ulisse, Penelope e il cane Argo (foto etru)
La mostra “Penelope”. Il suo personaggio ha attraversato i millenni e popolato il nostro immaginario legandolo a un ideale normativo della donna, fedele al marito Ulisse e saggia custode della sua dimora-reggia a Itaca, ubbidiente perfino al figlio Telemaco appena ventenne. Ma a renderla affascinante sono la sua determinazione, la sua resistenza e capacità di sognare. All’interno del percorso espositivo anche un omaggio a Maria Lai, artista che ha messo al centro del suo lavoro le materie tessili, in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai. Alla mostra si accompagna il catalogo pubblicato da Electa, concepito, per la ricchezza dei contributi affidati ai maggiori specialisti con focus su vari aspetti e cronologie, come un volume esauriente ̶ e ancora mancante nel panorama editoriale ̶ sulla figura mitica eppure così attuale di Penelope e sulla sua fortuna nella cultura occidentale fino ai giorni nostri.
Novità editoriali. Il libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli: viaggio nella vita di specie, a volte rare, a volte comuni, tra i monumenti del centro di Roma

Copertina del libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli (Ricca editore)
È in libreria e online da qualche giorno il libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli, che hanno voluto far conoscere e proteggere la fauna urbana di Roma, ispirati dalla bellezza del connubio tra natura e archeologia. il libro è dunque dedicato agli abitanti del parco archeologico del Colosseo, frutto della bella esperienza di ricerca condotta insieme a Ornis Italica. In questo volume fotografico, oltre 150 immagini inedite di fauna urbana accompagnano le storie di specie rare e relitte, rimaste intrappolate al centro di Roma, ma al tempo stesso mostrano la vita nascosta di altri animali che accompagnano le nostre quotidiane routine. “SPECTIO: la natura nascosta del Colosseo”, edito da Ricca Editore, con le splendide foto di Gianluca Damiani, naturalista e fotografo, è al tempo stesso un racconto di cambiamenti e stabilità, e percorre un viaggio nella vita di specie, a volte rare, a volte comuni, tra i monumenti del centro di Roma.

Un riccio tra i monumenti antichi nel cuore di Roma: foto di Gianluca Damiani / PArCo tratta dal libro “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” (Ricca editore)
Il libro. Nel cuore antico di Roma, tra le maestose rovine del Parco archeologico del Colosseo, si cela un mondo segreto e affascinante che può sfuggire all’occhio del turista e che in parte prende vita al calare della notte. Questo libro fotografico è un invito a esplorare la straordinaria biodiversità del PArCo, mostrandoci le specie che si sono recentemente avvicinate alle nostre città e quelle invece più difficili da osservare. Molti degli abitanti del Foro Romano e del colle Palatino, infatti, sono maestri dell’elusività: nelle ore di luce, i rapaci notturni dormono nelle cavità dei muri, dove trovano rifugio anche gechi, mammiferi, insetti e nelle zone umide i rospi smeraldini e il raro granchio di fiume, creando una comunità che prende vita quando il sole tramonta e la folla di turisti si ritira.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La dieta degli ormoni” di Annamaria Colao (università “Federico II” di Napoli)
Mercoledì 12 giugno 2024, alle 17, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “La dieta degli ormoni” di Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia al dipartimento di Medicina Clinica Chirurgia, università “Federico II” di Napoli. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Roberto Baldelli, dirigente medico endocrinologo AO San Camillo – Forlanini, Roma; Lucia Migliaccio, presidente associazione PRIMA Insieme per la Qualità della Vita. Sarà presente l’autrice. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. E sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

L’endrovrinologa Annamaria Colao dell’università “Federico II” di Napoli
L’endocrinologa Annamaria Colao da anni studia con il suo team dell’università Federico II di Napoli gli equilibri delicatissimi che dettano il nostro rapporto con la tavola e la sintesi delle sue ricerche è presentata in un volume, edito da Sonzogno, che offre a tutti le informazioni per consentire di perdere peso in maniera salutare, rapida e duratura, agendo alle radici del metabolismo. Il regime proposto dalla professoressa Colao si articola in quattro schemi che hanno come protagonisti altrettanti ormoni, da intrecciare e alternare nei vari momenti dell’esistenza. Lo schema Insulina stop mira a ridurre l’insulina in circolo, andando ad aggredire le riserve adipose e in particolare il grasso addominale. Il secondo schema, Serotoninergico, si accompagna al rilascio di serotonina, l’ormone del buonumore. Il terzo, Leptinico, ripristina l’equilibrio tra grelina e leptina, i due ormoni coinvolti nella fame e nella sazietà. L’ultimo schema, Melatonina plus, favorisce la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, e consente un reset periodico del metabolismo.
Roma. Per il finissage della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo, il parco archeologico del Colosseo propone in Curia Iulia e on line il convegno internazionale “La fortuna della Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo”, una nuova Web App e il podcast “Il monolite dell’Impero”
In occasione del finissage della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (chiude il 30 aprile 2024) il parco archeologico del Colosseo promuove e organizza nella Curia Iulia nel Foro Romano nei giorni 22 e 23 aprile 2024 un convegno internazionale di studi a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Angelica Pujia e Giovanni Di Pasquale. Ingresso solo su prenotazione da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.
Il convegno – dal titolo “La fortuna della Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” – prevede una prima giornata di studi il 22 aprile 2024, con approfondimenti sul contesto storico e topografico della Colonna, specificamente nelle trasformazioni post antiche, seguiti da interventi sulla fortuna iconografica del monumento nei secoli dell’età moderna e contemporanea. Il secondo giorno invece, 23 aprile 2024, è prevista una tavola rotonda interamente dedicata alle tematiche della tutela e conservazione: partendo dal cantiere di restauro condotto nel decennio tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, verranno ripercorse le tappe di quell’esperienza che vide un intervento integrato di manutenzione, documentazione grafica e fotografica, ricerca e pubblicazione dei dati; a quell’esperienza ormai da qualche anno il PArCo ha attinto per impostare il proprio programma di interventi di tutela, conoscenza e valorizzazione anche con accordi e protocolli d’intesa necessari per il coinvolgimento di Enti di ricerca impegnati nell’applicazione delle nuove tecnologie; non mancherà uno sguardo sul futuro interessato dal grande cantiere della linea metropolitana Metro C a piazza Venezia rispetto al quale è già in atto una felice collaborazione pubblico-privata per il monitoraggio del monumento. Al convegno intervengono le più importanti personalità del mondo scientifico e accademico da sempre interessate alla Colonna, tra gli altri Salvatore Settis, Marcello Fagiolo, Paolo Desideri, Eugenio La Rocca, Vincenzo Farinella, cui si aggiungono, nella tavola rotonda, i protagonisti del grande cantiere degli anni Ottanta, tra gli altri Bruno Zanardi, Cinzia Conti, Michele Campisi, Carlo Birrozzi, oltre ai curatori e conservatori della Colonna e agli specialisti del mondo accademico. Il respiro internazionale del convegno è garantito dalla presenza dell’Ambasciatrice di Romania a Roma S.E. Gabriela Dancau che porta i saluti istituzionali del popolo romeno da sempre fortemente legato alla Colonna che celebra le campagne daciche di Traiano, mentre la conservatrice del museo nazionale di Storia di Bucarest partecipa con un contributo finalizzato al rapporto della Colonna Traiana con la costruzione dell’identità nazionale nello stato romeno moderno. Tra le istituzioni straniere fondamentale anche la partecipazione dei Musei Vaticani depositari dell’opera di calcatura più completa e imponente, pari a uno sviluppo di circa 200 metri di lunghezza, realizzata nel 1861-1862 per volere di Napoleone III da un gruppo di formatori vaticani guidati da Alessandro Malpieri su impulso di Papa Pio IX.

L’home page della web app sulla Colonna Traiana del parco archeologico del Colosseo
Il convegno non è l’unica attività che in questi mesi ha tenuto accesa l’attenzione sulla Colonna. È di poco tempo fa il lancio della Web App a cura di Sergio Fontana con Federica Rinaldi, un prodotto interattivo e multimediale pensato come un sussidio completo alla visita e alla conoscenza della Colonna, utilizzabile sia sul sito durante la visita, sia da remoto collegandosi al link https://colonnatraiana.cultura.gov.it./ La Web App è fruibile senza limitazioni su tutti i dispositivi mobili e anche su PC. Questo tipo di prodotto permette all’utente di non dover scaricare alcun dato sul proprio telefono o tablet; per fruirne infatti è necessario soltanto collegarsi al sito https://colonnatraiana.cultura.gov.it. Questo tipo di approccio ha reso possibile l’utilizzo di immagini della Colonna ad altissima qualità. Cuore del progetto infatti è lo svolgimento integrale dei 300 metri del fregio che raccontano per immagini le guerre condotte dall’imperatore Traiano nel 101-102 d.C. e nel 105-106 d.C. per sottomettere la Dacia, l’odierna Romania. Lo strumento digitale permette ciò che non era mai stato possibile dal vivo in 1911 anni di storia: una visione completa dei rilievi alla portata di tutti!

Una pagina della sezione “Srotola il fregio” della web app sulla Colonna Traiana del parco archeologico del Colosseo
L’App è suddivisa in quattro sezioni principali. Racconto: L’utente può girare virtualmente attorno alla Colonna accompagnato da una voce narrante che descrive gli avvenimenti narrati. Srotola il fregio: l’intero fregio della Colonna è stato restituito assemblando migliaia di immagini ad alta risoluzione. La storia si trova letteralmente nelle mani dell’utente che la può scorrere con le dita accompagnato da sottotitoli descrittivi. Viaggiando nel tempo: le vicende del periodo romano, medievale e moderno sono narrate da 3 brevi documentari; il nostro device si trasforma in una vera macchina del tempo per esplorare il paesaggio urbano intorno alla Colonna. Possiamo accedere a 16 ricostruzioni immersive a 360° e ritrovarci nei pressi della Colonna nel 125 d.C., nel 1450, nel 1750 e nel 1815. Le ricostruzioni, durante la visita sul sito, grazie all’utilizzo dell’accelerometro e della bussola dei dispositivi, si posizionano esattamente nello spazio permettendo un diretto confronto con l’attuale stato dei luoghi. Focus: attraverso una serie di ulteriori brevi documentari vengono approfonditi vari aspetti della Colonna Traiana: i numeri della Colonna, le Guerre Daciche, personaggi e interpreti, l’iscrizione della Colonna, la tomba di Traiano. La Web App è anche multilingue: in Italiano, inglese e rumeno (la versione in lingua rumena è stata realizzata a cura dell’Ambasciata di Romania in Italia). I testi sono stati scritti con un linguaggio semplice e accessibile a tutti. La possibilità di utilizzo anche su PC consente di adoperare questo strumento di conoscenza anche nelle scuole di ogni ordine e grado. L’App è stata curata da Sergio Fontana con Federica Rinaldi, lo sviluppo informatico è stato realizzato da Lecreo srl.

L’home page dei podcast “Il monolite e l’impero” del parco archeologico del Colosseo con il primo episodio “L’imperatore e l’architetto”
Le novità non finiscono qui: al racconto permanente della Colonna e della sua fortuna è infine dedicato anche un podcast. Tre episodi intitolati “Il monolite dell’impero romano”, promossi dal Parco archeologico del Colosseo, con la curatela di Federica Rinaldi, scritti e narrati da Luca Lancise, raccontano la Colonna da un punto di vista inedito, quello del suo Architetto progettista e costruttore, il grande Apollodoro di Damasco interpretato da Pierangelo Menci. Il podcast sarà scaricabile dal canale Spotify del PArCo: https://bit.ly/PArCo_Spotify.
Roma. In Curia Iulia la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana, Roma e la Grecia” con Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. In presenza e on line
Martedì 9 aprile 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana Roma e la Grecia” a cura di Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. Dopo i saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, intervengono Zaccaria Mari, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, e Anna Maria Reggiani, direttore emerito per l’Archeologia del ministero della Cultura. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://9aprile_adriano.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

L’Antinoeion, il complesso egittizzante a Villa Adriana a Tivoli (foto PArCo)
L’allora soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, al fine di adeguare Villa Adriana ai livelli qualitativi richiesti dall’UNESCO – che nel 1999 aveva incluso il comprensorio nella lista del Patrimonio dell’Umanità-WHL – pianificò un ambizioso programma per offrire un’immagine più adeguata al contesto internazionale. Gli scavi e le ricerche si indirizzarono sui grandi edifici dell’intorno dell’Area archeologica, da sempre i meno noti. Tra i principali risultati si giunse nell’arco di circa un decennio alla scoperta del periplo stradale di accesso al Grande Vestibolo e al vicino complesso egittizzante denominato Antinoeion, all’altro sito “egizio” tradizionalmente noto come Palestra e al c.d. Tempio di Pluto. Oltre alla migliore conoscenza delle strutture architettoniche, insufficientemente rappresentate nelle piante storiche, ai preziosi reperti, soprattutto scultorei, tornati alla luce e alle decorazioni, gli scavi hanno costituito l’occasione per riconsiderare l’intera problematica dei luoghi egittizzanti della Villa, anche con i suoi addentellati a Roma e nel mondo greco, ove un ruolo preminente ebbe senza dubbio la figura di Antinoo.
Roma. Nelle Uccelliere degli Orti Farnesiani sul colle Palatino ultimi giorni per la mostra “Splendori Farnesiani. Il Ninfeo della Pioggia ritrovato”, che evoca la Wunderkammer immaginaria dei Farnese

Mostra “Splendori Farnesiani. Il Ninfeo della Pioggia ritrovato” arricchita con installazioni multimediali (foto PArCo)
Con il termine tedesco “Wunderkammer” si indica l’ambiente di una residenza destinato a raccogliere esemplari rari o bizzarri, di storia naturale o artefatti, apparentemente ammassati senza alcun criterio, ma in realtà accostati per analogie e metafore: una “Camera delle Meraviglie”. Ambite da tutte le grandi casate d’Europa, queste collezioni, considerate le antenate dei musei, si diffondono nei primi anni del Cinquecento e sono particolarmente apprezzate fino al Settecento in quanto utili strumenti per mostrare la cultura e il potere del proprietario. Lo spirito della Wunderkammer ideale dei Farnese è ora evocato in una delle Uccelliere degli Orti Farnesiani sul colle Palatino: con l’ausilio della tecnologia è stato ricreato quello che non può essere esposto in originale, esattamente come agli artisti del Seicento era chiesto di sostituire le opere mancanti nelle Camere delle Meraviglie realizzando delle copie fedeli. Fino al 7 aprile 2024 è aperta la mostra “Splendori Farnesiani. Il Ninfeo della Pioggia ritrovato”, a cura di Alfonsina Russo, Roberta Alteri e Alessio De Cristofaro, ideata per offrire ai visitatori una ricostruzione di quelli che furono i valori, i significati e gli usi del Ninfeo e di tutti gli Orti Farnesiani nel momento di loro massimo splendore, tra la seconda metà del XVI e il XVII secolo. Un viaggio ideale nell’effimero e nella cultura immateriale barocca che caratterizzarono i celebri giardini farnesiani, teatro di delizie, ricerca, cerimonie e di autorappresentazione politica di una delle più importanti famiglie italiane dell’epoca. Attraverso quadri, disegni dall’antico, stampe, sculture in bronzo, oggetti d’arte e innovativi apparati digitali, la mostra permette ai visitatori di immergersi nella vita e nelle atmosfere del tempo, accostandosi non solo alla storia degli Orti e dei Farnese, ma alla stessa mentalità e visione del mondo che caratterizzava l’aristocrazia romana e italiana tra il tardo rinascimento e il Seicento.

Allestimento della mostra “Splendori Farnesiani. Il Ninfeo della Pioggia ritrovato” (foto PArCo)
Con l’ausilio di installazioni multimediali, la Wunderkammer immaginaria dei Farnese si trasforma sotto gli occhi del visitatore, dando vita a tre mondi che tra meraviglia, stupore, emozioni e turbamento, fondono insieme reale e virtuale: il mondo dell’Orto Botanico, rappresentato delle pagine animate dell’Aldini, autore della prima e unica edizione dell’opera dedicata ai giardini, che è anche la prima descrizione di un orto botanico italiano; quello delle Uccelliere, sulle cui pareti si alternano volatili esotici come pappagalli, galline d’India e pavoni; in ultimo, il mondo del Serraglio Farnese con la riproduzione del celebre dipinto di Agostino Carracci “Triplo ritratto di Arrigo Peloso, Pietro Matto e Amon Nano” realizzato sul finire del Cinquecento a Roma e conservato nel museo e real bosco di Capodimonte a Napoli, che sintetizza la predilezione del tempo per tutto ciò che deviava dalla norma, il diverso o “monstrum”, inteso anche come prodigio.

Allestimento mostra “Splendori Farnesiani. Il Ninfeo della Pioggia ritrovato” (foto PArCo)
“Ricostruire in modo filologico e raccontare l’effimero e il patrimonio immateriale di un’epoca conclusa non è mai semplice. È sempre necessario un attento lavoro di ricerca che metta insieme i documenti, i testi, i monumenti e gli oggetti che di una data epoca costituiscono testimonianza storica”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Poi bisogna affrontare la sfida del racconto, in forme che devono essere accessibili e comprensibili a tutti, senza però semplificare o banalizzare. In questo, il PArCo investe molto in innovazione, grazie alla sperimentazione e all’uso del multimediale e delle tecniche dello storytelling”.


Sarà il concerto di Diodato ad aprire mercoledì 19 giugno 2024 la terza edizione di “Venere in Musica”, la rassegna musicale ideata dal parco archeologico del Colosseo diretto da Alfonsina Russo, curata da Fabrizio Arcuri che firma la direzione artistica. Dal 19 al 23 giugno 2024 cinque imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito in uno scenario unico al mondo: il Tempio di Venere e Roma, il più grande edificio sacro costruito dai romani (e uno dei più grandi dell’antichità), voluto da Adriano, costruito a partire dal 121 d.C. e dedicato alla dea Roma Aeterna e alla dea Venus Felix. Il programma di quest’anno miscela sonorità che provengono da ambienti musicali differenti, dallo smooth jazz dei Moorcheba al cantautorato d’autore di Diodato, in una nuova tappa site specific del suo tour; poi le atmosfere maliane di una delle voci più significative della world music, Rokia Traoré, e il progetto che incrocia la Babelnova Orchestra, l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo Almar’à e un’icona della musica alternativa italiana, Ginevra Di Marco, storica voce dei CSI e dei PGR; fino ad arrivare alla travolgente energia rock-blues del “gladiatore” per eccellenza, Russell Crowe insieme ai suoi The Gentlemen Barbers. Il pubblico potrà entrare gratuitamente nell’area del Tempio di Venere e Roma, dalla piazza del Colosseo, a partire dalle 20. Gli spettacoli avranno inizio alle 21 e termineranno alle 23. Solo per lo spettacolo del 19 giugno l’accesso è previsto alle 19.30. La prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti su
La rassegna si apre mercoledì 19 giugno 2024 con il concerto di Diodato, un cantautore intenso e ricercato, tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, con sei album all’attivo e una carriera costellata di riconoscimenti, fino al recentissimo David di Donatello, vinto nel 2024 nella categoria Miglior Canzone Originale con La mia terra, presente nella colonna sonora di Palazzina Laf di Michele Riondino. L’artista tarantino inaugura Venere in Musica dopo una serie di date nelle principali città del Brasile e con una serie di sold out già registrati per il suo prossimo tour autunnale nei teatri. A Roma presenterà i brani del suo nuovo album Ho acceso un fuoco in cui reinterpreta in una nuova chiave, più vicina alla dimensione del live, alcuni brani fondamentali del suo repertorio.
Ripercorreranno il proprio universo musicale e i quasi trent’anni di carriera anche i Morcheeba, la band londinese che ha plasmato il trip-hop e che il 20 giugno a Venere in Musica si esibirà live con i brani dell’ultimo album, il decimo della sua discografia, Blackest Blue, un’elegante raccolta che mette in evidenza tutte le peculiarità: il mix di downbeat, nu-soul, electro-pop e smooth jazz, le atmosfere chill e un approccio alla scrittura sempre positivo e rilassato.
La sera seguente, 21 giugno 2024, sul palco allestito davanti al Tempio di Venere e Roma che guarda il Colosseo, salirà una delle più affascinanti esponenti della world music, la cantante e chitarrista maliana Rokia Traoré. Compositrice, polistrumentista, artista a tutto tondo con interessi e collaborazioni interdisciplinari – dalla letteratura al teatro, passando per il cinema e l’impegno nella formazione di giovani musicisti africani attraverso la propria fondazione – Rokia Traorè è un’icona della musica africana che mescola continuamente le radici tradizionali alle sonorità jazz, pop e rock di matrice europea e statunitense. Il suo live è incentrato sulla canzone Djamako – Allégresse, vero cuore di un viaggio nel suo repertorio, fra composizioni inedite e reinterpretazioni di classici e standard. Un concerto intimo con una formazione essenziale, un’esperienza fondata sull’idea di limite come punto di incontro fra culture diverse che si incontrano e si amalgamo nel reciproco rispetto.
Il 22 giugno 2024 appuntamento con un progetto che tiene insieme due formazioni centrali nel panorama della world music e una voce storica della scena alternativa e indie italiana: Ginevra Di Marco, fra le più raffinate interpreti del panorama musicale italiano, già voce dei CSI prima e dei PGR dopo, l’ensemble tutto al femminile Almar’à, l’Orchestra di donne arabe e del Mediterraneo, la BabelNova Orchestra, nata dall’esperienza dell’Orchestra di Piazza Vittorio e che ha appena pubblicato il debut album Magma. Tutte e tutti uniti per “She هي Elle Lei. Voci di acqua e di terra suoni di mare e di sabbia”, un concerto dedicato a un universo femminile che evoca, con brani e canzoni più o meno note, storie e racconti di deserti, genti di terre vicine e lontane, danze, speranze, nascite, addii e nuovi inizi. Un tripudio di suoni, melodie e ritmi per una grande festa in musica.
Venere in Musica si chiude domenica 23 giugno 2024 con il live di una star mondiale del cinema che il pubblico italiano ha conosciuto di recente nella versione di artista musicale, Russell Crowe, band leader della formazione The Gentlemen Barbers. Dopo il successo al Festival di Sanremo 2024, dove è stato ospite nella terza serata, Russell Crowe torna infatti in Italia per una serie di concerti in luoghi di particolare bellezza, fra cui il Tempio di Venere e Roma. “Ho sempre avuto un’attrazione nei confronti dell’Italia. È affascinante pensare che questo Paese abbia dato al Mondo un grandissimo contributo, in termini di cultura e dal punto di vista sociale” afferma Crowe che sulla natura di uno straordinario live rock-blues aggiunge: “Rivisitiamo numerosi successi della storia della musica ridando vita a brani iconici, attraverso nuovi arrangiamenti, per regalare al pubblico un’esperienza davvero straordinaria”.
Commenti recenti