Appia Antica (Roma). Al parco delle Tombe di via Latina la rievocazione storica della Legio II Parthica Severiana Albana e visita alle tombe Barberini e Valeri

Sabato 9 maggio 2026, l’area archeologica delle Tombe di via Latina ospita la rievocazione storica della Legio II Parthica Severiana Albana. L’evento si svolge tra le 9 e le 13 e prevede l’arrivo in marcia della legione, lo svolgimento di due dimostrazioni di figure militari e tecniche di combattimento e un approfondimento sulle armature romane e sul vestiario. Le dimostrazioni storiche si svolgono in due diversi interventi, alle 10 e alle 12. Ciascuna manifestazione avrà durata di circa 45 minuti, mentre nel tempo restante la legione sarà a disposizione del pubblico per scattare foto o rispondere alle domande del pubblico. Alle 11 e alle 13 sarà inoltre possibile visitare gli ambienti ipogei delle tombe Barberini e Valeri, accompagnati dal personale del parco. L’evento di rievocazione è gratuito. L’ingresso alle tombe prevede il biglietto di ingresso “Visita guidata | Tombe della via Latina sabato 9 maggio”. Biglietti disponibili su Musei Italiani (posti limitati).
Appuntamento in via dell’Arco di Travertino 151.

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Costruire relazioni con il passato: il progetto multimediale per Tharros time upon time” con Chiara Ligi, Ligi, direttrice artistica di Tokonoma Creative Studio, terzo appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo”

Venerdì 8 maggio 2026, nella sala conferenze del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, alle 18.la conferenza “Costruire relazioni con il passato: il progetto multimediale per Tharros time upon time” con Chiara Ligi, Ligi, direttrice artistica di Tokonoma Creative Studio, terzo appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo” che porta alla scoperta di come nasce la mostra “Tharros Time Upon Time”, un progetto multimediale che racconta la storia stratificata di Tharros attraverso reperti, archivi, immagini, video e installazioni. La mostra “Tharros Time Upon Time”, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con l’Arcidiocesi di Oristano, presente al Museo Diocesano di Oristano e visitabile fino al 21 giugno 2026, rappresenta un percorso espositivo che propone un’immersione totale nella vita di Tharros. Oggetti della vita domestica, strumenti di lavoro, gioielli e amuleti raccontano la quotidianità delle persone che hanno abitato la città. Grazie alla tecnologia multimediale, alle installazioni e all’impostazione grafica curata da Tokonoma, il progetto permette di offrire ai visitatori un’esperienza immersiva capace di rendere il passato più vivo e accessibile. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al link https://www.eventbrite.it/e/costruire-relazioni-con-il-passato-tokonoma-creative-studio-tickets-1988815193782?aff=oddtdtcreator

Piombino (Li). Per “I Pomeriggi di Archeologia” promossi dai Parchi Val di Cornia, al museo Archeologico la conferenza “Un nuovo complesso monumentale sull’acropoli di Populonia: le Terme Centrali” a cura di Fabio Fabiani, Stefano Genovesi e Alberto Caroti (UniPi)

Venerdì 8 maggio 2026, alle 16.30, per “I Pomeriggi di Archeologia” promossi dai Parchi Val di Cornia, al museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino (Li), la conferenza “Un nuovo complesso monumentale sull’acropoli di Populonia: le Terme Centrali” a cura di Fabio Fabiani, Stefano Genovesi e Alberto Caroti (università di Pisa – dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere). Le recenti indagini archeologiche hanno portato alla luce un contesto di grande interesse: un nuovo edificio monumentale che arricchisce il panorama urbanistico antico di Populonia. Si tratta di un complesso di terme pubbliche di età ellenistica, affiancato ai tre già noti edifici templari. Gli scavi, avviati lo scorso anno e in ripresa a giugno con il coinvolgimento di studenti e ricercatori, stanno contribuendo a ricostruire le dinamiche storiche che, alle soglie della romanizzazione, vedono la città pienamente ricettiva ai modelli greci e magnogreci nelle pratiche urbane del bagno e dei modelli architettonici e decorativi di tradizione ellenistica. La conferenza rappresenta un’occasione imperdibile per scoprire le ultime novità della ricerca archeologica e immergersi nella storia. Il programma delle conferenze 2026 nasce dalla collaborazione tra Società Parchi Val di Cornia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, Università e Associazione Archeologica Piombinese. Info su orari di apertura e modalità di visita www.parchivaldicornia.it, tel. 0565 226445, prenotazioni@parchivaldicornia.it.

Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione di “Trame del Tempo” il nuovo manuale di Laterza per il triennio delle Scuole superiori con gli autori Carlo Greppi e Caterina Ciccopiedi e Sara Menato (museo Egizio)

Venerdì 8 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, presentazione di “Trame del Tempo” il nuovo manuale di Laterza per il triennio delle Scuole superiori, nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Gli autori Carlo Greppi e Caterina Ciccopiedi approfondiranno il manuale per le scuole in conversazione con Sara Menato (museo Egizio). Il manuale propone un approccio integrato alla storia, combinando narrazione, fonti e strumenti di analisi per sviluppare capacità critiche e consapevolezza dei processi storici. Carlo Greppi, storico del Novecento e autore di saggi divulgativi, si occupa in particolare di storia contemporanea e memoria; Caterina Ciccopiedi, medievista e ricercatrice, lavora tra ricerca accademica e progettazione culturale, con esperienze anche in ambito museale. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/trame-del-tempo-tickets…

Venezia. In occasione di Race for the Cure, al museo Archeologico nazionale la visita tematica “Dee che curano, dee che proteggono” con Sabrina Rossi

In occasione di #raceforthecure, evento simbolo di Komen Italia e la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo, il museo Archeologico nazionale di Venezia venerdì 8 maggio 2026, alle 16.45, propone la visita tematica “Dee che curano, dee che proteggono”: la curatrice del Museo, Sabrina Rossi, condurrà i partecipanti tra le divinità femminili protettrici della vita, della salute e della natura. La visita è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri, su prenotazione. Prenotazione obbligatoria al numero: 041 2997602.

Rieti. Al museo Archeologico nasce il “Festival dei Popoli Italici”. La prima edizione è dedicata alla “Primavera Sacra”: per tre giorni un fitto programma di incontri che attraversa l’intero mosaico dei popoli italici, un racconto che unisce archeologia, mito e contemporaneità. Lezioni d’autore, tavoli didattici, mostra, serate d’autore, fiera del libro. Ecco il programma

Nasce a Rieti il “Festival dei Popoli Italici”.C’è infatti un’Italia più antica di Roma, fatta di popoli, lingue e visioni del mondo che hanno attraversato i secoli lasciando tracce profonde nella nostra identità. È a questa eredità che guarda il Festival dei Popoli Italici, in programma a Rieti dall’8 al 10 maggio 2026, alla sua prima edizione dedicata a “La Primavera Sacra”: un progetto che si presenta già come un unicum nel panorama culturale nazionale, capace di tenere insieme rigore scientifico, narrazione e coinvolgimento del pubblico. La città di Rieti diventa così il cuore di un racconto che unisce archeologia, mito e contemporaneità, restituendo il passato come chiave viva per leggere il presente, a partire proprio dal Ver Sacrum, simbolo di origine, migrazione e fondazione.

“Siamo nel museo civico di Rieti, sezione archeologica, perché oggi presentiamo un progetto nuovo, un’iniziativa che parte con grande motivazione e convincimento, il Festival dei Popoli Italici”, spiega Letizia Rosati, assessore alla Cultura del Comune di Rieti. “Avevamo detto che lo avremmo fatto, e ci siamo. Lo avevamo annunciato all’interno del grande progetto che vede l’Aquila capitale italiana della Cultura, capofila di una idea innovativa di questa grande iniziativa nazionale. L’Aquila è capofila di un grande progetto territoriale che riguarda tutto l’Appennino centrale. In cui Rieti gioca sicuramente un ruolo non secondario. E quindi è proprio qui, da dove partì tutto e da dove nacque tutto, che adesso si irradierà questa iniziativa che si tiene a Rieti l’8, il 9 e il 10 maggio tra gli spazi del museo civico e il nostro teatro Flavio Vespasiano. E poi ci saranno ancora altre sorprese nel corso dell’anno”. Per tre giorni (8, 9 e 10 maggio 2026), la sala polivalente del museo Archeologico di Rieti accoglierà un fitto programma di incontri che attraversa l’intero mosaico dei popoli italici. Il Festival dei Popoli Italici, ideato dal giornalista Federico Fioravanti e dall’associazione culturale Archè APS, è finanziato dal Piano Nazionale Complementare – Next Appennino, promosso dalla Città di Rieti e inserito nel calendario degli eventi “L’Aquila 2026, Capitale Italiana della Cultura – Una grande avventura per Rieti”. La manifestazione gode del determinante sostegno della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti. L’evento è realizzato dall’Impresa Culturale e Creativa Florabant SRL. I principali partner operativi sono la rivista di divulgazione storica Archeo, la società di servizi culturali ArcheoAres e la manifestazione di divulgazione storica Umbria Antica Festival. L’azienda molisana Dimensione srl, fornitrice di servizi di connessione ad internet a banda larga, è il principale sponsor privato dell’evento culturale.

“Il senso di questo Festiva dei Popoli Italici, il primo dedicato ai popoli preromani, perché a Rieti? Perché Rieti è sì il centro geografico d’Italia”, spiega il giornalista Federico Fioravanti, ideatore del Festival, “ma è soprattutto il cuore culturale, il centro storico dell’antica storia dei popoli italici che sono nati attraverso la cerimonia del Ver Sacrum a primavera dal lago di Cotilia: tutti i popoli dell’Appennino, e quindi tutti i popoli osco-umbri sono partiti da questo territorio. E quindi è questo un po’ il senso di questa manifestazione”. La manifestazione nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio reatino e, al tempo stesso, di inserirlo in una riflessione più ampia sull’identità italiana ed europea. Un progetto culturale che mette in dialogo istituzioni, ricerca scientifica e divulgazione, restituendo centralità a un’area che, non a caso, la tradizione ha definito Umbilicus Italiae. Un invito, dunque, a riscoprire le radici per comprendere il presente: perché nei percorsi dei popoli italici, nelle loro migrazioni, nei loro conflitti e nelle loro alleanze, si riflettono ancora oggi dinamiche e domande che appartengono al nostro tempo. Rieti si candida così a diventare, con questa prima edizione, un punto di riferimento stabile per chi vuole interrogare la storia non come memoria immobile, ma come strumento vivo di conoscenza e consapevolezza.

La targa con l’scrizione che ricorda il Centro Italia (Umbilicus Italiae) (foto festival popoli italici)

Si parte la mattina di venerdì 8 maggio con Filippo Coarelli, che racconterà il lago di Cotilia come Umbilicus Italiae e con Roberto Marinelli, che rileggerà il mito dell’“Atlantide sabina”, per proseguire con studiosi come Alessandro Jaja e Carlo Virili che dialogheranno sulle più antiche frequentazioni dell’area reatina e il glottologo Augusto Ancillotti che parlerà della grande eredità culturale delle Tavole Eugubine. La giornata di sabato 9 maggio entrerà nel vivo delle identità italiche con Francesca Lezzi sugli Equi, Nicola Mastronardi sul Ver Sacrum e Adriano La Regina sui Sanniti. Domenico Germano presenterà il “Cammino dei Padri”, un itinerario appenninico dal lago di Paterno a PietrabbondanteAlessandro Naso racconterà l’origine dei Piceni. Paola Santoro parlerà dei Sabini del Tevere, Gioal Canestrelli dei Marsi e Sandra Gatti dei Volsci degli Ernici. Un viaggio archeologico nella Valle del Velino a cura di Simone Nardelli aprirà le lezioni di domenica 10 maggio. Alessandro Guidi terrà una lezione sui Latini e la nascita di Roma. Valentino Nizzo racconterà il mondo degli Etruschi e Loredana Cappelletti si soffermerà sulla civiltà della Magna Grecia. Nel pomeriggio, le riflessioni di Giovanni Brizzi sulla “seconda Italia” e i popoli delle transumanze e di Giusto Traina sulle conseguenze politiche della cosiddetta guerra sociale, che oppose i Romani e gli Italici, tra il 91 e l’88 a.C. Chiuderà la manifestazione un dialogo dedicato alla “Valle dei Flavi” fra Andrea Carandini e Nicolò Squartini.

Accanto al percorso scientifico, il Festival dei Popoli Italici costruisce un’esperienza culturale più ampia. L’8 maggio debutterà infatti lo spettacolo di narrazione con musica “Il racconto di Romolo”: l’attrice e regista Natalia Magni, accompagnata dal flauto di Serine Khoudirate, rileggerà il mito fondativo di Roma attraverso le fonti antiche e lo sguardo contemporaneo. Nello stesso giorno (8 maggio 2026) la direttrice del Museo Civico Francesca Lezzi inaugurerà la mostra (visibile fino al 6 gennaio 2027) “Indossare la Storia. Prima di Roma: il segno della spada, il peso dello scudo”, un viaggio immersivo proposto dalla Collezione Silvano Mattesini dedicato alla panoplia dei guerrieri antichi attraverso la lente della ricostruzione storica.

Le serate d’autore al Teatro Flavio Vespasiano (ore 21.15) vedranno protagonisti Stefano Mancuso con “La tribù degli alberi” (8 maggio) e Dario Fabbri con una riflessione su “Popoli e imperi”, dal mondo antico all’età contemporanea (9 maggio). Le indicazioni per l’acquisto dei biglietti per le serate a teatro saranno disponibili sul sito internet festivalpopolitalici.it. Per tutta la durata del festival i tavoli didattici curati dalla associazione di archeologia sperimentale Legio XXX offriranno al pubblico uno squarcio sulla vita quotidiana del mondo antico con l’appuntamento “Segreti e Invenzioni: come vivevano i Romani, dalle origini alla Repubblica”. La manifestazione ospiterà anche una “Fiera del libro” con la presenza delle maggiori case editrici nazionali che presenteranno le ultime novità editoriali e i grandi classici sulla storia del mondo antico.

Ercolano (Na). Al parco archeologico di Ercolano al via “Ercole in città”: una visita tematica per famiglie (in italiano e in inglese) alla scoperta del mito e delle imprese dell’eroe. Ecco il programma

L’8 e il 15 maggio 2026 il parco archeologico di Ercolano apre le porte a una visita tematica per famiglie dedicata alle fatiche del leggendario eroe. Un percorso a tappe tra i luoghi più evocativi del sito, dalla Sede degli Augustali fino all’Antiquarium. C’è un eroe che a Ercolano non è mai davvero scomparso. Il suo nome è scritto sugli affreschi, scolpito nelle fontane, nascosto nei dettagli delle ricche case che il Vesuvio ha conservato intatte per quasi duemila anni. È Ercole — e l’8 e il 15 maggio 2026, il parco archeologico di Ercolano lo riporta al centro della scena con “Ercole in città”, una visita tematica pensata per famiglie con bambini che trasforma il sito in un racconto a tappe tra archeologia, mitologia e meraviglia. Turni: ore 10-11 (italiano), 11.30-12.30 (inglese); max 25 partecipanti per turno, fino a esaurimento posti; attività gratuita, subordinata all’acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa di legge). Prenotazione obbligatoria: online, ercolano.coopculture.it; call center: +39 081 0106490 (lun–sab, ore 9-17).

Ercolano digitale: la Casa degli Augustali di Ercolano (foto paerco)

Il percorso prende avvio da uno dei luoghi più suggestivi dell’intero sito: la Sede degli Augustali, edificio pubblico dove si riunivano i cittadini deputati all’organizzazione del culto imperiale e che conserva alcuni degli affreschi più straordinari di Ercolano. È qui, tra le pitture che ritraggono Ercole nel momento del suo ingresso nell’Olimpo accanto a Giunone e Minerva, che la visita comincia a raccontare il rapporto speciale tra l’eroe e la città.

La sala più importante della Casa del rilievo di Telefo a Ercolano affacciata sul mare (foto Paerco)

Dopo alcune tappe lungo la strada principale della città si giunge alla Casa del Rilievo di Telefo, una delle dimore più grandi e raffinate, appartenuta forse alla famiglia più importante di Ercolano, quella di Marco Nonio Balbo. Il nome della casa rimanda al celebre rilievo marmoreo ritrovato in uno dei suoi lussuosi ambienti, che raffigura il mito di Telefo — figlio di Ercole — . Un reperto di straordinaria qualità scultorea che testimonia come le élite ercolanesi conoscessero e celebrassero il ciclo mitologico legato all’eroe, facendone un elemento di distinzione culturale e sociale. La casa diventa così non solo una tappa architettonica, ma una finestra sul rapporto tra mito e identità nella Ercolano del I secolo d.C.

La fontana dell’Idra di Lerna esposta nell’Antiquarium di Ercolano (foto paerco)

Il percorso di scoperta si conclude all’Antiquarium, dove ad accogliere i visitatori c’è una delle sculture più spettacolari dell’intera collezione: la fontana in bronzo che rappresenta l’Idra di Lerna. Il grande serpente a più teste, il mostro che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche. Ammirando la fontana, originariamente collocata al centro della piscina della grande Palestra, il racconto della lotta tra Ercole e l’Idra prende vita con tutta la sua potenza narrativa che non può non affascinare i piccoli visitatori del Parco.

Panoramica dell’antica Herculaneum (foto paerco)

Queste sono solo alcune delle tappe di un percorso che attraversa l’intera città antica, incontrando di volta in volta affreschi, iscrizioni, sculture e architetture che portano impressa la firma dell’eroe più celebre del mondo antico. Un viaggio che unisce rigore archeologico e leggerezza narrativa, pensato per far innamorare del passato anche chi lo incontra per la prima volta. Ne nasce un’esperienza che intreccia mito, arte e archeologia, capace di trasformare la visita in un momento di scoperta condivisa, tra apprendimento e divertimento.

 

Roma. Con l’Iliade di Omero al via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Storie d’Acqua”, il nuovo circolo di lettura in collaborazione con Il Talento di Roma aps che sceglie l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Ecco il programma

Con “L’Iliade di Omero” venerdì 8 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre “Storie d’Acqua”, il nuovo circolo di lettura in collaborazione con Il Talento di Roma aps che sceglie l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Riparte infatti la collaborazione fra il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Talento di Roma APS con un nuovo progetto di partecipazione culturale che mette al centro il dialogo tra patrimonio storico e pratiche contemporanee, promuovendo incontri che intendono rafforzare il senso di comunità, con strumenti semplici ma profondi come la lettura, l’ascolto e l’immaginazione condivisa. “Storie d’Acqua” è dunque il nuovo circolo di lettura che trattiene l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente. “Con Storie d’acqua il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia conferma il proprio impegno nel promuovere pratiche culturali capaci di attivare nuove forme di partecipazione e di relazione con il pubblico”, dichiara la direttrice Luana Toniolo. “Valorizzare il patrimonio significa anche aprirlo a interpretazioni contemporanee e renderlo uno spazio vivo, in cui le comunità possano riconoscersi, confrontarsi e costruire insieme nuovi significati. Ci prepariamo quindi ad accogliere un incontro al mese, da maggio a dicembre, il sabato pomeriggio, ad eccezione del primo appuntamento che si terrà venerdì 8 maggio”. I primi tre incontri del circolo di lettura rientrano nella Festa della lettura, la manifestazione letteraria diffusa organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del Municipio II di Roma Capitale. Il tema dell’edizione 2026 è “Parole oltre ogni confine”, un invito a riflettere sulla possibilità di dialogo e confronto attraverso la letteratura.

Nel primo appuntamento di venerdì 8 maggio 2026, alle 17, ad accoglierci ci sarà l’Iliade, un poema letto non solo attraverso il racconto della guerra di Troia, ma ritrovato attraverso un elemento fondamentale: il mare. È dal mare che arrivano gli eserciti, è sul controllo delle rotte e degli approdi che si gioca una parte decisiva del conflitto. Il nemico, in questo senso, è anche colui che attraversa l’acqua, che irrompe da fuori, mettendo in crisi un equilibrio territoriale e simbolico. L’Iliade può quindi essere letta come un archetipo di una lunga tradizione narrativa: quella dei racconti in cui il mare è frontiera e allo stesso tempo via di accesso, spazio di separazione ma anche di contatto. Un elemento che non divide soltanto, ma che definisce relazioni di potere, scambi, invasioni. A moderare l’incontro saranno Chiara Mazza, Maria Nicolaci e Cristina Loizzo che seguiranno le tracce del capolavoro omerico nella cultura moderna. Saranno approfonditi anche gli aspetti generativi dell’Opera che ha lasciato traccia nella letteratura di tutti i tempi, nella filosofia, nell’arte e nella scienza. L’incontro è inserito nella programmazione più ampia della Festa della lettura, rassegna letteraria diffusa ideata da Chiara Mazza organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del municipio secondo ed inserita nel calendario de Il maggio dei libri. Ingresso gratuito in sala Fortuna su prenotazione all’indirizzo mail iltalentodiroma@gmail.com.

Sabato 23 maggio 2026, il secondo appuntamento in cui incontreremo lo scrittore Piero Dorfles con Le parole del mare, un libro che attraversa il mare non soltanto come scenario, ma come matrice simbolica capace di generare narrazioni, metafore, strutture di pensiero. Uno degli elementi più suggestivi è l’idea che non siano gli scrittori a raccontare il mare, ma il mare a parlare attraverso di loro. Una prospettiva che ribalta il punto di vista e restituisce alla natura una centralità narrativa, trasformandola in voce, in presenza attiva.

Sabato 20 giugno 2026 ci faremo trasportare dal volume Lungo La corrente. Viaggio nell’Europa che affronta il cambiamento climatico di Lorenzo Colantoni, in collaborazione con la sezione WASAG della FAO, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Scopriremo un’Europa che cambia, che si adatta e si trasforma: dalle comunità nate con il petrolio scozzese che si convertono alle rinnovabili fino a quelle di giovani spagnoli che tornano nelle terre dei padri, sperimentando una agricoltura sostenibile. Ad accompagnarci saranno ex pescatori che ora contribuiscono alla ricerca sulle balene, minatori coinvolti nella rinaturalizzazione di vecchi siti industriali, cacciatori che proteggono la foresta e i suoi abitanti con tecniche vecchie di secoli. Un libro di viaggio – a piedi, in treno e in barca a vela – attraverso sei paesi, alla scoperta dell’Europa che non aspetta l’apocalisse del cambiamento climatico, ma si sta attrezzando per affrontare le trasformazioni che sono già avvenute e quelle che stanno avvenendo.

Sabato 26 settembre 2026 sarà la volta de Il Mare dentro il Mare di Alessia Barbagli. Dalla letteratura di ogni epoca – da Ulisse a Melville, da Joyce a Elsa Morante – alle più recenti ricerche sulla biologia degli abissi, fino alla psichiatria e al mondo dei sogni, il volume propone tre differenti modi di confrontarsi con il mare. A questi sguardi si aggiunge quello dell’oceanografa spaziale Marie-Hélène Rio, che amplia l’orizzonte della riflessione.

Sabato 24 ottobre 2026 torniamo a leggere La spiaggia con gli occhi di Cesare Pavese che ambienta in Liguria il suo terzo romanzo. Il mare fa da scenario ad una vita vacanziera e sognante, ma che nasconde tensioni sotterranee, bugie e la crisi della coppia protagonista.

Sabato 21 novembre e sabato 19 dicembre 2026 ci prendiamo il tempo di vivere Moby Dick, il capolavoro di Hermann Melville, per completarne la lettura e goderne la bellezza epica e dare così una conclusione degna al gruppo di lettura.

Ingresso gratuito in sala Fortuna. Prenotazioni all’indirizzo mail: iltalentodiroma@gmail.com

 

Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” con Antonia Cozzi, sesto e ultimo appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”

Giovedì 7 maggio 2026, sesto e ultimo appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, la conferenza “Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia” di Antonia Cozzi L’incontro sarà una passeggiata attraverso le varie epoche, dai primi insediamenti umani alle città del periodo barocco, per ricostruire e decodificare le tracce dei vari sistemi insediativi che si sono succeduti e che lasciano segni ancora visibili nelle nostre città; questa ricerca è alla base dell’archeologia del paesaggio, che studia i paesaggi pluristratificati ed il rapporto tra le persone e l’ambiente. L’architetta Antonia Cozzi mostrerà come l’uomo ha iniziato a scegliere i percorsi mediante i quali spostarsi e dove creare i primi insediamenti e come la geomorfologia dei luoghi ha influenzato la tipologia dei centri abitati. Cominciando da quelle che sono ritenute la prime città della storia, passerà ad analizzare l’urbanistica romana e gli importanti segni che ha lasciato anche nel territorio esterno ai centri abitati; illustrerà come poter leggere le tracce delle grandi infrastrutture dell’epoca in città e le testimonianze lasciate da acquedotti e centuriazioni. Parlerà poi di un’altra epoca fondamentale per lo sviluppo dell’urbanistica, che ha lasciato numerosissimi centri urbani: il medioevo. Illustrerà la differenza tra gli aspetti urbani dell’alto e del basso medioevo e le regole presenti negli statuti cittadini per il decoro e la sostenibilità ambientale, che mostrano come ciò che è stato spesso presentato come “disordine” medievale, sia invece un diverso ordine rispetto a quello delle epoche successive, ma non meno studiato e pensato per il bene comune. Passando attraverso le caratteristiche dell’urbanistica del periodo rinascimentale, l’incontro terminerà esaminando le innovazioni del periodo barocco, che espressero al massimo le ricerche spaziali e le esigenze di rappresentatività già iniziate con il rinascimento e continuate nel 1500 con il potere signorile e papale. Ingresso gratuito.

 

Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto (CNR e Scuola di Specializzazione OrSa), secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 7 maggio 2026, alle 19, al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), in collaborazione con il Comune di Lacco Ameno, la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto, dirigente di Ricerca al CNR e professore di Archeologia fenicio-punica alla Scuola di Specializzazione OrSa, secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un importante contributo sullo stato degli studi circa la presenza levantina attestata nell’insediamento di Pithekoussai. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà il prof. Massimo Botto sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. La natura e la composizione etnica della comunità che si insediò a Ischia nel secondo quarto dell’VIII sec. a.C., definita euboica dagli autori classici, è tutt’ora al centro di un serrato dibattito fra gli specialisti. Partendo dai numerosi dati raccolti da Giorgio Buchner e David Ridgway nella necropoli di San Montano è stato possibile identificare la presenza ˗ oltre che di Greci e individui locali ˗ anche di Etruschi, Italici e “Fenici” nell’accezione più ampia del termine intesa a indicare sia persone provenienti dall’area siro-palestinese sia elementi che dalle coste del Levante presero parte a quell’ampio e articolato processo di irradiazione in Occidente promosso dalla potente città di Tiro, che si avvalse di vari protagonisti reclutati tanto in Oriente quanto nel Mediterraneo centro-occidentale. Non tutti gli studiosi sono però concordi nel ritenere che a Pithekoussai operassero stabilmente mercanti e artigiani “Fenici”. Partendo dalla documentazione archeologica ed epigrafica in nostro possesso e facendo riferimento alle più recenti linee di ricerca sull’argomento, nel corso dell’incontro si avrà modo di chiarire la natura multietnica e multiculturale di Pithekoussai valorizzando l’apporto dell’elemento orientale.