Milano. A Palazzo Litta, aperto al pomeriggio, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta (Sabap-Mi)
Martedì 4 novembre 2025, alle 16, in sala Azzurra di Palazzo Litta in corso Magenta a Milano, in occasione dell’apertura al pubblico del palazzo, dalle 15.30 alle 18.30, in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali Lombardia e la direzione di Palazzo Litta, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Il libro presenta un ampio catalogo di reperti archeologici di varia provenienza (egizi, italici, etruschi, magno-greci, romani) recuperati in questi anni grazie all’attività di tutela svolta dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Partecipano all’incontro la prof.ssa Elena Calandra (università di Pavia), il Lgt. c.s. Raffaele Adorante (Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Monza) e l’avv. Giuseppe Liberti (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Milano).

Copertina del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” a cura di Alberto Bacchetta
Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi (All’Insegna del Giglio). Il libro presenta il catalogo scientifico di un’ampia selezione di reperti archeologici di particolare interesse, provenienti da operazioni di recupero effettuate dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tali reperti, in origine detenuti da privati, sono entrati a far parte del Patrimonio dello Stato a seguito di sequestri operati dall’autorità giudiziaria oppure di consegne volontarie. Nella maggior parte dei casi si tratta di manufatti provenienti dall’Italia centro-meridionale, a cui si aggiungono beni di origine extra-italica, in particolare dall’Egitto. Nonostante la completa mancanza di informazioni sul loro originario contesto di rinvenimento, questi reperti rivestono un notevole interesse archeologico e il loro studio costituisce l’occasione per farli conoscere e apprezzare, restituendo loro valore e significato. Questo lavoro fornisce l’opportunità di mostrare un aspetto importante della costante attività di tutela svolta dalle istituzioni pubbliche impegnate nella conoscenza e nella salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito (Mondadori)
Per il ciclo ETRUlegge, martedì 4 novembre 2025, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito (Mondadori). L’autore dialogherà con Giuliano Ferrara e Giovanni Minoli. Modera Gaia Tortora. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.

Copertina del libro “Qualcosa di noi resterà. Un viaggio tra ragione e spiritualità” di Antonio Polito
Qualcosa di noi resterà. Si può sopravvivere alla morte? Miliardi di persone credono di sì. Ma lo spirito del tempo ci impedisce di parlarne: una cospirazione del silenzio sul morire e sul dopo. Facciamo di tutto per rivolgere lo sguardo altrove perché la perdita della vita ci fa paura, ci priva del bene più prezioso, e dunque è il peggiore dei mali. Ma forse è ora di strappare quel velo. C’è un modo per non farsi cogliere di sorpresa. Religioni, filosofia e neuroscienze ce ne danno gli strumenti. La resurrezione, l’aldilà, la reincarnazione, il culto dei morti, la loro «presenza» tra i vivi: la storia dell’umanità offre molti modi per dare un senso alla fine, per non considerarla un sipario, ma un passaggio, una trasformazione, una possibile rinascita. Poi ci sono i racconti di coloro che hanno avuto della morte un’esperienza parziale, hanno varcato la soglia e sono tornati. Parlano di tunnel di luce, di distacco dal corpo, di pace, di incontri con persone care defunte. La fisica quantistica e le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale aprono alla speranza che la coscienza non muoia insieme con il cervello, ma che ci sia un luogo, un cloud, dove possa continuare a vivere in un’altra dimensione. In ogni caso qualcosa di noi resterà: quantomeno nel ricordo, nella memoria, nell’affetto di chi ci ha conosciuto, consegnandoci all’immortalità. Antonio Polito affronta il tema della morte con lo scrupolo del giornalista e la sensibilità dell’uomo. Alla ricerca di un senso, conduce un’inchiesta che intreccia riflessioni, testimonianze ed esperienze con uno sguardo intimo e autobiografico. Un viaggio, il suo, nel mistero. Che diventa occasione per interrogarci non solo su cosa ci attende, ma anche su come vivere meglio da ora ad allora, finché siamo in tempo.
Antonio Polito, giornalista e scrittore, è editorialista del Corriere della Sera per cui scrive di politica italiana ed europea. Collabora con la trasmissione di approfondimento “Porta a Porta” ed è tra i più noti commentatori televisivi.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di novembre si conferma la classifica assoluta di ottobre: al primo posto il Colosseo (16.445 ingressi), seguito da Pompei (13.750 ingressi), e dal Foro romano e Palatino (13.173 ingressi)
Sono stati oltre 250mila gli ingressi domenica 2 novembre 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di novembre, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta vede la conferma del podio registrato nel mese di ottobre 2025: al primo posto il Colosseo (16.445 ingressi), seguito da Pompei (13.750 ingressi), seguito da Foro romano e Palatino (13.173 ingressi).

Visitatori in coda al museo Archeologico nazionale di Napoli per la #domenicalmuseo (foto sergio siano / mann)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 16.445 ingressi; area archeologica di Pompei 13.750; Foro Romano e Palatino 13.173; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.736; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.300; Terme di Diocleziano 4.097; Terme di Caracalla 3.730; museo e area archeologica di Paestum 3.115; parco archeologico di Ercolano 2.808; Villa Adriana 2.542; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 2.503; Palazzo Massimo 2.212; museo Archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 1.915; Palazzo Altemps 1.826; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.780; museo Archeologico di Venezia 1.775; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.344; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.044; museo Archeologico nazionale di Taranto 953; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 802; Appia antica – Mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 662; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 565; museo Archeologico nazionale di Aquileia 433; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 432; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 391; parco archeologico di Cuma 366.
Ercolano. Dopo quasi novant’anni dal ritrovamento, lo straordinario armadietto/credenza in legno carbonizzato con il suo corredo di stoviglie è esposto nell’Antiquarium nello spazio dedicato ai legni antichi del parco archeologico

L’armadietto/credenza in legno carbonizzato con il suo corredo di stoviglie esposto, dopo il restauro, all’Antiquarium del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

L’armadietto/credenza esposto all’Antiquarium del parco archeologico di Ercolano accanto a un larario e a una culla, restaurati di recente (foto paerco)
Per quanti che in questi giorni hanno deciso di visitare il parco archeologico di Ercolano all’Antiquarium troveranno una novità, un reperto eccezionale: per la prima volta da quasi novant’anni la credenza proveniente dall’appartamento V, 18 sul Decumano Massimo, dopo un lungo e complesso percorso di tutela e restauro che l’ha fatta tornare a risplendere, è stata trasferita dall’area archeologica all’Antiquarium del parco archeologico di Ercolano, dove entra a far parte del nuovo spazio espositivo dedicato ai legni antichi. Il reperto è esposto accanto a una culla, in un insieme che racconta intimità e quotidianità, e al larario rinvenuto nello stesso vano dell’appartamento V, 18, restaurato nel 2021 nell’ambito della XIX edizione di Restituzioni di Banca Intesa Sanpaolo.

Lo straordinario armadietto/credenza in legno carbonizzato è stato rinvenuto con tutto il suo contenuto durante gli scavi del 1937 accanto alla Casa del Bicentenario (foto paerco)

La prima esposizione dell’armadietto/credenza in legno carbonizzato secondo il progetto di Amedeo Maiuri (foto paerco)
Lo straordinario armadietto/credenza in legno carbonizzato è stato rinvenuto con tutto il suo contenuto durante gli scavi del 1937 accanto alla Casa del Bicentenario. All’interno, come riportato nei Diari di scavo, furono trovati coppe, bicchieri, brocche e pentole, testimonianza eccezionale della vita domestica ercolanese. Subito dopo la scoperta, il mobile fu esposto in situ al piano terra della bottega sottostante l’appartamento, protetto da una teca di vetro, nell’ambito del progetto di città-museo promosso da Amedeo Maiuri che intendeva restituire ai visitatori ambienti e oggetti della quotidianità sepolti dall’eruzione del 79 d.C. In seguito, per ragioni di tutela e conservazione, la credenza rimase sigillata in una cassa lignea per decenni, fino alla sua riapertura nel 2022. Da quel momento ha preso avvio un articolato percorso di studio e restauro, realizzato grazie alla collaborazione tra il parco archeologico di Ercolano e il Drents Museum di Assen. Nel 2023 si è concluso l’intervento di restauro, che ha permesso di rendere il manufatto idoneo al trasporto e all’esposizione.

Dettaglio dell’armadietto/credenza in legno carbonizzato con il suo corredo di stoviglie esposto, dopo il restauro, all’Antiquarium del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
Il trasferimento, particolarmente delicato a causa della fragilità del reperto, ha richiesto una complessa operazione coordinata da restauratori, archeologi e tecnici specializzati, che per un’intera giornata hanno lavorato garantendo la massima sicurezza. Oggi la credenza è collocata al piano ammezzato dell’Antiquarium, all’interno di un allestimento che ripropone fedelmente l’originaria disposizione voluta da Maiuri. Grazie alla documentazione di scavo, è stato possibile ricostruire e riposizionare sul mobile le stoviglie ritrovate nel 1937, restituendo così un’immagine viva e autentica della vita domestica di duemila anni fa. Il ritorno in esposizione della credenza rappresenta una tappa fondamentale nella valorizzazione del patrimonio di Ercolano, offrendo un’occasione unica per avvicinarsi, con emozione e meraviglia, alla quotidianità degli antichi ercolanesi.
Area metropolitana di Napoli. Prima edizione di “Weekend d’autunno” a cura della Sabap: cinque tappe lungo un itinerario che intreccia memoria, archeologia e natura, dal Vesuvio alla costa flegrea: Cimitile, Giugliano, Ercolano, Somma Vesuviana, Pozzuoli e Palma Campania. Ecco il programma
È partita la prima edizione di “Weekend d’autunno”, l’iniziativa promossa dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, che apre al pubblico – con visite guidate, percorsi tematici e momenti di approfondimento – siti di straordinario valore storico, artistico e paesaggistico normalmente non accessibili. Cinque fine settimana, da ottobre a dicembre, per riscoprire il fascino nascosto dei luoghi del patrimonio culturale dell’area metropolitana di Napoli. Il programma conduce i visitatori lungo un itinerario che intreccia memoria, archeologia e natura, con tappe che spaziano dal Vesuvio alla costa flegrea: Cimitile, Giugliano, Ercolano, Somma Vesuviana, Pozzuoli e Palma Campania. Un viaggio tra depositi archeologici, tombe e acquedotti romani, ville imperiali e paesaggi sottomarini, per conoscere da vicino le eccellenze di un territorio unico. Le aperture saranno accompagnate da visite guidate condotte dal personale della Soprintendenza, in collaborazione con associazioni e realtà locali, per vivere in prima persona la bellezza autentica dei luoghi e approfondire la conoscenza di un patrimonio che appartiene a tutti. Tutti gli eventi sono a ingresso libero o con prenotazione obbligatoria, secondo le modalità indicate sul sito ufficiale www.sabapmetropolitanana.cultura.gov.it. “Con Weekend d’autunno proseguiamo un lavoro costante di apertura, conoscenza e tutela del territorio”, dichiara la soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi. “Ogni iniziativa nasce dal desiderio di restituire ai cittadini luoghi spesso poco conosciuti, ma di grande valore storico e paesaggistico, e di consolidare il dialogo tra istituzioni, comunità e paesaggio. È così che il patrimonio diventa esperienza viva, condivisa, capace di generare consapevolezza e senso di appartenenza”. Prenotazioni (obbligatorie per tutti gli eventi). Ove previsto le prenotazioni avvengono esclusivamente via email all’indirizzo sabap-na-met.eventi@cultura.gov.it. Nella richiesta è necessario indicare nome e cognome dei partecipanti, orario turno scelto, presenza di eventuali bambini (con età) ed eventuali esigenze di mobilità; eventuali disdette vanno comunicate tempestivamente via mail. Lista d’attesa: al raggiungimento delle capienze, è possibile richiesta di lista d’attesa e presentarsi al punto di accesso/partenza per eventuali subentri; l’inserimento non garantisce l’accesso.

Villa Favorita a Ercolano, , una delle più affascinanti residenze borboniche del Miglio d’Oro (foto sabap-met-na)
La prima tappa si è già tenuta il 25-26 ottobre 2025: la costa di Bacoli e il Porto di Miseno visti dal mare, un suggestivo itinerario in barca per ammirare dal mare il porto antico di Miseno e la costa flegrea, culla di memorie archeologiche e paesaggi di straordinaria bellezza; le Passeggiate di architettura tra le ville vesuviane del Miglio d’Oro, itinerari tematici tra le residenze del Miglio d’Oro per riscoprire, attraverso l’architettura e i giardini, la grande stagione vesuviana del Settecento; apertura del Parco inferiore di Villa Favorita e della Casina dei Mosaici a Ercolano, un luogo di quiete e di raffinata bellezza immerso nel verde, e della Villa Augustea di Somma Vesuviana, uno dei complessi archeologici più affascinanti del territorio vesuviano, una villa imperiale del II secolo d.C. immersa in un paesaggio che unisce storia, natura e mito; visite ai Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, un’occasione per conoscere da vicino la complessità dei materiali provenienti dalle indagini flegree e la loro conservazione.
La seconda tappa l’8 e il 9 novembre 2025: itinerari e visite guidate tra le Basiliche paleocristiane di Cimitile e i Depositi del Rione Terra. Basiliche paleocristiane di Cimitile: apertura dalle 9 alle 13; visite guidate alle 9.30 e alle 11. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria per le visite guidate. Tra i più importanti complessi paleocristiani d’Italia, le basiliche di Cimitile raccontano la storia del culto di San Felice e dell’origine del cristianesimo in Campania. Depositi del Rione Terra: alle 9, 10.30 e 12, prenotazione obbligatoria. Apertura straordinaria dei depositi archeologici del Rione Terra, un’occasione per conoscere da vicino la complessità dei materiali provenienti dalle indagini flegree e la loro conservazione.
La terza tappa il 22 e il 23 novembre 2025: apertura straordinaria dell’Acquedotto Augusteo di Palma Campania e della Tomba del Cerbero a Giugliano, insieme alla Villa Augustea di Somma Vesuviana. Acquedotto Augusteo: apertura dalle 9 alle 13, ingresso libero. Apertura straordinaria dei resti dell’antico acquedotto augusteo, capolavoro dell’ingegneria romana che convogliava le acque del Serino fino a Napoli e Miseno. Tomba del Cerbero: domenica 23 novembre, dalle 9 alle 13, ingresso libero, visite in ordine di arrivo. Apertura straordinaria del sepolcro affrescato noto come “Tomba del Cerbero”, testimonianza preziosa dell’arte funeraria romana in Campania. Villa Augustea: sabato 22 novembre, dalle 9 alle 13, ingresso libero, visite in ordine di arrivo a cura della Pro Loco Somma Vesuviana. Uno dei complessi archeologici più affascinanti del territorio vesuviano, una villa imperiale del II secolo d.C. immersa in un paesaggio che unisce storia, natura e mito.
Quarta tappa il 13 dicembre 2025: visite ai Depositi del Rione Terra e alla Tomba del Cerbero. Depositi del Rione Terra: alle 9, 10.30 e 12, prenotazione obbligatoria. Apertura straordinaria dei depositi archeologici del Rione Terra, un’occasione per conoscere da vicino la complessità dei materiali provenienti dalle indagini flegree e la loro conservazione. Tomba del Cerbero: dalle 9 alle 13, ingresso libero, visite in ordine di arrivo. Apertura straordinaria del sepolcro affrescato noto come “Tomba del Cerbero”, testimonianza preziosa dell’arte funeraria romana in Campania.

Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)
Quinta tappa il 20 dicembre 2025: chiusura del calendario con la Villa Augustea e la Tomba del Cerbero, due luoghi simbolo del legame tra archeologia e paesaggio. Villa Augustea: dalle 9 alle 13, ingresso libero, visite in ordine di arrivo a cura della Pro Loco Somma Vesuviana. Uno dei complessi archeologici più affascinanti del territorio vesuviano, una villa imperiale del II secolo d.C. immersa in un paesaggio che unisce storia, natura e mito. Tomba del Cerbero: dalle 9 alle 13, ingresso libero, visite in ordine di arrivo. Apertura straordinaria del sepolcro affrescato noto come “Tomba del Cerbero”, testimonianza preziosa dell’arte funeraria romana in Campania.
4 novembre: ingresso gratuito musei e parchi archeologici statali
Martedì 4 novembre 2025, in occasione del Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, per iniziativa del ministero della Cultura i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto.
Ostia Antica (Roma). Al parco archeologico il convegno “Ostia ricorda Pier Paolo Pasolini” per celebrare i 50 anni dalla scomparsa. Ecco il programma
Nel giorno del cinquantenario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975 – 2 novembre 2025), il parco archeologico di Ostia antica (Roma) ne onora la memoria con un pomeriggio di incontri e dialoghi tra studiosi, artisti e testimoni. Un’occasione per ricordare e riflettere sull’eredità umana e culturale di uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Tra gli ospiti, Dacia Maraini. L’evento, a cura del direttore del parco Alessandro D’Alessio e di Francesco Spina, funzionario storico dell’arte, si svolge in sala Cébeillac, all’interno degli Scavi di Ostia secondo il seguente programma: alle 14.30, arrivo dei partecipanti, saluti istituzionali e introduzione con Mario Falconi, presidente del Municipio X di Roma Capitale; Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale; Simona R. Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile Regione Lazio; Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica. Interventi moderati da Alessandro D’Alessio: Dacia Maraini (scrittrice, poetessa e saggista) “Ricordando Pasolini”; Sonia Gentili (storica della letteratura italiana, Sapienza università di Roma, poetessa) “Per Pasolini: il vecchio futuro della storia”; Lorenzo Canova (storico dell’arte contemporanea, università del Molise, critico d’arte) “Pasolini e i pittori contemporanei”; Andrea Cortellessa (storico della letteratura italiana contemporanea, università di Roma Tre, critico letterario) “Fascinating Fascism”. Dialoghi: Claudio Bissattini, amico personale di Pasolini e autore della mostra “Idroscalo 75” a cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio, dialoga con Francesco Spina, funzionario storico dell’arte del parco archeologico di Ostia antica; Nicola Verlato, autore del progetto espositivo “Pier Paolo Pasolini Hostia” a cura di Lorenzo Canova e Vittorio Sgarbi, dialoga con Claudio Sagliocco, storico dell’arte di Sapienza università di Roma. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale nella giornata dei defunti l’incontro “Storie dell’altro mondo. Quando le ossa parlano” con l’archeologo Maurizio Marinato per il ciclo “Un tè al Museo”
Al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) domenica 2 novembre 2025 alle 15.30 l’incontro “Un tè al museo. Storie dell’altro mondo. Quando le ossa parlano”. Il 2 novembre, in molte parti del mondo, è una giornata dedicata al ricordo dei morti, un modo per mantenere vivo il legame con le persone care defunte. Anche il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine ha scelto di dedicare questa giornata a una riflessione sul tema, ma da una prospettiva storica e archeologica, per scoprire come le tracce materiali del passato possano ancora raccontare le vite di uomini e donne dell’antichità, attraverso l’ormai consueta formula del “Tè al Museo”: un momento di dialogo informale ed approfondimento culturale per unire la piacevolezza della convivialità alla scoperta del patrimonio archeologico. A guidare l’incontro, a partire dalle 15.30, sarà Maurizio Marinato, archeologo medievista specializzato nello studio dei contesti funerari, ricercatore al dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Attraverso il confronto con lo studioso, i visitatori e le visitatrici potranno scoprire come l’antropologia fisica e lo studio dei resti umani consentano di ricostruire la vita delle antiche comunità, restituendo voce e identità alle persone dietro ai reperti. L’appuntamento sarà anche un’occasione per riflettere sul valore delle sepolture non solo come contesti archeologici, ma come testimonianze dirette delle vite individuali: dietro ogni sepoltura, infatti, si cela una storia che la ricerca scientifica può tentare di ricostruire, restituendola alla memoria collettiva. Come di consueto, l’evento si svolgerà in un’atmosfera raccolta e conviviale, con una tazza di tè caldo tra le mani, per favorire la condivisione e il confronto attorno a temi che uniscono passato e presente. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti: tel. 0425668523, drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza.














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